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Salute, Cesana (Lombardia): “Trombosi venosa poco nota, serve informare”

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(Adnkronos) – “Ho iniziato ad organizzare eventi sulla prevenzione in Regione Lombardia, in quanto interessata a conoscere ed approfondire questo tema.Un tema che, se parliamo di trombosi, sappiamo di che cosa si tratta.

Però sono stata molto colpita dai dati emersi durante l’evento, che raccontano come la trombosi venosa profonda sia una patologia poco conosciuta, che colpisce indipendentemente dall’età, al contrario di quanto siamo abituati a credere e al tempo stesso di come ci sia poca conoscenza sul tema”.Lo ha detto Marisa Cesana, componente III Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, intervenendo al panel ‘La politica ascolta il mondo della sanità’, in occasione dell’evento ‘La prevenzione in viaggio. #piùmovimentomenotrombosi’, organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi presso la sala Marco Biagi di Palazzo Lombardia a Milano. “Mi sono appassionata a questa tematica e ho deciso di portarla in Commissione Sanità, dove grazie a un’audizione molto partecipata anche da parte degli altri commissari, ho avuto modo di conoscere Federica Fedele, fondatrice dell’Associazione Vincere la Trombosi, che ha stupito tutti con la sua storia – spiega Cesana – Sono stata talmente coinvolta che ho deciso di far conoscere a tutti questa tematica, portandola in Commissione Sanità, anche dal lato sociale, per tenere alta l’attenzione sulla prevenzione e soprattutto anche sulla trombosi venosa profonda”. In Lombardia “abbiamo dei centri specializzati, una rete che funziona, ma che secondo me andrebbe migliorata soprattutto con una rete di territorio.

Sarebbe bello, infatti, che il medico di base o l’ospedale del territorio intercetti questa patologia, dove può essere curata sul territorio con il supporto di specialisti o in alternativa, saper indirizzare negli ospedali specialistici, come in questo caso il San Raffaele, affinché si possano fare questi tipi di interventi poco invasivi o di nuova generazione, in grado di salvare la vita – continua – Quindi, è importante essere più informati anche per quanto riguarda la parte medica, su come è possibile curare questo tipo di patologia grazie all’innovazione”. “Io credo molto nella prevenzione per la trombosi venosa profonda, così come per altre patologie, perché è il nostro futuro e non dobbiamo aver paura di fare prevenzione – afferma Cesana – E’ necessario lavorare per un cambio culturale, in quanto molti hanno paura di fare un esame di prevenzione, quando in realtà può salvare loro la vita.Non solo, la prevenzione è importante anche per il bilancio della Lombardia: se si previene, infatti, diminuiscono i costi sulla degenza in ospedale e sulla cura economica del paziente nell’acquisto di farmaci”.

Sanità e trasporti “sono come gemelli, in simbiosi e penso che i due pilastri di Regione Lombardia siano proprio queste due commissioni.Quindi, lavoriamo bene di modo che si riesca a risolvere la maggior parte dei problemi che abbiamo” conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Santagata (Arriva Italia): “Con Spedali di Brescia valutazione rischio posturale autisti”

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(Adnkronos) – Con “Spedali di Brescia” abbiamo potuto “fare una specifica valutazione del rischio posturale legato alle nostre sedute.Abbiamo coinvolto i rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori stessi, le persone che sono tutti i giorni impegnate a lavorare sulla linea, su quella tipologia di autobus, su quella tipologia di percorso, per individuare eventuali casistiche da migliorare e da portare poi a beneficio della comunità lavorativa”.

Lo ha detto Francesca Santagata, responsabile Hse e Rspp di Arriva Italia, durante il panel ‘Sicurezza e prevenzione nel mondo dei trasporti’ all’evento ‘La prevenzione in viaggio. #piùmovimentomenotrombosi’, organizzato oggi a Milano da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi. “Per la parte salute e sicurezza sul lavoro la parola prevenzione è veramente fondamentale – ha aggiunto Santagata – Non è facile trovare autisti in questo momento, la prevenzione della loro salute è diventata paradossalmente ancora più importante di quanto ovviamente non lo fosse già”.Gli autisti di autobus incorrono nei rischi legati alla postura statica. “Anche l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro – ha continuato – ha emesso nel 2021 uno specifico documento sulle posture statiche, le posture lavorative che possono comportare una serie di problematiche nella salute dei lavoratori.

Negli ultimi dieci anni sono state sviluppate tecniche di costruzione dei sedili per garantire il comfort e l’ergonomia degli autisti.All’interno dei capitolati di gara per l’acquisto degli autobus, la seduta diventa per noi una parte fondamentale nella quale investiamo tantissimo”. Altro punto fondamentale per Arriva Italia “è il lavoro di coordinamento e di coinvolgimento dei medici competenti – ha sottolineato Santagata – Nella realtà aziendale il medico competente diventa una figura chiave nella prevenzione della salute sul lavoro.

Stiamo lavorando tanto per cercare di portare i medici ad avere un approccio di sinergia continua con l’azienda e con i lavoratori, segnalando criticità che possono anche andare un po’ oltre i rischi propri a cui i lavoratori sono esposti”.Infine, sull’importanza della formazione, la responsabile Hse e Rspp di Arriva Italia ha osservato: “Bisogna ricordare ai lavoratori che, nel momento in cui c’è una pausa tra due posture statiche più o meno lunghe, devono alzarsi, camminare, scendere, salire dall’autobus.

Per noi è un tema fondamentale.Poi ci sono le donne in gravidanza.

Durante la formazione cerchiamo di far capire l’importanza che le autiste informino quanto prima possibile il datore di lavoro – ha concluso – perché possa intervenire per rimuoverle da una mansione che può esporle a un rischio aggravante”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Bertolaso: “Per trombosi venosa in Lombardia rete centri competenza è capillare”

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(Adnkronos) – “Parliamo di prevenzione, argomento molto dibattuto ma che, quando si tirano le somme in cerca di qualcosa di concreto, mostra spesso una situazione molto difficile.Questo però non accade in Lombardia, perché sa coniugare le esperienze individuali di alcuni soggetti e la capacità di risposta delle strutture e delle istituzioni, pubbliche o private che siano.

Sapete infatti che in Lombardia in tema di welfare e sanità il pubblico e il privato sono le due gambe di una struttura unica, un corpo unico che deve marciare in modo armonico e coordinato”.A dirlo Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia, in occasione dell’evento ‘La prevenzione in viaggio.#piùmovimentomenotrombosi’, organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi presso la sala Marco Biagi di Palazzo Lombardia a Milano. “Di ‘Federica Fedele’ se ne incontrano tante in Lombardia – afferma l’assessore Bertolaso, facendo riferimento alla fondatrice dell’Associazione Vincere la Trombosi, che nel 2017 venne colpita da trombosi venosa profonda e fu curata al San Raffaele di Milano – ed è un’esperienza estremamente interessante perché tante patologie e tanti problemi che non vengono affrontati con abbastanza attenzione da parte delle istituzioni vengono portati alla nostra attenzione da chi ci è passato.

Se non si passa per un’esperienza diretta infatti – sottolinea Bertolaso – non si riesce a capire le ansie, le difficoltà, i problemi che vivono le persone coinvolte in queste situazioni, problemi che spesso sono costrette a subire perché, talvolta, oberata dalle urgenze, la politica non riesce ad occuparsi di cose importanti come queste”.  Occasioni come quella odierna sono quindi per l’assessore degli stimoli “che devono richiamare la nostra attenzione sulle tante questioni che ogni giorno dobbiamo cercare di riuscire a risolvere.Per questo è importante ascoltare le testimonianze di coloro che hanno vissuto in prima persona queste esperienze.

