Nel corso dell’ultima puntata di Juve Stabia Live Talk Show, il centrocampista gialloblè Justin Kumi è intervenuto per analizzare il momento delle Vespe tra l’amaro pareggio esterno contro la Virtus Entella a Chiavari e l’imminente e cruciale sfida interna contro il Südtirol.
L’episodio di Chiavari e la proposta sul VAR
Al centro del dibattito, il discusso episodio da rigore che ha visto protagonista lo stesso Kumi nei minuti finali della gara del Comunale:
«La partita era finita, c’era lo spazio per superare l’uomo e mi sono sentito strattonare fino a cadere. Quando l’arbitro ha estratto il cartellino giallo, pensavo fosse per l’avversario, invece era per me. I miei compagni erano increduli e hanno protestato, ma il direttore di gara ha deciso così e bisogna accettarlo. Non avrebbe avuto senso buttarmi a tu per tu con il portiere, era un episodio palese, ma ormai non si può tornare indietro.»
In merito all’utilizzo della tecnologia e alla gestione delle situazioni di campo, il classe 2004 ha poi lanciato una proposta costruttiva:
«Nelle situazioni più “borderline”, sarebbe davvero utile affiancare un calciatore agli arbitri in sala VAR per interpretare meglio la dinamica delle azioni.»
Testa al Südtirol e crescita personale
Archiviata la trasferta ligure, la squadra ha subito proiettato l’attenzione al prossimo appuntamento di campionato allo Stadio Romeo Menti:
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Obiettivo vittoria: «Abbiamo parlato di Chiavari nello spogliatoio, ma adesso pensiamo subito al Südtirol. È una partita fondamentale e dobbiamo vincere: ci servono i tre punti. Ogni domenica per noi è una finale, la classifica la guarderemo solo più avanti.»
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Il percorso di crescita: «La fisicità è un mio punto di forza, ma sto lavorando molto per migliorare sul piano tecnico e nella scelta delle giocate, così da diventare un calciatore più completo.»
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Guida tecnica: Kumi ha riservato parole di grande stima per mister Pietro De Giorgio: «È un allenatore molto qualificato ed esigente, cura ogni dettaglio e non lascia nulla al caso. È estremamente empatico e ci capisce in ogni situazione. A me chiede di giocare con personalità e di ricercare un continuo miglioramento.»
L’impatto con Castellammare e l’ambiente gialloblè
L’intervista ha offerto anche l’occasione per tracciare un bilancio della sua esperienza in maglia vespa e del rapporto con la città:
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Il gruppo e la piazza: «Ho scelto la Juve Stabia per il progetto e perché qui ho trovato persone che amano davvero questa maglia. Il calore del Sud è unico. Questo è uno dei migliori gruppi in cui abbia mai militato; ho legato in particolare con i più giovani come Sandrucci e Perin, ma mi trovo benissimo con tutti.»
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Il fattore Menti: «I tifosi a Castellammare sono caldi e fondamentali: possono diventare il nostro dodicesimo uomo in campo. L’unica cosa che chiediamo loro è di starci sempre vicini: insieme ce la faremo a raggiungere l’obiettivo della salvezza.»
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La vita in città: «Sono un ragazzo tranquillo e sto molto a casa, ma il lungomare di Castellammare mi ha davvero sorpreso: è bellissimo.»