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Libri, l’armatore Lauro e il suo ‘Mare dentro’: “Torni la ‘Dolce vita’ a Ischia”

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(Adnkronos) – ''Si parla di cosa si farà domani, non c'è una visione.In giro vedo un pensiero unico e se qualche illuminato visionario che sogna qualcosa nei prossimi dieci-venti anni viene preso per un matto…

Questo libro vuole essere una speranza e dare delle indicazioni per il futuro, non solo di Ischia ma anche dell'Italia''.L'armatore Salvatore Lauro, classe '51, ischitano doc, già senatore della Repubblica con Fi, presenta così il suo libro dedicato all'isola natia, 'Il mare dentro.

Dalla dolce vita alla tempesta perfetta' (edizione Rubettino con prefazione di Edward Luttwak), al quale ha affidato aneddoti biografici, mescolandoli ad una analisi politica e sociale sul presente e il futuro.L'ex parlamentare (approdato nel movimento azzurro nel '96, viene rieletto nel 2001 con la Casa delle libertà, si iscrive nel 2004 al Misto e ci resta fino al 2006) ricostruendo la storia di Ischia e dell'intero Paese, partendo dagli anni Sessanta, dalla grande speranza del boom economico fino ai giorni d'oggi.  ''Negli anni '60 -dice all'Adnkronos Lauro- Ischia forse era diventata più famosa di Capri e d'estate la dolce vita romana si era trasferita da noi.

Ricordo i film che faceva Rizzoli, non tutti sanno che nella mia isola è stato girato 'Cleopatra'.Purtroppo, negli ultimi tempi Ischia ha avuto un grave danno di immagine dovuto alla tragedia di Casamicciola.

Per quei 500 metri di territorio i mass media si scatenarono e diedero l'idea che tutta l'isola fosse stata distrutta, poi c'è stato il terremoto e non ci siamo più ripresi.Dobbiamo riportare la dolce vita a Ischia, dobbiamo recuperare questo gap''. ''Come titolo ho scelto 'il mare dentro' -spiega l'armatore- perchè il mare è qualcosa che mi sta dentro, e' molto importante non solo per me ma per tutti.

Purtroppo, gli italiani non sono dei marittimi ma dei contadini, non capiscono che il mare è anche fonte di business.Guardare sempre al Nord, a Bruxelles è limitativo, noi abbiamo il mare e ai tempi dei romani ci ha fatto vincere e conquistare il mondo''.  Il mare è quasi un'ossessione per Lauro.

Tant'è che venne a lui l'idea della 'nave azzurra' per la campagna elettorale vittoriosa di Fi alle regionali del 2000. '''La proposi a Berlusconi durante un incontro nel suo ufficio a palazzo Grazioli.All'epoca Prodi aveva scelto il pulmann, c'era Fini che voleva l'elefantino…

E così io pensai a una nave crociera, perchè il mare è il nostro destino.Il tour per i porti partì da Genova.

A bordo c'era l'amata mamma del presidente, la signora Rosa e ricordo benissimo la tappa di Napoli: Berlusconi dovette scendere ben quattro volte nel garage della nave e aprire i portelloni, perchè le gente straripava, tutti volevano vederlo, toccarlo…''. ''Ho scritto questo libro per i miei nipoti -sottolinea Lauro- perchè non dimentichino le loro origini.Non devono dimenticare che sono nati nel mare''.

Da qui il messaggio alle nuove generazioni: ''Io penso che il Paese possa fare molto e spero molto nei giovani.Ai giovani, quindi, dico: nessuno vi regalerà niente, il futuro sta nelle vostre mani, quindi, siate coraggiosi e non abbiate paure di affrontare la vita, che è, sì, molto difficile, ma può riservare grandi soddisfazioni e opportunità.

Tant'è che il libro finisce con un blog che si siamo Salvatore Lauro, dove si possono scambiare opinioni, confrontarsi''.  Per l'ex senatore azzurro ''non sono importanti le scarpe che usi ma le impronte che lasci''.Una frase che sembra quasi una filosofia di vita.

Che si ispira all'insegnamento paterno. ''Non a caso -confida- ho dedicato il libro a mio padre, che mi ha insegnato a pescare.Lui mi diceva sempre 'Salvatore, è inutile che ti lascio qualcosa, è più importante che invece ti insegno a fare qualcosa perchè se la fai bene poi su questo valore potrai lavorare da solo''.     —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Sharon, lettera di minacce ad avvocato di Sangare: “Lascia difesa o ti spacco la testa”

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(Adnkronos) – Una lettera di minacce, scritta al computer, firmata e in busta chiusa, è stata recapitata da Verona il 18 settembre scorso all'avvocato Giacomo Maj, difensore di Moussa Sangare, il 31enne di origini africane, reo confesso, in carcere per l'omicidio di Sharon Verzeni.  "Molti immigrati assassini l'hanno fatta franca con finti disturbi mentali spinti da avvocati senza scrupoli – si legge – Anch'io sono infermo di mente, ho una grave forma di psicosi.Una mattina verrò a trovarla nello studio e se lei continua a difendere questo topo di fogna io le spacco la testa davanti a tutti i suoi colleghi dell'ufficio.

I giudici sono gente civile, diranno che sono incapace di intendere e di volere".E infine, l'invito a lasciare la difesa "e io – scrive l'uomo – lascio stare te e la tua bella famiglia.

