Cento presenze con la maglia della Juve Stabia, un gol per celebrare un traguardo speciale e la fascia da capitano al braccio. La serata del “Benito Stirpe”, nonostante il pesante 4-1 finale e l’eliminazione dalla Coppa Italia, resterà comunque particolare per Leonardo Candellone. L’attaccante gialloblù ha raggiunto quota cento apparizioni con le Vespe e ha festeggiato nel migliore dei modi, trovando la rete che per un momento aveva quasi riaperto la sfida contro il Frosinone.
Al termine della gara, Candellone si è presentato in sala stampa analizzando la prestazione della squadra e soffermandosi sul momento del gruppo, sulle partenze di alcuni protagonisti degli ultimi anni, sull’espulsione del giovane Sanà Fernandes e sull’assenza dei tifosi stabiesi.
Il capitano ha innanzitutto commentato il traguardo personale e il legame costruito con l’ambiente gialloblù, parlando anche dei compagni che hanno lasciato Castellammare durante l’estate.
«Alla fine penso che ognuno abbia le proprie situazioni personali, quindi non entro nel merito. Penso che ogni ragazzo che è passato da noi abbia dato il massimo finché ha indossato questi colori e secondo me bisogna solo ringraziarli. Poi ognuno ha il proprio pensiero, ma io che vivo queste situazioni da dentro posso dire che ogni ragazzo venuto qui ha dato tanto alla società e tanto a Castellammare. Da capitano posso solo ringraziarli e augurare loro il meglio».
Un pensiero da leader per chi ha condiviso con lui una parte importante della recente storia della Juve Stabia, senza polemiche e con il riconoscimento per il contributo dato da tutti nel corso delle rispettive esperienze in gialloblù.
Candellone ha poi analizzato la prova offerta dalla squadra contro il Frosinone, sottolineando i passi avanti compiuti rispetto all’amichevole contro il Campobasso, una prestazione che lo stesso gruppo non aveva apprezzato.
«Sicuramente abbiamo fatto dei passi avanti rispetto all’amichevole con il Campobasso, che non era piaciuta in primis a noi ragazzi. Penso che la cosa principale della Juve Stabia sia andare sempre forte e cercare di correre più dell’avversario. Oggi, al di là del risultato che può essere un po’ pesante, secondo me abbiamo fatto una grande partita».
Il capitano ha evidenziato soprattutto la capacità delle Vespe di restare dentro la gara e di reagire dopo i gol subiti.
«Siamo rimasti sempre in partita, abbiamo cercato anche di riaprirla sul 3-1 e potevamo fare il 3-2. Penso che lo spirito si stia creando nel modo giusto».
Parole che si collegano perfettamente all’analisi di Pietro De Giorgio, soddisfatto soprattutto dell’atteggiamento mostrato dalla squadra contro un avversario di categoria superiore. La Juve Stabia ha pagato a caro prezzo alcuni errori, ma ha continuato a giocare e a cercare la via del gol fino a quando le energie lo hanno consentito.
Sul piano personale, Candellone potrebbe beneficiare anche di un ruolo più centrale nell’impianto tattico del nuovo allenatore. L’attaccante ha però chiarito che la disponibilità al sacrificio e al lavoro per la squadra resterà una delle sue caratteristiche principali.
«Ogni allenatore ha la propria idea di calcio e il proprio modulo. È vero che quest’anno sono magari un po’ più centrale in area di rigore, però sono sempre a servizio della squadra. È una caratteristica che ho e secondo me fare bene la fase di non possesso in un campionato come la Serie B può dare tantissimi vantaggi».
Il centravanti gialloblù ha poi guardato alla costruzione del nuovo gruppo. La presenza di diversi calciatori che già conoscono Castellammare e il club, secondo Candellone, potrà facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati.
«Tanti ragazzi sono rimasti e ci conosciamo già da qualche anno. Penso che i nuovi si stiano trovando bene e si siano già integrati. È un gruppo nel quale è molto facile inserirsi perché sono tutti bravi ragazzi e penso che, man mano che andremo avanti, si creerà sempre qualcosa di buono».
Da capitano non poteva mancare una parola per Sanà Fernandes, protagonista di un esordio sfortunato. Il giovane attaccante è stato espulso e Candellone ha scelto di tendere immediatamente la mano al compagno.
«È un ragazzo giovane, magari voleva dimostrare troppo. Diciamo che è un errore di gioventù: meglio farlo ora che in campionato. Non deve avere nessun problema, testa alta e si riparte».
Infine, un pensiero speciale ai tifosi della Juve Stabia, assenti al “Benito Stirpe”. Un’assenza che il capitano ha avvertito, conoscendo il forte legame che da sempre unisce la squadra al popolo gialloblù.
«Dispiace perché sappiamo quanto ci tengano a essere vicini alla squadra. Noi possiamo solo onorarli andando in campo, soprattutto in trasferta, cercando di battagliare su ogni campo e di dare il massimo per questa maglia».
La promessa è quella di non lesinare impegno e sacrificio, indipendentemente dai risultati che arriveranno.
«Poi il risultato non si sa quale sarà, ma l’impegno e la voglia di portare Castellammare in alto ci sono e sono davvero tanti».
La serata di Frosinone si chiude dunque con l’eliminazione dalla Coppa Italia, ma anche con una pagina personale importante per Leonardo Candellone. Cento presenze e un gol con la Juve Stabia rappresentano un traguardo significativo per il capitano, che ancora una volta ha ribadito il proprio ruolo di punto di riferimento all’interno dello spogliatoio. Ora l’obiettivo è trasformare lo spirito mostrato al “Benito Stirpe” nella base sulla quale costruire il cammino delle Vespe nel prossimo campionato di Serie B.