Pensate poi a quante associazioni del terzo settore sono state fondate dai genitori di bambini affetti da malattie rare.Associazioni che si occupano di centinaia di malattie rare che altrimenti non verrebbero conosciute, analizzate e organizzate, come oggi invece si sta finalmente cominciando a fare”.  L’esperienza “di nonno mi insegna che abbiamo ormai un panorama di malattie rare talmente vasto che riguarda il 15-20% delle patologie che dobbiamo affrontare – sottolinea – anche se toccano un singolo individuo o un piccolo numero di persone.

Anche in questo caso quindi serve un genitore che ha vissuto sulla sua pelle questa problematica per far capire che bisogna intervenire.L’altra componente necessaria è quella scientifica, bisogna infatti trovare chi comprende il tuo problema, lo studia, lo spiega e, poi, lo risolve.

Purtroppo non si riesce a risolvere tutto, però si stanno facendo dei passi avanti”.  La trombosi venosa profonda è uno dei tanti argomenti che possiamo sicuramente gestire sul piano della prevenzione, dell’organizzazione e dell’apporto delle diverse istituzioni che se ne occupano.Da questo punto di vista in Lombardia siamo molto fortunati perché la rete dei centri territoriali di competenza è una rete capillare quanto la rete ferroviaria – afferma Bertolaso, richiamando il titolo dell’evento ‘La prevenzione in viaggio’- il che è un buon segno e un motivo di conforto per il cittadino.

Le strutture che si occupano di questa patologia, come il San Raffaele, il Policlinico e tante altre, hanno ormai un tale livello di competenza che in molti vengono qui da altre parti d’Italia per trovare una soluzione”.  Tornando poi al tema della prevenzione, Bertolaso ricorda che tra i comportamenti utili a ridurre il rischio di trombosi venosa profonda c’è la camminata: “Gli stili e le abitudini di vita rientrano a pieno titolo nell’ambito della prevenzione e camminare di più aiuta a ridurre il rischio di trombosi.Stiamo lavorando all’organizzazione di interventi che facciano sì che tutti siano più attenti al problema della prevenzione e siano più consapevoli”, conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maturità 2024: ricordi e consigli di Bassetti, Viola, Crisanti, Pregliasco e Burioni

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(Adnkronos) – C’è chi l’ha vissuta bene, chi ancora se la sogna di notte e chi era un secchione.La maturità è una tappa che ha segnato anche scienziati affermati.

Abbiamo chiesto a Matteo Bassetti, Antonella Viola, Andrea Crisanti, Fabrizio Pregliasco e Roberto Burioni di raccontarci come l’hanno vissuta e che consigli darebbero ai ragazzi che si stanno preparando in queste ore. “Devo dire che ai miei tempi era molto difficile, oggi forse è meno impegnativa.Ma facciamo un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi perché è la prima prova della vita, quella che ti porta verso un percorso di lavoro o di studi ancora più ampio”. “Io ho fatto la maturità nell’anno scolastico 1989-1990 e mi ricordo che siccome non ero tanto bravo in scienze, che al classico era Geografia astronomica, decisi di studiare e di stare un mese in convitto prima della maturità per concentrarmi – prosegue Bassetti che ha un maturando in famiglia, il figlio Dante
– Presi un misero 42/60, che voleva dire la media del 7.

La mia insegnante di Scienze mi disse ‘tu nella vita potrai fare tutto tranne qualcosa che attiene alle scienze o a medicina’.Poi dopo la maturità tornai a trovare i professori del liceo, anche la docente di Scienze, per fargli vedere i voti alti presi ai primi esami di Medicina”.  
Pregliasco. “Avevo alle spalle una carriera di secchione, fin dalle elementari il più bravo della scuola, comunque il primo della classe.

Eppure alla maturità non presi il massimo e quel ricordo mi brucia ancora”.E’ il racconto dolceamaro del virologo Fabrizio Pregliasco dell’università Statale di Milano.

Al termine di “un percorso sperimentale di perito in chimica nucleare, ora chiuso”, all’esame di maturità “c’ero arrivato tutto sommato tranquillo.Non dico sereno, ma sicuramente preparato”, spiega Pregliasco che scivolò “sul tema di italiano.

Pagai qualche défaillance – confessa – perché ero più ferrato sulle materie scientifiche”.E così andò come andò, non al meglio. “Però poi mi sono rifatto all’università – sorride il direttore della Scuola di specializzazione UniMi in Igiene e Medicina preventiva, direttore sanitario dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano – con la lode in Medicina”. 
Viola. “I ragazzi che devono affrontare la maturità devono stare tranquilli, non c’è nessuna necessità di superare se stessi o di mirare alla perfezione che non esiste.

E’ sterile e non si va da nessuna parte, la biologia ce lo insegna: tutto il mondo che conosciamo è possibile solo grazie alle mutazioni che poi sono errori.Sono gli errori che ci permettono di crescere.

Quindi, comunque vada, devono essere sereni e sapere che la vita è lunga e offre tante possibilità”, evidenzia Antonella Viola, ordinaria di Patologia generale all’Università di Padova e divulgatrice scientifica. “Ai ragazzi e alle ragazze dico che il mondo della scienza è bellissimo, ci sono tante sfide oggi nell’ambito delle biotecnologie mediche o se pensiamo all’intelligenza artificiale.E’ un momento di grandi cambiamenti e – osserva – abbiamo bisogno di giovani motivati e che ci mettano una grande passione”.

E invece un consiglio pratico ai maturandi? “Di non fare notti insonni – risponde Viola – la memoria si consolida durante la notte quando riposiamo, saltare il sonno danneggia la memoria”.  
Crisanti.Il periodo del liceo “è stato bellissimo, mi ha segnato profondamente ed è stato fondamentale nella mia vita.

Ero molto impegnato in politica e per 5 anni avevo – diciamo – studiato poco, quindi l’ultimo trimestre mi sono ritrovato a dover recuperare.Per non dispiacere mia madre, mi sono messo sotto a studiare come un matto.

E ho scoperto che mi piaceva quello che studiavo.Presi 54 o 58, non ricordo.

Un consiglio ai ragazzi?Credere in loro stessi, non arrendersi mai e soprattutto non copiare alla maturità, ma sbagliare da soli.

La lezione che ho imparato e portato sul lavoro poi è quella di non fare compromessi e credere in quello che si fa”.Così Andrea Crisanti, microbiologo oggi senatore del Pd. “Dopo il diploma per tanto tempo ho sognato spesso di dover rifare la maturità, ma con grande angoscia”, conclude sorridendo.  
Burioni. “Era una notte del giugno 1981 e per me era la notte prima degli esami di maturità”.

Una notte che per il virologo Roberto Burioni, instancabile paladino anti-fake news, fu importante per più di una ragione.Non solo per il rito di passaggio che la prova in sé rappresentava, ma soprattutto perché, insieme a un gruppo di amici, cascò in un tranello e capì “quanto sia facile far credere una sciocchezza a chi desidera con tutto il cuore che quella sciocchezza sia vera”.