Quell'uomo deve crepare in carcere". “L’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) esprime solidarietà e vicinanza all’avvocato Giacomo Maj, difensore d’ufficio di Moussa Sangare, il trentunenne reo confesso dell’omicidio della giovane Sharon Verzeni, destinatario di una lettera di minacce per il solo fatto di svolgere la sua funzione di difensore – afferma Carlo Foglieni, presidente Aiga – Tali atti intimidatori rappresentano un attacco non solo alla sua persona, ma a tutta la categoria e ai valori fondamentali della giustizia e del diritto di difesa”.  Per il presidente nazionale Aiga, “la violenza e le intimidazioni nei confronti degli avvocati non possono più essere tollerati, perché mirano a ledere l’autonomia e l’integrità del diritto costituzionale di difesa, pilastro essenziale della nostra democrazia”. “Al collega Giacomo Maj, socio della sezione Aiga di Bergamo, rinnoviamo il nostro sostegno incondizionato”, dice Foglieni. “Al tempo stesso, occorre rilevare una volta di più come venga portata avanti una illogica immedesimazione dell’assistito con il proprio difensore, che denunciamo da anni e che trova terreno fertile nella mediaticità dei processi.Un elemento che mina la sicurezza e l’indipendenza dei professionisti che devono, invece, sempre essere preservate”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, Poleggi (Opa): “194 ha avuto costi economici, umani e sociali alti, nessun beneficio”

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(Adnkronos) – “L’Opa è un comitato tecnico scientifico che si è offerto a servizio della collettività per un’analisi costi-benefici della applicazione della legge 194 del 1978.Come qualsiasi legge dello Stato e politica dello Stato un’analisi costi-benefici serve per lasciare alla politica il compito di migliorare l’implementazione stessa, al fine di raggiungere il bene comune”.

Così il membro del comitato direttivo dell’Osservatorio Permanente sull’Aborto, Francesca Romana Poleggi, a margine della conferenza stampa di presentazione del Terzo rapporto sui costi dell’aborto indottotenutasi presso la sala stampa Nassirya al Senato. “Questo rapporto ha evidenziato che la legge 194, in questi 44 anni, ha avuto un costo notevole in termini economici, un costo notevole in termini di complicazioni rispetto alla salute delle donne, non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini, non ha migliorato la mortalità materna ed infine ha causato la terminazione della vita di milioni di bambini.Quindi, ha generato costi umani, economici, sociali e quali sarebbero i benefici?”, ha continuato Poleggi. “Il lavoro dell'Opa è un lavoro tecnico, noi offriamo la scienza e la competenza dei nostri professori, medici e membri, per poi dare i dati alla politica.

Sarà quest'ultima che dovrà decidere cosa fare di questi dati.Noi chiediamo che vengano presi in considerazione”, ha concluso il membro del comitato direttivo dell'Osservatorio Permanente sull'Aborto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, Noia (Gemelli): “Senza Legge 194 ci sarebbe stato grande risparmio nel Ssn”

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(Adnkronos) – “Il rapporto dell’Opa è un fatto culturale importantissimo perché disvela quello che alcune constatazioni di carattere psico-sociale cercano di silenziare”.Lo ha detto il direttore dell’hospice perinatale dell’ospedale Policlinico Gemelli di Roma, Giuseppe Noia, a margine della conferenza stampa di presentazione del Terzo rapporto sui costi dell’aborto indotto tenutasi presso la sala stampa Nassirya al Senato.  “Due sono gli aspetti da prendere in esame.

Il primo riguarda il fatto che l’abortività nelle adolescenti raggiunge il 12%, in linea con gli anni precedenti.Ora, tutti possono capire che, se nella donna adulta l’abortività spontanea è del 14%, come sia possibile che in una fascia di età più piccola, dove non ci sono patologie come in quella adulta, si possa arrivare ad un’abortività così elevata?

La spiegazione è semplice: è un aborto fai da te che viene spacciato per uno spontaneo – ha continuato il Presidente ‘Cuore in una goccia’ Onlus, illustrando le sue perplessità sull’aborto -.L’altro aspetto riguarda l’aborto eugenetico che negli ultimi 30 anni è passato dallo 0,5 al 6,5 per cento, aumentando di 12 volte.

Perché questo?Perché viviamo in un mondo di ignoranza e di menzogne che va sfatato con i numeri e con le evidenze” “Senza la legge 194, come evidenzia il rapporto dell’Opa, ci sarebbe stato un risparmio nel sistema sanitario nazionale.

Noi investiamo milioni di euro in una ricerca di un concetto sbagliato:l’aborto eugenetico.Tutto questo viene silenziato perché viene stornato dall’uso di una interruzione volontaria di gravidanza”, ha concluso il Noia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, Rocchi (Opa): “Spesi 60 mln di euro con 194 fino al 2022”

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(Adnkronos) – “L’Osservatorio Permanente sull’Aborto periodicamente prepara degli studi sull’applicazione della legge 194, sui suoi costi e sui suoi impatti sulla salute delle donne.Portiamo avanti questo studio perché riteniamo importante che sull’aborto volontario legale si continui a parlare per far conoscere bene i numeri e per dare un contributo al dibattito che sia ben strutturato e informato”.

Così il presidente dell’osservatorio permanente sull’aborto, Benedetto Rocchi, a margine della conferenza stampa di presentazione del Terzo rapporto sui costi dell’aborto indotto tenutasi presso la sala stampa Nassirya al Senato.  “Quest’anno, come sempre, abbiamo aggiornato le nostre stime sui costi finanziari della legge 194 fino all’ultimo anno preso in esame e cioè il 2022.Abbiamo calcolato, quindi un costo intorno ai 60 milioni di euro.

Oltre a questo, abbiamo approfondito una serie di tematiche relative ai dati e ai numeri dell’aborto volontario, facendo approfondimenti sui diversi temi – ha continuato Benedetto Rocchi illustrando quanto emerge dallo studio sulla legge 194 -.Inoltre, abbiamo parlato dei dati relativi all’obiezione di coscienza; abbiamo analizzato quelli relativi agli aborti clandestini prima dell’applicazione della legge, e poi abbiamo aggiornato la letteratura scientifica relativa alle possibili conseguenze dell’aborto volontario sulla salute delle donne “L’Opa non fa proposte politiche ma analisi.

