Durante la quinta puntata della sedicesima stagione del programma trasmissione Il Pungiglione Stabiese, l’ex Direttore Sportivo della Juve Stabia Vito Giordano ha tracciato un’ampia disamina sul momento attuale della squadra gialloblè, soffermandosi sulla gestione tecnica, sulla società e sui ricordi del suo passato a Castellammare.
La difesa di De Giorgio e l’importanza della sosta
Intervenuto ai microfoni della trasmissione, Giordano ha invitato l’ambiente a mantenere la calma e a evitare premature “cacce alle streghe” dopo le prime cinque giornate di campionato.
- Fiducia nel mister: Giordano conosce bene mister De Giorgio dai tempi della sua esperienza da calciatore nella Battipagliese, descrivendolo come una persona seria e un tecnico preparato che ha già ben figurato in categoria.
- La gestione dei nuovi e della preparazione: Ha sottolineato come la squadra sia stata ampiamente rinnovata e composta da diversi calciatori giunti a fine mercato senza una preparazione atletica adeguata.
- L’opportunità della pausa: Le tre settimane di sosta rappresentano una tappa fondamentale per consentire allo staff di mettere la rosa in condizione, affinare i meccanismi e trovare una formazione base (valutando anche eventuali accorgimenti tattici come il 3-5-1-1).
- I singoli e l’obiettivo prioritario: Esprimendo fiducia in elementi di qualità come Maistro e Sibilli, Giordano ha ribadito che il primo obiettivo della Juve Stabia deve rimanere la salvezza, accompagnata dalla valorizzazione dei giovani e dalla sostenibilità di bilancio.
La presidenza Guerri e l’appello alla piazza
Oltre agli aspetti di campo, l’ex dirigente ha espresso parole di grande apprezzamento per il presidente Guerri e per la piazza stabiese:
- Pazienza per il progetto societario: Giordano ha definito Guerri un presidente entusiasta che non bada a spese per il bene del club. Ha tuttavia ricordato che “per costruire ci vuole tempo, mentre per rompere bastano due secondi”, invitando a mettere da parte le critiche distruttive.
- Atteggiamento in campo: In vista della ripresa, ha spiegato che non esistono “pillole magiche”: la squadra deve ritrovare equilibrio, coraggio e fiducia, dando il massimo e sudando la maglia in ogni partita.
L’amarcord da DS: le difficoltà del passato e le lacrime per la Ternana
Rievocando la sua esperienza da Direttore Sportivo della Juve Stabia di 18 anni fa, Giordano ha condiviso toccanti aneddoti storici:
- Lavorare senza budget: Ha ricordato le estreme difficoltà logistiche ed economiche di quell’epoca, quando si trovò a costruire la squadra da zero, senza risorse, palloni o strutture per il ritiro.
- I talenti scoperti: Nonostante le ristrettezze, portò a Castellammare e lanciò calciatori che avrebbero poi fatto la fortuna del club e raggiunto la Serie A e B (tra cui Gigi Castaldo, Gennaro Esposito, Herpen e Marotta), lavorando in stretta sinergia con mister Ezio Capuano.
- Il legame con il pubblico: Ha rievocato con commozione una sconfitta interna contro la Ternana: al termine della gara, nonostante il risultato avverso e un rigore sbagliato, l’intero stadio Menti si alzò in piedi per applaudire la squadra per la grinta profusa. Giordano ha confessato di aver pianto dietro la porta per l’emozione, comprendendo fino in fondo la passione viscerale del popolo stabiese.
Il messaggio finale
In conclusione del suo intervento, Vito Giordano ha rivolto un sincero augurio di incoraggiamento a tutta la città: “Tranquillizzate l’ambiente, sostenete questi ragazzi e i risultati arriveranno”
IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia si sveglia nella ripresa: stavolta il solito Di Nardo riagguanta il Cesena
L’ex De Francesco: “Ci vuole pazienza per il nuovo corso dello Stabia. La salvezza è il primo obiettivo”
Precedenti: Juve Stabia-Cesena sono 4 in campionato a Castellammare