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Umbria, ricerca Adnkronos, Bertini: “Partita clou per i leader nazionali”

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(Adnkronos) – Per commentare la ricerca condotta da Adnkronos attraverso la piattaforma SocialData, in cui sono state analizzate le conversazioni online dei cittadini umbri degli ultimi mesi, abbiamo chiesto un commento a Carlo Bertini, notista politico del gruppo editoriale Nem. "C’è da scommettere che l’esito funesto per il centrosinistra delle elezioni liguri farà da volano alle discussioni e alle litigate sui social anche in Umbria ed Emilia Romagna, nelle prossime due settimane", esordisce il giornalista. "Nella regione di Monica Bellucci e Santa Rita da Cascia, del Perugino e di San Francesco d’Assisi, si gioca la partita clou, quella che farà pendere la bilancia a favore o contro Elly Schlein, insomma stiamo parlando di quello che per Kamala Harris e Donald Trump sarà l’Ohio elettorale, uno “swing state” per dirla all’americana.Perché sarà l’Umbria a decidere le sorti della sfida di queste regionali di mid term del governo Meloni.

Dal tre a zero sognato in estate da Elly Schlein, al due a uno dopo la botta della Liguria, c’è già una differenza; ma se questa partita finisse uno a due, ovvero se la sinistra confermasse solo il governo della rossa Emilia, allora sarebbe un bel guaio.Quindi i militanti rossi in Umbria si daranno da fare, su tutti i canali possibili di propaganda qui al 17 novembre.

La politica la farà da padrone sui social". Ma finora la battaglia elettorale non ha scaldato troppo gli animi. "E lo si vede dal fatto che negli ultimi sette mesi la politica non è stata sempre in cima alle interazioni sui social radiografate dalla ricerca Adnkronos-Socialdata", prosegue Bertini. "In generale su tutti i temi, tantissimi scambi, anche in un territorio circoscritto come l’Umbria: 60 milioni di post da marzo a oggi.Un numero che deriva da un semplice fatto: visto che – per citare Aristotele – l’uomo è uno “zòon politikòn”, ovvero “un animale politico”, indotto per sua natura a unirsi ai propri simili per formare comunità, non deve sorprendere che lo faccia in chat e gruppi vari sui social attraverso gli smartphone.

E non più di persona.Quindi si è ridotto anche il ruolo sociale delle agorà, le piazze dei tanti campanili italiani, sempre molto vitali nelle comunità di provincia come luogo di dibattiti e confronti all’interno di una comunità".  Aggiunge il cronista: "Il che, se vogliamo fare un volo pindarico, è anche un fattore che spiega meglio il divario crescente tra i temi discussi sui social e quelli trattati dai media classici, quel giornale cartaceo radicato nel territorio, strumento di comunicazione appannaggio delle generazioni non più giovani e ancora diffuso nei piccoli centri.

Forse anche più che nelle città metropolitane.In tal senso, la ricerca AdnKronos-Socialdata contiene un parametro indicativo, il media engagement per post, ovvero il tempo speso su ogni tema.

Ebbene, in Umbria sui social la gente si sofferma più a lungo a discutere di cultura, che genera il maggior sentiment negativo (45,7%).Seguono ambiente, trasporti, scuola e sanità.

Mentre sui media tradizionali, l'argomento più trattato nella regione è la politica con il 30,6% delle menzioni, l’argomento che ha generato maggior engagement da parte degli utenti (36%).Subito dietro figurano: ambiente, cultura, trasporti e sport.

Se dunque si azzarda l’equazione imperfetta che sui social spendono più tempo i centennials nati a cavallo del 2000; e che i media tradizionali sono più adoperati dai boomers, si potrebbe dire che i giovani e i loro genitori guardano due film diversi, interpretano diversamente la realtà che li circonda.E che i ragazzi sono piuttosto disinteressati alla politica rispetto ai più anziani.

Niente di nuovo, ma un dato di sicuro allarmante, che spiega anche il tasso di astensione sempre in crescita da anni senza dar cenni di arrestarsi". "Ma se è vera l’equazione che dove si sta bene la gente delega la rappresentanza dei propri interessi con più leggerezza", spiega Bertini, "dal “sentiment negativo” fermo in Umbria al 22,2%”, si capisce che nel complesso in questa regione non si vive male.Le lamentele sono alquanto ridotte.

Ma per inerzia, anche qui come ovunque, malgrado nel capoluogo i reati siano crollati del 40% negli ultimi 10 anni, “la sicurezza è al centro delle preoccupazioni dei cittadini, soprattutto a Perugia, dove raggiunge il 33,2%”.Quindi la paura di reati lievita anche dove non c’è un’emergenza, qui in Umbria, come anche in Emilia Romagna.

Un argomento su cui la sinistra “morde” poco, essendo la sicurezza un cavallo di battaglia storicamente della destra".  Carlo Bertini commenta poi i temi più discussi sui social: "Cultura, ambiente, trasporti e sanità sono tra i più caldi e discussi, non solo a livello regionale, ma anche nelle singole province analizzate, quelle di Perugia e di Terni.Quindi a questo punto è interessante vedere come si relazionano le due candidate alla carica di governatore in Umbria: la leghista Donatella Tesei del centrodestra e la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, per il centrosinistra.

I sondaggi le danno quasi appaiate, con Tesei in testa di un punto intorno al 48%.Quindi la sfida è apertissima.

Proietti, la sfidante che vuole riconquistare una ex regione rossa, parte dalla convinzione che sia la sanità in testa alle preoccupazioni dei suoi concittadini, quando invece nelle conversazioni social risulta un tema agli ultimi posti.Verrebbe da pensare che quanto i cittadini chiedono ai politici spesso non è oggetto di grandi attenzioni nelle loro conversazioni con gli amici sui cellulari.

Al di là di questo, il programma della sfidante Proietti, con ambiente e trasporto pubblico ai primi posti, coincide con le interazioni sui social, quindi è in linea con il sentiment degli elettori". "Anche Tesei mette al primo posto sanità, al secondo i rifiuti", continua l'editorialista, "denunciando come il Covid abbia messo in evidenza “tutte le criticità del vecchio sistema sanitario umbro e la mancanza di una sanità territoriale che adesso si sta invece costruendo”.Parla di ambiente e delle discariche come “bomba ecologica”, quindi anche lei si allinea alle tendenze social.

Più che altrove, queste due candidate sono in sintonia con i loro elettori.Ma la mission di Stefania Proietti parte in salita: alle europee tutte le forze di centrosinistra hanno ottenuto 183 mila voti, quelle del centrodestra 187 mila.

E incombono i quasi 10 mila voti presi dall’estroso sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, schierato con Tesei.Vedremo se i prossimi giorni scalderanno il clima, se l’arrivo di Giorgia Meloni, Matteo Salvini ed Elly Schlein infiammerà gli animi.

Di sicuro, lunedì 18 novembre gli occhi della segretaria dem saranno puntati tutto il pomeriggio sullo spoglio delle schede umbre, con il fiato sospeso.E anche Matteo Salvini sarà in ansia: dopo aver ingoiato la decisione di Meloni di candidare il civico Bucci in Liguria, uscito vincente, non vuole perdere l’avamposto umbro strappato alla sinistra dalla sua pupilla Donatella Tesei.

Una sfida nella sfida, tra premier e vicepremier", conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E.Romagna, Pizzarotti su ricerca Adnkronos: “Nucleare ultima generazione risposta a caro-bollette”

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(Adnkronos) – Occorre “puntare sull’energia nucleare di ultima generazione, efficiente e sicura, per risolvere il problema del caro bollette, particolarmente sentito in città come Bologna, Ravenna e Rimini”.Lo ha detto Federico Pizzarotti (già sindaco di Parma ed esponente di Azione) commentando la ricerca realizzata da Adnkronos con la piattaforma SocialData in merito agli argomenti prioritari dei cittadini emiliano romagnoli durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 17 e 18 ottobre.  L’ex primo cittadino ducale ha commentato anche i timori dei cittadini di Bologna, Reggio Emilia e Modena sulla sicurezza, tema che – a livello generale in tutta la Regione – ha riscosso il maggior sentiment negativo nelle conversazioni e nei dibattiti sui social network.

