La Juve Stabia esce dall’ultimo turno di campionato con una sensazione agrodolce, un mix di orgoglio per la prestazione e di rabbia per quel traguardo svanito proprio sul più bello. La sfida contro il Pescara è stata una giostra di emozioni, una partita bella, viva e ricca di colpi di scena, che però ha lasciato in eredità un pareggio che sta stretto per le modalità, ma che alla fine risulta giusto per quanto visto in campo.
La legge dell’ex e le difese allegre
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A cancellare un gustoso “+3” dalla classifica gialloblù ci ha pensato il destino, sotto le sembianze di Lorenzo Sgarbi. Il gol dell’ex, arrivato a pochi minuti dal termine, è stata una doccia fredda che ha beffato la squadra di Ignazio Abate, rea forse di non aver chiuso prima una gara dove i gol potevano essere decisamente molti di più. Va detto con onestà: se lo spettacolo ne ha giovato, è stato anche “merito” di due difese tutt’altro che ermetiche, che hanno concesso ampi spazi agli attacchi avversari.
Obiettivo Bari: lezione imparata?
Ora però non c’è tempo per i rimpianti. Bisogna archiviare la pratica Pescara e focalizzarsi immediatamente sulla sfida di sabato. Il calendario mette le Vespe di fronte al Bari di Vivarini, una squadra che — classifica e prestazioni alla mano — non sta vivendo un periodo di forma esaltante.
È proprio qui che la Juve Stabia deve dimostrare di essere cresciuta. Il punto di svolta mentale deve essere chiaro: non commettere l’errore fatto a Genova. Contro la Sampdoria, le Vespe affrontarono una squadra in difficoltà (che ancora oggi, nonostante un mercato di gennaio importante, non ha risolto i suoi problemi, come dimostra la recente sconfitta al “Partenio”), ma l’approccio non fu quello giusto. Se Genova è stato l’errore da non ripetere, la trasferta di La Spezia deve essere invece il faro da seguire: rispetto per l’avversario, ma consapevolezza dei propri mezzi.
Uscire dal “San Nicola” indenni: non è un’utopia
Se il Bari è quello visto nelle ultime uscite, pensare di fare punti al “San Nicola” non è affatto un’utopia. Certo, facile a dirsi e più difficile a farsi in un torneo dove nulla è scritto, ma la squadra di Abate ha il dovere di provarci e di giocarsi le sue carte a viso aperto. Tuttavia, i problemi in casa gialloblù non mancano e vanno analizzati con lucidità.
Rosa Corta: Tra infortuni e partenze, la coperta è corta, specialmente nei reparti nevralgici di attacco e difesa.
Mal di trasferta: Fare risultato lontano dal Menti è diventata una salita ripida, anche se la prestazione di Cesena lascia intravedere segnali di speranza.
Conclusione: Pensare positivo
Sicuramente i “Galletti” proveranno a scacciare le nuvole nere sfruttando il fattore casa e il blasone, ma la Juve Stabia non deve partire battuta. Nonostante le difficoltà numeriche, bisogna approcciare la gara con la convinzione che il difficile non significa impossibile. Anzi, deve essere visto come qualcosa di fattibile, provando a rievocare lo spirito di quella meravigliosa notte di fine estate in cui le Vespe dimostrarono a tutti di poter volare alto.





