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Salone Pagamenti, Cimmino (PagoPA): “Al lavoro per prima applicazione Rtp in pagamenti Pa”

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(Adnkronos) – “PagoPA ha investito tanto sui pagamenti digitali come volano di crescita di tutti i servizi pubblici.Questa intuizione iniziale si è rivelata un caso di successo sia a livello italiano che internazionale.

Dal 2016 abbiamo gestito circa 1,4 mld di transazioni, per un valore complessivo di circa 300 miliardi di euro transato.Abbiamo inoltre 48 milioni di utenti tra cittadini e imprese che ogni anno utilizzano le nostre piattaforme per pagare i dovuti nei confronti dei 20.000 enti pubblici che sono a bordo della piattaforma, le pubbliche amministrazioni centrali, locali e gestori di pubblico servizio”.

Sono le parole di Gloriana Cimmino, direttore Mercato PA e Imprese di PagoPA, in occasione del Salone dei Pagamenti, in corso a Milano dal 27 al 29 novembre.  “Ovviamente – aggiunge – tutto questo si regge sulla collaborazione dell'ecosistema pubblico e privato, che investe ogni anno tante risorse per garantire a cittadini e imprese la possibilità di pagare in modo sempre più semplice ed efficiente anche grazie a strumenti innovativi, nel rispetto delle abitudini e preferenze dell’utente.Sicuramente il fulcro di questo ecosistema sono i prestatori di servizi di pagamento, che in questi giorni abbiamo avuto modo di incontrare qui al Salone”. Tra le novità portate al Salone dei Pagamenti l’integrazione tramite pagoPA dello schema europeo Rtp (Request To Pay) che consentirà alle aziende e ai cittadini di ricevere avvisi di pagamento della PA direttamente sui canali dei PsP migliorando la fruibilità dei servizi e velocizzando l’intero processo grazie ad un'esperienza digitale end to end. “I pagamenti verso la pubblica amministrazione saranno il primo ambito di applicazione reale in Italia dello schema Rtp, e già nel primo quarter del 2025 rilasceremo un prototipo a disposizione dei Psp”.  Grazie a Request to Pay “cittadini e imprese potranno ricevere in una modalità completamente digitale un avviso di pagamento direttamente sui canali delle proprie banche – conclude Cimmino – in modo tale da poter chiudere il pagamento con un addebito in conto.

Stiamo lavorando in particolare ai primi casi d'uso per i cittadini, a partire dalla Tari, dai servizi scolastici e dal bollo auto, mentre per le imprese inizieremo a lavorare sul canone unico patrimoniale e sulla tassa di occupazione del suolo pubblico”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salone Pagamenti, Fredianelli (PagoPA): “Identità digitale terreno innovazione per settore”

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(Adnkronos) – “Il tema dell’identità digitale come nuovo terreno di innovazione strategico anche per il settore dei pagamenti è stato oggetto di diversi incontri a cui abbiamo portato l'esperienza di PagoPA.Con l’avvio della prima fase del Sistema di portafoglio digitale italiano su App IO, i cittadini possono iniziare a familiarizzare con la versione digitale dei propri documenti personali su un wallet pubblico".

Lo afferma Lorenzo Fredianelli, Chief Business & Innovation Officer di PagoPA, nel contesto della IX edizione del Salone dei Pagamenti, l’appuntamento internazionale dedicato ai temi dell’innovazione nel settore dei pagamenti promosso da Abi e organizzato da ABIEventi, in svolgimento a Milano dal 27 al 29 novembre negli spazi espositivi dell’Allianz MiCo.  "Al momento – sottolinea – sono disponibili la patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta della Disabilità.Inoltre, stiamo lavorando anche a livello europeo insieme ad altri partner italiani, tra cui aziende del banking nel Consorzio NOBID, sui test dei primi casi d'uso del wallet.

IT-wallet è integrato all'interno dell’app IO, l’applicazione dei servizi pubblici, che ha superato i 41 milioni di download ed è utilizzata da una media 6 milioni di cittadini che ogni mese interagiscono con la pubblica amministrazione attraverso l’app".  PagoPA partecipa come partner istituzionale del Salone dei Pagamenti e l’evento si conferma occasione di incontro e condivisione che coinvolge istituzioni, banche, attori del mondo finanziario e dei circuiti di pagamento, imprese, enti pubblici, startup, professionisti e studenti, con sessioni e workshop che approfondiscono i trend emergenti del settore dei pagamenti, le opportunità di impresa, le ricadute sulla vita quotidiana delle persone. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Rossi (Alexion): “Da 30 anni impegnati a sviluppare terapie altamente efficaci”

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(Adnkronos) – "In Italia si stima che circa 3 milioni di persone siano colpite oggi da una malattia rara.Si tratta di patologie che hanno un impatto devastante sui pazienti e le loro famiglie perché spesso sono malattie altamente invalidanti e, potenzialmente, anche mortali.

Da qui il nostro impegno che ormai portiamo avanti da oltre 30 anni: in Alexion ci focalizziamo nel portare risposte e trasformare la vita di questi pazienti e delle loro famiglie, cercando innanzitutto di sviluppare farmaci altamente efficaci e trasformativi".Così all'Adnkronos Salute Anna Chiara Rossi, VP & General Manager Italy di Alexion, a margine di un dibattito sul valore della ricerca e dell'innovazione farmaceutica come leve per la crescita del Paese, organizzato oggi a Bari da AstraZeneca, azienda biofarmaceutica globale impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di farmaci etici.  "Negli anni – spiega Rossi – siamo riusciti in diverse situazioni ad avere successo in questo senso.