Pizzarotti ha affermato che “servono nuove assunzioni di poliziotti e carabinieri da parte del governo, che invece ha tolto fondi ai Comuni, rendendoli impossibilitati a rafforzare gli organici delle forze dell’ordine municipali”.Dito puntato contro Giorgia Meloni anche per commentare il tema della sanità, vissuto come un problema dagli utenti di Parma, affermando che, complessivamente, “l’esecutivo ha abbassato gli stanziamenti per la salute pubblica, visto che le risorse previste vengono erose dall’aumento del costo della vita.

Però c’è un tema che riguarda anche la Regione stessa, che deve darsi un’organizzazione migliore, più efficiente: per la sanità credo serva meno accentramento e più prossimità”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Umbria, Marchetti: “Ricerca AdnKronos conferma, tema sicurezza il più sentito a Perugia”

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(Adnkronos) – Siamo di fronte a una ricerca "che risulta particolarmente rilevante e utile, soprattutto per la sua capacità di evidenziare le priorità dei nostri concittadini.Comprendere le loro necessità è imprescindibile, difatti stiamo portando avanti un dialogo costante e fattivo con le associazioni di categoria, con i commercianti, gli imprenditori, artigiani, operai, disoccupati e studenti".

Lo dice Riccardo Augusto Marchetti segretario regionale della Lega Umbria e responsabile enti locali del centro Italia, commentando il monitoraggio, condotto da Andkronos attraverso la piattaforma SocialData, che ha analizzato le conversazioni online e social riguardanti l’Umbria nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 23 ottobre 2024.Il report ha considerato 1,9 milioni di conversazioni e 60,2 milioni di interazioni, offrendo una visione approfondita sui temi più discussi e sul sentiment delle due principali province, Perugia e Terni. "Noi -dice il politico di Città di Castello- abbiamo raccolto le crescenti preoccupazioni dei cittadini di Perugia per quanto riguarda il tema della sicurezza, un timore confermato anche dai dati raccolti da Adnkronos, e che risulta più che comprensibile dato che nelle cronache locali ormai quotidianamente da sei mesi a questa parte vengono raccontati episodi di criminalità e spaccio".

Per Marchetti "altrettanto significativi sono i temi dell’economia e del lavoro.In Umbria, grazie alle azioni incisive messe in campo dall’attuale Giunta regionale a trazione Lega, i dati sul lavoro non solo sono rassicuranti, ma spesso risultano superiori alla media nazionale: un segnale che testimonia il lavoro fatto e ci indica di proseguire sul percorso intrapreso affinché la nostra regione possa essere sempre più produttiva ed economicamente forte".  "Quanto emerso dalla ricerca evidenzia le stesse priorità che ho modo di riscontrare ogni giorno confrontandomi in maniera diretta con la nostra comunità", conclude il dirigente regionale del partito di Matteo Salvini.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, Viora (Aogoi): “Ginecologi con donne in percorso virtuoso ospedale-territorio”

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(Adnkronos) – "Dobbiamo essere accanto alle donne in un percorso di prevenzione, di diagnosi e di cura delle malattie che comprendono un percorso non solo diverso per quanto riguarda la gestione della fisiologia e della patologia, ma anche proprio un collegamento tra le varie strutture che operano a formare la sanità italiana: il territorio, l'ospedale e, appunto, l'università".Così Elsa Viora, past president Aogoi, Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani, alla vigilia del 99° Congresso nazionale della Sigo, Federazione italiana di ginecologia e ostetricia (Aogoi-Agui-Agite), che si terrà dal 3 al 6 novembre a Firenze, spiega all'Adnkronos Salute che "gli ospedali sono una parte importantissima della sanità", ma "con la pandemia Covid abbiamo capito che, in effetti, molte attività possono e devono essere fatte sul territorio.

In tutta questa rivalutazione, ristrutturazione della sanità, non solo da un punto di vista proprio economico, ma anche strutturale, va ripensato il ruolo dell'ospedale" all'interno di "un percorso virtuoso". La prevenzione "viene fatta sul territorio – chiarisce Viora – e la donna viene inviata in ospedale per una continuazione di un percorso di secondo livello, di diagnosi o di cura, di chirurgia.Questa stessa donna dovrà poi ritornare sul territorio in modo che ci sia una vera continuità assistenziale affinché la donna sia davvero al centro".

In questo contesto "le società scientifiche – continua la past president Aogoi – oltre ad occuparsi della parte clinica, quindi essere a fianco di tutti noi operatori, devono anche svolgere un ruolo importante per l'aggiornamento perché, per noi medici, la formazione non finisce mai.Il nostro è un lavoro in continua evoluzione e l'aggiornamento scientifico è fondamentale per la nostra professione".  Questo, prosegue Viora, "si attua in vari modi, anche attraverso la partecipazione ai congressi.

Il congresso nazionale è davvero un momento di scambio di opinioni, di incontro di persone amiche, di relazioni sociali, ma è soprattutto aggiornamento scientifico e tutto questo è davvero fondamentale per tutti noi.L'Aogoi in questo si è sempre spesa tantissimo, sia nell'organizzare dei congressi regionali e del nazionale, ma anche in termini di formazione e aggiornamento con i corsi Fad gratuiti non solo per tutti i nostri soci, ma per tutti coloro che desiderano accedere.

Questo significa che nel nostro lavoro – che sta diventando, ahimè, sempre più complesso, sempre più difficile, anche nelle relazioni con le donne perché la società sta cambiando come la tecnologia e tantissime cose – noi dobbiamo saperci adeguare, dobbiamo saper governare questi cambiamenti e per questo credo che possiamo avere due parole chiave.Una è la competenza.

Noi non dobbiamo assolutamente rinunciare a quello che è il pilastro della nostra professione e che è la competenza scientifica e l'aggiornamento.E l'altra parola chiave credo possa essere rispetto, che significa rispetto per la persona assistita, per le donne, le coppie che si rivolgono a noi, ma un rispetto che deve essere reciproco". Solo "se riusciremo a restaurare una relazione medico-paziente, nel nostro caso medico-donna, che sia basato sulla fiducia reciproca – conclude la specialista – potremo davvero pensare di continuare a lavorare in modo più sereno.

Questo è davvero fondamentale.Da parte nostra, competenza scientifica e aggiornamento e rispetto verso la persona, un rispetto che deve essere reciproco". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, Trojano (Sigo): “Ginecologia in cambiamento con istituzioni su denatalità”

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(Adnkronos) – "La ginecologia e l'ostetricia", intesa come area unica, "più di ogni altra ha subito e sta subendo un processo di aggiornamento e cambiamento" innanzitutto "per la problematica relativa alla denatalità, ma anche nella terapia, con farmaci intelligenti e con l'introduzione dell'intelligenza artificiale nella diagnostica clinica".Nel cambiamento è accanto alle istituzioni anche per "tutta la problematica relativa alla medicina di genere e alla disforia di genere".

