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Corbo: “Callejon e Higuain mandano alla Juve da Roma due cartoline del Napoli”

Complimenti all’arbitro Irrati. Così si fermano i monotoni cori di tifosi senza fantasia. Complimenti anche a Sky: non si accorge dei cori di sottofondo all’Olimpico, perde tempo a cercare confronti vani tra giocatori di Napoli lontani, bisogna aspettare il giornalista Condò per sapere che a Torino si è vista una Juve stanca. Se confronto c’è, mi sembra questo. Il Napoli vince con forza 2-0 sulla Lazio, la Juve in casa non travolge certo il Genoa, solo 1-0. Ma è troppo presto. L’umiltà astuta di Sarri è intelligenza.

Giro l’articolo appena scritto per Repubblica Napoli agli amici del Graffio. Sarà l’imprevista fama di Sarri. Una temeraria vanità suscita negli allenatori che incrociano questo fantastico un raptus tattico. Come dire: guardate me, so far giocare moderno come e più di lui. Nell’inganno è caduto pure un compassato viandante del campionato italiano. Pioli non si è fermato neanche dinanzi al segnale rosso di sei infortunati e tre squalificati. Ha osato ancora di più sognando il tracollo della capolista a Roma. Figurarsi, il Napoli non si spaventa, non si lascia condizionare neanche dai cori del raffinato pubblico laziale nello stadio vietato ai napoletani: cantano tutti, che carini. Né si piega all’ipocrita conformismo dei colleghi non udenti l’arbitro: il 37enne avvocato Massimiliano Irrati, toscano di Lamporecchio. Ferma il gioco, minacciando di sospendere la partita. Un arbitro, finalmente. Pioli rischia oltre misura. Ma i sogni non hanno prezzo. Ci prova. Intorno a Klose raccoglie un caparbio quintetto. Il suo disegno ha due scopi. Bloccare le fonti di gioco e sfondare la difesa del Napoli entrando da sinistra. Sposta infatti ma solo all’inizio Candreva in direzione del difensore più vulnerabile, Maggio che subentra a Hysaj. Tenta di bloccare i piedi sapienti di Hamsik e Jorginho, abbinando Parolo al capitano del Napoli, sposta poi Onazi da vertice basso del 4-1-4-1 su Jorginho. C’è anche Klose, prima punta, a far velo. Ci si mette pure Lulic: rincorre Callejon, al rimorchio di Candreva. Già, è quella la corsia che la Lazio ritiene favorevole. Un controllo così serrato impone di spostare molto in avanti anche la linea difensiva. La prima parte incoraggia la Lazio a rischiare: gli ingranaggi del Napoli sembrano ossidati. L’euforia è un vento perfido che spinge la Lazio alla rovina: attacca compatta, raccolta in trenta metri. L’ottimismo è fatale, perché la Lazio non valuta i pericoli. Vanno letti invece nei lanci lunghi di Kolubaly per scavalcare la muraglia avanzata di Pioli. Quei lanci improvvisi e in verticale sfumano spesso in fuorigioco, intanto ribaltano gli equilibri. Ma saranno determinanti. Proprio sul filo del fuorigioco, un millimetro in meno ed uno in più, il Napoli trova la chiave. E la usa con geometrie limpide. Koulibaly e Albiol controllano Klose e i suoi compagni d’avventura, la linea mediana resiste, non c’è Allan per cercare la profondità, ma si industriano i soliti. Insigne sulla sinistra salta sul suo motorino e scorrazza su almeno 50 metri con una vitalità e tecnica che fanno arrossire il Ct Conte in tribuna, Higuain osserva e scatta come nelle emozionanti albe di caccia, per il suo 23esimo gol Callejon lo serve da sinistra spiazzando Konko. La Lazio è ancora punita perché non può giocare con una linea difensiva così alta, se ha giocatori statuari, quindi lenti e facili da piantare negli scatti lunghi. Il delizioso cinismo di Insigne indovina a occhi chiusi il taglio per Callejon che sempre sul filo del fuorigioco si tuffa alle spalle della statuaria difesa laziale per mandare alla Juventus da Roma la seconda cartolina del Napoli. Appuntamento a Torino, sabato 13.