Abbiamo messo a disposizione della popolazione italiana ben 5 molecole per 7 indicazioni che sono riuscite senza dubbio a trasformare la storia naturale di queste patologie.Tuttavia, il nostro impegno non si ferma qui e continuiamo a investire in ricerca".  "Oggi in Italia abbiamo in essere ben 22 studi attivi e collaboriamo con 130 centri proprio per cercare di sviluppare nuove molecole.

Entro il 2030 contiamo di portare sul mercato 5 nuovi farmaci, e nei prossimi 3 anni" sono in programma "11 nuovi lanci che consistono in nuove molecole, ma anche nuove formulazioni, nuove indicazioni per poter dare una risposta sempre maggiore", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Aleinikov: “Può influire su pace, ma serve appoggio di chi governa”

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(Adnkronos) – "Lo sport può influire tanto per la pace, ma non serve l'appoggio dalle persone che governano.L'importante è che non finisca solo a parole, ma si deve continuare con i fatti".

Lo dice Sergei Aleinikov, ex giocatore bielorusso di Juventus e Lecce, a margine dell'evento organizzato dall'eurodeputata del Movimento 5 stelle Carolina Morace, 'Lo sport come strumento di pace'. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica, Longo (AstraZeneca Italia): “Sul territorio più di 190 studi attivi in R&S”

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(Adnkronos) – "AstraZeneca Italia con Alexion investe molto in ricerca e sviluppo: ad oggi abbiamo più di 190 studi attivi su tutto il territorio nazionale, che coinvolgono 17 regioni e più di 600 strutture cliniche di grande eccellenza, generando un impatto complessivo sul Pil del Paese per 524 milioni di euro nel 2023, frutto di un moltiplicatore economico di 2,7.Questo significa che ogni euro investito da AstraZeneca in Italia genera quasi 3 euro complessivi nell'economia del Paese".

Così all'Adnkronos Salute Claudio Longo, presidente e amministratore delegato di AstraZeneca Italia, a margine di un dibattito sul valore della ricerca e dell'innovazione farmaceutica come leve per la crescita del Paese, organizzato oggi a Bari da AstraZeneca, azienda biofarmaceutica globale impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di farmaci etici. "Il Progetto Valore, prodotto e realizzato da The European House Ambrosetti – conclude Longo – è stato un modo per far vedere quanto può essere importante il settore farmaceutico dal punto di vista della competitività dell'Italia, portando avanti valore economico, impatto sociale, ma anche un'attivazione del capitale umano.Ne è la prova l'analisi condotta su AstraZeneca Alexion e presentata oggi".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Morace (M5s): “Strumento di inclusione che si sposa con tema della pace”

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(Adnkronos) – "La pace è una delle priorità del Movimento 5 stelle insieme alla giustizia sociale, la transizione ecologica, la legalità.Lo sport è uno strumento di coesione, inclusione e si sposa perfettamente con il tema della pace, per cui per me anche lo sport deve fare la sua parte con il suo linguaggio universale, con i suoi valori di inclusione, uguaglianza".

Lo dice Carolina Morace, eurodeputata del Movimento 5 stelle, a margine dell'evento organizzato da lei 'Lo sport come strumento di pace'. "Lo sport può insegnare molto, dare un calcio ai pregiudizi, agli stereotipi sbagliati e per quello, per me, sport e pace devono viaggiare sulla stessa strada", conclude. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro polmone, esperti: “Un paziente su 2 curato in centri non adeguati”

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(Adnkronos) – In Italia tutti i casi di tumore polmonare dovrebbero essere trattati solo nell'ambito di Gruppi oncopneumologici multidisciplinari funzionali (Gom) o, meglio ancora, strutturali (Lung Unit).Al momento però circa il 50% dei pazienti viene gestito in centri sanitari che mancano della necessaria expertise per quanto riguarda la profilazione biomolecolare e, a volte, anche per la gestione delle tossicità dei farmaci di ultima generazione.

E' questo l'allarme lanciato dalla Fondazione Fonica (Forza operativa nazionale interdisciplinare contro il cancro del polmone) e dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) in occasione del loro 3° congresso nazionale.L'evento si chiude oggi a Roma e ha visto 9 diverse sessioni scientifiche dedicate alle neoplasie toraco-polmonari. "Ogni singolo paziente deve essere preso in carico solo da team oncopneumologici esperti, con adeguati volumi di attività – sottolinea Antonio Santo, presidente Fonicap – Professionisti sanitari con competenze diverse dovrebbero lavorare insieme nello stesso team come già avviene per il carcinoma mammario.

Come le Breast Unit sono una realtà consolidata nell'oncologia italiana anche le Lung Unit devono diventarlo quanto prima.Esistono già alcune di queste strutture sanitarie attive nel nostro Paese e stanno producendo risultati molto interessanti per medici e malati".  "I nuovi casi ammontano ad oltre 44mila all'anno e nei prossimi decenni il numero assoluto di diagnosi è destinato ad aumentare – sottolinea Francesco Schittulli, presidente della Lilt e vice-presidente della Fondazione Fonicap – Il tumore polmonare è strettamente legato al fumo di sigaretta, da solo responsabile dell'85-90% dei casi.

E' una patologia molto complessa ed eterogenea da un punto di vista biologico.Infatti è stata una delle prime neoplasie gestite con la 'medicina di precisione' per ottenere una diagnosi quanto più precisa possibile e di conseguenza una selezione delle terapie per ottimizzare i risultati.

