Evidenze di un Governo disumano e vendicativo: Viaggio interminabile per migranti minori non accompagnati

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Migranti: Evidenze di un Governo disumano – In data odierna, il 21 luglio 2023, emergono notizie sconcertanti riguardanti le evidenze di un Governo vendicativo riguardo all’organizzazione degli sbarchi di numerosi minori non accompagnati che erano stati soccorsi in mare tra la Tunisia e la Sicilia.

Le prove indicano un viaggio interminabile e un trattamento indecente verso queste persone vulnerabili.

La nave umanitaria Geo Barents, gestita da Medici Senza Frontiere, ha salvato la vita di 462 migranti tra il 15 e il 16 luglio 2023. Dopo una breve sosta a Lampedusa, la nave ha fatto tappa a Marina di Carrara, dove ha permesso lo sbarco di 214 sopravvissuti. Tuttavia, i 73 minori e altre persone fragili sono stati lasciati a bordo per ulteriori 6 ore di navigazione, nonostante la richiesta della Regione Toscana di farli scendere a Carrara.

Questo calvario ha suscitato indignazione e preoccupazione riguardo al trattamento di queste persone vulnerabili a bordo della nave.
Successivamente, la Geo Barents è arrivata a Livorno, dove sono stati fatti sbarcare i restanti 132 migranti a bordo.

Tuttavia, il loro viaggio non si è concluso qui.

Sorprendentemente, i minori scesi a terra sono stati costretti a intraprendere un altro viaggio in autobus fino a Taranto, in Puglia, dove affronteranno un ulteriore percorso per raggiungere la loro destinazione finale.
Questa modalità di gestione ha portato il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, a esprimere indignazione, definendo la situazione “un’indecenza”.

Le ripercussioni di questa gestione disumana si sono estese oltre i confini italiani. L’equipaggio del peschereccio Orizzonte ha riconosciuto le foto e ha affermato che l’attacco subito al largo della Libia è stato perpetrato da una motovedetta regalata dall’Italia, sollevando dubbi e preoccupazioni sulla politica e le azioni del Governo riguardo all’immigrazione.

Questa situazione però, nell’Italietta del “occhio non vede, cuore non duole” e del “tutto va bene purché non nella mia casa” ha suscitato sì un dibattito politico ed anche pubblico, ma non ha scatenato una reale e forte reazione riguardo al modo in cui il governo guidato da Giorgia Meloni sta gestendo gli sbarchi dei migranti e, in particolare, dei minori non accompagnati.
La trattazione indegna di queste persone vulnerabili solleva e dovrebbe sollevare, invece, interrogativi e reazioni ben diverse, e dure, sulla politica migratoria del paese e sul trattamento riservato alle persone che cercano rifugio e sicurezza in Italia perché, sarebbe bene mai dimenticare che, ciò che oggi è fatto agli altri fuori dal nostro cortile di casa, un domani potrebbe essere fatto a noi e che allora, non solo non avremo diritto di lamentarci e chiedere aiuto ma subiremo le conseguenze dell’essere lasciati, a nostra volta, soli alla mercé del dispotico di turno.

Ad ogni modo, comunque, se ne parla anche se come in una discussione da salotto molto meno intensa di quella, ad esempio, su una partita di calcio e quindi, in molti, hanno denunciato la scelta di scaricare il peso dell’accoglienza dei migranti su porti specifici, lasciando le persone a bordo della nave per lunghi periodi senza alcuna spiegazione chiara.
È emerso anche un dibattito riguardo alla definizione giuridica dei migranti soccorsi in mare, poiché il governo afferma che non si tratta di “naufraghi” ma di “migranti”, mentre le ONG ribattono che queste persone sono state salvate in acque internazionali e meritano una corretta e umana accoglienza.

In conclusione,

le evidenze di un Governo disumano e vendicativo riguardo alla gestione degli sbarchi dei migranti, in particolare dei minori non accompagnati, non mancano e sono emerse chiaramente durante questa drammatica vicenda. Il viaggio interminabile e l’indecente trattamento riservato a queste persone vulnerabili suscitano gravi preoccupazioni sulla politica migratoria e sulla tutela dei diritti umani nel nostro paese. È fondamentale che questa situazione venga affrontata con urgenza, che il popolo italiano raddrizzi la schiena, e che si faccia sentire – anche rumorosamente se necessario – spingendo affinché si adotti un approccio umanitario e rispettoso dei diritti fondamentali di chi cerca protezione e sicurezza in Italia.

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