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Ue, è stallo sul von der Leyen bis: maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi

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(Adnkronos) – La nomina della seconda Commissione Europea di Ursula von der Leyen si va complicando sempre di più.Le audizioni dei sei vicepresidenti esecutivi in pectore, che avrebbero dovuto chiudere l’esame da parte del Parlamento Europeo, hanno prodotto a Bruxelles uno stallo nervosissimo, provocato dai veti incrociati all’interno della maggioranza, tra Popolari e Socialisti. In sostanza i Socialisti e Democratici non vogliono che a Raffaele Fitto, ministro degli Affari Europei del governo Meloni, malgrado sia generalmente considerato adatto a fare il commissario alla Coesione, venga assegnata una vicepresidenza esecutiva perché i Conservatori, il gruppo di Fratelli d’Italia, non fanno parte della maggioranza che ha eletto Ursula von der Leyen in luglio.

Per i Socialisti, e anche per molti eurodeputati del Pd, la vicepresidenza esecutiva assegnata all’Ecr altera il profilo politico della Commissione. I Socialisti sono sul piede di guerra, tanto che diversi eurodeputati dell’S&D, fuori microfono, dicono che potrebbero persino votare contro l’intero collegio a Strasburgo.Von der Leyen “faccia la maggioranza con Orban, Bardella e AfD e spieghi ai cittadini europei che è la curatrice fallimentare dell’Ue”, dice una fonte del Pd.

Il francese Raphael Glucksmann, il primo ad aprire le ostilità via social nei confronti di Fitto, dice che non si può avere un "accordo a luglio" e una "maggioranza con l'estrema destra a novembre.Una linea rossa è una linea rossa".

A palazzo Berlaymont, sede della Commissione, si è tenuto un incontro tra i vertici di Ppe, S&D e Renew Europe, ma non è andato bene.  La capogruppo socialista Iratxe Garcia Perez, dopo aver incontrato von der Leyen, ha detto di non essere ottimista e di non sapere se verrà trovato un accordo.I Popolari, che hanno bisogno dei Conservatori in Parlamento per evitare uno spostamento troppo a sinistra del Green Deal, per tutta risposta hanno bloccato la nomina della vicepresidente spagnola Teresa Ribera, che è stata attaccata in audizione dai suoi compatrioti, che sulle alluvioni che hanno sconvolto la regione di Valencia stanno attaccando il governo di Pedro Sanchez e chiedono che Ribera riferisca alle Cortes, cosa che dovrebbe accadere la settimana prossima.

Quindi, alla questione Fitto si aggiunge un problema tutto spagnolo, il tentativo del Partido Popular di dare una spallata a Pedro Sanchez, dopo le alluvioni a Valencia, che acquista grandissima rilevanza anche perché gli spagnoli conservano la presidenza del gruppo S&D, malgrado siano la seconda delegazione dopo il Pd.  Lo stallo, al momento, appare totale.Non aiuta il silenzio di von der Leyen: “Parli, dica qualcosa c…”, sbotta un eurodeputato Dem.

Anche una dichiarazione politica, in cui si dica che la maggioranza è quella che l’ha eletta a luglio, aiuterebbe a distendere gli animi, ma per tutto il giorno von der Leyen ha taciuto, chiusa al Berlaymont.Ha persino annullato la sua partecipazione alla miniplenaria di Bruxelles, inizialmente ventilata.

Per una fonte dell’S&D, solamente una dichiarazione politica della presidente eletta non basterebbe.Se vuole conservare la vicepresidenza esecutiva per Raffaele Fitto, allora, ragiona un eurodeputato socialista, dovrebbe “raddoppiare” le deleghe dei commissari socialisti. Secondo una fonte popolare, la rottura si sarebbe consumata lunedì sera, quando i Socialisti avrebbero comunicato a Manfred Weber che non avrebbero votato né Fitto, né Oliver Varhelyi, il candidato ungherese alla Salute (attuale commissario all’Allargamento), il cui destino rimane appeso, insieme a quello dei sei vicepresidenti.

Questo, come ha osservato Carlo Fidanza di Fdi, malgrado l'Ecr abbia appoggiato gli altri commissari, che senza l'appoggio dei Conservatori non sarebbero passati con la maggioranza necessaria dei due terzi.A quel punto Weber avrebbe deciso di bloccare Ribera, anche perché deve ancora riferire alle Cortes ed è preferibile che i prossimi componenti della Commissione non abbiano “ombre” in patria che possano creare noie a Bruxelles nel corso del mandato.

La linea di Weber avrebbe incontrato qualche obiezione da parte dei coordinatori Ppe nelle commissioni, i quali temono che lo scontro con i Socialisti possa far deragliare la nomina della nuova Commissione. Il capodelegazione della Lega, Paolo Borchia, dei Patrioti ha preso carta e penna e ha scritto alla presidente dell’Aula Roberta Metsola, osservando che il Parlamento “calpesta le sue stesse regole”.Le audizioni vengono tenute per appurare se un commissario è adatto o meno al lavoro che deve fare.

In pochi sostengono che Fitto e Ribera siano inadatti al ruolo che devono ricoprire.Entrambi sono andati bene nelle rispettive audizioni: Fitto, in particolare, ha eretto un invalicabile 'muro di gommapiuma', rispondendo con calma e disponibilità al dialogo anche agli interventi più ‘aggressivi’.  A un certo punto, forte del suo passato nella Dc e dei suoi tre mandati da europarlamentare, ha lodato il lavoro fatto sulla coesione da Younous Omarjee, che ha redatto un rapporto di cui lui, Fitto, è stato relatore ombra.

Ha definito il rapporto Omarjee un’ottima “base” su cui lavorare, malgrado le “differenze politiche” che lo separano dall’ex collega.Che milita nella France Insoumise, la Gauche del tribuno Jean-Luc Mélenchon.

Ma ormai la partita è tutta politica e viene decisa dai vertici dei gruppi: l’esito sembra prescindere del tutto dal merito delle audizioni.Invano la capogruppo di Renew Valérie Hayer ieri ha fatto appello alle parti affinché tornino al tavolo, per evitare uno “stallo” che sarebbe dannoso “per tutti”.  La von der Leyen bis non è ancora nata e la maggioranza che ha rieletto Ursula è percorsa da tensioni fortissime.

E oggi, se non interverrà un accordo, le tensioni potrebbero aumentare ulteriormente perché i Popolari hanno presentato emendamenti al regolamento Ue sulla deforestazione, secondo i Socialisti violando gli accordi.La partita delle nomine al momento pare destinata ad essere rimandata alla settimana prossima.

Per l’eurodeputata di Forza Italia Letizia Moratti, l’esito sarà successivo al passaggio di Ribera alle Cortes.  Intanto, Donald Trump è stato rieletto negli Usa e si prepara a riprendere possesso della Casa Bianca.Con l’Ue non era stato tenero, nel suo primo mandato: il primo politico europeo che aveva ricevuto alla Trump Tower, dopo aver vinto alle urne, era stato Nigel Farage, il papà della Brexit.

All’epoca Socialisti e Popolari governavano l’Aula.Questa volta si troverà di fronte un’Unione ancora più divisa, con la (ex?) maggioranza Ursula che pare sul punto di spaccarsi in mille pezzi, ancora prima che la nuova Commissione si insedi.

Il tutto con la Germania, motore immobile dell'Unione, senza un governo nel pieno dei suoi poteri, con ogni probabilità almeno fino alla prossima primavera. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco ai giudici, Mattarella stoppa Musk. E ‘Mister X’ sente Meloni

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(Adnkronos) – "L'Italia è un grande Paese democratico e devo ribadire, con le parole adoperate il 7 ottobre 2022, che sa badare a se stessa nel rispetto della sua Costituzione".Ventiquattro ore dopo l'affondo di Elon Musk nei confronti dei magistrati italiani sul caso migranti, è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a far sentire forte e chiara la sua voce con una dichiarazione resa pubblica a mezzogiorno dal Colle.  Le parole del capo dello Stato suonano come un vero e proprio monito, rivolto in questo caso al patron della Tesla che ieri è tornato ad attaccare le toghe, a non interferire sulla sovranità di altri Paesi, che non a caso cita il precedente di due anni fa quando la ministra per gli Affari europei francese, Laurence Boome, aveva manifestato preoccupazione per la vittoria del governo Meloni alle politiche.  Dal canto suo la premier Giorgia Meloni, tramite fonti di Palazzo Chigi, fa sapere di ''ascoltare sempre con grande rispetto le parole del presidente della Repubblica".

