La sconfitta contro il Pisa è ormai alle spalle. La Juve Stabia ha voltato pagina e guarda già al prossimo appuntamento, quello del “Romeo Menti” di Vicenza, dove le Vespe saranno chiamate a reagire dopo il pesante (nei numeri) passo falso interno contro i nerazzurri. Una trasferta che chiuderà il ciclo di impegni esterni del mese di settembre e che arriva in un momento particolarmente interessante per Pietro De Giorgio, alle prese con una rosa ampia, ricca di alternative e, proprio per questo, inevitabilmente difficile da gestire nelle scelte.
Una squadra profonda rappresenta un patrimonio importante, ma anche un rompicapo per qualsiasi allenatore. E così, alla vigilia della sfida, sono diversi gli interrogativi che animano il dibattito tra i tifosi gialloblù.
Il primo, forse il più evidente, riguarda Antonio Di Nardo. Il suo impatto all’esordio di Marassi, con il gol decisivo contro la Sampdoria, ha immediatamente acceso l’entusiasmo del popolo stabiese. Vederlo dal primo minuto a Vicenza è il desiderio di tanti sostenitori, anche se sarà De Giorgio a decidere se affidarsi subito al nuovo attaccante o utilizzarlo ancora come preziosa arma a gara in corso.
Ma Di Nardo non è certamente l’unico nome sul taccuino del tecnico.
In difesa scalpita Pietrangeli, uno dei colpi più interessanti dell’ultima sessione di mercato, ancora in attesa del debutto con la maglia gialloblù. Discorso simile per Maggioni, altro elemento arrivato per aumentare qualità e concorrenza nel reparto arretrato. Bettella, invece, ha già fatto il suo esordio e rappresenta un’ulteriore soluzione a disposizione dell’allenatore.
C’è poi la suggestione Ricciardi. L’esterno ha mostrato qualche incertezza nelle prime uscite ma la sua presenza sulla corsia potrebbe essere confermata anche se la possibilità di vedere in campo un ex come Maggioni aggiunge inevitabilmente quel pizzico di curiosità che accompagna sempre le sfide contro il proprio recente passato.
Un altro tema riguarda Giuseppe Sibilli. Il neo attaccante stabiese, arrivato da Bari e figlio dello storico ex Salvatore, è destinato a essere protagonista anche a Vicenza, ma il suo minutaggio dovrà essere necessariamente gestito. I tempi stretti e il recente arrivo a Castellammare suggeriscono prudenza: per immaginarlo dal primo minuto, con ogni probabilità, bisognerà attendere la sosta e l’appuntamento di Chiavari.
Il rebus non risparmia nemmeno la porta. Boer ha iniziato la stagione difendendo i pali gialloblù, mostrando anche qualità importanti come nel rigore neutralizzato a Petagna contro il Pisa, ma la concorrenza di Vismara è concreta. Anche qui la decisione finale spetterà esclusivamente a De Giorgio.
E poi c’è il capitolo Maistro, probabilmente uno degli argomenti più discussi nei “feudi” dei tifosi della Juve Stabia. L’ex SPAL è un calciatore dalle caratteristiche particolari, capace di agire da trequartista, ma anche da sottopunta o seconda punta. La domanda che circola è inevitabile: e se De Giorgio avesse in mente qualcosa di diverso?
Una collocazione da mezzala? Addirittura da regista? Una soluzione tattica più offensiva o un impiego in una posizione arretrata per sfruttarne qualità tecniche, visione di gioco e capacità di inserimento?
Sono interrogativi che appartengono al dibattito quotidiano dei tifosi e che trasformano la vigilia in una sorta di grande laboratorio tattico. Moduli, interpreti, ballottaggi e possibili sostituzioni sono ormai materia per i tanti “Fanta Allenatori” gialloblù, pronti a costruire la propria Juve Stabia ideale. Un entusiasmo che ricorda, per certi versi, i grandi dibattiti che accompagnavano le vigilie della Nazionale prima dei Mondiali: tutti con la propria formazione in testa, tutti convinti di avere la soluzione giusta.
Ma il calcio, naturalmente, resta materia dell’allenatore.
E Pietro De Giorgio avrà il compito più delicato: leggere la partita prima ancora che inizi, scegliere gli undici più adatti e poi intervenire durante i novanta minuti con cambi capaci di modificare l’inerzia della gara.
La rosa lunga, in questo senso, può diventare un’arma decisiva. Perché se da una parte obbliga il tecnico a lasciare qualcuno in panchina, dall’altra permette alla Juve Stabia di avere soluzioni diverse, qualità e freschezza anche nel corso della partita.
A Vicenza, dunque, il primo risultato da ottenere sarà quello di trovare la combinazione giusta. Il resto dovrà raccontarlo il campo.
E magari, per una volta, riuscire a mettere d’accordo anche tutti i “Fanta Allenatori” gialloblù.
Juve Stabia, niente drammi: il Pisa è un incidente di percorso. Le Vespe hanno tutto per rialzarsi.