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Caso Elon Musk, Fazzolari: “Fratelli d’Italia contro ogni ingerenza”

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(Adnkronos) – Giovanbattista Fazzolari, secondo quanto si apprende, è intervenuto sul caso Elon Musk dopo le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Sempre utile l'intervento del Presidente della Repubblica nel ribadire l'importanza del rispetto della sovranità nazionale.Fratelli d'Italia è da sempre molto attenta alla questione, respingendo qualsiasi tentativo di ingerenza straniera nei nostri affari interni.

Ciò vale sempre e con chiunque, dai governi, alle ong, ai grandi media", il senso del ragionamento espresso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo, in alcuni colloqui.  Per Fazzolari "stupisce piuttosto il sovranismo 'à la carte' della sinistra, la stessa che in passato non ha esitato a cavalcare posizioni anti-italiane e anche oggi in Europa trama per tentare di far perdere la vicepresidenza della Commissione europea all'Italia per il proprio tornaconto.Il più grave attacco agli interessi e alla sovranità italiana oggi lo ha mosso il Pd in Europa", avrebbe aggiunto Fazzolari. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coldiretti premia le agricoltrici virtuose, pratiche green, moda e sociale

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(Adnkronos) – Dallo yoga tra i campi di lavanda, all’agri gelateria che rivitalizza un piccolo borgo, passando dalla fattoria sociale che accoglie lavoratori stranieri fino ad arrivare all'eco-rotaia in vigna.Eccole alcune delle iniziative premiate nella seconda edizione del Premio "Amiche della terra, storie di donne che nutrono il mondo", presentate a Roma a Palazzo Rospigliosi dalle Donne Coldiretti dove sono attesi il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, il ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e l'intervento (video messaggi) di Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca.

Il premio è dedicato alle imprenditrici agricole che, con passione e determinazione, stanno portando avanti pratiche virtuose che combinano tradizione e innovazione, con un forte impegno per la tutela dell'ambiente e non solo.Le donne contadine costituiscono una comunità straordinaria, con quasi 200mila imprese “rosa” pari al 30% delle aziende agricole italiane.

Le imprenditrici agricole italiane – sottolinea Coldiretti – mostrano una notevole capacità di coniugare rispetto per l'ambiente, impegno sociale, qualità della vita, valorizzazione dei prodotti tipici e biodiversità, affrontando con coraggio le sfide di un mercato in continua evoluzione.Il riconoscimento rappresenta una grande vetrina per le Donne Coldiretti, celebrando l’impegno, la passione e la dedizione delle imprenditrici green.

L’obiettivo è promuovere l’agricoltura al femminile, valorizzare il lavoro dei campi e far conoscere un mondo in cui le donne sono sempre più centrali, rinnovando il settore agroalimentare con creatività e spirito innovativo. "In un settore spesso considerato prerogativa maschile – afferma Mariafrancesca Serra, responsabile Donne Coldiretti – è fondamentale sottolineare come le imprese agricole a conduzione femminile siano le più resilienti, capaci di scommettere e vincere difficili sfide imprenditoriali dimostrando di possedere grandi capacità gestionali".Tra le storie premiate nella categoria “Donne e futuro”, spicca quella di Sara Manganone, della Val D’Aosta, che con determinazione ha riacceso la passione per il vigneto di famiglia abbandonato da decenni, creando la prima eco-rotaia al 100% sostenibile per raggiungere i ripidi terrazzamenti e coltivare anche nelle aree più impervie.

Un’altra grande sfida è quella della lombarda Doris Begnozzi, che ha trasformato una crisi lavorativa in un’opportunità di rinascita che le è valso il premio nella categoria “Cambio vita”.Da esperta di marketing si è trasformata in contadina aprendo da zero un’azienda agricola per inseguire la sua passione: quella per le piante e per i fiori.

La sua è una vera e propria serra zen, luogo di rinascita e inclusione, dove bambini e adulti scoprono la magia della natura attraverso eventi e laboratori sensoriali. Un'altra storia significativa per la categoria “Donne per il sociale” è quella di Stefania Mazzotta, imprenditrice calabrese e madre di quattro figli, che dal 2019 dedica il suo lavoro all'inclusione dei migranti contrastando la piaga del caporalato.Dalla Puglia, Teresa Diomede ha portato la sua uva sulle tavole internazionali, unendo la tradizione con una visione imprenditoriale che guarda al futuro.

Il premio nella categoria “Donne e made in Italy nel mondo” è per la capacità di insistere e resistere alle continue sfide del mercato.Ad essere premiato nella categoria “Educazione alla Campagna Amica” è il progetto di Flavia Sbrolli e il grande impegno verso le nuove generazioni.

L’imprenditrice umbra ha creato un ponte tra passato e futuro con un percorso educativo per bambini che li guida in un viaggio sensoriale alla scoperta delle erbe tintorie e della sostenibilità.Tra le premiate nella categoria “Creatività” c’è Gloria Merli, dell’Emilia-Romagna, che ha trasformato la sua passione per gli alpaca in un’attività unica nelle campagne piacentine, dove con creatività trasforma la lana in abiti e accessori artigianali.

Yoga tra la lavanda è la sfida di Valentina Galesso del Veneto che le è valso l’ambìto premio nella categoria “Agriwellness”.Attraverso un percorso, ispirato ai cammini dei Templari, nel suo labirinto di lavanda più grande d’Italia, offre un viaggio per ritrovare il proprio io, riscoprendo la bellezza e la serenità nella connessione con la natura.

Barbara Conti ha vinto nella categoria “Agricoltura eroica” grazie al suo virtuoso progetto di valorizzazione del patrimonio agricolo in quanto con determinazione e amore per la sua terra ha fatto letteralmente rinascere un piccolo borgo, di sole 30 anime, che stava scomparendo con la sua agri-gelateria a km0.Premio speciale, infine, a Chiara Luppi, cantautrice padovana scelta dalla indimenticabile Raffaella Carrà come finalista di The Voice, programma cult della Rai e nella top ten di “Sanremo giovani” ora impegnata in musical internazionali.

Chiara è da sempre vicina alle donne Coldiretti attraverso importanti iniziative di raccolta fondi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lollobrigida: “A Donne amiche della Terra premiate donne eccezionali”

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(Adnkronos) – “Siamo di fronte a un evento importante che valorizza il ruolo delle imprese a guida femminile e che dimostra che l’agricoltura è sì produzione di cibo ma anche capacità di investire sulla specificità, sulla dedizione verso un mondo che si vive a contatto con la natura e che le donne sanno interpretare spesso molto meglio degli uomini”.Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in occasione dell’assegnazione del ‘Premio Donne Amiche della Terra’ svoltosi questa mattina nella sede di Coldiretti a Palazzo Rospigliosi. “Donne eccezionali premiate oggi per il loro lavoro, per la capacità spesso di riconvertire la propria esistenza tornando al mondo agricolo, impegnandosi con innovazioni tecnologiche, con capacità spesso uniche di immaginare come svolgere un’attività tradizionale ma innestata di tanta qualità, per realizzare produzione aprendo anche a una redditività e a una crescita economica per l’intera comunità nella quella queste donne vivono, e per l’intera nazione”, ha concluso —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hegseth, l’uomo di Trump al Pentagono tra tatuaggi di estrema destra e spot per pallottole

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(Adnkronos) – Pete Hegseth, l'anchorman di Fox News che Donald Trump ha nominato alla guida del Pentagono, quattro anni fa è stato bandito, insieme ad altri membri della Guardia Nazionale del Minnesota, dall'insediamento di Joe Biden a causa dei suoi tatuaggi considerati "estremisti".E' quanto scrive oggi Newsweek ricordando quanto rivelato dallo stesso Hegsteh in un podcast.  "Sono stato bollato come estremista a causa di un tatuaggio dall'unità della mia Guardia Nazionale a Washington e mi è stato revocato l'ordine di partecipare al servizio d'ordine dell'insediamento di Biden", disse nell'intervista di un paio di anni fa.