Antonio Corbo-larepubblica.it

Da Maradona a Higuain, si sta scrivendo la storia…

Questo il commento della SSC Napoli dopo la vittoria per 2-0 contro la Lazio: “Un bagliore azzurro lungo 28 anni. Da Maradona ad Higuain, il Napoli vince la settima partita consecutiva in campionato edeguaglia il record del 1988, allorquando avevamo lo scudetto in petto. In 3 minuti i Guerrieri di Sarri si prendono le chiavi dell’Olimpico e volano 3 metri sopra al cielo dell’aquila laziale. Higuain e Callejon sono i gemelli del gol. Golzalo la mette dentro di prepotenza, Calleti di giustezza: un pugno e una carezza. Il Pipa segna come il Napoli pensa: partita dopo partita, 23 perle in 23 giornate. Calleti infila la sua terza rete in 3 giorni e va in doppia cifra stagionale a quota 10 tra coppe e campionato. Per il Napoli è il 77esimo gol in stagione, verso altri capitoli da guinnes dei primati. E’ un caleidoscopio di emozioni, brividi ed iperboli questa squadra che sta scrivendo la storia. E domenica si torna al San Paolo. Undici leoni e sessantamila cuori come una sola famiglia. Un intero popolo innamorato verso l’ottava meraviglia…”

Callejon a radio Kiss Kiss: ” Koulibaly? Ha continuato a giocare come sa”

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss, è intervenuto Josè Maria Callejon, al quarto gol in quattro partite: “Il dato più importante è che si è vinto, non il mio gol. Era una trasferta difficile, ma siamo riusciti a fare bene. Sapevamo che loro avanti erano forti perchè hanno giocatori di livello. Noi abbiamo fatto un grande lavoro difensivo e poi creato le occasioni da gol. Andiamo per l’ottava vittoria in campionato con il Carpi, vogliamo continuare così. Koulibaly? Sta bene, sa che sono cose brutte da sentire ma ha continuato a giocare come sa. Dobbiamo affrontare tutte le gare come stasera, solo così potremo arrivare lontano. Il mio lavoro è sempre stato lo stesso. Anche noi come i tifosi stiamo sognando, dobbiamo continuare così. non bisogna sottovalutare il Carpi, sarà una gara tosta.”

Insigne: “vittoria importante, sto dando il massimo con questa maglia”. Pasquale Ammora

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Grande vittoria del Napoli sulla Lazio ed ennesima ottima prestazione di Lorenzo Insigne. Si è sacrificato molto per i compagni e ha mandato in porta Callejon con un lancio illuminante per la rete dello 0-2, aggiornando i suoi numeri stagionali: 10 gol e 10 assist fino a questo momento.

Queste le sue parole,a fine gara, ai microfoni di sky sport:

“ vittoria importante su un campo complicato e contro una squadra forte. Higuain grande attaccante, non possiamo fare a meno di lui; ce lo teniamo stretto anche se in panchina abbiamo altri giocatori valorosi come Gabbiadini. Sto dando il massimo con la maglia del Napoli per conquistare la fiducia di Conte con cui ho un buonissimo rapporto, continuo ad impegnarmi giorno dopo giorno per arrivare in Nazionale.”

 

Sarri: “Primo tempo ottimo, la ripresa non mi è piaciuta: ecco perchè…Koulibaly? Sarà amareggiato”

Maurizio Sarri ha parlato a Premium: “Abbiamo fatto un buon primo tempo e siamo andati sul doppio vantaggio. Nella ripresa abbiamo fatto peggio perchè non siamo una squadra di gestione. Cori contro Koulibaly? Faccio i complimenti ad Irrati, la situazione era imbarazzante. Questo ci ha un pò compromessi sul piano dell’attenzione. Non ci ho ancora parlato, ma Kalidou sarà amareggiato. Con i compagni sarà sereno. Ripartenze? Lavoriamo tutte le settimane, con il tempo i meccanismi diventano sempre migliori. Oggi abbiamo lavorato a tratti bene, altri meno. Fatturato? Il calcio è come la vita, qualche volta ci si accontenta con pochi soldi, ma aiutano. Preparato la partita? Il lavoro paga e prepariamo cose diverse in base alle gare e gli avversari. Sapevamo di poter trovare un po’ di spazio in più. Stasera abbiamo fatto riposare tre giocatori, togliendone altri tre, sto imparando anche io a gestire questa situazione”.

Ululati contro Koulibaly e cori di discriminazione contro Napoli, Irrati sospende la gara

Il 3 febbraio 2016 è una data storica! Al minuto 66′ della gara di campionato tra Lazio e Napoli, allo stadio Olimpico, ecco i soliti cori beceri contro i napoletani. L’arbitro Irrati sospende il gioco per diversi minuti. Per la prima volta un arbitro sospende il match per i cori di discriminazione territoriale e gli ululati verso Koulibaly.