Lo ha detto Vito Trojano presidente Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia, all'Adnkronos Salute, alla vigilia del 99° Congresso nazionale della Sigo, Federazione italiana di ginecologia e ostetricia (Aogoi-Agui-Agite), che si terrà dal 3 al 6 novembre 2024 a Firenze. "Questo processo" che interessa tutto il Servizio sanitario nazionale "non deve mai far dimenticare però – aggiunge Trojano – il ruolo e l'importanza della clinica, e del medico, all'interno di un sistema che, anche se avanza tecnologicamente, deve sempre considerare l'aspetto etico e professionale, il ruolo e l'autonomia del professionista nell'ambito della cura e del rapporto con la paziente.E' una cosa che abbiamo difeso sempre come società scientifiche e lo abbiamo fatto a tutti i livelli, sia nel rapporto con il territorio, ma anche all'interno degli ospedali e delle nostre università, con la formazione". Questo percorso "ci deve vedere attori in un cambiamento radicale, che modifica anche il sistema sanitario nazionale e deve avere le istituzioni come interlocutori diretti – aggiunge il presidente Sigo – Tra risultati del Piano nazionale esiti che l'Agenas ha pubblicato giusto qualche giorno fa si vede, accanto al problema ingravescente della denatalità", il fatto che sono "ancora aperti molti ospedali che sono al di sotto dei 500 parti all'anno e", d'altro canto, "diminuiscono quelli intorno ai 1.000 parti.

Sono delle realtà importanti.Il problema dell'accorpamento, di cui noi siamo sempre stati grandi sostenitori, è legato proprio alla possibilità di creare punti nascita in sicurezza, in base a quella che era la legge Fazio del 2010 che si articolava su vari fattori, fra cui proprio la guardia ginecologica e ostetrica 24 ore su 24 e la guardia anestesiologica.

Un ospedale al di sotto dei 500 parti – rimarca Trojano – non potrà mai garantire un sistema di assistenza e di accoglienza, anche perché la spesa economica supera quelli che sono i budget di Drg". A Firenze "parleremo con gli interlocutori – afferma il presidente Sigo – da cui vogliamo risposte.Non crediamo che grandi sovvenzioni a livello del sistema sanitario possano modificare" la situazione, "se non si organizza e pianifica come questo denaro debba essere speso a livello territoriale, nelle nostre aziende ospedaliere.

Vogliamo dare suggerimenti e idee nuove alla politica e alle istituzioni, suggerimenti e idee che vengono dall'esperienza del nostro lavoro, dalla ricerca, dalla collaborazione con le aziende farmaceutiche e tecnologiche".  "Questa è la Sigo di oggi, impegnata con l'Istituto superiore di sanità in un processo di cambiamento, che sono le linee guida.Questa è la Sigo – conclude Trojano – che si rivolge ai giovani e cerca di passare un testimone che abbia questi requisiti per una sanità migliore, per un sistema sanitario più efficiente e integrato, ma che va difeso nella sua universalità e nella sua equità.

E' un sistema che tutto il mondo ci invidia". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tredicenne morta a Piacenza, il fidanzato resta in carcere

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(Adnkronos) – Il Tribunale per i minorenni di Bologna ha confermato la misura cautelare nei confronti del 15enne accusato dell'omicidio di Aurora, la ragazza di 13 anni precipitata da un palazzo di Piacenza lo scorso 25 ottobre.Durante l'udienza di convalida che si è svolta ieri pomeriggio, i giudici hanno convalidato anche il fermo, dandone notizia questa mattina.

Il ragazzo dunque resta in carcere, dove si trova da lunedì scorso.  Il legale del 15enne, l'avvocato Ettore Maini, al termine dell'udienza ha riferito che il suo assistito "ha risposto alle domande", ma non ha aggiunto altri particolari, né ha voluto spiegare il contenuto delle risposte fornite ai giudici.In particolare, si attende di capire cosa abbia detto l'indagato in merito ai testimoni che hanno raccontato ai carabinieri di Piacenza di averlo visto malmenare Aurora e spingerla dal palazzo da cui è precipitata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, Sigo: “Ginecologi a congresso per ‘donne al centro di un nuovo rinascimento”

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(Adnkronos) – Promuovere la salute femminile attraverso un approccio multidisciplinare e innovativo.Nasce così 'Donne al centro di un nuovo rinascimento', il tema del 99° Congresso nazionale della Sigo, Federazione italiana di ginecologia e ostetricia (Aogoi-Agui-Agite), che si terrà dal 3 al 6 novembre 2024 presso Firenze Fiera, nei Palazzi dei Congressi e degli Affari.

Dopo trent'anni l'evento torna nella città toscana, simbolo del Rinascimento e dell'arte, con un programma scientifico ricco e diversificato volto a mettere appunto "le donne al centro di un nuovo rinascimento". Il congresso – si legge in una nota – affronterà tematiche fondamentali come la prevenzione, l'innovazione in ambito terapeutico, la personalizzazione delle cure e l'adozione di nuovi modelli organizzativi per garantire la sostenibilità del sistema sanitario.Il programma prevede sessioni di formazione accreditate Ecm e numerose tavole rotonde, simposi e workshop che affronteranno temi di grande attualità, tra cui: la salute mestruale e il ruolo del microbioma; la prevenzione in ginecologia con un focus sulle attività del ministero della Salute; la chirurgia robotica e mininvasiva nel trattamento delle patologie riproduttive; le sfide e le opportunità della gestione delle patologie come l'endometriosi, il carcinoma ovarico e il fibroma uterino e l'intelligenza artificiale in ostetricia e ginecologia, le sue applicazioni cliniche e quanto di innovativo si è realizzato, ultimamente, nel settore disciplinare.

L'evento vuole promuovere un approccio globale che consideri, accanto agli aspetti medici, quelli sociali, psicologici ed etici della salute femminile.Verranno esplorati i bisogni delle donne in tutte le fasi della vita, con particolare attenzione ai temi dell'autodeterminazione, del supporto nelle scelte riproduttive e della salute mentale.

L'obiettivo del congresso è, infatti, creare un ambiente di confronto e scambio tra le varie anime della ginecologia italiana e le istituzioni al fine di potenziare la qualità del lavoro clinico e formativo.La salute della donna viene riconosciuta come un indicatore fondamentale del benessere di tutta la società, e la Sigo intende fornire strumenti e conoscenze per migliorare ulteriormente gli standard di cura. A presiedere l'evento saranno Valeria Dubini, Felice Petraglia e Gianfranco Quintarelli, supportati da un comitato scientifico locale e da figure di spicco della ginecologia nazionale.

Tra i presidenti onorari figurano personalità illustri come Antonio Chiantera, presidente Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi); Rossella Nappi, presidente Associazione ginecologi universitari italiani (Agui), e Vito Trojano, presidente Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che hanno contribuito allo sviluppo della ginecologia moderna in Italia.Alla cerimonia inaugurale, il 3 novembre alle 17 presso l'Auditorium del Palazzo dei Congressi, oltre al saluto delle autorità ci sarà un intervento teatrale di Maria Cassi. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue avvia indagine su Temu

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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale per accertare se la piattaforma di e-commerce Temu, controllata dalla Pdd Holdings, ha violato la legge sui servizi digitali (Dsa).L'indagine, specifica l'esecutivo Ue, riguarda ambiti legati alla vendita di prodotti illegali, alla progettazione del servizio in modo da creare dipendenza, ai sistemi utilizzati per consigliare gli acquisti agli utenti, l'accesso ai dati per i ricercatori. La decisione di indagare su Temu, la cui casa madre, Pin DuoDuo Holdings, ha trasferito la propria sede da Shanghai a Dublino l'anno scorso ed è quotata al Nasdaq, segue la relazione di valutazione del rischio fornita da Temu alla fine di settembre 2024, le risposte alle richieste formali di informazioni della Commissione del 28 giugno 2024 e dell'11 ottobre, nonché le informazioni provenienti da terzi.  La Commissione si basa anche sulle informazioni condivise attraverso il meccanismo di cooperazione con le autorità nazionali, nell'ambito del Comitato europeo dei coordinatori dei servizi digitali, in particolare con il coordinatore irlandese dei servizi digitali.

