Nel corso del suo intervento telefonico alla trasmissione Il Pungiglione Stabiese, l’ex presidente della Juve Stabia Franco (Francesco) Manniello ha analizzato con fermezza il momento delle Vespe all’indomani del contestato pareggio per 1-1 contro la Virtus Entella, difendendo la squadra e tracciando una linea chiara per il futuro societario e sportivo.
L’amarezza di Chiavari e la reazione mancata in campo
Commentando il netto rigore negato a Kumi (sanzionato con il cartellino giallo per simulazione), Manniello ha paragonato la svista arbitrale al celebre precedente di Marco Serra nella sfida di Bassano. Secondo l’ex patron, la Juve Stabia ha dominato l’incontro senza concedere nemmeno un tiro in porta a un’Entella reduce dai successi su piazze importanti.
Se da un lato ha ridimensionato l’errore del portiere Pietro Boer definendolo un’infortunio umano comprensibile (“sbagliamo tutti”), dall’altro ha mosso una critica caratteriale all’atteggiamento dei calciatori in campo durante l’episodio chiave:
«Nell’episodio del rigore doveva finire la partita: dovevano andare tutti e 11 attorno all’arbitro a fare pressione. Magari ti cacciava uno fuori, pazienza, ma i due punti in più li portavi a casa».
La difesa di mister De Giorgio e lo stop alle critiche social
Manniello si è scagliato con veemenza contro i giudizi distruttivi apparsi sulle chat e sui social media nei confronti dell’allenatore De Giorgio:
- I numeri del campo: La squadra ha conquistato 6 punti reali sul campo (che sarebbero stati 8 senza torti e penalizzazioni), disputando ben 4 trasferte su 6 gare con una rosa completata soltanto a fine agosto e subendo sconfitte solo contro corazzate come Palermo e Pisa.
- Invito alla piazza: L’ex presidente ha esortato i tifosi a sostenere la squadra anziché improvvisarsi direttori sportivi o tecnici, ricordando le difficoltà di inizio stagione.
Sostenibilità economica e il ruolo decisivo di Guerri
L’ex patron ha offerto una panoramica schietta sulla realtà finanziaria del calcio moderno, ormai privo di romanticismo e caratterizzato da perdite costanti per chi investe:
- Il plauso a Guerri: Manniello ha rimarcato che senza l’intervento e le risorse reali immesse dall’imprenditore Guerri, il calcio a Castellammare di Stabia sarebbe già terminato.
- L’insostenibilità dei costi: Un monte ingaggi da 12 milioni di euro (con un budget complessivo che supera i 15 milioni) è del tutto sproporzionato per una realtà con appena 1.500 abbonati e 3.000 spettatori nei momenti migliori.
- Orgoglio personale: Ha ricordato con orgoglio di essere stato l’unico presidente stabiese capace di mantenere la categoria in Serie B garantendo la sopravvivenza della società senza farla fallire, anche grazie al rifiuto di pagare commissioni ai procuratori.
La vicenda Agnello e l’aneddoto del 2017/2018
Definiti i 2 punti di penalizzazione integrativi per la vicenda Agnello come “una vera barzelletta”, Manniello ha svelato un retroscena risalente al campionato 2017/2018, quando l’allora presidente di Lega C Ghirelli gli presentò Agnello a Roma: in quell’occasione fu il figlio di Manniello a metterlo subito in guardia sulle ombre del personaggio dopo una rapida ricerca su Google. L’ex presidente ha inoltre sottolineato il ruolo nefasto avuto dai precedenti acquirenti prima dell’arrivo di Guerri.
Le tre mosse per salvare la B e ritrovare il “Menti”
Per blindare la permanenza in Serie B ed evitare che il “giocattolo” si rompa, Manniello ha lanciato proposte concrete in vista dei prossimi impegni casalinghi:
- Biglietti a 5 euro: Promuovere una politica di prezzi simbolici a 5 euro in tutti i settori per riempire gli spalti e fare del “Menti” un fortino inespugnabile.
- Protesta civile (“Panolada”): Organizzare una protesta visibile con fazzoletti bianchi dagli spalti per dare un segnale forte contro i reiterati torti arbitrali subiti.
- Mentalità provinciale: Ritrovare l’identità guerriera e la “mentalità provinciale”, scendendo in campo e sugli spalti con “il sangue agli occhi” fino al novantesimo.
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