Monza – Napoli (2-4): Le pagelle dei protagonisti in campo

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Vi proponiamo le pagelle di Monza – Napoli terminata 2-4. Gli azzurri in 15 minuti super ribaltano il risultato della partita dopo essere passati in svantaggio e conquistano l’intera posta in palio.

QUESTE LE PAGELLE AI PARTENOPEI DOPO MONZA – NAPOLI:

Meret 6: nulla può su entrambe le reti monzesi. Per il resto, non è chiamato ad alcuna parata e può vivere un pomeriggio relativamente sereno.

DIFESA

Di Lorenzo 6.5: dopo un primo tempo insufficiente – nel quale assorbe tardivamente il movimento di Zerbin prima del cross per l’1-0 di Duric e trova anche il modo di fallire un’ottima chance nell’area del Monza – si riprende nettamente nella ripresa: in fase difensiva non concede più nulla e in fase offensiva ritorna a tambureggiare come ai vecchi tempi, risultando decisivo anche per il 4-2 di Raspadori con un taglio preciso in area da centravanti consumato.

Rrahmani 6: gli avanti del Monza lo sollecitano poco e Amin non deve fare troppa fatica nel comandare le operazioni.

Juan Jesus 4.5: due errori decisivi in ambedue i goal del Monza. In occasione del primo, si fa mangiare da Duric, che gli fa fare la figura del debuttante sovrastandolo in elevazione. Nell’azione del secondo, prima esce per accorciare su Colpani, poi ci ripensa – mettendo fuori causa anche Olivera – e lascia al monzese lo spazio vitale per il sinistro a giro dal limite dell’area, che proprio una sua deviazione rende imparabile per Meret. Un ragazzo e un professionista per il quale nutriremo sempre affetto e simpatia ma che dimostra una volta in più, qualora ci fossero ancora dubbi, che in un Napoli dalle grandi ambizioni semplicemente non può mai fare il titolare.

Olivera 6.5: simile al suo Capitano, nel primo tempo è abbastanza scolastico, ma cresce alla distanza nella ripresa, in cui in primis è decisivo all’alba dell’2-1 di Politano con un poderoso anticipo su Birindelli e poi termina con tante giocate propositive – alcune anche di pregio – che si inseriscono alla perfezione nel dominio complessivo dei partenopei della seconda frazione.

CENTROCAMPO

Lobotka 7: anche Stani non brilla particolarmente nel primo tempo. Nella ripresa però è un faro costante per i suoi con la solita saggezza. La sua prestazione è decisamente sopra la norma nella conduzione della palla e nell’orientare la giocata ossigenante per alimentare la manovra.

Anguissa 7: un’ottima prestazione, il che – quest’anno – a Frank è capitato poche volte. Determinato in fase di non possesso, prezioso col pallone tra i piedi, intelligente nei movimenti senza palla e finanche decisivo nell’occasione del pari di Osihmen, laddove è lui autore del cross a cui fa seguito lo splendido stacco di Victor.

ZIelinski 7: la sua perla di sinistro varrebbe un voto ancor più alto solo per la preparazione all’esecuzione e per l’esecuzione stessa. Ciò premesso, vedergli portare il pallone è sempre un momento erotico, per gli amanti di questo sport. Quando la squadra gira, poi, uno come Piotr diventa la ciliegina sulla torta.

ATTACCO

Ngonge 6.5:  si conquisterebbe un rigore talmente solare che è semplicemente incredibile che Doveri in campo – e Abisso al VAR – riescano nell’impresa di non vedere. Siglerebbe il pareggio con un bel mancino da dentro l’area, ad inizio dalla ripresa, se solo non fosse pescato in offside, stavolta ineccepibile. Quando sguscia palla al piede, con intraprendenza e classe, fa vedere di essere un talentuoso, che può costruirsi un futuro importante se riuscirà a investire sulla propria crescita.

Kvaratskhelia 6,5:  non fa goal e non fa assist ma è sempre il leader tecnico della squadra, anche quando resta a secco di reti e/o assistenza decisiva per i compagni. Dal 67’

Osimhen 7,5: si fa fatica a stabilire quanti altri centravanti al mondo, oltre lui, sarebbero stati capaci dell’imperioso stacco di testa che vale l’1-1 momentaneo e dà il via alla rimonta dei suoi. Un calciatore che è riuscito a costruirsi top player con una generosità in campo mostruosa, condita da doti fisiche e atletiche rarissime e dalla cattiveria nel voler superare i propri limiti tecnici di partenza. Insomma: il Napoli si prepara a subire una perdita calcistica – e non solo – che sarà difficilissimo colmare. Goal splendido a parte, nella ripresa diventa la freccia in più dell’arco azzurro: i difendenti del Monza non lo prendono mai.