Noi pensiamo che la legge 194, come tutte le politiche sanitarie, debba essere oggetto di valutazione in modo che poi i decisori politici possono essere informati.Noi oggi non siamo qui a proporre ricette ma crediamo che sul tema non si possa smettere di parlare, riflettere e raccogliere informazioni in modo che la politica potrà decidere in maniera veramente informata”, ha concluso il presidente dell’osservatorio permanente sull’aborto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Liguria, Schlein e Pd voltano pagina: priorità Umbria e Emilia Romagna

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(Adnkronos) –
Elly Schlein fila via veloce da Montecitorio, in mattinata per gli Stati generali sulla sicurezza sul lavoro, diretta a Testaccio ad un'iniziativa sui migranti all'ex-Mattatoio.La segretaria con i cronisti non torna sul voto delle elezioni regionali in Liguria.

Vale quanto detto ieri, in tarda serata.Sulla campagna generosa di Andrea Orlando, sul Pd che "ha dato il massimo" e vola nelle percentuali, sulla chiamata alla responsabilità, davanti a cui ha messo gli alleati, per quel gol sbagliato a porta vuota.

La segretaria non va oltre.Nonostante la sconfitta che brucia.

Si vota tra venti giorni in Umbria e in Emilia Romagna.La priorità è questa.  Una consapevolezza diffusa anche tra i dem.

Ci sono amarezza e rabbia per la vittoria mancata di un soffio, per gli sgambetti degli alleati che hanno azzoppato la corsa di Orlando, ma regge la 'pax' interna in vista del doppio appuntamento elettorale. "Ora ci sono Emilia e Umbria, dopo tireremo le somme", dice un big dell'area riformista Pd.Anche perché stavolta c'è una preoccupazione che va oltre la sconfitta in Liguria: quella sulla competitività della coalizione, dell'alternativa alla destra che il Pd cerca di costruire. "Il Pd è al 28,5%.

Abbiamo dato il massimo.Siamo consapevoli che non bastiamo, ma scontiamo anche le difficoltà degli altri'', le parole di Schlein ieri notte.  Preoccupa il crollo dei 5 Stelle da un lato e la mancanza di un'offerta 'liberal' dall'altro.

Lo dice Beppe Sala: quello che "è palesemente deficitario nel centrosinistra è la forza centrale, quella moderata, pragmatica, capace di riforme, europeista.Una nuova componente liberal, che al momento ha una rappresentanza non definita".

A maggiore ragione al Nord, a maggior ragione con i 5 Stelle "sotto il 5%". 
Un'analisi quella di Sala, che trova un'assonanza nelle parole di Goffredo Bettini: "Le lacerazioni della coalizione hanno pesato negativamente.Stabilizzarla e allargarla, significa costruire un soggetto liberale e di centro, collocato nel campo democratico, che superi i residui e i conflitti del passato e guardi al futuro".

Nella speranza, aggiunge, che i 5 Stelle escano dalla loro crisi: "Il Movimento 5Stelle vive una fase di grandi difficoltà e di incerta transizione.Speriamo tutti che anch'esso chiuda la parte della sua storia ormai esaurita e abbia l'energia di costruirne una nuova".  Una transizione, quella del Movimento, che per molti tra i dem non può però scaricarsi sul Pd: la situazione favorevole in Liguria, osserva Alessandro Alfieri, "avrebbe suggerito a tutti di andare oltre i rancori e le incomprensioni del passato per costruire l'alternativa ad una destra uscita indebolita dagli scandali giudiziari e dare un governo migliore alla Liguria.

Purtroppo sono prevalsi i veti".Ma per il senatore riformista dem, ai veti sono però seguiti degli errori che chiamano in causa la segretaria Schlein: "E ai veti è seguito un errore politico: pensare che si dovesse scegliere tra il 6% di Conte e il 2% di Renzi che si leggevano nei sondaggi''.  La riflessione dell'area riformista si appunta non tanto su Renzi sì, Renzi no ma sul 'messaggio' dato all'elettorato. "Il punto politico -prosegue Alfieri- andava oltre Renzi: quel no al leader di Italia viva sarebbe stato inevitabilmente percepito come un no alla parte centrista della coalizione.

E sulla capacità di rappresentare quell'area moderata e maggiormente fluida nei comportamenti elettorali.Una parte importante su quell'area l'hanno fatta il Pd e la civica di Orlando, ma non è bastato''.

Per Stefano Bonaccini "il risultato mancato per un soffio deve far riflettere (e agire) per fare un passo avanti risolutivo nella costruzione di un centrosinistra nuovo, capace di vincere", sottolinea.Ma non è questione da affrontare ora: "Da oggi a metà novembre concentriamo ogni sforzo per vincere le prossime elezioni regionali in Umbria ed in Emilia-Romagna". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tredicenne morta a Piacenza, l’autopsia: “Trauma compatibile con caduta”

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(Adnkronos) – E' compatibile con una caduta il grosso trauma cranico, riportato da Aurora, la 13enne precipitata dal tetto di un palazzo a Piacenza nella giornata i venerdì scorso, 25 ottobre. È questo uno dei particolari, emersi durante l'autopsia sul corpo della giovane vittima, svolta oggi a Pavia alla presenza dei consulenti di parte, ossia il medico legale Novella D'Agostini – incaricato dalla famiglia di Aurora – e il medico legale Attilio Maisto per l'ex fidanzato, il 15enne accusato di omicidio e sottoposto a fermo, dalla giornata di ieri, da parte della Procura dei minori di Bologna.Ora si attendono gli esiti degli esami istologici e dei tamponi di ricerca genetica che sono stati eseguiti durante l'esame medico legale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7 sviluppo urbano, Fitto non presiede e passa testimone a Piantedosi

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(Adnkronos) – Passaggio di testimone per il G7 Sviluppo urbano sostenibile in programma a Roma, presso la storica sede di Palazzo Altemps, lunedì prossimo, 4 novembre 2024.Il vertice avrebbe dovuto essere presieduto dal ministro Raffaele Fitto, ormai in procinto di fare le valigie per Bruxelles.