Il core business di Pin DuoDuo Holdings, fondata nel 2015 da Colin Huang Zheng, valutato da Forbes come il 33esimo uomo più ricco del pianeta, è il commercio on line focalizzato sul settore agricoltura, ma controlla anche Temu, attiva nell'e-commerce di prodotti spediti direttamente dalla Cina, spesso a basso costo.  —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E.Romagna, duello social tra Ugolini e De Pascale: i numeri della ricerca Adnkronos

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(Adnkronos) – Un’analisi delle conversazioni online e delle interazioni social sui candidati alle elezioni regionali in Emilia Romagna, condotta da Adnkronos con la piattaforma SocialData tra il 1° marzo e il 24 ottobre 2024, rivela un serrato confronto tra Elena Ugolini e Michele De Pascale.Basata su oltre 16mila conversazioni e 800mila interazioni, l’analisi evidenzia i temi e le priorità centrali per il pubblico e i candidati, mostrando un’interessante polarizzazione di interessi e tensioni. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna hanno avuto un ruolo cruciale nel plasmare la comunicazione elettorale.

Dal 1° settembre al 14 ottobre, Elena Ugolini ha mantenuto un sentiment positivo, evitando polemiche, mentre Michele De Pascale ha visto un sentiment oscillante, con un calo iniziale seguito da una lieve ripresa.Sui social, il confronto tra i due appare molto equilibrato, con ciascun candidato che mobilita una base attiva di sostenitori, suggerendo una gara aperta fino all'ultimo istante. 
Elena Ugolini: dialogo e territorio al centro
 Con l’inizio della campagna, le conversazioni su Ugolini sono cresciute, registrando un picco durante il tour elettorale di ottobre, grazie anche al coinvolgimento di personalità con un peso regionale forte come Stefano Bonaccini e Galeazzo Bignami.

La candidata si concentra sul “territorio”, tema principale della sua campagna, in cui risaltano parole chiave come “programma”, “sanità”, “ambiente”, e “protezione civile”.Il pubblico di riferimento di Ugolini è per il 69,2% maschile, con una prevalenza di utenti di età tra i 25 e i 34 anni, e geograficamente distribuito soprattutto a Bologna (53%), seguita da Modena e Ravenna. 
Michele De Pascale: emergenze e presenza sul campo
 Per Michele De Pascale, il volume di menzioni e interazioni è cresciuto nella seconda metà del monitoraggio, influenzato dai sopralluoghi nelle aree alluvionate e dal sostegno dell’ex governatore Bonaccini, che ha aiutato a consolidare l’engagement attorno al candidato e amplificare il suo messaggio.

La mappa di parole legata a De Pascale sottolinea l’importanza del suo “programma” e dei temi come “sanità”, “imprese”, “ambiente”, con un occhio alle relazioni europee.Il suo pubblico, prevalentemente maschile (60,2%) e concentrato nella fascia 25-34 anni, è interessato a questioni legali e amministrative.

Geograficamente, Bologna resta il centro delle conversazioni (34%), seguita da Parma e Modena. 
Una campagna polarizzata sui social
 I due candidati si mostrano quasi equivalenti in termini di giudizi positivi (circa il 50% ciascuno), riflettendo un dibattito elettorale polarizzato.La capacità di Ugolini di evitare polemiche ha contribuito a mantenere stabile il sentiment positivo nei suoi confronti.

Tuttavia, la concentrazione del suo pubblico su Bologna potrebbe limitarne l'attrattività in altre province.Al contrario, De Pascale, pur avendo subito un calo del sentiment inizialmente, ha dimostrato una ripresa grazie all’attenzione sulle emergenze e al supporto di Bonaccini, rischiando però di essere troppo legato alla figura dell’ex governatore. 
Impatto delle alluvioni: una svolta per la comunicazione elettorale
 Le alluvioni di settembre e ottobre hanno segnato uno spartiacque nella percezione pubblica dei candidati: Ugolini ha mantenuto una stabilità positiva, evitando polemiche e critiche mediatiche, mentre De Pascale ha visto il sentiment peggiorare durante la prima ondata di alluvioni.

Tuttavia, il 19 settembre si è registrato un picco di menzioni per entrambi, dimostrando quanto il contesto emergenziale abbia inciso sulla campagna.Il confronto tra i candidati resta aperto, con una competizione che si mantiene serrata e un pubblico sempre più coinvolto sui social. 
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  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melanoma, immunoterapia sì o no? Batteri intestinali spia per prevedere l’efficacia

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(Adnkronos) –
Nei batteri intestinali che formano il microbiota si nascondono dei fattori 'spia' capaci di predire l'efficacia dell'immunoterapia anti-melanoma, e con un semplice test del sangue è possibile capire quali pazienti con tumore avanzato risponderanno al trattamento e quali no.La scoperta apre "una nuova strada per lo sviluppo di un vaccino terapeutico", spiega l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano annunciando i risultati di uno studio coordinato da Luigi Nezi dell'Ieo, pubblicato su 'Cell Host and Microbe'. All'Irccs fondato da Umberto Veronesi e all'Istituto nazionale tumori 'Fondazione Pascale' di Napoli sono stati arruolati 23 pazienti con melanoma inoperabile e candidati a ricevere la terapia che, bloccando la proteina linfocitaria PD-1, riattiva la risposta immunitaria anticancro.

Da ognuno sono stati raccolti dati clinici e diversi campioni biologici, sia prima dell'inizio della terapia sia mensilmente durante il periodo di trattamento (fino a 13 mesi), permettendo così ai ricercatori di associare variazioni del microbiota intestinale con altri marcatori infiammatori ematici.Benché il legame fra microbiota intestinale e immunoterapia sia noto da tempo, sottolineano dall'Ieo, il nuovo studio spiega perché e come avviene l'interazione. "I nuovi risultati dimostrano che i pazienti con una risposta clinica completa hanno una composizione del microbiota intestinale unica, che varia poco durante l'immunoterapia e stabilizza alcuni batteri – riassume Angeli D.G.

Macandog, ricercatrice Ieo e primo autore del lavoro – Questi batteri, che appartengono principalmente alla classe dei Clostridia, sono noti per essere tra i principali artefici del metabolismo delle fibre alimentari, che favoriscono sia la salute intestinale che le funzioni linfocitarie.Se da un lato questa osservazione conferma quanto già scoperto dal dottor Nezi e da altri gruppi sui benefici per l'immunoterapia di un'alimentazione ricca di fibre, dall'altro apre nuovi scenari nella comprensione di come il microbiota intestinale modula la risposta al trattamento".  Da un'analisi approfondita dei geni batterici (metagenomica) – riporta in dettaglio l'Ieo – emerge che il microbiota intestinale dei pazienti responsivi all'immunoterapia è arricchito di alcuni geni che portano alla sintesi di peptidi (frammenti di proteine) i quali mimano esattamente la struttura di alcuni dei principali antigeni tumorali espressi dalle cellule di melanoma.

Poiché la somiglianza consente a linfociti diretti contro i peptidi batterici di riconoscere anche i loro analoghi tumorali, l'immunità antitumorale ne esce rafforzata. "La maturazione dei linfociti – chiarisce Nezi – prevede l'eliminazione a livello centrale, nel timo, di quelli che riconoscono proteine prodotte dal nostro stesso organismo (endogene).Se da un lato questo meccanismo ci protegge da potenziali fenomeni autoimmuni, dall'altro rende il nostro sistema immunitario cieco agli antigeni tumorali che, non dimentichiamolo, sono in gran parte espressi anche dalle cellule normali del nostro corpo.