7 vittoria consecutiva degli azzurri: eguagliato il record di Ottavio Bianchi, era il 1987-88

E’ un Napoli dai grandi numeri. Primo posto a 53 punti, con 52 gol fatti e solo 19 subiti. Miglior attaccante della serie A, con Higuain, a 23 gol su 23 partite. Record su record da battere dunque, statistiche da stravolgere, e non è finità qui: Sarri non ha intenzione di fermarsi. Contro la Lazio, infatti, è stata la settima vittoria consecutiva, come Ottavio Bianchi, nella stagione 1987-1988. C’era un certo Diego Armando Maradona all’epoca, adesso ci sono i vari Higuain, Insigne e Callejon, per ripetere le stesse imprese del passato e, perché no, andare oltre. 

Vergogna all’Olimpico: Irrati sospende il match per i cori razzisti rivolti a Koulibaly

Cori contro i napoletani e contro Koulibaly: scene di vergogna all’Olimpico. I tifosi laziali, infatti, dopo i canti, piuttosto beceri, contro i partenopei, nel corso della gara, hanno più volte insultato il difensore francese, constringendo l’arbitro Irrati a sospendere il gioco. Nel finale del match, Koulibaly ha invitato gli ultras biancocelesti a gridare ancora più forte, come se non li percepisse, supportato dalla squadra e da mister Sarri. 

Insigne: “Juve? Godiamoci la vittoria e pensiamo al Carpi!”

Lorenzo Insigne ha dichiarato ai microfoni di Premium: Era una partita difficile anche perchè la Lazio è una grande squadra. Siamo arrivati qui per giocare il nostro calcio e cercheremo di farlo sempre. Juve? Godiamoci questa vittoria, poi subito penseremo al Carpi. Stiamo facendo il nostro campionato e cercheremo di fare del nostro meglio. Conte? Cerco di dare il massimo con il Napoli. Tutti abbiamo l’obiettivo europeo. Doppie cifre? Sono dati importanti, ma non ci penso, conta il gruppo”.

Lazio-Napoli, i voti di Vivicentro: che spettacolo Higuain!

Il Napoli batte la Lazio per 2-0 all’Olimpico, in trasferta. Questi i voti di Vivicentro.it:

25 Reina 6.5; 11 Maggio 6, 33 Albiol 6.5, 26 Koulibaly 7, 3 Strinic 5.5; 19 David Lopez 6, 8 Jorginho 6.5, 17 Hamsik 6.5; 7 Callejon 7, 9 Higuain 7 (23 Gabbiadini 6, dal 25° s.t.), 24 Insigne 6.5 (14 Mertens 6, dal 19° s.t.). Panchina: 1 Rafael, 22 Gabriel, 31 Ghoulam, 21 Chiriches, 18 Regini, 96 Luperto, 94 Chalobah, 6 Valdifiori, 77 El Kaddouri. All. Sarri

a cura di Ciro Novellino

 

 

 

Lazio-Napoli, il tabellino del match

Il Napoli ha battuto allo stadio Olimpico nel 23° turno del campionato di serie A la Lazio. Reti di Higuain al 23° p.t., Callejon al 27° p.t.

LAZIO (4-3-3): 22 Marchetti; 8 Basta, 2 Hoedt, 33 Mauricio, 29 Konko; 16 Parolo, 23 Onazi, 19 Lulic; 87 Candreva (14 Keita, dal 38° p.t.), 11 Klose (6 Mauri, dal 25° s.t.), 10 Felipe Anderson (9 Djordjevic, dal 42° s.t.). Panchina: 99 Berisha, 55 Guerrieri, 18 Gentiletti, 4 Patric, 96 Murgia. All. Pioli

NAPOLI (4-3-3): 25 Reina; 11 Maggio, 33 Albiol, 26 Koulibaly, 3 Strinic; 19 David Lopez, 8 Jorginho, 17 Hamsik; 7 Callejon, 9 Higuain (23 Gabbiadini, dal 25° s.t.), 24 Insigne (14 Mertens, dal 19° s.t.). Panchina: 1 Rafael, 22 Gabriel, 31 Ghoulam, 21 Chiriches, 18 Regini, 96 Luperto, 94 Chalobah, 6 Valdifiori, 77 El Kaddouri. All. Sarri

ARBITRO Massimiliano IRRATI di Pistoia (Assistenti: Costanzo-Padovan. IV uomo: Posado. Arbitri di porta: Giacomelli-Pinzani)

Ammoniti: Lulic (L) al 37° p.t. per gioco falloso, Hoedt (L) all’11° s.t. per gioco falloso, Mauricio (L) al 27° s.t. per gioco falloso, Koulibaly (N) al 41° s.t. per gioco falloso, Jorginho (N) 45 s.t.. Espulsi: Nessuno.

Lazio-Napoli: formazioni ufficiali. (Pasquale Ammora)

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Mini “turn-over” in casa Napoli; oltre alle scelte obbligate di Maggio e David Lopez, sulla sinistra spazio a Strinic e panchina per Ghoulam.