Superato l'ultimo step, l'audizione del prossimo 12 novembre, il ministro pugliese dovrebbe diventare ufficialmente titolare nella squadra di Ursula Von der Leyen a Bruxelles.Fino ad allora al ministero per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR sembra prevalere la scelta di tenere un profilo basso, lontano dai riflettori: poche uscite pubbliche per Fitto, dichiarazioni prossime allo zero.

Per questo, riferiscono fonti autorevoli all'Adnkronos, il ministro salentino avrebbe passato il testimone del G7 Sviluppo urbano sostenibile al responsabile del Viminale Matteo Piantedosi: "Si tratta di un passaggio naturale -viene spiegato-, visto che il vertice affronta tematiche di cui Fitto e Piantedosi si sono sempre occupati insieme".Il ministro dell'Interno, inoltre, presiede la Conferenza Stato-Città, "quindi la scelta non poteva che ricadere su di lui".  Il G7 Sviluppo Urbano Sostenibile in programma a Roma prosegue il percorso avviato dalle presidenze precedenti (Germania 2022, Giappone 2023) e mira a promuovere una discussione strutturata tra i ministri competenti dei paesi G7 e le istituzioni internazionali coinvolte.

A Palazzo Altemps verranno accolti i ministri dei Paesi G7, il Commissario europeo con la delega in materia, nonché i rappresentanti di 'OCSE, UN-Habitat, Banca Europea per gli Investimenti e Urban7, che rappresenta l’organismo di coordinamento delle città dei Paesi G7.Durante il vertice, i ministri del G7 e i loro ospiti avranno l'opportunità di discutere una serie di temi cruciali per il futuro delle città nel contesto delle transizioni globali in atto.  Il dibattito, si legge nel Media Handbook del summit, si concentrerà principalmente su come le politiche urbane possano rispondere alle sfide imposte dalle transizioni ecologica, demografica e digitale.

I ministri esploreranno il potenziale delle città con l’obiettivo di diventare fulcri di innovazione, crescita inclusiva e resilienza climatica, con particolare attenzione agli strumenti di governance multilivello e all'integrazione delle politiche urbane con le strategie nazionali ed europee.  Un aspetto centrale del dibattito sarà la promozione di un approccio integrato alle politiche urbane, che favorisca l'adozione di pratiche innovative per la riduzione delle emissioni, l'uso delle risorse rinnovabili e lo sviluppo di città più inclusive.La discussione toccherà anche temi legati alla cooperazione internazionale e all'impegno dei Paesi del G7 nel sostenere le città nella transizione verso modelli di sviluppo sostenibili, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In questo contesto, l'OCSE presenterà i risultati delle sue analisi sulle migliori pratiche in tema di politiche urbane, fornendo una base per un confronto costruttivo tra le delegazioni.  A conclusione dei lavori, verrà rilasciato un comunicato finale, che rappresenterà il frutto del dialogo tra i Paesi membri e verranno delineate le azioni congiunte future per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile.Il comunicato offrirà una sintesi delle principali sfide e impegni condivisi dai membri del G7, costituendo un punto di partenza per le future presidenze del G7, con un focus particolare sulla prossima Presidenza canadese del 2025. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Aurora morta a Piacenza a Sara Centelleghe, cresce la violenza tra i giovani

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(Adnkronos) –
Sara Centelleghe, uccisa a 19 anni non ancora compiuti dal coetaneo vicino di casa; il caso di Aurora, la 13enne precipitata dal balcone a Piacenza per la cui morte è indagato per omicidio il fidanzatino di appena 15 anni.E tornando indietro di solo poche settimane il 17enne che a Viadana, in provincia di Mantova, ha malmenato e ucciso con una mossa di Mma la 42enne Maria Campai; l'omicidio di Candido Montini a Garzeno, nel Comasco, confessato da un altro 17ennne.

Fino alle vicende estive più inquietanti: quella di Paderno Dugnano, dove un ragazzo non ancora maggiorenne ha ucciso mamma, papà e fratellino e l'omicidio del 16enne Thomas Christopher Luciani in un parco a Pescara.Sempre più spesso i protagonisti della cronaca nera sono giovani e giovanissimi.

Casualità, effetto-emulazione o campanello d'allarme sul disagio dei ragazzi?Lo ha chiesto l'Adnkronos a Marco Dugato, ricercatore del centro di ricerca interuniversitario su criminalità e innovazione Trancrime. "In termini numerici, vediamo che i reati commessi dai minori e dai giovani adulti sono tendenzialmente stabili, ma è vero che, soprattutto per i minorenni, tra il 2021 e il 2022 (ultimo anno per cui si hanno a disposizione i dati completi, ndr) si è registrato un aumento significativo dei reati di natura violenta", spiega Dugato.

Incremento che "non si vede per le altre fasce d'età".Due anni non sono sufficienti però "per dire se è un trend che si stabilizzerà nel tempo, se c'è un aumento o se è un picco che casualmente può capitare". Quanto al rischio di emulazione, "sicuramente esiste quando c'è esposizione mediatica, ma da unabomber al mostro di Firenze, è sempre stato così", senza però che questo avesse una diretta conseguenza in termini statistici. Quello che invece statisticamente non può essere ignorato e va letto "insieme all'aumento dei comportamenti violenti, è il disagio dei ragazzi, che si manifesta per esempio con il crescere di problemi di natura psicologica e di atti di autolesionismo".

Un "fenomeno sociale che è multifattoriale".In parte ha inciso sicuramente la pandemia, ma "il covid è stato un acceleratore di problematiche di più lungo periodo, che – se andiamo a guardare i dati – erano già in moto da prima e hanno a che fare con il sistema-Paese: i ragazzi hanno difficoltà di prospettiva e di futuro, acuite a maggior ragione nel periodo della pandemia, durante il quale si sono visti togliere tutta la dimensione della socialità con i pari".