A livello dei tessuti periferici, e soprattutto dell'intestino, entrano invece in gioco meccanismi differenti che ci consentono soprattutto di tollerare la presenza dei batteri cosiddetti 'commensali', fondamentali per la salute del nostro organismo.Scoprire che alcuni di questi batteri esprimono antigeni dall'aspetto identico a quelli tumorali ci fa pensare che nel nostro intestino esista una vera e propria 'biblioteca' di peptidi che, all'occorrenza, potrebbe favorire il nostro sistema immunitario nel combattere il tumore in modo mirato ed efficace". "Questa scoperta consentirà in breve tempo di condurre uno screening dei pazienti candidati a immunoterapia grazie a un test ematico per ricercare linfociti che riconoscono i peptidi batterici analoghi a quelli del melanoma", prospettano gli autori. "La possibilità di avere a disposizione marcatori che predicono la risposta ad un trattamento o meno – afferma Paolo Ascierto, direttore del Dipartimento Melanoma e Immunoterapia del Pascale – rappresenta un aspetto importantissimo della ricerca oncologica.

In questo modo si selezionano i pazienti che possono realmente avere un beneficio da una terapia, evitando inutili costi e possibili effetti collaterali a coloro che non ne avranno beneficio.Inoltre consente di focalizzare la ricerca su quei pazienti resistenti 'ab initio' ad un trattamento". "I nostri risultati – conclude Nezi – hanno un forte potenziale terapeutico, se si considera che l'azione favorevole del microbiota potrebbe essere indotta somministrando al paziente semplici mix di peptidi.

Gli stessi che, in un futuro non lontano, potrebbero essere utilizzati sia per migliorare l'attuale limitata applicabilità delle terapie cellulari, sia come vaccino che educhi il sistema immunitario a riconoscere il tumore e, in combinazione con l'immunoterapia, a combatterlo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Furto banche dati, silenzi e qualche ammissione: prime crepe nel gruppo

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(Adnkronos) – I quattro arrestati, ai domiciliari, accusati di far parte della presunta associazione a delinquere accusata di dossieraggi illeciti, non rispondono alle domande del gip di Milano Fabrizio Filice, ma fanno dichiarazioni spontanee, promettono di chiarire la propria posizione davanti al pm della Dda Francesco De Tommasi – presente agli interrogatori -, ma offrono anche le prime crepe in quello che agli atti viene descritto come un gruppo spregiudicato che con le sue attività costituisce "un serio pericolo per la sicurezza e la personalità dello Stato".  Al settimo piano del Palazzo di giustizia stamane le telecamere sono schierate su entrambe i lati del piccolo corridoio dove c'è la porta del giudice.Il rituale si ripete rapido e identico per gli indagati ai domiciliari.

Il primo a non rispondere è l'esperto informatico Samuele Nunzio Calamucci. "Chiarirò non appena avrò un quadro completo degli atti dell'inchiesta.Da quello che ho letto ci sono delle esagerazioni perché si rappresentano fatti che sono impossibili dal punto di vista empirico", rispetto alla possibilità diretta di 'bucare' il sistema informatico Sdi, è il senso delle sue brevi dichiarazioni.  Si tratta, in parte, della stessa difesa dell'ex superpoliziotto Carmine Gallo (gli avvocati Antonia Rita Augimeri e Paolo Simonetti difendono entrambi), uno degli uomini ritenuti al centro del presunto sistema illecito la cui finalità era creare report, anche falsi, a pagamento. "Ho sempre rispettato la legge e lo farò anche ora.

Sono stato un servitore dello Stato, ho sempre rispettato l'autorità giudiziaria e lo farò anche in questa occasione.Proverò a difendermi dopo aver letto la mole imponente di atti" le frasi dette al giudice.

Gallo non fugge gli sguardi dei giornalisti che conosce da anni, avendo lavorando a lungo alla squadra Mobile ed essendo tra i massimi esperti di criminalità organizzata, e pronuncia solo poche parole a fatica"…è la vita…".  Nessuna ammissione davanti al gip di Milano per l'imprenditore reggiano Giulio Cornelli, che rende dichiarazioni spontanee: "Chiarirò tutto quello che potrò chiarire, voglio uscire" da questa storia e "tagliare con ambienti che non mi riguardano", il senso delle dichiarazioni.Difeso dall'avvocato Giovanni Tarquini, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha annunciato l'intenzione di spiegare la sua posizione al pm della Dda. Tace quindi Giuliano Schiano, il finanziere della Dia di Lecce colpito, insieme al poliziotto Marco Malerba, da misura interdittiva della sospensione dal servizio per 6 mesi, perché avrebbero eseguito, secondo la tesi accusatoria della procura di Milano, un "rilevante numero" di accessi abusivi a richiesta degli arrestati.

Malerba, in servizio a Rho, è l'unico che ammette le accuse. "Sì ho fatto gli accessi, ci scambiavamo favori.Era il mio ex capo e non sono riuscito a dire di no".

Un reato che avrebbe commesso visto il suo legame con l'ex capo Gallo.  Ad aprire una crepa sulla presunta associazione che aveva come base la società Equalize (socio di maggioranza è Enrico Pazzali, indagato) è l'investigatore privato Massimiliano Camponovo. "Sono preoccupato, temo per la mia incolumità e quella della mia famiglia.Avevo percepito che dietro a questo sistema c'era qualcosa di oscuro quindi a un certo punto sono stato al mio posto.

Mi passavano i dati e facevo i report" è il senso delle dichiarazioni spontanee rese dall'uomo ai domiciliari al gip Filice.Per i quattro arrestati, e per qualche altro indagato, la procura ha chiesto al Riesame un inasprimento della misura, ma l'udienza non è ancora stata fissata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, la scarpetta? E’ il secondo gesto più comune ma anche evitato e ora diventa gourmet

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(Adnkronos) – Riscoprire il gusto autentico fino all'ultimo boccone: la scarpetta è un gesto tutto italiano che racconta convivialità e amore per la buona cucina.Un rito antico che incarna la cultura culinaria del Belpaese in tutto il mondo e che testimonia la capacità di godersi il piacere del gusto fino alla fine.

L’amore degli italiani per la scarpetta è confermato dai dati dell’indagine condotta da YouGov e commissionata da Barilla: il 68% degli italiani ama gustare ogni boccone senza lasciare nulla nel piatto.Il desiderio di godersi l’esperienza fino all’ultimo boccone è così importante che la scarpetta è il secondo gesto più comune quando si cena in ambienti informali per il 57% degli intervistati. Nonostante ciò, molti si sentono inibiti dal galateo nei contesti formali: tra coloro che adorano la scarpetta e la fanno in contesti informali, il 60% si autocensura quando va nei ristoranti fine dining.

Tra coloro che si astengono, la scarpetta è uno dei gesti di cui si sente di più la mancanza (secondo il 48% degli intervistati), secondo solo al vestirsi in maniera comoda.Dalla ricerca emerge anche la conferma che il 93% degli italiani adora la pasta, e per l’86% poter godere del sugo è fondamentale per l’esperienza stessa.

Inoltre, il 52% considera un peccato non raccogliere il condimento che rimane nel piatto, fin all’ultimo boccone. Anche se secondo il galateo il gesto non è adatto agli ambienti formali, negli ultimi anni importanti chef hanno iniziato a rivalutare la scarpetta, celebrandola anche attraverso i loro piatti.E l’argomento è diventato oggetto di dibattito.

In questo contesto si inserisce la pasta Barilla Al Bronzo, che, grazie alla sua esclusiva texture ruvida, cattura perfettamente ogni condimento, permettendo finalmente di godere del sugo fino all’ultimo boccone.Nella nuova campagna, Barilla Al Bronzo è dunque “la pasta che fa la Scarpetta” celebrando il rituale della tradizione italiana in ogni occasione, a casa come al ristorante, rendendo un gesto informale adatto anche ai contesti più esclusivi e raffinati. “In Italia, l’antico gesto del ‘fare la scarpetta’, conosciuto in tutto il mondo, esprime il piacere di assaporare un piatto fino alla fine.

