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Fiere, posata da Ieg prima pietra del nuovo padiglione del quartiere fieristico di Vicenza

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(Adnkronos) – Il nuovo padiglione che sorgerà nel cuore del quartiere fieristico di Vicenza ha la sua prima pietra.A dieci mesi esatti dall’inizio dei lavori di riqualificazione, Italian Exhibition Group ha celebrato questa mattina l’avvio della fase di costruzione dell’edificio da 22mila metri quadrati due livelli, progettato dallo Studio Gmp di Amburgo nella persona del professore e architetto Volkwin Marg, con una cerimonia che ha visto la presenza dei vertici del Gruppo, delle istituzioni e dei rappresentanti delle associazioni dell’oreficeria e della gioielleria nazionali.

Dopo la benedizione impartita dal vicario generale della Diocesi di Vicenza, don Giampaolo Marta, Volking Marg ha consegnato il progetto dell’ampliamento in un contenitore al presidente Ieg, Maurizio Ermeti, che a sua volta lo ha posizionato nel blocco di cemento.Assieme al sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, al presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin e al presidente della Camera di commercio di Vicenza Giorgio Xoccato, Ermeti e Marg hanno dato il simbolico colpo di cazzuola sulla prima pietra.

Per Ieg, presenti anche l’amministratore delegato Corrado Peraboni, il direttore operations e direttore della sede vicentina di Ieg Mario Vescovo, il chief corporate officer Carlo Costa e il chief business officer Marco Carniello. Maurizio Ermeti, presidente Ieg, ha dichiarato: "Più di cinquant’anni fa, dei visionari posero la prima pietra della 'chiocciola' con la speranza di migliorare le loro vite, le imprese e il territorio.Oggi, con questo gesto simbolico, rinnoviamo quel proposito, ricostruendo una struttura più grande, tecnologica e potente per mantenere Vicenzaoro come leader europeo e internazionale nel settore del gioiello.

Non solo, questa nuova infrastruttura ci permetterà anche di ampliare il nostro calendario delle nostre manifestazioni e quello del nostro centro congressuale, rendendoci sempre più attrattivi.Un grazie alla città, al territorio e agli stakeholder che hanno sostenuto la nostra visione".  Corrado Peraboni, amministratore delegato Ieg, ha affermato: "Rendere più competitivo il quartiere di Vicenza in termini infrastrutturali significa mantenere la posizione di leadership di Vicenzaoro in Europa e mantenere la sua specificità nel contesto internazionale.

Ma significa anche rafforzare la strategia di internazionalizzazione che Ieg ha impostato per le sue fiere orafe con gli hub di Dubai e Singapore: creare piattaforme per mercati che poi hanno un impatto positivo sulla visitazione degli operatori esteri in Italia". Volkwin Marg, Studio Gmp di Amburgo, progettista dell’ampliamento, ha commentato: "Siamo grati di poter progettare per Italian ExhibitionGroup.Abbiamo una fantastica collaborazione creativa che dura da 25 anni, sin dalla nascita della Fiera di Rimini. È un buon segno per Vicenza che sia in costruzione una nuova stazione e che l'ambiente intorno alla fiera possa essere riqualificato.

In questo contesto immaginiamo un futuro business fieristico che diventerà sempre più attraente per il mondo esterno anche in termini di percezione architettonica".  Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, ha detto: "La posa della prima pietra del nuovo padiglione della Fiera è un segnale importantissimo per la città. È un segnale che testimonia la volontà di Ieg di investire su Vicenza e che dà un futuro luminoso al quartiere fieristico vicentino e all'economia della nostra città, da sempre legata alla Fiera, dandoci quindi l'idea di una Vicenza che continua a crescere e a investire e che guarda al futuro con fiducia".  Per Andrea Nardin, presidente Provincia di Vicenza, "Vicenza sta vivendo una rivoluzione infrastrutturale e la nuova fiera ben si inserisce in un contesto urbanistico che guarda al futuro". "Un restyling che non è solo di facciata, ma che significa potenziare il quartiere fieristico rendendo Vicenzaoro ancor più attrattiva e rafforzando l’identità dell’economia vicentina.La posa della prima pietra è un segnale forte che vogliamo dare anche ai nostri imprenditori: ci aspettano sfide importanti, ma ci rinforziamo per affrontarle", ha aggiunto. Giorgio Xoccato, presidente Camera di commercio di Vicenza, ha sottolineato: "Va riconosciuto l'impegno di Ieg per una riqualificazione che offre grandi opportunità, in primis per Vicenzaoro.

Il quartiere, all’ingresso della città, sarà un 'biglietto da visita' per quell’accoglienza che Vicenza vuole dare al visitatore.L'investimento sarà potenziato dalla futura fermata Tav, progetto su cui la Camera di commercio e il sistema Vicenza hanno lavorato con determinazione e unità". La 'fase 2' dell’opera di ampliamento e riqualificazione del quartiere fieristico di Vicenza, condotta dal direttore operations e direttore della sede vicentina di Ieg Mario Vescovo, relativa alla costruzione del nuovo edificio moderno e funzionale, che sorgerà sull’area precedentemente occupata dai padiglioni 2 e 5, procede nel pieno rispetto del cronoprogramma stabilito da Ieg.

Dopo le fasi di demolizione dei vecchi fabbricati e di bonifica dei terreni, il cantiere è stato consegnato all’impresa delle opere civili che è al lavoro con le palificazioni necessarie a sostenere le successive fondazioni.  Per Vicenzaoro January 2025 sarà già possibile vedere l’inizio della costruzione fuori terra, mentre nell’edizione di settembre 2025 della manifestazione con a capo il global exhibition manager Ieg Matteo Farsura sarà visibile la costruzione al grezzo nel suo complesso, grazie al completamento che avverrà nel corso della stagione estiva.I lavori proseguiranno poi con le opere impiantistiche e le finiture per essere completati nella primavera del 2026. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, Mangone (UniSa): “Denatalità problema strutturale e sociale”

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(Adnkronos) – “Sulla denatalità le risposte che in questo momento si stanno dando sono tutte legate ad aspetti di carattere economico e relativi ad alcune politiche.Quello che invece è emesso dalla nostra ricerca è un tantino diverso, o meglio, si aggiunge un pezzetto a questo che orami è un problema strutturale: il trend delle nascite è in discesa già quasi dagli anni 70.

Parlare di emergenza oggi è un errore”.Lo ha detto Emiliana Mangone, professoressa ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Università di Salerno – Centro Studi Fondazione Magna Grecia nel suo intervento, oggi a Roma, all’Adnkronos Q&A, 'Essere genitori oggi, tra scienza e welfare'. “La nostra ricerca, che ha riguardato i giovani in età fertile, quindi 18-35 anni – illustra Mangone – mostra che, sostanzialmente, pur avendo un'autonomia di carattere economico, vivono quasi tutti ancora con la famiglia.

Pur potendo avere un'abitazione propria, decidono di fare un figlio solo se avvertono questo grande desiderio di diventare genitori.C'è poi un aspetto estremamente paradossale, nella ricerca.

Questi giovani si fidano solo delle relazioni di prossimità.Alla domanda ‘a chi ti rivolgeresti in caso di difficoltà nel momento in cui avrai un figlio?’, la risposta è la famiglia, gli amici e il partner.

Non si rivolgono alle amministrazioni pubbliche, non si rivolgono alle istituzioni private e non si rivolgono neanche all'azienda.Mettere al mondo un figlio significa creare relazioni di carattere fiduciario.