Poi la conferma del colloquio telefonico con il Ceo Tesla, che nel corso della chiamata – spiegano le fonti – avrebbe espresso stima e rispetto nei confronti del presidente della Repubblica Musk ha poi affidato nella serata di ieri la risposta ufficiale al Capo dello Stato italiano ad Andrea Stoppa, suo referente in Italia. ''L'imprenditore Elon Musk esprime il suo rispetto per il presidente Mattarella e la Costituzione italiana.Così come ribadito in una amichevole conversazione avvenuta con la presidente del Consiglio Meloni nel pomeriggio.

Tuttavia, l'imprenditore sottolinea che la libertà di espressione è protetta dal Primo Emendamento e dalla stessa Costituzione italiana.Pertanto, da cittadino continuerà a esprimere liberamente le proprie opinioni'', scrive Stoppa su 'X'. ''Nel 2023, ancor prima di conoscere il presidente Meloni, l'imprenditore'' Musk ''ha dato connettività satellitare gratuita all'Emilia-Romagna colpita da una grave alluvione garantendo connessioni immediate e sicure a soccorritori, forse di pubblica sicurezza, ospedali, scuole e privati cittadini con il solo obiettivo di aiutare un Paese amico.

L'imprenditore si augura che le relazioni Stati Uniti-Italia siano sempre più forti e auspica di incontrare presto il presidente della Repubblica'', la conclusione. Sulla stessa linea Giovanbattista Fazzolari: ''Sempre utile l'intervento del presidente della Repubblica nel ribadire l'importanza del rispetto della sovranità nazionale''. "Se condivido Mattarella?Anche le virgole e le pause", dice il responsabile organizzazione del partito di via della Scrofa, Giovanni Donzelli.  Fdi, assicura nei ragionamenti fatti in alcuni colloqui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo, ''è da sempre molto attenta alla questione, respingendo qualsiasi tentativo di ingerenza straniera nei nostri affari interni.

Ciò vale sempre e con chiunque, dai governi, alle ong, ai grandi media''.Per Fazzolari "stupisce piuttosto il sovranismo 'à la carte' della sinistra, la stessa che in passato non ha esitato a cavalcare posizioni anti-italiane e anche oggi in Europa trama per tentare di far perdere la vicepresidenza della Commissione europea all'Italia per il proprio tornaconto".

Il vicepremier Antonio Tajani non commenta, ma per Forza Italia parla il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, che, raccontano, ha sentito il segretario nazionale e prede le distanze da Musk: ''Il presidente Mattarella ha detto cose sagge, in linea con la logica democratica e della sovranità di ogni singolo paese".  "Quando si tratta di difendere la sovranità nazionale sono in prima fila, quindi rispetto per le parole del presidente della Repubblica, Musk ha diritto di esprimere il suo parere, noi poi siamo adulti e vaccinati.Gli italiani ragionano con la loro testa", il commento di Matteo Salvini, ospite di Otto e mezzo su La7, che poi puntualizza: "C'è un sovranismo a targhe alterne, oggi tutti a favore della sovranità italiana, io per aver difeso la sovranità però rischio 6 anni di galera".

E attacca: "I giudici italiani fanno politica in tribunale, altri loro colleghi europei fanno quello che vorremmo noi" con le stesse leggi. "Quando il giudice dice 'non potete espellere li dovete tenere qui' non fanno un torto al ministro Salvini", avverte il leader della Lega, sottolineando che altri paesi europei hanno applicato procedure di rimpatrio immediato.. Il presidente dei senatori azzurri, Maurizio Gasparri, invece, spiega che ''il problema non è Musk'', ma ''quella fetta di magistratura italiana che attira un grave discredito sull'Italia e sulla nostra democrazia.Sono loro che trasformano i comizi in sentenze.

E, quindi, il problema non è chi interferisce, ma chi causa le interferenze, dovute al discredito causato dalla azione dissennata di larghi settori della magistratura".Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, resta in silenzio commenta, limitandosi via Twitter a congratularsi proprio con il proprietario di 'X' e Vivek Ramaswamy, nominati dal neo presidente Usa Donald Trump alla guida del nuovo Dipartimento per l’efficienza governativa, che "svolgerà un ruolo cruciale nella nuova amministrazione". Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, critica Musk e condivide le parole capo dello Stato: ''Ho definito le parole di Musk inopportune e già mi sembra un complimento.

Facciamo nostre le parole del presidente Mattarella: l'Italia è un grande paese europeo con una solida democrazia, in cui, per fortuna, c'è una dialettica, talvolta eccessivamente aspra, tra visioni differenti.Riteniamo infondate, quindi, le preoccupazioni'' del patron della Tesla.  Le opposizioni intanto denunciano il "silenzio assordante'' del governo e si schierano con il presidente della Repubblica, ringraziandolo ''Solo lui difende il Paese".

Elly Schlein rilancia sui social con un video il suo intervento televisivo di martedì sera: "Imbarazzante che i sedicenti sovranisti di casa nostra si facciano dettare la linea da un miliardario americano come Musk.Le sue ripetute uscite contro la magistratura italiana sono un attacco inaccettabile ad un organo costituzionale.

Cosa aspetta Meloni a difendere la sovranità nazionale?", si chiede la segretaria del Pd. "Lei sì che difende l'Italia", sottolinea l'europarlamentare dem Nicola Zingaretti, riferendosi a Mattarella. "Siamo grati al presidente Mattarella, serve rispetto per il nostro Paese", afferma il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia, che aggiunge: 'C auguriamo che anche dal governo giungano parole chiare di condanna per le affermazioni di chi sta assumendo incarichi rilevanti nel governo di una democrazia importante come gli Usa". Duro il giudizio di Giuseppe Conte, leader M5S: ''Sono fortemente preoccupato dallo strapotere di un padrone del web che interviene a piè pari" parlando dei giudici. ''Sono preoccupatissimo per la nostra democrazia.Musk non conosce neanche l'abc dei sistemi democratici.

A lui chi lo ha eletto?Stiamo parlando di un signore che ha uno strapotere economico, finanziario che ha addirittura posizioni di rilievo a livello globale nel campo dell'automotive, dei media, della comunicazione, nel campo satellitare…''.

Per Carlo Calenda ''Musk è un pericolo gigantesco'', perchè "siamo di fronte alla trasformazione degli Stati Uniti da democrazia ad oligarchia.Dove miliardari in una proporzione che non c'è mai stata nella storia del mondo non solo entrano a far parte con milioni di conflitti di interessi nella amministrazione, ma fanno una ingerenza nei fatti di politica interna di altri paesi''. Angelo Bonelli, deputato di Avs e portavoce di Europa verde, ringrazia Mattarella (''Ha difeso la sovranità dell'Italia, la nostra Costituzione, la nostra democrazia, e ha difeso la magistratura, che è un organo fondamentale della nostra Costituzione'') e cita Bettino Craxi: ''Ci stanno facendo rimpiangere Craxi che, da capo di governo, riuscì a difendere la sovranità italiana in una situazione ben peggiore…".

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, si rivolge alla premier: ''Perché Meloni non interviene?Perché la pensa come Trump.

Mi auguro che la premier intervenga perché Mattarella sta facendo una funzione di supplenza: ci ha pensato lui a restituire dignità e onore al Paese".  Intanto, si registra un nuovo scontro tra maggioranza e opposizione sul decreto flussi.La relatrice di Fi, Sara Kelany, ha depositato un emendamento che, di fatto, rimuove i giudici delle sezioni immigrazione dalle procedure per le autorizzazioni previste dall'accordo Italia-Albania.

Un blitz notturno, denunciato per prima, dal segretario nazionale di '+ Europa' Riccardo Magi e ribattezzato ''emendamento Musk dalle opposizioni''.  Il Pd non ci sta e tuona per bocca della capogruppo alla Camera, Chiara Braga: ''Musk chiede e Fdi esegue.La relatrice del provvedimento, guarda caso del partito della presidente del consiglio, ha depositato un pacchetto di emendamenti che rappresentano una vera e propria follia giuridica, un vero e proprio abuso del potere legislativo''.