Un rituale solitamente riservato alla tavola di casa o a momenti informali.Con Barilla Al Bronzo, la nostra linea dalla straordinaria capacità di abbracciare il sugo, celebriamo la passione italiana per il buon cibo e per la vita, portando la scarpetta in ogni occasione.

Questo è il cuore della nostra nuova campagna”, afferma Katia Desogus, direttore marketing di Pasta Barilla Italia. Ma la scarpetta sta guadagnando spazio anche nei contesti più eleganti, perché simboleggia l’apprezzamento di ciò che si sta mangiando.Negli ultimi anni, la moderna percezione delle esperienze culinarie ha guidato un’evoluzione del galateo, ridefinendo anche le ricette d’alta cucina e i modi in cui vengono gustate.

Così, in linea con la reinterpretazione della tradizione, nel nuovo spot, Barilla Al Bronzo porta l’informalità della scarpetta anche nei contesti più raffinati grazie alla sua eccellente tenuta del sugo che consente di assaporarlo appieno con la pasta. Se da una parte il galateo dice tradizionalmente di no alla scarpetta nelle occasioni formali, dall’altra l’esperta di bon ton Elisa Motterle evidenzia che “sulla tavola, proprio come accade nella Moda, si incontrano e a volte si scontrano regole tradizionali e tendenze contemporanee: da questa dialettica nascono nuovi modi di interpretare gesti classici e conviviali, come raccogliere il sugo, con un boccone di pane, a fine pasto”.L’esperta ha stilato un vademecum delle buone maniere a tavola, spiegando che le regole della tradizione possono talvolta lasciare spazio a regole funzionali, per permettere di godere appieno dell’esperienza della tavola, assaporando fino all’ultimo boccone. “Nella nuova campagna, Barilla al Bronzo – continua Elisa – rinnova la tradizione informale della 'scarpetta' e la presenta come un dettaglio gourmet, mettendo così d’accordo gusto e galateo”. Sempre più chef, dunque, celebrano il rituale della scarpetta, trasformandola, anche attraverso le proprie creazioni, in un’espressione di convivialità e piacere.

Lo sa bene lo chef Davide Oldani che ha ridefinito il concetto di alta cucina con la sua filosofia di 'pop cuisine', basata su un equilibrato connubio di creatività e semplicità. “Per gli amanti della pasta il rito della scarpetta è un piacere irrinunciabile: nella nuova campagna, Barilla Al Bronzo riesce a unire gusto e raffinatezza, valorizzando un gesto della tradizione, rendendolo possibile anche nei contesti più formali”, afferma lo chef Oldani.Questa filosofia rispecchia la Cucina pop dello chef, che vuole combinare qualità e accessibilità, tradizione e innovazione. “Credo fermamente che la grandezza della cucina italiana risieda non solo nella varietà e nel sapore, ma anche nella sua capacità di essere costantemente reinterpretata valorizzando ogni ingrediente con semplicità”, aggiunge. Così con Barilla Al Bronzo ogni occasione può diventare speciale, ed è possibile vivere l’eleganza di un ristorante raffinato anche a casa.

Barilla Al Bronzo si distingue per la sua lavorazione grezza e raffinata, ottenuta tramite la trafilatura al bronzo che disegna sulla superficie della pasta una 'rete di microincisioni', per una consistenza ruvida distintiva.Questo design permette alla pasta di avere un’eccellente tenuta del sugo, valorizzando la complessità dei sapori e rendendo ogni boccone un’esperienza ricca e appagante. Barilla Al Bronzo è realizzata con una selezione di grani duri pregiati 100% italiani, sapientemente macinati e scelti appositamente per ottenere risultati ottimali, con un contenuto proteico superiore al 14%, per una consistenza robusta ed elastica.

L’eccellente qualità e quantità di proteine migliora la consistenza della pasta e ne aumenta la sua capacità di trattenere l’amido durante la cottura, per un risultato 'al dente'.Il grano duro selezionato fornisce inoltre naturalmente una tonalità giallo ambrata, per un’esperienza sensoriale unica, alla vista e al tatto. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nessuno usa la parola sostenibilità, online si parla di cose concrete: clima, mobilità, rifiuti

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(Adnkronos) – La parola sostenibilità non è adatta alle conversazioni online.In Rete si parla di cose concrete, a partire dagli effetti del cambiamento climatico con le alluvioni di queste settimane in primo piano, e non di un concetto che appare astratto e lontano.

E' quanto emerge da una ricerca di SocialCom in esclusiva per l'Adnkronos. “Nella nostra analisi delle conversazioni social sui temi della sostenibilità abbiamo rinvenuto un evidente paradosso: gli utenti dibattono anche in maniera polarizzata sulle conseguenze e sull’evidenze degli eventi legati ai cambiamenti climatici ma nessuno usa il termine sostenibilità che rimane appannaggio di stakeholder e addetti ai lavori”, commenta Luca Ferlaino, fondatore di SocialCom.   La ricerca "Il Paradosso della Sostenibilità," condotta da SocialCom Italia, rivela un dato sorprendente: l’interesse per la sostenibilità è in crescita, ma si esprime online principalmente attraverso temi concreti e situazioni reali, piuttosto che tramite l’uso diretto del termine “sostenibilità,” che spesso risulta astratto e lontano dalla vita quotidiana.Questa tendenza evidenzia come il concetto di sostenibilità venga interiorizzato dalla società quando si traduce in azioni tangibili e accessibili, rendendosi più facilmente parte dell’immaginario sociale collettivo.

Temi come cambiamento climatico, mobilità sostenibile e raccolta differenziata, infatti, catalizzano il dibattito, risultando più immediati e vicini alle preoccupazioni quotidiane delle persone.  
Volume delle Conversazioni: Nell’ultimo anno, in Italia, si sono registrate 1,2 milioni di conversazioni specifiche sulla sostenibilità e 1,7 milioni su temi correlati, come cambiamento climatico, attivismo, ecoansia, mobilità sostenibile, emergenze climatiche e raccolta differenziata. 
Interazioni: In parallelo, il termine sostenibilità ha generato circa 1,5 milioni di interazioni, mentre i temi concreti ne hanno ottenute 6,5 milioni, segno che la concretezza ispira una partecipazione più attiva e un engagement più elevato. 
Focus sui temi concreti: La prevalenza di conversazioni sui temi pratici suggerisce un desiderio diffuso di affrontare le sfide ambientali in modo realistico e immediato, rendendo più accessibile l'idea di un cambiamento sostenibile.  
Cambiamento climatico: È uno dei temi più discussi, con 986.000 menzioni e 3,3 milioni di interazioni, ed evidenzia un sentiment misto tra positività (15%) e negatività (31%).Eventi come le recenti alluvioni in Toscana ed Emilia-Romagna hanno ulteriormente stimolato il dialogo e le emozioni degli utenti. 
Mobilità sostenibile: Questo tema raccoglie 546.000 menzioni e 2,4 milioni di interazioni, distinguendosi per il sentiment più positivo (25%) tra i temi analizzati.

La mobilità sostenibile si posiziona quindi come un concetto pratico, in cui gli utenti vedono un’azione concreta per il futuro. 
Ecoansia: Tema emergente che riflette l’ansia collettiva legata alle sfide ambientali, ma con una presenza più limitata (10.000 menzioni, 44.000 interazioni) e un sentiment prevalentemente negativo (44%), mostrando percezioni contrastanti.   L'analisi evidenzia come l'interesse per la sostenibilità sia concreto solo quando collegato a temi pratici e reali.In un contesto di crescente consapevolezza, iniziative mirate su temi specifici e facilmente accessibili come la mobilità sostenibile o la raccolta differenziata sono le più efficaci per coinvolgere il pubblico.

