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Salvini, non rompete le palle
Editoriali Politica

Basilicata, Salvini ai contestatori: “non rompete le palle” (parola d’esperto)

Nella sua rincorsa tesa a cavalcare ogni possibile cosa che lui ritiene di poter cavalcare, foss’anche una scrofa, Salvini si è portato anche in Basilicata per affabulare i locali e accaparrarsi voti nelle prossime elezioni epperò.

Epperò, come anche in metereologia, quella che sembrava una primavera sta regredendo e tornando alla normalità così come natura vuole per cui, anche per lui, cominciano a sentirsi sempre più dissensi, e sottolineo sentirsi, perché spesso sono stati bloccati e tacitati dal solerto servizio di sicurezza che lo affianca come, ad esempio, accadde con la signora Eleonora che a Roma, a Borgo Pio, ebbe la ventura di voler manifestare il suo dissenso fischiando a Salvini e gridandogli “buffone” ed essere per questo, a quanto riportato in cronaca, bloccata dalla polizia. Altre volte sono stati sbeffeggiati e così è accaduto anche ieri, a Villa D’Agri, dove Salvini è stato accolto da un coro di “buffone” e “vergogna” ed anche questa volta lui reagisce a modo suo e quindi non certo dire da “statista”, sia pur magari in miniatura, ma da grande bulletto di quartiere dando, praticamente, del drogato ai giovani che lo contestano e, non pago, da una dimostrazione di gran cultura ed educazione invitandoli a non rompere le palle.

Queste le testuali parole del Comandante:

“Non ci sono più i contestatori di una volta. Ragazzi, meno canne e più uovo sbattuto […] A scuola hanno imparato ‘Bella ciao’, ora torna come materia obbligatoria l’educazione civica. Se non siete d’accordo è giusto, ma non rompete le palle”;

e con questo concetto mostra la perenne disconnessione che ha tra cervello, azioni e parole visto che afferma di voler far tornare “l’educazione civica” tra le materie obbligatorie a scuola e poi si esprime con un linguaggio trivio ma che per lui è normale, ovunque e sempre, nei confronti di quelli che lui considera “altri – altro”.

Insomma, se non ci fosse da indignarsi, ci sarebbe da ridere ma, purtroppo, da ridere c’è ben poco visto che quello è il vero Comandante, uno che pretende di voler parlare di educazione agli altri (e fargliela insegnare a partire dalla scuola) mentre lui, in questo e altro, è a quota -0 e lì beatamente (o beonamente) resta ma si sà, lui si sente come il Marchese del Grillo per cui sempre e comunque vige il: “Io so io e voi non siete un cazzo!”

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