Tuttavia bisogna ribadire che a tutt'oggi l'arma più efficace resta la prevenzione primaria (lotta al tabagismo) e la prevenzione secondaria (diagnosi precoce per terapie ottimali presso centri esperti).Infatti le diverse neoplasie polmonari presentano ancora insoddisfacenti tassi di sopravvivenza a cinque anni.

Stiamo tuttavia registrando graduali miglioramenti negli ultimi anni grazie alle target therapy e l'immunoterapia, e attualmente la sopravvivenza a 5 anni si attesta al 16% per gli uomini e al 23% per le donne".  "Il cancro del polmone ad oggi è uno dei principali problemi socio-sanitari del nostro Paese – prosegue Rossana Berardi, presidente del network Giot (Gruppi interdisciplinari oncologia toracica) di Fonicap – Attualmente più di 120mila pazienti convivono con tale diagnosi e ciò comporta un forte impatto anche da un punto di vista economico.L'evoluzione dei trattamenti ha portato negli ultimi 10-15 anni all'introduzione, nella pratica clinica, delle terapie biologiche e dell'immunoterapia.

Sono delle cure che possono determinare benefici ad un numero crescente di pazienti, cui deve essere assicurato un accesso equo e sostenibile.Presentano però alti costi per l'intero sistema sanitario nazionale e pertanto devono essere gestite in modo appropriato da oncopneumologi esperti". "La nostra Fondazione – ricorda Santo – è nata nel 2018 e prima era operativa come Associazione Fonicap dal 1981.

Da molti anni siamo impegnati per promuovere in Italia un nuovo modello di approccio alla cura del carcinoma polmonare.Come per altre malattie oncologiche, bisogna sempre più prevedere l'azione congiunta di tutti gli attori coinvolti nel processo completo di assistenza.

Pneumologi, radiologi, patologi, chirurghi, radioterapisti ed oncologi devono lavorare insieme in modo da favorire lo scambio di esperienze ed informazioni tra operatori, medici e paziente".  "Le Lung Unit strutturali rappresentano la naturale evoluzione dei gruppi multidisciplinari e di recente ne è stata aperta una presso l'Ospedale P.Pederzoli di Peschiera del Garda" nel Veronese. "Il nostro auspicio – conclude – è che possa rappresentare un modello organizzativo riproponibile a breve, in tutte le regioni d’Italia". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Consulcesi: su ferie non godute Corte Ue ribadisce diritto al risarcimento

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(Adnkronos) – Le ferie non godute non vanno perse: lo conferma ancora una volta la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che con l’ordinanza del 24 luglio 2024 (C-689/22) ha riaffermato il diritto dei dipendenti pubblici, in particolare del Servizio Sanitario Nazionale, a ricevere un indennizzo economico.Consulcesi, da sempre al fianco dei professionisti della sanità, ha già ottenuto oltre 310mila euro di risarcimenti e invita tutti gli interessati a un webinar gratuito per approfondire diritti e procedure. Per approfondire questi aspetti, analizzare le opportunità da cogliere e le difficoltà che possono incontrare i professionisti sanitari, Consulcesi ha organizzato un webinar gratuito che esplorerà l’importanza del riconoscimento economico delle ferie non godute per i dipendenti pubblici.

All’evento, che si terrà online il prossimo 10 dicembre alle ore 12.30, parteciperanno esperti legali e responsabili del settore per fare il punto sulle novità normative, sui diritti dei lavoratori e sulle strategie per ottenere l’indennizzo spettante.  Gli esperti spiegheranno dunque qual è l’iter da seguire per richiedere la monetizzazione e sfateranno alcune interpretazioni errate della normativa italiana.Il webinar proporrà inoltre un’analisi dei doveri del datore di lavoro, delle condizioni legali per la richiesta e delle scadenze entro cui agire, chiarendo gli oneri di prova e i limiti temporali del diritto alla monetizzazione.

In aggiunta verranno presentati strumenti fondamentali, a disposizione di tutti i professionisti sanitari, come un Tool di facile utilizzo che calcola automaticamente l’indennizzo dovuto per i giorni di ferie non goduti, semplificando così il processo di rivendicazione, e due moduli facsimile utili ad attivare la richiesta con la propria Azienda. L’ordinanza C-689/22, l’ultima in ordine di tempo, della Corte di Giustizia Ue è in linea con la sentenza del 18 gennaio 2024 (C-218/22) e con un orientamento consolidato da oltre un decennio.Nel corso degli anni, Consulcesi ha ottenuto molteplici vittorie su questo fronte, e non tutte in fase processuale.  Diverse aziende hanno infatti preferito attivarsi subito per trovare una soluzione transattiva non appena ricevuta la notifica del ricorso attivato dai legali Consulcesi, e dunque prima ancora di partecipare all’udienza di comparizione davanti al giudice del lavoro, in modo tale da evitare di andare incontro a una sconfitta certa.

