La Juve Stabia cala il tris al Romeo Menti, ritrova la vittoria e manda un messaggio forte al campionato e soprattutto alla propria gente. Il 3-0 rifilato al Südtirol, nella settima giornata della Serie BKT 2026-2027, porta le firme di Sibilli, Di Nardo e Sandrucci e restituisce entusiasmo all’ambiente gialloblù.
Una prestazione convincente, costruita attraverso organizzazione, qualità offensiva, solidità difensiva e una panchina capace di incidere.
Al termine della gara, mister Pietro De Giorgio si presenta in sala stampa con la soddisfazione di chi ha visto la propria squadra mettere in pratica quanto preparato durante la settimana, ma soprattutto con la consapevolezza che questo risultato deve rappresentare un punto di partenza.
«Credo che abbiamo fatto una partita quasi perfetta. Abbiamo subito un solo tiro in porta nel secondo tempo, sul quale il nostro portiere è intervenuto in due tempi. Questa è la risposta che cercavamo di dare alla città e alla tifoseria. Sono fortemente convinto di quello che ci siamo detti nelle scorse settimane: la squadra sta lavorando bene e la vedo in crescita. Anche i giovani stanno migliorando e oggi abbiamo dimostrato, pur in presenza di episodi sfavorevoli nelle precedenti partite, di essere una squadra forte, con tanta voglia di salvarsi. Questo è il nostro obiettivo finale».
«Al Menti volevo vedere proprio questa Juve Stabia»
Il tecnico non nasconde la soddisfazione per aver ritrovato una squadra capace di imporsi davanti al proprio pubblico dopo un avvio casalingo complicato. Il successo contro gli altoatesini era importante non soltanto per la classifica, ma anche per dare continuità al percorso di crescita e restituire fiducia a un gruppo che, nonostante alcuni risultati negativi, non aveva mai smesso di lavorare.
«Era la Juve Stabia che volevo vedere al Menti. Nel primo tempo siamo stati un po’ timorosi, ma in fase di non possesso abbiamo fatto una partita eccezionale, con undici giocatori che avevano una grande voglia di lottare. Affrontavamo una squadra difficile, che ha un palleggio importante e ti costringe a correre tanto. Credo però che dall’inizio alla fine ci sia stata una sola squadra in campo e che la Juve Stabia abbia meritato la vittoria contro un avversario partito molto bene e capace di esprimere un buon calcio».
Un aspetto particolarmente significativo è stato il contributo dei giovani entrati a gara in corso, con Sandrucci e gli altri cambi capaci di dare energia e qualità alla squadra. «Abbiamo fatto entrare un 2007 e un 2006 che hanno inciso molto sulla partita. Questo conferma che il gruppo sta lavorando bene. In sette giornate abbiamo fatto giocare due portieri, due terzini sinistri, due terzini destri e due centrali difensivi. A centrocampo hanno ruotato tutti, così come in attacco. Non abbiamo titolari: si gioca in base a come ci si allena e a chi sta meglio. La competizione in allenamento si è alzata molto e questo deve essere un punto di partenza».
Equilibrio e solidità: la crescita passa anche dalla difesa
Il 3-0 non racconta soltanto la ritrovata efficacia del reparto offensivo, ma anche una maturità diversa nella gestione delle situazioni di gioco. La Juve Stabia ha saputo aspettare il momento giusto per colpire, senza concedere al Südtirol spazi per rientrare in partita. Un’evoluzione importante per una squadra che nelle prime giornate aveva pagato alcune ripartenze avversarie.
«Ci stiamo lavorando tanto, perché all’inizio della stagione abbiamo sofferto e subito qualche gol di troppo sulle ripartenze. Quando giochi molto e perdi palla, devi essere pronto a reagire immediatamente. Anche a Chiavari avevamo fatto bene sotto questo aspetto. Nel momento in cui perdiamo il possesso, dobbiamo essere tutti pronti a scappare verso la nostra porta. Oggi anche la fase difensiva merita un clean sheet: erano sette partite che non riuscivamo a chiudere una gara subendo così poco. È una delle cose che mi soddisfano maggiormente».
La vittoria permette inoltre alle Vespe di guardare con maggiore fiducia alla classifica, lasciandosi alle spalle il peso dell’ultima posizione. Per De Giorgio, però, il risultato deve diventare la base sulla quale costruire le prossime prestazioni, senza perdere di vista l’obiettivo stagionale.