Comunicare la sostenibilità attraverso questi temi concreti risulta dunque strategico per stimolare un cambiamento positivo e duraturo, che vada oltre il concetto astratto di sostenibilità e diventi parte della quotidianità.    —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

PagoPa, chiarimenti su informazioni relative al dominio io.italia.it e App Io

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(Adnkronos) – In seguito a quanto apparso su alcuni social media nei giorni scorsi circa la presunta localizzazione dei “server dell’identità digitale italiana” negli Stati Uniti con specifico riferimento al sito web io.italia.it, la società PagoPA intende fare immediata chiarezza su informazioni del tutto prive di fondamento.Innanzitutto è bene precisare che non vi è alcuna correlazione tra l’identità digitale e il sito io.italia.it.

Quest’ultimo infatti è un mero dominio di secondo livello del dominio italia.it, di proprietà della Presidenza del Consiglio dei Ministri e nato nel 2004 quale “contenitore” per molteplici siti e servizi gestiti da enti diversi, tra cui anche il sito vetrina di App Io, l’app dei servizi pubblici sviluppata e gestita da PagoPa e cioè io.italia.it, un sito web statico che risponde a sole finalità divulgative, senza sessioni dati gestite. Le componenti informatiche del sito web io.italia.it e del sito collegato ioapp.it, nonché le componenti dell’applicazione Io in sé sono ospitate sui sistemi di Microsoft Azure nelle Region North Italy nel primo caso (a Milano) e West Europe nel secondo caso (ad Amsterdam).Su Milano, in particolare, è attestata la maggior parte dei servizi gestiti dall’App Io, inclusa tutta la componente relativa alla funzionalità per la gestione dei Documenti su IO quale prima fase dell’It-Wallet.  Va infine ricordato che l’applicazione Io non salva le informazioni dei cittadini sui propri server, come ampiamente verificabile dall’architettura e dal codice open source.

Infatti, i dati relativi alle credenziali di identità digitale, così come tutte le altre credenziali, sono nel pieno controllo dei cittadini in quanto salvate esclusivamente sui dispositivi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Knorr: “Piatti tradizione non si toccano, identitari ma si evolvono seguendo generazioni”

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(Adnkronos) – Fra piatti della tradizione, voglia di innovazione e nuove abitudini, come viviamo la cucina oggi?Knorr, giunta alla sesta edizione del progetto BuonCibo, ha messo a confronto quattro generazioni con una ricerca di Ipsos, che ha dimostrato quanto teniamo a preservare la nostra eredità gastronomica ma che le ricette cambiano e le tradizioni si evolvono seguendo le generazioni. Oggi, secondo la ricerca, il 68% degli intervistati realizza i piatti tradizionali con ricette semplici, approvati pienamente dal 60% della GenZ.

Mentre, sempre in tema di tradizione, il 55% della totalità del campione non vuole mettere in discussione le ricette ereditate dalla nonna e il 40% cucina secondo le proprie ricette Per Francesca Spadaro, psicologa e neuroscienziata: “Dai più agée ai più giovani, tutti amano seguire la tradizione, ma inevitabilmente ognuno mette del suo in ogni piatto, gesti diversi, conoscenze attuali, nuovi strumenti.Tutto questo permette di mantenere vivo il passato nel presente e nella memoria dei singoli e lo rende meno anacronistico, più contemporaneo, atto a continue rigenerazioni.

Per questo eterno”. Il tempo speso in cucina, è chiave: per la preparazione dei piatti il 53% della GenZ ci passa dai 15 ai 30 minuti, mentre il 42%, soprattutto dai Millenials ‘in avanti’, si impegna dai 30 minuti a 1 ora.Dalla generazione che ‘ama interpretare’, a quella del “rendiamo tutto più semplice e più sano”, solo un punto d’incontro: i piatti della tradizione, individuati da tutte le generazioni come il buon cibo.

Sono identitari, raccontano di noi e dell’evoluzione di un nuovo stile di vita che, semplificando l’elaborato, dando più verve alla tradizione, esprimendo la nostra creatività (e anche un po’ il nostro ego), parlano dei nostri valori. Temi rilevanti per il progetto BuonCibo Knorr, come spiega Mariangela Capolupo, head of marketing nutrition, Unilever Italia: “La nostra non è una sfida nuova ma una missione di sempre: far convivere la ricchezza della tradizione con le esigenze in evoluzione delle persone. È una visione che ci guida da anni, ma oggi più che mai, abbiamo sempre meno tempo per cucinare e, allo stesso tempo, cresce il desiderio di semplificare, scegliendo però soluzioni sostenibili per il pianeta.Grazie anche al programma BuonCibo portiamo avanti l’ambizione di rispondere a queste necessità in maniera sempre attuale perché crediamo in un futuro dove le persone possano godere dei piaceri della cucina tradizionale, con un occhio attento alla sostenibilità e all'innovazione”. Ma il cibo vuole dire anche memoria.

I Baby Boomers (41%) e GenerazioneX (38%) ritrovano l’autenticità nei piatti tradizionali che rappresentano un tuffo nel passato e nei sapori di un tempo, rievocando – per il 32% dei Baby Boomers e per il 36% della GenerazioneX – ricordi piacevoli dell’infanzia.La voglia di stare in famiglia è invece evocata dalle lasagne (57%), dai dolci fatti in casa (49%) e dalla pasta al forno 48%. Il desiderio di riformulare alcune preparazioni è ciò che separa davvero le generazioni, dimostrato dall’impulso alla sperimentazione della GenZ che vorrebbe esprimersi per il 24% soprattutto nel minestrone e il desiderio per il 32% dei Baby Boomers di non modificare le ricette tradizionali.

Il risotto, punto fermo delle domeniche familiari, è ritenuto per il 28% degli italiani il piatto mutabile per eccellenza, nella top 5 dei piatti da rivisitare perché si presta maggiormente a reinterpretazioni moderne. Secondo Francesca Spadaro: “I Millennials e la GenZ hanno qualche inevitabile punto di contatto, come la dinamicità di chi è nato o cresciuto in un mondo ibrido e condividono la distanza dai ‘grandi’, ma in realtà presentano grandi unicità.I Millennials hanno conosciuto culture diverse, assaggiato gusti e sapori.

In cucina sono cresciuti nell’era della ascesa del fenomeno food e delle più profonde riflessioni su ciò che è sano e giusto.Oggi le loro scelte (e le loro ricette) sono guidate dai princìpi di salubrità, qualità e trasparenza.

Le ragazze e i ragazzi della Gen Z sono aperti alla contaminazione e allo scambio”. Inevitabilmente ogni generazione apporta cambiamenti e varianti dando nuovo significato alla tradizione che non appare più statica ma fluida.Ed è così che i piatti, anche – o forse soprattutto – quelli più legati alle nostre abitudini, cambiano da una generazione all’altra. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, crolla muro in uno scavo: operaio morto a Ponteranica

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(Adnkronos) – Un operaio di 50 anni è morto mentre stava lavorando in uno scavo a seguito del crollo di un muro a Ponteranica, Bergamo.L'incidente è avvenuto attorno alle 11 in un cantiere in via Foppetta.

L'uomo è rimasto sommerso nel crollo ed è stato constatato il decesso sul posto.A intervenire l'elisoccorso, un'ambulanza, le forze dell'ordine, i vigili del fuoco e l'Ats. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, psicologa Spadaro: “Tradizione sa di buono, per questo tutti la vogliono”

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(Adnkronos) – “Tutti vogliono la tradizione perché la tradizione sa di buono.Si potrebbero riassumere così i risultati della ricerca, ma i significati che quest’affermazione sottende sono profondi e molteplici, radicati nelle individualità dei ‘tutti’ che hanno partecipato alla ricerca e che scelgono la tradizione italiana a tavola (90%).