In virtù di questo know how sviluppato in decenni di supporto legale ai professionisti sanitari, gli indennizzi ottenuti da Consulcesi in favore dei propri assistiti sulla questione delle ferie non godute ammontano a oltre 310mila euro. Consulcesi Club offre un'ampia gamma di servizi per supportare i professionisti sanitari, con un focus particolare sulle ferie non godute.Coloro che hanno lavorato con il Servizio Sanitario Nazionale e presentano un residuo di ferie non godute possono accedere a una consulenza legale gratuita per valutare la monetizzazione delle ferie e calcolare il credito potenzialmente reclamabile. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automotive, Guidesi: “Si rischia suicidio economico da libri di storia”

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(Adnkronos) – "Bisogna prendere atto della situazione.Chi non la vede o vuole chiudere gli occhi, rischia di essere complice di un suicidio economico che entrerà nei libri di storia". Lo ha detto oggi l'assessore di Regione Lombardia allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, durante la conferenza stampa dell'"Automotive Regions Alliance".  "Tre anni fa – ha sottolineato Guidesi – abbiamo detto che vogliamo raggiungere gli obiettivi ambientali e questo sforzo voglio continuare a farlo".  "Chiediamo semplicemente di essere lasciati liberi di poterli raggiungere perché, in questo momento, si rischia di non raggiungerli e di vedere scomparire un intero comparto.

Siamo Invece se continueremo a investire sulle aziende e le persone raggiungeremo gli obiettivi" ha poi chiosato Guidesi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automotive, Fontana: “Lombardia si farà sentire a livello europeo”

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(Adnkronos) – "Credo sia importante" che la Lombardia assuma la presidenza dell'Alleanza delle regioni automotive perché "è la dimostrazione di come le regioni possano e devono avere protagonismo all'interno dell'Europa".  La Lombardia infatti rappresenta "una filiera importante" fatta da 30mila aziende e 100mila dipendenti che "farà sentire la nostra voce a livello europeo".Lo ha detto oggi il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della conferenza "Automotive Regions Alliance", in corso all'autodromo di Monza.   "Credo – ha poi rimarcato Fontana – che si debbano dire le cose come sosteniamo da sempre, cioè che dobbiamo cercare di sviluppare tutte le opportunità che la scienza ci offre per poter fare delle scelte, e non limitare le scelte soltanto all'elettrico, come sta facendo l'Europa in maniera superficiale".  "Abbiamo piccole e medie di imprese di alta tecnologia, di alta innovazione, che producono soprattutto per l'esportazione.

Dobbiamo tutelarle" ha poi chiosato. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Le Streghe di Bucha, nelle foreste di Kiev per abbattere droni russi: “Non ci arrenderemo”

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(Adnkronos) – A oltre mille giorni dall'inizio dell'aggressione militare lanciata dalla Russia, gli ucraini sono stanchi di guerra.Ma loro no.

Le 'Streghe di Bucha', come sono state ribattezzate le volontarie provenienti dalla città alla periferia di Kiev occupata dai russi nei primi giorni del conflitto, continuano ad addestrarsi a sparare con diverse armi nella foresta appena fuori la capitale.Con l'obiettivo, primario, di abbattere i droni kamikaze Shahed che l'Iran ha fornito all'aeronautica militare russa.

Droni che vengono lanciati quasi ogni notte e che l'unità militare volontaria composta al 90% da donne vuole intercettare perché ''la nostra esistenza è in gioco'' e ''non possiamo arrenderci'', dicono. Qualcuna ha perso figli, il marito, nipoti, altre li hanno distanti, impegnati al fronte.Hanno perso il lavoro che amavano, così come la speranza che l'aggressione russa lanciata il 24 febbraio 2022 contro l'Ucraina possa essere fermata con i negoziati.

Ma non hanno perso la voglia di difendere il loro Paese e di ''incanalare la rabbia'' nella mitragliatrice che stringono tra le mani con gli occhi puntati al cielo.  "Tutta la mia famiglia è stata distrutta" e combattere, come volontaria dell'unità militare, è un modo per ''incanalare la rabbia'', racconta alla Nbc News Tetyana, 41 anni, originaria di Bucha, teatro di alcune delle peggiori atrocità commesse dall'esercito russo ai danni dei civili, giustiziati per strada.Suo marito e suo fratello sono stati uccisi, in guerra.

Suo nipote, che combatteva nell'esercito, è stato dichiarato disperso.  Per molti la promessa del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump di ''mettere fine alla guerra in un giorno'' e la prospettiva di un accordo di pace sotto la nuova presidenza americana crea un ulteriore livello di incertezza.Perché, in Ucraina, si teme che una tregua possa solo aiutare il presidente russo Vladimir Putin a riorganizzarsi militarmente. "Non credo che questa guerra possa essere fermata con i negoziati", ha detto Valentina, una nonna di 49 anni, insegnante di matematica alle medie, che fa parte del gruppo di volontarie.

Suo figlio e suo genero stanno combattendo in prima linea. "Non ci si può fidare di Putin", ha detto alla Nbc News vestita in mimetica e impegnata ad allenarsi al gelo. "Tra tre o cinque anni tornerà", ha aggiunto. "Non possiamo arrenderci", ha fatto eco alle donne in mimetica il veterano dell'esercito americano Miro Popovich, un volontario ucraino-americano che ha combattuto in prima linea o nelle sue vicinanze dall'inizio della guerra. "Non possiamo cedere territorio, non possiamo perdere persone, perché la nostra esistenza è di nuovo in gioco", ha aggiunto.Un recente sondaggio Gallup ha rilevato però che il 52% degli ucraini vorrebbe che Kiev negoziasse la fine della guerra il prima possibile e che molti hanno meno speranze sul futuro rispetto all'anno precedente. 
Sul campo di battaglia, tra l'altro, il morale è basso e da mesi le truppe sono sulla difensiva.