Kelany contro replica: ''Penso che la polemica fatta delle sinistre sia sovradimensionata: è assolutamente vero quello che dice il Presidente Mattarella sul fatto che l'Italia sa badare a se stessa.Ma enfatizzare, come fa la sinistra, le parole di un privato cittadino mi sembra eccessivo".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Kiev può produrre armi atomiche? Lo scenario

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(Adnkronos) –
L'Ucraina, spalle al muro senza gli aiuti degli Stati Uniti, potrebbe produrre una bomba nucleare nel giro di pochi mesi.E' lo scenario che il Times delinea e che il ministro degli Esteri di Kiev smentisce in una fase cruciale della guerra con la Russia di Vladimir Putin, in corso da quasi 1000 giorni.

Sullo sfondo, l'evoluzione del rapporto con gli Stati Uniti, a poco più di 2 mesi dall'insediamento del presidente Donald Trump.  Il nuovo corso a Washington è destinato ad avere un impatto sulla guerra e sul sostegno che verrà garantito all'Ucraina.Il presidente Volodymyr Zelensky ha illustrato a Trump il suo 'Piano per la vittoria', suscitando l'interesse del prossimo inquilino della Casa Bianca, ingolosito dall'ipotesi di vedere soldati ucraini dispiegati in Europa al posto dei militari americani e dalla possibilità di aver accesso alle materie prime e alle risorse ucraine negli scambi post-guerra. L'altro lato della medaglia è rappresentato dalla prospettiva di una drastica contrazione di armi e aiuti inviati dagli Usa: Trump ritiene di poter spingere Zelensky e Putin ad un rapido accordo.

Tra rumors e indiscrezioni, circola anche l'impalcatura dell'intesa sponsorizzata dai consiglieri del neo presidente: una zona demilitarizzata e Ucraina fuori dalla Nato ma sostenuta militarmente dallo zio Sam. Con l'imminente ingresso di Trump sulla scena, le prossime settimane di guerra rischiano di diventare determinanti per la definizione delle posizioni all'eventuale tavolo dei negoziati.Non è un mistero che a Washington un'ala del partito repubblicano – e ora anche una fetta non irrilevante della squadra di governo di Trump – sia contraria ad ulteriori finanziamenti destinati a Kiev.

Il vicepresidente JD Vance e il 'jolly onnipresente' Elon Musk hanno espresso chiaramente la propria posizione: sostenere l'Ucraina con altri invii di armi significa prolungare una guerra senza sbocchi.  Finora, lo spettro dell'utilizzo di armi nucleari è stato associato quasi esclusivamente alla Russia.Mosca ha dispiegato parte del proprio arsenale in Bielorussia e negli ultimi mesi Putin ha fatto esplicito riferimento all'ipotesi di modificare la dottrina dopo decenni: la Russia, ha prospettato il presidente, potrebbe valutare l'impiego di armi atomiche anche in caso di attacco portato da un paese sostenuto da potenze nucleari.

In sostanza un'offensiva ucraina con armi a lungo raggio, fornite dagli Stati Uniti, potrebbero spingere il leader del Cremlino ad ordinare la risposta più estrema. Senza l'appoggio del principale alleato, Kiev – secondo il Times, che chiama in causa il ministero della Difesa ucraino – potrebbe considerare scelte drastiche come la produzione di una bomba nucleare 'livello base' con plutonio e con una tecnologia paragonabile a quella sfruttata dagli Usa per l'ordigno che ha distrutto Nagasaki nel 1945.  L'Ucraina dispone al momento di 7 tonnellate di plutonio, utilizzato per il funzionamento di reattori nucleari: le scorte, in teoria, sarebbero sufficienti per la produzione di centinaia di bombe da parte di un'industria bellica nazionale che, a breve, dovrebbe essere in grado di sfornare i primi missili balistici capaci di colpire a circa 1000 km di distanza. A smontare lo scenario estremo provvede a stretto giro provvede il ministero degli Esteri ucraino: "L'Ucraina aderisce al Trattato di non-profliferazione delle armi nucleari.Non possediamo, non sviluppiamo e non inteniamo creare armi nucleari", le parole del portavoce Georgy Tykhyi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran, l’attivista Sanjari si toglie la vita: l’ultima protesta contro Khamenei

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(Adnkronos) – L'attivista e giornalista iraniano Kianoosh Sanjari, più volte arrestato e incarcerato nella Repubblica Islamica, si è tolto la vita a Teheran dopo aver annunciato nelle scorse ore via X che avrebbe compiuto il gesto estremo se quattro detenuti da lui indicati non fossero stati rilasciati.Lo riferisce Iran International.  In un 'ultimatum' su X chiedeva il rilascio di "Fatemeh Sepehri, Nasrin Shakarami, Toomaj Salehi e Arsham Rezaei". "Se entro le 19 di oggi – scriveva – non verrà annunciato il loro rilascio sul sito web della magistratura, metterò fine alla mia vita in segno di protesta contro la dittatura di Khamenei e i suoi complici". Passata l'ora indicata nel post, Sanjari ha condiviso un'immagine dall'alto di un ponte di Teheran, con l'indicazione "sono le 19, Ponte Hafez".

Poi ancora in un altro e ultimo messaggio si legge che "nessuno dovrebbe essere incarcerato per aver espresso le proprie opinioni". "La protesta è un diritto di ogni cittadino iraniano – prosegue il post -.La mia vita finirà dopo questo tweet ma non dimentichiamo che moriamo per amore della vita, non della morte.

Mi auguro che un giorno gli iraniani si sveglino e superino la schiavitù.Viva l'Iran". Ore dopo quel post con la foto dall'alto del ponte, prosegue Iran International, la morte dell'attivista è stata confermata da fonti in Iran, anche dall'attivista Hossein Ronaghi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump sceglie Rubio come segretario di Stato, una ex dem alla National Intelligence

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(Adnkronos) – Continua a formarsi in tempi record la squadra del presidente eletto Donald Trump, che ha scelto ufficialmente Marco Rubio come segretario di Stato della sua prossima Amministrazione. "E' un leader molto rispettato e una voce molto potente per la libertà – ha dichiarato Trump in una nota diffusa via Truth – Sarà un forte difensore della nostra Nazione, un vero amico dei nostri alleati e un guerriero senza paura che non si tirerà mai indietro di fronte ai nostri avversari". "Guidare il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti è una responsabilità enorme e sono onorato della fiducia che il presidente Trump ha riposto in me", esordisce così in un post su X Rubio, dopo l'annuncio del tycoon. "Lavorerò ogni giorno per portare avanti il suo programma di politica estera – si legge nel post -.Sotto la guida del presidente Trump porteremo la pace attraverso la forza e metteremo sempre gli interessi degli americani e dell'America al di sopra di tutto". Trump ha quindi nominato l'ex deputata democratica Tulsi Gabbard per l'incarico di direttrice della National Intelligence. "Per oltre 20 anni si è battuta per il nostro Paese e le libertà di tutti gli americani – ha affermato il presidente eletto, che le riconosce uno "spirito impavido" – Ora è una repubblicana fiera!". E ancora: il tycoon ha nominato il deputato Matt Gaetz come ministro della Giustizia della prossima Amministrazione. "Poche questioni in America sono più importanti del porre fine alla trasformazione in arma del nostro sistema della giustizia", si legge ancora su Truth, nella convinzione che Gaetz "porrà fine" a questo, "proteggerà i nostri confini, smantellerà le organizzazioni criminali e ripristinerà la fiducia degli americani nel Dipartimento di Giustizia". Come ampiamente annunciato, Trump ha nominato oggi Elon Musk a capo del dipartimento per l'Efficienza governativa, (Doge), incarico esterno all'amministrazione attraverso il quale il ceo di X dovrà consigliare il presidente eletto su come ridurre la spesa della burocrazia.

Con Musk lavorerà l'ex candidato repubblicano alla presidenza Vivek Ramaswamy. Per il Pentagono, Trump ha scelto un anchorman di Fox, la televisione di destra megafono del tycoon, Pete Hegseth, mentre per guidare la Cia avrebbe scelto il deputato del Texas John Ratcliffe, già direttore della National intelligence. Sul social Truth Trump ha anche confermato la nomina della governatrice ed ex parlamentare del South Dakota, Kristi Noem, alla carica di segretario al Dipartimento per la sicurezza interna.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marine Le Pen, giudice chiede 5 anni di carcere

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(Adnkronos) – Cinque anni di carcere, di cui due con sospensione della pena, e l'ineleggibilità per cinque anni.E' quello che l'accusa ha chiesto per Marine Le Pen, nell'ambito del processo sulla gestione dei fondi destinati agli assistenti parlamentari del Rassemblement National che la vede coinvolta con il partito e altre 24 persone.

