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Le spoglie di Padre Pio a Roma per il Giubileo

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CdV – L’urna con i resti mortali di San Pio è arrivata alla Basilica di San Lorenzo al Verano, con tre ore di ritardo rispetto all’orario fissato. A rallentare l’auto, lungo il percorso da San Giovanni Rotondo a San Severo, è stato il gran numero di fedeli che volevano avvicinarsi.

Migliaia di fedeli hanno salutato davanti al Cimitero Monumentale del Verano l’arrivo della teca di vetro con i resti di Padre Pio. Il corpo del Santo e’ stato portato a spalle da dodici frati cappuccini come e’ tradizione nelle esequie dei membri di quest’ordine religioso. Un lungo applauso e’ scoppiato quando l’urna ha fatto ingresso nella Basilica di San Lorenzo, dove era gia’ presente l’urna con i resti di un altro santo cappuccino, ugualmente canonizzato da San Giovanni Paolo II: Leopoldo Mandic, il cui corpo e’ arrivato questa mattina da Padova, dove e’ molto venerato. E’ la seconda volta che i due santi “s’incontrano”, perche’ per poche ore i religiosi furono insieme a Napoli nel 1905, secondo quanto affermano i cappuccini. A San Lorenzo riposano i resti del beato Pio IX e del servo di Dio Alcide De Gasperi. 
A rappresentare il Papa nella Basilica il cardinale vicario Agostino Vallini che presiede la messa.
Fino a domani sera i corpi dei due santi resteranno nella Basilica annessa al Cimitero del Verano da dove si sposteranno alla volta della chiesa giubilare di Sa Salvatore in Lauro dove domani notte saranno vegliati da migliaia di fedeli. Il 5 infine arriveranno in processione a San Pietro, come deciso personalmente da Papa FRancesco. 

Imponenti le misure di sicurezza e i servizi di controllo straordinari predisposti nella capitale. Oltre alla doppia scorta della Polizia che ha seguito per tutto il viaggio l’urna del Santo, il prefetto Maria Tirone ha richiesto all’Airspace Coordination Unit l’attuazione della ‘no fly zone’ su San Giovanni Rotondo e Foggia.

Rispettando una sorta di “tradizione” quando si tatta di Padre Pio questo viaggio a Roma delle reliquie ha suscitato qualche polemica. Soprattutto tra i fedeli di San Giovanni Rotondo non pochi si sono deti contrari alla temporanea traslazione del corpo di San Pio ritenendo che non e’ giusto” spostare ancora una volta San Pio che e’ vissuto e morto qui. Se c’e’ qualcuno che vuole pregare e vuole visitarlo perche’ non viene qui, nella sua casa, come e’ sempre stato in questi anni?”. Per la verita’ questa volta le voci contrarie sembrano pero’ davvero minoritarie. “Il nostro San Pio – ha commentato un pellegrino giunto dal Molise per la cerimonia – andra’ dal Papa. Quale migliore occasione per pregare sul santo nella chiesa madre della nostra fede?”.

 Nove aree di sicurezza, metal detector ai varchi di accesso, scorte interforze. E poi unita’ cinofile, agenti dell’antiterrorismo e squadre di verifica del sottosuolo per la bonifica di tutte le aree interessate. Buona parte del centro di Roma si è riscoperta “blindata” per uno degli eventi clou del Giubileo della Misericordia. Il piano di sicurezza, definito in sinergia con la prefettura, e’ stata varato stamattina con ordinanza di servizio del questore Nicolo’ D’Angelo e prevede l”impiego, nell’arco delle 24 ore, di polizia, carabinieri, guardia di finanza e municipale. Le misure – sottolineano da via San Vitale – saranno “uguali a quelle assicurate a capi di Stato di alto rango”. 

