Ci sono amichevoli che servono semplicemente per mettere minuti nelle gambe, altre che possono diventare un’occasione per provare qualche soluzione tattica e altre ancora che, indipendentemente dal risultato, hanno qualcosa in più. Lazio-Juve Stabia appartiene probabilmente a quest’ultima categoria.
Le prime due amichevoli contro Quarto e Palmese hanno già fatto il loro lavoro: hanno permesso a Pietro De Giorgio di distribuire minutaggio, verificare la condizione fisica dei suoi calciatori e soprattutto osservare da vicino i progressi di una squadra che, durante questa lunghissima sosta, ha avuto tutto il tempo necessario per lavorare.
Domani, però, a Formello si alza inevitabilmente il livello e l’avversario sarà di quelli capaci di trasformare un’amichevole in un test molto più probante.
Di fronte ci sarà la Lazio, una delle grandi realtà del calcio italiano, una squadra che non ha bisogno di presentazioni e che in questa stagione ha affidato la propria panchina a Gennaro Gattuso. Un nome che porta con sé storia, carattere e una voglia evidente di rilancio dopo la parentesi azzurra.
I biancocelesti, inoltre, arrivano all’appuntamento in un momento particolarmente positivo e, secondo la classifica attuale, condividono la vetta della Serie A con Inter e Roma. Non è un dettaglio da poco, soprattutto se si considera che la formazione capitolina è stata fermata soltanto dal Milan in campionato e lo ha fatto dopo una partita nella quale la Lazio era riuscita anche a portarsi avanti prima di subire la rimonta rossonera. Insomma, la Juve Stabia non affronterà una squadra in cerca di condizione, ma una formazione che sta vivendo una fase di grande competitività. Ed è proprio questo a rendere interessante il confronto.
Per le Vespe, infatti, il risultato conterà fino a un certo punto. Pietro De Giorgio ha già chiarito che utilizzerà la gara per concedere 45 minuti a due formazioni differenti, coinvolgendo praticamente tutti i calciatori disponibili e cercando contemporaneamente di mettere alla prova alcune delle soluzioni sulle quali ha lavorato durante queste settimane. La Lazio rappresenterà quindi l’ultimo esame prima di tornare a fare sul serio.
Dopo Quarto e Palmese, quando l’obiettivo principale era soprattutto recuperare condizione e minutaggio, a Formello sarà possibile capire qualcosa in più anche sul piano della personalità, dell’intensità e della capacità di mantenere determinati principi di gioco contro un avversario che non concederà certamente gli stessi spazi.
De Giorgio arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di aver lavorato tanto. La lunga sosta, che per chi guarda da fuori potrebbe sembrare un periodo di riposo, per la Juve Stabia è stata invece una fase di lavoro intenso. Il tecnico ha recuperato giocatori che avevano bisogno di una preparazione ulteriore, ha aumentato il minutaggio di chi aveva giocato meno e ha soprattutto cercato di rendere più riconoscibile la propria idea di calcio. Nelle amichevoli contro Quarto e Palmese si sono già intravisti alcuni segnali interessanti: una manovra più veloce partendo da dietro, una maggiore ricerca dei tre attaccanti e qualche movimento offensivo che il tecnico aspettava da tempo. Ora, contro la Lazio, arriverà una verifica completamente diversa e proprio per questo preziosa.
La partita di Formello arriva, però, in un momento nel quale la Juve Stabia ha bisogno di qualcosa che va oltre la semplice verifica tecnica.
La situazione societaria ha inevitabilmente lasciato il segno sull’ambiente e la penalizzazione ha complicato ulteriormente una classifica già difficile. La squadra, però, ha scelto di non farsi risucchiare da ciò che accade fuori dal terreno di gioco. De Giorgio ha raccontato di aver visto un gruppo capace di compattarsi, di parlarsi e di trasformare una situazione difficile in un’ulteriore motivazione. Lo hanno fatto anche i calciatori, con diversi messaggi affidati ai social per tranquillizzare una tifoseria comprensibilmente preoccupata e ribadire che il loro compito resta quello di giocare, lottare e difendere sul campo la categoria.
Ed è qui che Lazio-Juve Stabia può assumere un significato particolare. Nessuno chiederà alle Vespe di trasformare un’amichevole in una finale, nessuno potrà pretendere che una partita contro una squadra di vertice della Serie A cancelli in novanta minuti tutti i problemi delle ultime settimane. Ma una buona prestazione potrebbe rappresentare qualcosa di importante sul piano delle sensazioni. Una risposta positiva, un atteggiamento convincente, qualche giocata di qualità, la conferma della crescita di alcuni calciatori e magari un risultato capace di sorprendere potrebbero contribuire a restituire un po’ di entusiasmo a un ambiente che ne ha bisogno.
