Nel panorama calcistico contemporaneo, sempre più caratterizzato da logiche iper-tattiche, procedimenti tecnologici e dinamiche finanziarie, la voce di chi ha vissuto il campo negli anni ’80 e ’90 rappresenta un prezioso punto di ancoraggio ai valori fondanti dello sport. Nel corso di un approfondito confronto mediatico, l’ex bomber Vincenzo Onorato — indimenticato protagonista della storia della Juve Stabia e figura di riferimento del calcio campano — ha tracciato una disamina lucida e appassionata sullo stato del calcio italiano, proponendo una ricetta chiara per il futuro: ritorno all’essenzialità, valorizzazione dei settori giovanili e rispetto per le piazze storiche.
L’analisi della Juve Stabia: pazienza, appartenenza e compattezza
Al centro dell’intervento di Onorato c’è stato innanzitutto il momento attuale della Juve Stabia impegnata nel campionato di Serie B. Di fronte alle critiche precoci piovute sulla guida tecnica nelle prime battute di stagione, l’ex attaccante ha invitato alla calma e alla visione di lungo periodo:
«Una piazza esigente come Castellammare pretende subito il bel gioco e i risultati, ma occorre dare tempo al mister di trasmettere le proprie idee al gruppo. La recente e netta vittoria per 3-0 sul Südtirol dimostra il valore e la solidità della squadra, restituendo serenità e autostima a tutto l’ambiente.»
Onorato si è soffermato anche sull’impatto della penalizzazione di quattro punti che attualmente pesa sulla classifica dei gialloblè, sollecitando tifoseria e ambiente a compattarsi attorno al collettivo:
«In situazioni del genere, con un sistema spesso severo, il pubblico di Castellammare deve stringersi ancora di più attorno alla squadra. Raggiungere la salvezza in queste condizioni equivale a vincere un campionato: deve diventare motivo d’orgoglio e spinta per costruire un futuro solido.»
Il valore formativo del calcio giovanile e la lotta al «calcio malato»
Oggi impegnato sul campo nella formazione tecnica dei ragazzi presso la Polisportiva Agrese (realtà storica dell’Agro Nocerino-Sarnese fondata nel 1987) e l’Olimpia Trotta di Casalnuovo, Onorato ha espresso un giudizio critico nei confronti delle degenerazioni che spesso affliggono il settore giovanile moderno:
-
Sradicare l’improvvisazione e la pressione precoce: Troppo spesso ragazzini di 8-10 anni vengono condizionati dalle aspettative dei genitori o dalle ingerenze di procuratori improvvisati.
-
Recuperare la dimensione del “calcio di strada”: La tecnica pura, la capacità di saltare l’uomo e lo spirito d’adattamento si sviluppano attraverso la libertà di sbagliare e il gioco spontaneo, elementi troppo frequentemente soffocati dall’eccesso di tatticismo in età giovanile.
-
Investire sulle strutture e sulla competenza: Anziché cercare profili esteri o ricorrere a scorciatoie, le società devono formare e valorizzare i talenti locali con programmazione, umiltà e continuo aggiornamento dei tecnici.
Un confronto tra epoche: dalla passione di ieri al calcio di oggi
Rievocando gli anni trascorsi al “Romeo Menti” e sui campi di terra battuta di Serie C2 e C1, Onorato ha evidenziato come il calcio dell’epoca fosse intriso di una fame agonistica e di un senso di appartenenza unici:
«Ai nostri tempi si giocava per il popolo, per la città, per la maglia. Quando finivo l’allenamento toglievo gli ostacoli dal campo per dare l’esempio ai più giovani: il carisma si dimostra con l’umiltà. Oggi si tende a perdere questa dimensione passionale tra troppi vincoli, Var che frammenta il gioco e atteggiamenti prematuri da star. Il calcio pulito è quello meritocratico, dove sul campo contano solo la gatta, la fame e il talento.»
Kumi guarda avanti dopo Entella: «Puntiamo al riscatto col Südtirol. VAR? Utile la presenza di un calciatore»
Juve Stabia, presentato il ricorso contro i due punti di penalizzazione legati alla vicenda Agnello
Valle: “Dividiamo il campo dalle vicende giudiziarie. La salvezza è l’unico obiettivo delle Vespe”