Newsweek ricorda che i media americani il 21 gennaio riportarono che 12 membri della Guardia Nazionale furono rimossi dall'insediamento perché collegati con "gruppi delle milizie di estrema destra".    Hegseth, che come mostrano le foto pubblicate online ha diversi tatuaggi, spiegò in quell'occasione che il tatuaggio incriminato era "una croce di Gerusalemme che è un simbolo cristiano", riferendosi al simbolo dei crociati che ha sul petto, mentre sul braccio ha il loro grido di "Deus Vult", Dio lo vuole.Entrambi i simboli sono state adottati negli ultimi anni dai gruppi nazionalisti e alt right americani.  Sui social, anche sul profilo X di Elon Musk, rimbalzano video pubblicati in passato da Hegseth su Instagram.

Il nuovo numero del Pentagono, in una clip pubblicata prima di una festa del 4 luglio, esalta i valori alla base della democrazia a stelle e strisce, si sofferma in particolare sulla libertà di parola e chiude con la pubblicità ad una speciale tipo di pallottole prodotte da uno sponsor, "una compagnia anti-woke". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Depistaggio Borsellino, difesa poliziotti: “Erano ultima ruota carro”

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(Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) – "Non hanno depistato", "non hanno mentito al processo", "sono servitori dello Stato", ma, soprattutto, i quattro poliziotti del Gruppo investigativo Falcone e Borsellino accusati del depistaggio sulle indagini sulla strage di via D'amelio, erano "l'ultimo chiodo della ruota di un carro che muove qualcun altro…".I difensori dei quattro poliziotti imputati, Vincenzo Maniscaldi, Giuseppe Di Gangi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli, non hanno dubbi.

Davanti al gup del Tribunale di Caltanissetta hanno spiegato perché i poliziotti, tre di loro già in pensione, "non devono andare a processo", come chiesto, invece, dalla Procura.Per i 4 poliziotti, tutti presenti in aula anche oggi, è stato chiesto il "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste", o "in subordine, la riqualificazione della condotta, in falsa testimonianza".

A prendere la parola per prima è l'avvocata Maria Giambra, che difende Maurizio Zerilli e Angelo Tedesco. "Non possiamo parlare di depistaggio su vicende già 'depistate'.Il depistaggio si è verificato allora.

E' come se volessimo resuscitare oggi un fatto che già si è verificato e si è consumato.E su quel fatto ci sono stati processi a rimedio", ribadisce nella piccola aula del Tribunale. "Se le false dichiarazioni che vengono addebitate agli imputati attengono ai fatti relativi alla strage di via D'Amelio e quindi a fatti che riguardano le indagini svolte e nei processi celebrati, come potrebbero oggi nel processo Bo depistare un processo e indagini che non solo sono state a loro tempo depistate, dalle quali sono derivati tre processi, che sono frutto del depistaggio e genesi di ulteriore depistaggio?", spiega la legale di Zerilli e Tedesco.  "Nel momento in cui si sono celebrati quei processi – dice ancora la legale – il falso quadro che era stato costruito in sede di indagini entra nel processo e si sostiene nei processi.

Il depistaggio c'è stato nel momento in cui le indagini sono state indirizzate verso falsi elementi investigativi.Sulla base di quelle indagini si sono concentrati tre processi e il depistaggio ha portato alla condanna ingiusta di persone".

Ai quattro, ex appartenenti al gruppo di indagine "Falcone-Borsellino", viene contestato dalla Procura di aver reso false dichiarazioni nel corso delle loro deposizioni in qualità di testi nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di Via D'Amelio che si era concluso, in secondo grado, con la prescrizione del reato di calunnia per i tre imputati.Nel corso dell'udienza preliminare, il pm Bonaccorso aveva accusato di poliziotti, anche oggi tutti presenti in aula Caltanissetta, "di malafede, reticenze e false dichiarazioni".  ''Agli imputati vengono contestate una serie di condotte che si concretizzano in false dichiarazioni e reticenze, secondo l'impostazione accusatorie mascherate da 'non ricordo'", ha detto il pm Maurizio Bonaccorso nel suo intervento, concluso con la richiesta di rinvio a giudizio.

Occhi puntati sulla relazione di servizio, a firma di Zerilli, dopo alcuni sopralluoghi eseguiti con il falso pentito Vincenzo Scarantino.Documento ritrovato solo dopo 30 anni. "Se il rinvenimento di questi documenti può costituire, dal punto di vista del pm, una conferma al depistaggio, sulla posizione del poliziotto Maurizio Zerilli che refluenza può avere?

Zerilli che consegna l'annotazione di servizio al proprio dirigente e poi il dirigente ritiene di non trasmetterla.E non ci interessa la ragione per la quale quella annotazione non fu trasmessa.

Zerilli è l'ultima chiodo di una ruota di un carro che muove qualcun altro", dice la legale. "Maurizio Zerilli e Angelo Tedesco (due dei quattro poliziotti imputati ndr) nel 1994 erano giovanissimi poliziotti, uno appena 20enne e uno 30enne.L'annotazione non è stata trovata in un ufficio, l'hanno trasmessa al dirigente.

Cosa ha fatto Arnaldo La Barbera, l'allora dirigente, lo ribadisco, non lo conosciamo.Permettetemi di dire che sulla posizione di Zerilli, sono ininfluenti".  L'annotazione d'indagine a cui si riferisce la legale dei due poliziotti è un documento di 30 anni fa ritrovato solo un anno fa dai pm della Procura di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta sui 4 poliziotti.

Il 28, 29 e 30 giugno 1994 i poliziotti del gruppo ''Falcone e Borsellino'' che indagavano sulle stragi del '92, guidato da Arnaldo La Barbera, fecero dei sopralluoghi con il falso pentito Vincenzo Scarantino.L'esito finì dentro una relazione datata 1 luglio 1994, di cui si è scoperto solo per caso l'esistenza di recente.

Nessuno ne era a conoscenza perché non c'è mai stata traccia nei processi Borsellino.Un'annotazione anomala, nella forma ma anche nella sostanza, visto che si fa riferimento a luoghi inediti dopo tre decenni di indagini e processi.

Dimenticata oppure volutamente nascosta, da chi e perché?La difesa non ha dubbi: "Zerilli e Tedesco erano semplici agenti che rivestivano dei ruoli tali da non potere essere in alcun modo partecipi di finalità di questa portata".

E conclude: "Noi sappiamo quello che succedeva tra Arnaldo La Barbera e Vincenzo Scarantino?".Poi tocca all'avvocato Giuseppe Panepinto, legale dell'ispettore Vincenzo Maniscaldi. "E' documentalmente provato che quanto dichiarato dall'ispettore Vincenzo Maniscaldi è sempre stato vero", esordisce. "Non non solo non c'è una ipotesi di condanna ma non doveva essere neppure formulato il capo di imputazione", aggiunge. "Non c'è alcuna falsa dichiarazione nell'annotazione", dice il legale".  "Sulla base del dato documentale è evidente e provato che Maniscaldi non ha mai negato il vero, non ha mai dichiarato il falso- dice l'avvocato Panepinto – già oggi siamo nelle condizioni di dire che sarebbe ingiusto un processo per una posizione già documentata.