ECCO LE FORMAZIONI UFFICIALI

Lazio(4-3-3):  Marchetti; Basta, Mauricio, Hoedt, Konko; Onazi, Parolo, Lulic; Candreva, Klose, Felipe Anderson. All.Pioli

Napoli(4-3-3): Reina, Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic, David Lopez, Hamsik, Jorginho, Insigne, Higuain, Callejon. All.Sarri

Assolto da violenza sessuale: “Lei inattendibile e in pantaloni”

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I giudici: “scarsa verosimiglianza nel racconto della donna”

Milano, 3 feb.- E’ finito sotto processo con l’accusa di violenza sessuale. Il Tribunale di Milano lo ha assolto “perché il fatto non sussiste” respingendo la richiesta del pm di condannarlo a 1 anno e 10 mesi di carcere. Secondo i giudici della nona sezione penale, il racconto della vittima è stato “ondivago” e non attendibile soprattutto perché, al momento di subire il presunto abuso, indossava un paio di pantaloni invernali. I due erano soltanto conoscenti, ma avevano comunque trascorso una serata insieme. Lei aveva bevuto parecchio e accusava “un fortissimo malessere”, così lui fu costretto ad accompagnarla a casa sollevandola “di peso”. Una volta arrivati, aveva fatto mettere a verbale la vittima, “mi sono buttata a letto e mi sono addormentata”. Passata qualche ora “mi sono svegliata perché sentivo che lui mi stava toccando”. Ed ecco i dettagli della presunta violenza sessuale: “Ero sdraiata sul lato destro, lui aveva un braccio sotto il mio collo, con quella mano mi toccava il seno e con l’altra dentro le mutande”. Un racconto “complicato e paradossale”, secondo il Tribunale che tra gli altri “profili di scarsa verosimiglianza” nella ricostruzione dei fatti fornita dalla vittima si sofferma soprattutto sul suo abbigliamento al momento della presunta violenza: “Non è stato spiegato – osservano i giudici nelle motivazioni della sentenza – come la mano dell’imputato possa essersi infilata sotto le mutande di una donna sdraiata a letto con abiti invernali, per lo più pantaloni”. “Coi pantaloni – sottolineano i giudici – la dinamica appare ancora meno verosimile: se il braccio dell’aggressore avvolge da sotto il collo della donna fino a toccare con la mano il seno, l’altro braccio non può che raggiungere la zona genitale che da sotto, salvo ipotizzare una difficile contorsione”. La mano del presunto aggressore “potrebbe così infilarsi sotto le mutande” soltanto “se la donna non indossasse nulla oppure solo una gonna”. Invece “dovendo entrare nella vita dei pantaloni, la posizione reciproca appare non solo alquanto improbabile in sé, ma soprattutto risulta ancora più incompatibile con il mancato risveglio della vittima”. A suscitare “perplessità” nei giudici anche altre circostanze. Innanzitutto la vittima “avrebbe subito nel passato remoto e recente ben due episodi di abuso sessuale” sempre “in un contesto amicale”, ma durante il processo parla solo di uno di questi episodi “e tace l’altro”. Infine la sua denuncia è stata presentata più di 5 mesi dopo la presunta violenza, “quasi ai confini della tardività”. Fcz/Int3

Bruxelles ricuce con l’Italia sulla flessibilità

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Juncker: niente austerità stupida. Padoan: decidere presto.

