Non chiamatela semplicemente amichevole, perché il 3-3 di Formello tra Lazio e Juve Stabia racconta molto più di un risultato maturato durante la sosta. Per le Vespe era un test importante, forse il più significativo di questo periodo di lavoro, e la squadra di Pietro De Giorgio ha risposto presente mettendo in campo personalità, intensità e soprattutto la voglia di giocarsela senza paura.
Di fronte c’era una formazione di Serie A, seppure rimaneggiata, una squadra abituata a confrontarsi ogni settimana con i migliori palcoscenici del calcio italiano e guidata da un tecnico del calibro di Gennaro Gattuso. La Juve Stabia, però, non ha scelto la strada più semplice: niente barricate, nessuna rinuncia preventiva a giocare.
Le Vespe hanno provato a fare la partita per quello che potevano, cercando il fraseggio e affrontando i biancocelesti con coraggio.
Sotto, ma mai fuori dalla partita
Il primo tempo è probabilmente la fotografia più nitida dell’atteggiamento mostrato dalla squadra.
La Lazio trova due volte il vantaggio, prima con Noslin e poi con Zaccagni, ma in entrambe le circostanze la Juve Stabia reagisce immediatamente.
Prima è Buglio a riportare il risultato in equilibrio, poi ci pensa Maistro con una conclusione di grande qualità a firmare il 2-2.
Non è soltanto una questione di gol. È il modo in cui arrivano le reazioni a raccontare una squadra che sembra aver acquisito una maggiore consapevolezza dei propri mezzi.
Nessun crollo dopo lo svantaggio, nessuna frenesia: le Vespe continuano a giocare.
Kumi e Maistro, qualità in mezzo al campo
Tra le indicazioni più interessanti per De Giorgio c’è sicuramente quella arrivata dal centrocampo.
Justin Kumi ha mostrato personalità, tempi di inserimento e capacità di leggere le situazioni, mentre Fabio Maistro ha confermato di poter rappresentare una pedina importante per qualità tecnica e capacità di trovare la giocata anche quando gli spazi diventano stretti.
Ma è soprattutto il collettivo ad aver funzionato.
La Juve Stabia ha cercato di rispettare i principi di gioco sui quali il tecnico sta lavorando da settimane, provando a costruire dal basso e soprattutto evitando di liberarsi del pallone senza una reale necessità.
Un aspetto sottolineato anche dal responsabile dell’area tecnica Enzo De Vito, che nel post partita ha evidenziato proprio la volontà della squadra di continuare a giocare e di non buttare via il pallone.
La ripresa regala altre risposte
Se il primo tempo ha mostrato la qualità dell’undici iniziale, la ripresa ha offerto un’altra indicazione preziosa: la profondità della rosa.
De Giorgio cambia praticamente volto alla squadra, dando spazio a numerosi elementi e permettendo a tutti di mettere minuti nelle gambe.
E proprio uno dei subentrati diventa protagonista: Sana Fernandes firma il momentaneo 2-3 con una giocata di grande talento fatta di controllo, protezione del pallone e uno scavetto delicato per superare Motta.
Una rete dal significato particolare anche per il fatto che Fernandes è un calciatore di proprietà della Lazio. Il giovane attaccante non esulta e chiede quasi scusa dopo aver gonfiato la rete della squadra che detiene il suo cartellino.
Boer, una certezza tra i pali
Tra i protagonisti della ripresa c’è anche Pietro Boer.
Il portiere gialloblù entra e si prende subito la scena, soprattutto quando neutralizza il calcio di rigore di Pinamonti. Una parata che conferma la qualità dell’estremo difensore e che permette alle Vespe di mantenere il vantaggio.
Nel finale Boer è ancora protagonista di alcuni interventi importanti prima però di perdere malamanete palla sulla pressione della Lazio nell’occasione che porta al pareggio di Pinamonti. Un episodio che lascia qualche perplessità per l’errore grossolano commesso e che non dovrà ripetersi in campionato.
Il pareggio finale non cancella comunque una delle prestazioni più interessanti offerte dalla Juve Stabia in questo periodo.
C’è ancora da lavorare
Il 3-3 non deve però trasformarsi in un motivo per dimenticare ciò che ancora non funziona.
Qualche disattenzione difensiva è emersa anche contro la Lazio e proprio questi dettagli dovranno essere eliminati quando torneranno in palio i punti.
Il campionato non regalerà nulla e la Juve Stabia dovrà trasformare le buone sensazioni di Formello in concretezza nelle gare ufficiali.
Ma se una squadra riesce a giocare alla pari per lunghi tratti contro una formazione di Serie A, a reagire due volte allo svantaggio, a portarsi addirittura avanti e a mantenere la propria identità anche dopo numerosi cambi, allora qualche motivo per sorridere esiste.
Da Formello riparte la Juve Stabia
Il valore più grande del pomeriggio romano, quindi, non è il punto conquistato — perché in amichevole i punti non esistono — ma la fiducia.
La Juve Stabia torna a casa con una consapevolezza maggiore dei propri mezzi e con la conferma che il lavoro svolto durante la sosta sta producendo qualcosa.
Adesso, però, bisogna cancellare il risultato di Formello e ricominciare da capo, perché sabato arriverà l’Entella, e lì non ci saranno esperimenti, applausi o amichevoli ma ci saranno i punti.
La Juve Stabia comunque ci arriva con una certezza in più: questa squadra ha dimostrato di poter giocare senza paura. Ora dovrà dimostrare di saper trasformare quella personalità in risultati.