Nel momento in cui però esiste solo un rapporto fiduciario con la famiglia, è difficile che questi soggetti si assumano la responsabilità di mettere al mondo i figli se vogliono una responsabilità condivisa solo ed esclusivamente per la loro famiglia”. Bisogna “rendere” i giovani “più fiduciosi nei confronti degli altri, ma non solo.Bisogna rendere il sistema di welfare comunitario – conclude Mangone – Paradossalmente, dobbiamo fare un passo indietro.

Oggi si parla tanto di intelligenza artificiale, ma l'IA non può controllare un figlio che nasce.Quindi bisogna tornare alle relazioni umane.

Questo significa però creare un'educazione nei giovani che li faccia sentire anche parte di una comunità per cui condividere le responsabilità, oltre all'aspetto di solidità economica a cui loro aggiungono, una solidità nella coppia, per poter mettere al mondo un figlio”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Il Giubileo di Papa Francesco” nel nuovo libro del direttore del Tg2 Antonio Preziosi

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(Adnkronos) – Che cos'è un Giubileo?Lo spiega Antonio Preziosi, giornalista, scrittore ed esperto di comunicazione, direttore del Tg2 e studioso di questioni religiose e vaticane, nel suo ultimo libro, "Il Giubileo di Papa Francesco – Riflessioni sull'Anno Santo e sul suo significato" (Newton Compton Editori, pagg. 192, 12 euro). Il saggio di Preziosi, una vera e propria guida spirituale e pratica, offre un approfondimento utile per vivere con consapevolezza l'Anno Santo del 2025.

Il prossimo Giubileo, dedicato alla speranza, riprende – secondo l’Autore – molti dei temi del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco nel 2015.Anche perché è proprio la misericordia la linea che unisce tutti gli anni giubilari, ordinari e straordinari, che si sono susseguiti dal Concilio a oggi.

Si tratta di un concetto che percorre i pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI fino a papa Francesco: l’accesso del peccatore all’indulgenza e la speranza di ottenere il perdono delle proprie colpe sono centro di questo Anno Santo che, come tutti i giubilei, si caratterizzerà con riti antichi e suggestivi come l’apertura della Porta Santa e della pratica del pellegrinaggio giubilare verso Roma.  Il testo ha la prefazione di monsignor Rino Fisichella, incaricato dal Papa dell’organizzazione dell’Anno Santo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bosso (Cri Milano): “Nelle piazze per sensibilizzare su malattie in andrologia”

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(Adnkronos) – "La prevenzione in andrologia è fondamentale, non si può farne a meno ed è molto importante indirizzare i giovani a sottoporsi ai controlli.Noi come Croce Rossa Milano da anni nelle piazze lavoriamo per promuovere la prevenzione e l'informazione tra i cittadini.

Nostro obiettivo è aumentare la presenza sul territorio per favorire la conoscenza delle varie patologie, soprattutto tra i più giovani".Così Paolo Bosso, vicepresidente della Croce Rossa Milano, in occasione del convegno "S3 – Salute Sessuale Sia" in programma a Milano il 12 e il 13 dicembre.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sociologo Ferraresi: “Blocchi culturali frenano prevenzione andrologica”

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(Adnkronos) – "L'Università Iulm, su incarico della Sia, Società italiana di Andrologia, ha svolto una ricerca per capire quali sono i blocchi culturali che i giovani maschi italiani hanno rispetto alla prevenzione andrologica e alle cure in andrologia.La ricerca ha confermato che blocchi culturali ci sono, le cause sono varie e hanno a che fare con la cultura maschile della nazione".

Queste le parole di Mauro Ferraresi, professore di Sociologia della comunicazione presso l’Università Iulm di Milano, in occasione del convegno 'S3 – Salute Sessuale Sia' a Milano il 12 e il 13 dicembre.Un evento organizzato dalla Società italiana di andrologia (Sia) per fare il punto sulle sfide della prevenzione andrologica a 360 gradi che abbraccia tutte le fasce di età maschili. Ferraresi analizza anche le soluzioni a questi blocchi culturali e aggiunge: "Si tratta di far capire che non è necessario rivolgersi al dottor Google per i problemi che hanno a che fare con la sfera della sessualità maschile – sostiene l'esperto – ma che una persona in camice bianco ha tutta la professionalità per poter aiutare.

Il primo blocco è proprio far comprendere che si tratta di un aiuto e che quest’aiuto poi si traduce in una maggiore felicità nella vita e nella vita sessuale.Per quanto riguarda i tempi, qui la ricerca non ha delle risposte precise.

Io posso pensare semplicemente che con questa ricerca ci siamo messi in cammino.Il cammino può essere anche abbastanza lungo, però abbiamo visto che c'è una certa sensibilità e una certa attenzione.

Le risposte date dai ragazzi e dai giovani uomini lo testimoniano". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Cibo2050’, viaggio nel futuro del cibo e della nutrizione

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(Adnkronos) – Cosa mangeremo nel 2050?Nella nostra alimentazione si faranno sempre più spazio prodotti semplici, con un’attenzione preponderante verso una dieta più sostenibile, anche Plant Based, ma pur sempre mediterranea.

E' una delle evidenze emerse dall'eBook Cibo2050 dell'Osservatorio Cirfood District, un team di professionisti, coadiuvato da importanti Istituti di ricerca, nato per poter ascoltare e osservare i cambiamenti e i nuovi bisogni di consumatrici e consumatori.  Redatto grazie alla collaborazione di 15 esperte ed esperti appartenenti a diversi campi di ricerca tra cui scienza, innovazione, medicina, mondo accademico e food, la pubblicazione analizza i possibili scenari futuri del cibo.Partendo dall’assunto che i temi legati a demografia, tecnologia, salute e sostenibilità influenzano e continueranno ad influenzare sempre più le dinamiche legate alla nutrizione, con una prospettiva che guarda al 2050, il saggio esplora i principali fattori di trasformazione del settore e indaga le direzioni che daranno forma all’alimentazione di domani, per fare luce su come potrebbero cambiare i sistemi di produzione e consumo, su come evolverà il dialogo tra l’uomo, il cibo, il pianeta e la tecnologia, per conoscere i cibi o i prodotti che diventeranno di uso comune o che potrebbero addirittura non essere più disponibili sul mercato.  “Come impresa che ogni anno serve oltre 100 milioni di pasti, abbiamo la responsabilità di comprendere i cambiamenti della società e di rispondere ai nuovi bisogni di consumatrici e consumatori, soprattutto in uno scenario complesso e fortemente influenzato da mutamenti climatici, demografici e tecnologici che modificano in modo repentino il contesto in cui viviamo – afferma Daniela Fabbi, direttore Comunicazione e Marketing di Cirfood – Cibo2050, grazie ai contributi di 15 autorevoli voci, evidenzia i possibili scenari futuri del cibo e le sfide che tutto il sistema deve cogliere per garantire, a livello globale, un accesso equo e sostenibile al cibo.

Il legame tra clima, nutrizione e salute è evidente e da Cibo2050 emerge come questa connessione debba guidare le scelte future di imprese, istituzioni e di tutta la società, nel suo complesso”.  Cosa mangeremo nel 2050?Dalla pubblicazione emerge una coerenza di visioni in merito alle direzioni che prenderà il cibo nei prossimi decenni, evidenziando il ruolo cruciale che avrà l’educazione alimentare per le scelte di consumatrici e consumatori.

