Federico Geremicca sostiene che, dopo cheย la Corte Costituzionale ha bocciato lโItalicum,โla strada verso il voto non รจ scontataโ.ย Carlo Bertini spiega cosa cambiaย ed intantoย Renzi studia una strategia per il ritorno
Perchรฉ anche dopo la decisione della Corte le urne non sono scontate
ร la reazione – largamente diffusa e largamente prevedibile – con la quale gran parte delle forze politiche ha accolto le decisioni della Corte Costituzionale sul cosiddetto Italicum. Da Grillo a Renzi, da Salvini alla Meloni, molti chiedono di stringere i tempi e tornare in fretta alle urne. Qualcuno lo vorrebbe davvero, sentendo il vento teso nelle vele; qualcun altro lo dice per far sapere, semplicemente, di non averne paura. Ma sottotraccia giร si intravedono – al di lร degli orientamenti del Quirinale, che vorrebbe una normale conclusione della legislatura – ostacoli oggettivi e volontร politiche capaci di rendere la strada verso le elezioni una difficile corsa a ostacoli.
Il perchรฉ รจ presto detto. Il giudizio della Corte Costituzionale, in realtร , consegna al Parlamento una legge solo teoricamente ยซdi immediata applicazioneยป. LโItalicum, infatti, non รจ stato ยซraso al suoloยป: la Consulta ha sรฌ cancellato il ballottaggio tra i due maggiori partiti (in caso nessuna forza politica raggiungesse il 40% al primo turno) ma ha dichiarato legittimo il premio di maggioranza.
Ciรฒ rende la nuova legge del tutto disomogenea rispetto a quella del Senato (interamente proporzionale) imponendo al Parlamento la necessitร di intervenire. Ed รจ appunto attorno a questa necessitร che giร si sente un sinistro tintinnar di sciabole.
A non volere elezioni entro la primavera sono Forza Italia, i gruppi centristi e mezzo Pd (la cosiddetta minoranza). Vorrebbero invece un voto in tempi brevi tutte le forze definite anti sistema (da Grillo a Salvini) e la parte di Pd fedele a Matteo Renzi: ma i fautori di un ritorno immediato alle urne sono divisi e in disaccordo tra loro circa la legge con la quale riandare al voto. La maggioranza del Pd intende infatti difendere quel che sopravvive dellโimpianto maggioritario dellโItalicum e spinge per un ritorno al Mattarellum, mentre Grillo, Salvini e Meloni si dicono pronti a tornare alle urne anche con una legge del tutto proporzionale.
La partita, insomma, comincia ora: ed ha sbocchi imprevedibili. Si svolgerร in un clima tra i peggiori degli ultimi anni, nel quale le difficoltร e gli impegni che sono di fronte al Paese (dalla ricostruzione ai problemi economici, fino al G7 di fine maggio) sembrano contare poco o nulla rispetto alle fortune di questo o quel partito. Eppure, al di lร dei tempi del voto, il bivio che รจ di fronte al Parlamento รจ di quelli storici: proseguire sulla via del maggioritario o tornare indietro (molto indietro…) rispolverando un sistema proporzionale?
La scelta da compiere non รจ semplice, ed รจ difficile fare previsioni. Una sola cosa puรฒ esser considerata certa: e cioรจ che non sarร facile per il Presidente della Repubblica portare a scadenza naturale una legislatura che giร era boccheggiante e che ora, dopo la sentenza della Consulta, pare in piena e irreversibile agonia.
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vivicentro/Geremicca: ”la strada verso il voto non รจ scontata”
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