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Ipsos: “Italiani attenti alla sostenibilità, ma giudicano il governo meno impegnato”

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(Adnkronos) – Un terzo degli italiani si autodefinisce 'attento' o 'molto attento' ai temi della sostenibilità (35%); tra le aziende, poi, imprenditori e manager portano la visione dell’impegno delle persone al 41%, riconoscendo ancor di più un impegno da parte degli individui.L'impegno cala invece quando si parla di governo e istituzioni: per le aziende alla base ci sarebbe uno scarso impegno per mancanza di volontà; per le persone invece non si tratterebbe tanto di una mancanza di volontà, quanto di una mancanza di linee guida.

Questo il quadro emerso da una ricerca condotta da Ipsos, presentata al Salone della Csr in corso a Milano.  L’indagine Ipsos per il Salone riparte da dove la riflessione era arrivata l’anno scorso, sempre in occasione dell’incontro all'università Bocconi: nel 2023 l’osservatorio aveva rilevato la chiara percezione, da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, di una eccessiva lentezza nella transizione verso una società più sostenibile, in particolare per quanto riguarda riduzione della povertà e delle diseguaglianze, tutela delle risorse e dell’ambiente, fonti energetiche rinnovabili, inclusione sociale, transizione digitale e tecnologica e trasformazione dell’economia e del lavoro.  La consapevolezza della complessità del percorso da affrontare, però, si sta trasformando nella consapevolezza del successo futuro: il report regala infatti un importante segnale di fiducia: per il 49% della popolazione e il 77% delle imprese partecipanti, tra vent’anni il mondo sarà molto più sostenibile di oggi, ossia in grado di svilupparsi rispettando l’ambiente e le persone.Ecco perché, oggi, la volontà più diffusa è quella di 'scendere a patti' con le contraddizioni pur di accelerare il cambiamento: le contraddizioni sono viste come inevitabili dal 24% della popolazione e dal 52% delle aziende partecipanti al Salone.

Anche la popolazione più attenta è ormai disposta ad accettare (31%) che le incongruenze facciano parte di qualsiasi processo di sviluppo volto a trasformare la società: meglio un’azione che porta con sé delle contraddizioni, che nessuna azione.  "Le contraddizioni -commenta Andrea Alemanno, service line head di Ipsos- sono inevitabili in un processo evolutivo, che modifica equilibri, prassi ed interessi che si sono definiti nel tempo. È bene riconoscerlo e comprendere come gestirle, e come gestire tutti i costi e le esternalità negative che si generano in un processo trasformativo.Non devono preoccuparci.

Deve invece preoccuparci il lasciarle decantare, l’ignorarle, o l’affrontarle con un approccio non dialettico.Così rischiamo di generare scetticismo e contrapposizione, che rischia di rallentare, quando non minare, il percorso verso un mondo più sostenibile, responsabile, migliore". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cop29, re Carlo non ci sarà: deve continuare cure contro il cancro

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(Adnkronos) – Re Carlo non andrà in Azerbaijan a novembre per partecipare al vertice sul clima Cop29 perché deve proseguire la terapia contro il cancro.Il monarca, da sempre impegnato sulle questioni ambientali, sarà assente dall'incontro delle Nazioni Unite che si terrà dall'11 al 22 novembre.

Al vertice del 2023 dichiarò che il mondo è ancora "terribilmente lontano dal traguardo" per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi climatici.Il sovrano è in cura per il cancro dall'inizio dell'anno e la conferenza globale sui cambiamenti climatici inizierà poco più di due settimane dopo la conclusione del lungo viaggio del re e della regina in Australia e Samoa.  Fonti del Daily Mirror hanno dichiarato che, dati gli attuali impegni del monarca, è necessaria "estrema cautela.

Il governo non gli ha chiesto di partecipare all'evento ed è anche consapevole dei suoi impegni dopo l'imminente tournée autunnale.Il re avrebbe apprezzato l'opportunità di partecipare, ma è già incredibilmente impegnato. È stata presa la decisione che Sua Maestà non partecipi alla conferenza di quest'anno". Il tour di Carlo in Oceania è stato ridotto su consiglio del medico, con l'eliminazione dall'itinerario di una visita in Nuova Zelanda e altre modifiche al programma.

Quando il viaggio è stato annunciato, un portavoce di Buckingham Palace ha dichiarato: "Abbiamo dovuto prendere alcune decisioni difficili sul programma con il governo australiano, su dove le loro maestà possono arrivare".Il re sospenderà anche le cure contro il cancro durante gli 11 giorni in cui sarà lontano dal Regno Unito.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Nessun tunnel è troppo profondo”, volantini Israele su Gaza avvertono leader Hamas

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(Adnkronos) – I media israeliani riferiscono che Israele ha lanciato volantini sulla Striscia di Gaza in cui promette che il leader di Hamas Yahya Sinwar subirà la stessa sorte degli altri leader che combattono contro Israele. "Nessun tunnel è troppo profondo, Sinwar.Chiedi a Sayyed Hassan", dicono i volantini, riferendosi all'assassinio del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah in una struttura sotterranea. "Non ci sarà alcun posto sicuro sottoterra, né sopra la superficie della Terra, e nulla li proteggerà dall'essere sepolti in profondità nel terreno", si legge in arabo.

Sui volantini compaiono le immagini di altri leader assassinati, come il vice capo politico di Hamas Saleh al-Arouri. Sinwar avrebbe intanto ordinato ai leader del gruppo terroristico in Cisgiordania di rinnovare gli attentati suicidi in Israele poco dopo aver sostituito Ismail Haniyeh a capo dell'ufficio politico di Hamas.A scriverlo oggi è il Wall Street Journal, citando funzionari di intelligence arabi. L'ordine sarebbe stato impartito poco prima del fallito attentato suicida a Tel Aviv, afferma il giornale secondo il quale alcuni alti esponenti di Hamas avrebbero avuto riserve sulla decisione. Citando funzionari arabi coinvolti nella mediazione, il Wall Street Journal conferma inoltre precedenti notizie secondo cui Sinwar avrebbe recentemente rinnovato i contatti con i mediatori sul cessate il fuoco e gli ostaggi.  La testata rivela poi di aver visionato una lettera che sarebbe stata scritta da Sinwar il mese scorso, in cui si afferma che Hamas è pronto per una prolungata guerra di logoramento per "minare la determinazione di Israele" e aprire la strada alla fine dello Stato ebraico. Le posizioni di Sinwar verrebbero considerate estremiste anche all'interno dello stesso gruppo, scrive il giornale, citando funzionari ed ex funzionari israeliani e arabi.