Femminicidio, dieci donne che non possiamo dimenticare MICHELA MURGIA*

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È QUESTIONE di concentrazione: di certe cose non ci occupiamo fino a quando non si verificano tutte insieme in modo tale che diventa impossibile ignorarle. Così tre donne massacrate per mano dei loro compagni in appena due giorni hanno riacceso il faro dell’attenzione pubblica sul tema del femminicidio. Si chiamano Marinella, Carla e Luana, ma è facile appropriarsi di un nome per rendere le persone personaggi e dire che quelle storie erano le loro e non la nostra.

Ciascuna di queste donne va immaginata con il nome che diamo a noi stesse. A Catania il primo febbraio una è morta per mano del marito, che l’ha strangolata davanti al figlio di 4 anni. Lo stesso giorno a Pozzuoli una di loro, incinta al nono mese, è stata ridotta in fin di vita dal compagno che le ha dato fuoco. Ieri un’altra è morta quasi decapitata dal marito, poi fuggito contromano in autostrada. Fanno scalpore, eppure non sono le prime notizie dell’anno sulla violenza alle donne. Il 2016 era cominciato da appena due giorni quando i carabinieri hanno scoperto a Ragusa una donna segregata in casa dal suo convivente, che da due anni a suon di botte le impediva di andarsene. Lo stesso giorno ad Ancona una donna veniva picchiata da quello che era stato il suo fidanzato, prima che lo lasciasse per le violenze. Il 3 di gennaio una donna di Città di Castello è stata uccisa da suo figlio con dieci coltellate, e il 5 a Torino una’altra è quasi morta per le violenze inflittele dal marito, che l’ha più volte colpita in testa con un bicchiere prima che un vicino chiamasse la polizia. Il 9 gennaio a Firenze una donna è morta strangolata da un uomo che prima c’era andato a letto e poi l’ha uccisa per derubarla. Strangolata è morta anche la donna che il 12 di gennaio è stata trovata nel suo letto, ammazzata dall’uomo che frequentava. Il 15 e il 16 di gennaio due nonne sono stata uccise dai rispettivi nipoti: una è stata massacrata a Mestre con una sega elettrica, l’altra a Sassari con un vaso di cristallo. Il 27 gennaio a Cetraro una donna è stata uccisa per strada dal suo ex cognato, che le dava la colpa della fine del proprio matrimonio. Il 30 gennaio una donna è stata ferita gravemente dal marito, che prima di aggredire lei con un coltello aveva ucciso i loro figli di 8 e 13 anni.

In questo elenco non ci sono le decine di violenze, i maltrattamenti, le riduzioni della libertà e i tentati omicidi in ambito familiare le cui eco spesso non ci arrivano neppure. Sappiamo però che erano tutte a carico di donne che vivevano accanto a noi, in questa strana Italia ancora divisa tra voglia d’Europa e Family Day, ma incapace di riconoscere che c’è qualcosa di sbagliato e distruttivo nel modo in cui impostiamo i rapporti di relazione che chiamiamo “famiglia”. Che sia tradizionale o arcobaleno, che lo stato la riconosca o meno, quel sistema di legami e la sua faccia oscura ci riguardano tutti e tutte, allo stesso modo. Finché non affronteremo il nodo del potere nascosto in quello che chiamiamo amore, il Paese che ammazza le donne non sarà un buon posto per nessuno.

* (Michela Murgia è scrittrice, il suo ultimo romanzo è Chirù, per Einaudi / larepubblica

ISCHIA, CONTINUANO GLI ALLENAMENTI IN VISTA DELLA GARA CONTRO IL CATANIA. BLASI CARICA LA SQUADRA

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Continua la preparazione dei gialloblù al centro Kennedy, in vista della gara di sabato al “Mazzella” contro il Catania. Ieri pomeriggio primo allenamento per Manuele Blasi, che si è presentato alla squadra, lanciando subito un forte chiaro messaggio:

” Non sono venuto per svernare ma per mettermi al lavoro per raggiungere il risultato che tutti si attendono…la salvezza. Ragazzi, uniti e pronti a lottare tutti insieme, nessun traguardo sarà impossibile. Iniziamo bene, iniziamo a farlo capire al Catania” ecco chi è Emanuele Blasi.