Nella nostra alimentazione si faranno sempre più spazio prodotti semplici, con un’attenzione preponderante verso una dieta più sostenibile, anche Plant Based, ma pur sempre mediterranea: si andrà incontro a piatti a base vegetale e proteine alternative, legumi o novel food come alghe, piante che, in modo bilanciato, concorreranno ad implementare abitudini di consumo sane e a impatto positivo sull’ambiente e la salute delle persone.Inoltre, grazie alle numerose innovazioni tecnologiche (dalla fermentazione di precisione alla nutraceutica, fino alla nutrigenomica), sarà possibile creare alimenti con determinate caratteristiche, personalizzati e quindi più funzionali al nostro benessere e più idonei ai fabbisogni di ciascuna persona.

Proprio il benessere sarà l’elemento verso cui si muoverà l’alimentazione grazie all’approccio 'Food as Medicine', che vede nel cibo una fonte di salute e prevenzione primaria.  Cosa, invece, non mangeremo più nel 2050?Sulla nostra tavola del futuro, non vengono immaginate pillole e beveroni.

I contributi raccolti nel saggio evidenziano che l’alimentazione globale prevederà sempre meno proteine di origine animale (carne e latticini), anche grazie ad una maggiore consapevolezza sugli impatti degli allevamenti intensivi.Inoltre, consapevoli dei rischi legati ad un’alimentazione poco equilibrata e scarsa di nutrienti, chi consuma escluderà sempre di più dalle diete cibi ultra-processati, ricchi di zuccheri e il junk food.

Al contempo, la nostra alimentazione dovrà fare i conti con i cambiamenti climatici e le conseguenze che questi avranno sulle coltivazioni, sulla stagionalità dei prodotti e sui sistemi di produzione.Molti esperti, ad esempio, prevedono che potremmo dover rinunciare ad alimenti quali cacao e caffè così come li conosciamo oggi, a causa degli eventi meteorologici estremi e all’insostenibilità economica e ambientale di queste filiere.

Tuttavia, gli esperti rassicurano: caffè e cacao non spariranno dalla nostra alimentazione grazie al ricorso a pratiche di coltivazione più sostenibili o all’uso di altre piante, come i carrubi nel caso del cacao per produrre il tanto amato cioccolato.  Dove e come mangeremo nel 2050?Tirando le fila sulle maggiori tendenze al 2050, le contributor e i contributor confermano l’importante valore sociale e aggregativo del cibo che, sempre più, rappresenterà l’occasione per rafforzare i legami con le persone, con la famiglia e la comunità di riferimento.

Ma non solo.L’alimentazione sarà, inoltre, leva per arricchire le nostre tradizioni, grazie a contaminazione di idee e gusti generati dai flussi migratori.

La cucina sarà sempre il luogo dove sperimentare e vivere in maniera conviviale il rapporto con l’altro.Allo stesso tempo, i ristoranti, i locali e le mense si evolveranno con le esigenze dei consumatori in chiave tecnologica e sostenibile: attraverso format altamente esperienziali e connessi, con offerte alimentari trasparenti e personalizzate.

Sarà, infatti, importante approfondire tutte le potenzialità del metaverso, il quale potrebbe consentire un consumo fuori casa diverso, più consapevole rispetto all’attualità.  Infine, in futuro si potrà accedere a un livello di informazioni ancor più dettagliato su ciò che mangiamo, che consentirà di conoscere in tempo reale la freschezza degli alimenti, le specifiche nutrizionali e la tracciabilità, grazie ad un approccio definito 'cibo connesso'.All’interno della pubblicazione, alcuni contributi sono stati dedicati alla revisione dei sistemi di produzione agricoli: dall’agricoltura di precisione, all’agroecologia passando per la necessità di avviare processi rigenerativi dei terreni, per evitare la desertificazione, è indispensabile ripensare tutto il sistema agricolo per far fronte alle esigenze nutrizionali di 10 miliardi di persone che popoleranno la Terra nel 2050.  L’obiettivo di Cirfood attraverso il Saggio Cibo2050 vuole essere quello di esplorare il futuro e indirizzare l’attività di progettazione del Cirfood District (il centro di ricerca e innovazione di Cirfood) per trovare nuove soluzioni orientate al miglioramento dei modelli alimentari e dei servizi a essi connessi, partendo dalle necessità delle comunità.

Con lo scopo ultimo di assicurare, anche in futuro, un’alimentazione accessibile, sostenibile, personalizzata e che sia parte integrante del sistema di welfare ed educativo del Paese. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palmieri (Sia): “Adolescenti dall’andrologo già a 14 anni”

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(Adnkronos) – Come per le ragazze anche per i ragazzi è importante fare dei controlli fin dalla giovane età, per consentire di identificare eventuali patologie, o problemi a livello dell’apparato genitale che diagnosticati precocemente, possono spesso essere curati. "La nostra campagna di prevenzione è molto importante soprattutto per le giovani generazioni, a partire dai 14 anni di età.Dobbiamo raccontare quali sono gli stili di vita adeguati che questi ragazzi devono seguire per evitare poi di avere problemi e malattie da adulti e anziani".  Così Alessandro Palmieri, presidente della Società italiana di Andrologia, in occasione del convegno "S3 – Salute Sessuale SIA" in programma a Milano il 12 e il 13 dicembre con i principali esperti nazionali.

Un appuntamento che è anche l’occasione per promuovere una nuova campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione verso la prevenzione andrologica, volta ad avvicinare giovani maschi con l'obiettivo di raggiungere gli interessi della fascia di età target (14-35) e la costituzione di una community consapevole che la prevenzione andrologica non debba essere più un tabù.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiere, a Vicenzaoro january 2025 futuro industria del gioiello con 1.300 brand espositori

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(Adnkronos) – Il mondo dell’oreficeria, della gioielleria e dell’orologeria si dà appuntamento dal 17 al 21 gennaio a Vicenza per la nuova edizione di Vicenzaoro January – The Jewellery Boutique Show.Celebrati nel 2024 i primi 70 anni di storia, traguardo che ha reso la manifestazione di Italian Exhibition Group l’evento più longevo nel panorama globale di settore, Vicenzaoro è pronta a scrivere il futuro a partire con un’edizione che, anche nel 2025, apre il calendario mondiale degli eventi di settore tracciando trend, tendenze e rotte di business per l’industry internazionale del prezioso.

In contemporanea T.Gold, vetrina B2B globale di tecnologie e macchinari per l’oreficeria, mentre VO Vintage attende dal 17 al 21 gennaio al pubblico di appassionati e collezionisti dell’orologio e del gioiello vintage di pregio.  Saranno 1.300 i brand espositori presenti al quartiere fieristico di Vicenza per un appuntamento che riunirà l’intera filiera del prezioso offrendo ai buyer di tutto il mondo il meglio della produzione Made in Italy e le anteprime internazionali con una proposta completa tra tecnologie e pietre preziose, semilavorati e componenti, oreficeria e alta gioielleria, fino al packaging.La manifestazione sarà nuovamente boutique e piattaforma di riferimento per business, networking e formazione di settore grazie alle eccellenze in mostra e al contributo delle voci più autorevoli come l’osservatorio indipendente di Ieg sui trend del lusso Trendvision Jewellery + Forecasting, think tank di innovazione per tutte le novità dell’oreficeria e della gioielleria.