I SUBENTRATI

Dall’80 Mario Rui:  S.V.

Dal 67’ Cajuste 6.5: si inserisce tantissime volte senza palla ma spesso non viene premiato come meriterebbe. Uno spezzone dove alterna sostanza, qualità e senso della posizione, dimostrando di poterci stare – magari non come titolare – nel Napoli che dovrà rilanciarsi in futuro.

Dal 57’ Politano 7,5:  tra lui e Zielinski, fanno a gara a chi l’ha fatto più bello. Probabilmente, la perla di Matteo è finanche superiore, perché raccoglie al volo un pallone vagante senza farlo cadere a terra e già solo per questo serve una coordinazione fuori dal comune. Non solo: perché oltre quella c’è la precisione chirurgica nello spedire la sfera in un angolo dove Di Gregorio non sarebbe arrivato neanche con la forza del pensiero. Oltre l’eccezionalità del gesto tecnico, entra con piglio cattivo e convinto, come un po’ tutto il Napoli del secondo tempo. Grande impatto sulla gara.

Raspadori 6.5: ha principalmente il merito di farsi trovare pronto, dopo appena 1 minuto dal suo ingresso in campo, raccogliendo la respinta laterale di Di Gregorio e siglando il tap-in del 4-2, che di fatto spazza via il Monza dalla partita.

QUESTE LE PAGELLE AI BRIANZOLI DOPO MONZA – NAPOLI

DI GREGORIO 6

IZZO 5

Pablo MARÍ 5,5

CALDIROLA 5,5

BIRINDELLI 5,5 (dal 76′ KYRIAKOPOULOS s.v.)

GAGLIARDINI 5 (dal 76′ Valentin CARBONI s.v.)

AKPA AKPRO 6 (dal 54′  BONDO 5)

ZERBIN 6,5 (dal 54′ CIURRIA 5)

COLPANI 6.5

MOTA 6 (dal 27′ MALDINI 5)

Milan DJURIC 6,5

LE PAGELLE AGLI ALLENATORI DI MONZA E NAPOLI

PALLADINO 5,5:  il Napoli del secondo tempo è sicuramente troppo per il suo Monza e pure per un allenatore preparato come lui, questo è un fatto e non si discute. Certo, la produzione offensiva dei suoi, alla fine è stata troppo rinunciataria e prevedibile per sperare in un esito diverso, a prescindere. E la solidità difensiva ha parimenti mostrato qualche scricchiolio di troppo. Restano comunque i meriti per un percorso di notevole fattura.

Calzona 6.5 Il Napoli del primo quarto d’ora del secondo tempo è il prototipo del cambio di passo che ci si aspettava, da Ciccio Calzona, per provare a dare un finale diverso a una stagione disgraziata. Purtroppo, quella ferocia e quei principi di gioco, sono stati solo una guest star della parentesi partenopea dell’ex vice di Sarri. Forse, chissà, non è detta l’ultima parola. Nel frattempo, giusto fargli un plauso. Perché stavolta sceglie l’11 titolare corretto, indovina tutti i cambi e trova una vittoria che può regalare un po’ di residuo entusiasmo per l’ultimo scorcio di campionato.

IL DIRETTORE DI GARA

DOVERI 3:  voto da condividere con l’intera squadra arbitrale che, se per certi versi è pure una provocazione, ma manco mica del tutto. Non vedere un rigore evidentissimo come quello assurdamente non sanzionato su Ngonge è una roba che non si riesce a comprendere e che, ancora una volta, deve aprire a delle riflessioni profonde sull’effettività utilità – nonché le effettive conseguenze – di volersi avvalere della tecnologia per orientare corrette interpretazioni arbitrali. Sorte vuole che il Napoli riesca a vincere nettamente lo stesso e che dunque questo clamoroso errore quantomeno non influisca sul risultato finale. Ma immaginate per un attimo fosse stato invece decisivo per determinare l’inerzia di una partita, magari in un momento cruciale della stagione; chi ci mette la faccia, ci spiega le ragioni e si assume le responsabilità di questi scempi?


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