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giovedì, Maggio 26, 2022

GdF di Monza: sequestrati oltre 26.000 mila prodotti non sicuri

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Militari del comando provinciale della GdF di Monza hanno sequestrato 26.700 prodotti recanti fallaci indicazioni di provenienza e “CE”.

GdF di Monza: sequestrati oltre 26.000 mila prodotti non sicuri

Militari del comando provinciale della GdF di Monza, a seguito di attività di contrasto all’importazione ed alla vendita al dettaglio di beni non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’unione europea, hanno sequestrato 26.700 prodotti recanti fallaci indicazioni di provenienza e false marcature “CE”, privi di certificazione sanitaria e di contrassegni di stato.

L’attività ha interessato un punto vendita di un centro commerciale della Brianza gestito da un cittadino di etnia cinese, ove i finanzieri della locale compagnia hanno individuato, sia direttamente esposti per la vendita sia stoccati in magazzino, migliaia di articoli di diretta origine e provenienza dalla Cina, fraudolentemente posti in commercio.

All’esito dell’azione operativa, che ha condotto al sequestro di oltre 23.000 prodotti alimentari preconfezionati o surgelati, 1.180 mascherine chirurgiche, 1.400 farmaci ed integratori, 140 confezioni di liquori ad alta gradazione alcolica e centinaia di etichette adesive non ancora applicate, il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito alla locale autorità giudiziaria per frode nell’esercizio del commercio, esercizio abusivo della professione per la illecita somministrazione di medicinali pericolosi, sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa sulle bevande alcoliche.

L’azione rientra nell’ormai consolidato ampio piano di contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale programmato dal comando provinciale di Monza e coordinato dal dipendente gruppo, a testimonianza dell’impegno quotidianamente profuso dalla guardia di finanza a tutela della proprietà industriale ed al fine di disincentivare i consumatori all’acquisto di merce illecitamente posta in commercio e potenzialmente pericolosa per la salute.

Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

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