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giovedì, Maggio 26, 2022

Siracusa: no a concerti rock nella vetusta cavea del Teatro Greco

Siracusa: coro di esperti ed archeologi dice no a concerti rock nella vetusta ma fragile cavea del Teatro Greco risalente al III sec. a. C.

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Carmelo Toscanohttp://www.vivicentro.it
Siciliano delle pendici meridionali dell'Etna, da decenni lavora come medico nella Bassa bresciana

Siracusa: coro di esperti ed archeologi dice no a concerti rock nella vetusta ma fragile cavea del Teatro Greco risalente al III sec. a. C.

Siracusa si prepara per la sua stagione teatrale estiva con gli spettacoli classici allestiti dall’Istituto del dramma Antico (INDA) e con una serie di concerti rock di artisti come Claudio Baglioni, Elisa, Gianna Nannini.

Dopo due anni di pandemia, la ripresa è auspicata da tutti, soprattutto dal comparto accoglienza (alberghi, ristoranti, bar) che spera in una salutare boccata di ossigeno per l’economia locale, portata dal turismo e dall’indotto che ne deriva.

Protagonista indiscusso degli spettacoli è il magnifico Teatro Greco, monumento principe della città aretuséa, costruito 2.300 anni fa appena! Da oltre cento anni esso ospita le rappresentazioni delle tragedie e delle commedie di autori greci del calibro di Eschilo e Sofocle. Generazioni di scolaresche dei Licei – italiani e stranieri – hanno fatto l’indimenticabile esperienza di assistere ad una tragedia dalla stessa cavea calcata da Eschilo in persona.

Ma oggi l’esigenza di spettacolarizzare gli eventi spinge ad ambientare spettacoli musicali di moderni concerti rock e pop in questi vetusti monumenti, vecchi di millenni. Non tenendo conto della inevitabile usura che alle vetuste pietre millenarie provoca un uso “intensivo”, prodotto da migliaia di spettatori “ipercinetici” ed irrefrenabili, esaltati dall’entusiasmo di ritmi e decibel irresistibili.

Da più parti si fa notare che concerti di musica rock e pop vengono ospitati anche in altri teatri antichi italiani, come il Teatro Romano di Taormina o l’Arena di Verona.

A mettere le cose in chiaro è intervenuto Fabio Caruso, archeologo siracusano del CNR. “Esistono due tipi di edifici teatrali – egli spiega – quelli in elevato e quelli scavati nella roccia. L’Arena di Verona, tra quelli in elevato, conobbe i primi restauri addirittura nel Rinascimento; lo stesso Teatro di Taormina era, prima del restauro delle gradinate del 1959, una ‘scucchiaiatura’ nel terreno: quel restauro è stato ripreso, dopo usi e abusi, qualche anno fa, e adesso i gradini sono moderni. Il Teatro greco di Siracusa, invece, è costruito  “in negativo”: scavato interamente nella roccia, nel calcare tenero, bianco, e ha iscrizioni importantissime. Non tutti i teatri antichi, dunque, sono uguali”.

“Il Teatro di Siracusa – afferma Caruso – viene oggi utilizzato principalmente per le rappresentazioni classiche dell’INDA, che ha maestranze esperte e sa con cosa ha a che fare. Inoltre, una rappresentazione classica rientra nell’identità del teatro. E ha un pubblico particolare. Nel caso di un concerto rock, come quello di Baglioni o di Gianna Nannini, ci si deve aspettare che il suo pubblico salti e balli sui gradini mentre lei canta “Quest’amore è una camera a gas”. E’ una cosa che lascia sconvolti: non riesco a comprendere cosa sia passato per la testa di chi ha autorizzato questo tipo di concerti. Il Teatro Greco di Siracusa è fragile e irrestaurabile; qualsiasi danno per abrasione a quel teatro non è più recuperabile. A Taormina ci sediamo sulle pietre del 1960; a Siracusa le pietre sono di 2.300 anni fa”.

Non ha senso fare paragoni con altri teatri di pietra – continua Caruso – Il nostro è prezioso perché è in tutto autentico e proprio perché autentico è in ogni sua parte vulnerabile: non è paragonabile a quelli di Taormina, Pompei o Orange, per non parlare dell’arena di Verona. Quello di Siracusa non è costruito sulla pietra ma scavato in essa. Ecco perché è unico e delicato, miracolosamente giunto fino a noi per oltre la metà, a differenza di edifici teatrali in elevato sulla cui cavea, interamente ricostruita, ci si può comportare come in un moderno teatro all’aperto, in uno stadio o persino in una discoteca“. Insomma il Teatro di Siracusa, andando avanti di questo passo, rischia di sbriciolarsi!

Tanti altri archeologi ed accademici, siciliani e non, si sono anche loro espressi per non far svolgere concerti rock nei teatri antichi.

E per una volta, siamo dello stesso parere anche con l’ineffabile Vittorio Sgarbi, che con le sue competenze artistiche è più che titolato ad esprimere un suo parere. Ebbene Sgarbi afferma che “non è solo un problema di conservazione del bene ma di rispetto dei luoghi. Io sono d’accordo per la musica classica al teatro greco, ma no ai concerti rock – come per esempio quello di Gianna Nannini – perché il pubblico rock è più caotico e meno attento. Tanto per fare un esempio: anni fa, dopo un concerto rock all’Arena di Verona, sono state trovate tante bottiglie di birra abbandonate tra quelle pietre storiche. Chi va a sentire la musica classica, invece, generalmente ha un atteggiamento più tranquillo. I teatri storici non sono luna park, ma posti sacri che vanno tutelati nella loro identità”.

Si spera che all’Assessorato regionale qualcuno presti attenzione al coro di protesta del “movimento degli archeologi” che si sono mobilitati per l’occasione e si faccia in modo che a Siracusa i programmati spettacoli di musica moderna, a base di decibel e danze collettive, si svolgano in contenitori meno vulnerabili, come i moderni stadi e non in un monumento grondante di storia e di testimonianze irripetibili.

Siracusa: no a concerti rock nella vetusta cavea del Teatro Greco // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

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