CdM – Mascherine e allenamento a gruppi: il Napoli studia gli allenamenti anti-virus

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I calciatori non avranno nemmeno il bus collettivo

L’emergenza COVID-19 ha costretto ogni tipo di attività a fermarsi e a dire stop. Stessa cosa è accaduta al calcio che ha dovuto sospendere partite e allenamenti. Il Napoli, però, sta studiando un modo alternativo per tornare ad allenarsi e farlo con le giuste precauzioni.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno:
“La ripresa dovrebbe prevedere due momenti separati: prima visite mediche, test fisici e allenamenti individuali, poi quelli collettivi come prevedeva anche il protocollo d’intesa sottoscritto dai medici sportivi italiani in cui si suggeriva il primo stop agli allenamenti fino al 3 aprile. Il centro sportivo di Castel Volturno è vuoto da 40 giorni circa, l’ultimo allenamento risale al 12 marzo, poi gli azzurri hanno lavorato solo da casa con il supporto via Skype di Gattuso, del suo staff e dei medici del club. Alcune indicazioni del protocollo spagnolo appartengono alle buone pratiche che il Napoli aveva già adottato nella prima metà di marzo. I medici azzurri si erano già mossi su tanti aspetti per tutelare tutti al centro sportivo di Castel Volturno: l’utilizzo delle mascherine, la nuova abitudine di tenere quanto più possibili le porte aperte sia per evitare il possibile contagio con le maniglie che per favorire il circolo dell’aria e la predisposizione ad evitare gli assembramenti in sala video, negli spogliatoi e in palestra. Il capitolo delle visite mediche sarà un nodo da decifrare nel calcio dopo l’emergenza, sicuramente i club dovrebbero predisporre i tamponi per tutti i tesserati a differenza di quanto avveniva fino ad inizio marzo. Il protocollo spagnolo prevede delle indicazioni anche per i trasporti, suggerisce il bus in caso di ritiri per rispettare la norma di occupare un posto ogni cinque file, in casa Napoli si pensava a taxi personali”.

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