Juve Stabia, il nervosismo autolesionista di Messina – La Bastonatura

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Juve Stabia, il nervosismo autolesionista di Messina. Non bastava la sedicesima sconfitta a Messina: le reazioni di alcuni giocatori alle provocazioni falcidiano le Vespe nell’ultimo atto decisivo del campionato.

JUVE STABIA, IL NERVOSISMO AUTOLESIONISTA DI MESSINA.

All’indomani della sconfitta di Messina che ha ridotto davvero al lumicino le speranze della Juve Stabia di conquistare la zona playoff, sono arrivate come una secchiata di acqua gelida le squalifiche appioppate giustamente dal giudice sportivo a tre giocatori delle Vespe che si sono macchiati nel finale della gara di comportamenti poco professionali.

Queste le motivazioni del giudice sportivo per le squalifiche ai tre giocatori della Juve Stabia che non lasciano posto ad alcuna giustificazione: “BERARDOCCO LUCA (2 giornate)
per avere, al 53° minuto del secondo tempo, tenuto una condotta violenta nei confronti di un calciatore avversario in quanto, a gioco in svolgimento e con il pallone a distanza, mentre si rialzava a seguito di un contatto di gioco, lo colpiva con un calcio ad una gamba. Misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 38 C.G.S, valutate le modalità complessive della condotta e considerato che non si sono verificate conseguenze dannose a carico
dell’avversario.

ZIGONI GIANMARCO (1 giornata)
per avere, al termine della gara, mentre si trovava nei pressi dell’accesso al tunnel che conduce agli spogliatoi, tenuto un comportamento non corretto, consistito nell’aver indirizzato degli sputi verso la vetrata della Curva riservata ai tifosi della Squadra avversaria, senza attingerli. Misura della sanzione in applicazione degli artt. 4, 13, comma 2, C.G. S, ritenuta la continuazione e
valutate le modalità complessive della condotta (r. proc. fed.).

MIGNANELLI DANIELE (1 giornata) per avere, al termine della gara, tenuto un comportamento non corretto in quanto, mentre si trovava nel tunnel di accesso che conduce agli spogliatoi, con lo sguardo rivolto ai tifosi della Squadra
avversaria proferiva un’espressione blasfema e una frase offensiva verso gli stessi.
Misura e irrogazione della sanzione in applicazione degli artt. 4, 13, comma 1, 36, comma 2, lett. a) e 37 C.G.S., ritenuta la continuazione, valutate le modalità complessive della condotta e applicati i principi enunciati nella decisione 0102/CSA 2021-2022 (r. proc. fed.)”.

Un comportamento assolutamente privo di ogni logica e un nervosismo ingiustificato quello mostrato dai calciatori a Messina che finisce per danneggiare la squadra impegnata nell’ultimo atto del campionato contro il Cerignola per una qualificazione ai playoff che appare lontana ma che è ancora possibile.

L’espulsione di Berardocco (avversario scalciato a gioco fermo) fa il paio con quella di Pandolfi di Potenza che già penalizzò fortemente la Juve Stabia per tre giornate.

Quelli di Zigoni (sputi verso la vetrata della Curva avversaria) e di Mignanelli (espressione blasfema e insulti verso i tifosi avversari) appaiono davvero come gesti dettati da un nervosismo ingiustificato e sono catalogabili come comportamenti poco professionali che penalizzano solo il resto della squadra e il tecnico impegnati nel rush finale.

Gesti da condannare che non possono far parte di un gruppo che, con i suoi limiti abbastanza evidenti in ogni reparto, sta comunque cercando di concludere nei migliore dei modi una stagione che non rientrerà sicuramente tra quelle da ricordare. A questo punto anche sotto l’aspetto strettamente disciplinare.

 


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