Dopo l’assassinio di Haniyeh a luglio, secondo quanto riferito, i funzionari politici di Hamas avevano suggerito l’ex leader Khaled Mashaal come suo successore, prima che l’ala militare del movimento, le Brigate Izz ad-Din al-Qassam, inviassero un messaggio secondo cui a dover essere scelto era Sinwar.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Nicholas Pryor, è morto l’attore della serie ‘Beverly Hills 90210’

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(Adnkronos) – L'attore statunitense Nicholas Pryor, che ha vestito i panni del padre di Tom Cruise nel film 'Risky Business – Fuori i vecchi…i figli ballano' (1983) e quello di Robert Downey Jr.

in 'Al di là di tutti i limiti' (1987), è morto lunedì 7 ottobre nella sua casa di Wilmington, nella Carolina del Nord, all'età di 89 anni in seguito a un tumore.L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla sua agente, Susan Tolar Walters, che ha dichiarato: "Era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto e ci mancherà". Nicholas Pryor, pseudonimo di Nicholas David Probst, nato a Baltimora il 28 gennaio 1935, ha anche interpretato il padre del personaggio di Kathleen Robertson nel telefilm 'Beverly Hills 90210' per 26 episodi dal 1994 al 1997.

Dal 1997 al 2002 l'attore ha recitato nello spinoff di 'General Hospital', 'Port Charles', interpretando l'ex spia Victor Collins.La sua carriera nelle soap opera ha compreso ruoli in 'Destini' e 'La valle dei pini' ed è apparso in episodi dei telefilm 'Cuore e batticuore', 'La famiglia Bradford', 'La valle dell'Eden' e 'La signora in giallo', oltre che nelle serie 'Falcon Crest', 'La casa nella prateria' e 'La signora del West'. Sul grande schermo, Pryor è stato lo sfortunato marito di Barbara Feldon in 'Smile' (1975) di Michael Ritchie; il professore universitario fumatore di pipa che viaggia con Michael Sarrazin in auto in 'La corsa più pazza del mondo' (1976) di Charles Bail; il direttore di un museo che incontra la sua fine in un cantiere ferroviario in 'La maledizione di Damien' (1978) di Don Taylor (1978).

Tra gli altri film, l'attore è apparso con piccoli ruoli in 'Uno sconosciuto alla porta' (1990) , 'Hoffa – Santo o mafioso?' (1992), 'L'ultimo appello' (1996), 'Lo scapolo d'oro'(1999), 'Danni collaterali' (2002) e 'Doctor Sleep' (2019).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nobel per la chimica a Baker, Hassabis e Jumper: il premio per le scoperte sulle proteine

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(Adnkronos) – L’Accademia reale svedese delle scienze ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la chimica 2024, a David Baker “per la progettazione computazionale delle proteine” e, congiuntamente, a Demis Hassabis e John M.Jumper “per la previsione della struttura delle proteine”.   Nella motivazione dell'assegnazione del premio, l'Accademia svedese delle Scienze spiega che David Baker – americano, 62 anni docente presso l'Università di Seattle – "è riuscito nell'impresa quasi impossibile di costruire tipi di proteine ​​completamente nuovi" mentre l'inglese Demis Hassabis, 48 anni, Ceo di Google DeepMind e l'americano John Jumper, 39 anni, nato in Arkansas ma anche lui attivo a Londra pressoil Google DeepMind – "hanno sviluppato un modello di intelligenza artificiale per prevedere le complesse strutture delle proteine".  Scoperte che – si sottolinea – "hanno un potenziale enorme". "Una delle scoperte premiate quest'anno riguarda la costruzione di incredibili proteine.

L'altra riguarda la realizzazione di un sogno vecchio di 50 anni: prevedere le strutture delle proteine ​​dalle loro sequenze di amminoacidi.Entrambe queste scoperte aprono vaste possibilità", afferma Heiner Linke, presidente del Comitato Nobel per la chimica. Le proteine ​​sono generalmente composte da 20 diversi amminoacidi, che possono essere descritti come i mattoni della vita.

Nel 2003, David Baker è riuscito a utilizzare questi blocchi per progettare una nuova proteina diversa da qualsiasi altra.Da allora, il suo gruppo di ricerca ha prodotto una creazione proteica dopo l'altra, tra cui proteine ​​che possono essere utilizzate come prodotti farmaceutici, vaccini, nanomateriali e minuscoli sensori. 
La seconda scoperta riguarda la previsione delle strutture proteiche.

Nelle proteine, gli amminoacidi sono collegati tra loro in lunghe stringhe che si ripiegano per creare una struttura tridimensionale, decisiva per la funzione della proteina.Dagli anni '70, i ricercatori avevano cercato di prevedere le strutture proteiche dalle sequenze di amminoacidi, ma questo era notoriamente difficile.

Tuttavia, quattro anni fa, c'è stata una svolta sorprendente.Infatti nel 2020, Demis Hassabis e John Jumper hanno presentato un modello di intelligenza artificiale chiamato AlphaFold2.  Con il suo aiuto, sono stati in grado di prevedere la struttura di praticamente tutte le 200 milioni di proteine ​​che i ricercatori hanno identificato.

Sin dalla loro scoperta, AlphaFold2 è stato utilizzato da oltre due milioni di persone provenienti da 190 paesi.Tra le infinite applicazioni scientifiche, i ricercatori possono ora comprendere meglio la resistenza agli antibiotici e creare immagini di enzimi in grado di decomporre la plastica.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Wimbledon manda in pensione i giudici di linea, intelligenza artificiale arbitra i match

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(Adnkronos) –
Wimbledon vara la rivoluzione.Dal 2025, il più celebre torneo di tennis del mondo abolisce i giudici di linea e li sostituisce con l'Intelligenza Artificiale.

Dopo 147 anni, non saranno i 'line judges' – circa 300 in tutto – a chiamare l'out sui campi dell'All England Club, come anticipa il Times.Wimbledon ha da tempo introdotto il sistema hawk-eye per giudicare le palle di servizio: sull'erba, le prime viaggiano a velocità siderali e non lasciano traccia sul campo. Ora, però, su tutti i 18 campi utilizzati nel torneo verrà installato il sistema di Electronic Line Calling (ELC) per segnalare l'out anche nel corso dello scambio e non solo dopo il colpo iniziale.

Anche il torneo più legato alla tradizione, quindi, si adegua e apre ulteriormente le porte alla tecnologia, accantonando la figura del giudice di linea che a Wimbledon, complice l'eleganza delle divise esibite ogni anno, ha rappresentato un elemento distintivo dei Championships. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Temptation Island vince la prima serata

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(Adnkronos) – 'Temptation Island' vince la prima serata di ieri, 8 ottobre.Il docu-reality di Canale 5 ha registrato 3.381.000 telespettatori con uno share del 23,9%.

Su Rai 1 il film tv 'Nato il 6 ottobre' ha intrattenuto 2.093.000 telespettatori con uno share del 11,2%.Su La7 'DiMartedì' ha ottenuto 1.509.000 telespettatori con uno share dell'8,9%.