Il pm avrebbe dovuto chiedere l'archiviazione per Maniscaldi perché le sue dichiarazioni avevano lo scopo di ricostruire la verità". "Sotto il profilo oggettivo -dice – c'è la prova della veridicità delle dichiarazioni rese da Maniscaldi e la insussistenza di qualunque condotta ipotizzata dal pm".Poco prima il legale ha sottolineato che "se depistaggio c'è stato è stato quello di Vincenzo Scarantino", il falso pentito che con le sue dichiarazioni ha fatto condannare degli innocenti.

Spiega anche che, "come detto dalla Dia" Maniscaldi "era la memoria storica del Gruppo Falcone e Borsellino".  L'ultimo a prendere la parola è l'avvocato Giuseppe Seminara, che difende l'ispettore Giuseppe Di Gangi.Che esordisce dicendo "Di Gangi è un servitore dello Stato che per 40 anni, da agente fino a diventare Sovrintendente capo, continua la progressione della carriera proporzionata, all'interno di una vicenda che ha riguardato non solo gli appartenenti alle forze di Polizia ma anche la magistratura.

Di Gangi ha ricevuto encomi, ha partecipato all'arresto di latitanti, ha svolto con onore il suo servizio per 40 anni, è esente di qualunque pregiudizio penale.Dal 2014 al 2019 si è trovato terminata con una richiesta di archiviazione.

E' stato sottoposto a indagine per gli stessi fatti che sono oggetto della presente imputazione, per le questioni relative a San Bartolomeo al Mare.Di Gangi ha avuto una archiviazione perché il fatto non sussiste, una opzione liberatoria".

In aula, al processo a Mario Bo e altri due poliziotti, Di Gangi parlò, tra numerosi 'non ricordo', di un episodio avvenuto a San Bartolomeo al mare, dove si trovava il falso pentito Vincenzo Scarantino. "Il giorno prima della ritrattazione Scarantino aveva detto al personale dell'ufficio di Imperia che voleva parlare con loro urgentemente.Scarantino disse al dottore Bo che voleva tornare in carcere perché non voleva più collaborare.

Ho assistito alla discussione tra Scarantino e il dottore Bo.Abbiamo dovuto ammanettarlo a casa perché Scarantino si stava avventando contro il funzionario.

Davanti alla moglie e ai bambini.Non feci alcuna relazione di servizio''.

Poi spiega: "Il Sovrintendente di Polizia Giuseppe Di Gangi non ha mai puntato la pistola in faccia a Vincenzo Scarantino".Il falso pentito Scarantino, davanti ai pm, al processo agli altri 3 poliziotti, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, aveva detto: "Nella località protetta di San Bartolomeo a Mare quel poliziotto (Di Gangi ndr) mi ha afferrato per il collo e mi ha puntato la pistola in bocca.

Davanti a mia moglie e ai miei figli".Tesi sempre smentita con forza da Di Gangi.  L'ultima parola spetta adesso al gup David Salvucci, che dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio oppure decidere il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per i quattro poliziotti.

La decisione sarà resa nota venerdì, 15 novembre.Ci sarà un nuovo processo depistaggio o il gup archivierà? —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vino, Righini (Regione Lazio): “Fivi impegnata a difesa del territorio”

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(Adnkronos) – "Condivido gli obiettivi dei vignaioli indipendenti, ovvero prossimità delle coltivazioni, difesa delle specie autoctone e conservazione del territorio.Presìdi straordinariamente importanti.

La Regione Lazio sta facendo la sua parte”.Lo ha dichiarato, stamattina a Roma, l’assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranità alimentare del Lazio, Giancarlo Righini, intervenendo in occasione della presentazione dell’indagine “Il modello socio-economico dei Vignaioli indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana”, realizzata da Nomisma wine monitor – l’osservatorio di Nomisma dedicato al mercato del vino – in collaborazione con Fivi – la Federazione italiana vignaioli indipendenti. La ricerca scatta una fotografia ai produttori associati a Fivi ed evidenzia i risvolti del modello socio-economico collegato a tale tipologia di impresa, che riflette valore non solo sulla filiera vitivinicola italiana, ma sull’intero Paese.

L’assessore Righini fa sapere: “Abbiamo recentemente approvato i regolamenti attuativi e stanziamenti di bilancio importanti per il sostegno alla nostra legge sull'eno-olio turismo”, cioè la legge regionale num. 14 del 27 ottobre 2023 ‘Disciplina delle attività enoturistiche e oleoturistiche’.  “Stiamo ora per attivare un portale sulla diversificazione agricola – continua l’assessore – perché abbiamo scoperto quanto il tema del turismo enogastronomico e dell'enoturismo possa rappresentare uno straordinario pilastro di sostegno alle aziende vinicole del nostro territorio.Stiamo inoltre rilanciando, in termini straordinari, la promozione della nostra regione e le sue eccellenze nel suo territorio.

I vignaioli indipendenti e la loro federazione stanno svolgendo un ruolo straordinariamente importante nel percorso di queste attività”, le sue parole. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vino: vignaioli indipendenti, piccoli, sostenibili e di qualità, orientati a enoturismo

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(Adnkronos) – L’Italia del vino vanta un patrimonio fatto di produttori, vitigni autoctoni e territori unici al mondo: oltre 240mila aziende coltivatrici di uva, 30mila imprese vinificatrici, più di 500 vini a denominazione Dop e Igp.Senza tralasciare la biodiversità dei vitigni: i 10 più coltivati pesano per meno del 40% sulla superficie nazionale a vite, contro il 70% della Francia e l’80% dell’Australia.

Inoltre, con un fatturato complessivamente pari a 16 miliardi di euro, il comparto rappresenta un indiscutibile punto di forza per il Sistema Paese. In questo contesto, Nomisma Wine Monitor – l’Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato del vino – in collaborazione con Fivi – la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – ha realizzato un’indagine sui produttori associati a Fivi mettendo in luce i risvolti di un modello socio-economico collegato a tale tipologia di impresa, le cui esternalità rappresentano un valore non solo per la filiera vitivinicola italiana, ma per l’intero Paese.Qual è l’identikit di tale modello?

Poco più di 10 ettari di vigneto la superficie media coltivata dagli oltre 1.700 produttori associati a Fivi, 75 tonnellate di uva auto-prodotta per una produzione media di 38 mila bottiglie vendute ogni anno: in altre parole, una filiera totalmente integrata, dalla vigna alla cantina, fino alla commercializzazione dei propri vini. “L’81% dei vigneti coltivati da questi produttori si trova in collina e in montagna, rispetto al 60% della media italiana, vale a dire in quelle aree interne sempre più soggette a spopolamento e a rischio idrogeologico.Zone dove, per altro, l’uva da vino rappresenta una delle poche produzioni agricole ancora in grado di dare reddito a chi la coltiva”, sottolinea Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor.

Basti infatti pensare che, sebbene i cereali rappresentino la coltivazione più diffusa nelle aree collinari e montane italiane, il valore della produzione ottenuto ad ettaro è meno del 30% di quello ottenuto dall’uva da vino. “Senza poi tralasciare come in questo modello di impresa la vitivinicoltura esprime risvolti positivi anche a livello sociale dato che il 30% dei lavoratori è impiegato a tempo indeterminato (contro il 10% della media italiana in agricoltura), il 28% è di origine straniera (rispetto al 19% della media italiana) e il 33% è donna, a fronte del 26% della media dell’agricoltura italiana”. Anche dal punto di vista economico il 'modello Fivi' esprime valori importanti, non tanto in termini assoluti quanto unitari.Basti infatti pensare che il prezzo medio a bottiglia del vino venduto dai produttori Fivi è più che doppio rispetto alla media italiana (7,7 euro contro 3,6).