E questo – secondo il ricercatore di Transcrime – spiega tra le altre cose, il perché "le reazioni violente nel 90% dei casi avvengano tra coetanei". A influire, però, è anche "il depotenziamento dei servizi all'interno delle istituzioni scolastiche e socio-assistenziali, che fa sì che i segnali premonitori di un disagio psichiatrico non vengano più colti".Secondo Dugato andrebbero potenziati non solo questi servizi, ma anche "la formazione per insegnanti, educatori e chi lavora nelle società sportive", affinché possano "avere strumenti per comprendere meglio i ragazzini".  A tutto ciò è sotteso poi un generale "tema di politiche e investimenti: i giovani ormai sono una forte minoranza in questo Paese.

Ci si accorge di loro soltanto quando sono un problema e non si pensa mai a degli investimenti, per far sì, ad esempio, che fare sport al pomeriggio non sia lusso.Non possiamo poi lamentarci se i ragazzini, magari quelli di famiglie con meno possibilità economiche, sono per strada, dove prima o poi qualcosa lo romperanno, non perché sono cattivi, ma perché sono 15enni". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, esercitazioni con armi nucleari: il messaggio di Putin

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(Adnkronos) –
La Russia conduce esercitazioni con armi nucleari e Vladimir Putin assiste ai test.Il presidente russo ha osservato l'addestramento delle truppe dal centro di controllo del Cremlino in video-collegamento.  Il ministero della Difesa russo ha precisato che "sotto la guida del comandante supremo delle forze militari Vladimir Putin, sono stati lanciati, per prova, missili balistici e da crociera delle forze strategiche, e che tutti gli obiettivi delle esercitazioni sono stati raggiunti". "Sono stati quindi lanciati, dal cosmodromo di Plesetsk, il missile balistico intercontinentale Yars, missili balistici Sineva e Bulava, dal Mare di Barents, dal sottomarino strategico a propulsione nucleare 'Novomoskovsk' e dal mare di Okhtsk, dal sottomarino a propulsione nucleare 'Principe Oleg'.  
Sono stati coinvolti nelle esercitazioni anche aereai Tu-95s che hanno lanciato missili da crociera.

E' stato, così, verificato il livello di preparazione degli organi di comando e controllo delle forze.  La federazione russa, chiarisce la Tass, conferma la sua posizione secondo cui l'uso di armi nucleari è una "misura estrema".Recentemente Putin ha prospettato l'ipotesi di modificare la dottrina nucleare: il ricorso alle armi atomiche potrebbe essere giustificato anche in caso di attacco da parte di un paese appoggiato da potenze nucleari.

In altri termini, un'offesiva ucraina contro la Russia potrebbe spingere Mosca a rispondere con l'opzione estrema. "E' importante per la federazione russa avere forze strategiche moderne e costantemente pronte all'azione", le parole attribuite a Putin.La Russia intende migliorare "i componenti delle forze di deterrenza nucleare" e ha già destinato risorse sufficienti per raggiungere l'obiettivo. "La federazione russa non intende essere coinvolta in una corsa agli armamenti ma manterrà il livello necessario" di efficienza.

Nel piano di sviluppo militare, i nuovi sistemi dovranno essere in grado di bypassare i sistemi di difesa degli altri paesi. "Le armi nucleari russe – ha detto Putin – aiuteranno a mantenere l'equilibrio tra le potenze nel mondo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma flop, il popolo giallorosso ‘in lutto’: “Giocatori scarsi e società debole” – Video

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(Adnkronos) – Quartieri giallorossi in lutto per la debacle della Roma contro la Fiorentina.A nulla è servita la sequenza di esoneri, che ora vede in bilico anche il neo allenatore Juric.

L'1-5 al Franchi contro i viola, domenica scorsa, ha tolto sorriso e speranze ai tifosi giallorossi che nei fortini di Trastevere e Testaccio hanno poca voglia di commentare e ancor meno di pronunciarsi sull'ennesimo, possibile, cambio in panchina. (di Silvia Mancinelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arianna Meloni: “Dossieraggi pericolosi, morbosità da buco della serratura”

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(Adnkronos) – I dossieraggi sono "una cosa incivile" e "pericolosa", "entrare così nella vita delle persone…".Così Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fdi, intercettata dai cronisti vicino a Palazzo Chigi. "Io faccio sempre un esempio banale: segni tua figlia a pattinaggio o a danza e firmi pile di carte per la privacy e il consenso alle foto e poi qui succede questo.

Io la trovo una cosa abbastanza incivile.Ti dà la misura di una mancanza di senso civico, è proprio una questione di rispetto delle persone.

Perché un conto – osserva – è criticarci su quella che è la politica, le idee, i programmi, il punto è quando poi diventa tutto un gossip, una morbosità del buco della serratura.Lo trovo un gioco estremamente brutto e pericoloso". "Siamo molto contenti del risultato della Liguria.

Siamo andati benissimo nonostante la vicenda giudiziaria e i tempi stretti. È comunque una regione che è caduta prima del previsto.Mi sembra che abbiamo ottenuto un ottimo risultato, per cui conferma che le politiche del governo, e anche quelle del centrodestra nel complesso quando governa una regione, sono molto convincenti e gli italiani lo stanno capendo", ha poi detto ai cronisti sul voto che ha visto la vittoria di Bucci. Una flessione di Fdi in Liguria "non la vedo, anche se è chiaro – ha continuato – che le amministrative sono sempre una cosa un po' diversa rispetto alle politiche.

Io ho visto i sondaggi di ieri sera di Fratelli d'Italia e mi sembra che ci danno in crescita, siamo sempre intorno al 30%, anche se io non sono persona che si appassiona ai sondaggi.Però c'è da dire che sulla Liguria c'erano una serie di liste civiche molto forti". "Quello che vedo invece – ha aggiunto – è che dall'altra parte provano a mettersi insieme tutta una serie di partiti che spesso, anche sulla politica nazionale, si danno addosso e si criticano, e chiaramente resta una proposta che non convince gli italiani perché giustamente gli italiani vogliono essere governati e vogliono sapere quali sono i progetti, o comunque il programma di governo che tu vai ad attuare.