A seguire su Italia 1 il film 'Killer Elite' è stato visto da 917.000 telespettatori e il 5,7% di share. Su Rete 4 'È sempre Cartabianca' ha registrato 734.000 telespettatori con uno share del 5,2%.Poco sotto con il 5% di share c'è 'The Floor – Ne rimarrà solo uno', in onda su Rai 2, che ha ottenuto 843.000 telespettatori.

Su Rai 3 'Le Ragazze' ha raggiunto 782.000 telespettatori con uno share del 4,2%.Su Tv8 'X Factor' ha registrato 677.000 telespettatori con il 4,1% di share.

Su Nove 'Best Weekend' è stato visto da 308.000 telespettatori con uno share del 1,6%. Nella fascia access prime time, su Rai 1 'Affari Tuoi' ha intrattenuto 5.887.000 con il 27,2% di share.Su Canale 5 'Striscia la Notizia' ha raggiunto 3.067.000 telespettatori con uno share del 14,2%.

Su La7 'Otto e mezzo' ha registrato 1.898.000 telespettatori con uno share dell'8,8%.Su Rai 3 'Un posto al sole' ha intrattenuto 1.547.000 con il 7,1% di share.

Su Italia 1 il doppio episodio di 'Ncis' ha registrato 1.421.000 telespettatori con uno share del 6,6%.Infine, su Nove 'Chissà chi è' ha ottenuto 615.000 telespettatori e il 2,8% di share.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Heffler (Humanitas): “Anti Il-5 efficace contro asma grave e poliposi nasale”

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(Adnkronos) – "Le terapie biologiche che bloccano l'interleuchina 5 (Il-5) si sono dimostrate molto efficaci sia nella gestione dell'asma grave che della poliposi nasale.Le due malattie, infatti, condividono lo stesso percorso infiammatorio e spesso coesistono.

Nei pazienti con asma grave, si stima che il 45-50% abbia anche poliposi nasale, un dato elevato rispetto alla prevalenza della poliposi nella popolazione generale, che è del 2-3%.D'altro canto, il 70-80% dei pazienti con la poliposi nasale ha anche asma, sebbene non sempre grave.

Poter trattare entrambe le patologie con un unico farmaco che agisce su un meccanismo centrale come l'interleuchina 5 è un'opportunità terapeutica preziosa".Lo ha detto Enrico Heffler, direttore della Scuola di specializzazione in Allergologia e immunologia clinica di Humanitas University Milano, all'Adnkronos Salute in occasione congresso Siaaic, Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, che si è svolto a Roma. "Asma grave e poliposi nasale – spiega Heffler – sono due malattie infiammatorie croniche delle vie respiratorie.

In entrambe, nella stragrande maggioranza dei casi, l'infiammazione è di tipo 2.Questa infiammazione è caratterizzata da un importante infiltrato di eosinofili, cellule che normalmente abbiamo nel nostro sistema immunitario, ma che quando sono iperespresse nei tessuti, soprattutto nelle vie aeree respiratorie e nel tessuto naso-sinusale, per quanto riguarda la poliposi, causano una serie di danni locali con manifestazioni cliniche caratteristiche". Fulcro del problema è l'infiammazione. "Nell'asma – continua lo specialista – causa iperreattività bronchiale, ovvero i bronchi diventano più reattivi a stimoli esterni e tendono a chiudersi più facilmente, causando il broncospasmo con mancanza di respiro a cui seguono gli altri sintomi.

Nella poliposi nasale, invece, dove non ci sono muscoli, come nei bronchi, l'infiltrato di eosinofili e di altre cellule forma escrescenze chiamate polipi che occupano la cavità nasale e i seni paranasali, determinando un'ostruzione importante, perdita dell'olfatto e conseguenze come il peggioramento della qualità del sonno, a causa della difficoltà respiratoria". In questo contesto infiammatorio, è fondamentale il ruolo dell'interleuchina 5. "Si tratta di una citochina, una proteina prodotta da diversi tipi cellulari, in particolare dai linfociti T e da cellule chiamate Innate Lymphoid Cells 2 – illustra Heffler – Questa citochina è centrale per la nascita, crescita, maturazione e attivazione degli eosinofili.Grazie all'interleuchina 5, gli eosinofili maturano nel midollo osseo, entrano nel circolo sanguigno e poi nei tessuti target, come i bronchi e i seni paranasali.

Sempre grazie all'interleuchina 5, gli eosinofili non solo migrano nei tessuti, ma si attivano, liberando sostanze tossiche che danneggiano l'ambiente circostante.Poiché entrambe le malattie condividono lo stesso percorso infiammatorio, è possibile trattarle con un unico farmaco biologico". A livello internazionale "ci sono già linee guida e raccomandazioni sia per l'asma grave che per la poliposi nasale, che ci aiutano a considerare la terapia biologica per i pazienti elegibili – precisa Heffler – La scelta del farmaco dipende dalla fenotipizzazione del paziente, ovvero dallo studio delle sue componenti infiammatorie, e da quanto l'interleuchina 5 è il target principale o se è necessario un altro approccio.

Esistono poi anche registri di malattia per monitorare l'andamento delle patologie e la risposta ai diversi trattamenti.In Italia abbiamo il registro Sani (Severe Asthma Network Italy) per l'asma grave e il registro Rinet (Rhinosinusitis Italian Network) per la poliposi nasale". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Vultaggio (UniFi): “Mepolizumab sicuro efficace anche in forme più gravi Egpa”

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(Adnkronos) – "Per il trattamento della granulomatosi eosinofilica con poliangioite (Egpa) è ora a disposizione un farmaco molto particolare e importante.Si chiama mepolizumab ed è il primo trattamento mirato approvato per Egpa.

Si tratta di un farmaco biologico e intelligente che va a bloccare una sostanza chiamata interleuchina 5 (Il-5), che ha un ruolo centrale nella patologia.Infatti, l'Il-5 è la citochina più importante per gli eosinofili perché ne aumenta la sopravvivenza.

Mepolizumab agisce bloccando le funzioni biologiche della Il-5 e riducendo il numero degli eosinofili, le cellule responsabili del danno tissutale tipico della Egpa".Lo ha detto Alessandra Vultaggio, ricercatrice del dipartimento di Medicina sperimentale e clinica presso l'Università degli Studi di Firenze, Sod Immunoallergologia Aou Careggi, all'Adnkronos Salute in occasione del congresso Siaaic, Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, che si è svolto a Roma. L'Egpa, già nota come sindrome di Churg-Strauss, è una malattia complessa che interessa diversi organi come reni, nervi, cuore, cute e vasi sanguigni. "I pazienti trattati con mepolizumab – spiega l'esperta – possono andare in remissione, ossia ottenere una scomparsa dei segni e sintomi che la malattia comporta, permettendo loro di ridurre di molto, fino addirittura a sospendere, la quantità di cortisone assunta quotidianamente.

