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Castellammare di Stabia

L’ex Bonfiglio: “Gabrielloni dimentichi l’errore dal dischetto. Avellino suscita un amaro ricordo”

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Mario Bonfiglio, protagonista di stagioni esaltanti a Castellammare, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese condividendo il suo viscerale affetto per la piazza stabiese e offrendo una disamina lucida sul momento attuale delle Vespe, arricchita da aneddoti della sua carriera.

L’analisi del presente: il rigore di Gabrielloni e il momento della squadra
Commentando l’errore dal dischetto di Gabrielloni contro il Modena, Bonfiglio ha sottolineato l’importanza della tenuta psicologica: un giocatore d’esperienza deve dimenticare immediatamente l’errore perché “la palla più importante è quella dopo”. Riguardo alla sconfitta interna, pur riconoscendo la sfortuna e i numerosi infortuni che hanno colpito il gruppo, l’ex attaccante ha evidenziato come, nonostante i 20 calci d’angolo battuti, la squadra avrebbe dovuto produrre qualcosa in più dal gioco manovrato. In vista del derby contro l’Avellino, pur temendo l’effetto del nuovo allenatore biancoverde (Ballardini), Bonfiglio si è detto convinto che la Juve Stabia possa ancora dire la sua in classifica.

Amarcord: il gol all’esordio e la ferita di Avellino
Sollecitato dai ricordi, Bonfiglio ha rievocato il suo gol più bello in gialloblù: una splendida forbiciata volante all’incrocio dei pali durante il suo esordio contro il Casarano, nata da un assist di Gaetano Fontana. Tuttavia, ha condiviso anche un ricordo amaro legato alla finale play-off persa ad Avellino. Bonfiglio ha rivelato un aneddoto inedito: prima di entrare in campo, l’allora tecnico Zoratti strinse la mano a tutti dicendo “comunque vada, sono contento così”. Secondo il “Bomber”, quel gesto, invece di caricare la squadra, finì per “scaricare” psicologicamente i giocatori prima di una sfida storica. Ha inoltre ricordato di aver mediato con il Presidente Fiore per evitare l’esonero dell’allenatore già alla fine del primo tempo di quella finale.

Il calcio moderno e la valorizzazione dei giovani
Oggi allenatore di giovani ad Ascoli, Bonfiglio ha espresso una netta preferenza per il “modello Juve Stabia”:
• Elogio a Mister Abate: Lo considera l’uomo giusto per Castellammare grazie alla sua esperienza nei settori giovanili e alla conoscenza di metodologie moderne.
• Pazienza con i talenti: Ha citato l’esempio di Quagliarella (suo compagno ad Ascoli), ricordando come la fiducia dell’ambiente sia stata fondamentale per la sua esplosione dopo un inizio difficile.
• Critica alle restrizioni: Da ex calciatore, soffre nel vedere gli stadi svuotati da norme restrittive e divieti di trasferta, che a suo avviso stanno “stufando” il tifoso e rovinando lo spettacolo.

Un altruista del gol
Infine, Bonfiglio ha descritto la sua filosofia di gioco: si è sempre considerato un calciatore altruista, preferendo spesso mettere i compagni in condizione di segnare (anche cedendo calci di rigore) per il bene del gruppo, piuttosto che agire per interesse personale. Il suo legame con Castellammare resta eterno, definito come un affetto “indescrivibile” e reciproco.


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