Roma, 3 feb. ( – Nuove precisazioni riconciliatorie da Bruxelles, dopo gli equivoci che ieri erano stati innescati da alcune interpretazioni di stampa erronee, poi smentite a livello ufficiale, che attribuivano all’Ue una chiusura sulla flessibilità di bilancio reclamata dall’Italia. “La Commissione europea svolgerà il suo ruolo senza cadere in una politica rigida e stupida di austerità”, ha assicurato il presidente Jean-Claude Juncker. Parole che sembrano volutamente richiamare una storica formula coniata dall’ex presidente italiano della Commissione, Romano Prodi. Segnali incoraggianti alla vigilia delle nuove previsioni economiche dello stesso esecutivo comunitario, che verranno pubblicate domattina e che conterranno anche stime sui parametri-chiave dei conti pubblici. Per parte sua il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha energicamente rivendicato che l’Italia ha “tutto il diritto di chiedere una gestione delle regole fiscali più flessibile, in base alle norme che l’Europa ha definito. L’Italia non sta chiedendo nulla di nuovo, né di incompatibile” con il Patto di stabilità e di crescita. In realtà Padoan rispondeva all’entrata a gamba tesa su cui, sempre ieri, si era avventurato il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, il tedesco Manfred Weber il quale aveva sostenuto che l’Ue avrebbe già concesso tutta la flessibilità che era possibile elargire. “Non vi è nulla di incompatibile con le regole e non stiamo chiedendo nulla di nuovo, come sento dire, sulla flessibilità – ha rimarcato il ministro durante un convegno organizzato dall’Aspen Institute -. Per gli anni successivi il debito si riduce e quindi ci sta compatibilità assoluta con le regole di bilancio”. Sempre Weber aveva chiamato in causa il commissario responsabile degli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, generalmente ritenuto vicino alle “colombe”, sostenendo che secondo quest’ultimo i margini di flessibilità si sarebbero esauriti. Tesi che poi è stata rilanciata da alcune interpretazioni di stampa erronee, in merito ad un intervento dello stesso Commissario, che però già ieri avevano spinto l’esecutivo Ue all’inusuale decisione di diramare una smentita ufficiale. “Le decisioni sulla flessibilità saranno prese a maggio e non c’è nessuna chiusura” su questo punto nei riguardi dell’Italia, avevano chiarito fonti vicine a Moscovici. Il Belpaese rivendica flessibilità supplementare sulla base di diversi capitoli chiave: i costi del programma di riforme strutturali portato avanti, i contributi al piano Juncker per il rilancio degli investimenti e i costi legati all’emergenza profughi. Complessivamente il governo spera di ricavarne circa un punto di Pil, in margini supplementari rispetto all’incidenza del deficit. “Ci auguriamo semplicemente che la risposta sia sciolta presto da parte della Commissione – ha concluso Padoan – e quindi di evitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita”. Sulla questione profughi poi, l’Italia ha chiarito di avere “una forte aspettativa” anche sul riconoscimento da parte dell’Ue dell’intero ammontare “dei costi sostenuti fin dall’inizio della crisi in Libia”. Lo si legge in una dichiarazione che il governo ha fatto inserire nei verbali della riunione del Coreper, l’organismo tecnico del Consiglio Ue che prepara le riunioni ministeriali. Il tutto mentre domattina è attesa la versione aggiornata delle previsioni economiche della Commissione europea. Un documento che farà il punto sia sulle prospettive di crescita, che potrebbero subire limature a riflesso della dinamica di indebolimento della domanda estera, legata alla frenata delle grandi economie emergenti, sia sulla futura dinamica dei conti pubblici. Bruxelles, quindi, fornirà stime anche su deficit di bilancio e debito, ma questo non implica giudizi definitivi sul rispetto delle regole del Patto di Stabilità. Anzi, l’Ue ha appena ribadito che il parere sulla Penisola – si parla del bilancio 2016 – verrà completato solo a primavera, a maggio, quando ci sarà un altro aggiornamento delle previsioni economiche. Ma a questo punto appare inevitabile che sul tema flessibilità vengano rilanciati quesiti, in occasione della conferenza stampa di presentazione che domani vedrà impegnato Moscovici. Nell’ultima edizione delle sue previsioni, che risale al 5 novembre scorso, sull’Italia la Commissione pronosticava una crescita dell’1,5 per cento quest’anno e dell’1,4 per cento il prossimo, una disoccupazione in calo rispettivamente all’11,8 e all’11,6 per cento, un deficit di bilancio al 2,3 per cento del Pil nel 2016 e all’1,6 per cento nel 2017 e un debito al 132,2 per cento e poi al 130 per cento del Pil. Guardando al quadro generale, per l’area euro lo scorso novembre veniva stimata una crescita 2016 all’1,8 per cento e all’1,9 per cento nel 2017. Da allora tuttavia si sono visti altri segnali di rallentamento nelle economie emergenti. Il Fondo monetario internazionale, che ha ritoccato le sue previsioni lo scorso 19 gennaio, stima per l’Italia una crescita dell’1,3 per cento quest’anno e dell’1,2 per cento il prossimo, mentre per l’area euro un più 1,7 per cento su entrambi gli anni. L’ultima stima del Governo indicava una crescita 2016 pari all’1,6 per cento e un deficit al 2,4 per cento del Pil. Voz-Loc

Borse a picco con le banche, Europa brucia mille mld da inizio anno. Crollano gli istituti di credito

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Roma, 3 feb. – Un’altra giornata da brividi sui mercati azionari. Indici a picco trascinati dalle banche. Ma le vendite sono generalizzate, nessun comparto viene risparmiato. In Europa l’indice Eurostoxx 600 accusa un calo dell’1,56%, mandando in fumo quasi 145 miliardi di euro. Dall’inizio dell’anno il conto è salatissimo. La capitalizzazione dei mercati azionari del vecchio continente ha visto andare in fumo l’equivalente di 1.085 miliardi di euro.