Filo tematico della prossima edizione saranno i giovani, in un contesto di confronto e scambio intergenerazionale: leva di cambiamento e di continuità per l’industry, fattore di innovazione e valorizzazione delle conoscenze, che contraddistinguono il prezioso Made in Italy. In contemporanea T.Gold, salone B2B leader mondiale per le tecnologie e i macchinari per l’oreficeria, che torna con 170 aziende espositrici da 16 Paesi per un 40% di provenienza estera, con Germania, Turchia, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito tra i Paesi più rappresentati.Punto di riferimento globale per il settore, l’appuntamento che contraddistingue l’edizione di gennaio del salone di Ieg sarà vetrina di un mercato in costante evoluzione, sempre più competitivo e attento alla sostenibilità di prodotti e processi produttivi, alla personalizzazione e alla massima precisione tecnica.  Dal 17 al 20 gennaio 2025, la sesta edizione di VO Vintage accoglierà il pubblico di collezionisti e appassionati di orologeria e gioielleria vintage di pregio con circa quaranta espositori tra i più importanti leader nazionali ed esteri in uno spazio esclusivo e dedicato, offrendo l’opportunità di ammirare pezzi rari, dialogare con esperti del settore e partecipare a momenti formativi e di approfondimento.

Nei giorni di manifestazione, il centro di Vicenza si animerà con gli eventi ViOff, il fuorifiera organizzato in collaborazione con il Comune di Vicenza, che anima il centro cittadino offrendo ulteriori opportunità di networking, o le iniziative del Museo del Gioiello.Occasioni per assaporare la bellezza della città e del territorio, con il suo ricco patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico.  Vicenzaoro January è voce del mercato e momento di incontro e confronto per il mondo istituzionale e associativo grazie alla presenza di ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Confindustria Federorafi, Confartigianato Orafi, Confcommercio Federpreziosi, Cna Orafi, Club degli Orafi Italia, Confimi Industria Categoria Orafa ed Argentiera, Assogemme, Assocoral, Afemo – Associazione Fabbricanti Esportatori Macchinari per Oreficeria.  Contribuiscono all’agenda della manifestazione anche autorevoli realtà internazionali: da Cibjo – Confederazione Mondiale della Gioielleria, che promuove la sostenibilità economica e sociale della filiera del gioiello, a Gjepc India – Gem and Jewellery Export Promotion Council, Hkjja – Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association, e Francéclat tra gli altri. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, il ginecologo Gebbia: “Figli a 33 anni è tardi fare educazione alla fertilità”

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(Adnkronos) – “In Italia si fanno figli sempre più tardi: la media dell'età in cui si ha il primo figlio è quasi 33 anni, che è tardissimo da un punto di vista biologico.Ci sembra strano dire che 33 anni sia tardi, ma da un punto di vista riproduttivo effettivamente lo è.

Siamo il paese in Europa in cui si fanno figli più tardi.Parliamo di educazione alla sessualità, ma dovremmo insegnare anche l’educazione alla fertilità”.

Così Francesco Gebbia, ginecologo e Coordinatore medico Medical Affairs Ivirma Italia, intervenendo questa mattina a Roma, all’Adnkronos Q&A, 'Essere genitori oggi, tra scienza e welfare'. “Oggi, nei nostri ambulatori, le pazienti, le coppie, non sono assolutamente impreparate ad avere informazioni sulla loro fertilità e, spesso, siamo noi, in epoca anche tardiva, a dare le prime informazioni – osserva Gebbia – Con la prevenzione si riuscirebbe a far comprendere quello che la fisiologia comporta: col passare del tempo è assolutamente normale e biologico ridurre il proprio potere di avere una gravidanza.Quello che manca effettivamente è l'informazione e anche noi medici spesso pecchiamo nel dare informazioni.

Anche gli stessi ginecologi, non hanno spesso dato informazioni alle pazienti, alle donne, alle ragazze sul potere riproduttivo.Non è un inverno demografico, ma è quasi un'era graciale: nel 2022 sono nati 393 mila bambini quando nel 2008, l'ultimo dato era di più di 500 mila.

Si sono persi quest'anno rispetto al 2008 177.000 nascite: è effettivamente drammatico”.  Il momento migliore da un punto di vista biologico “per concepire – chiarisce il ginecologo – sarebbe tra i 20 e i 30 anni, con una probabilità di concepimento ogni mese quando tutto va bene nella coppia di circa un 25%.La stessa coppia, sana, a 40 anni ha, ogni mese, un 5% di probabilità di concepire e, a 45 anni, siamo sotto l'1%.

Tutto questo senza che ci siano altri fattori e altre patologie ginecologiche o il rischio aumentato di aborto, ma anche di formazione di embrioni: tutto questo è ignorato dalla maggior parte delle pazienti delle coppie.Quando ci si approccia poi a un trattamento medico, anche le aspettative di una sua riuscita non sono aderenti alla realtà: a volte purtroppo si pensa che sia sufficiente fare il percorso terapeutico.

Certo, la medicina può fare molto, tantissimo, ma purtroppo non si riesce sempre ad avere risultato, la gravidanza.Anche questo è una cosa che non tutte le coppie sanno”.  Con la fecondazione assistita “cerchiamo di ottenere la gravidanza utilizzando i gameti, quindi gli ovociti e liquido seminale, della coppia.

Bisogna però fare un approfondimento di tipo diagnostico sugli embrioni, per evitare gravidanze con anomalie cromosomiche degli embrioni ed evitare aborti – illustra Gebbia – In alcuni casi però superata la soglia dei 43-44 anni la strada che viene consigliata alla coppia prevede l'utilizzo di ovociti di donatrici, in maniera anonima, cosa che si può fare in Italia dal 2014.Non sempre le coppie ne sono informate, ma anche i medici.

In prospettiva, considerando che la fecondazione assistita evolve continuamente, si stanno valutando sempre più aspetti di approfondimento diagnostico genetico.L'intelligenza artificiale di cui si fa un grande parlare oggi è una grande realtà già quotidiana nei nostri laboratori perché, grazie all'Ia riusciamo a selezionare embrioni che davvero possono dare una gravidanza alla coppia e quelli da non trasferire in utero perché non darebbero nessuna possibilità di gravidanza.

C’è poi la cosiddetta gametogenesi in vitro, cioè – conclude – riuscire a generare gameti e cellule riproduttive partendo da altri tipi di tessuti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Bonaccorsi: “via libera a bilancio I Municipio”

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(Adnkronos) – Via libera da parte del Consiglio Municipale, nella giornata di oggi, al bilancio del Municipio Roma I Centro.L’aula, esprimendo parere positivo alla proposta di deliberazione comunale concernente il Bilancio di previsione finanziario 2025-2027, ha certificato, in primo luogo, l’impiego di tutte le risorse destinate alle spese correnti nel 2024.

E’ quanto fa sapere il Municipio Roma I Centro, in una nota. “Abbiamo dimostrato un’ottima capacità di spesa – hanno commentato la presidente del Municipio Lorenza Bonaccorsi e l'assessore al Bilancio Jacopo Scatà – essendo riusciti a spendere tutte le risorse assegnate nel 2024.Apprezziamo, inoltre, la scelta del Comune di Roma di assegnare fin da Gennaio i fondi erogati complessivamente nel 2024 dando cosi la possibilità agli uffici di programmare i servizi fin da subito e per tutto il prossimo anno.

Siamo molto soddisfatti, poi, di contribuire alla lotta all’evasione attraverso una capillare opera di recupero delle morosità delle osp commerciali messa in piedi negli ultimi mesi e che sta dando un ottimo risultato.Nel parere di bilancio sono state approvate dall’aula anche alcune variazioni a saldo zero, che permetteranno agli uffici di adeguare i propri fondi alle necessità dei cittadini, soprattutto nel comparto dei servizi sociali e del ripristino dei parapedonali.