Il presidente Rapullino, ha presentato non solo l’ex Napoli ma si è intrattenuto con la squadra, presentando anche gli altri nuovi giocatori:il centrocampista Acampora ed il difensore Esposito, formulando un in bocca a lupo a tutti, chiedendo il massimo impegno e ribadendo che il vero campionato dell’Ischia inizierà sabato prossimo con il Catania,come già detto alla fine della conferenza stampa del 1 Febbraio all’Hotel Re Ferdinando di Ischia.

Presenti all’allenamento, i direttori Femiano e Aiello, di ritorno da Milano dopo la sessione del calciomercato.

Dopo la ripresa avvenuta nella giornata di lunedì, con lavoro defaticante per chi ha giocato a Martina,nella giornata di ieri ha visto come di consueto la squadra divisa in due gruppi con partitella a pressione finale. Nella giornata di oggi,ci sarà una seduta improntata sulla forza,e su esercizi tecnico-tattici. Nella giornata di domani,la squadra ritornerà sull’isola per poi allenarsi al “Mazzella” tempo permettendo. La squadra come comunica una nota della società- “aspetta tutti i tifosi per creare l’entusiasmo in vista della partita di sabato e di questo appassionante finale di stagione”.

Ciro Polito: Ho deciso di portare avanti la mia scelta e di non abbandonare la nave a gennaio (VIDEO)

Ciro PolitoPresso il comunale di Casola, per la consueta conferenza stampa infrasettimanale del mercoledì, si è concesso ai microfoni della nostra redazione il portiere delle vespe Ciro Polito.

Ecco le sue parole:

“Purtroppo, ogni anno, il mercato di Gennaio porta disattenzione e molti giocatori sono distratti dalle voci di mercato. Tenere in rosa giocatori senza stimoli non è la soluzione, secondo me la società ha fatto bene a dare la possibilità di confrontarsi in B a Migliorini, mentre per Bombagi e Arcidiacono sono altre vicissitudini e non spetta a me parlarne.

Purtroppo stiamo vivendo una situazione difficile, le squadre avversarie sanno che siamo in difficoltà e giocano di rimessa, ci va tutto male e anche domenica con il Catanzaro abbiamo rischiato a causa del gol della domenica di Patti. Abbiamo fatto un’ottima prestazione contro una squadra che si difendeva in 11 e purtroppo solo un punto siamo riusciti a cogliere.

A Gennaio sono arrivate alcune offerte per me ma ho rifiutato, sono arrivato a novembre sposando la causa gialloblu nonostante tante difficoltà, ho deciso di portare avanti la mia scelta e di non abbandonare la nave, abbiamo tutti il dovere di dare il massimo e di salvare la Juve Stabia.

Non credo di meritare le critiche ricevute dopo l’Ischia e la Lupa, ma ho le spalle larghe e vado avanti per la mia strada. Penso di aver dato qualcosa allo spogliatoio e alla squadra sotto tutti i punti di vista, vado avanti con tranquillità e sono sicuro che faremo bene uscendo da questa situazione.

Dirty Soccer?

Caserta si è trovato in una situazione scomoda senza potersi difendere, i 6 mesi sembrano quasi una vittoria rispetto alle richieste, ma credo sia ingiusto pagare, anche poco, per un qualcosa che non si è fatto. È un problema dell’intero sistema. Fabio come uomo lo conosciamo, è una persona perbene e sicuramente è innocente. La cosa grave è che ci sono persone che sono ancora in serie A dopo aver fatto tanti casini.

Paganese e Casertana?

Due trasferte difficili, ma fuori casa abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti, stiamo avendo grosse difficoltà in casa principalmente. Sono sicuro che nelle prossime due trasferte faremo qualcosa di importante.”

