Parlare di partita decisiva sarebbe probabilmente eccessivo, ma definire Virtus Entella – Juve Stabia uno spartiacque non è affatto fuori luogo.
Dopo la lunga sosta, le Vespe tornano in campo con la necessità di capire quanto il lavoro svolto abbia inciso sulla squadra e, soprattutto, se sia cambiato qualcosa nella testa dei calciatori, perché il problema non è mai stato soltanto fisico.
La Juve Stabia ha spesso giocato partite nelle quali ha seminato più di quanto abbia raccolto, ma ha pagato a caro prezzo alcuni passaggi a vuoto. Bisogna eliminare soprattutto quella fastidiosa abitudine di concedere troppo alla prima vera chiamata dell’avversario. Una sorta di tassa che, in Serie B, prima o poi presenta il conto.
A Chiavari servirà quindi una squadra diversa: Più cattiva, più concentrata, più pronta a leggere i momenti della partita. Una squadra capace di trasformare il lavoro in punti e le buone intenzioni in risultati.
Tra campo e vicende extra campo
Il problema è che il campionato della Juve Stabia continua a giocarsi su due tavoli. Da una parte il rettangolo verde, dall’altra tutto ciò che sta accadendo lontano dal campo. E per le Vespe le difficoltà sembrano moltiplicarsi proprio quando sarebbe necessario avere tranquillità.
È diventato un percorso a ostacoli nel quale ogni traguardo raggiunto rischia di essere seguito da un nuovo problema. Una situazione che inevitabilmente condiziona l’ambiente e aumenta la pressione su una squadra che avrebbe bisogno soltanto di pensare a giocare e fare punti.
La scorsa stagione Ignazio Abate riuscì a convivere con le nuvole che si addensavano sul Romeo Menti e portò la Juve Stabia fino alla semifinale playoff, vendendo carissima la pelle. Oggi, però, quelle nuvole sembrano essersi trasformate in una tempesta e a doverla attraversare è Pietro De Giorgio.
Il tecnico gialloblù ha visto ridimensionato il bottino conquistato sul campo con un -4 che grida vendetta. De Giorgio si ritrova a parlare di una possibile impresa salvezza in una situazione che, considerando esclusivamente i risultati maturati sul terreno di gioco, racconta una storia completamente diversa.
La classifica reale direbbe infatti che le Vespe sono perfettamente dentro un percorso di salvezza tranquilla. Il -4 pesa, eccome, ma non può cancellare quanto questa squadra ha costruito sul campo.
Ora bisogna reagire
Ed è proprio per questo che Chiavari può diventare un punto di ripartenza.
Non una partita da dentro o fuori, non una sfida che deciderà oggi il destino della stagione, ma una gara capace di fornire indicazioni pesanti. Una vittoria potrebbe restituire ossigeno, fiducia e soprattutto una prospettiva diversa. Un risultato negativo, invece, rischierebbe di alimentare ulteriormente dubbi e tensioni.
La Juve Stabia non può permetterselo.
De Giorgio ha bisogno di risposte dai suoi uomini. I giocatori hanno bisogno di ritrovare certezze. Il popolo gialloblù ha bisogno di vedere una squadra che non si lascia travolgere da ciò che accade intorno, ma che continua a combattere.
La partita extra campo, piaccia o no, continuerà a essere giocata, ma quella sul terreno di gioco resta l’unica sulla quale le Vespe possono davvero mettere mano.
A Chiavari servirà una prestazione di carattere. Al Sannazzari servirà mettere in piedi una partita sporca, intelligente e concreta. Servirà smettere di regalare e iniziare a prendersi ciò che il campo offre.
La strada è insidiosa, tortuosa e piena di ostacoli, ma non è ancora una strada senza uscita.
La Juve Stabia ha ancora tutto il tempo per cambiare direzione e il primo passo dovrà arrivare proprio da Chiavari.
La tempesta non è finita, ma le Vespe hanno ancora la possibilità di trasformarla nel temporale prima dell’arcobaleno.
Quell’arcobaleno, naturalmente, dovrà essere gialloblù.
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