«Siamo stati bravi a capire quando palleggiare e quando affondare»
Un altro segnale di crescita è arrivato dalla gestione del possesso palla. La Juve Stabia ha mostrato maggiore lucidità nel trovare gli spazi e nel scegliere il momento in cui accelerare, evitando quella frenesia che in alcune occasioni aveva reso meno incisiva la manovra offensiva.
«Eravamo a un bivio. Era importante far capire ai giocatori il momento giusto per la giocata. Siamo ripartiti dal primo tempo di Cesena, quando avevamo avuto il 70% di possesso palla senza riuscire praticamente a superare la metà campo avversaria. Questo non mi piace, perché il nostro possesso deve servire a liberare qualcuno tra le linee e creare occasioni. Oggi siamo stati bravi a leggere quando palleggiare e quando affondare».
Il rammarico del tecnico riguarda soltanto le occasioni non sfruttate, perché il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più ampie. «Abbiamo tirato tante volte in porta, colpito due pali incredibili e avuto altre occasioni importanti. Maistro ha avuto diverse conclusioni da una posizione favorevole. La lettura della partita è stata perfetta, anche se avremmo potuto segnare ancora di più».
Artioli convince, Sibilli ritrova la condizione e Di Nardo non smette di stupire
Tra le scelte iniziali di De Giorgio, l’impiego di Artioli ha rappresentato una delle indicazioni più interessanti della giornata. Il centrocampista ha garantito qualità e, soprattutto, equilibrio, rispondendo alle richieste del tecnico sia in fase di possesso sia nel lavoro senza palla.
«Artioli è un ragazzo sul quale stiamo lavorando da due mesi. Gli ripeto tutti i giorni che ha grande qualità, ma per dare equilibrio a una squadra che attacca con tanti uomini davanti bisogna fare bene anche la fase di non possesso. Oggi ha giocato da calciatore forte e completo. Sono quindici giorni che spinge forte in allenamento ed è giusto che abbia avuto questa opportunità».
Parole di apprezzamento anche per Sibilli, apparso sempre più vicino alla migliore condizione fisica: «Le sue qualità non le scopro certamente io. Adesso sta entrando a regime e oggi l’ho tenuto in campo per oltre ottanta minuti. Sono molto contento».
L’attenzione si sposta poi su Antonio Di Nardo, ancora una volta decisivo e sempre più centrale nel progetto offensivo gialloblù. «È un ragazzo che mi sorprende. Ha una grande voglia di migliorarsi e tutti i giorni si ferma dopo gli allenamenti per lavorare ancora. Mi piace tantissimo il modo in cui attacca la porta, con intelligenza e con i tempi giusti. È un giocatore che secondo me ci darà grandi soddisfazioni».
De Giorgio, tuttavia, non dimentica chi attende il proprio momento alle spalle dell’attaccante: «In questo momento dietro di lui c’è un certo Candellone, un professionista esemplare che sta crescendo tanto. Quando Di Nardo è stanco, Candellone rappresenta un valore aggiunto».
«Questa squadra non deve guardare la classifica, ma continuare a crescere»
Il percorso delle Vespe è ancora lungo, ma la prestazione contro il Südtirol rafforza la convinzione dell’allenatore sulle potenzialità del gruppo. La crescita fisica, tecnica e mentale dei calciatori è uno degli aspetti sui quali lo staff ha insistito maggiormente, soprattutto dopo una serie di risultati condizionati da episodi sfavorevoli.
«Quello che mi gratifica è la crescita di tutto il gruppo, sia per qualità sia per intensità e condizione fisica. Abbiamo fatto un grande lavoro con lo staff. Pensate a Battistella, che oggi è entrato con una condizione fisica incredibile nonostante arrivi da due anni di infortuni importanti».
Il rischio, secondo De Giorgio, era che la mancanza di risultati potesse spegnere progressivamente l’entusiasmo. «Ero preoccupato che questi risultati, arrivati anche per alcuni episodi, potessero mettere ogni giorno un mattone per abbassare l’entusiasmo. È una cosa che non volevo. Credo che questa squadra abbia ancora enormi margini di miglioramento e che, quando gioca con entusiasmo e spensieratezza, senza guardare continuamente la classifica e il fatto di essere ultima, possa esprimersi a livelli importanti».