Parliamo di una malattia infiammatoria caratterizzata da un aumento degli eosinofili nel sangue, un tipo particolare di globuli bianchi, e un aumento conseguente di queste cellule nei vari tessuti dove causano un danno di tipo strutturale.La quasi totalità dei pazienti manifesta asma e poliposi nasale, a cui poi si associano vari segni e sintomi legati al tipo di organo coinvolto". Mepolizumab si sta dimostrando sicuro ed efficace anche nelle forme di malattia di più lunga durata e più grave, prevenendo le recidive. "Da qualche anno il farmaco è ormai parte del nostro armamentario farmaceutico – continua Vultaggio – In Italia, prima con i pazienti asmatici severi e ora anche per altre malattie quali la poliposi nasale, la sindrome ipereosinofila e l'Egpa, osserviamo successi terapeutici addirittura migliori di quelli dei trial registrativi".

Tali risultati inducono a implementare il più velocemente possibile la diagnosi, in modo da poter valutare tempestivamente l'introduzione del farmaco biologico. "Spesso la storia dei pazienti con Egpa è una storia lunga – sottolinea l'esperta – caratterizzata da notevole ritardo diagnostico.E' importante conoscere la malattia e saperla sospettare.

Ci aiutano semplici esami ematici che registrano lo spiccato aumento degli eosinofili nel sangue in pazienti con storia di asma e poliposi nasale e, talvolta, anche la positività di alcuni particolari autoanticorpi a livello ematico, denominati Anca".  Trattandosi di una patologia che può colpire organi diversi, le manifestazioni cliniche dell'Egpa sono eterogenee e quindi diversi specialisti possono trovarsi di fronte a pazienti in cui si sospetta la patologia. "Noi allergologi e immunologi – aggiunge Vultaggio – abbiamo la necessità di collaborare in un team multidisciplinare al quale devono appartenere pneumologi, otorini, cardiologi, nefrologi, radiologi e anatomo-patologi".Lo scambio di informazioni e competenze tra i vari specialisti, infatti, "è essenziale per arrivare più precocemente alla diagnosi e per ottimizzare il trattamento – conclude la specialista – fino all'introduzione del farmaco biologico e al monitoraggio dei suoi effetti terapeutici". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uccise la sorella Alice con 20 coltellate, Cassazione conferma condanna Alberto Scagni

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(Adnkronos) – Alberto Scagni è stato condannato a 24 anni e sei mesi.I giudici della Corte di Cassazione, confermando le condanne di primo e secondo grado, non hanno riconosciuto la tesi dei suoi difensori Mirko Bettolli e Alberto Caselli Lapeschi, secondo i quali Scagni non avrebbe agito con premeditazione la sera del primo maggio 2022, quando uccise la sorella Alice sotto casa con oltre venti coltellate.

La Suprema Corte ha rigettato quindi il ricorso dei suoi legali.  Scagni era stato condannato in primo e secondo grado a 24 anni e 6 mesi.Il coltello con cui aveva ucciso Alice era stato 'nascosto' in un sacchetto di plastica, motivo per cui la procura gli aveva contestato l'aggravante del mezzo insidioso, non riconosciuta però nelle due sentenze, insieme a quella della crudeltà, anche questa scartata dai giudici che avevano riconosciuto a Scagni la seminfermità mentale che, per i legali sarebbe incompatibile con la premeditazione.  Alberto Scagni, secondo quanto ricostruito al processo, aveva atteso sotto casa della sorella almeno per due ore prima di commettere il brutale omicidio.

Per questo motivo la procura generale si era detta contraria alla tesi difensiva anche per via delle minacce di morte che Alberto aveva indirizzato nei mesi alla sorella e al resto della famiglia. Intanto ieri è stato giudicato ammissibile il ricorso della famiglia Scagni alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.  Questa la nota della famiglia Scagni: "Oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto la notizia che il ricorso alla Cedu sulla vicenda ignobile dell’abbandono subito nella tragedia che ha travolto la vita dei nostri figli ha avuto conferma di ammissibilità.Tragedia che noi continuiamo a ritenere quantomeno arginabile sulle tremende conseguenze.

Questa prima decisione di mera Ammissione a trattare il ‘caso Scagni’ da parte della Corte Europea, ci conforta minimamente nel nostro insanabile dolore: dunque non siamo soltanto patetici visionari persecutori ma esiste una Giustizia che vuole vederci dentro, che intende meritevole valutare l’operato delle Istituzioni dello Stato Italiano da sottoporre a vaglio di correttezza (anzi di esistenza!, vista la pesante inerzia che si è platealmente dimostrata nei fatti).Era quello che chiedevamo, un esame di coscienza giuridicamente leale di tutte le parti in causa.

L’abbiamo urlato quella notte davanti al corpo di Alice persa.A lei lo dobbiamo che ha perso davvero tutto.

L’abbiamo asserito in Questura il mattino dopo: vogliamo sapere dove e come abbiamo sbagliato, cosa dovevamo fare di più, oltre a far fermare Alberto folle dal CSM, oltre a chiedere aiuto di ultima istanza al 112.Oggi (ieri, ndr) vi è stata Udienza in Cassazione per ricorso di Alberto contro aggravante di Premeditazione.

Non è nostra materia, ma è nostro diritto affermare che la verità processuale storicizzata definitivamente con Sentenza di Primo Grado su cui si basa anche il lavoro degli Ermellini è una verità distorta e falsata per comodità di vittimizzazione della famiglia Scagni, la famiglia di Graziano, Antonella, Alberto e Alice.E salvare dall’esame altri.

Nessun altro sa, nessun altro conosce il nostro dolore, nessun altro si può permettere ricostruzioni fantasiose e utilitaristiche della vita della nostra famiglia, dei nostri sentimenti e comportamenti, senza concederci (come di fatto negato) di contribuire (con pari dignità alle altre Parti Processuali) al raggiungimento della Verità dei fatti.Niente e nessuno riporta in vita Alice, ma il dovere di perseguire Verità e Giustizia sarà per noi fino all’ultimo nei nostri pensieri.

Col pensiero di Alice sempre vicino a noi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, lite degenera in aggressione: ucciso a coltellate un 47enne

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(Adnkronos) – Una lite per futili motivi degenera e accoltella a morte il suo amico: 59enne arrestato dalla Polizia di Stato per omicidio.Nella notte appena trascorsa, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli e dei Commissariati Dante e Decumani sono intervenuti in via Benedetto De Falco, zona Materdei, dopo la segnalazione arrivata alla sala operativa.

Sul posto hanno trovato il corpo senza vita di Mariano Pilato, 47 anni, che era stato accoltellato al culmine di una lite per futili motivi.Le indagini lampo hanno permesso ai poliziotti di identificare l'uomo ritenuto responsabile della brutale aggressione.