 

SALVATORE SORRENTINO

 

VIDEO IN ELABORAZIONE

Giulio Grifoni: Castellammare è una piazza importante e arrivare qui mi rende orgoglioso. (VIDEO)

GiulioGrifoniPresso il comunale di Casola, per la consueta conferenza stampa infrasettimanale del mercoledì, si è concesso ai microfoni della nostra redazione l’ultimo arrivato in casa gialloblù, l’esterno offensivo ex Prato Giulio Grifoni.

Ecco le sue prime parole con la maglia delle vespe:

“Appena ho saputo dal Presidente del Prato che c’era la possibilità di arrivare alla Juve Stabia, seppur in prestito, non ho esitato neanche un momento. Ho chiamato Nicastro, con il quale ho giocato al Bellaria, e mi ha convinto in pochi secondi. Castellammare è una piazza importante e arrivare qui mi rende orgoglioso.

A Prato ho sempre giocato e mi tenevano in grande considerazione, sono stato benissimo lì e ora spero di fare bene anche a Castellammare, voglio far felici i tifosi.

Avendo sempre giocato, sto bene fisicamente e sono a disposizione anche per il derby di Pagani, una partita difficilissima a maggior ragione perché è un derby.

Ai tifosi dico di sostenerci, sono certo che li faremo contenti, devono solo starci vicini e non farci mancare mai il loro appoggio.”

Salvatore Sorrentino

 

VIDEO IN ELABORAZIONE

Grecia: proseguono i soccorsi della Guardia Costiera italiana (VIDEO)

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Grecia: prosegue lo sforzo operativo della Guardia Costiera italiana presente nel Mar Egeo su richiesta di Frontex, agenzia europea per il coordinamento e il pattugliamento delle frontiere. Nella notte appena trascorsa, a poche miglia da Samos, l’equipaggio della motovedetta Cp 322 della Guardia Costiera italiana ha tratto in salvo 11 persone, di cui 4 bambini.  I migranti erano a bordo di una piccola unità successivamente affondata. All’arrivo della motovedetta della Guardia Costiera italiana, i naufraghi erano divisi in due gruppi distanti tra loro 300 metri, il primo di questi era in acqua già da diversi minuti. L’intervento dell’equipaggio della motovedetta della Guardia Costiera italiana, di cui fanno parte anche 1 soccorritore navale (Rescue Swimmer) e 1 sommozzatore, ha permesso di salvare la vita di tutti i naufraghi.

 

ISCHIA ISOLAVERDE-CATANIA PARTE LA PREVENDITA, INFO E COSTI

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Si comunicano le modalità e i prezzi dei tagliandi per la partita contro il Catania in programma sabato 6 Febbraio alle ore 14.00 presso lo stadio “Mazzella”.

PREZZI:

  • TRIBUNA CARPISA-YAMAMAY:  € 22,50 (+ 1,50 € di prevendita)
  • Ridotti: 10/15 anni più Donne: € 16,00 più Over 65 (+ 1,50 € di prevendita)
  • TRIBUNA GOLD:  € 18,50 (+ 1,50 € di prevendita)
  • Ridotti: 10/15 anni più Donne € 12,00 più Over 65 (+ 1,50 € di prevendita)
  • TRIBUNA SILVER: € 10,00 (+ 1,50 € di prevendita)
  • GRADINATA: € 5,00 (+ 1,50 € di prevendita)

 

Sarà possibile acquistare i biglietti presso i seguenti punti vendita:

  • Stuzzicheria” – Ischia,Via Fondobosso, adiacente lo stadio (solo sabato)
  • “Unpack” – Casamicciola Terme, Corso Luigi Manzi

UFFICIALE ISCHIA ISOLAVERDE-CATANIA: DIVIETO PER I TIFOSI OSPITI

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Si comunica che in occasione della gara Ischia Isolaverde-Catania, in programma allo stadio “Enzo Mazzella” di Ischia sabato 6 Febbraio alle ore 14.00, il Prefetto di Napoli ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Sicilia con contestuale sospensione dei programmi di fidelizzazione Catania.