Nell’ultima parte di seduta la pressione delle vendite si è leggermente allentata ma il bilanciop resta molto pesante. Anche oggi Milano maglia nera a causa del peso del settore bancario. L’indice Ftse Mib ha chiuso con una contrazione del 2,77% dopo aver toccato il 4%.

Banche sotto tiro. Banco Popolare accusa uno scivolone di quasi il 10%, Ubi -9% e Bper -8,20%. Mps lascia sul terreno oltre il 6%, UniCredit il 5,90%. Anche nel resto d’Europa il mondo del credito è bersaglio delle vendite. Deutsche bank ha perso il 6%, a Madrid Santander e Bankia oltre il 4%, alla City maglia nera è Barclays con un tonfo del 5%.

Milano la peggiore in Europa ma Madrid accusa un calo del 2,40%, mentre Francoforte, Parigi e Londra riescono a contenere le perdite sotto il 2%.

Gli investitori scappano dall’azionario per parcheggiare la liquidità verso asset sicuri. Consolida la risalita l’oro e soprattutto acquisti sui bond governativi con spiccata preferenza per i Bund tedeschi. Il decennale mostra un drastico calo del rendimento allo 0,27%. Acquisti anche sui Btp italiani che vedono scendere il rendimento all’1,43%.

A condizionare la seduta ancora le preoccupazioni sulla crescita della Cina e la debolezza del petrolio che è sceso di nuovo sotto i 30 dollari al barile. Ma a render il quadro a tinte ancora più plumbee i dati americani con la frenata dell’indice Ism non manifatturiero che potrebbe complicare i piani della Federal Reserve di progressivo rialzo dei tassi. E per il presidente della Fed Dudley “l’apprezzamento del dollaro e le turbolenze sui mercati finanziari potranno avere conseguenze di cui tener conto”.

Inoltre i risultati trimestrali delle società nel complesso sono deludenti. E quando sono migliori delle aspettative il copione non cambia, come nel caso di GM con un utile netto di quasi 10 miliardi nel 2015 ma a Wall Street perde quasi il 4%.

Allarme Oms, col caldo Zika può diffondersi in Europa

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Roma – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato i Paesi europei a premunirsi contro la diffusione del virus Zika, che potrebbe ‘attecchire’ rapidamente con l’arrivo delle alte temperature in primavera ed estate. “Ogni Paese europeo dove le zanzare Aedes sono presenti puo’ essere a rischio per la diffusione del virus Zika”, ha avvertito il direttore regionale della sezione europea dell’Oms, Suzsanna Jakab. A gennaio l’Oms aveva gia’ fatto sapere che la zanzara Aedes, responsabile della trasmissione del virus, e’ presente “in diversi Paesi europei, in particolar modo quelli mediterranei”. “Un certo numero di viaggiatori infettati con lo Zika e’ entrato in Europa ma il virus non si e’ propagato perche’ la zanzara e’ ancora inattiva. Con l’arrivo della primavera e dell’estate, il rischio che lo Zika si diffonda aumenta”, ha spiegato Jakab. Ecco perche’ l’Oms sollecita i Paesi europei ad “agire subito in modo coordinato” per eliminare i siti dove le zanzare si riproducono, a informare la popolazione a rischio, a mettere in atto la sorveglianza sanitaria e incrementare la ricerca di vaccini e test diagnostici. L’Oms avverte infine che “la vasta distribuzione geografica delle specie di zanzare in grado di trasmettere il virus, la mancanza nel mondo di immunizzazione cosi’ come l’assenza di un vaccino e di rapidi test diagnostici generano timori che il virus Zika possa diffondersi a livello globale”.