Chiesta anche una sanzione da 300.000 euro.  Le Pen ha denunciato all'uscita dall'udienza a Parigi la "violenza" e "l'eccesso" dopo le richieste dell'accusa. "Penso che la volontà sia quella di privare i francesi della capacità di votare per chi vogliono" e di "rovinare il partito", ha affermato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salvini regala un Bacio a Lilli Gruber: “E’ la giornata della gentilezza” – Video

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(Adnkronos) – Matteo Salvini a Otto e mezzo con un omaggio per Lilli Gruber: un Bacio Perugina. "Oggi è la giornata della gentilezza, le ho preso un Bacio Perugina in Umbria, da dare a lei e uno a Lina Palmerini, non a Michele Santoro, lo regalo alle donne", dice Salvini stemperando i toni accesi che lo vedono incalzato dalla giornalista Lilli Gruber su temi come quello dei migranti e delle posizioni di Elon Musk contro i giudici che bloccano i trattenimenti dei migranti in Albania.  "Ieri ha propagato questa fake news secondo cui sarei rinsavita e ora sarei contro l'immigrazione indiscriminata.Sono cose che dico da anni e anni.

Lo dico da anni che non possiamo accogliere tutti", dice Gruber. "Perfetto, allora la pensiamo nella stessa maniera", dice Salvini in uno scambio 'rovente' che il leader della Lega cerca di raffreddare con il dono del cioccolatino. In studio Salvini si presenta con una cravatta rossa 'stile Donald Trump'. "Fa il Trump italiano?", chiede Gruber. "No, mia figlia mi ha detto che mi dona.C'è chi ha i suggeritori per i colori e paga gli armocromisti, io ascolto mia figlia". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chanel Banks, l’attrice di ‘Gossip Girl’ scomparsa è stata ritrovata in Texas

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(Adnkronos) –
Chanel Maya Banks, l'attrice di 'Gossip Girl' scomparsa due settimane fa a Los Angeles, è stata ritrovata sana e salva in Texas.Lo riporta il sito del New York Post. "L'attrice 36enne – nota anche per aver interpretato 'Blue Bloods' – è stata trovata oggi in Texas", ha detto al Post un portavoce del dipartimento di polizia di Los Angeles.

La donna è illesa e non si sospetta ci sia alcun atto 'scorretto' alla base della sua scomparsa, hanno riferito le autorità, senza però fornire dettagli su cosa la Banks stesse facendo in Texas. I membri della famiglia dell'attrice erano arrivati in aereo per cercarla, molto preoccupati perché nessuno di loro aveva avuto sue notizie dal 30 ottobre, aveva raccontato in precedenza alla Abc 7 Eyewitness News sua cugina Danielle-Tori Singh. "Cinque giorni senza avere notizie da mia cugina sono campanelli d'allarme", aveva detto Singh. "Non passa più di 48 ore senza parlare con me o con sua madre.Quella ragazza è più come una sorella maggiore per me", aveva aggiunto la cugina, dicendo che temeva che "qualcosa non andasse".

Le autorità avevano precedentemente condotto controlli presso l'appartamento di Playa Vista che Banks condivide con suo marito da un anno e lì avevano trovato i suoi averi e il suo cane, ma nulla indicava dove potesse essere andata. 
Prima del ritrovamento della donna, i sospetti su quanto accaduto sembravano essersi concentrati sul marito, visti i dubbi sollevati dalla stessa Danielle. "Suo marito – aveva scritto in un post dove condivideva un appello al ritrovamento della cugina- non ha collaborato con la nostra famiglia e con la polizia di Los Angeles.Anzi, in realtà è stato visto rimuovere i volantini per la sua scomparsa dalle auto e dall'area circostante". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Maistro: Cresciuto a pane e pallone, vuole continuare a scrivere la sua storia a Castellammare

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Fabio Maistro è un centrocampista italiano nato a Rovigo (Veneto) classe 1998, arrivato a Castellammare questa estate grazie al grande lavoro fatto dal direttore sportivo Matteo Lovisa che lo ha portato alle falde del Vesuvio per dare “sostanza al centrocampo” della Juve Stabia, nonché esperienza, alla luce delle circa 200 partite disputate dal ragazzo in un campionato di serie B.

Le caratteristiche

Se volessimo descrivere il suo ruolo in campo, potremmo definirlo come una mezzala, bravo negli inserimenti senza palla, dotato di grande tecnica e dinamismo, il che lo rende spesso capace di saltare l’uomo nonché andare in gol.

La sua carriera prima di approdare a Castellammare

Cresciuto nei settori giovanili di Spal e Fiorentina, Maistro viene più volte aggregato alla prima squadra toscana.Tuttavia il primo luglio 2017 rimane svincolato.Si trasferisce in Portogallo per 2 mesi in prova al Porto, per passare poi a gennaio 2018 a parametro 0 al Gavorrano in serie C.Conclude la stagione con 9 presenze e riesce a farsi notare dai “grandi” nonostante la retrocessione dei minerari.

Nel 2019 viene, infatti, ingaggiato dalla Lazio con un contratto quinquennale che lo trasferisce in prestito alla Salernitana, in serie B, con cui colleziona 35 presenze e 2 reti tra campionato e coppa Italia.Grazie alle sue prestazioni con la Salernitana, viene notato dal commissario tecnico della nazionale Under 21, all’epoca Paolo Nicolato, che lo convoca per la prima volta con gli azzurrini, contro l’Islanda il 16 novembre 2019, incontro valido per la qualificazione agli Europei under 21.La partita si concluse sul risultato di 3-0 a favore degli italiani e Maistro subentrò a Patrick Cutrone.Il 14 settembre 2020 passa in prestito al Pescara, con una ulteriore buona stagione in B, scendendo in campo con i delfini per 30 volte e realizzando 4 reti.

Nonostante ciò non riesce ad evitare la retrocessione degli abruzzesi.Il 31 agosto 2021 viene ceduto in prestito all’Ascoli in B collezionando 32 partite con i bianconeri tra campionato e playoff di fine stagione, ma segna “solo” 3 reti di cui 2 in soli tre minuti a gennaio contro la Ternana.Nel luglio 2022 si trasferisce a titolo definitivo alla Spal con la quale firma un contratto triennale.Nei 2 campionati successivi gioca con i biancocelesti con cui colleziona ben 64 partite tra campionato di serie B e serie C andando a segno 8 volte.

L’arrivo a Castellammare di Stabia

Il 7 agosto del 2024 viene acquistato a titolo definitivo dalla Juve Stabia giocando finora 10 partite, con un totale di 608 minuti, e andando a segno 2 volte.

La prima rete è arrivata contro il Cosenza in trasferta il 26 ottobre (partita conclusa 1-1); la seconda contro la corazzata Sassuolo al Romeo Menti il 29 ottobre rispondendo al momentaneo 0-1 dei neroverdi e riportando la partita in parità (match finito poi 2-2 n.d.a.).Ha ammesso durante la presentazione di conoscere già la Juve Stabia essendo stato avversario dei gialloblù con le maglie di Rende e Salernitana.Soprattutto in questa ultima occasione, quella del derby, rimase piacevolmente sorpreso dal calore della piazza e dei tifosi che, già prima dell’inizio della partita, resero l’atmosfera magica con cori e fuochi d’artificio.

Curiosità

Il gioco del calcio non è una novità nella famiglia Maistro: Fabio non è l’unico calciatore.Lo ha preceduto, il suo papà Lorenzo, soprannominato “Lobe”, che è stato un grande protagonista nei campionati di eccellenza e serie D, giocando fino a 42 anni.

La mamma Simonetta, in un’intervista a “la voce di Rovigo” nel 2019, ha detto di lui:

“gioca a calcio da quando aveva 4 anni.Non ha mai voluto giocattoli, solo palloni” e ancora ha aggiunto “In casa mi rompeva tutto, vasi, lampadari e quant’altro.

Allora io tagliavo i palloni e lui se li costruiva con la carta stagnola.Trovavo palloni in doccia, sotto il letto”.Insomma è uno cresciuto a pane e pallone.