Il medico, docente di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, lo racconta ricordando all’Adnkronos Salute l’aneddoto con cui nel 2018 ha aperto il suo libro ‘Balle mortali’.  Quella notte, dopo che “avevo studiato per mesi attendendo con timore il momento finale”, scrive Burioni, “ero naturalmente terrorizzato.Pensavo al giorno dopo, alla commissione nella quale sedeva, come membro esterno, il temibile professor Lovati che era stato preceduto dalla notizia della sua draconiana severità”.

Quella notte “avrei dovuto dormire, ma non riuscivo a dormire.Avrei voluto studiare, ma non sapevo cosa studiare.

A un certo punto, verso le 10, squillò il telefono: era uno dei miei compagni di classe che mi diceva che, tramite complicati traffici, avevamo in anticipo i titoli delle tracce della prova di italiano che avremmo dovuto svolgere il giorno dopo.Immediatamente ci precipitammo a casa di uno di noi, dove passammo tutta la notte a preparare i temi utilizzando quei titoli che, naturalmente, il giorno dopo non uscirono”. Andò comunque bene, anzi benissimo. “Fummo promossi con ottimi voti – prosegue il virologo – e la maturità rimase, almeno per me, solo una sbiadita memoria”.

Tranne che per una domanda esistenziale: “Come fu possibile che un gruppo di studenti composto da ragazzi intelligenti e preparati potesse abboccare a occhi chiusi a una sciocchezza come quella dei temi sfuggiti in anticipo al ministero?Ci buttammo a capofitto su quei titoli e nessuno di noi si pose il minimo dubbio sulla loro veridicità: perché?”.

Con la risposta Burioni ci intitola l’introduzione del libro: “Gli uomini credono volentieri a quello che desiderano sia vero”.  Così come i Galli narrati da Giulio Cesare nel ‘De bello Gallico’, benché “forti e coraggiosi”, presero per vera la falsa notizia della debolezza dei Romani e si gettarono in “un attacco dissennato che li portò a una catastrofica sconfitta”, allo stesso modo Burioni e i suoi amici, “ormai soli di fronte all’esame di maturità”, vollero credere a un aiuto ancorché inverosimile, a “qualcosa che ci facesse sentire meno vulnerabili.Arrivarono i falsi titoli dei temi e, come i Galli, ci credemmo.

Ecco l’insegnamento della maturità” per il virologo. Un ricordo “molto vivo – evidenzia – perché quello che alla maturità è seguito, ovvero diventare medico, mi ha messo in contatto con persone che desideravano qualcosa nella maniera più intensa possibile.Chi teme per la propria vita non desidera che guarire e questo desiderio non può essere paragonato a nessun altro”.

Come recita la Bibbia, “tutto quello che possiede l’uomo è pronto a darlo per la sua vita”.Non solo, “è disposto a credere a qualunque bugia in quei momenti”.  “Ho visto persone intelligentissime, scienziati brillanti, medici di grande esperienza – assicura Burioni – perdere di colpo tutta la loro sapienza e la loro lucidità di fronte al dolore e affidarsi a ciarlatani che raccontavano tranquillizzanti menzogne.

Praticoni senza scrupoli” due volte colpevoli, perché “le bugie raccontate a chi è malato, o anche a chi solo crede di esserlo, sono terribili”.Crudeli e a volte fatali. “Le bugie, si dice, hanno le gambe corte.

Ma quando riguardano la salute – chiosa il medico – corrono abbastanza velocemente da raggiungere chi le crede e ucciderlo”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Lucente (Lombardia): “Trombosi venosa patologia che colpisce nostri autisti”

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(Adnkronos) – “Sono onorato di ricevere in Regione Lombardia sia il mondo della sanità che il mondo dei trasporti insieme.Quando è stato proposto di parlare anche di sanità nel settore dei trasporti, mi sono incuriosito e ho deciso di portare avanti questa iniziativa, in quanto la sicurezza nel mondo del lavoro è fondamentale e prioritaria.

Per Regione Lombardia è un aspetto importante: si sta investendo molto e credo che, se dobbiamo dare la massima sicurezza a chi viaggia sui nostri mezzi pubblici, sia necessario anche che chi porta questi mezzi sia tutelato, preservato e soprattutto controllato affinché possa offrire il miglior servizio”.Lo ha detto Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, in occasione dell’evento ‘La prevenzione in viaggio. #piùmovimentomenotrombosi’, organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi presso la sala Marco Biagi di Palazzo Lombardia a Milano. “Per fare questo è necessario affrontare determinate tematiche: in questo convegno, intitolato ‘La prevenzione in viaggio’, non a caso abbiamo parlato della trombosi venosa, una delle patologie che i nostri autisti possono subire nell’esercizio delle loro funzioni e abbiamo discusso su come preservare e affrontare il problema insieme ai relatori che si interfacciano anche con il mondo del trasporto pubblico – spiega Lucente – Per quanto possa sembrare lontano dal mondo dei trasporti, in realtà è una tematica molto vicina grazie all’obiettivo di sicurezza e prevenzione che vogliamo raggiungere all’interno di un settore, quello dei trasporti, da preservare anche nei confronti dell’utenza”. Noi “trasportiamo su ferro oltre 780mila passeggeri al giorno – ricorda l’assessore – e dovremmo arrivare a un milione di passeggeri.

Sulla gomma siamo a un milione e 200mila, quindi un numero notevole.Dieci milioni di cittadini che si spostano su gomma devono essere messi in condizione di viaggiare in massima sicurezza: è un mondo, quello dei trasporti, così come quello della sanità, che si rivolge a una platea molto più ampia dei cittadini lombardi – sottolinea – tutti i turisti che arrivano nella Regione Lombardia e non solo, quindi ci rivolgiamo al mondo intero.

Per questa ragione, gli obiettivi volti a un intervento legato alla prevenzione e alla sicurezza ci portano a dire che è necessario investire nel futuro, preservare le risorse umane e migliorare la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini”. “Per fare questo è importante anche il confronto con il mondo della sanità, che investe, anche in termini di utenza, gli stessi numeri che abbiamo nel mondo del trasporto.Non è l’unico convegno che faremo in materia di sanità e trasporti.

Ne faremo anche degli altri, cercando di tutelare e conservare i nostri dipendenti e i lavoratori”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ufficiale: Frimm è il nuovo Top sponsor della Juve Stabia

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Come anticipato alcuni giorni fa dalla nostra redazione sportiva, FRIMM SPA sarà il nuovo Top sponsor della S.S. JUVE STABIA.

Questa nuova partnership con FRIMM SPA, azienda leader in Italia nelle open solutions per professionisti immobiliari, imprese e privati darà una ventata di novità e immagine alla Juve Stabia.

Questo il comunicato stampa della S.S. Juve Stabia

La S.S. JUVE STABIA 1907 e FRIMM SPA annunciano un accordo di partnership che vedrà l’azienda leader in Italia nelle open solutions per professionisti immobiliari, imprese e privati, ricoprire il ruolo di Top Sponsor della società stabiese per la stagione calcistica 2024-2025 che la squadra delle vespe disputerà in Serie B dopo la promozione a seguito della vittoria del campionato di Serie C appena concluso.

Un connubio, quello tra calcio e immobiliare, che unisce due realtà apparentemente diverse ma accomunate dagli stessi valori, quali collaborazione, sostenibilità e, soprattutto, valorizzazione del talento. Proprio come una squadra di calcio raggiunge il successo grazie al gioco di squadra, FRIMM SPA, presente su tutto il territorio nazionale con quasi 3.000 consulenti immobiliari abilitati, da sempre offre soluzioni innovative e favorisce la collaborazione tra tutti i player del settore, abbattendo – tramite il suo sistema MLS, il più grande e diffuso software immobiliare in Italia – le barriere della distanza e dei tempi di compravendita, e supportandoli nel soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti.