Roberto Ambrosio, un 59enne napoletano, con precedenti di polizia, è stato arrestato per omicidio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, Moby torna al Ttc di Rimini per presentare la prossima stagione

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(Adnkronos) –
Moby torna al TTG di Rimini per presentare nei padiglioni della nuova Fiera tutte le novità per la prossima stagione.Sono novità che riguardano innanzitutto le linee servite, per Sardegna, Sicilia, Corsica e Isola d’Elba, con il network di rotte più completo, un 'domino' di navi sempre più grandi grazie all’ingresso in linea delle nuove ammiraglie Moby Fantasy e Moby Legacy, i traghetti più grandi, green e moderni del Mediterraneo, che porterà navi più moderne e capienti su ogni linea, e una frequenza che allunga ulteriormente la stagione. Infatti non solo, come sempre, la Genova-Porto Torres, la Livorno-Olbia, la Civitavecchia-Olbia e la Napoli-Palermo – che con Florio e Rubattino e una sorta di “Metropolitana delle due Sicilie” – offrono la tratta in entrambe le direzioni per 365 giorni all’anno, ma quest’anno anche la Genova-Olbia sarà in linea dal 16 aprile al 3 novembre, contribuendo alla destagionalizzazione del turismo in Sardegna e assicurando una stagione XXL alla tratta preferita dai viaggiatori del Nord Italia e del Nord Europa come porta d’ingresso per l’isola.

Tutto questo – si sottolinea in una nota – "si coniuga a servizi di bordo che, da sempre fiore all’occhiello di Moby, ma che quest’anno si arricchiscono di nuove opportunità, come il wi-fi free sulle navi, a partire da Moby Fantasy, Moby Legacy, Moby Aki e Moby Wonder, che permetterà di rimanere collegati durante la navigazione, grazie a una nuova tecnologia". Sulla Moby Fantasy nuove tecnologie permetteranno di posizionare otto casse automatiche che si aggiungono ovviamente ai tradizionali punti di pagamento “fisici”, che permetteranno di velocizzare le operazioni di prenotazione del cibo a bordo e di servire più rapidamente i passeggeri.E tutto questo "si aggiunge alla nuova concezione di ristorazione a bordo di Moby Fantasy e Moby Legacy con un intero ponte dedicato al cibo, sempre all’insegna di stagionalità, leggerezza e freschezza, con moltissime opzioni, dal ristorante gourmet al grill, dal self service alla pinseria.

E poi, ancora, salumeria, pastificio con prodotti freschi preparati a bordo, area cocktail, angolo per le golosità per i piccoli, frutteria e sette punti di ristoro e quindici aree con offerte diversificate in 50 metri lineari di gusti".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Obesità e diabete, in Italia arriva tirzepatide

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(Adnkronos) – Lilly ha ottenuto dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) l'autorizzazione all'immissione in commercio per tirzepatide.Inizia quindi la commercializzazione del farmaco innovativo indicato per il trattamento dell'obesità, del sovrappeso in presenza di almeno una comorbidità e del diabete tipo 2.

Tirzepatide è ora disponibile sul mercato italiano su prescrizione medica.Grazie alla sua capacità di attivare sia i recettori Gip che Glp-1 – riporta una nota – negli studi clinici il trattamento con tirzepatide ha comportato una riduzione di peso significativa sia nei pazienti adulti con obesità sia in quelli con sovrappeso con almeno una comorbidità ad esso correlata, oltre ad aver dimostrato risultati importanti nel controllo glicemico negli adulti con diabete tipo 2. Tirzepatide è il primo, e ad oggi l'unico, trattamento parte di una nuova classe terapeutica che attiva sia i recettori ormonali del Gip (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente) sia quelli del Glp-1, (peptide glucagone-simile-1).

Legando entrambi i recettori, tirzepatide aumenta la secrezione di insulina a livello pancreatico, la sensibilità insulinica e riduce l'assunzione di cibo.Ma ciò che differenzia tirzepatide è l'agonismo recettoriale del Gip, che agisce su meccanismi correlati al peso: ha azioni benefiche a livello del tessuto adiposo, riduce l'introito calorico e il senso di nausea. "Nonostante i passi in avanti degli ultimi anni, l'obesità resta per i professionisti e i sistemi sanitari una condizione molto complessa da affrontare, con carenze culturali e assistenziali importanti, dovute alla sua multifattorialità, al suo decorso cronico e progressivo, alle molte complicanze cliniche associate e, in ultima analisi, alla difficoltà nell'ottenere risultati duraturi nella riduzione del peso corporeo – afferma Rocco Barazzoni, presidente della Società italiana di obesità – Oggi stiamo finalmente entrando in una nuova fase nel trattamento dell'obesità, con un nuovo paradigma farmacologico che ci permetterà non solo di fornire risposte a bisogni assistenziali finora largamente insoddisfatti, restituendo tempo e qualità di vita ai pazienti, ma anche di prevenire nel luogo termine le numerose patologie associate e di ridurne l'impatto oggi drammatico".   "Tirzepatide è un nuovo, fondamentale capitolo dell'impegno di Lilly nell'area metabolica: un impegno che nell'arco di quasi 100 anni, a partire dalla prima insulina commerciale al mondo, si è tradotto in innovazioni decisive per spostare sempre più in avanti la frontiera della qualità di vita per i pazienti – dichiara Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Lilly Italy hub – A partire dalla ricerca e dal know-how in quest'area, oggi ampliamo la portata delle nostre innovazioni rendendo disponibile una molecola che ridefinisce anche il trattamento dell'obesità ed ha il potenziale di migliorare la vita di moltissime persone che vivono con questa malattia cronica e progressiva che è associata ad alcune delle principali cause di morte, tra cui patologie cardiache, cancro, ictus e diabete".  Gli effetti collaterali più comuni – conclude la nota – sono gastrointestinali, come nausea e diarrea.

In generale, queste reazioni sono state per lo più di gravità lieve o moderata e si sono verificate più spesso durante l'aumento della dose e sono diminuite nel tempo.Attualmente tirzepatide in Italia è disponibile in classe Cnn (classe C non negoziata).

Lilly è attivamente impegnata nelle interlocuzioni con Aifa per rendere disponibile tirzepatide ai pazienti italiani a carico del Ssn. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Csr, Sobrero: “La sostenibilità è a maturazione, la sfida è superare gli ostacoli ancora esistenti”

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(Adnkronos) – "La sostenibilità è arrivata ad un punto di maturazione.Non so se sia più corretto dire maturazione o maturità, ma comunque il concetto è questo.

