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domenica, Luglio 3, 2022

Giornata Mondiale del Rifugiato 2022: Asilo, accoglienza e integrazione

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Tutte le persone costrette a fuggire hanno il diritto di essere protette e a ricostruire le loro vite, senza distinzioni: è quanto ci ricorda la Giornata Mondiale del Rifugiato 2022.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2022: Asilo, accoglienza e integrazione

Cosa significa protezione in un Paese come l’Italia?
Asilo, accoglienza e integrazione.
Dare ai rifugiati la possibilità di imparare, studiare e avere accesso a percorsi di istruzione e inserimento lavorativo è essenziale per favorire il loro percorso di integrazione.

UNHCR: il numero di persone in fuga nel mondo segna un nuovo record, confermando il trend in crescita dell’ultimo decennio

Nonostante alcuni segnali di miglioramento, la dimensione e la rapidità degli esodi forzati superano le soluzioni a disposizione dei rifugiati.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2022 3Il numero delle persone costrette a fuggire dalle proprie case è aumentato ogni anno nell’ultimo decennio ed è ora il più elevato da quando si è cominciato a registrare il dato.

Si tratta di una tendenza che può essere invertita solo compiendo uno sforzo rinnovato e concertato per costruire la pace, ha dichiarato oggi l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati.

Alla fine del 2021, le persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni di diritti umani risultavano essere 89,3 milioni, un aumento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente e ben oltre il doppio rispetto al dato registrato 10 anni fa, secondo il rapporto statistico annuale dell’UNHCR Global Trends.

Da allora, l’invasione russa dell’Ucraina – che ha causato uno degli esodi forzati di più ampia portata e quello in più rapida espansione dalla Seconda Guerra Mondiale – e altre emergenze, dall’Africa all’Afghanistan ad altre aree del mondo, hanno portato la cifra a superare la drammatica soglia dei 100 milioni.

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha dichiarato:

“Ogni anno, nell’ultimo decennio, i numeri sono aumentati. Se la comunità internazionale non unirà le forze per far fronte a questa tragedia umana, risolvendo i conflitti in corso e individuando soluzioni durature, questa terribile tendenza continuerà”.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2022L’anno scorso è stato particolarmente degno di nota per il numero di conflitti che si sono riacutizzati e di nuovi conflitti che sono esplosi: secondo la Banca Mondiale, 23 Paesi sono stati teatro di guerre di intensità media o alta, per una popolazione totale di 850 milioni di persone.

Contemporaneamente, carenze alimentari, inflazione ed emergenza climatica stanno aggravando la già difficile condizione delle persone, riducendo le capacità di risposta umanitaria proprio in una fase in cui le prospettive di raccogliere fondi, in numerose situazioni, appaiono cupe.

Nel 2021, il numero di rifugiati è cresciuto arrivando a 27,1 milioni. Il numero di arrivi è aumentato, tra gli altri Paesi, in Uganda, Ciad e Sudan.

Alla maggior parte dei rifugiati, ancora una volta, è stata assicurata accoglienza da Paesi confinanti dotati di scarse risorse.

Il numero di richiedenti asilo ha raggiunto i 4,6 milioni, un incremento dell’11 per cento.

L’anno scorso ha fatto inoltre registrare per il quindicesimo anno consecutivo un aumento del numero di persone sfollate all’interno del proprio Paese a causa di conflitti, arrivate a 53,2 milioni.

In alcune aree, per esempio in Myanmar, l’aumento è stato causato dall’inasprirsi di violenze o conflitti.

Il conflitto nella regione etiope del Tigray e in altre regioni ha innescato la fuga di milioni di persone all’interno del Paese.

Le rivolte scoppiate nel Sahel hanno provocato nuovi esodi interni, in particolare in Burkina Faso e in Ciad.

Giornata Mondiale del Rifugiato 2022 6Se gli esodi continuano a svilupparsi sempre piu’ rapidamente e ne aumenta la portata vediamo che le soluzioni a disposizione delle persone in fuga – quali il ritorno volontario, il reinsediamento o l’integrazione locale – non fanno che diminuire.

Va pero’ anche detto che il rapporto Global Trends offre alcuni barlumi di speranza.

Sebbene le cifre siano modeste, il numero di rifugiati e di sfollati interni che hanno fatto ritorno a casa nel 2021 è aumentato, tornando ai livelli pre-COVID-19, facendo registrare un incremento del 71 per cento dei casi di rimpatrio volontario.