Dall’indagine condotta da Nomisma emerge come, per quanto l’Italia rappresenti il mercato di elezione dei produttori Fivi (e l’Horeca il canale principale), l’estero non è certo disdegnato dai ‘vignerons’ italiani: il 71% esporta mentre un altro 23% ha intenzione di farlo nei prossimi anni.E se gli Stati Uniti rappresentano oggi il principale mercato estero di sbocco, presto anche altri mercati extra-Ue diventeranno sempre più strategici, in particolare nell’area asiatica. Ma le difficoltà non sono poche e per essere superate occorrono risorse.

Un supporto importante potrebbe derivare dai fondi Ocm: purtroppo, a causa delle restrizioni e dei vincoli burocratici che disincentivano l’accesso da parte delle piccole aziende, solo il 14% dei soci Fivi ha potuto beneficiare negli ultimi due anni dei fondi destinati alla promozione. La ricerca presenta anche un focus sulla sostenibilità: alla luce della localizzazione geografica in cui sono collocati i produttori Fivi, il tema della sostenibilità assume quantomeno una doppia valenza.E anche in questo caso i risultati emersi dall’indagine realizzata da Nomisma danno conto di un modello di impresa attento sia alla sostenibilità ambientale sia sociale.

Nello specifico, negli ultimi due anni il 71% delle aziende intervistate ha realizzato azioni finalizzate alla sostenibilità ambientale (dall’utilizzo di packaging sostenibile al contenimento dei consumi di acqua e delle emissioni) mentre un altro 24% lo farà nei prossimi due. 1 impresa su 2, invece, produce vini in modo biologico e un 20% è certificato sostenibile.Nel complesso, per i Vignaioli Indipendenti, la sostenibilità rappresenta in primis un dovere e una responsabilità, prima ancora che un costo da sostenere. Sostenibilità anche economica.

Una leva di sviluppo e integrazione economica utilizzata dai produttori Fivi è quella dell’enoturismo: oltre l’80% delle aziende associate offre servizi per gli enoturisti, in particolare visite guidate con degustazioni.Anche in questo caso, il 'modello Fivi' offre un contributo particolarmente utile alla tenuta socio-economica delle aree rurali, dato che i ricavi derivanti dai servizi enoturistici incidono per il 23% sul fatturato complessivo dei ‘vignerons’ (contro una media nazionale del 18%), evidenziando in tal modo una differenziazione delle attività in grado di valorizzare ulteriormente la produzione vinicola delle aree interne.

Inoltre, il 46% dei turisti che annualmente visitano tali aziende sono di origine straniera, un altro fattore di sviluppo che, se rafforzato e ulteriormente valorizzato, può contribuire alla riduzione di quell’overtourism che negli ultimi anni sta portando effetti negativi negli equilibri sociali delle città italiane. In conclusione, il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti offre un importante contributo alla tenuta e valorizzazione del vino e dei territori vinicoli del Bel Paese.Tuttavia, le sfide che gli stessi produttori hanno davanti sono tante e complicate e, se non adeguatamente affrontate, rischiano di mettere in crisi l’efficacia di tale modello.

A questo riguardo, per quasi 1 produttore FIVI su 2, la gestione dei costi e l’efficienza dell’organizzazione aziendale (messa a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla difficoltà di reperire manodopera) rappresentano le sfide più difficili da vincere, così come l’evoluzione dei consumi e l’inasprimento della concorrenza, in particolare di quei vini più economici (spesso anche di minor livello qualitativo) che in momenti di congiuntura negativa, come quella attuale, rischiano di penalizzare i prodotti di qualità. “Era da tempo che sentivamo il bisogno di scattare una fotografia più chiara e nitida possibile della nostra base associativa, e grazie alla collaborazione con Nomisma siamo riusciti nel nostro intento – spiega Lorenzo Cesconi, vignaiolo e Presidente Fivi – Grazie ai dati forniti dai nostri soci e alla preziosa analisi svolta da Nomisma, abbiamo colto delle importanti conferme, delle interessanti novità e dei preoccupanti segnali di allarme.La conferma riguarda il ruolo dei vignaioli nella filiera vitivinicola italiana: aziende di medio-piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, radicate sul territorio e capaci di creare valore ed esternalità positive lì dove operano; impegnate non solo nella produzione di vino di qualità, ma nella tutela del territorio e nella conservazione del paesaggio rurale italiano".  La novità "è legata alla percentuale di lavoratori a tempo indeterminato presente nelle aziende associate: in tempi storici di grande precarietà lavorativa e in un settore caratterizzato inevitabilmente dalla stagionalità, è interessante leggere che il 30% dei lavoratori ha contratti stabili; significa che in azienda si creano spesso legami professionali profondi, che valorizzano le competenze e si basano su fiducia e rispetto.

Non mancano le preoccupazioni, perché una ricerca di questo genere ovviamente non può non cogliere elementi critici e tensioni, e in questo senso non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’alta percentuale di Vignaioli che ha posto come prima sfida per il futuro quella della redditività, a fronte di un continuo aumento dei costi". Campanello di allarme: "la resilienza delle aziende vitivinicole verticali non si può dare per scontata e non è infinita, ma ha bisogno di condizioni interne ed esterne che non sempre si riscontrano – sottolinea Cesconi – Modelli di finanziamento della produzione, transizione ecologica, passaggi generazionali, sono sfide enormi che anche come Federazione abbiamo il dovere di studiare a fondo.Alla politica, in Europa e in Italia, chiediamo semplificazione, snellimento burocratico, innovazione normativa a favore della micro, piccola e media impresa, e soprattutto una strategia chiara nella politica vitivinicola, che deve sempre di più essere orientata alla sostenibilità di produzione, alla qualità e non alla quantità, alla creazione di valore.

Speriamo che ora, anche di fronte a questi numeri, aumenti l’attenzione nei confronti di questo fondamentale segmento della filiera vitivinicola italiana”. “Complimenti per questo approfondito lavoro che fotografa la realtà dei Vignaioli Indipendenti italiani – dice Matilde Poggi, presidente Cevi (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) – Colgo in questa ricerca tanti spunti utili a formulare istanze da portare alle istituzioni europee, in primis la necessità di rendere accessibili a tutti i vignaioli, anche i più piccoli, ogni misura di sostegno, come ad esempio gli aiuti alla promozione paesi terzi; abbiamo visto da questo studio come le piccole aziende che Fivi rappresenta non accedano a questa misura, pur avendo una buona propensione all’export.Abbiamo colto dal Commissario designato Hansen la necessita per il settore di un impegno verso la sostenibilità: le aziende dei Vignaioli Indipendenti sono in linea con le richieste ma occorre una semplificazione anche nel sistema delle certificazioni, spesso troppo onerose per aziende di queste dimensioni”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vino, Cesconi (Fivi): “In indagine Nomisma valore economico-sociale nostra filiera produttiva”

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(Adnkronos) – “Da tempo ci interroghiamo sul valore economico e sociale della nostra filiera produttiva, del modello produttivo dei vignaioli indipendenti sparsi su tutto il territorio nazionale.Abbiamo ingaggiato Nomisma in quanto player di altissimo livello in questo campo e ne è uscita una ricerca molto soddisfacente, che risponde ai nostri quesiti in maniera puntuale”.

