Il Benito Stirpe come primo vero esame della nuova Juve Stabia. La sfida di Coppa Italia contro il Frosinone arriva in pieno agosto, ma porta con sé un significato che va ben oltre il semplice debutto ufficiale. Per Pietro De Giorgio e i suoi ragazzi sarà un’occasione per capire immediatamente a che punto sia arrivato il processo di costruzione della squadra e, soprattutto, per dimostrare di aver voltato pagina rispetto ad alcune delle delusioni più recenti.
Il campo di Frosinone, del resto, conserva ricordi molto diversi per i colori gialloblù. Le ultime due visite allo Stirpe raccontano infatti due Juve Stabia profondamente differenti: una travolta e incapace di reagire, l’altra capace di soffrire e portare a casa un risultato prezioso.
Il precedente più recente: una notte da dimenticare
Nella scorsa stagione lo Stirpe si trasformò in uno dei campi più amari dell’annata stabiese. La Juve Stabia allora guidata da Ignazio Abate incassò un pesante 3-0 contro il Frosinone di Massimiliano Alvini, in una partita nella quale le Vespe non riuscirono praticamente mai a trovare le contromisure.
A indirizzare il match fu Kvernadze, autore di una doppietta pesante: il primo gol arrivò nel finale della prima frazione, mentre il secondo fu realizzato al 20′ della ripresa. In mezzo ci fu la rete di Calvani, arrivata al 16′ del secondo tempo, che mise praticamente la parola fine alla contesa.
Fu una serata complicata sotto ogni punto di vista, con il Frosinone padrone del gioco e la Juve Stabia incapace di reagire. Una prestazione che lasciò in eredità più interrogativi che certezze e che rappresentò uno dei passaggi più difficili di quella stagione.
Due anni prima, tutta un’altra Juve Stabia
Per trovare un ricordo completamente differente bisogna invece tornare alla stagione precedente. La Juve Stabia di Guido Pagliuca, appena affacciatasi alla nuova avventura in Serie B, riuscì a uscire indenne dallo Stirpe con uno 0-0 preziosissimo.
Non fu una gara spettacolare, ma una partita costruita sulla compattezza, sulla capacità di soffrire e su una notevole attenzione tattica. Le Vespe seppero resistere alla pressione del Frosinone e portarono a casa un punto che raccontava già molto della mentalità della squadra.
Quello spirito combattivo sarebbe poi diventato uno dei marchi di fabbrica della Juve Stabia di Pagliuca. Una squadra capace di affrontare ogni avversario senza paura e di trasformare le difficoltà in una fonte di energia.
De Giorgio davanti al bivio
È proprio tra questi due precedenti che si inserisce la nuova Juve Stabia di Pietro De Giorgio. Il tecnico gialloblù non dovrà soltanto pensare al risultato o alla qualificazione, ma sarà chiamato a dare una prima risposta sul piano dell’identità.
Quale squadra scenderà in campo al Benito Stirpe? Quella fragile e poco reattiva vista nell’ultimo precedente oppure quella compatta e combattiva che riuscì a strappare lo 0-0 due stagioni fa?
Naturalmente il paragone con il passato non deve diventare un peso, ma può rappresentare uno stimolo. Il calcio cambia rapidamente, così come cambiano gli uomini, gli allenatori e le situazioni. Ma certi campi restano capaci di raccontare molto del carattere di una squadra.
E Frosinone, per la Juve Stabia, è ormai una sorta di esame di maturità. Uno di quegli appuntamenti nei quali non basta avere qualità: servono personalità, intensità e capacità di rimanere dentro la partita anche nei momenti più complicati.
La prima risposta della nuova stagione
Per De Giorgio sarà dunque importante vedere una squadra capace di reagire, di duellare e di non concedere al Frosinone il controllo totale della partita. Dopo la prestazione poco convincente contro il Campobasso nell’ultimo test estivo, la Coppa Italia offre immediatamente l’opportunità di cambiare registro.
Lo Stirpe non regalerà nulla e il Frosinone rappresenterà un avversario di spessore. Ma proprio per questo il debutto può diventare ancora più significativo.
La nuova Juve Stabia dovrà dimostrare di aver imparato dalle difficoltà del passato senza rimanerne prigioniera. Il 3-0 della scorsa stagione appartiene ormai agli archivi, così come lo 0-0 di due anni fa. Adesso c’è una nuova storia da scrivere.
E Pietro De Giorgio sa bene che il primo capitolo della sua avventura ufficiale sulla panchina delle Vespe potrebbe partire proprio da qui: dal Benito Stirpe, uno stadio che negli ultimi anni ha mostrato alla Juve Stabia il volto della sofferenza, ma anche quello della resistenza.
Questa volta toccherà alla nuova squadra decidere quale volto mostrare.