La Juve Stabia non intende fermarsi e prosegue il proprio percorso per ottenere una revisione della decisione che ha comportato una penalizzazione di due punti in classifica per la cessione (sarebbe meglio dire sottrazione indebita) delle quote societarie affidate alla Stabia Capital s.r.l. di Francesco Agnello che, successivamente, non avrebbe adempiuto al deposito del documento di onorabilità e solvibilità con allegato l’atto di acquisizione.
La società gialloblù ha infatti annunciato di aver presentato, nella giornata odierna, un reclamo contro il provvedimento adottato dal Tribunale Federale Nazionale lo scorso 24 settembre, attraverso il quale era stata inflitta la sanzione al Club.
A occuparsi della procedura sono gli avvocati Antonio Romei e Carlo Vitalini Sacconi, incaricati di rappresentare le ragioni della società nelle competenti sedi di giustizia sportiva. Una scelta che conferma la volontà della Juve Stabia di proseguire la propria iniziativa legale, nella convinzione che sussistano elementi validi per contestare la decisione impugnata.
La società gialloblù e gli stessi avvocati che curano il ricorso si dichiarano moderatamente fiduciosi che il ricorso venga accolto perchè convinti della fondatezza delle nostre ragioni.
Nel comunicato ufficiale, il Club ha ribadito la fiducia nell’operato della Giustizia Sportiva, sottolineando al tempo stesso la determinazione nel sostenere le proprie posizioni. La società ha inoltre evidenziato la volontà di affrontare il procedimento nel pieno rispetto delle istituzioni e dei principi che ne disciplinano l’attività.
La vicenda resta dunque aperta e l’attenzione si sposta ora sui prossimi passaggi dell’iter giudiziario.
Per le Vespe, la posta in gioco è importante: recuperare i punti sottratti significherebbe poter affrontare il campionato con una penalizzazione meno pesante rispetto agli attuali 4 punti, in una stagione nella quale ogni risultato può incidere sugli equilibri della classifica.
La Juve Stabia attende ora la fissazione dell’udienza per la discussione del reclamo, che dovrà essere comunicata entro i prossimi dieci giorni. La trattazione del ricorso, invece, non potrà essere calendarizzata oltre il termine massimo di quaranta giorni.
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