Lo ha detto Lorenzo Cesconi, vignaiolo e presidente della Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi), in occasione della presentazione dell’indagine 'Il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana' condotta da Nomisma wine monitor, l’osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, in collaborazione con Fivi e dedicata ai produttori associati alla federazione.  “Dal report è emerso che i vignaioli indipendenti hanno un ruolo sociale importante, coltivando prevalentemente aree in territorio montano e collinare, dove c'è bisogno di presidiare e custodire un territorio altrimenti fragile – spiega Cesconi – Il ruolo territoriale dei vignaioli ci è stato confermato dall’indagine, da cui emerge che coltiviamo per l'80% zone di versante, in collina oppure in montagna”. “Il nostro ruolo sociale è importante anche perché il 30% dei nostri dipendenti sono assunti a tempo indeterminato e abbiamo anche un ruolo importante nella definizione della qualità delle produzioni.Il nostro atteggiamento è sempre qualitativo, tant'è che scegliamo di produrre in maniera biologica, scelta che riguarda più della metà dei nostri soci – continua Cesconi – Puntiamo sempre al vertice qualitativo di tutte le denominazioni, tant'è che il nostro prezzo medio di vendita si attesta a più o meno il doppio rispetto alla media nazionale.

Questo approccio ha un ruolo importante sul richiamo delle denominazioni nei territori vitati, tant'è che anche nel comparto dell’enoturismo la nostra categoria svolge un ruolo di player importante”. “Il 90% delle nostre aziende fa vendite in cantina ed attrae clienti e turisti, che per un 40% sono stranieri.Inoltre riteniamo che l’enoturismo e i vignaioli indipendenti italiani possono avere un ruolo importante nel far defluire un po’ di turisti nelle campagne, contrastando così il fenomeno dell'over tourism", conclude il presidente Fivi.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vino, Pantini (Nomisma): “Identikit produttore Fivi è piccolo imprenditore vitivinicolo”

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(Adnkronos) – “L'identikit del produttore Fivi è quello della piccola impresa vitivinicola che gestisce circa dieci ettari di vigneto e produce mediamente all'anno poco meno di 40mila bottiglie.L’attività di queste imprese esprime un risvolto soprattutto sociale e ambientale, in quanto oltre 81% dei vigneti coltivati si trova in area montano-collinare, contro una media del vigneto italiano del 60%”.

Così Denis Pantini, responsabile di Nomisma wine monitor, in occasione della presentazione dell’indagine 'Il modello socio-economico dei Vignaioli Indipendenti per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana' condotta da Nomisma wine monitor, l’osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, in collaborazione con la Federazione italiana vignaioli indipendenti e dedicata ai produttori associati alla federazione.  “Questo significa che i produttori Fivi sono dislocati in zone svantaggiate, nelle cosiddette aree interne, che oggi soffrono di uno spopolamento crescente – continua Pantini – una situazione molto complicata perché significa non avere più presidio del territorio e tutela idrogeologica in un Paese estremamente fragile, come lo hanno dimostrato le ultime alluvioni e i cambiamenti climatici”. “Il vino è il primo prodotto italiano esportato nel mondo.Il produttore Fivi esprime una percentuale di export che è leggermente sotto la media per un semplice motivo: è più complicato per un produttore di dimensioni ridotte arrivare sui mercati internazionali.

Questo non significa che non ci sia una buona propensione all'export.L'indagine, infatti, ha messo in luce come 7 aziende produttrici Fivi su 10 esportano e un altro 20% è intenzionato a farlo nei prossimi anni – conclude il responsabile di Nomisma wine monitor – I mercati raggiunti sono quelli della media italiana: Stati Uniti, i mercati europei e il mercato asiatico, nonostante quest’ultimo sia un mercato emergente, dove i consumi di vino sono ancora agli inizi e dove sono presenti delle normative di vincoli di accesso molto più stringenti rispetto al mercato comune europeo”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump a Washington per incontro con Biden alla Casa Bianca

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(Adnkronos) – Donald Trump è arrivato a Washington per recarsi alla Casa Bianca dove è stato invitato da Joe Biden dopo la sua vittoria elettorale.Un invito che, va ricordato, il presidente eletto non rivolse a Biden dopo la sconfitta elettorale del 2020.

Come era stato anticipato, Melania Trump non accompagna il marito per il tradizionale incontro con la first lady Jill Biden.  "La signora Trump non parteciperà oggi all'incontro alla Casa Bianca.Il ritorno del marito nello Studio Ovale per avviare il processo di transizione è incoraggiante e lei gli fa i migliori auguri", ha scritto su X l'ufficio della futura first lady.

Ad accompagnare Trump nel suo ritorno vittorioso a Washington c'è invece Elon Musk, considerato uno dei principali artefici della vittoria elettorale dell'ex presidente.  Il miliardario tech, al quale è stata appena affidata la guida del Dipartimento per l'efficienza governativa, non dovrebbe recarsi alla Casa Bianca ma sarà al fianco del tycoon durante il successivo incontro con i deputati repubblicani, secondo fonti citate dalla Cnn che precisano che Musk ha viaggiato sull'aereo di Trump.Oggi a Capitol Hill è anche attesa l'elezione del nuovo leader repubblicano del Senato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella contro Musk, le reazioni della politica italiana da Salvini a Calenda

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(Adnkronos) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha replicato alle parole sui giudici italiani pronunciate da Elon Musk in relazione alle decisioni dei magistrati che si sono espressi sui trattenimenti dei migranti in Albania.Un botta e risposta che ha generato reazioni in tutta la politica italiana.   "Ascoltiamo sempre con grande rispetto le parole del Presidente della Repubblica", ha affermato la premier Giorgia Meloni, come riferiscono fonti di Palazzo Chigi. "Se condivido Mattarella?

Anche le virgole e le pause".Così Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia, ha detto a Tagadà su La7 di condividere "anche le virgole e le pause" di Mattarella. "Io non so se Musk avrà ruolo o no nel governo Trump, – ha spiegato – sicuramente noi non abbiamo mai gradito quando ministri di altre nazioni attaccavano il governo e con lo stesso principio crediamo che all'estero possono commentare la politica italiana ma poi noi abbiamo la nostra indipendenza e autonomia". "Non sarà una persona dall'altra parte del mondo a decidere della carriera dei giudici in Italia.

Detto questo il Pd" su questa vicenda "ha fatto una campagna sopra le righe, esagerata". Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha dichiarato: "Riteniamo infondate le preoccupazioni di Elon Musk: attraverso libere elezioni sono le persone, il popolo, a scegliere chi eleggere in Parlamento, a decidere le maggioranze ed il governo che, grazie al grande lavoro di Giorgia Meloni e ai quattro partiti che lo compongono, gode di ottima salute". 
Matteo Salvini invece non si è più espresso dopo essersi congratulato con Elon Musk e il "mio amico Vivek Ramaswamy, nominati dal presidente Trump alla guida del Dipartimento per l'efficienza governativa, che svolgerà un ruolo cruciale nella nuova amministrazione".  Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, il leader di Azione Carlo Calenda e il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli puntano il dito contro il governo che ha "scelto il silenzio" e non ha risposto a Elon Musk. "Si riempiono la bocca della parola ‘patria’, urlano ‘prima l'Italia’, usano e abusano del tricolore nel simbolo, – ha dichiarato Magi – ma quando si tratta di difendere il Paese, la Costituzione e la sovranità dalle ingerenze dell'uomo più ricco del mondo, imprenditore in settori strategici per la difesa e la sicurezza, con un ruolo di rilievo al fianco del presidente eletto degli Stati Uniti, scelgono il silenzio.Se il presidente della Repubblica deve ricordare pubblicamente a tutti, e quindi anche al governo italiano, cos'è il rispetto delle istituzioni, forse è ora di chiedersi chi davvero non sa badare a sé stesso.