“Mentre registriamo sgomenti il succedersi di nuovi esodi forzati, l’aggravamento di quelli esistenti e la mancanza di soluzioni ad essi, dobbiamo anche riconoscere gli esempi dati da quei Paesi e quelle comunità che lavorano insieme per individuare opportunita’ a favore delle persone in fuga”, ha aggiunto Grandi.

“Sta avvenendo in determinate situazioni – per esempio tramite la cooperazione regionale volta a consentire il ritorno degli ivoriani – ma è necessario che queste importanti decisioni siano riproposte o adeguate anche ad altri contesti”.

E sebbene si stimi che nel 2021 i casi siano lievemente aumentati, circa 81.200 apolidi hanno acquisito una cittadinanza o se la sono vista confermare: il miglior risultato in termini di riduzione dell’apolidia da quando l’UNHCR ha lanciato la campagna #IBelong nel 2014.

Global Trends 2021 – Dati chiave:

A maggio 2022, oltre 100 milioni di persone risultano essere in fuga nel mondo a causa di persecuzioni, conflitti, violenze, violazioni di diritti umani o eventi che compromettono gravemente l’ordine pubblico.

A fine 2021, la cifra era di 89,3 milioni, di cui:

  • 27,1 milioni di rifugiati: 21,3 milioni di rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR; 5,8 milioni di rifugiati palestinesi sotto il mandato dell’UNRWA
  • 53,2 milioni di sfollati interni
  • 4,6 milioni di richiedenti asilo
  • 4,4 milioni di venezuelani fuggiti all’estero

Dati relativi a rifugiati e venezuelani fuggiti all’estero nel 2021:

  • l’83 per cento è stato accolto in Paesi a reddito basso o medio;
  • i Paesi meno sviluppati hanno assicurato asilo al 27 per cento del totale;
  • il 72 per cento vive in Paesi confinanti coi propri Paesi di origine

La Turchia ha accolto quasi 3,8 milioni di rifugiati, il numero più elevato su scala mondiale, seguita da Uganda (1,5 milioni), Pakistan (1,5 milioni) e Germania (1,3 milioni).

La Colombia ha accolto 1,8 milioni di venezuelani fuggiti all’estero.

Il Libano ha accolto il più elevato numero di rifugiati pro capite (1 su 8), seguito da Giordania (1 su 14) e Turchia (1 su 23).

In rapporto alle proprie popolazioni nazionali, l’isola di Aruba ha accolto il numero più elevato di venezuelani fuggiti all’estero (1 su 6), seguita da Curaçao (1 in 10).

Più dei due terzi (69 per cento) sono fuggiti da soli cinque Paesi:

  1. Siria (6,8 milioni),
  2. Venezuela (4,6 milioni),
  3. Afghanistan (2,7 milioni),
  4. Sud Sudan (2,4 milioni)
  5. Myanmar (1,2 milioni).

6,1 milioni di rifugiati, migranti e richiedenti asilo venezuelani nel mondo (segnalati attraverso la Piattaforma di Coordinamento Interagenzie per Rifugiati e Migranti dal Venezuela)

I richiedenti asilo hanno presentato 1,4 milioni di nuove domande di asilo.

Gli Stati Uniti d’America sono stati il Paese che ha ricevuto il numero più elevato di domande individuali (188.900), seguito da Germania (148.200), Messico (132.700), Costa Rica (108.500) e Francia (90.200).

Soluzioni: 5,7 milioni di persone in fuga hanno fatto ritorno alle proprie terre o ai propri Paesi di origine nel 2021, di cui 5,3 milioni di sfollati interni e 429.300 rifugiati.

Informazioni aggiuntive / materiali multimediali di supporto:

Il rapporto Global Trends e un pacchetto di risorse multimediali di supporto sono disponibili sulla nostra pagina media. Il report è sotto embargo in tutto il mondo fino alle ore 00.01 GMT del 16 giugno 2022.

Nota:

Il rapporto Global Trends dell’UNHCR è pubblicato parallelamente al Global Report annuale, che riporta le attività e i programmi intrapresi dall’UNHCR per far fronte alle esigenze di tutti coloro che sono costretti a fuggire, nonché delle popolazioni apolidi note su scala mondiale.

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Giornata Mondiale del Rifugiato 2022: Asilo, accoglienza e integrazione / Cristina Adriana Botis / Redazione

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