Ed è proprio da questa riflessione che trae ispirazione il titolo della 12esima edizione del Salone della Csr e dell'innovazione sociale, 'sfidare le contraddizioni'".Lo ha detto Rossella Sobrero, presidente di Koinètica, promotrice dell'evento insieme all'università Bocconi, Sustainability makers, Fondazione Global Compact Network Italia, Asvis, Sodalitas e Unioncamere,.  Aprendo i lavori del Salone, in corso da oggi all'11 ottobre a Milano, la docente, esperta di comunicazione sociale, Csr e sostenibilità, ha sottolineato: "Dodici anni fa non avremmo mai fatto un titolo così; oggi però è necessario capire come si stia sviluppando l’impegno, non solo dell’imprese, ma anche di tutte le altre organizzazioni.

E capire quali sono le difficoltà e gli ostacoli.Ostacoli che in parte sono stati superati, ma la vera sfida è riuscire a superare quelli per i quali non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione".

Del resto, ha aggiunto, "bisogna diffidare da chi dice che essere sostenibili è facile perché non è vero; bisogna operare per un cambiamento culturale, bisogna cambiare modo di pensare e di agire, di comportarsi, di produrre e distribuire, con tutte le complicazioni di uno scenario, anche internazionale, che come sappiamo non è certo facile". "In questa 12esima edizione dunque – ha concluso- racconteremo le cose belle e i traguardi riusciti, cercando anche di raccontare quali sono i problemi e le contraddizioni tra la dimensione sociale e ambientale e come si possa trovare l’equilibrio con la dimensione economica".  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uragano Milton verso la Florida, venti meno forti ma resta di categoria 5

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(Adnkronos) – E' ancora classificato di categoria 5 l'uragano Milton, malgrado i venti (160 miglia orarie, oltre 250 Kmh) siano leggermente diminuiti, stando ad un aggiornamento della notte del National Hurricane Center americano che ne segue lo spostamento in direzione della Florida. Il centro della tempesta, definita come la peggiore in Florida degli ultimi 100 anni, si trova circa 405 miglia a sud-ovest di Tampa e si muove verso nord-est a 12 miglia orarie, rende noto il centro.Si prevede che la tempesta si indebolisca fino a diventare un uragano di categoria 3 – pur restando uno dei più distruttivi mai registrati sulla zona – quando arriverà nella tarda giornata di oggi o alle prime ore di domani in Florida, dove porterà piogge molto intense e venti fortissimi che saranno avvertiti in un'area molto vasta.

Compreso Milton, solo 42 uragani hanno raggiunto una tale potenza nell'Atlantico, riporta la Cnn.  Centinaia di migliaia di persone hanno già lasciato le loro case dopo l'ordine di evacuazione emesso dalle autorità locali in diverse aree della costa della Florida. "Se decidete di restare nelle zone per cui è stato disposto l'ordine di evacuare, morirete", ha avvertito attraverso la Cnn il sindaco di Tampa, Jane Castor. Anche il governatore della Florida Ron DeSantis che in vista dell'arrivo dell'uragano Milton ha dichiarato lo stato di emergenza in 51 contee ha affermato che ''è il momento di mettere in atto i piani di evacuazione'' avvertendo che ''in alcune parti della Florida si verificheranno danni significativi'' e ''non saremo in grado di portare in salvo coloro che sono rimasti indietro''.   Per affrontare l'e,ergenza, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rinviato la visita prevista per il 10 ottobre in Germania e ha rivolto un appello agli abitanti delle zone sotto ordine di evacuazione: "Partite immediatamente, è una questione di vita o di morte". "Chiedo a tutti, veramente tutti, quelli che si trovano sulla traiettoria dell'uragano Milton di ascoltare le autorità locale e seguire le istruzioni di sicurezza", ha scandito Biden affermando che la sua amministrazione sta lavorando con i governatori degli Stati interessati.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Case ristrutturate con superbonus: in radar catasto villette di Veneto, Trentino e Lombardia

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(Adnkronos) –

Ville e villette in pianura e montagna, nel Nord e Centro-Nord, di famiglie tutt'altro che indigenti: sarebbe questo – secondo un recente studio della Cgia di Mestre – l'identikit delle case fantasma migliorate con il restyling strutturale del superbonus.Immobili che adesso finirebbero sotto la lente del Mef nel quadro della revisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità dell'immobile annunciato ieri dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti nel corso dell'audizione sul Piano strutturale di Bilancio in Parlamento.  Dal Veneto all'Emilia Romagna, dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, la gran parte della misura infatti – lungi dall'efficientare i vetusti condomini italiani come negli obiettivi originari – è stata fruita per lo più dalle unità monofamiliari, anche per la facilità di accesso per questa categoria di immobili.

Al top per finanziamenti troviamo la Val d'Aosta, con una media di 400mila euro per abitazione.  Secondo un recente report dell'Ufficio studi della Cgia, il superbonus con un onere di circa 123 miliardi per le casse dell'Erario dal suo avvento nel luglio 2020 al 31 agosto scorso ha interessato meno di 500mila immobili (precisamente 496.315), pari al 4% del totale dei 12,2 milioni di edifici residenziali italiani.  A livello regionale è il Veneto ad aver registrato – in proporzione rispetto agli edifici totali – il ricorso più numeroso al bonus edilizio al 110% con 59.652 asseverazioni depositate ed un'incidenza sul totale degli edifici residenziali del 5,6%.Seguono l’Emilia Romagna e Trentino Alto Adige con un’incidenza del 5,4%; la Lombardia e la Toscana un’incidenza del 5,2%, tra quelle in cima alla lista.

Per contro, a 'snobbare' l’incentivo sarebbero le regioni del Mezzogiorno: Molise e Puglia, ad esempio, hanno interessato solo il 2,9% degli edifici residenziali, la Calabria il 2,6% e la Sicilia solo il 2,2%. Sempre a livello nazionale, l’onere medio per edificio residenziale a carico dello Stato è stato di 247.819 euro.Il picco massimo lo scorgiamo in Valle d’Aosta con 401.040 euro per immobile: seguono la Basilicata con 299.963 euro, la Liguria con 298.314 euro, la Lombardia con 296.107 euro e la Campania con 294.679 euro.

Chiudono la graduatoria il Veneto con un costo medio per intervento di 194.913 euro per edificio, la Sardegna con 187.440 e, infine, la Toscana con 182.919 euro. Quanto ai beneficiari, stando alle prime indiscrezioni indicate dalla Cgia, sembrerebbe aver favorito maggiormente i proprietari di immobili con una buona/elevata capacità di reddito, anziché rivolgersi in via prioritaria alle famiglie meno abbienti che, in linea di massima, presentano una probabilità maggiore di risiedere in abitazioni in cattivo stato di conservazione e con un livello di efficienza energetica molto basso.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strangola la moglie davanti ai figli piccoli, ennesimo femminicidio a San Felice a Cancello

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(Adnkronos) – Strangola la moglie davanti ai figli piccoli.Ennesimo femminicidio oggi in provincia di Caserta.