Mattarella ha ricordato più volte in passato che la sovranità nazionale italiana si completa e si rafforza dall'essere membri dell'Unione europea, con il suo diritto.Grazie, presidente Mattarella, per aver difeso, lei sì, la sovranità dell'Italia e l’appartenenza all’Unione europea del nostro Paese". Carlo Calenda invece se la prende direttamente con Giorgia Meloni che "ha il dovere istituzionale di pronunciarsi. È impensabile che la presidente del Consiglio non dica una parola a difesa della dignità e della sovranità nazionale.

E meno male che questi erano quelli contro i poteri forti internazionali". "Ringraziamo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per aver difeso la nostra sovranità e la nostra Costituzione", ha detto Angelo Bonelli, per poi dirsi rammaricato per "il silenzio della premier Meloni e il sostegno di Salvini alle dichiarazioni di Elon Musk, che non è un cittadino qualunque, ma il braccio destro di Donald Trump e stratega della sua campagna elettorale.In tempi come questi viene da rimpiangere Bettino Craxi, che da capo di governo non esitava a difendere la sovranità dell’Italia". "I sovranisti italiani difendono l'Italia a corrente alternata pur di attaccare i giudici.

Ma un paese in la maggioranza che governa consente la delegittimazione della magistratura va verso una svolta autoritaria e Musk oggi è colui che vuole costruire un’autocrazia tecnologica che vuole ridurre il ruolo delle democrazie .il potere di condizionamento che Musk esercita sulle democrazie dovrebbe preoccupare visto l’enorme potere economico e tecnologico che ha accumulato, tra cui centinaia di satelliti e le sue piattaforme social", conclude Bonelli.  Il capodelegazione Pd in Ue, Nicola Zingaretti, sui social, si è limitato a dire "grazie" al presidente Mattarella: "Lei sì che difende l’Italia".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasformazione digitale, dentro l’AI: il 19 novembre evento Adnkronos Q&A

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(Adnkronos) – Le nuove tendenze del tech.I passi in avanti e i nuovi dubbi che nascono con le applicazioni sempre più ‘spinte’ dell’intelligenza artificiale.

Una trasformazione che ha assunto velocità diverse nei settori più esposti.Le conseguenze per il mondo del lavoro, con l’offerta che cambia e nuove competenze che si affermano.

Saranno i temi al centro del nuovo evento Adnkronos Q&A,
'Trasformazione digitale, dentro l'AI', in programma il 19 novembre al Palazzo dell'Informazione.
 
Ad aprire i lavori il direttore dell'Adnkronos Davide Desario.A moderare i vicedirettori Fabio Insenga e Giorgio Rutelli e la giornalista Maddalena Guiotto.

Due interviste, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Alberto Barachini, offriranno il punto di vista istituzionale.Il Ceo di Engineering Maximo Ibarra parlerà del rapporto tra AI e competitività, il filosofo Luciano Floridi delle opportunità e dei rischi legati alle applicazioni dell'intelligenza artificiale.
 
Due panel, con relatori di primo piano, impegneranno imprese, esponenti del mondo accademico e scientifico.

Il primo,

'La rivoluzione che sta cambiando il business', partirà dal presupposto che le imprese usano l’intelligenza artificiale e possono usarla ancora di più per migliorare i processi e aumentare la produttività, ponendo diverse domande: A quali condizioni?Con quali conseguenze su management e dipendenti?

Il secondo, 'Le applicazioni dell’intelligenza artificiale', rispondera ad altre domande: Quali nuovi passi si stanno preparando?In quali settori e con quali prospettive l’applicazione dell’intelligenza artificiale può giocare il suo ruolo di ‘game changer’? Come in ogni appuntamento Adnkronos Q&A, una rilevazione sull'utenza del sito adnkronos.com e dei canali social dell'agenzia 'misurerà' la percezione rispetto alla penetrazione dell'AI nella vita quotidiana e nella vita professionale. In questo link, il form per la partecipazione all'evento.
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, Fava (Inps): “Patto con imprese, vi aiutiamo se assumete”

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(Adnkronos) – In Italia "se vogliamo arrivare ad un sistema pensionistico sostenibile, c'è un'unica vera ricetta, l'aumento della base occupazionale, che vuol dire un nuovo patto con le imprese: noi, lo Stato, ci siamo e vi aiutiamo, nei limiti in cui assumete e date migliori stipendi, coerentemente con la produttività".Lo dice il presidente dell'Inps Gabriele Fava, a Bruxelles a margine della presentazione del primo rapporto dell'ente previdenziale a Bruxelles, su invito del capodelegazione del M5S Pasquale Tridico. "Questo vuol dire – prosegue Fava – che l'effetto virtuoso sarà più contribuenti e maggiori contributi, quindi raggiungeremo la famosa sostenibilità.

Ci vorrà tempo: probabilmente non la vedrò io, ma se soltanto prendiamo questa autostrada, saremo tutti felici".Anche per questo, continua, "stiamo immettendo sul mercato italiano una nuova app, l'abbiamo chiamata 'Contaci', che sarà rivolta soprattutto ai giovani.

Dobbiamo dialogare con i giovani.Partirà a breve una campagna nelle scuole, per far maturare la consapevolezza del loro salvadanaio".  "Devono iniziare subito – aggiunge – con l'estratto conto contributivo: prima iniziano, migliore salvadanaio si troveranno.

Per i giovani è un po' più semplice: a differenza del retributivo, loro si troveranno con il contributivo pieno, a distanza di trent'anni dalla riforma Dini.Il sistema contributivo è relativamente semplice: più contributi vengono erogati, migliore salvadanaio ti troverai.

Se il legislatore interverrà con il secondo pilastro (la previdenza complementare, che dovrebbe aggiungersi a quella di base, ndr), sarà sicuramente bene accetto.Ecco perché cercheremo di parlare con i giovani con il loro linguaggio, con una app semplice, fruibile e intuitiva, che dia anche un'idea, in prospettiva, del sistema pensionistico", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, detenuto 93enne scarcerato in anticipo: “Risarcimento per il sovraffollamento”

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(Adnkronos) –
Scarcerato in anticipo un detenuto di 93 anni dal carcere napoletano di Poggioreale.Era uscito recentemente per andare a scontare la pena alternativa in detenzione speciale nella comunità.

Alla fine di ottobre, ha ricevuto dall’Ufficio di sorveglianza di Napoli il riconoscimento di 193 giorni di liberazione anticipata concessa a titolo di risarcimento del danno, come previsto dall’Ordinamento Penitenziario (che riconosce l’abbuono di un giorno di pena per ogni dieci giorni di detenzione se vissuta in condizioni disumane), in riferimento al periodo valutato dal 18-09-2018 al 10-10-2024, trascorso nel carcere di Poggioreale.  Il Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello, che segue da tempo il detenuto, dichiara: “Giusto e doveroso il provvedimento di scarcerazione del magistrato di sorveglianza, ma la vicenda ripropone il tema del sovraffollamento e, più in generale, delle condizioni inumane in cui versa la popolazione carceraria; più grave ancora se proviamo ad immaginare un uomo ultranovantenne ristretto in condizioni inumane nel carcere di Poggioreale in celle da 8 e 10 persone in spazi angusti.Insieme a considerazioni di ordine etico concorrono ragioni di natura giuridica che rendono gravemente illegittima l’esecuzione della pena in questo Paese.