Una fonte dello Stato maggiore delle forze armate ucraine ha dichiarato alla Nbc News che l'Ucraina controlla ancora oltre 770 chilometri quadrati della regione russa di Kursk e che gli attacchi aerei nel profondo del territorio russo stanno contribuendo a "distruggere l'infrastruttura militare russa" dopo che gli alleati dell'Ucraina hanno allentato le restrizioni sull'uso di armi occidentali da parte di Kiev.  E se le divergenze tra Russia e Ucraina potrebbero essere colmate al tavolo dei negoziati, lo scetticismo resta.Perché "quando la Russia firma un accordo di cessate il fuoco, questo non significa certamente che cesserà di sparare", ha detto Keir Giles, un consulente del think tank londinese Chatham House. "La Russia vorrà una conclusione soddisfacente in questa guerra e anche far fare bella figura a Trump", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valentine Debord: “Su automotive ritardo di dieci anni, Stellantis investa in ricerca e sviluppo”

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(Adnkronos) – La crisi che sta subendo il settore dell’automotive a livello europeo, soprattutto la Germania, è dettata dal fatto che “si producono grandi auto che però non corrispondono alla domanda di mercato”.  La sfida per i gruppi come Stellantis o Renault è quella di mantenere in Europa lo sviluppo e la ricerca sulla tecnologia per l’elettrico e le batterie in modo “da non dover solo importare quanto prodotto dalla Cina”.  Un problema di “consumi e acquisti” dettato anche da “un ritardo rispetto ai suoi concorrenti asiatici di dieci anni che dobbiamo recuperare aiutando i settori della ricerca e dello sviluppo a essere più uniti” dice all’Adnkronos la vicepresidente della regione del Grand Est, Valerie Debord.Il Grand Est francese è una delle 36 Regioni facente parte dell’Automotive Regions Alliance, insieme a 9 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria); alle quali si aggiungono altre 26 regioni europee dei più importanti Paesi del continente, fra cui Germania, Spagna e Francia.

Insieme questi territori alimentano un pil pari a 5.000 miliardi di euro (superiore dell’8,7% rispetto alla media europea), il 34% del prodotto interno lordo europeo, oltre a rappresentare complessivamente 134 milioni di cittadini europei.   Questo potrebbe far sì che i prezzi diventino più bassi.Dalla Cina arrivano prodotti che non rimpiazzano quanto realizzato, ad esempio, dalla Germania, ma altri modelli che “ci fanno una forte concorrenza”.

L'industria automotive è fondamentale per la prosperità dell'Europa.Il settore automobilistico dà lavoro direttamente e indirettamente a 13,8 milioni di persone, il 6,1% dell'occupazione totale dell'Unione. 2,6 milioni di persone lavorano nella produzione diretta di veicoli a motore, pari all'8,5% dell'occupazione dell'Unione nel settore manifatturiero.

Inoltre, l’Unione Europea è tra i maggiori produttori mondiali di autoveicoli e il settore rappresenta il maggior investitore privato in ricerca e sviluppo. .Tra fine del 2022 e fine del 2023, il numero di autovetture elettriche a batteria è aumentato del 49% e sta per raggiungere i 4,5 milioni di veicoli.

Nonostante l’aumento registrato negli ultimi anni, le autovetture alimentate con carburanti alternativi o a batteria rappresentano solo una minoranza delle nuove immatricolazioni di autovetture nell'Ue nel 2023, ancora dietro a quelle a benzina e diesel (comprese le ibride).Ciò si riflette nella quota di autovetture alimentate da carburanti alternativi tra le autovetture di nuova immatricolazione, che nella maggior parte dei Paesi è ancora inferiore al 20%.

Nel 2023 il numero di autovetture elettriche a batteria nei Paesi dell'Unione ha superato 4,4 milioni, con un incremento di circa 89 volte rispetto al 2013 e di 12 volte rispetto al 2018.I tassi di incremento più elevati sono stati registrati tra il 2019 e il 2020 (85,2%) e tra il 2020 e il 2021 (77,5%).  Valerie Debord non lascia spazio a dubbi: “Abbiamo dieci anni di ritardo e dobbiamo recuperarli”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Lorenzin: “Sfida maggiore è presente e futuro risorse umane”

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(Adnkronos) – "Ieri discutevamo della necessità di investimenti sul capitale umano.Poi, il tema rimane a tutti i livelli professionali.

In questo momento la sfida maggiore è quella della gestione delle risorse umane, cioè del presente e del futuro del personale del mondo sanitario, dai medici agli infermieri alle professioni sanitarie.La domanda è come organizzarle e come gestire i cambiamenti molto rapidi.

E' la filiera che si sta trasformando di più e che sta maggiormente intercettando i cambiamenti in campo, ma, al tempo stesso, anche i bisogni.Quindi, io penso che quello della formazione sia un passaggio molto importante, ma non solo.

Lo è anche quello di una diversificazione delle carriere, della possibilità di avere una soddisfazione professionale e una qualità di vita professionale da tutti i punti di vista, in primo luogo remunerativa, ma anche con la possibilità di crescita all'interno della professione".Sono le parole della senatrice Beatrice Lorenzin, intervenuta nel corso del Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, ad Arezzo dal 26 al 29 novembre. "Questo lavoro – sottolinea l'ex ministro della Salute – è nell'ottica di quanto abbiamo fatto con la legge 3" del 2018, per "avere un sistema che fosse capace di migliorarsi, controllarsi, ma anche avere gli strumenti per adattarsi a ciò che già si capiva 10 anni fa, cioè che siamo di fronte ad una trasformazione velocissima di tutti i meccanismi.

Un esempio è ciò che fa e farà l'intelligenza artificiale in tutte le professioni.Quindi come cambierà l'approccio dell'infermiere, ad esempio, rispetto all'intelligenza artificiale.

