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Calabria Anima Mundi, recensione di Riccardo Micheletti
Recensioni Cultura

“Calabria Anima Mundi” di Mario Caligiuri. (Recensione R. Micheletti)

Recensione di Riccardo Micheletti del libro di Mario Caligiuri, Calabria Anima Mundi. Prefazione di Vittorio Sgarbi, Ferrari Editore, Cosenza, 2019. Pag 235

“Calabria Anima Mundi” di Mario Caligiuri. (Recensione R. Micheletti)

Caligiuri racconta in questo libro una Calabria che non ti aspetti, una terra da cui gli antichi déi non se ne sono mai andati, un luogo la cui cultura millenaria non ha mai cessato di illuminare l’anima di chi, umilmente, si mette in suo ascolto.

L’anima della Calabria, anima mundi (anima del mondo), per il respiro universale di cui essa è portatrice, Mario Caligiuri non la intravede solamente nella forza delle onde che si infrangono sotto le rupe di Tropea, ma nelle linee melodiche del Jezz Festival di Rocella Jonica, uno degli eventi di maggiore prestigio dell’estate italiana, che nel 1994 lanciò con successo l’artista israeliana Noa, messaggera di pace. Non la scorge nella luminosità dell’altura di Scilla, il cui magico stretto del mare Tirreno che separa le coste della Calabria da quelle della Sicilia, ma nel borgo di Gerace, il quale custodisce non solo lo stupefacente arazzo secentesco composto da lana e seta, che per bellezza artistica supera quello più famoso di Bayeux, ma anche la magnifica cattedrale dell’Assunta, gioiello architettonico in stile bizantino-normanno, originale punto di incontro tra la tradizione ortodossa e quella cattolica. L’anima della Calabria non la ravvisa nella natura selvaggia e incontaminata del Parco Nazionale della Sila, massiccio montuoso un tempo impenetrabile, oggi costellato da piccoli centri abitati con forte vocazione turistica, ma nei tratti scenografici e teatrali del Cavalier Calabrese Mattia Preti, l’ultimo grande e longevo pittore caravaggesco, i cui numerosi dipinti sono ammirati nelle principali città italiane, ma anche disseminati, ed estremamente valorizzati, nelle lontane Americhe.

L’anima della Calabria, Caligiuri non la rintraccia cioè solamente nella “natura”, ma soprattutto nella “cultura” di un territorio che da millenni attira a sé grandi geni dell’umanità, come Pitagora, che nel 530 a.C. giunse a Crotone, gemma della Magna Grecia, per dare vita ad una scuola filosofica per molti aspetti ancora attuale.

La cultura, intesa da Caligiuri, si esprime soprattutto nella cultura del lavoro. Quella che permise a personaggi come lo stilista calabrese Gianni Versace, fondatore dell’omonima casa di moda, di esprimere in maniera grandiosa il suo estro creativo, realizzando capi di abbigliamento ricchi di suggestioni classiche ispirate alla sua terra, che hanno conquistato il mondo.

Non è un caso che il volume chiuda citando la storia di Mongiana, piccolo comune della provincia di Vibo Valentia, dove ha sede il Museo delle Reali ferriere borboniche, inaugurato nell’ottobre 2013, a centoquaranta anni dalla chiusura della fabbrica. «Mongiana», osserva Caligiuri, «è un simbolo e una metafora di quello che il Sud poteva essere e finora non è stato: un luogo di lavoro e non di assistenza, di produzione e non di emigrazione». Recuperare quel luogo della memoria e dell’identità è stato un dovere civile da consegnare alle giovani generazioni. «E’ solo l’inizio di una lunga traversata che, partendo dal passato, ci porta verso il futuro».

Riccardo Micheletti

La prefazione di Vittorio Sgarbi

Amministratore politico, docente di pedagogia e uomo di intelligence. Mario Caligiuri, illustre intellettuale ed esponente della classe dirigente calabrese, nel corso della sua lunga, ma ancora promettente, carriera, ha saputo distinguersi in ognuno di questi tre campi grazie alla particolare sensibilità che egli nutre nei confronti di quell’elemento unificante che precede e sovrasta ogni forma di sapere umano, ossia la cultura.

Chiamato dal presidente Giuseppe Scopellitti a ricoprire la carica di assessore alla Cultura della Regione Calabria nell’aprile 2010, per quasi cinque anni Caligiuri si è impegnato a riportare la cultura al centro della vita dei calabresi, e lo ha fatto valorizzando i tesori ed i talenti di una terra, le cui potenzialità sono rimaste per troppo tempo in un perenne stato nascente. Calabria. Anima mundi (Ferrari Editore) raccoglie le riflessioni fatte da Caligiuri nel corso di quest’esperienza come assessore. Gerardo Sacco, celebre maestro orafo calabrese, creatore di gioielli che raccontano l’incanto e il mistero del Mediterraneo, ha realizzato appositamente per la copertina del libro un ipnotico medaglione raffigurante una maschera i cui tratti inquietanti rinviano a quelli che gli antichi utilizzavano per scacciare gli influssi negativi.

Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha scritto la prefazione del libro, legge la testimonianza di Caligiuri come «un atto di resistenza contro il modello culturale al ribasso che viene oggi proposto», che vede la regione Calabria «irrimediabilmente afflitta dalla delinquenza e dal malcostume civile», ma anche un opposizione nei confronti di chi risponde a simili pregiudizi con la «retorica del localismo più provinciale e inconsistente».

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