Confermati, inoltre, i fondi del 2024 sulla cultura, sport, pari opportunità e deratizzazione.Siamo certi, poi, che dal Campidoglio daranno seguito alle richieste del I Municipio ed incrementeranno i fondi per il verde municipale e la manutenzione stradale". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Polito (Sia): “Su TikTok per informare adolescenti su malattie in andrologia”

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(Adnkronos) – "Da marzo del 2024, per arrivare agli adolescenti, la Società italiana di andrologia è sbarcata su TikTok.Siamo stati la prima società scientifica ad accedere a questo social network molto frequentato dai giovanissimi.

Abbiamo avuto un successo incredibile con 2 milioni di visualizzazioni e ottime visualizzazioni per ogni singolo reel".Così Chiara Polito, responsabile commissione web della Società italiana di andrologia (Sia), durante il convegno "S3 – Salute Sessuale SIA" oggi e domani a Milano alla presenza dei principali esperti nazionali di andrologia.  "Il nostro canale si chiama 'Un minuto con l’andrologo Sia' – prosegue Polito –.

Offriamo brevi video di un minuto dove andrologi della Sia danno informazioni ai giovanissimi su quelle che sono le patologie più frequentemente incontrate proprio in quella fascia di età.Rispondiamo alle curiosità che i giovani hanno e che spesso li portano a cercare le risposte proprio sul web e sui social.

La cronaca ci racconta che purtroppo sul web circolano notizie volutamente false e non attendibili.Noi come Società italiana di andrologia, con tutto il nostro sapere scientifico e la nostra cultura andrologica, cerchiamo di dare delle informazioni vere, attendibili e assolutamente affidabili". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaeta (Sia): “In andrologia prevenzione fondamentale ad ogni età”

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(Adnkronos) – "La prevenzione è importantissima, è un pilastro fondamentale e la Sia nei suoi quasi 40 anni ha svolto una serie di attività per promuoverla.In questi due giorni discuteremo della prevenzione a 360 gradi, dai giovani agli adulti e agli anziani.

Faremo il resoconto di quello che si è fatto e di quello che c'è da fare anche alla luce di come sta cambiando il rapporto medico-paziente".Queste le parole di Francesco Gaeta, responsabile per la Lombardia della Società italiana di andrologia durante il convegno "S3 – Salute Sessuale SIA" in programma oggi e domani a Milano.

All'evento partecipano i principali esperti nazionali per fare il bilancio sui successi delle precedenti campagne di prevenzione e il punto sulle sfide della prevenzione andrologica che abbraccia tutte le fasce di età maschili. "Le nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale hanno dato vita al dottor Google e al professor Gpt.Riflettiamo su quella che dovrà essere la figura dell’andrologo nel Terzo Millennio e come si dovrà rapportare col nuovo paziente affetto da cybercondria, l'ipercondria ai tempi di internet, una nuova patologia che si sta diffondendo e che gli esperti stanno cercando di chiarire" conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump: “Meloni leader e persona fantastica”

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(Adnkronos) –
"E' fantastica, è una leader e una persona fantastica".Donald Trump conferma la sua stima per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda della corrispondente da New York di Class Cnbc in occasione del suono della campanella sul floor del New York Stock Exchange, che chiedeva al presidente eletto degli Stati Uniti se avesse un messaggio per la premier.

E un messaggio per l'Italia? "Io amo l'Italia".Poi, rispondendo alla domanda se lavorerà con la Meloni, Trump ha replicato "Sì". Le dichiarazioni di Trump arrivano dopo l'incontro che ha avuto con Meloni sabato scorso a margine del ricevimento organizzato da Emmanuel Macron per i leader arrivati a Parigi per la riapertura di Notre Dame. Un incontro che il presidente eletto americano ha definito "grande" in un intervista rilasciata al New York Post, in cui definiva la leader italiana "piena di energia". "Siamo andati d'accordo alla grande", ha detto ancora il tycoon.  Intanto, proprio ieri i media americani hanno riportato che Trump sarebbe orientato verso la nomina ad ambasciatore in Italia di Tilman Fertitta, patron della squadra di basket Houston Rockets.

Il miliardario di Houston, Ceo della Landry's Ic, che opera nel settore dell'ospitalità, con un patrimonio stimato nel giugno del 2023 di 8,4 miliardi, viene descritto da Cbsnews come "un amico di Trump e finanziatore repubblicano". Fertitta, che è nato nel 1957 in una famiglia di origini siciliane, con il padre Vic che era proprietario di un ristorante di pesce, era insieme a Trump e Elon Musk per il lancio del razzo di Starship lo scorso novembre in Texas, riportano ancora i media americani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Sullivan: “Netanyahu pronto ad accordo su tregua e ostaggi”

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(Adnkronos) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe "pronto a fare un accordo" per una tregua sugli ostaggi ancora trattenuti a Gaza.A dirlo è il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan, intervenuto in conferenza stampa dall'ambasciata Usa a Gerusalemme.  Sullivan ha risposto a chi gli chiedeva se Netanyahu stesse temporeggiando nei negoziati sugli ostaggi, per aspettare di trovare un accordo dopo l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. “No, non ho questa sensazione”, ha risposto Sullivan, che ha poi detto di ritenere indebolita la posizione di Hamas dopo l'annuncio del cessate il fuoco in Libano. “Quando andrò a Doha, al Cairo, il mio obiettivo sarà quello di metterci nella posizione di poter chiudere l'accordo entro questo mese.

Non sarei qui oggi se pensassi che questa faccenda si debba aspettare fino a dopo il 20 gennaio”, ha dichiarato Sullivan. Israele è uscito “più forte” da oltre 14 mesi di guerra contro Hamas, mentre i proxy iraniani sono stati “decimati”, ha poi sostenuto Sullivan. “Faremo in modo che Hamas non possa mai più minacciare Israele come ha fatto il 7 ottobre – ha detto Sullivan -, l'equilibrio di potere in Medio Oriente è cambiato in modo significativo…Israele è più forte, l'Iran è più debole, i suoi proxy sono stati decimati”. Hamas e Israele starebbero quindi "discutendo seriamente" riguardo un accordo sul cessate il fuoco, ha indicato alla Cnn una fonte diplomatica al corrente della questione. "Entrambe le parti stanno discutendo seriamente e negoziando in buona fede", ha affermato la fonte, aggiungendo che i negoziatori di Hamas sono tornati a Doha, la capitale del Qatar. Intanto fonti citate dal Jerusalem Post hanno rivelato che il capo del Mossad, David Barnea, ha incontrato ieri a Doha il premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, per discutere dell'intesa. 
Hamas, in particolare, avrebbe accettato due delle principali richieste di Israele, ha riferito il Wall Street Journal, citando mediatori arabi.  Il gruppo militante ha detto ai mediatori che accetterebbe un accordo che consentirebbe alle forze israeliane di rimanere temporaneamente a Gaza quando i combattimenti fossero cessati.

Hamas ha anche consegnato una lista di ostaggi, tra cui cittadini statunitensi, che rilascerebbe in base a un patto di cessate il fuoco, cosa che non era più avvenuta dalla prima tregua nel conflitto l'anno scorso. Secondo i negoziatori, Hamas accetterebbe che le forze israeliane rimangano temporaneamente nel corridoio di Filadelfia, una piccola striscia di terra lungo il confine di Gaza con l'Egitto, e il corridoio di Netzarim, che divide l'enclave.Il gruppo militante ha anche concordato che non avrebbe gestito o avuto una presenza nel lato palestinese del valico di Rafah tra Egitto e Gaza.  "C'è ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con Israele", ha detto intanto il numero due della Jihad Islamica, Muhammad al-Hindi, al sito palestinese Quds, affiliato a Hamas.