Un altro esempio di cui si discute è l'assistenza da remoto.Quando si hanno a disposizione delle celle operatorie che possono essere gestite da remoto, con la presenza in loco di un infermiere specializzato, fa impressione.

Ma questo non è il futuro, questo in alcune realtà del mondo è già presente.Pertanto, dobbiamo saper gestire queste trasformazioni, prestando attenzione a ciò che facciamo". "Ora – prosegue la senatrice – viviamo ancora in una fase di ambiguità in cui stanno sopravvivendo delle esperienze avute con il Covid-19, ma non messe in un corretto binario, sia a livello italiano che a livello europeo.

Abbiamo una questione enorme riguardante il personale che viene dall'estero, una tipologia di personale che non è formato, non è specializzato e non ha un registro proprio.Credo che sia il momento che almeno queste persone, in questa proroga che doveva essere di emergenza, vadano catalogate da qualche parte: capire se hanno un'assicurazione, se sono coperti, a chi fanno riferimento e quale sia l'Ordine di appartenenza.

C'è tutta una questione riguardante l'organizzazione più complessa delle trasformazioni che abbiamo in campo, che non può essere applicata alla giornata.E d'altra parte non possiamo neanche avere infermieri di serie A e di serie B, dove quelli di serie A sono laureati formati in Italia e in Europa, mentre quelli di serie B non si sa da dove provengano.

Abbiamo un serio problema sull'assistenza".  "Ritengo, senza fare cose demagogiche – continua Lorenzin – che ci siano aspetti da affrontare e mettere in ordine, poiché il disordine può essere stato giustificato durante il Covid-19, dove c'era una situazione di oggettiva emergenza, ma oggi, dopo un'azione emergenziale, non può diventare strutturale con le stesse modalità dell'emergenza.Si può anche decidere che in questo mercato globale delle competenze, dove mancano le persone, si possa essere attrattivi, ma è necessario essere attrattivi sulla qualità, non esportare persone con alta qualità e importarne con bassa.

Questo è un serio problema che va affrontato".  La senatrice conclude il suo intervento parlando del piano delle competenze europee. "Se immaginiamo che non abbiamo ancora uniformità sui diplomi e sulle lauree – osserva – questo è un grosso problema, perché in un mercato dove manca competenza avere un'uniformità del livello di riconoscimento delle lauree, almeno nel mercato europeo e quindi all'interno degli Stati europei con alti standard riconosciuti fra di noi, questo è un elemento di qualificazione che è un elemento di mercato unico europeo.Quindi, noi abbiamo queste partite difficili, perché la carenza di personale è una carenza in tutta Europa, non solo in Italia, che dobbiamo provare a mettere in ordine sia dal punto di vista dei regolamenti europei, sia dal punto di vista dell'ordinamento italiano, permettendo agli Ordini che sono nati di fare un lavoro importante di vigilanza, formazione, ma anche di capacità di rinnovamento, che è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eredità Agnelli, udienza a Ginevra: primo confronto fra Margherita e i 3 figli

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(Adnkronos) – E' in corso davanti al tribunale di Ginevra il primo confronto fra Margherita Agnelli e i tre figli, John, Lapo e Ginevra Elkann.Lo confermano le immagini esclusive raccolte da Fabrizio Massaro, inviato a Ginevra di Milano Finanza, diretto da Roberto Sommella, che ha ripreso l'arrivo – in gruppi separati – dei membri della famiglia per una convocazione che rappresenta una svolta nella lite successoria sulla validità del patto e dell’accordo transattivo del 2004 sul patrimonio dell’Avvocato stipulato a suo tempo dalla vedova Marella con sua figlia Margherita e da questa in seguito contestato.

Si tratta di una udienza importante da cui può dipendere il destino di tutte le altre cause aperte negli anni dalla figlia dell'Avvocato che ritiene sia stata nascosta parte consistente del patrimonio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Costa (Veneto): “Assistente infermieristico completa filiera assistenziale”

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(Adnkronos) – "La figura dell'assistente infermieristico è una figura di operatore di interesse sanitario che può completare la filiera assistenziale, quindi Oss" cioè operatore socio-sanitario, "assistente infermiere e professionista infermiere che rimane responsabile dell'assistenza infermieristica.Il tema della carenza di infermieri è un tema internazionale e nazionale, che riguarda anche il Veneto".

E' quanto dichiarato da Claudio Costa, direttore Risorse umane del Servizio sanitario regionale del Veneto, in occasione del Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, ad Arezzo dal 26 al 29 novembre.  Costa spiega la strategia adottata dalla Regione Veneto per colmare la carenza di personale infermieristico: "Abbiamo approvato, lo scorso mese di agosto, un piano straordinario per affrontare la carenza di personale, in particolare infermieristico.L'idea è che l'assistente infermiere possa occupare un'area delle cure di base, attualmente gestite direttamente dall'infermiere, per liberare tempo allo stesso infermiere e permettergli di occuparsi di competenze più affini alla sua figura: competenze alte di presa in carico, di educazione, di empowerment e di affiancamento del caregiver".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Mangiacavalli (Fnopi): “Nuove specializzazioni per infermieri ancora più qualificati”

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(Adnkronos) – "Ci aspettiamo un cambiamento importante finalizzato soprattutto a qualificare ancora di più la professione infermieristica nei rapporti all'interno dell'équipe multiprofessionale, con i medici e con gli altri componenti dell'équipe.Ma soprattutto", le nuove lauree magistrali "qualificano di più le competenze infermieristiche in risposta ai bisogni dei cittadini.

