Ci sono ritorni che hanno il sapore della normalità e altri che, invece, rappresentano una precisa scelta progettuale. Il ritorno di Saby Mainolfi alla guida del settore giovanile della Juve Stabia appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Una decisione che, a breve, dovrebbe trovare anche l’ufficialità con l’attribuzione a Mainolfi del ruolo di Direttore Generale dello sviluppo del settore giovanile stabiese, incarico di grande responsabilità e, soprattutto, strategico per una società che vuole continuare a costruire il proprio futuro anche attraverso i ragazzi del vivaio.
La scelta degli amministratori giudiziari non è casuale. In un momento nel quale la Juve Stabia ha bisogno di ritrovare certezze, competenze e progettualità, affidarsi a una figura che conosce profondamente l’ambiente stabiese, il territorio, le dinamiche del calcio giovanile e soprattutto il patrimonio umano rappresentato dai giovani calciatori significa puntare sull’esperienza e sulla conoscenza del mondo gialloblù.
E quella di Mainolfi è una conoscenza costruita sul campo, giorno dopo giorno.
Tredici anni di Juve Stabia
Sono infatti ben 13 gli anni trascorsi da Saby Mainolfi all’interno della Juve Stabia, un periodo nel quale ha avuto modo di seguire generazioni di ragazzi, individuarne le qualità, accompagnarne la crescita e contribuire alla valorizzazione di numerosi giovani che hanno poi trovato spazio nel calcio professionistico.
Il suo percorso stabiese è stato caratterizzato proprio dalla capacità di guardare oltre il risultato immediato, individuando nei ragazzi caratteristiche e potenzialità che spesso necessitavano soltanto del giusto percorso per poter emergere.
Il settore giovanile, del resto, non è soltanto una squadra che vince un campionato o una formazione che conquista un torneo. È soprattutto un investimento sul futuro. È la capacità di riconoscere un talento quando ancora non è completamente formato, di accompagnarlo nella crescita e di creare le condizioni affinché possa arrivare al calcio dei grandi.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che ha caratterizzato il lavoro di Mainolfi negli anni vissuti alla Juve Stabia: scoprire, formare e valorizzare.
Una professionalità soltanto momentaneamente accantonata
Il suo allontanamento dal settore giovanile, dunque, appare oggi come una parentesi, una professionalità che era stata soltanto momentaneamente accantonata e che viene adesso nuovamente riconosciuta nella sua importanza.
Gli amministratori giudiziari hanno individuato in Mainolfi le qualità umane e professionali necessarie per assumere un incarico delicato e ambizioso. Una scelta che va nella direzione di costruire un settore giovanile capace di diventare sempre più parte integrante del progetto Juve Stabia.
Perché se l’obiettivo è quello di consolidare la società nel calcio professionistico, parallelamente diventa fondamentale creare un vivaio in grado di produrre valore, tecnicamente ma anche economicamente, attraverso i propri talenti.
E in questo senso l’esperienza maturata da Mainolfi rappresenta un patrimonio che la Juve Stabia conosce bene.
Da Castellammare al calcio professionistico
Nel corso dei suoi tredici anni in gialloblù, Mainolfi ha avuto modo di lavorare con tanti ragazzi che hanno poi intrapreso percorsi importanti. Alcuni sono riusciti ad arrivare stabilmente nel calcio professionistico, altri hanno proseguito il proprio cammino in categorie importanti, altri ancora hanno rappresentato esempi concreti di come un giovane possa essere accompagnato e valorizzato attraverso il lavoro quotidiano.
È questo, probabilmente, il riconoscimento più importante per chi lavora nel settore giovanile: non soltanto vincere, ma lasciare una traccia nella carriera dei ragazzi. Saby Mainolfi, ormai diventato a tutti gli effetti uno stabiese d’adozione, quella traccia l’ha lasciata in questi tredici anni.
Di nomi ne potremmo fare tanti ma ne citiamo solo qualcuno: Capasso (2003), Vitale (2004), La Monica (2001), Lettera (2004), Cimino (2004), Todisco (2002), Del Sorbo (2004), a cui aggiungiamo anche Matteo Esposito, Boccia, Selvaggio, Della Pietra e Guarracino e Picardi che furono inseriti nella rosa della Juve Stabia nella stagione 2023-2024.
Il suo ritorno rappresenta quindi una notizia importante per la Juve Stabia e per tutto il movimento calcistico cittadino.
Bentornato, Saby
Da parte nostra, avendo seguito da vicino tutto il percorso che ha accompagnato Mainolfi nei suoi lunghi anni alla Juve Stabia, non possiamo che rivolgergli i più fervidi complimenti per questo nuovo e prestigioso incarico.
Un incarico che arriva dopo tredici anni di lavoro, di sacrifici, di intuizioni e di ragazzi accompagnati nel loro percorso di crescita.
Ora si riparte.
Con una responsabilità ancora maggiore e con una missione precisa: costruire il futuro della Juve Stabia partendo dai giovani.
E se il futuro deve avere radici solide, allora la scelta di affidarlo a chi quelle radici le conosce profondamente assume un significato ancora più importante.
Bentornato, Saby. E buon lavoro per una nuova pagina, ancora una volta, tutta gialloblù.