“L’accordo con FRIMM SPA ci inorgoglisce e rende felici. Accogliamo nella nostra famiglia un brand di servizi immobiliari completamente italiano con una storia ultra ventennale. La S.S. Juve Stabia 1907 prosegue nel processo di crescita della propria immagine e lo fa cercando di raggiungere il proprio vero obiettivo, quello di azienda di interesse nazionale. Un accordo raggiunto che è figlio di un grande lavoro pianificato nel tempo. Ringrazio Roberto Barbato, presidente di FRIMM SPA, che ha accettato e condiviso il nostro progetto”, ha dichiarato Andrea Langella, Presidente della S.S. Juve Stabia 1907.

“La nostra partnership con la S.S. JUVE STABIA 1907 rappresenta un’opportunità unica per dimostrare come il mondo immobiliare possa trarre ispirazione dai valori sportivi di lealtà, impegno e gioco di squadra”, ha dichiarato Roberto Barbato, presidente di FRIMM SPA“Siamo davvero entusiasti di sostenere una squadra che, come noi, lavora instancabilmente per migliorarsi e raggiungere nuovi traguardi. Così come il calcio unisce giocatori e tifosi in un unico grande abbraccio, anche noi crediamo che il successo nasca dalla capacità di lavorare insieme, condividendo esperienze e competenze”.

About FRIMM SPA

Frimm è un brand di servizi immobiliari completamente italiano, la sua storia è ultra ventennale. Le sue agenzie in franchising – cerca nella tua città l’insegna blu Frimm o l’insegna arancione REplat – sono sparse in tutta Italia, e sono abilitate all’utilizzo del Metodo Frimm, l’unico programma didattico di formazione di consulenti immobiliari che sceglie e iperspecializza esperti di real estate. Frimm è anche provider del più grande e diffuso sistema online di sharing tutelato per agenti immobiliari, il sistema MLS Agent Re, un canale di comunicazione riservato agli attuali 2.700 agenti iscritti che accelera il corretto svolgimento della compravendita immobiliare. Frimm è inoltre uno dei player principali del mercato delle grandi acquisizioni immobiliari con il suo settore Real Estate Investing. L’innovazione è l’impulso che ci muove: amiamo aiutare le persone a realizzare progetti immobiliari.

Sanità, Osnato (FdI): “Dal 2023 al 2024 stanziamenti passati da 128 a 134 mld”

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(Adnkronos) – “In questi anni difficili del post pandemia la sanità è tornata argomento importante nel dibattito pubblico e dunque di quello politico.Per il ruolo che rivesto mi preme raccontare quanto fatto nelle leggi di bilancio 2023 e 2024 in termini di stanziamenti: in termini assoluti dal 2023 al 2024 si è passati da 128 miliardi stanziati per la sanità a 134 miliardi, un incremento significativo, ogni due anni è previsto inoltre un ulteriore incremento di 2,1 miliardi”.

Così Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanza alla Camera, in occasione dell’evento intitolato ‘La prevenzione in viaggio. #piùmovimentomenotrombosi’, organizzato da Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione Vincere la Trombosi presso la sala Marco Biagi di Palazzo Lombardia a Milano. “C’è poi lo stanziamento relativo anche alle liste d’attesa, un tema scottante sul quale il governo è intervenuto con un decreto – aggiunge Osnato – Abbiamo anche considerato il più possibile la qualificazione del personale sanitario.Penso ad esempio a quando, con il decreto Bollette, abbiamo sanato una situazione ormai decennale relativa alla precarietà dei ricercatori, e ogni singolo istituto sta provvedendo a stabilizzare questo personale che è rimasto precario per diversi lustri.

Abbiamo poi fatto un lavoro sull’eliminazione dei cosiddetti gettoni, che Regione Lombardia aveva già iniziato a svolgere”. Osnato ha poi spiegato che “ci sarà presso il ministero della Salute un organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria e c’è il coinvolgimento di tutti coloro, pubblici e privati, che possono aiutare a ridurre le liste d’attesa.Rispetto alla valorizzazione e tenuta in considerazione del personale sanitario, è stata pensata un’imposta sostitutiva del 15% sugli straordinari del personale sanitario che voglia ampliare la sua disponibilità per aiutare a ridurre le liste d’attesa”.

Tutto questo “è da sommare al disegno di legge sulle garanzie di prestazione sanitaria – sottolinea il parlamentare – già presentato nel Consiglio dei ministri del 4 giugno, che si occupa anche delle dispositive in merito all’assistenza domiciliare e della possibilità di erogare per i medici specializzandi le prestazioni di lavoro in Co.co.co.Tutta una serie di opportunità che il governo mette a disposizione, in modo transitorio, per una migliore resa strutturale e gestione delle risorse per la sanità delle varie regioni.

La sanità è tornata ad essere un argomento molto dibattuto quindi crediamo sia giusto rispondere con dati certi così che il dibattito si fondi su situazioni che sono chiare”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Processo piazza San Carlo, Cassazione: “Appello bis per Appendino”

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(Adnkronos) –
Nuovo processo di appello per Chiara Appendino.Lo hanno deciso i giudici della quarta sezione penale della Cassazione che, accogliendo la richiesta della procura generale, hanno annullato con rinvio la sentenza inflitta all’ex sindaca di Torino per ricalcolare la pena, riducendola, in relazione ai fatti di piazza San Carlo.

Appendino era stata condannata a 18 mesi.I supremi giudici hanno dichiarato irrevocabile la responsabilità penale per Appendino e Paolo Giordana, ex capo di gabinetto del comune.  “Mi sembra una sentenza particolarmente severa nei confronti della sindaca, alla quale si attribuiscono responsabilità per fatti che difficilmente potevano essere da lei controllati”, afferma l’avvocato Franco Coppi, difensore insieme a Luigi Chiappero dell’ex sindaca di Torino. La vicenda riguarda i fatti del 3 giugno 2017 quando durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenò il panico fra la folla con un bilancio di 1.500 feriti e la morte di due donne.

L’ex sindaca finì a processo per il suo ruolo di responsabilità come primo cittadino, per le accuse di omicidio, disastro e lesioni, tutti in forma colposa.  I supremi giudici hanno inoltre disposto un nuovo processo di appello anche per Maurizio Montagnese, ex presidente di Turismo Torino.Assolto in via definitiva invece con la formula “per non avere commesso il fatto” Alberto Bonzano, all’epoca dei fatti dirigente della Questura. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, crollo all’interno dell’ospedale di Ischia

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(Adnkronos) – Il crollo di una parte della controsoffittatura e di calcinacci si è verificato poco fa all’interno dell’ospedale di Ischia.Secondo quanto si apprende da alcuni testimoni ci sarebbero anche dei feriti.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per avviare i primi accertamenti del caso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La giostra si ferma a 30 metri d’altezza, persone a testa in giù per mezz’ora – Video

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(Adnkronos) – Ventotto persone sono rimaste appese a testa in già per quasi mezz’ora in una giostra che si è improvvisamente bloccata all’Oaks Amusement Park nel sud-est di Portland (Oregon), nel primo giorno di apertura stagionale del parco.  Secondo quanto hanno riferito in un post su X i gestori, durante una corsa l'”AtmosFEAR si è fermata in posizione apicale mentre stava ruotando di 360 gradi, lasciando sospesi 28 persone a testa in giù” a 30 metri di altezza.Ci sono voluti circa 25 minuti prima che i vigili del Fuoco di Portland e gli ingegneri del parco riuscissero ad abbassare manualmente la giostra. Non sono stati segnalati feriti, ma il parco ha affermato che una persona con condizioni mediche preesistenti è stata portata in ospedale per ulteriori valutazioni.