In questo senso sicuramente il centrodestra si conferma sempre molto coerente, anche con quello che racconta, perché poi di fatto quello che uno fa è sempre mettere a terra il proprio programma, quello che ha raccontato agli elettori, che è una cosa che purtroppo succede nel centrodestra ma non nel resto degli altri partiti".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto Marche, scossa di magnitudo 3.7 su costa anconetana

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(Adnkronos) –
Una scossa di magnitudo 3.7 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia nella zona della Costa Marchigiana Anconetana (Ancona).La scossa è stata localizzata a 25 chilometri di profondità in mare.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente tra due auto, un morto sulla Via Emilia

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(Adnkronos) – Una persona è morta in un incidente stradale che ha visto coinvolti due veicoli sulla statale 'Via Emilia', che è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni in località Calerno (km 188), nel comune di Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.L'Anas riferisce che il traffico è deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto.

Le cause dell'incidente sono ancora in corso di accertamento.Il personale Anas è intervenuto sul posto per ripristinare la transitabilità appena possibile.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, Balzan (Arb Sb): “Il 64% delle persone cerca turismo sostenibile”

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(Adnkronos) – “Il 64% delle persone sta cercando esperienze di turismo sostenibile, è disposto anche a pagare cifre superiori proprio per contribuire al mantenimento di questi luoghi – continua Balzan – proprio una ricerca recente parla del 234% di crescita del turismo sostenibile entro il 2031, un 18% di crescita annua.Stiamo parlando di 2,61 miliardi di dollari come valore nel 2024 e, nel 2031, di 8,73 miliardi di dollari.

Il trend della sostenibilità nel mondo del turismo che prevede una pianificazione attenta e accurata porta anche a dei valori economici dove penso che l'Italia possa dire la sua”.Lo ha detto Ada Rosa Balzan, Founder e presidente di Arb Sb, in occasione dell'evento Adnkronos Q&A ‘Trasformazione green, investimenti e strategie’, questa mattina al Palazzo dell’Informazione di Roma. “Il turismo sostenibile – spiega Balzan – è quello che presidia il capitale principale quindi il territorio, l'unicità di quel territorio, andando a calcolare i flussi, andando la pressione che non è il numero di presenze: non è un concetto di quantità ma di qualità.

Si tratta di un turista rispettoso, un turista che si integra, vuole vivere un'esperienza quasi come cittadino di quel luogo e quindi non è un visitatore mordi e fuggi, ha una sensibilità differente”.  Nel contesto della sostenibilità “il primo step è capire, dare il giusto contesto, che non è solo ambientale – precisa l’esperta – La percezione spesso, soprattutto italiana, è che l'80% abbia un peso ambientale.Sasb, che è il riferimento mondiale dell'analisi dei rischi finanziari, su 26 tematiche, solo 6 sono ambientali e 20 sono sociali e 10 di governance.

Quindi il primo step è capire, dare il giusto contesto alla sostenibilità per poi costruire un percorso concreto e una comunicazione adeguata”.  Sul green washing “abbiamo visto dei casi abbastanza importanti anche sulla parte sociale.Quando, nel 2021 la Commissione europea ha chiesto di fare una valutazione sulla comunicazione delle principali aziende sui siti internet – spiega Balzan – emergeva che il 59% dei messaggi sulla sostenibilità erano molto vaghi, molto generici, addirittura il 42% ingannevoli.

Vediamo una grande produzione normativa sui green claims. È un obbligo, ma anche un’opportunità di mercato perché comunque tante realtà dentro la catena di fornitura vengono sollecitate, per rimanere nella catena di fornitura, di allinearsi a questi principi”.Questo vale anche in prospettiva. “I giovani non sono solo nativi digitali ma sono anche nativi sostenibili, sono molto attenti a queste tematiche.

La generazione Z, che ha il 40% del potere d'acquisto mondiale, verifica quando gli viene fatta una promessa, soprattutto su tutto quello che è una catena di presidio delle persone e – conclude – del valore sociale”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai chiude ‘L’Altra Italia’ di Antonino Monteleone, giovedì ultima puntata

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(Adnkronos) – La Rai chiude 'L'Altra Italia', la trasmissione condotta da Antonino Monteleone.A renderlo noto è la Direzione Approfondimento.

Giovedì 31 ottobre, quindi, andrà in onda l’ultima puntata su Rai 2 in prima serata.  "Nelle prossime settimane insieme al conduttore Antonino Monteleone, con la Direzione Distribuzione e la Direzione Marketing avvieremo delle riflessioni per realizzare una nuova trasmissione con un nuovo format e una collocazione in palinsesto più efficaci", si legge in una nota.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aborto, ‘tra clandestinità e indifferenza’: Rapporto Opa aumento in Italia per pillole giorno dopo

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(Adnkronos) – Il Terzo Rapporto Opa, Osservatorio Permanente sull'Aborto, presentato oggi nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, illustra i costi dell'aborto indotto e i suoi effetti sulla salute delle donne ed è intitolato "Tra clandestinità e indifferenza".Sono intervenuti Benedetto Rocchi, Presidente dell'Opa, e tre membri del Comitato direttivo: Filippo Maria Boscia e Giuseppe Noia, moderati da Francesca Romana Poleggi.

