Ci sono pareggi che lasciano un punto in classifica e altri che finiscono per pesare come sconfitte. Quello maturato a Chiavari contro la Virtus Entella appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La Juve Stabia è tornata dalla Liguria con la consapevolezza di aver disputato una gara che avrebbe potuto e dovuto avere un epilogo diverso, ma anche con tanta amarezza per gli episodi che hanno accompagnato il finale di partita. Il gol incassato in pieno recupero ha cancellato il sogno di conquistare una vittoria preziosa, alimentando una scia di contestazioni che, dal triplice fischio, ha coinvolto la società, i sostenitori e l’ambiente gialloblù.
A rendere ancora più pesante il bilancio della trasferta ligure è stata la decisione arbitrale finits al centro delle discussioni: il contatto in area su Kumi, per il quale i gialloblù reclamavano un calcio di rigore. Il provvedimento adottato dal direttore di gara è stato addirittura l’ammonizione per simulazione nei confronti del calciatore stabiese, una decisione che ha accresciuto l’incredulità della panchina e dei compagni.
De Vito rompe il silenzio: la delusione della società
Nel dopo gara, a dare voce al malcontento della Juve Stabia è stato il dirigente Vincenzo De Vito, interprete della profonda insoddisfazione maturata all’interno del club. Il sentimento prevalente è quello di una squadra che ritiene di aver raccolto meno di quanto meritasse, vedendo sfumare due punti che sembravano ormai alla portata.
La sensazione, nell’ambiente stabiese, è che gli episodi contestati abbiano inciso in maniera determinante sul risultato finale. Il rammarico non riguarda soltanto il pareggio subito negli ultimi istanti, ma anche il modo in cui si è arrivati a quel risultato, con decisioni che hanno lasciato più di un interrogativo tra i protagonisti in campo.
A pesare ulteriormente è il mancato intervento del VAR. Proprio la tecnologia, introdotta per aiutare a correggere gli errori più evidenti e ridurre le ingiustizie sportive, è finita nel mirino delle contestazioni. Resta, naturalmente, la necessità di valutare ogni situazione sulla base delle immagini e del protocollo, ma la percezione maturata a Castellammare è quella di una grande occasione sfuggita anche per circostanze difficili da accettare.
La protesta corre sui social, interviene anche Manniello
Se all’interno della squadra prevale la delusione, tra i tifosi la reazione è stata immediata e particolarmente accesa. Pochi minuti dopo la conclusione della gara, le piattaforme social si sono riempite di commenti, analisi e proteste. Nei gruppi dedicati alla Juve Stabia e sulle pagine sportive, il tema dominante è diventato quello degli episodi arbitrali che, secondo la lettura dei sostenitori, avrebbero condizionato il risultato.
La rabbia è quella di una piazza che vuole vedere riconosciuti gli sforzi della squadra e che, soprattutto in una stagione già complicata dalle vicende societarie e dalla penalizzazione, considera ogni punto un patrimonio da difendere con determinazione. Per i tifosi, il pareggio di Chiavari non rappresenta soltanto un’occasione mancata, ma anche un motivo di ulteriore preoccupazione in un campionato nel quale ogni dettaglio può fare la differenza.
A dare maggiore risalto al clima di protesta è stato anche l’intervento sui social dell’ex presidente Franco Manniello, figura rimasta profondamente legata alla storia recente delle Vespe e che sentiremo in diretta questa sera durante la puntata della nostra trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che andrà i onda sui nostri canali social e sul canale Youtube. La sua presa di posizione ha raccolto consensi tra i sostenitori, trovando terreno fertile in un ambiente che sente forte il bisogno di tutelare la squadra e i colori gialloblù.
La partecipazione di Manniello alla discussione conferma quanto la Juve Stabia continui a rappresentare un elemento identitario per la città, capace di unire tifosi, ex dirigenti e appassionati anche nei momenti più difficili. Una vicenda che, al di là delle singole valutazioni arbitrali, racconta il legame viscerale tra la squadra e il suo popolo.
Adesso la risposta deve arrivare dal campo
Le polemiche sono destinate a proseguire, ma per la Juve Stabia è già tempo di voltare pagina. Il calendario non concede pause e domenica, al Romeo Menti, le Vespe saranno chiamate ad affrontare il Südtirol, formazione che può contare anche sulla presenza dell’ex Lovisa.
Sarà una sfida importante per lasciarsi alle spalle le scorie della trasferta ligure e riprendere il cammino in campionato con il sostegno del pubblico di casa. La squadra di De Giorgio dovrà trovare la lucidità necessaria per trasformare la delusione in energia positiva, evitando che la rabbia per quanto accaduto a Chiavari si trasformi in un peso sulle gambe e nella testa dei calciatori.
Il popolo stabiese, dal canto suo, è pronto a stringersi ancora una volta attorno alla squadra. Il Romeo Menti può diventare il luogo ideale per ritrovare entusiasmo, compattezza e quella spinta che spesso ha rappresentato un valore aggiunto per le Vespe.
Dopo un finale tanto amaro, la risposta più convincente non potrà arrivare soltanto dalle dichiarazioni o dalle proteste. Servirà una prestazione di carattere, accompagnata da punti preziosi per la classifica. La Juve Stabia ha bisogno di ripartire, di ritrovare serenità e di dimostrare che quanto accaduto a Chiavari non spezzerà la determinazione del gruppo.
La rabbia resta, il rammarico anche, ma domenica c’è il Südtirol e il Menti è pronto a farsi sentire: trasformare la delusione in una vittoria è il modo migliore per guardare avanti e rimettere il campo al centro di tutto.