Gran finale per “L’Azzurro fa 90”, domani dibattito su Diego Armando Maradona

Gran finale per “L’Azzurro fa 90”, la mostra che celebra il novantesimo anniversario della nascita del Napoli in programma presso il “Centro Commerciale La Cartiera” dal 28 gennaio scorso. Domani, a partire dalle 17, ci sarà un incontro-dibattito sulla figura del più grande di sempre, non solo in azzurro: Diego Armando Maradona. Con i conduttori Ornella Mancini e Gianluca Gifuni e con i giornalisti “storici” Gianfranco Lucariello e Francesco Marolda ci saranno tanti prestigiosi ospiti: il fratello del Pibe, Hugo Maradona, Stefano Ceci (amico e assistente personale di Diego), lo storico massaggiatore del Napoli Salvatore Carmando, la bandiera del Napoli Giuseppe Bruscolotti, la famiglia Celentano ed altri ex azzurri. Tutti gli ospiti visiteranno prima la Mostra (in zona fashion della Cartiera) dopo le 17, nella quale sarà possibile ammirare centinaia di foto storiche (nel progetto coordinato dalla fotoagenzia Mosca) che ripercorrono la storia del club azzurro e gli straordinari cimeli del Museo “Viaggiante” di Maradona di Massimo Vignati e dell’associazione Saverio Silvio Vignati (www.saveriosilviovignati.it), con maglie (alcune della collezione di Francesco Cammarota), tute da allenamento, scarpette (anche quelle dei Mondiali 1986), palloni, il contratto col Napoli, trofei, foto e molto altro (tutto appartenuto e indossato dal Pibe de Oro). A seguire l’incontro dibattito in Piazza Cartabianca (sempre alla Cartiera) con la proiezione di video emozionanti relativi al Napoli e a Maradona e tante altre sorprese. Sarà l’occasione anche per parlare di due libri dedicati a Diego: “Maradona, il sogno di un bambino” scritto da Stefano Ceci e “Le mani su D10S” scritto da Salvatore Carmando. L’happening azzurro chiude i battenti domani, per tutti ancora la possibilità di visitare la mostra (nel corso degli ultimi giorni si sono alternati anche Pierpaolo Marino, Gianni Di Marzio, Pino Taglialatela, Stefan Schwoch, Massimo Filardi e Alberto Savino) e di realizzare foto e selfie nel segno dell’hasthag #azzurrofa90.

Unioni civili, M5s: “Votiamo il ddl solo se non impoverito”

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Tensioni in Senato dopo le voci di contatti tra grillini e Vaticano. Alfano: “Non minaccio crisi, ma traumatico voto dei dem con M5s”

ROMA – “Siamo tutti compatti a favore del ddl Cirinnà ma sia ben chiaro che impoverito non lo votiamo”. E’ l’avviso del senatore M5S Alberto Airola al Pd in merito al voto al Senato del provvedimento sulle unioni civili. “Zanda fa pressioni su di noi – aggiunge – evidentemente hanno grossi problemi al loro interno”. “Non si può scendere oltre un minimo livello di garanzie dei diritti – conclude – tra di noi del M5S abbiamo chiarito le questioni e non ci sono sorprese. E si capisce dal fatto che non abbiamo emendato il testo”. Ma in aula, a Palazzo Madama, il clima è di tensione all’indomani del primo banco di prova, superato, sul ddl unioni civili. Nervi tesi tra Pd e 5 Stelle anche per ‘colpa’ di un retroscena apparso oggi sulla Stampa in cui si parla di contatti tra i vertici grillini e il Vaticano. Ma è già da ieri, dopo la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità, che tra le file del Pd è iniziato ad insinuarsi qualche dubbio sulla ‘tenuta’ dei 5 Stelle, in vista soprattutto dei primi voti segreti. C’è infatti tra i dem a palazzo Madama, viene spiegato, chi è convinto che i pentastellati, nel segreto dell’urna, possano tentare lo sgambetto e ‘impallinare’ il ddl Cirinnà. La stessa prima firmataria del provvedimento, questa mattina, a margine dei lavori dell’Aula, ha ironizzato bonariamente con il senatore grillino Alberto Airola, chiedendo conto dei presunti contatti con il Vaticano. Ma Airola non l’ha affatto presa bene: “Mi sono rotto i c….”, ha esordito in un corridoio adiacente al Transatlantico. “I problemi li avete voi e risolveteveli voi…”, ha aggiunto Airola rivolgendosi con un tono alto della voce alla senatrice dem Cirinnà e rigettando al mittente l’insinuazione che i 5 Stelle possano non votare compatti il ddl. La senatrice Cirinnà, a quel punto, ha preso da parte il collega 5 Stelle per un rapido chiarimento. Bocche cucite al termine del ‘turbolento’ botta e risposta. Ma fonti Pd riferiscono che già da questa mattina sono stati avviati contatti con i 5 Stelle, per definire la linea da tenere sugli emendamenti e sulle votazioni segrete. Una sorta di conferma di garanzia, spiegano fonti dem, anche alla luce dei numeri di ieri sulle pregiudiziali, giudicati dal Pd non così tranquilli da mettere in sicurezza l’intero ddl. Contatti, viene infine spiegato, che continueranno nella giornata di oggi.

Intanto segnali di nervosismo arrivano intanto dal leader Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Se Pd e M5S voteranno insieme il provvedimento sulle unioni civili sarà un fatto grave, negativo e traumatico”, ha detto all’Aria che tira, su La7. “Se Renzi se lo risparmia fa il bene dell’Italia”. Una minaccia al governo? “Noi non minacciamo crisi – risponde – non credo sarebbe una mossa intelligente. Quando ci sono argomenti che investono la coscienza il Governo farebbe un errore ad intervenire”.

