28 ottobre: 1922 La marcia su Roma; 1940 il giorno del NO dei greci

28 ottobre – 1922: la marcia dei fascisti su Roma e presa del potere da parte di Benito Mussolini. 1940: 82 anni dopo il NO dei Greci.

28 ottobre: 1922 La marcia su Roma; 1940 il giorno del NO dei greci

Il 28 Ottobre negli italici ricordi.

1919-1922 – L’obiettivo della marcia, capeggiata dai triumviri Balbo, Bianchi, De Bono e De Vecchi, era estromettere l’allora capo del governo Luigi Facta e forzare la mano al re Vittorio Emanuele III per indurlo a consegnare il Paese nelle mani di Mussolini, incaricandolo di formare un nuovo governo.
La marcia iniziò il 26 ottobre, con Perugia come quartiere generale dell’iniziativa.
Da qui i quadrumviri nominati qualche giorno prima da Mussolini coordinavano le operazioni.
Il 27 ottobre circa ventimila camicie nere partirono da Santa Marinella, Tivoli, Monterotondo e dal Volturno e, requisendo convogli ferroviari, si diressero verso la capitale, difesa da 28.400 soldati.

Alle 6 del mattino del 28 ottobre il governo dichiarò lo stato d’assedio, ma il re (alle 8 e 30) si rifiutò di controfirmarlo e Luigi Facta si dimise: il Paese era senza governo (e fuori controllo).
Mentre le camicie nere entravano nella capitale, minacciando di occupare i ministeri, Mussolini fu convocato dal re. Giungerà a Roma il 30 ottobre e solo allora il re gli conferirà ufficialmente l’incarico di formare un nuovo governo di coalizione.

Durante il suo discorso di insediamento davanti alla Camera dei deputati (il 16 novembre) si presenterà con l’ormai famoso discorso del bivacco:

Avrei potuto fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”

 Il 28 Ottobre nei ricordi dei greci

Sempre il 28 ottobre ricorre il ricordo del Giorno del No (in greco Επέτειος του Όχι, anniversario del no, o, semplicemente, Το όχι).

Il 28 ottobre, infatti, ricorre anche il giorno in cui si ricorda il rifiuto del primo ministro greco di lasciar entrare in Grecia, nel 1940, le truppe di Benito Mussolini.

La mattina del 28 ottobre, la popolazione greca scese in piazza, indipendentemente dall’appartenenza politica, gridando ‘ohi’ (no). Dal 1942, è stato celebrato come il giorno del NO, prima per lo più tra i membri della resistenza e dopo la guerra da tutti i greci.

Oggi, in Grecia, questo giorno viene festeggiato con sfilate di ragazzi delle scuole, studenti e forze dell’esercito greco.

NOTA STORICA

La Grecia rappresentava un territorio strategicamente utile per contrastare l’esercito del Regno Unito. Mussolini riteneva che fosse facile riuscire a sopraffare uno stato più piccolo e per di più ritenuto disorganizzato militarmente.

Nelle prime ore del mattino del 28 ottobre 1940 venne così recapitato al primo ministro greco, Ioannis Metaxas, da parte dell’ambasciatore italiano Emanuele Grazzi, un ultimatum nel quale si intimava di lasciar entrare l’esercito italiano nel territorio greco per occupare determinati punti strategici con lo scopo di contrastare l’esercito inglese.

Le richieste di tale ultimatum, umilianti e degradanti per la Grecia, dovevano essere accettate entro tre ore dalla ricezione dello stesso.

(ndr: vi ricorda qualcosa? A me tanto Putin, la Russia e l’invasione dell’Ucraina)

Tre ore dopo, però, arrivò το μεγάλο Όχι, il grande no, con il quale la Grecia rifiutò le condizioni imposte da tale ultimatum. L’esercito italiano, che si trovava in Albania, varcò il confine e invase il territorio greco, subendo, contrariamente alle aspettative, una pesante sconfitta.

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