La vittima è una giovane mamma di 24 anni.I Carabinieri sono intervenuti questa notte a San Felice a Cancello ed hanno fermato il marito 30enne di origini albanesi, con nazionale della vittima.  Secondo una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe strangolato sua moglie al culmine di una lite davanti ai due figli piccoli di 4 e 6 anni.

Ora la sua posizione è al vaglio della procura di Santa Maria Capua Vetere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Shanghai, Sinner batte Shelton e va ai quarti

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(Adnkronos) – Jannik Sinner ai quarti di finale dell’Atp Masters 1000 di Shanghai.L’azzurro, numero 1 del mondo, oggi 9 ottobre negli ottavi di finale batte lo statunitense Ben Shelton, numero 14 del tabellone, per 6-4, 7-6 (7-1) in 1h29'. Sinner, alla quarta vittoria in 5 confronti diretti con l’americano, nel primo set sfrutta l’unica palla break a disposizione per fare la differenza.

Il 23enne altoatesino nel secondo set rischia grosso: annulla 2 palle break nel sesto game e 3 nell’ottavo.Si va al tie-break e Sinner chiude i conti senza concedere nulla al rivale. Nei quarti, il numero 1 del mondo affronterà il vincente del match tra il russo Daniil Medvedev e il greco Stefanos Tsitsipas. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, la ricetta di Orban: “Ve lo dico io come deve cambiare”

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(Adnkronos) – Viktor Orban, primo ministro ungherese e ‘bestia nera’ del consensus bruxellese, arriva a Strasburgo e, alla vigilia del dibattito con gli eurodeputati che si tiene oggi 9 ottobre, illustra la sua ‘ricetta’ su come l’Ue dovrebbe evolversi e fornendo a tratti anche una certa prospettiva storica sull’evoluzione che l’Unione ha subito in questi ultimi anni.  Escluso decisamente che il suo Paese possa seguire l’esempio del Regno Unito: l’Ungheria, ha detto, "non ha alcuna intenzione" di lasciare l'Unione Europea.Orban è uno dei leader politici più longevi d’Europa: è primo ministro ininterrottamente dal 2010, e in precedenza aveva ricoperto la stessa carica dal 1998 al 2002.

Nel 2011, all’epoca della prima presidenza ungherese del Consiglio Ue, ha ricordato, “avevamo a che fare con le primavere arabe e con l’incidente nucleare di Fukushima”, in Giappone, quindi “non era neanche quello un periodo facile”.Ma oggi “l’Ue è in situazione molto più seria”, con “gravi conflitti” nel Medio Oriente, in Africa e in Ucraina, che si ripercuotono sull’Europa. Al primo posto, nell’agenda della presidenza ungherese, c’è la “competitività”, della quale si parlerà a Budapest, nel Consiglio Europeo informale dell’8 novembre, con l’ex presidente della Bce Mario Draghi.

L’Europa, ha ricordato Orban, “perde costantemente competitività”, come “ha detto Draghi”.Anche il presidente Emmanuel Macron, ha ricordato il premier, ha avvertito che l’Europa “potrebbe morire”.

E quindi “in tempi come questi è nostro dovere mostrare al Parlamento Europeo la via: l’Europa deve cambiare”.Il nostro obiettivo è avere “un’Europa competitiva”. Il premier magiaro ha parlato a lungo di migrazioni, uno dei punti sui quali l’Ue ha finito negli ultimi anni per avvicinarsi a posizioni non molto lontane dalle sue.

Secondo lui, la “crisi migratoria non è finita”.Dal 2015, ha notato, “mi danno o dell’idiota o del malvagio”, quando si parla di politiche migratorie, ma alla fine, prevede, “tutti concorderanno con me, alla fine: servono hotspot esterni”.

Per Orban, la politica migratoria europea “non funziona” e l’immigrazione “illegale” aumenta “il livello di antisemitismo, la violenza sulle donne e anche l’omofobia”.Visto che la politica migratoria Ue “non funziona”, i Paesi membri “tentano di difendere” le loro frontiere, reintroducendo i controlli di confine.

Per Orban, come per l’area euro esiste l’Eurosummit, anche i leader dei membri dell’area Schengen “dovrebbero riunirsi regolarmente”. Anche la “politica di sicurezza” europea per la presidenza ungherese “è importante” e “ne parleremo al Consiglio Europeo” di Budapest in novembre.Inoltre, per l’Ungheria “senza i Balcani l’Europa non sarà mai completa”.

Sono “vent’anni”, ha ricordato Orban, che l’Ue ha promesso a quei Paesi di poter entrare.E “senza la Serbia, il processo non sarà mai completo”.

E qui ha sottolineato che Romania e Bulgaria dovrebbero finalmente entrare nell’area Schengen, dato che “sono pronte a difendere i confini esterni dell’’Ue”.Orban ha poi ricordato che per la presidenza ungherese “l’agricoltura è molto importante” e sarà tra le priorità di Budapest, per “rendere l’Europa di nuovo grande”, ha detto evocando il Maga di Donald Trump.  Sulle prossime elezioni presidenziali Usa, non si è nascosto dietro formule diplomatiche: “Se tornerà Trump stapperemo diverse bottiglie di champagne”, ha assicurato.

Perché “ci sono differenze ovvie” tra l’approccio alla politica estera dei Democratici e dei Repubblicani.Se Trump vincerà le elezioni, ha detto ancora Orban, “agirà immediatamente” sulla guerra tra Russia e Ucraina, “ancora prima di insediarsi”, quindi in Europa “non avremo molto tempo” come europei per prepararci.

Per l’Ungheria “sarebbe comunque un giorno fantastico”.  Anche sulla guerra in Ucraina ha detto chiaramente come la pensa, pur riconoscendo di essere “in forte minoranza” nell’Ue.In Ungheria "abbiamo un'opinione diversa dalla maggioranza degli altri Paesi" sulla guerra in Ucraina.  "L'intenzione è avere un cessate il fuoco il prima possibile, perché non è possibile vincere sul campo di battaglia.

Quello che stiamo facendo è perdere, perdere, perdere". "La strategia europea – ha continuato – non è una buona strategia.Non è mai successo nella storia che nella guerra non ci fosse comunicazione" tra i belligeranti. "Quello che facciamo è irrazionale.

Sono in minoranza nell'Ue, ma essere in minoranza non è una ragione per rinunciare alle proprie convinzioni.Questa strategia non funziona, come si vede.

Ne serve una nuova”.  E a Budapest, ha aggiunto, “abbiamo esperienza con i russi”.L'Ungheria oggi “fortunatamente è nella Nato.

Per molto tempo siamo stati una zona cuscinetto”.In Russia e in Ucraina, ha detto Orban che ha incontrato sia Vladimir Putin che Volodymyr Zelensky, "entrambi i leader sono convinti che il tempo sia dalla loro parte.

Quindi non vogliono un cessate il fuoco e la pace: vogliono continuare a combattere.Il che non è positivo per l'Europa”.