Perché la Juve Stabia, in questo momento, ha bisogno soprattutto di tornare a sorridere. La classifica non aiuta, le vicende extracampo hanno inevitabilmente alimentato preoccupazione e anche il gioco espresso nelle prime giornate non ha soddisfatto completamente una parte della piazza. Eppure proprio in questa fase la squadra potrebbe avere la possibilità di cambiare il sentimento generale. Non attraverso le parole, ma attraverso il campo. De Giorgio lo ha ripetuto più volte: ci sono dati che raccontano una Juve Stabia capace di creare, di aggredire, di recuperare palloni rapidamente e di concedere poco in determinate zone del campo. Il problema è riuscire a trasformare tutto questo in gol e punti. E allora anche una prestazione positiva contro la Lazio potrebbe diventare un piccolo mattone sul quale costruire la ripartenza.
Il passato che ritorna attuale: Romano Floriani Mussolini
In questo scenario ci sarà anche un momento dal sapore particolare per il popolo stabiese. Romano Mussolini, uno dei protagonisti della meravigliosa Juve Stabia della gestione Pagliuca, avrà infatti modo di salutare con affetto i sostenitori gialloblù. L’esterno è stato uno degli interpreti di quella squadra capace di regalare emozioni e spettacolo praticamente in ogni stadio e il suo incontro con i tifosi rappresenterà un piacevole ritorno al passato. Sarà un momento capace di riaccendere ricordi di una Juve Stabia che seppe conquistare tutti con il proprio modo di stare in campo e con un rapporto fortissimo con la gente.
Ma domani bisognerà soprattutto guardare avanti. La Lazio sarà l’ultimo passaggio di una sosta lunghissima e dopo Formello non ci saranno più alibi né tempo per ulteriori esperimenti.
La ripresa del campionato
Il 10 ottobre la Juve Stabia tornerà in campo a Chiavari contro l’Entella e da quel momento inizierà una nuova fase della stagione. Ci sarà una lunga corsa da affrontare, con il campionato che accompagnerà le Vespe fino alla seconda sosta di novembre, e servirà arrivarci con il maggior numero possibile di certezze. La squadra dovrà migliorare la propria capacità di concretizzare quanto produce, dovrà aumentare la cattiveria negli ultimi metri e dovrà mantenere alta l’attenzione nelle transizioni negative, uno degli aspetti sui quali De Giorgio ha concentrato maggiormente il lavoro.
La sfida con la Lazio, dunque, non vale punti e non può certamente cancellare ciò che è accaduto nelle prime giornate. Ma può valere sensazioni. Può permettere a De Giorgio di raccogliere indicazioni preziose, ai calciatori di confrontarsi con un avversario di livello assoluto e alla tifoseria di tornare a vedere una squadra capace di trasmettere entusiasmo. A volte, soprattutto nei momenti difficili, non serve necessariamente una grande vittoria per cambiare l’umore di una piazza. Può bastare una prestazione, un gesto, una giocata, un atteggiamento diverso. Può bastare vedere undici maglie gialloblù correre nella stessa direzione.
La Lazio, quindi, non è soltanto la classica amichevole di prestigio da mettere nel curriculum di una stagione. È l’ultimo appuntamento prima di tornare dentro il campionato, ma soprattutto può rappresentare un’occasione per ritrovare quella leggerezza che nelle ultime settimane è inevitabilmente venuta meno. De Giorgio lo sa e per questo cercherà risposte importanti, senza dimenticare che tutto ciò che arriverà di buono da Formello dovrà essere immediatamente trasformato in energia per il campionato.
Poi arriverà Chiavari, arriverà l’Entella e inizierà la parte più importante della stagione. Ma prima c’è la Lazio, c’è Formello e c’è una Juve Stabia che ha bisogno di ritrovare se stessa. Perché dopo una sosta così lunga, dopo settimane difficili e dopo tutto quello che è accaduto fuori dal campo, forse il regalo più importante che le Vespe possono fare alla propria gente è proprio quello di tornare a casa con una certezza: questa squadra ha ancora voglia di combattere, di divertirsi e di far tornare a sorridere il popolo stabiese.