L'Italia è un Paese che sta invecchiando in maniera importante e non stiamo invecchiando in buona salute.I bisogni sanitari e socio sanitari sono sempre più complessi, sempre più articolati.

C'è bisogno di una componente infermieristica altamente qualificata e specializzata".Così la presidente di Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, intervistata dall'Adnkronos Salute al Forum Risk Management che si conclude oggi ad Arezzo.  Nell'ambito della 19esima edizione del forum dedicato alla sicurezza sanitaria e alla trasformazione digitale dei servizi di assistenza, Fnopi ha organizzato oggi la sessione 'Ripensare la professione infermieristica, ripensare il Servizio sanitario nazionale'.

E proprio ripensando alla professione infermieristica, nel mese di ottobre, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato la nascita delle 3 aree di specializzazione infermieristiche: in cure primarie e sanità pubblica; in cure pediatriche e neonatali; in cure intensive e nell'emergenza. "Per dare un contributo importante sia nella risposta ai bisogni dei cittadini, sia all'interno delle équipe professionali – spiega Mangiacavalli – ci siamo orientati su 3 indirizzi magistrali che sono quelli che raccolgono la maggior parte dei setting assistenziali in questo momento, soprattutto quelli più strategici: cure territoriali, cure primarie, infermieristica neonatale e pediatrica.Alla luce del grande problema demografico e dell'urgenza-emergenza, speriamo di continuare con altri percorsi specialistici sempre nella logica di valorizzare la professione, renderla più attrattiva, per fare in modo che sempre più giovani possano sceglierla perché sanno che c'è anche uno sviluppo verso un disegno di specializzazione.

Ma anche per valorizzare e qualificare il contributo che gli infermieri danno al Servizio sanitario nazionale".  La presidente Mangaicavalli si sofferma poi sulla possibilità, per chi si specializzerà, di poter fare prescrizioni di tipo infermieristico: "E' connotata come prescrizione di presidi-ausili finalizzati al processo dell'assistenza infermieristica – precisa – Stiamo parlando di quei presidi assistenziali che da sempre gli infermieri utilizzano: presidi per l'incontinenza, presidi per pazienti stabilizzati, per le medicazioni avanzate.Presidi su cui gli infermieri hanno già competenze avanzate specialistiche in un processo di assistenza infermieristica in vigore da trent'anni".

Gli infermieri "identificano il bisogno del paziente e l'intervento assistenziale.Nell'intervento assistenziale che devono pianificare, c'è anche l'utilizzo di presidi di ausiliari.

Abbiamo completato questo percorso dopo trent'anni dalla norma perché una volta definito l'obiettivo assistenziale, la pianificazione del percorso, l'infermiere ha titolo per indicare qual è il presidio da utilizzare e può dare questa indicazione, tramite la prescrizione infermieristica, dell'utilizzo del presidio-ausilio", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, a corteo studenti bruciate foto di Meloni e Salvini. Occupati binari a Porta Susa

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(Adnkronos) – Al grido di "al rogo" e "dimissioni" davanti alla stazione di Torino Porta Nuova, al termine del corteo di studenti, pro Palestina e centri sociali sono stati bruciati un fantoccio di stracci con la foto del ministro Salvini e le foto della premier Meloni, del ministro Crosetto e del ceo di Leonardo, Cingolani.  Al termine del corteo, un gruppo di manifestanti dello spezzone studentesco e universitario utilizzando gli ingressi della metropolitana di Porta Nuova hanno raggiunto con la metro la stazione di Porta Susa e sventolando una bandiera palestinese sono scesi sui binari 1 e 2 della stazione bloccando la circolazione.L'occupazione dei binari si è conclusa dopo una decina di minuti, con i manifestanti poi tornati a sfilare nelle strade. In precedenza, sempre gli studenti appartenenti ai collettivi universitari, dopo aver sfilato in coda al corteo promosso da Cgil e Uil contro la manovra economica del governo, erano arrivati sotto la sede della Prefettura dove al grido di 'free Palestine' hanno lanciato fumogeni e uova contro le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. “E’ stata una grande giornata di lotta, l’intifada studentesca è appena iniziata”.

Con queste parole al megafono si è poi concluso il corteo degli studenti in piazza Statuto. “Oggi – hanno aggiunto i manifestanti – abbiamo dimostrato di essere all’avanguardia e di non avere paura.Non ci possono fermare ma dobbiamo diventare di più ed essere più forti”, hanno concluso dando appuntamento a una nuova manifestazione per il 13 dicembre. "Ferma condanna" da parte di Matteo Salvini "per le violenze" di Torino che hanno causato problemi anche alle Forze dell'Ordine.

La Lega chiede di identificare i colpevoli: "Non sono manifestanti ma delinquenti, e i delinquenti meritano la galera", chiarisce Salvini.Così una nota della Lega. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, colite ulcerosa, gastroenterologo: “Con guselkumab guarigione mucosa in 35% pazienti”

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(Adnkronos) – "Nello studio Quasar che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di guselkumab nei pazienti con colite ulcerosa moderatamente grave è stato dimostrato come, dopo un anno di trattamento, fino al 35% dei pazienti raggiungevano un endpoint molto importante che era quello della guarigione della mucosa".Così Alessandro Armuzzi, professore di gastroenterologia presso l'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano), in occasione del Congresso dell'Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (Ig-Ibd), a Riccione dal 28 al 30 novembre, dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali – Mici, durante il quale sono stati presentati i più recenti dati relativi all'inibitore del'IL-23 guselkumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano diretto selettivamente contro la subunità p19 dell'IL-23. "La remissione endoscopica, oltre a quella clinica, è molto importante per definire gli outcome a lungo termine della colite ulcerosa – sottolinea Armuzzi – E' stato dimostrato che fino al 70% dei pazienti nel lungo termine che raggiungono una remissione endoscopica rimangono liberi da recidiva.