Ha porto i saluti istituzionali il Senatore Ignazio Zullo. Secondo il rapporto i numero totale degli aborti in Italia tra il 1978 e il 2022, è di 5.987.323, di cui 64.703 nell’ultimo anno rilevato (2022). "Il numero è solo apparentemente in declino perché non tiene conto dell'incremento dei criptoaborti causati dalle pillole postcoitali: oltre 760.000 scatole vendute hanno causato almeno altri 76.000 aborti, secondo una stima molto prudenziale.Perché le pillole postcoitali, quando non riescono a inibire l'ovulazione, impediscono l'annidamento in utero dell'embrione, essere umano a tutti gli effetti".

In proposito, il professore Boscia ha spiegato che "l’embrione vale sempre, fin dal suo inizio, come persona, la cui origine si colloca con la singamia, ovvero coincide con l’unione fra i due gameti (maschile e femminile) che sinteticamente definiamo fecondazione.L’embrione è sempre qualcuno e non è mai qualcosa di cui possiamo sbarazzarci.

L’Opa desidera cogliere la voce nel suo silenzio, noi desideriamo amplificare questo silenzio, che forse per molti è un rumore fastidioso di un corpo estraneo, ma in realtà è già persona, che merita di essere accolta, ascoltata, amata, accurata, non trascurata" "La legge 194, in questi 44 anni, non è riuscita ad eliminare gli aborti clandestini, che anzi sono incrementati dall’uso di sostanze off label che provocano l’aborto, soprattutto da parte delle giovanissime.La pratica è purtroppo in qualche modo incentivata dalla propaganda tesa alla promozione planetaria dell’aborto fai-da-te fuori dall’ambiente ospedaliero protetto, a detrimento della salute psicofisica della donna", aggiunge Noia, che esprime la sua viva preoccupazione per il riscontrato aumento del numero di aborti eugenetici: "C’è la possibilità durante la consulenza di proporre una alternativa, come prevede la stessa legge 194: prescrivere precisazioni diagnostiche che spesso evidenziano che non ci sono patologie.

Se invece ci sono, si possono proporre terapie in utero che possono portare a guarigione completa sia con interventi invasivi che non invasivi; si possono fare trattamenti palliativi prenatali per non far sentire il dolore al feto.Infine, quando non ci sono altre possibilità, sono possibili terapie o cure palliative prenatali, proponendo alla famiglia il sostegno necessario per accompagnare il feto fino alla fine, sulla scia di quanto indicato anche da organismi internazionali come il Cdc di Atlanta.

Questo è un servizio che rispetta la libera scelta delle donne e fornisce competenza, empatia e scienza in una condizione di pari opportunità rispetto a chi invece sceglie la interruzione". Il professore Rocchi ha affermato che "nel 2022 sono state abortite il 13% delle gravidanze, secondo i calcoli basati su dati ufficiali (erano state il 12,5% nell’anno precedente).Il tasso di abortività totale, anch'esso in crescita, nel 2022, è di 206 donne su 1000.

Considerati questi numeri, il costo cumulato dell'aborto legale in Italia aggiornato fino alla fine del 2022 è di 7 miliardi e 290 milioni di Euro.Un fondo destinato ad impieghi produttivi nel quale, nel corso dei 44 anni considerati, fosse stata accumulata ogni anno una cifra corrispondente alle spese abortive sostenute, oggi ammonterebbe a 16 miliardi e 616 milioni di euro.

Nonostante il declino delle risorse per la Sanità pubblica, l’aborto rimane una prestazione completamente gratuita e garantita in tempi rapidi".  E Francesca Romana Poleggi afferma che "volendo fare una doverosa analisi costi – benefici della politica abortista in Italia, la legalizzazione dell'aborto nei 44 anni considerati dal ’78 al ’22 ha comportato una enorme spesa improduttiva, una mole di effetti collaterali e avversi sottostimata e sottaciuta alle donne, non ha ridotto la mortalità femminile all’epoca dell’approvazione della legge, non risolto il problema degli aborti clandestini, presenti ancora oggi.E soprattutto ha negato il diritto alla vita a decine di milioni di bambini.

Quali benefici ha apportato alla società?".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Audi, chiude la fabbrica del Suv elettrico a Bruxelles

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(Adnkronos) – Lo stabilimento Audi di Bruxelles verrà chiuso alla fine di febbraio.Lo ha comunicato oggi la casa automobilistica tedesca ai sindacati, aggiungendo che i licenziamenti non sono previsti fino alla fine dell'anno.

L'impianto impiega circa 3.000 persone e produce un solo modello Audi, il Suv elettrico Q8 e-tron.Audi sta valutando da tempo la chiusura dello stabilimento di Bruxelles e da mesi si consulta con i comitati aziendali e i sindacati, come previsto dalla legge in Belgio.

La direzione aziendale prevede di completare questo processo di informazione e consultazione nelle prossime due settimane. Le vendite del Suv e-tron Q8 sono in calo e i dirigenti Audi hanno affermato che la fabbrica ha costi logistici molto elevati perché nelle vicinanze si trovano pochi fornitori.Secondo Audi, la posizione della fabbrica tra una zona residenziale, la ferrovia e l'autostrada ne rende difficile l'espansione.

La società madre di Audi, il gruppo Volkswagen, sta affrontando una profonda crisi del marchio di punta Volkswagen e ha rifiutato la possibilità di avviare la produzione di un nuovo modello di veicolo a Bruxelles. Secondo Audi sono ancora in corso trattative con un potenziale investitore.L'azienda aveva già parlato con più di 20 potenziali investitori dell'industria automobilistica, senza alcuna prospettiva di un progetto fattibile per il sito e per i dipendenti che vi lavorano. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Furto banche dati, anche Marcel Jacobs ‘spiato’ dopo l’oro olimpico

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(Adnkronos) – "Le analisi forensi", nell'ambito dell'inchiesta sui presunti dossieraggi illeciti "hanno permesso di accertare anche l’interessamento" da parte di due degli indagati "nel dossier richiesto e in intercettazioni illecite a carico di Marcel Jacobs e del suo staff commissionato da Carmine Gallo e a sua volta richiesto da un avvocato padovano allo stato in corso d’identificazione".Si tratta di una ricerca che avviene nel settembre del 2021, subito dopo la vittoria dell'oro olimpico.