La causa dell’interruzione della corsa non è chiara, ma i funzionari dicono che la corsa sarà chiusa fino a nuovo avviso.    “Mi fa male tutta la vescica.Stavo trattenendo il vomito.

Le mie gambe mi stanno uccidendo”, ha detto Daniel Allen, una delle persone rimaste sospese che ha definito la dura prova di 25 minuti “semplicemente pazzesca”. Alcuni adolescenti rimasti bloccati hanno raccontato a KOIN 6 News che essere sospesi in aria in quel modo li ha fatti riflettere sulla vita. “Le persone che pregavano Dio, urlavano per la propria vita, vomitavano, svenivano, era brutto”, ha detto Jordan Harding.  Oaks Park ha rilasciato una dichiarazione sull’incidente: “Intorno alle 2:55 di questo pomeriggio, la corsa AtmosFEAR si è fermata nella posizione di apice mentre operava nell’impostazione a 360 gradi, sospendendo 28 persone a testa in giù.Il personale di Oaks Park ha immediatamente avviato le procedure di emergenza e chiamato i servizi di emergenza.

I soccorritori sono arrivati intorno alle 15:20.Nel giro di pochi minuti, l’Oaks Park Maintenance ha riportato i passeggeri sani e salvi a terra, dove i medici erano in attesa per valutare la loro salute.  L’AtmosFEAR è in funzione dal 2021 e fino ad oggi ha funzionato senza incidenti.

La corsa resterà chiusa fino a nuova comunicazione.Oaks Park Management è stato immediatamente in contatto con il produttore e lavorerà sia con il produttore che con gli ispettori statali per identificare la causa dell’interruzione. Desideriamo esprimere il nostro più profondo apprezzamento ai primi soccorritori e al nostro staff per aver agito tempestivamente, portando a un risultato positivo, e al resto degli ospiti del parco che hanno seguito rapidamente le indicazioni per lasciare il parco per far posto ai soccorritori.

Soprattutto, siamo grati che tutti siano al sicuro e con le loro famiglie”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ita-Lufthansa, Giorgetti: “Vicini alle nozze ma tutto può succedere”

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(Adnkronos) – Vicino il via libera della Commissione europea all’operazione Lufthansa/Ita.A confermarlo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “La data è fissata, sono convocati sposi e testimoni: in questo momento credo che convoleremo a nozze, però tutto può essere”.

E spiega che “ancora in questi giorni si è lavorato duramente” per superare tutti gli ostacoli e arrivare alle “tanto sospirate nozze”.  Il nodo fino all’ultimo è quello sulle condizioni poste dalla Commissione per l’ingresso di Ita nel gruppo Lufthansa, per superare i problemi per la concorrenza legati alle rotte su Linate e non solo.Negli ultimi giorni sono stati fatti progressi: il dossier, comunque, non è ancora chiuso ufficialmente come confermano le parole del ministro.

La decisione potrebbe arrivare qualche giorno prima della scadenza, fissata per il 4 luglio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Poste: nasce premio giornalistico ‘Tg Poste’ alla scoperta di nuovi talenti dell’informazione

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(Adnkronos) – Scoprire e lanciare giovani talenti del giornalismo capaci di sperimentare linguaggi nuovi per raccontare l’attualità con uno sguardo originale sul presente e sul futuro. È l’obiettivo del Premio giornalistico ‘TG Poste’, alla sua prima edizione, rivolto agli studenti delle scuole di giornalismo, professionisti e pubblicisti under 30.I candidati saranno valutati da una giuria di eccellenza composta dai direttori delle più importanti testate giornalistiche italiane e dai professionisti della comunicazione di Poste Italiane.

I primi tre classificati potranno vivere un’esperienza professionale al TG Poste.Il primo riceverà inoltre una borsa di studio per frequentare un corso di alta formazione giornalistica in una prestigiosa università straniera.TG Poste, il telegiornale di Poste Italiane – visibile negli Uffici Postali e sui siti web dell’azienda – apre ogni giorno in diretta alle 12 una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo poi in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana. Al Premio TG Poste possono partecipare giornalisti professionisti o pubblicisti fino a 30 anni di età iscritti all’Ordine dei Giornalisti o allievi di Scuole di Giornalismo riconosciute dall’Odg e aver pubblicato negli ultimi 12 mesi almeno 10 contenuti giornalistici autocertificati nel proprio curriculum vitae.

Superata la prova di pre-selezione, curata dagli esperti di comunicazione di Poste Italiane, i candidati dovranno realizzare un breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito (per la tv, giornali cartacei o web, o un video informativo per social media) che, prendendo spunto anche da avvenimenti di attualità, dovrà ispirarsi ad argomenti relativi agli otto pilastri del Piano Strategico di Poste Italiane: integrità e trasparenza, finanza sostenibile, valore al territorio, diversità e inclusione, transizione green, innovazione, customer experience e valorizzazione delle persone. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Alzheimer si eredita? Più rischi se lo ha avuto la mamma: lo studio

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(Adnkronos) – L’Alzheimer si può ereditare?E se sì, chi rischia di più fra coloro che hanno casi di malattia in famiglia?

Un gruppo di scienziati del Mass General Brigham (Usa) ha cercato di rispondere a queste domande, confermando che per l’Alzheimer la familiarità conta e scoprendo che le probabilità di sviluppare la forma più comune di demenza cambia in base a quale genitore ne ha sofferto: il pericolo, in particolare, è maggiore per le persone la cui madre – non importa quando nel corso della vita – ha manifestato sintomi di Alzheimer.Il rischio di ammalarsi è risultato più alto anche se questi sintomi sono presenti in famiglia da parte sia di mamma che di papà, oppure se li ha sviluppati il padre, ma precocemente.

Lo studio è pubblicato su ‘Jama Neurology’. Gli autori hanno esaminato la storia familiare (parenti con sintomi di Alzheimer, anche senza una vera e propria diagnosi) di 4.400 uomini e donne di età compresa tra 65 e 85 anni, senza problemi cognitivi, coinvolti in un trial clinico per la prevenzione dell’Alzheimer (Anti-Amyloid Treatment in Asymptomatic Alzheimer’s o A4).Tramite imaging hanno valutato i livelli cerebrali di proteina amiloide, biomarcatore della malattia di Alzheimer, osservando appunto che “la storia familiare materna di una persona, rispetto a quella paterna, potrebbe avere un impatto diverso sul rischio di accumulare amiloide nel cervello”.

