Ci sono momenti in cui il calcio mette alla prova una squadra, una società, una piazza. E quello che sta vivendo oggi la Juve Stabia è senza dubbio uno di questi. La doppia penalizzazione ha tolto complessivamente quattro punti alla classifica delle Vespe, colpendo inevitabilmente l’entusiasmo e modificando una graduatoria che sul campo aveva raccontato un’altra storia.
Ma una classifica può cambiare. I punti possono essere recuperati. Le partite devono ancora essere giocate.
E soprattutto, lo spirito di una squadra non può essere cancellato da una penalizzazione.
Anzi, proprio nei momenti più difficili può nascere quella scintilla capace di trasformare la rabbia in energia, la delusione in motivazione, le difficoltà in una straordinaria voglia di rivalsa.
È questa la sensazione che arriva dallo spogliatoio gialloblù. I calciatori sono chiamati a trasformare tutto ciò che è accaduto nelle ultime settimane in benzina per il motore della Juve Stabia. Non sarà semplice, nessuno lo nasconde, ma proprio per questo ogni allenamento, ogni contrasto, ogni corsa e ogni partita dovranno avere un significato ancora più grande.
Si riparte dal campo. Sempre dal campo.
E accanto alla squadra c’è una città che non vuole arrendersi.
Lo ha dimostrato anche l’ultimo appuntamento de Il Pungiglione Stabiese, la storica trasmissione che da anni dà voce al popolo delle Vespe. I tantissimi tifosi intervenuti in diretta e i numerosi messaggi arrivati in redazione hanno raccontato una Castellammare che, nonostante tutto, non ha alcuna intenzione di voltare le spalle alla propria squadra.
Il messaggio è stato forte e soprattutto chiaro: adesso serve compattezza.
Non è il momento delle divisioni, delle recriminazioni o delle energie disperse. È il momento di stringere i denti, di guardare avanti e di accompagnare la Juve Stabia verso il ritorno al calcio giocato con la consapevolezza che questa squadra ha ancora una stagione tutta da scrivere.
E allora bisogna tornare a soffiare tutti dalla stessa parte.
Bisogna farlo per i ragazzi che scenderanno in campo. Per chi indossa quella maglia e dovrà affrontare ogni partita sapendo di avere alle spalle un’intera città. Per quei giovani calciatori che hanno ancora tantissimo da dimostrare e che meritano di poter vivere il proprio percorso senza essere travolti dal rumore esterno.
Il Romeo Menti deve tornare a essere una forza.
Una spinta, un’onda gialloblù capace di accompagnare la squadra oltre gli ostacoli. Perché quando il Menti canta, quando Castellammare si riconosce nella propria squadra, la Juve Stabia non gioca soltanto una partita: porta con sé l’orgoglio di un popolo.
La sosta per le Nazionali offre adesso tempo prezioso per lavorare, ritrovare energie e preparare nel migliore dei modi il ritorno in campo. Il 10 ottobre, a Chiavari contro la Virtus Entella, comincerà un nuovo capitolo.
E dovrà cominciare con una consapevolezza precisa: i quattro punti non ci sono più, ma tutto il resto è ancora lì.
C’è una rosa costruita per competere. C’è un allenatore che dovrà continuare a trasmettere idee e convinzioni. C’è uno spogliatoio che vuole reagire. E c’è soprattutto una tifoseria che ha dimostrato di esserci.
Adesso tocca a tutti fare la propria parte: alla squadra spetta il compito di correre, lottare e conquistare punti sul terreno di gioco; alla città spetta quello di non lasciare sola la propria Juve Stabia, perché dalle difficoltà si può uscire soltanto insieme.
La penalizzazione ha tolto quattro punti alla classifica, ma non deve essere permesso di togliere neanche un grammo della passione dei tifosi.
Le Vespe hanno ancora un campionato davanti e Castellammare ha ancora una voce da far sentire.
Allora tutti insieme, più forti delle difficoltà, più uniti che mai: La rinascita della Juve Stabia può cominciare proprio adesso.
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