Ciò perché da un lato si pretende una punibilità ispirata a criteri di certezza e puntualità, ma dall’altro restano nel vago i doveri di provenienza giuridica legati alle modalità di esercizio del “diritto di punire”; vale a dire con criterio di umanità e per finalità rieducative, per obbligo derivante dalla carta costituzionale.Ciò significa – conclude Ciambriello – che la pena criminale è ancora eseguita con modalità illegali.

Non ci può essere certezza della pena senza rispettare la dignità umana”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fava, ‘personalizzeremo servizi per tutto arco vita’

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(Adnkronos) – Il presidente dell'Inps Gabriele Fava mira a "personalizzare" i servizi che l'ente eroga ai suoi utenti, oggi 52 milioni di persone, in modo da accompagnarli nel corso dell'intero ciclo vitale.Lo spiega lo stesso Fava, a Bruxelles a margine della presentazione del rapporto annuale dell'Inps nella sede del Parlamento Europeo, su invito del capodelegazione del M5S ed ex presidente dell'ente Pasquale Tridico.  "Ho aderito con piacere – dice Fava – all'invito del presidente Pasquale Tridico, perché è fondamentale e importante, mai quanto oggi, presentare il rapporto dell'istituto previdenziale e assistenziale più grande, sostanzialmente, al mondo.

L'Inps è un unicum: non esiste ente previdenziale che abbia tutte queste dimensioni".L'ente, ricorda, ha "dimensioni previdenziali e assistenziali: pensate a 340 prestazioni previdenziali e socio-assistenziali che l'Inps fornisce a tutti i suoi utenti, 52 mln, quasi l'87% della popolazione italiana.

Ma, essendo un unicum, era importante, e ho gradito davvero l'invito del presidente Tridico, per presentare e proiettare la line progettuale e strategica che ho impostato e che seguirà tutto il mio mandato: welfare generativo e hub del welfare".  "Tutto il welfare in Italia è l'Inps – aggiunge Fava – di conseguenza è importante capirlo, metabolizzarlo ed entrare anche un po' nel merito di questi servizi.L'Inps non è solo pensioni: è molto di più, è servizi ai cittadini, a tutti i cittadini.

Questo è il core business dell'Inps: servizi a regola d'arte ai cittadini, contestualizzati.Questo è l'upgrade che proverò a portare avanti: contestualizzare e personalizzare i servizi, durante tutto il ciclo di vita della persona.

L'ho chiamato welfare generativo e così sarà.Cercheremo di 'customizzare' tutti i servizi durante l'arco di vita della persona, in considerazione delle esigenze che si presenteranno cammin facendo", aggiunge. Gestire insieme previdenza e assistenza, come fa l'Inps, non è complicato, "tutt'altro: è molto stimolante.

Pensate al caso concreto di successo: la pandemia di Covid-19.L'Italia l'ha superata" anche grazie "all'Inps, con le sue due dimensioni, previdenziale e assistenziale.

Se c'è una best practice, perché cambiarla?" conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Finals, Alcaraz batte Rublev in 2 set

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(Adnkronos) – Carlos Alcaraz batte il russo Andrei Rublev per 6-3, 7-6 (10-8) in un'ora e 38 minuti oggi alle Atp Finals 2024 in un match della seconda giornata del gruppo intitolato a John Newcombe.Lo spagnolo, numero 3 del mondo, riscatta la sconfitta dell'esordio e rimane in corsa per l'accesso alle semifinali.

Il russo subisce il secondo k.o.ed è fuori.

Alle 20.30, sempre per il gruppo Newcombe, si sfideranno il tedesco Alexander Zverev e il norvegese Casper Ruud.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fava, ‘Inps punto di riferimento in Ue’

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(Adnkronos) – “L’Inps rappresenta un unicum nel panorama globale dei servizi socioassistenziali e previdenziali e per questo è considerato un punto di riferimento nell’Unione europea''.Lo afferma il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, oggi a Bruxelles, alla presentazione del XXIII rapporto annuale dell’Istituto al parlamento europeo, nel corso del convegno 'Il welfare italiano nella prospettiva europea. ''Negli ultimi cinque anni con le misure e prestazioni per i lavoratori, la famiglia, le imprese ha contribuito in maniera determinante al sostegno del mercato del lavoro'', aggiunge.  ''Intendiamo rafforzare il ruolo dell'Istituto come hub del welfare a servizio del Paese, promuovendo il passaggio al welfare generativo basato sulla personalizzazione delle prestazioni in base alle reali esigenze dei cittadini'', assicura il presidente. ''L’obiettivo per i prossimi anni è rendere l’Istituto sempre più vicino ai cittadini grazie anche all’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dell’Intelligenza Artificiale”.  “Per avere un sistema previdenziale solido, occorre allargare la base occupazione e, in particolare, offrire ai giovani opportunità di lavoro regolare, riducendo i tempi di transizione sia dal sistema di istruzione e formazione al lavoro, che da una occupazione all’altra, con adeguate misure di politiche attive.

Per avvicinare i giovani al mondo della previdenza, la nuova Governance dell’INPS ha messo a punto un progetto di informazione e educazione previdenziale con incontri nelle scuole e università.Vogliamo aiutare i giovani nella costruzione del proprio 'salvadanaio previdenziale'”, prosegue Fava. L'Inps potrebbe aprire un proprio "punto" a Bruxelles, capitale del Belgio, dove vive una numerosa comunità di espatriati che devono talora affrontare difficoltà per quanto riguarda la pensione, a causa del peculiare regime previdenziale belga, per alcuni aspetti più vantaggioso di quello italiano.

Lo afferma il presidente dell'ente previdenziale Gabriele Fava, parlando con la stampa a margine della presentazione su invito del capodelegazione del M5S Pasquale Tridico. "Ai fini della semplificazione globale valuteremo con grande piacere la possibilità di aprire un punto Inps qui – dice Fava – utile e fruibile a tutti, perché sappiamo e siamo ben consapevoli di tutte le posizioni previdenziali frazionate.E' importante dare certezze: oggi viviamo nella mobilità globale, quindi è importante, da questo punto di vista, rispondere efficacemente a questa domanda", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inps, presentato oggi a Bruxelles il XXIII Rapporto Annuale

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(Adnkronos) – Alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, si è tenuta oggi la presentazione del XXIII Rapporto Annuale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps).Il Presidente Gabriele Fava ha evidenziato il ruolo centrale dell'Istituto nel sistema di welfare italiano e ha annunciato la nuova strategia che l’Inps metterà in campo per affrontare le sfide del mercato del lavoro italiano e garantire la sostenibilità del sistema previdenziale. "Intendiamo rafforzare il ruolo dell'Istituto come hub del welfare, promuovendo il passaggio ad un welfare generativo che personalizzi le prestazioni in base alle esigenze dei cittadini".

Particolare attenzione, ha spiegato il Presidente dell'Inps, sarà dedicata ai giovani, attraverso iniziative di educazione previdenziale e strumenti digitali innovativi, e agli anziani, riconosciuti come una risorsa fondamentale per il Paese", sottolinea Fava che aggiunge che l'Istituto "è impegnato a fare la sua parte per rafforzare il welfare italiano e sostenere il futuro del Paese". Il presidente dell'Inps ha annunciato una svolta nel sistema di welfare italiano, puntando sul concetto di welfare generativo. "Si tratta di un cambio di passo e di prospettiva per rendere l'Istituto sempre più vicino ai cittadini, con servizi personalizzati, grazie anche all'impiego delle tecnologie e dell'Intelligenza Artificiale", ha affermato Fava. "Vogliamo andare incontro alle reali esigenze delle persone, potenziando la capacità di risposta dell'Istituto". Per avere un sistema previdenziale solido, rileva Fava in occasione della presentazione del rapporto, "occorre offrire ai giovani opportunità di lavoro regolare e informarli sul funzionamento del sistema pensionistico".L'Istituto ha avviato un progetto rivolto ai giovani, che include incontri nelle scuole e università, podcast informativi, video tutorial e l'app "Contaci". "Vogliamo aiutare le giovani generazioni nella costruzione del proprio 'salvadanaio previdenziale'" spiega Fava. Nel suo intervento per la presentazione del XXIII Rapporto Annuale dell’Inps al Parlamento Europeo, il presidente ha sottolineato l'importanza degli anziani nella società italiana. "Nel 2050 i cittadini con 65 anni e più potrebbero rappresentare fino al 35% della popolazione.