Fabio è un ragazzo semplice e socievole.Molto attivo sui social, vanta quasi 10 mila seguaci.Sposato con Maya Vassaluzzo, modella e ballerina con cui ha avuto una bambina, Hanamy.Chi lo conosce dice di Fabio che è un ragazzo che va d’accordo con tutti e si adatta facilmente alle circostanze.

Siamo certi, che anche qui si stia trovando bene, e gli auguriamo di costruire ricordi importanti e felici con la maglia gialloblu.

Emanuela Orlandi, fratello Pietro: “Usata per far diventare vittima papa Wojtyla”

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(Adnkronos) – "Io non ce l'ho con la religione, la fede, io sto parlando del Vaticano, sono due cose diverse, parlo delle persone che hanno gestito questa vicenda, ci sono persone all'interno che indossano l'abito ma sono in realtà personaggi politici.Persone che hanno voltato le spalle a Emanuela, hanno voltato le spalle alla nostra famiglia che stava in Vaticano".

Lo ha detto Pietro Orlandi, fratello di Emanuela Orlandi, in un incontro con gli studenti alla facoltà di Giurisprudenza dell'università 'La Sapienza'.  "Mi chiedo perché il nome Emanuela Orlandi continua ad essere un tabù là dentro, io vado spesso, mia madre vive ancora all'interno del Vaticano, e quando incontro qualcuno, vedo che sono agitati, c'è la paura, si è creata una sorta di omertà negli anni neanche fosse mafioso il nome Orlandi – ha aggiunto – Giovanni Paolo Il venne a casa nostra e ci disse che si trattava di terrorismo internazionale, ma il Vaticano ha usato questa storia perché così la vittima è diventato Giovanni Paolo II, il cattivo l'Unione sovietica".  "Dopo 40 anni – ha affermato Orlandi – continua ad esserci questa volontà anche da parte del Vaticano che è a conoscenza di molte cose, di ostacolare, di non fare chiarezza ma per quanto possa essere brutta la verità su Emanuela, la dovrebbero tirare fuori.Un passo così importante sarebbe positivo invece fino all'ultimo hanno cercato di nasconderla e sicuramente sono stati aiutati, le istituzioni italiane in passato sono sempre state succubi del Vaticano".  "Sarebbe difficile raccontare le tante situazioni, i tanti ostacoli, le persone che cercano di screditare quello che stai facendo, ho avuto situazioni non bellissime con la procura – ha detto il fratello di Emanuela – è gravissimo quando un magistrato chiude un'inchiesta per volontà non perché non è stato in grado ed è quello che ha fatto Giuseppe Pignatone". "Ma alla fine sono sicuro che arriveremo alla verità per Emanuela.

Quello che ho sempre cercato e continuerò a farlo è la verità: giustizia e verità”, ha scandito Pietro Orlandi.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia, uccide i tre figli in casa a Taninges: madre trovata morta in Svizzera

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(Adnkronos) – La madre che aveva accoltellato a morte i suoi tre figli di 2, 11 e 13 anni nella loro casa a Taninges, in Alta Savoia, è stata trovata morta in Svizzera.Deborah Pel, insegnante di 45 anni, era fuggita ieri dalla casa di montagna.

Il quotidiano francese Le Dauphiné Libéré ha riferito che, dopo essere fuggita a bordo del suo Suv, la donna, di nazionalità franco-svizzera, è stata trovata morta nella sua auto in Val-d'Illiez, nel Canton Vallese.Le cause del decesso non sono attualmente note. Oggi è emerso che sono stati i nonni dei bambini a scoprire i corpi nella casa a meno di 20 chilometri di distanza dal confine svizzero.

In precedenza era stato riferito che a trovare i corpi era stato il compagno di Pel, padre del figlio più piccolo.Le ricerche della donna andavano avanti da ieri sera, con il dispiego di circa 60 poliziotti francesi, supportati da elicotteri e squadre di sommozzatori.

Gli investigatori, che sapevano della doppia cittadinanza della donna, hanno chiesto l'assistenza delle autorità svizzere nelle ricerche, e proprio quest'ultime hanno segnalato il passaggio dell'auto della donna alla frontiera.  Al momento resta da chiarire il movente degli infanticidi, con Le Parisien che fa sapere che sono in corso gli interrogatori della polizia nei confronti della famiglia e dei conoscenti di Pel.La donna era insegnante in una scuola della vicina Marnaz, e secondo i media locali soffriva da tempo di depressione.

Le Dauphiné Libéré ha riferito che era stata recentemente trasferita da un'altra scuola in seguito a una petizione dei genitori, che l'avevano accusata di essere troppo severa con i bambini.Pel, esperta flautista, era molto impegnata nella comunità locale, in particolare come membro del coro comunale di Samoëns e come contabile della scuola di musica della città.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con Trump vittorioso vola il Bitcoin ma soffre…Trump Media. Ecco perché

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(Adnkronos) – L’elezione di Donald Trump ha portato un certo subbuglio nei mercati finanziari.I “Trump trades”, le azioni e gli strumenti finanziari che gli analisti considerano avvantaggiati dal suo ritorno alla Casa Bianca, hanno registrato risultati notevoli.

Tesla, la società del “ministro all’efficienza governativa” Elon Musk, ha aggiunto 250 miliardi alla sua capitalizzazione di borsa dal giorno del voto.Bitcoin, la criptovaluta che Trump potrebbe includere tra le riserve strategiche nazionali, ha toccato per la prima volta i 90mila dollari.

E così molte società a piccola o media capitalizzazione, considerate avvantaggiate dall’agenda protezionistica di Trump rispetto alle grandi multinazionali che ne soffrirebbero le conseguenze.Allo stesso tempo, sono stati giorni complicati nelle borse di Paesi che potrebbero essere colpiti dai dazi della nuova amministrazione repubblicana.  Si tratta ovviamente di tendenze suscettibili di grandi oscillazioni, proprio come le dichiarazioni del presidente-eletto, dunque è complesso disegnare uno scenario che abbia una scadenza oltre le 24 ore.

Anche perché in mezzo c’è la Federal Reserve, la market-mover per eccellenza, che in questi giorni ha visto il suo presidente Jerome Powell reagire con un secco “no” alla domanda su una sua possibile uscita di scena in caso di richiesta esplicita di Trump.La Fed ha in programma una serie di tagli dei tassi, ma la velocità o l’intensità di queste operazioni potrebbe essere condizionata dalle politiche trumpiane, che sulla carta possono aggravare i conti pubblici americani e riaccendere l’inflazione.  
Ma c’è un dato che emerge in questa grande confusione finanziaria: un titolo che decisamente non ha giovato dalla vittoria di Trump è…l’azienda di Trump.

La Trump Media & Technology Group Corp, che controlla il suo social network Truth, registra un calo del 5% negli ultimi 5 giorni.Dopo essere cresciuta del 200% nelle settimane precedenti al voto, il trionfo del suo proprietario non si è riflesso in borsa.

Sarà per il vecchio adagio “buy the rumor, sell the news”, per cui chi ha investito convinto della sua vittoria ha poi venduto dopo il verificarsi della previsione?Oppure saranno i rumor (di nuovo loro) che parlano di una vendita della società per evitare il conflitto di interessi?

Lo stesso Trump ha negato di voler disfarsi della società, bollando come “illegali” le indiscrezioni su una cessione.In questo momento il suo 53% vale circa 3,7 miliardi di dollari, ma ovviamente se dovesse vendere la quota, il suo valore precipiterebbe essendo legato indissolubilmente al suo nome.  
Come vanno i conti?

Non benissimo: nell’ultimo trimestre i ricavi sono stati di circa 1 milione di dollari, a fronte di una perdita di oltre 19 milioni.La buona notizia è che l'anno scorso nello stesso periodo le perdite erano più alte (26 milioni), la cattiva è che nel frattempo sono calati anche i ricavi.

La raccolta pubblicitaria di Truth Social è bassa, e ora che Trump è tornato sulle altre piattaforme (ovviamente, tra tutte svetta quella di Elon Musk), l’effetto-esclusiva che aveva creato interesse nel social del presidente si è diluito. C’è chi parla di una possibile fusione proprio con X, anche se questo non aiuterebbe dal lato dei ricavi, visto che la piattaforma dopo l’acquisto di Elon Musk ha visto la raccolta pubblicitaria calare drasticamente.D’altronde, nessuno dei due ha investito nei social network per i potenziali utili, ma per avere un megafono con cui poter dire la propria fuori dai “mainstream media”.