Fondamentale, in questo senso, il contributo dei calciatori subentrati: «Abbiamo cinque sostituzioni che possono fare la differenza quando entrano giocatori capaci di incidere. Oggi lo abbiamo dimostrato».
L’appello ai tifosi: «State vicino a questi ragazzi, se lo meritano»
Il successo contro il Südtirol ha regalato al Romeo Menti una giornata di festa, ma De Giorgio vuole che la vittoria diventi anche un’occasione per rinsaldare il rapporto tra la squadra e la tifoseria. Il tecnico ha sottolineato il sostegno ricevuto soprattutto nel secondo tempo, quando le Vespe hanno trovato ulteriore energia per cercare il raddoppio e chiudere definitivamente la partita.
«Oggi abbiamo fatto le cose con più qualità. Se devo trovare un difetto, dico che potevamo segnare ancora di più. Nel secondo tempo siamo rientrati in campo con una forza incredibile. Maistro ha avuto occasioni importanti, Sibilli ha avuto una grande opportunità e abbiamo segnato anche su uno schema preparato: significa che i ragazzi sono attenti e lavorano bene. Abbiamo trovato anche il gol su azione, che era una delle cose che cercavamo».
Il tecnico evidenzia anche il rendimento del reparto arretrato e la reazione dell’attacco, due aspetti che possono dare nuova linfa alla stagione gialloblù. Ma il messaggio più sentito è rivolto alla gente di Castellammare.
«In questo momento siamo la sesta miglior difesa del campionato. Eravamo ultimi per gol fatti e oggi, con queste tre reti, ci siamo rimessi in carreggiata. Era importante far capire ai nostri tifosi, che ci hanno sempre sostenuti e soprattutto alla Curva, che noi siamo con loro. Questa squadra va sostenuta, anche nei momenti di difficoltà. Forse ci sono state alcune critiche premature ed eccessive. Se la partita di Entella fosse finita al 95′, oggi avremmo avuto undici punti e saremmo stati in una zona alta della classifica. Per quello che è successo, sarebbe stato sorprendente per tutti. Continuo a dire: stateci vicino, state vicino a questi giocatori, perché se lo meritano».
«Voglio undici giocatori che si parlino e si aiutino in campo»
Tra gli aspetti che hanno colpito maggiormente, oltre alla qualità della prestazione, c’è stata la comunicazione costante tra i calciatori. Un segnale di partecipazione e responsabilità che De Giorgio considera fondamentale per la costruzione di una squadra capace di superare insieme le difficoltà.
«È una cosa sulla quale sto lavorando tanto. A volte mi accorgo di essere forse troppo preciso nelle spiegazioni e di volere sempre le cose fatte bene. Così, però, rischio di lasciare poco spazio alla libertà dei ragazzi. Voglio che in campo si parlino, che si aiutino anche verbalmente. Prima lo facevano soprattutto in maniera non verbale. Voglio undici persone che si chiamino, che si sostengano e che si aiutino l’una con l’altra, perché credo che questo sia un valore aggiunto».
Un gruppo unito, dunque, che sta imparando a trasformare le difficoltà in energia e che oggi ha trovato nel risultato la prima grande ricompensa del proprio lavoro.
Quando gli viene chiesto quale titolo sceglierebbe per raccontare la vittoria, De Giorgio non ha dubbi e risponde con poche parole, semplici ma cariche di significato: «Grande ragazzi!»
Il tecnico spiega il perché di questa scelta: «In questo momento credo che questi giocatori vadano elogiati. È un gruppo eccezionale, che vive la città e sta insieme veramente ventiquattr’ore al giorno. Ho fatto molto leva sulla forza di questo spogliatoio e oggi è arrivato un risultato che i ragazzi si meritavano davvero».
Il 3-0 al Südtirol vale tre punti, ma soprattutto restituisce fiducia, entusiasmo e nuove prospettive alla Juve Stabia. De Giorgio si gode la risposta del gruppo, senza dimenticare che il cammino verso la salvezza è ancora lungo. La strada indicata dal tecnico è chiara: continuare a lavorare, mantenere alta la competizione interna e affrontare ogni partita con lo stesso spirito mostrato al Romeo Menti. Con una certezza, ribadita più volte in sala stampa: questa squadra ha voglia di lottare e vuole farlo insieme alla sua gente.