Alcune ricerche lo avevano suggerito già in precedenza, ma su numeri molto più piccoli.  Dal nuovo lavoro sul campione dello studio A4 emerge che, “se i partecipanti avevano una storia familiare” di Alzheimer “da parte di madre, veniva osservato un livello di amiloide più alto”, riferisce il neurologo Hyun-Sik Yang, autore corrispondente dello studio per il quale ha collaborato con altri colleghi del Mass General Brigham e con scienziati della Vanderbilt University e di Stanford. “Non importa a che età la madre ha iniziato a sviluppare sintomi”, precisa la neurologa Mabel Seto, prima autrice: indipendentemente da quando sono cominciati i problemi cognitivi di mamma, questi erano associati a livelli maggiori di amiloide nei figli.L’eredità del padre, al contrario, pesava sulla prole soltanto quando i sintomi erano insorti presto: “Avere solo una storia paterna di disturbi della memoria a esordio tardivo non era associato a livelli di amiloide più elevati”, chiariscono gli autori. Anche considerando che l’Alzheimer tende ad essere più diffuso nelle donne, “da un punto di vista genetico è davvero interessante vedere come un sesso contribuisce a un rischio che l’altro non comporta”, evidenzia Seto.  Gli scienziati citano alcuni limiti del lavoro.

Per esempio il fatto che i genitori di alcuni partecipanti erano morti giovani, prima di poter eventualmente sviluppare disturbi cognitivi.O che la maggioranza delle persone valutate era bianca non ispanica, quindi i risultati dello studio potrebbero non valere per altre etnie.

Inoltre, fattori sociali potrebbero fare la differenza nel riconoscere o meno i sintomi spia di Alzheimer.Nuove ricerche verranno dunque condotte, anche per capire come la storia familiare influenza concretamente il declino cognitivo e l’accumulo cerebrale di proteina amiloide nel tempo, e perché il Dna materno gioca un ruolo nel rischio Alzheimer. Per la neurologa Reisa Sperling, coautrice dell’articolo e ricercatrice principale dello studio A4, i nuovi dati potrebbero tradursi presto in novità nella pratica clinica. “Questo lavoro – afferma – indica che l’ereditarietà materna della malattia di Alzheimer può essere un fattore importante per identificare le persone asintomatiche da coinvolgere negli studi di prevenzione, attuali e futuri”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Corinaldo, processo Lanterna Azzurra: tutti assolti da reati più gravi

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(Adnkronos) – Sono stati tutti assolti dai reati più gravi, compresa l’accusa di omicidio colposo plurimo, i nove imputati nel processo sul filone della strage della discoteca ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo relativo alle presunte carenze nella sicurezza del locale e sulle procedure per le autorizzazioni.  Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 nel locale, che era pieno di giovani che attendevano avesse inizio l’esibizione del cantante Sfera Ebbasta, morirono 6 persone: fu spruzzato dello spray al peperoncino e si scatenò il panico.Nella fuga e nella calca lungo una rampa, all’esterno di un’uscita, crollarono le balaustre.

A perdere la vita furono cinque giovanissimi, Emma Fabini, Asia Nasoni, Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali e una mamma di 39 anni, Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato una dei suoi quattro figli al concerto. Dei 9 imputati, sei erano membri della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, due tecnici e un socio della Magic Srl che aveva in gestione la ‘Lanterna azzurra’ dove è avvenuta la tragedia: erano accusati, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni colpose, disastro e falsità ideologica. 
Delusione e rabbia tra i parenti delle vittime. “E’ stata un’ulteriore uccisione dei nostri figli, lo Stato si deve vergognare”, ha detto Fazio Fabini, papà di Emma, ai cronisti. “Se questo è il processo che lo Stato riesce a fare io non riconosco questo Stato: è vergognoso per i nostri figli”, ha aggiunto il papà di Emma sottolineando: “Oggi dopo quasi sei anni il risultato è che gli imputati sono stati ritenuti non colpevoli per la maggior parte dei reati più complessi.Tutto ciò che è successo è solo per una piccola inesattezza perché, per il resto, ognuno ha compiuto il proprio dovere: allora io vi dico che non voglio più sentire un politico, un rappresentante dello Stato a cui io appartengo, che abbia il coraggio di dire che questa sarà l’ultima volta”. “Nessun altro funzionario dello Stato e amministratore nel futuro farà il dovere che dovrebbe fare una persona a cui affidiamo la vita dei nostri figli”, ha detto ancora. “Speravo che tutto quello che ho sentito durante le udienze fosse terminato invece oggi è stata la ciliegina sulla torta”, ha sottolineato Francesco Vitali, fratello di Benedetta. “Giustizia non è stata fatta”, ha affermato Paolo Curi, marito di Eleonora Girolimini. “E’ brutto dirlo ma certe persone restano scomode da condannare, forse anche questo potrebbe aver inciso”, ha detto riferendosi ad imputati che sono espressione delle istituzioni. “E’ un contentino, per una cosa del genere non servivano due anni”, ha continuato ricordando la sofferenza dei familiari: “Io sono rimasto da solo con quattro figli, mi hanno cambiato la vita, loro se la cavano così.

Alla fine le persone più deboli ci rimettono sempre”, ha concluso. Presenti in aula anche alcuni degli imputati.Tra questi Matteo Principi, l’ex sindaco di Corinaldo e presidente della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

Dalla sentenza di oggi mi aspetto “quello che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: la verità su questa vicenda, costi quel che costi.Attendiamo l’esito di questo percorso molto complicato per tutti e vediamo il risultato che è il frutto di un contributo che ognuno di noi ha dato per raggiungere una doverosa verità sulla vicenda”, aveva commentato Principi prima della sentenza.

A chi gli ricordava il fatto che nel corso del processo ha voluto rimarcare la correttezza del suo operato e della commissione ha ribadito: “Abbiamo ripercorso tutta l’attività della Commissione, l’abbiamo approfondita e abbiamo messo alla luce tutto il lavoro fatto.Oggi attendiamo il risultato di questo operato”.

In questi anni non ci sono stati contatti con i parenti delle vittime: “Non ci sono stati contatti con i famigliari, penso sia difficile in queste fasi e credo vadano rispettate le posizioni di ognuno – ha concluso – Ci sono sensibilità e ferite diverse che vanno rispettate anche con il silenzio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

For Women in Science, Sobiecka (L’Oréal Italia): “Donne fondamentali per futuro ricerca”

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(Adnkronos) – “Per noi sostenere le donne nella scienza significa semplicemente stare al passo con i tempi di oggi, perché crediamo che le donne siano davvero fondamentali per il futuro della ricerca”.Sono le parole di Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratrice Delegata di L’Oréal Italia, a margine della cerimonia di premiazione della ventiduesima edizione del riconoscimento “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”, durante la quale sei ricercatrici si sono viste assegnare altrettanti premi del valore di 20 mila euro che permetteranno loro di portare avanti un progetto di ricerca.  “Con i tempi che cambiano e con tutte le tendenze che osserviamo oggi in termini di intelligenza artificiale, realtà aumentata, ma anche con le sfide che stiamo affrontando in termini di cambiamento climatico, crediamo che la scienza e la ricerca scientifica saranno ancora più importanti – spiega l’ad di L’Oréal Italia – e avremo bisogno di tutto il talento scientifico per affrontare queste sfide, anche da parte delle donne”.  “For Women in Science”, nato su iniziativa di Unesco e L’Oréal nel 1998, è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico ed oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma che promuove la vocazione scientifica a livello internazionale e mira a valorizzare e riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo.

