Debutto amaro in Coppa Italia per la Juve Stabia di Pietro De Giorgio. Il Frosinone di Alvini rispetta il copione e vince 4-1.
L’avvio di gara vede un Frosinone subito aggressivo e padrone del campo, capace di sfondare con troppa facilità tra le maglie della retroguardia stabiese. Boer finisce sotto tiro fin dai primi minuti e deve raccogliere al 90′ quattro palloni dal sacco, venendo persino “graziato” dai legni che evitano un passivo ancora più umiliante.
In mezzo al campo si salvano la personalità di Battistella, il dinamismo di Pierobon e un ottimo primo tempo di Buglio, che però cala alla distanza lasciando campo alla manovra avversaria.
Davanti, Piscopo viaggia a fiammate senza trovare continuità, mentre in attacco è la coppia Patanè-Candellone a costruire l’unica vera fiammata della serata. Proprio il capitano nel primo tempo cestina una occasione decisamente dorata.
La Juve Stabia ci ha provato ma la difesa è apparsa rivedibile con Baldi assolutamente non nel suo ruolo.
Insomma quattro gol presi e tre legni per la squadra di Alvini dice molto sulla tenuta difensiva della squadra ospite che ha puntato tutto sugli uomini che conoscono questi colori come Piscopo, Buglio, Baldi, Bellich e Candellone quelli che hanno saputo scrivere la storia recente del calcio a Castellammare di Stabia.
La prestazione mette in luce il gran lavoro che attende ancora lo staff tecnico in vista dei prossimi impegni ufficiali. La fragilità arretrata e la scarsa amalgama nei momenti di sofferenza dimostrano che la struttura tattica necessita di correttivi urgenti, sia dal mercato sia nel lavoro quotidiano sul campo.
Dopo un primo tempo opaco, Patanè cresce alla distanza e confeziona l’assist per Candellone: il centravanti, dopo essersi divorato la palla della gloria nella prima frazione, trova la zampata che vale il gol della bandiera. Un gol utile solo a rendere meno amara una serata che lascia parecchi campanelli d’allarme.
Palermo non è lontana ma questa sconfitta fa riflettere non tanto per il risultato o per l’eliminazione dalla Coppa tricolore ma per la dimanica di calciomercato da cui devono arrivare calciatori di qualità ed esperienza perchè la generosità da sola non basta.