Quindi, “dovremmo creare un ambiente internazionale che li spinga a comunicare, verso un negoziato".  Ma “la mia proposta – ha continuato Orban – è stata rigettata.Ora la situazione è che la maggioranza del mondo è per la pace e l'Ue è per la guerra.

Noi pensiamo di essere la maggioranza morale del pianeta, ma non è così.Prima della mia missione, parlare" di queste cose "era tabù.

Quando parlavo di pace, mi dicevano che ero il cavallo di Troia di Putin.Credo che dobbiamo continuare a lavorare per convincere i belligeranti" a parlarsi, per arrivare ad un cessate il fuoco.

Non solo.  Orban ha detto che, a suo modo di vedere, il problema è “l’élite europea”, che “si definisce mainstream” e che “tenta di gestire la politica europea”, vivendo nella “bolla” bruxellese.Per lui, i popoli “non sono d’accordo” con le politiche del mainstream europeo, che “si cinge di una cintura protettiva”.

Quindi, l’élite europea “ci vede, noi Patrioti o l’Ecr, come pericolosi, perché rappresentiamo la volontà del popolo”.  Il cordone sanitario nel Parlamento Europeo, per Orban, è un’espressione di questo atteggiamento: “In Ungheria – ha notato – non esiste che un partito di opposizione non ottenga una presidenza di commissione”.Quindi, ha proseguito, “suggerisco che ci calmiamo tutti” e che dialoghiamo, perché “servono grandi cambiamenti” in Europa.

Se “la bolla” non sarà in grado di produrre quei cambiamenti “dovremo metterla da parte”, ma “anche loro potrebbero essere parte del cambiamento: nessuno vuole buttarli fuori”.Perché “persino le élite capiscono che servono cambiamenti nelle migrazioni, nell’agricoltura, nella competitività.

Non è ideologia, è buon senso.Come Patrioti continueremo a crescere, crescere, crescere.

Ma qui parliamo di politica europea, non di questioni di partito”.  E ha aggiunto che, secondo lui, nel 2015-2016 nell’Ue “è cambiato tutto”. "Il 2015 – ha detto Orban – è stato l'anno in cui le cose sono cambiate.Prima di tutto, le migrazioni non sono un problema tecnico, ma rivelano come la pensi sulla tua comunità nazionale e sugli stranieri.

E' una materia molto verticale.Sfortunatamente, invece di lasciare ogni Paese con la sua politica, i pesi massimi hanno deciso che serviva un pacchetto comune sulle migrazioni".  Anche la Brexit “ha cambiato tutto – ha continuato Orban – perché l'Ue era sempre stata basata sull'equilibrio.

I francesi, i tedeschi, e probabilmente la maggioranza dei membri fondatori, stavano da una parte, quelli dell'est e i britannici dall'altra parte”.Insomma, prima della Brexit “c’era un equilibrio naturale”, ma poi “i britannici sono usciti”.

E “ora viviamo un momento molto difficile, perché molte proposte che vengono dalla Commissione vorrebbero centralizzare sempre di più" le politiche, "e a noi questa cosa non piace".  Il premier magiaro ha detto di non avere mai aspirato a diventare "un politico internazionale", ma "sono i liberali che mi hanno reso famoso", ha sostenuto.E sulla leadership in Europa, ha proseguito, "ho una teoria: noi consideriamo le istituzioni come la cosa più importante.

Se vengono gestite bene, tutto è a posto.Ma, quando arrivano i problemi, le istituzioni" non bastano. "Servono leader forti, eletti, che siano determinati".

Il problema non è "la mancanza di qualità dei leader", perché dirlo “non sarebbe giusto”, ma "la cultura della bolla.Io non sono più coraggioso degli altri: la differenza è che noi in Ungheria abbiamo una stabile maggioranza.

Se avessero la nostra forte maggioranza Germania, Francia, Spagna e Italia potrebbero fornire leader".  Orban, infine, ha rivendicato il diritto di proporre le sue ricette in Europa, senza essere ostracizzato e ridotto al silenzio: “Non sta scritto da nessuna parte che il primo ministro ungherese debba stare sempre zitto.Sono qui a rappresentare l'interesse nazionale degli ungheresi e vorrei fare accordi e compromessi con gli altri", ha concluso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riscaldamento in condominio, orari accensione e temperature termosifoni: ecco chi decide

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(Adnkronos) – In condominio può succedere che si verifichino delle dispute tra chi si lamenta di avere freddo e chi lamenta di avere caldo o di voler risparmiare sulle spese di riscaldamento diminuendo il numero di ore in cui i termosifoni sono in funzione.Ma chi decide in merito al riscaldamento in un condominio?

Chi è che sceglie l’orario per l’accensione e lo spegnimento dei termosifoni?
 "In merito a condomini con riscaldamento centralizzato – spiega Giovanna Ferraresi di Immobiliare.it – la regola vuole che a scegliere sia l’amministratore che però si rifà alle leggi nazionali.Il riscaldamento deve essere acceso nella data stabilita a livello nazionale, in base alla zona climatica di appartenenza, ma che può subire una differenza a livello regionale, se non addirittura comunale.

Davanti alla necessità di risparmiare energia, alcuni Comuni italiani hanno deciso di posticipare la data di accensione dei termosifoni sia ad uso pubblico sia residenziale". "In genere comunque – fa notare – la data di accensione è divisa per regioni in base alle caratteristiche climatiche.Anche le ore giornaliere di riscaldamento vengono stabilite a livello nazionale.

Ne segue che il singolo inquilino può scegliere di diminuire gli orari di accensione e di spegnimento dei suoi termosifoni, ma solo entro queste soglie.Gli orari di accensione e spegnimento del riscaldamento sono riportati sul regolamento di condominio, all’interno della fascia oraria nazionale.

Per determinare di comune accordo gli orari in cui tenere in funzione il riscaldamento centralizzato si potrà: organizzare un’assemblea di condominio e votare; lasciare all’amministratore di condominio la decisione se manca la delibera dell’assemblea". "Lo spegnimento dei termosifoni – precisa – deve rispettare alcune fasce orarie stabilite a livello nazionale.Il riscaldamento centralizzato può restare attivo dalle 5 del mattino alle 23.

In questo spazio di tempo, il condominio può scegliere quando accendere e quando preferire spegnere.Chi possiede un impianto di riscaldamento autonomo potrà, invece, scegliere di accendere all’orario che vuole senza limitazioni.

Resta però invariata la normativa che limita a 19 gradi la temperatura massima nelle abitazioni private e anche negli spazi pubblici.E', inoltre, possibile modificare gli orari di accensione e spegnimento del riscaldamento centralizzato, all’interno delle fasce orarie nazionali.

Per farlo, andrà convocata una nuova assemblea che all’ordine del giorno avrà questa discussione.A seguito della votazione degli inquilini, si potranno modificare gli orari". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)