Grazie all’iniziativa, in questi anni sono state sostenute nel loro percorso di carriera 4100 ricercatrici in oltre 110 Paesi, compresa l’Italia.  “Le donne non solo portano alcune idee eccellenti nel mondo della scienza, ma portano anche una diversità di pensiero – continua Sobiecka – Questo è il motivo per cui da 20 anni sosteniamo le giovani ricercatrici nei loro progetti per aiutarle a superare alcuni degli ostacoli che incontrano come donne nella ricerca”. La Presidente e Amministratrice Delegata di L’Oréal Italia, conclude, infine, lanciando un appello a tutte le ragazze presenti all’evento: “Credete in voi stesse, potete fare ciò che volete, abbiate la passione e il coraggio di perseguire le carriere nella scienza, perché potete fare cose straordinarie e potete davvero avere un impatto sulla società e sul nostro mondo.Proprio come le sei vincitrici che abbiamo visto oggi dei Premi L’Oréal Italia – UNESCO For Women in Science”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, quando i vertici funzionano: il cambio di passo dell’Enel in Brasile

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(Adnkronos) – Il comunicato finale in linea con le attese e un buon risultato complessivo di immagine sul piano politico hanno consentito alla premier Giorgia Meloni di archiviare il G7 di Borgo Egnazia come “un successo, senza timore di smentita”.Al di là delle analisi di parte, in senso elogiativo o riduttivo rispetto agli stessi contenuti, c’è un altro elemento che riaccende l’attenzione su quanto è stato prodotto in Puglia.

E’ il fattore economico e industriale, che raramente incide in maniera significativa sui bilanci delle riunioni dei Sette grandi. Riuscire a tenere insieme i due piani, quello politico e quello industriale, è una chiave che può portare a valorizzare le posizioni italiane, cercando sviluppi concreti sui dossier che hanno più bisogno della condivisione internazionale.In questo senso, quella di sabato scorso è stata una giornata importante su più fronti.

Uno, in particolare, chiama in causa i rapporti tra Italia e Brasile e la concessione dell’Enel nel Paese sudamericano.In ballo ci sono investimenti per miliardi di euro e una prospettiva di ulteriore crescita.  Due i passaggi chiave del confronto tra le parti che sblocca definitivamente un’impasse che sarebbe potuta diventare pericolosa.

Prima un bilaterale tra il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il Presidente brasiliano Luis Inacio Lula; poi un altro incontro, richiesto dalla delegazione brasiliana e focalizzato sul piano industriale, di investimenti e assunzioni da parte Enel in Brasile, tra l’AD di Enel Flavio Cattaneo, il Direttore Relazioni esterne di Enel Nicolò Mardegan, il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il Ministro per le Miniere e l’Energia brasiliano Alexandre Silveira.  Quello che emerge è un quadro molto diverso rispetto a quello che si era delineato nei mesi successivi al ritorno di Lula alla presidenza.Il Governo brasiliano ha trovato nel confronto di sabato piena convergenza con il nuovo management di Enel, per il quale il Brasile è uno dei Paesi più importanti nell’ambito della propria strategia di crescita.

Una maggiore attenzione dimostrata dagli ingenti investimenti che il Gruppo ha indirizzato verso il Brasile nel Piano Strategico presentato ai mercati lo scorso novembre che, con circa 3,7 miliardi di dollari, segna un cambio di passo e un aumento del 45% rispetto ai circa 2,5 miliardi di dollari previsti nel Piano Strategico della precedente gestione.Nelle reti, in particolare, l’aumento dei capex in Brasile, rispetto al passato, è pari al 75% (2,9 miliardi di dollari nel periodo 2024-26 rispetto a 1,6 miliardi di dollari precedentemente previsti nel Piano 2023-25). Proprio la tenuta e i problemi riscontrati sulla rete erano stati gli elementi che aveva portato il governo brasiliano a mettere in discussione il rinnovo della concessione a Enel.

A seguito degli eventi climatici estremi che nel 2023 hanno causato interruzioni al servizio elettrico in alcune zone delle proprie aree di concessione, l’Azienda guidata da Cattaneo ha stabilito di intervenire con decisione attraverso un piano che prevede, oltre alla significativa crescita degli investimenti in qualità e resilienza, anche un importante aumento della propria forza lavoro nel Paese, un piano condiviso con le principali autorità brasiliane nel corso di numerosi incontri istituzionali nei mesi passati.  Un cambio di passo che ha portato alla stretta di mano, tutt’altro che simbolica, fra Lula e Cattaneo.Il presidente brasiliano sì è detto disponibile a rinnovare i contratti di concessione con l’azienda italiana e il ministro delle Miniere e dell’Energia, Alexandre Silveira, ha annunciato in questo senso la presentazione di una proposta formale al presidente la prossima settimana.

Enel distribuisce energia a Sau Paulo e anche negli stati di Ceará, Goias e Rio de Janeiro, ed è presente nel Paese con le centrali Enel Green Power Cachoeira, Volta Grande ed Enel Generación Fortaleza.  Altro pilastro della strategia economica del vertice, è stato il sostegno al Piano Mattei per l’Africa.Al tavolo coordinato dalla premier Giorgia Meloni sono intervenuti: il Presidente USA Joe Biden; il primo ministro Giapponese Fumio Kishida; Claudio Descalzi (AD di Eni); Flavio Cattaneo (Ad di Enel), il CEO di Microsoft Satya Nadella, il numero uno di Blackrock Larry Fink, Dario Scannapieco (AD di CDP), Alessandra Ricci (AD di SACE), Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, Justin Trudeau Primo Ministro Canada, Ajay Banga Presidente Banca Mondiale, Akinwumi Adesina Presidente dell’African Development Bank e infine Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

For Women in Science, ministra Bernini: “Scienza e donne sono anime che si intrecciano”

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(Adnkronos) – “Questo premio è uno straordinario avamposto di intuizione e modernità.La scienza e le donne sono anime che si intrecciano e che danno slancio alla ricerca.

Oggi vengono premiate la capacità, la passione e la tenacia di giovani ricercatrici donne capaci talentuose e innovative nella ricerca”.Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministra per l’Università e la Ricerca, intervenendo con un videomessaggio alla cerimonia di premiazione della ventiduesima edizione del riconoscimento “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”.  Nato su iniziativa di Unesco e L’Oréal nel 1998, “For Women in Science” è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico ed oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma che promuove la vocazione scientifica a livello internazionale e mira a valorizzare e riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo.

Grazie all’iniziativa, in questi anni sono state sostenute nel loro percorso di carriera 3.900 ricercatrici in oltre 110 Paesi, compresa l’Italia.  “La ricerca scientifica ha necessità di finanziamenti e di risorse ed ha bisogno di essere accompagnata – aggiunge la ministra Bernini – Voglio ringraziare ancora L’Oréal per il contributo che da anni sta offrendo anche, ma non solo, attraverso borse di studio, uno strumento che è un passaporto per il futuro nella ricerca e nel lavoro e per il futuro che vogliamo dare a tutti noi.Una società aperta e inclusiva nasce dal progresso e ogni passo del progresso è conseguenza della ricerca.

Ma il vostro contributo va oltre – conclude – con questo premio, nato 22 anni fa, date un esempio anche nel contrasto al divario di genere.L’altra metà del cielo, come si diceva una volta, è anche un’altra metà delle scoperte, di quello che possiamo conoscere e capire e non dobbiamo mai rinunciarvi.

