Elezioni Europee, Follini: “Misura forza Meloni sarĂ  nella sua saggezza”

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(Adnkronos) – “Il duca di Wellington, dopo aver sconfitto Napoleone, commentĂ² con mesta saggezza che non c’era sentimento piĂ¹ triste di quello che si prova all’indomani delle battaglie vinte.A parte ovviamente, aggiunse, di quello che si prova all’indomani delle battaglie perse. Ora, non è ancora dato di capire fino in fondo quali siano i sentimenti politici nascosti nell’animo dei protagonisti della battaglia che s’è appena combattuta sul fronte delle elezioni europee.

Vincitori e vinti sono infatti lì, in bella evidenza.Ma le conseguenze di tutte queste vittorie e sconfitte debbono ancora dipanarsi.

Ed è assai probabile che ci vorrĂ  un certo tempo prima di venire a capo di alcuni dei dilemmi che il voto ha consegnato a protagonisti e comprimari. Meloni detta Giorgia, in particolare, puĂ² festeggiare numeri mai così favorevoli.E anche quanti sono critici verso la sua impostazione politica (il sottoscritto tra questi) non possono perĂ² non riconoscere la portata del consenso che si è guadagnata in questi primi mesi.

Certo, verranno poi le difficoltà dell’economia, e non saranno poche né di poco conto.E non sarà facile neppure districarsi nel labirinto europeo, laddove i numeri non fanno prevedere un cambiamento della coalizione che governa l’unione ma la sconfitta della leadership franco-tedesca a sua volta non potrà non avere qualche conseguenza. Dunque ci sarà subito un primo, impegnativo banco di prova da affrontare da parte del governo italiano.

Che non ha nessuna ragione al mondo per isolarsi.Ma che non potrĂ  neppure sovvertire del tutto -per sua fortuna, viene da dire- la grande coalizione che governa i destini europei.

Finora la Meloni ha avuto l’accortezza di barcamenarsi, tenendo insieme le sue alleanze a destra e la collaborazione con la popolare Von dar Leyen.Impresa che ora diventa piĂ¹ difficile, ancorchĂ© forse piĂ¹ necessaria. Come sempre si tratterĂ  di trovare la misura giusta.

E’ prevedibile infatti che Meloni vorrà tener fede, per quanto possibile, alle sue alleanze storiche.Ma la sua priorità principale sarà soprattutto quella di non farsi isolare.

E sull’altare di questa priorità ci sarà inevitabilmente qualche rinuncia da fare.Vista da lontano, la cosa appare come un rompicapo.

Risolvibile, certo.Ma a patto di pagare qualche prezzo in piĂ¹ per entrare nella ‘stanza dei bottoni’ della nuova governance europea. E poi ci sarĂ , subito dopo, un altro banco di prova non meno impegnativo.

E cioè decidere come portare avanti quel disegno riformatore (premierato piĂ¹ autonomia regionale) su cui finora Meloni sembra propensa a giocarsi il suo destino italiano.Ora, la premier puĂ² anche pensare che il voto europeo sia un lasciapassare per andare avanti così, indifferente alle critiche e alle insidie.

Ma sbaglierebbe.E proprio ora che ha vinto e ha il vento in poppa dovrebbe cogliere questa occasione per cercare di stemperare le tensioni piĂ¹ forti che si addensano intorno a questi due traguardi. Si puĂ² discutere, certo, l’elezione del premier.

Ma pretendere di farla passare così com’è, senza por mano alla legge elettorale e senza studiare bene i contrappesi che possono rendere quella riforma digeribile anche per i custodi del vecchio ordine politico appare come un’imprudenza.Tanto piĂ¹ mentre la curva del non voto ha appena superato -per la prima volta- la maggioranza assoluta.

Non era mai successo che restasse a casa il 51 per cento dei votanti.Argomento a doppio taglio, si dirĂ .

Che puĂ² essere usato dai fautori della riforma per procedere piĂ¹ speditamente e dai critici per tirare il freno.Ma che almeno dovrebbe convincere tutti dell’utilitĂ  di uscire, per quanto possibile, dalle trincee della contrapposizione. Quanto all’autonomia differenziata, il voto del Mezzogiorno sembra avvisare il governo e il partito meloniano del diffondersi di un certo numero di apprensioni a questo riguardo.

Con una differenza, perĂ².Che in questo caso la quadratura del cerchio sembra quasi impossibile, tra il nord che cavalca l’argomento e il sud che se ne sente minacciato.

La virulenza del ‘confronto’ parlamentare dei giorni scorsi certifica, assieme, l’inciviltĂ  di alcune frange (soprattutto) di destra e il carattere pressochĂ© esplosivo della materia. OccorrerĂ  molta pazienza, insomma, per sciogliere tutti questi nodi.Il calendario politico istituzionale sta segnalando a tutti che si dovrebbe aprire una nuova stagione.

E magari sta consigliando alla Meloni di fare l’uso piĂ¹ prudente e piĂ¹ accorto dei molti consensi che s’è appena guadagnata.Laddove questa volta la misura della sua forza sarĂ  piĂ¹ nella sua saggezza che nel suo impeto”. (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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