Una scommessa che entrambi hanno decisamente vinto. 
I critici del presidente spiegano che Trump Media è una “meme stock”, un’azione che si gonfia e si sgonfia seguendo dinamiche che nulla hanno a che fare con i suoi fondamentali (modello di business, conti, prospettive di crescita), ma solo con l’entusiasmo di un gruppo di investitori – spesso di taglia piccola – che si dividono tra chi acquista i titoli per dimostrare sostegno al “bro” Donald e chi vuole fare qualche soldo facile cavalcando una notizia o un trend per poi uscire rapidamente dall’azionariato.Con le meme stock, insomma, in pochi possono fare grossi guadagni mentre molti rischiano di pagarla cara.

Anche perché con i conti che registra oggi, non è chiaro se la società garantirà mai un dividendo.  C’è da segnalare che nei giorni seguenti la vittoria elettorale sono state cedute 16 milioni di azioni, e tra i venditori (lo hanno dovuto dichiarare alla Sec nella sezione ‘insider trading’) ci sono Eric Swider, Juhan Phillip e Glabe Scott.Chi sono?

L’amministratore delegato, il direttore finanziario e il general counsel di Trump Media. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump alla Casa Bianca da Biden, stretta di mano e sorrisi – Video

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(Adnkronos) – Joe Biden accoglie Donald Trump alla Casa Bianca nell'incontro tra il presidente uscente degli Stati Uniti e il presidente eletto, trionfatore alle elezioni del 5 novembre.I due ex avversari posano davanti ai fotografi per le foto di rito, le immagini televisive rimbalzano su X e un dettaglio in particolare sembra risaltare.  In un clima disteso e sereno, con strette di mano e congratulazioni, il sorriso di Biden è radioso.

Le immagini vengono rilanciate di profilo in profilo con tweet che sottolineano l'atteggiamento del presidente uscente: "Non l'ho mai visto così sorridente", si legge.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Franco Ferrarotti, padre e decano della sociologia italiana

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(Adnkronos) – Il sociologo Franco Ferrarotti, considerato il padre della sociologia italiana e suo decano, è morto all'età di 98 anni oggi a Roma.La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dai suoi collaboratori.

E' stato un maestro della ricerca sociale, ha rappresentato una figura scientifica di profilo internazionale e ha contribuito in maniera decisiva all'insediamento della sociologia nelle istituzioni scientifiche italiane.  Nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile 1926, si era laureato in filosofia all'Università di Torino nel 1949 con una tesi su "La sociologia di Thorstein Veblen", autore che poi tradusse per Einaudi su invito di Cesare Pavese.Professore emerito di sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma, dove ha svolto tutta la carriera accademica, nel 1961 Ferrarotti ottenne la cattedra di sociologia dopo aver vinto il primo concorso bandito in Italia per questa disciplina.

Nel 1962 contribuì alla creazione della Facoltà di sociologia dell'Università di Trento, dove ha poi avuto la sua seconda cattedra di sociologia.  Fra gli anni Cinquanta e Sessanta Ferrarotti ha condotto una serie di ricerche pionieristiche sul sindacalismo, sui movimenti sociali, la trasformazione del lavoro, le comunità locali e la sociologia urbana.Si è particolarmente interessato ai fondamenti di legittimazione del potere in una società in trasformazione come quella moderna e ha studiato il problema dei fini e dell'orientamento culturale di fondo della società industriale. Ferrarotti è stato fondatore, con il filosofo Nicola Abbagnano, nel 1951 dei "Quaderni di sociologia", di cui fu direttore fino al 1967, anno in cui dette vita alla rivista "La critica sociologica", di cui da allora è stato sempre il direttore. È stato tra i fondatori, a Ginevra, del Consiglio dei Comuni d'Europa, responsabile della divisione dei progetti di ricerca dell'Ocse a Parigi.

Nominato direttore di studi alla Maison des Sciences de l'Homme di Parigi nel 1978, è stato insignito del Premio per la carriera dall'Accademia nazionale dei Lincei nel 2001 e del titolo di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica dall'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2005.Era Membro della New York Academy of Sciences e presidente onorario dell'Associazione Nazionale Sociologi.  Ferrarotti ha insegnato nelle università di Chicago, Boston, New York, Toronto, Mosca, Varsavia, Colonia, Tokyo e Gerusalemme.

Generazioni di studenti ricordano le appassionanti lezioni di Ferrarotti all'università romana.Provocatori i suoi interventi sui diversi temi politici e sociali del paese dagli anni '60 fin quasi ad oggi.

La attività di ricerca e di studio di Ferrarotti è contenuta in una mole enorme di scritti che ha continuato a pubblicare fin oltre i 90 anni.Tra il 2019 e il 2020 l'editore Marietti ha pubblicato l'Opera omnia di Ferrarotti composta da sei volumi per un totale di 5mila pagine. Prima di avviare la carriera accademica, Ferrarotti fu il più stretto collaboratore dell'imprenditore Adriano Olivetti (dal 1948 al 1960), elaborando per suo conto il progetto politico e sociale di Comunità.

Fu deputato indipendente nel Parlamento durante la terza legislatura (1959-63), in rappresentanza del Movimento di Comunità fondato da Olivetti, di cui prese il posto dopo le sue dimissioni dalla Camera.Su questa importante collaborazione ha pubblicato “Un imprenditore di idee.

Una testimonianza su Adriano Olivetti” (Edizioni di Comunità, 2001) mentre sull'esperienza parlamentare “Nelle fumose stanze.La stagione politica di un 'cane sciolto'” (Guerini Studio, 2006). Fra le opere principali di Ferrarotti si segnalano: “Sindacati e potere” (Edizioni di Comunità, 1954); “La protesta operaia” (Edizioni di Comunità, 1955); “La sociologia come partecipazione” (Taylor, 1961); “Max Weber e il destino della ragione” (Laterza, 1965); “Trattato di sociologia” (Utet, 1968); “Roma da capitale a periferia” (Laterza, 1970); “La sociologia del potere” (Laterza, 1972); “Vite di baraccati.

Contributo alla sociologia della marginalità” (Liguori, 1974); “Studenti, scuola, sistema” (Liguori, 1976); “Giovani e droga” (Liguori, 1977); “Alle radici della violenza” (Rizzoli, 1979); “La società come problema e come progetto” (Mondadori, 1979); “Storia e storie di vita” (Laterza, 1981); “Il paradosso del sacro” (Laterza, 1983); “La qualità nella sociologia” (Laterza, 1988).  La sua produzione saggistica è proseguita corposa anche negli anni successivi: “L'Italia in bilico” (Laterza, 1990); “Roma madre matrigna” (Laterza, 1991); “I grattacieli non hanno foglie” (Laterza, 1991); “Mass media e società di massa” (Laterza, 1992); “La tentazione dell'oblio: razzismo, antisemitismo e neonazismo” (Laterza, 1993); “Homo sentiens: giovani e musica” (Liguori, 1995); “Rock, rap e l'immortalità dell'anima” (Liguori, 1996); “L'Italia tra storia e memoria” (Donzelli, 1997); “La verità? È altrove” (Donzelli, 1999); “Il potere” (Newton Compton, 2004); “La televisione” (Newton Compton, 2005); “America oggi.Capitalismo e società negli Stati Uniti” (Newton Compton, 2006); “Vita e morte di una classe dirigente” (Edup, 2007); “L'identità dialogica” (Ets, 2007); “Fondi di bottiglia” (Solfanelli, 2008); “Il senso del luogo” (Armando, 2009).

Nel 2010 è tornato a riflettere sul ruolo della sociologia nel volume “Perché la sociologia?” (Mondadori Education), intervistato da Umberto Melotti e Luigi Solivetti, mentre nel 2012 ha pubblicato il testo autobiografico "Atman.Il respiro del bosco" (Empiria) e il saggio “Un popolo di frenetici informatissimi idioti” (Solfanelli), cui ha fatto seguito “La religione dissacrante.

