Il Frosinone supera con un netto 4-1 la Juve Stabia e conquista il passaggio del turno in Coppa Italia, ma Massimiliano Alvini non si lascia trascinare esclusivamente dall’entusiasmo per il risultato. Al termine della gara del “Benito Stirpe”, il tecnico dei ciociari ha tracciato un bilancio del lavoro svolto dalla sua squadra dall’inizio della preparazione, evidenziando la soddisfazione per il traguardo raggiunto ma anche gli aspetti sui quali continuare a lavorare.
«Il resoconto finale della partita è che c’è un risultato positivo, il passaggio del turno, e questo era importante e significativo – ha spiegato Alvini in sala stampa –. Al di là della partita, oggi si chiude un percorso iniziato il 12 luglio con la preparazione. Sono contento della continuità e del percorso che abbiamo fatto dal 12 luglio ad oggi, che è stato molto significativo».
L’allenatore giallazzurro, però, non ha nascosto alcune perplessità emerse dall’analisi della prestazione. «Se andiamo nello specifico della partita, abbiamo commesso qualche errore di troppo e lì dobbiamo assolutamente migliorare. Ci sono alcune situazioni sulle quali possiamo fare meglio e che stiamo già cercando di migliorare. Della prestazione e di alcuni momenti della partita non sono contento».
«Non penso a domenica, penso a migliorare»
Ad Alvini è stato fatto notare come, soprattutto nella seconda parte della gara, il Frosinone abbia concesso qualche spazio di troppo agli avversari. Il tecnico, tuttavia, ha preferito non spostare lo sguardo sul prossimo impegno di campionato.
«Per me oggi c’era anche troppi spazi vuoti – ha risposto -. Questo è uno dei difetti che abbiamo avuto. Io non penso a quello che sarà domenica, non mi interessa. Mi interessa quello che abbiamo fatto oggi e quello che possiamo fare da martedì per migliorare in certe situazioni».
Il concetto è stato poi ribadito: «Sono contento del passaggio del turno. La prestazione potevamo farla meglio in alcuni momenti, ma non è stata negativa. Sappiamo dove possiamo migliorare. Credetemi, abbiamo vinto ed è un aspetto importante».
Particolare attenzione anche alla fase difensiva, visto che la Juve Stabia, pur trovando una sola rete, è riuscita in alcune circostanze a creare pericoli. «Oggi abbiamo concesso di più rispetto alla partita con la Lazio e questo va capito. Credo sia soprattutto una questione di dettagli e di maggiore cura in alcune situazioni, ma non è una cosa che mi preoccupa».
I nuovi e il lavoro da fare: «Devono ancora arrivare al livello che voglio»
Spazio poi ai giudizi sui nuovi arrivati, con particolare riferimento ai calciatori schierati dall’inizio. Alvini è stato chiaro: il processo di inserimento è ancora in corso.
«I nuovi devono mettersi in condizione il prima possibile, perché non sono ancora al livello di quello che voglio io. Bisogna lavorare tanto, tanto, tanto».
Tra i giocatori maggiormente apprezzati in questo avvio di stagione c’è Kvernadze, apparso già in buone condizioni fisiche. Anche in questo caso, però, il tecnico non si accontenta. «Io non sono contento, può fare molto di più. Spero che con il lavoro possa migliorare ulteriormente nell’attacco alla profondità, nel venire a giocare sotto palla in alcuni momenti e nello sfruttare ancora meglio le sue caratteristiche. È un giocatore che io e il mio staff possiamo migliorare ulteriormente».
Coppa Italia, un obiettivo da inseguire
Il successo contro la Juve Stabia permette al Frosinone di guardare avanti nella competizione. Per Alvini il passaggio del turno aveva un valore preciso anche all’interno del percorso stagionale.
«Il mio discorso sul percorso iniziato il 12 luglio era legato alla prima partita ufficiale, che arriva per tutte le squadre in Coppa Italia. Era importante dare un significato al lavoro fatto e passare il turno. Questo ci permette di giocare a settembre un’altra partita importante e significativa».
L’obiettivo è ambizioso, ma senza perdere il senso della misura. «Per noi l’obiettivo è arrivare il più in alto possibile in Coppa Italia. È un obiettivo personale mio e del mio staff, arrivare in alto anche in questa competizione. Ora il percorso sarà lungo, nove o dieci mesi, e c’è bisogno di essere equilibrati. Bisogna capire quale percorso vogliamo fare tutti quanti e non fare voli assurdi».
La difesa sperimentale e l’adattamento ai nuovi arrivi
Tra gli argomenti affrontati in conferenza anche lo schieramento difensivo proposto contro la Juve Stabia. Un esperimento destinato eventualmente a essere ripetuto nel corso della stagione, anche in base alle caratteristiche dell’organico a disposizione.
«Sono arrivati dei giocatori e io mi devo adattare alle loro caratteristiche. Bisogna sapersi adattare e lavorare su quelle caratteristiche».
La panchina corta, con appena sette giocatori di movimento disponibili, non era invece una precisa scelta tecnica. «Non ne avevo altri, stop. Alcuni di quelli arrivati non sono ancora pronti e lo saranno tra qualche settimana. C’è poi un giocatore che si è fatto male domenica contro la Lazio e non era disponibile. Speriamo di recuperarlo per domenica, perché può essere utile soprattutto in difesa».
Ci vorrà tempo per conoscere e integrare tutti
Infine, una battuta anche sul mercato e sulla collaborazione con la nuova proprietà. Alvini ha spiegato il coinvolgimento suo e dell’area tecnica soprattutto nella gestione dei calciatori già presenti nella scorsa stagione e poi confermati.
«Io e Castagnini siamo stati coinvolti per quanto riguarda quelli che erano già qui e che abbiamo confermato, come Cittadini, Calvani, Raimondo, Fini e Desplanches. Il resto sono tutti giocatori arrivati e l’allenatore deve capirne le caratteristiche».
Un lavoro che richiederà inevitabilmente tempo: «Ci vorranno dei mesi per poterli integrare e farli rendere al meglio».
Il 4-1 alla Juve Stabia consegna dunque al Frosinone il primo obiettivo stagionale, quello del passaggio del turno in Coppa Italia. Per Alvini, però, il risultato rappresenta soltanto una tappa: la preparazione estiva è alle spalle, ma da ora comincia un cammino lungo dieci mesi, nel quale il tecnico chiede alla sua squadra crescita, equilibrio e soprattutto la capacità di migliorare quei dettagli che, nonostante la vittoria netta contro le Vespe, hanno lasciato più di uno spunto di riflessione.