Secondo al-Hindi, vice segretario generale della Jihad Islamica, rilancia il sito di notizie israeliano Ynet, "c'è una volontà da parte di americani e israeliani che rende possibile il raggiungimento di un accordo".  "I negoziati hanno riguardato fin dall'inizio diverse fasi – ha aggiunto – abbiamo mostrato flessibilità e volontà di parlare dei dettagli di ognuna". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tennis, svolta in Gran Bretagna: niente tornei femminili per le donne trans

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(Adnkronos) – La partecipazione delle donne transgender ai tornei professionistici femminili è uno dei temi più controversi del mondo dello sport.Una svolta rilevante in questo senso è arrivata dalla Gran Bretagna dove, a partire dal nuovo anno, alle donne transgender non sarà più permesso di giocare a tennis nella categoria femminile.

Questo avverrà, a partire dal prossimo 25 gennaio, nella maggior parte dei tornei britannici, dopo la decisione della Lawn Tennis Association, l'organo di governo del tennis inglese. Quella messa in atto dalla LTA è una vera e propria marcia indietro rispetto alle regole vigenti, che consentono ai giocatori di identificarsi liberamente nel genere che preferiscono, ma dal 2025 non sarà più così.Agli individui nati come maschi sarà possibile competere, almeno all'interno dei tornei sotto la giurisdizione della LTA, soltanto nella categoria maschile.

La novità non riguarderà le partite internazionali.Questo non avverrà quindi nel circuito WTA o ATP, che organizza i Masters e gli Slam, tra cui Wimbledon. La LTA ha spiegato la propria decisione con una nota ufficiale: "È chiaro che il tennis e il padel sono sport influenzati dal genere: l'uomo medio ha un vantaggio quando gioca contro la donna media", si legge nel comunicato, "l'attuale ampio consenso, inclusa la conclusione della revisione effettuata dallo Sports Councils Equality Group, è che questo vantaggio probabilmente sarà mantenuto in misura significativa nelle donne trans, rendendo la concorrenza potenzialmente sleale".  "Ecco perché stiamo cambiando la nostra politica per impedire alle donne trans e agli individui non binari, assegnati come maschi alla nascita, di giocare nella categoria femminile in competizioni specifiche.

Vogliamo incoraggiare le sedi locali a garantire che siano il più inclusive possibile per le persone trans e non binarie, offrendo opportunità di competere in un ambiente amichevole", conclude il comunicato. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, Adnkronos Q&A: mantenere alta attenzione, serve coinvolgimento di tutti

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(Adnkronos) – Mantenere alta l’attenzione sulla denatalità, emergenza che va affrontata con l’aiuto di tutti e in particolar modo di istituzioni, aziende e ricerca.Con questo obiettivo, si è svolto oggi nel Palazzo dell’Informazione di Roma l'evento Adnkronos Q&A 'Essere genitori oggi, tra scienza e welfare', dibattito che ha offerto continuità ad un percorso avviato un anno e mezzo fa con la nascita dell’iniziativa editoriale Demografica, un canale informativo e una serie di appuntamenti sui tanti temi della denatalità. In particolare, la discussione si è imperniata su tre punti in particolare: da una parte le politiche istituzionali e aziendali di welfare per agevolare con un supporto economico, fiscale, psicologico e legale – oltre ad una migliore organizzazione del lavoro che incida sul worklife balance – coloro che desiderano avere un figlio ma sono scoraggiati dall’attuale contesto socioeconomico.

Dall’altra le strategie sia pubbliche che private per incrementare l’educazione e la prevenzione sull’infertilità. Argomenti che sono ormai di stretta attualità: un’indagine non statistica sugli utenti del portale e dei canali social Adnkronos conferma che – almeno sulla popolazione web – il trend demografico sia ormai considerata un serio problema.Lo conferma il 77% del campione, che si divide sulle ricette da seguire: il 41% punta sul sostegno economico, il 33% su maggiori e migliori servizi e il 26% su una vita più certa.

Poco meno di un terzo vorrebbe un figlio solo se ci fossero le condizioni giuste ma un rispondente su 4 non ne vorrebbe a prescindere dalle condizioni. “Con sempre maggiore evidenza i dati ci dimostrano che la denatalità, a livello mondiale, è una specie di ‘malattia del benessere’", ha dichiarato Eugenia Roccella, ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, inviando un messaggio a margine dell’evento. “Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, più aumenta il tasso di sviluppo, economico ma anche tecnologico e democratico, meno figli nascono.Ovviamente la soluzione non è la decrescita o il ritorno al passato.

Al contrario, bisogna promuovere politiche che rendano la genitorialità attrattiva anche nelle società del benessere, e questo significa anche e soprattutto renderla conciliabile con la realizzazione professionale e personale.Guardando all’Italia, scontiamo un lungo periodo di politiche poco attente alla famiglia e una penalizzazione, specialmente per le madri, che appare evidente dal numero elevatissimo di dimissioni di lavoratrici dopo la nascita dei figli.

Il nostro governo ha messo questo tema fra le sue priorità attraverso interventi di diversa natura: sostegni diretti alle famiglie, facilitazione dell’uso dei servizi ad esempio con gli asili nido gratuiti, promozione del lavoro femminile che ha portato a un record di donne occupate in termini sia assoluti che percentuali, e un’attività di coinvolgimento nei confronti del mondo del lavoro e dell’impresa, degli enti locali, dell’associazionismo”, ha sottolineato Roccella.  Tornando al sondaggio, solo un rispondente su 10 ritiene le politiche pubbliche e le iniziative aziendali sufficienti per sostenere i genitori, ma gli utenti che hanno figli si dividono tra chi vorrebbe uno stipendio più alto (55%) e chi gradirebbe maggior tempo libero (45%).Rispetto alla specifica questione della prevenzione dell’infertilità, il 27% dichiara che la cosa non lo riguarda, il 28% si considera informato ma il 45% si definisce “poco informato”.

E su questo fronte, c’è sicuramente molto da fare ancora. “Abbiamo puntato dalla prima legge di bilancio sull’incentivare il lavoro e sul rendere libere soprattutto le donne di poter partecipare alla crescita di questa nazione", ha detto Maria Teresa Bellucci, viceministro del lavoro e delle Politiche sociali, intervenuta al dibattito.  "L'Istat ci dice -ha continuato- che se le donne venissero naturalmente inserite nel mercato del lavoro, avremmo una crescita del 7%.E su questo quindi abbiamo dato tante risposte di decontribuzione, mettendo maggiori soldi nelle tasche delle donne occupate.

Abbiamo visto che ci sono state risposte significative, raggiungendo un record per l'occupazione delle donne (53%).Io penso però ogni giorno al 47% di donne che ancora aspettano di poter scegliere di realizzare la loro vita permanendo nel lavoro.

Questa sicuramente è una priorità di questo governo e una mia priorità: la libertà delle donne di poter scegliere di lavorare e di poter fare figli”. Dopo gli interventi istituzionali, la discussione della mattinata si è sviluppata all’interno di due panel.Il primo, dedicato al “valore della fertilità e il contributo del lavoro”, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Maria Rosaria Campitiello del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie Ministero della Salute, che ha osservato: “Le cause più comuni dell'infertilità sono le infezioni sessualmente trasmesse, il fumo, l'obesità, l'eccessiva magrezza, l'esposizione a sostanze nocive, la sedentarietà o, al contrario, l'attività fisica eccessiva.

Si deve agire su due fronti: da un lato sviluppare politiche intersettoriali e interistituzionali, che sostengano la genitorialità, e dall'altro, promuovere politiche sanitarie ed educative finalizzate alla tutela della salute riproduttiva. È basilare sensibilizzare la popolazione sul valore della fertilità, incentivando comportamenti corretti per prevenire eventuali problematiche.La comunicazione resta quindi un mezzo utile per colmare le lacune nella propria consapevolezza”.