ISCHIA ISOLAVERDE-CATANIA ARBITRA CHINDEMI DI VITERBO

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La gara Ischia Isolaverde-Catania, valida per la 21^ giornata del girone C di Lega Pro, in programma sabato 6 Febbraio alle ore 14.00, sarà diretta da Alessandro Chindemi di Viterbo che sarà coadiuvato da Massimo Manzollillo  di Sala Consilina e Giuliano Parrella di Battipaglia. 

Nessun precedente con il fischietto laziale

Lazio-Napoli, in tribuna ci sarà anche Conte

La Repubblica riferisce che in tribuna per Lazio-Napoli ci sarà anche Antonio Conte: “È il duello più interessante del turno infrasettimanale e in tribuna ci sarà pure Antonio Conte: concentrato su Insigne. Un po’ più defilati Lotito e De Laurentiis, i due presidenti che vanno meno d’accordo di una volta e avranno un’altra occasione per regolare i loro conti: stavolta sul campo”

Chiellini: “Se vogliamo fare fantamercato, porterei Hamsik alla Juve”

Giorgio Chiellini, risponde così ad una domanda dei tifosi della Juventus: “Senza considerare il prezzo, ci dici un giocatore per ruolo che porteresti oggi alla Juventus? Devo rubare il lavoro a Marotta e a Paratici? Allora, se vogliamo fare un po’ di fantamercato prenderei per la difesa Sergio Ramos dal Real Madrid e per il centrocampo Marek Hamsik dal Napoli. Per l’attacco invece punterei su Ibrahimovic: è un giocatore che sposta gli equilibri, mi piacerebbe rivederlo di nuovo con la maglia della Juventus”.

Sotto esame anche le scelte fatte da De Laurentiis sul mercato

La Repubblica scrive su Lazio-Napoli: “Roma è l’ombelico del campionato, stanotte. Stona soltanto l’Olimpico semi vuoto: pochi biglietti venduti e trasferta vietata ai sostenitori ospiti. Ma al Napoli peseranno ancora di più le assenze di Hysaj e Allan: entrambi indisponibili per squalifica. Sarri deve rinunciare in un colpo solo a due titolarissimi: evento sgradito e soprattutto raro, osservando il cammino stagionale della capolista. Sotto esame anche le scelte fatte sul mercato da De Laurentiis, che ha integrato la rosa solo con Grassi e Regini: lasciando in tal modo la coperta corta in difesa e a centrocampo”.

Tuttosport attacca Sarri: “Si lamenta che il Napoli fattura solo 120mln…”

Tuttosport bacchetta Maurizio Sarri: “E’ una gara a chi ce l’ha più piccolo, il fatturato s’intende, perché con la mancanza di pecunia si giustifica l’impotenza, calcistica s’intende, di fronte ad avversari più dotati, finanziariamente. L’ultimo è stato Maurizio Sarri, tecnico del Napoli (ultimo fatturato 125,82 milioni di euro), ma ci sono illustri predecessori, da Rafa Benitez, che sempre dalla panchina del Napoli piangeva miseria nei confronti dell’allora juventino Conte, ma anche dello stesso Conte che sospirava davanti allo strapotere del Bayern nella primavera del 2013 e questo solo per citare i casi più celebri. La Juventus lo scorso anno non si sarebbe dovuta presentare al Santiago Bernabeu per giocarsi la finale di Berlino. Con i suoi “miseri” 295 milioni di fatturato (stagione 2013/14) come poteva confrontarsi con i 549,6 del Real Madrid? La fortuna del popolo juventino è stata la scarsa attitudine alla ragioneria di Massimiliano Allegri e di Alvaro Morata, così i bianconeri hanno conquistato la finale di Berlino. D’altra parte lo stesso Real Madrid, così come Il Barcellona, campioni d’Europa in rapida successione, si sono fatti superare dall’Atletico Madrid, campione di Spagna nella stagione 2013/14 quando il suo fatturato era di 119,98 inferiore a quello del Napoli”.