Coscienza e utopia nell'epoca della crisi” (Solfanelli, 2013).Il suo volume più recente è “Dalla società irretita al nuovo umanesimo” (Armando, 2020). Nel corso della sua attività di ricerca Ferrarotti ha analizzato il tipo e la qualità di razionalità che regge le società tecnicamente orientate e post-tradizionali, ponendosi il problema dei limiti della razionalità formale, puramente tecnica, e quello del passaggio dalla razionalità tecnico-formale alla razionalità sostanziale.

In questa prospettiva ha ripreso criticamente la lezione del marxismo, depurata dai meccanicismi ma anche dalle "impazienze dialettiche", nello stesso tempo analizzando il problema dei fini e dell'orientamento culturale di fondo della società industriale.Da ultimo, si è particolarmente interessato all'analisi e alla comprensione della polarità razionale-irrazionale, “al di fuori di ogni catastrofismo romantico ma anche di ogni facile fede illuministica”, per sua stessa ammissione. (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, Confservizi: “Bene impostazione, servono ulteriori fondi per settore idrico e Tpl”

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(Adnkronos) – Contributo delle utilities alla competitività industriale, misure prioritarie per il trasporto pubblico locale e regionale, fondi di solidarietà.Questi i punti essenziali affrontati dal presidente di Confservizi (Confederazione formata da Asstra e Utilitalia) Francesco Macrì, nell’incontro a Palazzo Chigi con una delegazione governativa sul Disegno di legge di Bilancio.

Mostrando apprezzamento sull’impostazione generale del Ddl, nonché su un approccio pragmatico e realistico rispetto alle tematiche green, Macrì ha evidenziato "come i nuovi obiettivi europei in materia di riduzione del costo dell’energia, resilienza idrica e mercato integrato delle materie prime seconde, imporranno alle utilities ingenti investimenti infrastrutturali.Per questo occorrerebbe la data di effettiva attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, accelerando inoltre l’attuazione del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico, destinando nuovi fondi – pari ad almeno un miliardo di euro all’anno – agli interventi sulla resilienza idrica; è necessario inoltre rimuovere gli ostacoli che rallentano la realizzazione dei progetti Pnrr e implementare a livello nazionale il Piano UE per le reti elettriche". Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e regionale, per Confservizi "è indispensabile adeguare la dotazione annua del Fondo nazionale Tpl per almeno 800 milioni di euro, prevedendo un meccanismo strutturale ed automatico di adeguamento all’inflazione, per tutelare l’equilibrio economico delle imprese e la garanzia degli attuali livelli di servizio e per compensare l’aumento dei costi di produzione in particolare per il rinnovo del Ccnl di settore. È necessario inoltre assicurare la revisione periodica delle tariffe dei servizi di Tpl per favorire l’equilibrio economico delle gestioni, non solo in fase di affidamento ma per tutta la vigenza del contratto di servizio". Per quanto riguarda infine i Fondi di solidarietà, Macrì ha evidenziato "come nel trasporto pubblico locale così come nei servizi ambientali ci sia un’assoluta necessità di prestazioni di sostegno al reddito peculiari, che attualmente non riescono ad essere soddisfatte con i due Fondi di solidarietà esistenti, che sono stati istituiti nei due settori.

Servono prestazioni finanziate dai Fondi che consentano il prepensionamento dell’alto numero di inidonei e garantiscano la staffetta generazionale e la riqualificazione professionale di parte del personale.In questo senso occorre modificare la disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterale, o consentendo l’uscita dall’Inps o sbloccando rapidamente prestazioni che soddisfino le reali esigenze aziendali". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E.Romagna, Richetti (Az): “Prossimo quinquennio centrale per crisi automotive”

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(Adnkronos) – "Credo che il prossimo quinquennio di governo della regione sia centrale, anche perché su questa Regione insisterà tutta la crisi dell'automotive che è davanti a noi".Così Matteo Richetti, deputato di Azione e membro della I commissione Affari costituzionali, intervistato da Adnkronos nell’ambito dello speciale ‘Regioni al voto’, dedicato al prossimo appuntamento elettorale in Umbria ed Emilia-Romagna. "Sono giorni di polemica, siamo stati davanti a Maserati con Calenda, la regione Emilia-Romagna, ribattezzata ‘Motor Valley’, sarà una regione che pagherà un prezzo altissimo su questo.

E allora devi stare molto attento che ogni centesimo che arriva in termini di sostegno al sistema economico vada a cercare di rilanciare questi segmenti – ha aggiunto -.L'Emilia-Romagna ha in pancia una delle manifatture più importanti d'Italia, forse d'Europa.

Io in questa regione ci vivo, l'ho amministrata, conosco il settore della meccanica, della metalmeccanica, della ceramica, abbiamo il tessile, il biomedicale, tutti i segmenti produttivi sono concentrati nell'Emilia-Romagna.E la prima causa di sofferenza della manifattura oggi è il costo dell'energia.

La seconda è una richiesta forte di infrastrutturazione, che non è più solo la logistica tradizionale, è anche una infrastrutturazione materiale di dati, di velocità, di connessioni". "E su questo l'Emilia-Romagna ha fatto tanto la scorsa legislatura, quando eravamo in consiglio noi, facemmo una legge che non solo semplificava ma metteva in connessione il lavoro e l'università in maniera molto snella, favorendo quel connubio ricerca, innovazione, sviluppo del quale vive la nostra competitività, ma si deve fare di più, soprattutto sul carico di oneri", ha proseguito. Sul fronte economico, fondamentale anche il ruolo delle filiere che vanno sostenute, secondo Richetti: "Noi l'abbiamo fatto con delle leggi di distretto, cioè che riconoscevano appunto l'aspetto della filiera e che provavano a sostenere non solo la singola azienda, ma il complesso della filiera che dà vita a un prodotto.Secondo aspetto, lo si fa con la fiscalità di territorio, cioè immaginando che un'impresa laddove abbia elementi di opportunità o di difficoltà li condivida con l'elemento territoriale.

Quindi che gli si applichi una fiscalità di filiera, di distretto, di territorio e non solo una fiscalità, di singolo fatturato". Anche in un’ottica di attrattività di imprese e investimenti, la regione ha ottenuto ottimi risultati ma bisogna continuare su questa strada, per Richetti: "Non dobbiamo dimenticare che negli ultimi anni nella nostra regione sono arrivate la Lamborghini, la Philip Morris, grandi imprese.Perché hanno deciso di investire in Emilia Romagna?

Dovremmo porcela questa domanda.Tra queste ragioni, oltre a logistica, infrastrutture e supporto, ci sono state anche politiche fiscali che hanno attratto.

C'è un nesso fortissimo tra l'attrattività di imprese, soprattutto di grandi dimensioni o multinazionali, e la necessità che questi esprimono di un'occupazione di alto livello". Infine, un commento sulla manovra: "Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali, alle regioni, e dall'altro non vedo gli effetti dell'attuazione del Pnrr.I dati di crescita del Pil, che Confindustria ha anche rivisto un po' a ribasso, dello 0,7 invece che lo 0,8% non sono numeri che ci aspettavamo rispetto a un Paese che ha sprigionato centinaia di miliardi di investimenti col Pnrr.

Il prossimo settennato di fondi europei va fortemente piegato sugli investimenti, perché altrimenti, se la progettazione è software, noi rischiamo come Italia di perdere molto terreno sul piano di quello sviluppo che sedimenta, cioè occupazione e occupazione di qualità", ha concluso il deputato di Azione. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, studio: in pazienti Hiv+ mai trattati molto efficace regime a 2 farmaci Dtg/3Tc

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(Adnkronos) – Il regime a 2 farmaci Dtg/3Tc (dolutegravir/lamivudina) ha ottenuto risultati simili alla terapia a 3 farmaci nella soppressione virale in una popolazione di adulti con Hiv in stadio avanzato.Sono i risultati a 48 settimane dello studio Dolce, sponsorizzato dalla Fundación Huésped e dalla Bahiana Foundation of Infectiology, diffusi da ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell'Hiv a maggioranza GlaxoSmithKline plc (Gsk), in partecipazione con Pfizer Inc.

e Shionogi.Un'analisi post-hoc dello studio – riporta una nota – ha mostrato che Dtg/3Tc era non inferiore alla terapia a 3 farmaci, indipendentemente dalla carica virale basale del partecipante.