Il secondo panel di discussione ha riguardato il 'Welfare aziendale, educazione e prevenzione: le persone'.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, la sorella di Dall’Oglio: “Continuo a cercare Padre Paolo, anche nelle carceri”

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(Adnkronos) – Nella Siria del dopo-Assad, una grande incognita, e nelle carceri teatro di orrori del regime assadista Francesca Dall'Oglio continua la sua ricerca di "verità per Padre Paolo", il gesuita romano rapito il 29 luglio del 2013 a Raqqa, nel Paese arabo. "Ho persone che conosco che sono sul posto", dice da Roma in un'intervista all'Adnkronos Francesca, che non si è mai rassegnata e ha sempre continuato a tener viva l'attenzione, a essere solidale con le famiglie di vittime e prigionieri politici, con i parenti del "numero enorme di persone scomparse".Racconta tra l'altro di "un'associazione di avvocati siriani" che le ha fatto avere "notizie negli ultimi due anni" e di "alcune informazioni", tutte da verificare, che le sono state passate "l'altro giorno" e che si aggiungono al suo difficile puzzle, fatto spesso di informazioni contraddittorie.

E, ricostruisce, quelle "dell'altro giorno dicevano che Paolo era stato spostato da un carcere di Homs nel 2019". "So che a Damasco dove ci sono le prigioni note stanno guardando nelle carceri, ma ce ne sono anche altre nascoste, fuori dalla città – osserva, mentre dalla Siria continuano ad arrivare notizie di quello che viene 'scoperto' nei centri di detenzione e anche di fosse comuni -.So che i Caschi Bianchi continuano a operare, ma ci sono celle che sono interrate per tre piani, qualcuno dice di sette". "Sapevo degli orrori", rimarca, citando la mostra del 2016 'Nome in codice: Caesar – Detenuti siriani vittime di tortura', con le foto che denunciavano le torture nelle carceri siriane, e il processo di Coblenza. "Sapevo che il regime di Assad portasse avanti violazioni dei diritti umani così eclatanti e così forti.

Si sapeva, ma la narrativa qui da noi – accusa – bypassava tutto questo". 
Se le si chiede di descrivere cosa abbia provato alla notizia della fine del regime di Assad, Francesca Dall'Oglio parla di "grande contentezza" perché "sperava in questo" per i siriani, ma anche con l'auspicio di arrivare prima o poi alla "verità su Paolo".Anche se in Siria si va verso "l'incognito", ammette, senza mai perdere la speranza. Ma oggi in Siria "continua a esserci sempre grande attenzione su Paolo, che conoscono in tanti, come una persona che va oltre il fatto di essere gesuita e sacerdote, che ha saputo capire quali fossero le esigenze dei siriani" all'epoca delle cosiddette Primavere arabe, delle proteste anti-Assad del 2011 soffocate da una sanguinosa repressione e sfociate in un lungo conflitto. "Ho saputo ieri che Facebook è letteralmente inondato di messaggi in cui chiedono notizie di Paolo – dice ancora -.

Sia da parte musulmana che cristiana".Cristiani "non legati neanche al monastero di Mar Musa, che ha continuato a funzionare in questi anni", aggiunge ancora nel suo racconto la sorella di Abuna Paolo, cofondatore della Comunità Monastica di Deir Mar Musa, che "ha avuto il coraggio di testimoniare il bisogno che fossero tutelati i diritti umani, pronto a morire per questa tesi". 
"Io devo tener viva l'attenzione", ripete, ricordando le "notizie" di "luglio 2023 secondo cui Paolo era prigioniero alla periferia di Damasco, in un carcere vicino all'aeroporto". "Informazioni – riconosce lei stessa – tutte da verificare".

Come quelle del 2021, quando – racconta – "una fonte" riferì che "dopo la caduta di Baghuz (a marzo 2019, ultimo bastione dell'Is in Siria) Paolo era stato preso da un gruppo jihadista, Hurras al-Din, poi confluito in Hayat Tahrir al-Sham (protagonista nei giorni scorsi dell'offensiva fulminante contro le forze Assad) e tenuto prigioniero tra Idlib e Aleppo". "Nella stessa zona – osserva – in cui è stato ucciso il leader dell'Is, Abu Bakr al-Baghdadi". Adesso, spiega ancora, dopo la fine dell'era Assad "è importante che si arrivi a parlare di un diritto di cittadinanza per tutti, musulmani, drusi, cristiani e che non si parli più di protezione che viene data in cambio di una sottomissione a quello che è il regime". "Speriamo", è sempre l'ultima parola di Francesca Dall'Oglio, con un messaggio che continua ad andare avanti. "Chiedo che si attivino tutte le risorse per poter fare luce sulla sorte di mio fratello Paolo, che ci sia un investimento di risorse in questo momento per cercare di capire dove possa essere finito mio fratello", l'appello attraverso l'Adnkronos della sorella di Padre Paolo Dall'Oglio. "Non ho nuove notizie dalle istituzioni – afferma -.Ma le istituzioni stanno lavorando a livello di impegno governativo e non solo".  Francesca Dall'Oglio ricorda quando nel 2022 "è arrivata la notizia dell'archiviazione" dell'indagine relativa al caso avviata dalla Procura di Roma. "Hanno detto che non c'erano notizie certe, ma che era più probabile che fosse stato ucciso dopo il sequestro da due sauditi – ricostruisce – Tesi che alla luce di notizie uscite dopo ho ritenuto non vera, a fronte anche di altre cose molto specifiche che c'erano".

E, riportando anche di notizie che le arrivarono dalla Siria, del "luglio 2023, secondo cui Paolo era prigioniero alla periferia di Damasco, in un carcere vicino all'aeroporto", conclude: "Mi sono fatta l'idea che su Paolo c'è un 'tappo' di carattere politico per lasciare questa verità incerta".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Welfare, Trovò (Fondimpresa): “Genitore sviluppa competenze utili anche in azienda”

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(Adnkronos) – “Quando parliamo di lavoro e di genitorialità arriviamo a occuparci delle misure di welfare, di relazione positiva tra tempi di vita e tempi di lavoro ma non parliamo del fatto che il genitore sviluppa competenze che sono estremamente utili e importanti anche nel rapporto di lavoro: la capacità di affrontare situazioni complesse, di decidere, la capacità di saper essere oltre che di saper fare.Sono quelle che, nel mondo del lavoro, sono le soft skills e che le aziende chiedono sempre di più.

Chi è messo alla prova con la genitorialità, le sviluppa necessariamente”.Così Annamaria Trovò Consigliere di amministrazione Fondimpresa, nel suo intervento, questa mattina all’Adnkronos Q&A, 'Essere genitori oggi, tra scienza e welfare'. “Sono molto interessanti gli spunti nati da questa indagine che, ancorché non scientifica, mette in campo dei punti su cui riflettere – aggiunge Trovò- Sono abbastanza sconfortata quando vedo che di famiglia si parla ormai principalmente nel raccontare episodi di cronaca nera o per parlare di gelo e di inverno demografico.

In quelle poche domande emerge in modo chiaro che i progetti di vita vengono ostacolati quando non sono soddisfatti i bisogni di base.Quando gli intervistati rispondono che ‘il figlio sì quando avrò le condizioni giuste’ o ‘il figlio sì ma devo avere un reddito più alto’ e danno un giudizio così lapidariamente negativo su tutte le politiche, aziendali, istituzionali a sostegno della genitorialità, ci descrivono qualcosa di negativo al quale noi dobbiamo cercare di porre rimedio”.  La valorizzazione della genitorialità “potrebbe essere di interesse – osserva – In Fondimpresa, che è un ente paritetico bilaterale che nasce dall'iniziativa delle parti sociali e Confindustria, c'è un impegno nel formare e far crescere le competenze dei lavoratori.