Callejon rinnovo fino 2020, poi tocca a Reina e Albiol

Come riferisce Il Corriere dello Sport, il Napoli sta già lavorando per i rinnovi contrattuali di Callejon, Reina e Albiol. L’agente dei tre spagnoli, Quilon, è venuto a Napoli prima di Natale per gettare le basi delle trattative. Per Callejon sarebbe pronto un contratto fino al 2020 con adeguamento economico. Per Reina si parla di un altro anno di contratto mentre per Raul Albiol potrebbe esserci un biennale.

Ecco come i tifosi del Napoli raggirano legalmente i divieti in trasferta

La Gazzetta dello Sport spiega come i tifosi napoletani abbiano raggirato legalmente il divieto del Casms per quanto riguarda il divieto di assistere a Lazio-Napoli da parte di tifosi provenienti dalla Campania o di fede partenopea. Il problema è sorto quando è stato comunicato che allo Juventus Stadium nessun tifoso azzurro potrà assistere alla partita in alcun modo. In effetti è stato applicato il principio della reciprocità, all’andata toccò ai tifosi juventini non poter raggiungere lo stadio San Paolo. A far ‘riaprire’ il settore ospiti dello stadio Olimpico stasera, ci ha pensato Maurizio Criscitelli del Club Napoli di Bologna che spiega a Gazzetta il suo metodo: “Essendo noi tifosi del Napoli residenti fuori dalla Campania, acquistiamo il biglietto con normale carta d’identità in qualsiasi settore dell’Olimpico. Poi inviamo una lettera alla Digos dove chiediamo che venga garantita l’incolumità ai tifosi partenopei all’interno dello stadio poichè saranno a stretto contatto con la tifoseria avversaria. A quel punto la cosa più logica è aprire il settore ospiti per evitare rischi”.

Lista Uefa Napoli, non c’è Regini per scelta del club

La scelta di non inserire Vasco Regini nella nuova lista Uefa da consegnare per la fase ad eliminazione diretta di Europa League, è stata una scelta spontanea del Napoli. Ecco nel dettaglio cosa dice il regolamento:

“Ogni club può registrare un massimo di tre nuovi giocatori per le fasi ad eliminazione diretta. Le registrazioni devono essere completate entro le 00.00CET del 2 febbraio 2016.

Di questi tre giocatori, uno può venire utilizzato pur avendo disputato la fase a gironi con un club diverso nella stagione in corso, a patto che:

Non abbia preso parte alla stessa competizione con il club precedente; O

Non abbia giocato con un club che attualmente disputa la stessa competizione (con specifico riferimento ai club che si sono piazzati al terzo posto nella fase a gironi di UEFA Champions League e vengono trasferiti in UEFA Europa League)

Uno o più dei tre giocatori sopraccitati possono venire registrati anche se hanno disputato il primo secondo e terzo turno preliminare e/o gli spareggi di UEFA Champions League o UEFA Europa League con un altro club”

Europa League, la lista completa del Napoli: fuori i nuovi acquisti

Squadra che stravince non si cambia. Deve averlo pensato il Napoli, che ha confermato in blocco gli stessi calciatori inclusi nella lista UEFA consegnata a settembre capace di strapazzare le rivali nella fase a gironi di Europa League. Per i volti nuovi di gennaio, Alberto Grassi e Vasco Regini, non c’è dunque spazio: centrocampista e difensore, prelevati rispettivamente da Atalanta e Sampdoria, in campo continentale dovranno guardare i compagni dalla tribuna.