Diamo al mondo la possibilità di crescere nella giusta dimensione, abbiamo bisogno di tutti e a tutti dobbiamo dare le stesse possibilità di realizzarsi”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

For Women in Science, ministra Roccella: “Fondamentale imprese promuovano pari opportunità”

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(Adnkronos) – “Mi fa particolarmente piacere rivolgervi il mio saluto in occasione di questo appuntamento che ormai si può definire tradizionale.Iniziative come questa evidenziano infatti due aspetti che mi stanno molto a cuore: il ruolo fondamentale del mondo dell’impresa nella promozione delle pari opportunità e dell’empowerment femminile, e il fatto che quando le donne vincono gli ostacoli esterni, ma anche quella forma di autocensura che troppo spesso le tiene lontane dagli studi scientifici, raggiungono stadi di eccellenza davvero notevoli.

Il livello delle ricercatrici che hanno partecipato al premio “L’Oréal-UNESCO – For Women in Science” lo dimostra in maniera inequivocabile”.A dirlo è la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Eugenia Maria Roccella, che affida queste parole ad un messaggio letto nel corso della cerimonia di premiazione della ventiduesima edizione del riconoscimento “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”.  Nato su iniziativa di Unesco e L’Oréal nel 1998, “For Women in Science” è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico ed oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma che promuove la vocazione scientifica a livello internazionale e mira a valorizzare e riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo.

Grazie all’iniziativa, in questi anni sono state sostenute nel loro percorso di carriera 3.900 ricercatrici in oltre 110 Paesi, compresa l’Italia.  “Parlavo non solo di condizionamenti, ma anche di autocensura, perché spesso -troppo spesso- nei confronti delle materie scientifiche c’è come una saracinesca che si chiude, e questo avviene in giovanissima età – aggiunge la ministra – Si sviluppa un precoce senso di inadeguatezza (pare avvenga già intorno ai sei anni), ovviamente infondato, che porta le ragazze a una perdita di interesse nei confronti delle materie scientifiche.Una distanza che è alla base dei numeri così esigui che si registrano nella frequenza degli studi STEM e che successivamente produce il divario tra uomini e donne ancora oggi visibile nelle carriere.

Il divario negli studi in questo ambito, infatti, si riflette ovviamente nella possibilità di raggiungere più facilmente posizioni apicali”. “Il Parlamento e il governo si sono posti molto seriamente questo problema – sottolinea la ministra Roccella – È stata infatti approvata pochi mesi fa una legge che istituisce una settimana annuale di promozione delle materie Stem, e stanzia due milioni di euro attraverso i quali il nostro dipartimento per le Pari Opportunità finanzierà progetti per la diffusione degli studi scientifici.Proprio per le ragioni di cui parlavo, abbiamo deciso di investire queste risorse per la formazione degli insegnanti dei primi cicli scolastici, in particolare scuole elementari e scuole medie, rivolta all’orientamento dei bambini e dei ragazzi. È importante che gli insegnanti abbiamo tutti gli strumenti per far appassionare i più piccoli alla scienza.

Lo si può fare con il gioco, con la curiosità, o stimolando la consapevolezza di quante attività, di quanti gesti che compiamo nella nostra vita quotidiana siano collegati a materie scientifiche”. “Se oggi siete qui riuniti, tuttavia, è perché c’è un problema specifico e questo problema riguarda la percentuale troppo bassa di donne che intraprendono studi e carriere in ambito STEM.Non certo per un deficit di capacità, perché iniziative come la vostra dimostrano l’esatto contrario.

Ma perché permangono troppi condizionamenti e stereotipi che bisogna combattere con forza e costanza – puntualizza la ministra – Abbattere questo muro è uno degli obiettivi che dobbiamo porci.Guardando alla storia del vostro premio, che ha visto ragazze e donne straordinarie eccellere e raggiungere traguardi incredibili, c’è davvero di che nutrire speranza.

E spero davvero che storie come queste possano essere uno stimolo ulteriore per le bambine e le ragazze che devono scegliere la propria strada e mettere a frutto il proprio talento.Per questo vi ringrazio e vi rivolgo sinceramente i miei migliori auguri per la vostra iniziativa”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

For Women in Science, ass. Comune Milano Cappello: “Premio significativo, necessarie donne nella scienza”

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(Adnkronos) – “Questo premio è davvero significativo in quanto abbiamo davvero bisogno di donne nella scienza, nelle tecnologie, nella matematica, in tutte quelle materie chiamate Stem (science, technology, engineering and mathematics)”.Così Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro del Comune di Milano, in occasione della cerimonia di premiazione della ventiduesima edizione del riconoscimento “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”. “La parità di genere, infatti, è un obiettivo non solo dell’agenda 2030 internazionale, ma anche e soprattutto del nostro Paese, perché siamo dieci punti sotto la media europea – spiega Cappello – quindi abbiamo ancora tanto da fare e progetti come questo che lanciano dei role model positivi, capaci di raccontare come ci si può distinguere in queste materie, di come non ci siano limiti dovuti dal proprio genere o da altro, sono fondamentali”. Nato su iniziativa di Unesco e L’Oréal nel 1998, “For Women in Science” è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico ed oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma che promuove la vocazione scientifica a livello internazionale e mira a valorizzare e riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo.

Grazie all’iniziativa, in questi anni sono state sostenute nel loro percorso di carriera 3.900 ricercatrici in oltre 110 Paesi, compresa l’Italia.  “Questi premi sono così significativi perché lanciano un messaggio positivo, corretto e giusto molto importante a tantissime ragazze e donne, per fare in modo che anche loro facciano il loro percorso e seguano la loro carriera”, conclude.  Quest’anno, dopo una selezione rigorosa, 6 ricercatrici si sono viste assegnare altrettanti premi del valore di 20 mila euro che permetteranno loro di portare avanti un progetto di ricerca. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

For Women in Science, Corti (PoliMi): “Grazie a questo premio porterò avanti la mia ricerca”

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(Adnkronos) – “Mi occupo di ricerca in ambito modellistico per la prevenzione di eventi cardiovascolari.Sono molto soddisfatta e orgogliosa di aver ricevuto questo riconoscimento da L’Oréal, lo ritengo un premio importante per la mia carriera perché mi consentirà di portare avanti una ricerca a cui tengo molto, volta alla previsione di rottura di placche aterosclerotiche all’interno delle carotidi, che potrebbe consentire una prevenzione migliore dell’ictus ischemico cerebrale”.

E’ il commento di Anna Corti, ricercatrice Politecnico di Milano e vincitrice premio For Women in Science 2024, a margine della cerimonia di premiazione della ventiduesima edizione del riconoscimento “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”.Quest’anno, dopo una selezione rigorosa, 6 ricercatrici, tra cui Corti, si sono viste assegnare altrettanti premi del valore di 20 mila euro che permetteranno loro di portare avanti un progetto di ricerca.  Quello a cui sta lavorando la ricercatrice “Sarà un approccio innovativo, che grazie ai fondi L’Oréal potrò portare avanti, combinando l’analisi avanzata di immagini come la Tac, con un’analisi biomeccanica computazionale per lo studio della fluidodinamica e degli sforzi strutturali all’interno della parete” spiega Corti. Nato su iniziativa di Unesco e L’Oréal nel 1998, “For Women in Science” è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico ed oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma che promuove la vocazione scientifica a livello internazionale e mira a valorizzare e riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo.

Grazie all’iniziativa, in questi anni sono state sostenute nel loro percorso di carriera 3.900 ricercatrici in oltre 110 Paesi, compresa l’Italia.  “E’ un premio che incoraggia molto le donne e le giovani ricercatrici a credere nei propri sogni, portando avanti passioni e interessi in questa carriera molto ambiziosa”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)