Ma come è possibile che un’umanità così varia, condivida con tanta convinzione una scelta così netta?Semplice, perché la tradizione a tavola – come in molti altri ambiti della cultura umana – non esiste.

Esistono molteplici tradizioni.Una moltitudine infinita di sapori, memorie e certezze, di ricette e di gesti, di momenti e di profumi che si combinano in modo diverso e unico.

Perché la tradizione è viva, si contagia, si arricchisce, si trasforma, rimanendo sempre e in ogni sua manifestazione, vera".Così Francesca Spadaro, psicologa e neuroscienziata, su Knorr BuonCibo.  "E ci sono piatti -continua- su cui si è pronti ad osare di più come il minestrone, le polpette, la pasta al forno e il risotto, probabilmente perché già ogni regione, ogni paese, ogni casa ha già la sua ricetta, diversa da tutte le altre.

O perché sono ricette di base che più facilmente di altre si aprono a contemporanee variazioni e contaminazioni: dalle polpette di legumi, al risotto vegano al minestrone dall’allure orientale". "Tutti vogliono la tradizione, come la ricerca commissionata da Knorr ha dimostrato perché la tradizione sa di buono ed è una certezza che mette d’accordo tutti. È il nostro cibo buono, attraverso cui ci raccontiamo, svelando noi stessi nel passato ed esprimendoci nel presente”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Capolupo (Unilever Italia): “Knorr BuonCibo per riscoperta piacere cucina italiana”

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(Adnkronos) – "Knorr BuonCibo nasce con l’obiettivo di facilitare la riscoperta del piacere autentico della cucina italiana.In un mondo in cui il tempo è sempre meno e spesso si perde il contatto con le cose semplici, vogliamo assicurarci che tutti possano permettersi un'esperienza a tavola che sia ricca di gusto e del portato emozionale dei sapori di sempre e resti allo stesso tempo accessibile.

Al centro di tutto, c'è la tradizione.In Italia, il cibo non è mai solo nutrimento, ma rappresenta un vero patrimonio culturale.

Piatti come la lasagna, il risotto, la pasta al forno, il minestrone, non sono solo ricette, ma autentici simboli di storia e di famiglia.Con Knorr BuonCibo, ci proponiamo di riportare questi sapori al centro dell’esperienza quotidiana, celebrando quei piatti che raccontano le nostre radici.

Mangiare non è solo un gesto meccanico: è rivivere ricordi, evocare emozioni e condividere momenti, di generazione in generazione".Così Mariangela Capolupo, Head of Marketing Nutrition, Unilever Italia.  "Attraverso Knorr BuonCibo, vogliamo incoraggiare questo scambio di saperi, affinché le ricette del cuore continuino a vivere e ad evolversi con le nuove generazioni.

Le nonne, in particolare, sono le custodi dei segreti della cucina italiana, quelle figure che con amore e pazienza hanno tramandato ricette e tradizioni.La cucina italiana è un vero e proprio ponte tra le generazioni, e questo legame è qualcosa che vogliamo preservare e continuare a promuovere", continua.  "Non meno importante -spiega- è il tema della sostenibilità.

Oggi più che mai, è essenziale fare scelte consapevoli anche in cucina.La sostenibilità è sempre stata un pilastro centrale del programma di Knorr, e crediamo che ognuno di noi, con piccoli gesti quotidiani, possa fare la differenza. .

Quest'anno celebriamo la sesta edizione del programma, un traguardo importante che ci rende orgogliosi del percorso fatto finora.Guardando al futuro, ci auguriamo che sempre più persone possano unirsi a noi in questo viaggio.

L’impegno di Knorr è continuo nel miglioramento delle confezioni, delle ricette e della coltivazione delle materie prime per contenere il proprio impatto ambientale e permettere ai consumatori di agire concretamente attraverso le proprie scelte d’acquisto.L’idea dietro l’intero programma Knorr BuonCibo in questi sei anni è che ognuno, nel proprio piccolo, possa contribuire a fare la differenza, anche attraverso il cibo, per migliorare non solo la nostra vita, ma anche quella delle generazioni che verranno", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Food, Armato (Unilever Italia): “Unione tra tradizione e innovazione chiave successo Knorr”

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(Adnkronos) – “Knorr nasce nel 1838, quando Carl Heinrich Knorr sperimenta per la prima volta come disidratare verdure da consumare fuori stagione, preservandone il sapore e i valori nutrizionali.Da quel momento nasce il nostro impegno per garantire alle persone la massima qualità dei prodotti e il rispetto e la valorizzazione delle tradizioni locali; Knorr, infatti, simboleggia una cucina “glocale”, una sinergia tra il globale e il locale, fatta e ispirata dunque al territorio in cui opera ma con un respiro più ampio e sempre guidata dal gusto e dalla sua ricerca, per aiutare le persone a preparare piatti buoni in modo semplice e veloce.

L’unione fra tradizione e continua spinta all’innovazione è quindi quello che ha sempre caratterizzato, oggi come un tempo, Knorr.Ed è anche grazie a questi valori, fondati sull’importanza di mangiar bene e sul buon cibo, che siamo cresciuti, diventando un brand internazionale che ogni giorno offre a più di 320 milioni di persone brodi, minestre, condimenti, zuppe e tanti altri prodotti".

Così, Paolo Armato, general manager nutrition, Unilever Italia, su Knorr, giunta alla sesta edizione del progetto BuonCibo, che ha messo a confronto quattro generazioni con una ricerca di Ipsos.  "Oggi, dopo tre anni di crescita storica, Knorr è il secondo marchio più grande di Unilever, ha raggiunto la soglia dei 5 miliardi di euro ed è leader nel mercato globale dei brodi, un settore che vale 13 miliardi di dollari", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sassuolo (2-2): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente

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Guarda le foto di Juve Stabia – Sassuolo realizzate dal nostro fotografo, Giovanni Donnarumma, che ci raccontano così il pareggio delle Vespe (2-2) contro gli emiliani allo stadio Romeo Menti

Il tabellino della gara:

Juve Stabia (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich; Floriani Mussolini (81′ Baldi), Leone (67′ Meli), Buglio, Rocchetti (81′ Rocchetti); Pierobon, Maistro (74′ Candellone), Adorante (74′ Artistico).A disposizione: Matosevic, Folino, Gerbo, Zuccon, Mosti, Piovanello, Piscopo.

Allenatore: Pagliuca

Sassuolo (4-3-3): Moldovan; Toljan, Odenthal, Muharemovic, Doig (19′ Pieragnolo); Obiang, Lipani (57′ Ghion, 67′ Iannoni), Thorstvedt; Pierini, Moro (57′ Mulattieri), Volpato (45′ Laurienté).A disposizione: Satalino, Romagna, Miranda, Caligara, Paz, Russo, Berardi.

Allenatore: Grosso

Arbitro: Davide Ghersini

Primo Assistente: Dario Cecconi di Empoli

Secondo Assistente Mattia Politi di Lecce.Quarto ufficiale: Giuseppe Rispoli di Locri.

VAR: Antonio Di Martino di Teramo

AVAR: Antonio Rapuano di Rimini

Marcatori: 32′ Pierini (S), 37′ Maistro (JS), 58′ Pierini (S), 59′ Adorante (JS)

Angoli: 2 – 4

Ammoniti: 65′ Pierini, 77′ Grosso

Espulsi: Nessuno

Recupero: 2 min.p.t. – 6 min s.t.Note: Terreno in erba sintetica. 20 i tifosi provenienti da Sassuolo.

Spettatori Totali: 4.589 di cui 2560 paganti (20 settore ospiti) e 2029 abbonati.Incasso di 59.670,28 euro di cui 35.672,00 (paganti) e 23.998,28 rateo abbonati

Queste sono le foto dei protagonisti di Juve Stabia – Sassuolo

Queste sono le foto dei tifosi della Juve Stabia presenti al Romeo Menti