Di seguito l’elenco completo, non presentata la lista B:

Portieri: Reina, Rafael, Gabriel  
 
Difensori: Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Strinic
 
Centrocampisti: Allan, Chalobah, El Kaddouri, Hamsik, Jorginho, David Lopez, Valdifiori
 
Attaccanti: Callejon, Gabbiadini, Higuain, Insigne, Mertens.

Maradona: “Quanto è bello il Napoli, ma il pericolo si chiama Juve”

La Gazzetta dello Sport riporta alcune dichiarazioni di Diego Armando Maradona. L’asso argentino eraospite a Dubai del cilcismo tour: “Lo seguo sempre il Napoli. Ho visto anche l’ultima partita, il successo con l’Empoli, l’ottima prova di squadra e la punizione di Lorenzo Insigne. Bella. Può essere l’anno buono per vincere, ma il “problema” si chiama Juventus. Non perde mai! Nel Napoli non sta spiccando il volo solamente Higuain. Penso a Insigne, a Mertens, a Koulibaly. Tutto il Napoli gioca bene”.

La domanda di destra senza offerta GIOVANNI ORSINA*

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La crisi del berlusconismo nel 2011, il governo Monti, l’incapacità del Partito democratico di vincere le elezioni del 2013, il successo e la durata del Movimento 5 stelle, il neocentrismo di Renzi: questi cinque elementi – in ordine di apparizione – ci hanno fatto credere che la fase ventennale dello scontro fra destra e sinistra fosse ormai conclusa, e che si stesse aprendo l’epoca di una nuova contrapposizione fra moderatismo europeista e populismi anti-europeisti. Bene: mi chiedo se sia ancora così. O se invece fra gli elettori, per quanto non ancora nel mondo politico, non stia in realtà riacquistando peso la più classica delle distinzioni fra conservatori e progressisti. 

Leggere il Family day alla luce della divisione fra laici e cattolici è sempre possibile, certo. Ma mi pare anche una lettura un po’ vecchia – come se fossimo ancora negli anni Settanta. Altrettanto certamente, non tutti nello schieramento conservatore si sono opposti alle unioni civili, e non tutti i progressisti sono favorevoli. Nel momento in cui si pronunciano parole come «famiglia» e «tradizione», tuttavia, è impossibile non sentire l’odore consueto della dialettica fra destra e sinistra. E la piazza di sabato quelle parole non soltanto le ha pronunciate – ma le ha pronunciate in una forma esplicitamente e robustamente politica. 

Un discorso analogo potrebbe farsi per quel che riguarda il tema più importante oggi in agenda, l’immigrazione. Anche questo è un argomento che tocca i nodi più sensibili del conflitto fra progressisti e conservatori: identità, ordine, interesse nazionale, solidarietà, accoglienza. E non solo: è il terreno sul quale si sta manifestando oggi una prepotente richiesta di protezione che – piaccia o non piaccia – sposta il baricentro dello spazio pubblico verso destra. Non per caso il governo Renzi ha deciso di andare avanti sulle unioni civili, ma ha rinunciato a depenalizzare l’immigrazione clandestina. Quando la globalizzazione entra in crisi perché si spostano i soldi, le merci e il lavoro, del resto, alla crisi si può rispondere o da destra o da sinistra, e forse più facilmente da sinistra che da destra. Ma quando entra in crisi perché si spostano le persone, rispondere da sinistra diventa assai difficile – se non impossibile. 

Se da un lato stanno risalendo in agenda i temi tradizionali della destra e della sinistra, dall’altro appare alquanto depresso – almeno per il momento – l’oggetto sul quale negli anni passati si sono scontrati centristi e populisti: l’Europa. Le elezioni politiche del 2013 sono state segnate prima di tutto dal confronto fra Monti e Grillo, fra l’austerità tecnocratica e le sofferenze della «gente». A che punto sono oggi i due poli di quel conflitto? Non se la passa troppo bene nessuno dei due, a quel che sembra: l’Europa è in evidente difficoltà, e in Italia europeisti di peso politico non se ne trovano più; ma la vicenda greca ha pure seriamente indebolito le posizioni «no euro». E la voce grossa con Bruxelles nel nome della spesa in deficit la sta facendo da Palazzo Chigi il leader del Partito democratico. 