Non posso dire che ci siano iniziative formative dedicate a educare sui rischi sanitari dell'infertilità, però c'è una forte responsabilizzazione sul fatto che le persone, per tutto il loro percorso lavorativo, devono vedere continuamente alimentate le loro competenze per non invecchiare professionalmente e per continuare ad alimentare la capacità di apprendere.Cosa che non si può perdere alla fine del percorso di studi tradizionale". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo San Donato, acquistate oltre 30 strutture Scanmed in Polonia

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(Adnkronos) – Il Gruppo American Heart of Poland (Ahp), parte del Gruppo San Donato e di Gksd, operativo nel sistema sanitario pubblico, ha concluso l’acquisizione del Gruppo Scanmed, il quale include oltre 30 strutture sanitarie, tra cui: 4 ospedali multispecialistici, 3 cliniche specialistiche, reparti di cardiologia e una rete di ambulatori di medicina primaria e di assistenza specialistica.Il 12 novembre scorso, il Gruppo Ahp ha ricevuto l'autorizzazione dal presidente dell’Ufficio per la Concorrenza e la Protezione dei Consumatori per finalizzare tale operazione.

Con l’acquisizione di Scanmed il numero totale di strutture Gsd, compresi gli ospedali, è salito a 161 unità. L’acquisizione "rappresenta un ulteriore traguardo nel processo di sviluppo del Gruppo American Heart of Poland all’interno del sistema sanitario pubblico in Polonia.L’obiettivo del Gruppo Ahp è quello di ampliare la propria presenza con nuove sedi e con nuove specializzazioni mediche.

Ahp è interessato a uno sviluppo stabile e a lungo termine nel mercato sanitario polacco.Il Gruppo American Heart of Poland è specializzato nella diagnosi coordinata, nel trattamento e nella riabilitazione delle malattie legate allo stile di vita, raddoppiando così la portata delle sue attività nel settore sanitario pubblico.

Inoltre, grazie all’acquisizione, aumenterà significativamente la sua copertura territoriale, offrendo assistenza medica a quasi 600mila pazienti all'anno, operando in strutture situate in 48 città polacche e coprendo 13 delle 16 regioni", sottolinea la nota del Gruppo San Donato.  In una dichiarazione congiunta, i vice presidenti del Gruppo San Donato, Kamel Ghribi e Paolo Rotelli hanno commentato: "Questa finalizzazione rappresenta per noi la continuazione di un percorso di crescita forte e coerente.La Polonia è un Paese al quale guardiamo con grande interesse, per il desiderio e la capacità di crescere e innovarsi.

Per questo merita fiducia e investimenti".  Per i pazienti l'aumento della copertura territoriale significa "un miglior accesso a cure multispecialistiche, in particolare dopo l’infarto miocardico, implementate, tra l’altro, nell’ambito della riabilitazione ospedaliera presso l’ospedale Uzdrowisko Ustroń, e altresì un’offerta complementare di servizi medici che copre praticamente tutte le branche della medicina.Vale la pena sottolineare che il Gruppo AHP sta attuando e continuerà ad attuare nei prossimi anni, ampi piani di investimento nell’ambito degli ospedali pubblici, per supportare le comunità locali al di fuori dei centri metropolitani con l’accesso a cure di eccellenza, attraverso il Servizio sanitario nazionale", prosegue la nota.  Avvicinandosi al 25esimo anniversario della sua attività, il Gruppo American Heart of Poland "sta progressivamente aumentando il numero di strutture: a partire dal 2022 gestisce l’ospedale distrettuale di Drawsko Pomorskie, e dal 2023 gestisce anche un ospedale multispecialistico a Sztum.

L’acquisizione del controllo del Gruppo Scanmed rappresenta una tappa importante nell’attuazione della strategia di sviluppo del Gruppo American Heart of Poland e di Gsd, che si specializza così in tutti i segmenti di assistenza acuta avanzata, sviluppando una capacità di ricerca di formazione di altissimo livello", ricorda la nota.  Il Gruppo Scanmed, il cui attuale proprietario è il fondo di private equity Abris Capital Partners, è un operatore ospedaliero di riferimento per la varietà dei servizi offerti.Scanmed offre assistenza sanitaria in oltre 30 sedi, a più di 300mila pazienti all’anno in tutta la Polonia.

Le attività di Scanmed comprendono la medicina primaria, l’assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera.Scanmed rappresenta, tra le altre cose, una rete di centri cardiologici situati in 8 regioni, con un’offerta di diagnosi e cura completa nelle patologie cardiovascolari nell’ambito della cardiologia clinica, interventistica e dell’elettrofisiologia.

Scanmed gestisce anche quattro ospedali multispecialistici: l’ospedale St.Rafał di Cracovia, l’ospedale Rudolf Weigl di Blachownia, l’ospedale Vital Medic di Kluczbork e l’Ars Medical di Piła.

Inoltre, Scanmed include ospedali monospecialistici, in gastroenterologia, oftalmologia e ortopedia.Le attività ospedaliere del Gruppo Scanmed sono integrate da centri medici che offrono ai pazienti l’accesso cura e assistenza specialistica ambulatoriale. Il Gruppo American Heart of Poland, inserito nel sistema sanitario pubblico, fornisce ai pazienti in oltre 20 centri medici, cure sanitarie complete e multispecialistiche, combinando educazione sanitaria, prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione nell'ambito delle malattie legate allo stile di vita.

Il gruppo fornisce a oltre 260.000 pazienti all'anno l'accesso a procedure mediche di alta qualità, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.Le entità appartenenti al Gruppo effettuano annualmente 73.000 ricoveri relativi a procedure coronariche, disturbi del ritmo cardiaco e della conduzione e insufficienza cardiaca.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nautica, Santanchè: “Stiamo lavorando a nuovo bando formazione turistica”

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(Adnkronos) – ''Anche il segmento nautico può ricorrere all'importante pacchetto di risorse per la formazione turistica.E, come sapete, si è chiuso da pochissimo un bando, ma stiamo lavorando per un nuovo bando, perché investire in formazione sarà la chiave per il salto di qualità e competitività che l'ecosistema turistico italiano deve compiere.

Noi dobbiamo sempre ricordarci che come fa il vostro settore, l'ha interpretato benissimo, che l'Italia è una nazione di qualità e non di quantità e quindi ci impegneremo sempre di più nel vostro settore come tutti i settori che portano qualità''.Lo sottolinea il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, in occasione dell'assemblea di Confindustria Nautica. ''Il compito del governo -continua- è quello di creare quelli che sono i giusti fattori di contesto e di attrattività per consentire a voi, a chi lavora tutti i giorni, di poter esprigionare il meglio che sapete fare.

Abbiamo agito sui porti, che è una via sui porti turistici, che è una via di accesso turistica privilegiata sui nostri territori costieri.Abbiamo fatto, come sapete, un intervento da 5 milioni di euro per dotare tutti i porti turistici pubblici di connessione Wi-Fi gratuita.

Ma anche tutte le iniziative di promozione che sono state legate al progetto Scopri dove ti porto, l'Italia vista dal mare, per la valorizzazione e la promozione del turismo nautico nella nostra nazione e all'estero, mettendo al centro le rotte nautiche''.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)