Napoli, nascondeva latitanti del clan Polverino: condannato

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L’uomo è un imprenditore laziale

Luciano Viglietta, imprenditore laziale, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione. L’uomo era accusato di aver fornito supporto logistico e alcuni appartamenti a tre esponenti di spicco del clan Polverino durante il periodo della loro latitanza. La condanna, per concorso esterno in associazione mafiosa, è stata inflitta oggi dal gup Luisa Toscano del tribunale di Napoli.

I tre, Giuseppe Simiolo, Giuseppe Ruggiero e Carlo Nappi furono arrestati, tra il 2016 e il 2018, in due distinte operazioni dei carabinieri. In uno degli appartamenti forniti da Viglietta ai tre latitanti furono ritrovati numerosi quantiativi di hashish. Gli uomini di punta del clan furono scovati a Pomezia (Ruggiero e Nappi) e nel Viterbese (Simioli). Il gup Toscano ha condannato inoltre, per falsificazione e detenzione illegale di documenti, anche Giuseppe Ruggiero,  e Giuseppe Simioli, reggente del clan al momento dell’arresto. I due dovranno scontare tre anni di reclusione.

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