Stiamo dunque per tornare a una dialettica «fisiologica» fra destra e sinistra? Le condizioni ci sarebbero, ma è presto per dirlo. In primo luogo perché l’agenda politica cambia ormai a gran velocità. Sono in molti a sostenere, ad esempio, che la compatibilità fra i fondamentali economici italiani e la permanenza nella moneta unica non sia affatto scontata. Se dovesse malauguratamente ripresentarsi una crisi del debito sovrano, la frattura fra europeisti e anti-europeisti si riattiverebbe di colpo. Ma soprattutto perché alla domanda di destra che monta dal paese non corrisponde un’offerta solida e credibile. La Lega di Salvini è cresciuta grazie al montare di quell’onda, ma pare aver toccato ormai il suo apice: quelli che domandano saranno pure di destra, ma certi toni evidentemente non li apprezzano. A chi gli chiede il profilo del futuro leader del centrodestra, Berlusconi continua a recitare il proprio curriculum. Sia la Lega sia Forza Italia, si dice, sono divise al proprio interno fra «falchi» e «colombe». Ma, per quel che ho detto finora, non si capisce su quali argomenti concreti avvenga questo conflitto «ornitologico», che sembra piuttosto essere uno scontro di spazi e di potere. Del resto, da sempre l’elaborazione culturale a destra è quel che è – o meglio: che non è. E lo stesso dicasi per la classe dirigente. 

Eppure, quel che si muove a destra non è affatto irrilevante. Ne va del futuro del sistema politico italiano. E ne va di come saranno soddisfatte certe esigenze del Paese. Esigenze che, se insoddisfatte o soddisfatte male, potrebbero rivelarsi assai pericolose. 

 
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Palp Fiction. MASSIMO GRAMELLINI

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Il capufficio toccò il sedere di una sua impiegata e il seno e le parti intime di un’altra, ma va assolto perché è un immaturo: in effetti all’epoca dei fatti aveva solo 65 anni. La sentenza del tribunale di Palermo è di quelle che faranno giurisprudenza, specie in Arabia Saudita.

Ecco come sono andate le cose, secondo la ricostruzione dei giudici.

Il dottor Domenico Lipari dirigeva l’ufficio delle tasse, gran brutto mestiere, e ogni tanto per rilassarsi palpeggiava le collaboratrici a portata di mano. Ma per scherzo. Nessuno vuole negare che un superiore che gioca alla playstation con le tette di una sottoposta stia compiendo una prevaricazione. Eppure, nel caso in esame, va considerata la gioiosità del contesto. Tanto più che, e qui le virgolette della motivazione sono d’obbligo, «nel comportamento del Lipari non è ravvisabile alcun fine di concupiscenza o di soddisfacimento dell’impulso sessuale». Capito? Le toccava per sgranchirsi le nocche, arrugginite dai troppi accertamenti fiscali. Con la stessa partecipazione emotiva avrebbe potuto strizzare una pallina antistress o quelle del suo vice, anche se così avrebbe corso il rischio di ricevere la patente di «frocio», che forse per tribunali del genere configura giusta causa di licenziamento.

La vera piaga, sembra suggerire l’augusto consesso, è stata la reazione seriosa delle palpeggiate, che anziché prestarsi allo scherzo e magari sbottonare la camicetta per agevolare le operazioni, hanno denunciato il giocherellone. Rivelando, a differenza sua, una mancanza assoluta di tatto.

P.S. Il giudice estensore della sentenza è una donna, purtroppo (ndr: giudice estensore Annalisa Tesoriere‬)

 
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