L'aspetto altrettanto importante è che questo risultato è stato documentato significativamente positivo anche nei pazienti che avevano fallito in precedenza terapie avanzate e non solo nei pazienti naive ai farmaci biologici". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Remuzzi (Mario Negri): “Senza infermieri non c’è Ssn”

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(Adnkronos) – "In tante occasioni ho scritto che senza infermieri non c'è ospedale, ma potremmo dire che senza infermieri non c'è il Servizio sanitario nazionale.Gli infermieri sono preziosissimi per la cura degli ammalati e per la guarigione", però devono affrontare "troppi turni, ferie rimandate per mancanza di personale e malati sempre più gravi, sempre più anziani, con sempre più problemi.

I nostri infermieri sono pagati un terzo che negli altri Paesi europei.Dobbiamo evitare che si stanchino e vadano via".

Sono le parole di Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, intervenuto con un videomessaggio al Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, dal 26 al 29 novembre ad Arezzo.L'intervento di Remuzzi ha aperto i lavori della sessione 'Ripensare la professione infermieristica, ripensare il Servizio sanitario nazionale', curata da Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche.  "Mancano 6 milioni di infermieri nel mondo – sottolinea il direttore del Mario Negri – Dobbiamo dare loro delle opportunità di carriera.

Ci sono degli infermieri che organizzano sale operatorie con turni complicatissimi dove non si può sbagliare niente tra un intervento e l'altro, se no tutto si rimanda.Tante cose che i medici non riescono a fare gli infermieri le fanno.

Le fanno bene e con passione.Ma dobbiamo dare loro delle opportunità".

Remuzzi si focalizza poi sulla necessità di fare rete tra i professionisti che ruotano attorno al malato: "Non devono esserci confini – dice – Dobbiamo mettere a disposizione degli ammalati per primi, ma anche dei nostri colleghi, le capacità che abbiamo in quanto medici, infermieri, tecnici di laboratorio.Dobbiamo fare le cose insieme.

Agli infermieri bisogna dare soddisfazione, bisogna utilizzare tutte le capacità che hanno".Per l'esperto "il futuro della sanità è basato sui medici di famiglia che vanno a casa degli ammalati e sulle Case della comunità.

Se si lavora bene – è convinto – si avranno molti meno accessi al pronto soccorso".  Infine, Remuzzi si sofferma su una riflessione: "Dove vanno gli ammalati quando è il momento di dimetterli?La maggior parte di loro è anziana, ma tanti anziani sono soli.

Non è più come un tempo in cui c'erano grandi famiglie in cui sempre qualcuno si occupava di qualcun altro.Adesso la maggior parte delle persone non si occupa di nessuno.

E allora dove li mandi i malati?I piccoli ospedali devono essere trasformati, a mio avviso, in ospedali degli infermieri.

Ospedali fatti funzionare da infermieri che sanno fare tutto: sanno fare i prelievi, sanno fare gli esami, sanno fare le radiografie, possono benissimo fare l'ecografia e poi mandarla a refertare dove deve essere fatto il referto.Tutti parlano di telemedicina, di intelligenza artificiale, utilizziamo questi strumenti", esorta. "Vi lascerei con un concetto soltanto", conclude Remuzzi: "'Non c'è posto', in ospedale, non esiste.

Non vorrei sentirlo proprio più. 'Non c'è posto' non è qualcosa che ci possiamo permettere di dire a qualcuno che sta male e non sappiamo che cosa succederà dopo.Va bene 'non c'è posto, ma c'è posto da un'altra parte'. 'Non c'è posto' non è giusto”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Nardone (Federico II): “Con guselkumab verso terapie mirate per pazienti Mici”

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(Adnkronos) – "Guselkumab rappresenta un passo avanti verso la personalizzazione del trattamento.La flessibilità, sia in termini di dosaggio sia di somministrazione, con la disponibilità sotto forma sottocutanea ed endovenosa, consentirà ai nostri pazienti di poter scegliere il trattamento in base alle loro esigenze.

Questo è un fattore molto importante che ci avvicinerà sempre di più al poter trattare i pazienti sulla base dei loro bisogni nell'ambito di una medicina personalizzata".Così Olga Maria Nardone, ricercatore e gastroenterologa presso l'Università Federico II di Napoli, in occasione del congresso dell'Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (Ig-Ibd), a Riccione dal 28 al 30 novembre, dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali – Mici, durante il quale sono stati presentati i più recenti dati relativi all'inibitore dell'IL-23 guselkumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano diretto selettivamente contro la subunità p19 dell'IL-23. Diversi i vantaggi del monoclonale secondo Nardone: "E' importante sottolineare come il trattamento con guselkumab sia in grado di raggiungere obiettivi sempre complicati ed ambiziosi come l'endoscopia in associazione all'istologia che è fondamentale, soprattutto nei casi di colite ulcerosa.

Il mantenimento di questi obiettivi è a lungo termine, dobbiamo guardare sempre più in là per bloccare ed alterare quello che è il decorso progressivo di queste patologie.Inoltre, guselkumab ha un profilo di sicurezza elevato, cosa fondamentale per far sì che i pazienti aderiscano al trattamento senza paura di effetti collaterali". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)