Gli anziani, o come preferisco chiamarli 'i diversamente giovani', rappresentano una grande risorsa del nostro Paese", ha affermato Fava.L'Inps sta investendo in progetti di senior housing e nella promozione di politiche di invecchiamento attivo e di age management proprio per favorire il riconoscimento del ruolo fondamentale degli anziani. L'Inps si conferma tra le prime organizzazioni pubbliche in Europa nell'implementazione dell'Intelligenza Artificiale (Ia) nei servizi pubblici. "Grazie all'Ia, possiamo personalizzare i servizi e le prestazioni dell'Istituto sul ciclo di vita dei cittadini", aggiunge Fava.

Tra le innovazioni presentate figurano il "Consulente digitale delle pensioni" e l'uso di assistenti virtuali avanzati. "Assicuriamo un approccio etico e responsabile all'uso dell'Ia, in linea con il Regolamento europeo, garantendo un controllo umano e una supervisione attenta dei sistemi", conclude. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump sceglie volto tv come segretario Difesa: chi è Pete Hegset, da Fox News al Pentagono

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(Adnkronos) – Un guerriero del teleschermo pronto a mettersi alla guida della restaurazione annunciata da Donald Trump per sradicare la cultura 'woke' con cui i democratici avrebbero contaminato il Pentagono.E' Pete Hegseth, 44 anni, da 10 conduttore di Fox News, che Donald Trump ha scelto come segretario alla Difesa della sua prossima amministrazione.

Una nomina arrivata a sorpresa, dal momento che il suo nome non era circolato tra quelli dei papabili, e che ha lasciato spiazzati, se non perplessi, anche alcuni senatori repubblicani. "Non so nulla di lui", ha detto candidamente Bill Cassidy, eletto in Louisiana, mentre la moderata dell'Alaska Lisa Murkowsky si è detta "sorpresa", Todd Young, dell'Indiana, ha detto di non avere presente "il suo background".Con lauree e master in università prestigiose, Princeton e Harvard, Hegseth ha servito come ufficiale decorato della Minnesota National Guard in Iraq e Afghanistan, con un periodo anche al campo di prigionia di Guantanamo.

Alla fine del primo mandato di Trump, ebbe un ruolo cruciale per ottenere la grazia per i militari americani accusati di crimini di guerra.   Una carriera militare scarna per un incarico solitamente affidato o a politici di lungo corso, con lunga esperienza in campo di politica estera e difesa, o ex vertici delle Forze Armate, come il segretario uscente Lioyd Austin, generale a quattro stelle a riposo che come ultimo incarico è stato capo del Centcom.O come Jim Mattis, generale dei Marines che Trump nominò al Pentagono nel 2017, uno dei "miei generali" con cui fini in poco tempo ai ferri corti.

Uno di loro, John Kelly che fu segretario alla Sicurezza interna e poi capo dello staff di Trump, è stato il primo a dargli pubblicamente del fascista prima del voto.  Ancora minore è la conoscenza che si ha delle posizioni di politica estera e di difesa del giornalista, a parte l'aderenza all'ortodossia Maga di scetticismo verso la Nato, con gli alleati criticati come deboli, e allarme per una Cina che, con l'attuale amministrazione dem è sul punto di dominare la regione.Per quanto riguarda l'Ucraina, subito dopo l'invasione difese Trump per aver definito Vladimir Putin "un genio".   Dalla sua, l'anchorman che guiderà le forze armate della superpotenza Usa ha però la qualità più importante per Trump, la completa e assoluta fedeltà al tycoon.

Come sta dimostrando con le altre nomine del 'governissimo' che sta assemblando, il presidente eletto nella sua seconda amministrazione non vuole avere nei posti chiave persone che possano opporsi a suo direttive non ortodosse.Come quelle già ventilate per il Pentagono di un utilizzo dei militari a sostegno delle operazioni di deportazione dei militari o anche per operazioni di ordine pubblico.  Ma Hegseth ha anche un'altra importante qualità, quella di parlare alla base Maga che ha riportato Trump alla Casa Bianca, soprattutto grazie alla crociata contro quelle che ha definito "le deformi politiche woke dell'attuale leadership militare" nel libro recentemente pubblicato intitolato 'The War on Warriors: Behind the Betrayal of the Men Who Keep Us Free', 'La guerra contro i guerrieri: dietro al tradimento degli uomini che ci mantengono liberi'.   Nel libro, si legge in una delle entusiaste recensioni online del libro entrato nei best seller del New York Times, si descrive "un quadro terribile in cui i militari sono così indottrinati dall'ideologia di sinistra, trasformando le nostre forze armate nell'ombra di se stessi".

Affermazioni che potrebbero mettere il futuro capo del Pentagono in rotta di collisione con il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale C.Q.Brown, che Hegseth accusa di "seguire le posizioni estremiste dei politici di sinistra".  Hegseth, descritto com "un marito, un padre, un patriota e un cristiano", nel libro si scaglia contro le nuove normative per assicurare nelle forze armate il rispetto della diversità, equità e inclusione e anche l'adozione della critical race theory, la teoria critica della razza, uno dei bersagli numero uno della destra trumpiana.

Insomma, Hegesth sembra quindi l'uomo più adatto per condurre sul campo la "restaurazione" al Pentagono che Trump ha promesso che attuerà sin dal primo giorno, a cominciare dalla firma di un ordine esecutivo per ripristinare il divieto, adottato durante la sua prima amministrazione, di transgender nelle forze armate.  Sarà invece diretta contro le donne in divisa la misura che si prevede che Trump adotterà per annullare quella con cui Biden sta garantendo alle militari di stanza in uno stato con leggi anti-aborto i giorni di licenza e il rimborso delle spese di viaggio per recarsi in un altro stato per abortire.Sul fronte, invece, della teoria critica della razza, Trump ha detto che restaurerà tutti i vecchi nomi di basi militari dedicate a generali e leader confederati considerati un simbolo della cultura razzista e schiavista.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci, Tar Lazio conferma sospensione da Esercito

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(Adnkronos) –
Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso proposto contro la sanzione disciplinare della sospensione dall'impiego inflitta al generale Roberto Vannacci per la pubblicazione del libro 'Il mondo al contrario'.Lo riferisce l'avvocato Giorgio Carta, difensore dell'ufficiale sospeso dal servizio per 11 mesi. "Il Tar ha motivato la decisione considerando l'opera come un intervento di natura politica, che, a suo avviso, giustifica la sanzione applicata dall'amministrazione militare – spiega Carta – Quest'ultima vicenda non è da ritenersi conclusa in quanto sarà presentato appello al Consiglio di Stato per chiedere la riforma della decisione del Tar, eventualmente, ove necessario, portando la questione all'attenzione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, laddove si valuterà che la libertà di espressione non solo del Generale Vannacci, ma di tutti i militari italiani meriti un attento vaglio anche in ambito europeo’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)