E' uno dei dettagli che emerge nell'informativa dell'indagine della Dda di Milano sul presunto dossieraggio che vede al centro la società Equalize, il cui socio di maggioranza è Enrico Pazzali (indagato), presidente autosospeso di Fondazione Fiera Milano e l'ex super poliziotto Gallo, agli arresti domiciliari e ritenuto a capo dell'organizzazione che rubava o fabbricava report illeciti su commissione.  La necessità di arrestare e smantellare la presunta associazione legata a Equalize è motivata anche "per l’evidente pericolo che corre la sicurezza nazionale per il potere eversivo delle attività criminali del gruppo denominato via Pattari 6” (indirizzo milanese in cui gli stessi hanno i loro uffici e la sede dei loro affari) e per il coinvolgimento di soggetti legati ad asset economici strategici per la Nazione", si legge ancora nell'informativa. E spuntano anche uomini vicini all'intelligence di Israele nelle carte dell'inchiesta.L'8 febbraio del 2023 negli uffici di via Pattari a Milano, a due passi dal Duomo, entra per la prima volta Vincenzo Giuseppe De Marzio (indagato), "accompagnato da due uomini non identificati che rappresenterebbero un’articolazione dell’intelligence dello Stato di Israele", si legge in un'informativa di quasi 3.900 pagine.  C'è anche l'Ilva spa in amministrazione straordinaria tra i clienti della presunta associazione per delinquere accusata, dalla procura di Milano, di fare dossieraggio illecito. "Il rapporto tra il gruppo e la società metallurgica è tenuto da Vincenzo Meles (estraneo, ndr) procuratore di Ilva spa.

La società – si legge in un'informativa agli atti dell'inchiesta – diviene cliente del gruppo a seguito dei legami tessuti da Pazzali e dei suoi contatti con Claudio Picucci (estraneo, già responsabile delle Risorse umane del gruppo Poste Italiane e dirigente di Eur spa); Pazzali vanta infatti tra le proprie amicizie anche quella con Vincenzo Falzarano (procuratore di Ilva spa e già dirigente di Eur spa, estraneo all'inchiesta)".Per gli investigatori "Grazie ai contatti commerciali ed alle entrature di Pazzali il gruppo è riuscito a 'piazzare' la piattaforma 'Beyond' al cliente Ilva".  "Ma guarda…ci vuole un po' più di equilibrio, devo dire che però, adesso non si può negare che la Meloni stia facendo non bene, cioè nessuno avrebbe scommesso, poi avrà fatto anche lei gli errori che fanno…

però da mi…cioè io non la conosco, però devo dire che sta facendo bene, sta approcciando bene la…

con equilibrio…il tema vero è quello che ci sta intorno!", dice Enrico Pazzali.

Il virgolettato, intercettato, risale a una conversazione del 10 febbraio 2023 quando l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti si candida alle regionali.Una corsa che Pazzali segue da vicino, ma che non sembra condividere auspicando per lei a un ruolo di maggior prestigio.  "Comunque è brutta la campagna elettorale, io guarda l'ho detto in tempi non sospetti, lo dico adesso che è finita, Letizia non doveva abbassarsi a sta roba qua…ma non perché vince o perde, perché quello a me, non è quello il tema, è che non è il suo livello…

capito?" dice Pazzali. "Cioè…ma cosa c'entra la Letizia Moratti con Majorino, con Gallera o con lo stesso Fontana da un punto di vista di competizione eh?!Attenzione poi si può lavorare con tutti, noi abbiamo lavorato anche con gente che, che, che, che non ha ma…

che non gli stringeremo la mano, ma un conto è, ma andare in competizione…" conclude Pazzali.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Diffamatoria petizione contro nomina Vattani”, il Tribunale condanna giornalista

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(Adnkronos) – Il Tribunale di Genova ha oggi condannato il giornalista Lorenzo Tosa, direttore di Next quotidiano, per aver diffamato Mario Vattani, attuale Commissario Generale per l'Italia a Expo 2025.I fatti risalgono al 2021, quando Vattani fu designato ambasciatore d’Italia a Singapore e Tosa promosse sul sito “change.org” una petizione per chiedere al presidente della Repubblica di revocarne la nomina, facendo riferimento a condotte violente relative a fatti risalenti a oltre trent’anni prima (un'aggressione con due feriti gravi avvenuta al cinema Capranica di Roma il 9 giugno 1989), nonostante il diplomatico fosse stato allora assolto dalla Corte d’assise di Roma con formula piena, “per non aver commesso il fatto”. La sentenza di oggi conferma il provvedimento emesso in sede cautelare dal Tribunale di Genova, che, già nel 2021, aveva ordinato a Tosa di rimuovere la petizione, ribadendo come il testo costituisse “un chiaro esempio di travisamento e manipolazione di uno specifico fatto storico”, con il quale è stata volontariamente realizzata “una distorsione rispetto all'intento informativo dell'opinione pubblica”.

Un modo di agire, dunque, che secondo i giudici non integrava il diritto di critica ma la diffamazione.Nei giorni scorsi, a ridosso dell’udienza conclusiva della causa civile, in difesa del direttore di Next quotidiano si era schierato l’Ordine dei giornalisti, che aveva definito “intimidatoria” l’azione legale intrapresa da Vattani. “Non nascondo la mia soddisfazione per questo provvedimento del Tribunale di Genova che segna in maniera netta il confine tra ciò che è diritto di critica, e ciò che invece è una deliberata aggressione alla reputazione di un individuo, e non fa altro che intossicare il dibattito – ha detto all'Adnkronos Vattani commentando la sentenza – Sono provvedimenti importanti che hanno rafforzato in me la convinzione che non bisogna mai rinunciare a far valere le proprie ragioni in sede legale di fronte a questi linciaggi mediatici”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)