Questi dati sono stati presentati al congresso internazionale Hiv Glasgow 2024, che si conclude oggi a Glasgow in Scozia. "Sappiamo che l'assunzione di meno farmaci è un aspetto importante per molti nella comunità Hiv – osserva Harmony P.Garges, Chief Medical Officer di ViiV Healthcare – Questi nuovi dati continuano a rafforzare l'efficacia e la sicurezza di Dtg/3Tc, un regime a 2 farmaci.

I risultati dello studio Dolce si aggiungono a un solido corpus di evidenze a sostegno dell'uso di Dtg/3Tc in adulti naïve, mai trattati, che vivono con Hiv e mostrano un'efficacia paragonabile a un regime a 3 farmaci anche in persone con bassa conta dei CD4 e alte cariche virali". Dolce è uno studio multicentrico randomizzato, in aperto, che valuta l'efficacia e la sicurezza di Dtg/3Tc in 230 persone con Hiv in stadio avanzato (bassa conta dei CD4 [≤200 cellule/mL]) naïve al trattamento antiretrovirale (Art).Nello studio clinico, i partecipanti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a ricevere Dtg/3Tc (n=152) o Dtg+Tdf/Xtc (n=77).

Le caratteristiche basali dei partecipanti erano simili tra i due gruppi di trattamento e rappresentavano una popolazione di persone con grave immunosoppressione: il 43% aveva una conta CD4 al basale inferiore a 100 cellule/mL, il 61% una carica virale (VL) al basale superiore a 100.000 copie (c)/mL e il 23% aveva una VL al basale molto alta, superiore a 500.000 copie (c)/mL.L'endpoint primario dello studio era la percentuale di soggetti con VL

Ranieri nuovo allenatore della Roma, il sì dopo una trattativa vera

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(Adnkronos) – Non sarà solo un 'traghettatore' Claudio Ranieri.Il nuovo allenatore della Roma ha firmato a Londra dopo una trattativa 'vera' con Dan e Ryan Friedkin.

Oggetto di una discussione lunga e piuttosto serrata, secondo quanto risulta all'Adnkronos, i margini di manovra e la prospettiva di un ritorno che può funzionare solo in presenza delle garanzie che evidentemente 'il mister' ha ottenuto.  Ranieri non è stata la prima scelta di Freidkin, e il tema è stato chiaramente messo sul tavolo, ma non deve essere una scelta di ripiego fatta solo per tamponare un'emergenza.C'è una stagione da salvare, per quanto è ancora salvabile, ma c'è soprattutto una società da ricostruire, sul piano manageriale e sul piano tecnico.

E i due piani, ha messo in chiaro Ranieri, non possono che essere tenuti insieme.Ci sono valutazioni da fare sulla rosa e ci sono decisioni da prendere per strutturare l'area manageriale, con la nomina di un Ceo, e l'area tecnica, che ha bisogno di uomini di calcio.

Conta ovviamente la voce della proprietà ma deve avere il suo peso anche una dirigenza che non c'è.  La nota ufficiale chiarirà i termini di un accordo che dovrebbe andare oltre i 7 mesi da allenatore della Roma che attendono Ranieri.Il passaggio dietro la scrivania, con un incarico di peso, dovrebbe garantire un ruolo centrale nel processo di ricostruzione della Roma, partendo da una reale autonomia decisionale e dalla possibilità di incidere direttamente sulla scelta della prossima guida tecnica. Domani mattina alle 11 Claudio Ranieri guiderà l'allenamento della Roma, terzo allenatore della stagione dopo gli esoneri di Daniele De Rossi alla quarta giornata e del sostituto Ivan Juric, durato poco più di 50 giorni.

E inizierà a lavorare per affrontare le partite sul campo, partendo da Napoli, Tottenham e Atalanta, e parallelamente per porre le basi di una società più forte per il futuro. (Di Fabio Insenga)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fuga da X, dal ‘Guardian’ a Jamie Lee Curtis: chi ha detto addio a Elon Musk

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(Adnkronos) – Il primo è stato lo storico quotidiano della sinistra britannica, il Guardian, poi lo hanno seguito celebrità internazionali e anche italiane: tanti stanno lasciando X dopo le elezioni di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America e alla sua scelta di affidare a Elon Musk, patron del social network, il dipartimento per l'Efficienza governativa. "X è una piattaforma mediatica tossica e il suo proprietario, Elon Musk, è stato in grado di usare la sua influenza per plasmare il discorso politico", ha dichiarato il Guardian, annunciando ai lettori che non pubblicherà più contenuti sul'ex Twitter.  A seguire c'è stata Jamie Lee Curtis, attrice premio Oscar nel 2023 per 'Everything Everywhere All At Once' e celebre per la saga di 'Halloween', che ha annunciato su Instagram di aver cancellato l'account X.Allo screenshot che mostra l'avviso dell'account eliminato, l'attrice ha aggiunto le parole: "Dio, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare ciò che posso e la saggezza per capire la differenza". Anche in Italia c'è chi ha deciso di eliminare X dopo le esternazioni di Elon Musk sui giudici italiani in merito ai trattenimenti di migranti in Albania. "Riteniamo Elon Musk un pericolo per la democrazia e la libertà e non abbiamo intenzione di continuare a far parte di una piattaforma di cui è proprietario e che utilizza spudoratamente per la sua orribile propaganda", hanno scritto Elio e le storie tese annunciando ai propri fan l'addio al social network. 
Anche Piero Pelù ha abbandonato X per lo stesso motivo. "Molti mi dicono che sono un folle a prendere questa decisione – ha scritto su Facebook e Instagram – ma credo che oggi sia fondamentale dare dei segnali chiari di dissenso civile verso chi sta restringendo sempre più le nostre libertà personali anche attraverso le propagande politiche.

Dopo avere già ridotto a semplice vetrina la mia pagina FB ora chiudo X per un aperto dissenso verso chi la gestisce.Ai miei 450.000 amici dico vediamoci su Instagram e ai miei concerti, nei bar, nelle strade, nelle librerie dove la vita vera e tangibile ancora esiste" —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Briatore: “Più turismo? Vendere meglio l’Italia e trattare meglio la gente”

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(Adnkronos) – "Dobbiamo vendere meglio il nostro Paese e trattare meglio la gente che viene perché sta di meno nel nostro Paese e di più in Francia".E' il
monito che l'imprenditore Flavio Briatore lancia dal side event di apertura del G7 Turismo a Firenze. "Non riusciamo a vendere bene il nostro Paese perché non riusciamo ad avere musei differenziati, perché non abbiamo i taxi, ad esempio a Roma, e quando i turisti americani tornano in Texas riferiscono di aver aspettato 5 ore per un taxi…c'è un passaparola non positivo", ha aggiunto.  In Italia, tra l'altro, per Briatore "da una parte c'è italiano che vuol fare, dall'altra un mucchio di tempo in burocrazia e di costi…l'industria è un'azienda molto importante, possiamo aver ricavi enormi, ma le spiagge non le puoi fare, le distanze degli ombrelloni te le dicono loro…l'industria del turismo è molto importante e l'Italia ha scoperto il turismo da quando è ministro Daniela perché ora c'è un ministero, prima si andava negli uffici dell'agricoltura, del commercio", ha detto facendo riferimento al ministro del Turismo Daniela Santanchè.  Un museo unico per mostrare le grandi bellezze italiane finora custodite nei depositi delle gallerie d'arte.

E' l'idea che l'imprenditore ha poi lanciato dal 'side event'. "Mi sembra una cosa logica: abbiamo il 70% delle opere d'arte nelle cantine, perché non si fa un museo come il Prado in cui entri dentro e c'è tutto?Avere un museo unico dove racchiudi tutto, come il Louvre a Parigi", ha detto Briatore parlando con i giornalisti a margine del panel ospitato a Palazzo Spin Feroni, sede storica della Maison Salvatore Ferragamo.  "Noi siamo al 18esimo posto nella classifica dei musei e quindi mi sembra una cosa logica: nel museo unico ci mettiamo dentro tutta la roba che abbiamo in cantina e lo facciamo pagare – ha spiegato Briatore -.

Potrebbe aiutare la gestione, noi vendiamo un turismo cheap, altrove si paga e anche tanto".  "Il turismo è una risorsa, è una delle poche aziende in Italia che possono funzionare, ma dovremmo averlo anche invernale, non solo estivo, però sicuramente è una risorsa da valorizzare", ha concluso Briatore. —turismowebinfo@adnkronos.com (Web Info)