Il presidente dei senatori dem, Luigi Zanda, ha contattato i capigruppo di maggioranza e opposizione per cercare di trovare, sul ddl Cirinnà, una sorta di ‘intesa’ almeno sulla gestione d’aula alla luce della delicatezza della legge. Proprio per confrontarsi ci sarà una riunione informale, al gruppo del pd, prima della ripresa dell’aula. Irritata la risposta Cinque Stelle: “Se Zanda convoca delle riunioni ha evidentemente dei problemi, ma in maggioranza. Ancora non so se andrò alla riunione organizzata dal pd”, ha detto Airola.

Fico all’antimafia, polemica con la Bindi

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La presidente della Commissione: “Cos’è che non ha funzionato a Quarto?”

Roberto Fico, leader del Movimento 5 stelle e presidente della commissione di vigilanza Rai, è stato ascoltato dalla commissione antimafia in merito alla vicenda di Quarto e alla dimissioni del sindaco 5 stelle Rosa Capuozzo.

“Non riteniamo Rosa Capuozzo una camorrista, anche solo associare la camorra al sindaco mi dispiace”, ha detto Fico. “L’espulsione nasce perché dopo il 23 dicembre abbiamo pensato che se anche un solo voto fosse stato inquinato, faceva dire alla Capuozzo, dimettiti, ci dimettiamo e facciamo sì che gli elettori ritornino al voto”.

“La nostra risposta può essere un esempio”, ha concluso Fico. Quanto alla vicenda dello stadio di Quarto, per Fico, Capuozzo “non voleva punire una associazione ma riprendere sotto il controllo pubblico lo stadio, riducendo il costo per tutti. Non ho visto elementi di stranezza”.

La Bindi
“Esprimo apprezzamento per la disponibilità data immediatamente dall’onorevole Fico a questa audizione, non è trascorsa neppure una settimana da quando l’Ufficio di presidenza ha deliberato l’audizione”, ha detto la presidente della Commissione Rosy Bindi.
“Il Movimento 5 stelle ha fatto della lotta alle mafie una delle sue bandiere più forti: cosa non ha funzionato a Quarto?”  La Bindi aggiunge di non voler “mettere sul banco degli imputati questo o quel movimento, questo o quel partito, ma per capire come il caso di Quarto sia stato possibile. E anche in questo caso è stata la magistratura a fare il primo passo”.

La Bindi ha poi fatto notare che Rosa Capuozzo è ancora dimissionaria, non sono ancora passati i venti giorni in cui il sindaco di Quarto deve confermare le proprie dimissioni. Bindi ha chiesto a Fico come sia possibile che prima dell’intervento della magistratura il consigliere De Robbio abbia tentato di condizionare. “Le forze politiche come si possono attrezzare per impedire quanto accade e soprattutto che non sia la magistratura a compiere il primo passo?”, ha chiesto infine Bindi.

Le Capacchione 
La “soluzione” contro le infiltrazioni mafiose nei partiti “volete trovarla ora in commissione quando noi siamo stati i primi a produrre atti per far uscire i condannati dal parlamento e voi non avete voluto”.  Fico risponde così a una domanda della senatrice pd Rosaria Capacchione che lui giudica “molto politica” e incentrata “sulle vicende interne del movimento”.
La Capacchone aveva detto a Fico che essere incensurati non è il modo migliore per valutare le persone che invece andrebbero conosciute perchè la mafia “si serve proprio di gente incensurata”.

L’attacco ai media
“Viviamo in un momento terribile per il giornalismo: la tv è un mezzo pericoloso, crea sudditanza psicologica mentre i cittadini non devono sentirsi sudditi di nessuno”. Così Roberto Fico, che è anche presidente della Vigilanza Rai, rispondendo al collega Riccardo Nuti che gli chiedeva come fosse stato trattato il caso Quarto dai media. “Il giornalista deve avere grande onestà intellettuale, deve essere come il medico”, nel caso Quarto “si è voluto infangare, senza riuscirci. Serve una riflessione ampia, un cambiamento culturale”.

La Prestigiacomo
“Se fossi stato in lei avrei preparato una relazione, il suo invece così è un atteggiamento sulla difensiva”. Lo ha detto Stefania Prestigiacomo (Forza Italia) in Antimafia, rivolgendosi a Roberto Fico. “Fossi stato in lei avrei puntualizzato e chiarito diversi aspetti, anche perché l’ex sindaco di Quarto, in audizione in Antimafia, alcune cose dette se le è rimangiate”, ha proseguito Prestigiacomo, secondo la quale i 5 stelle avrebbero dovuto voler approfondire una serie di vicende poco chiare di quel territorio”.

Alberico Turi (Responsabile settore giovanile): Vi spiego cosa è accaduto nell’incredibile match tra Juve Stabia e Napoli Under 17..

Abbiamo avuto il piacere di sentire al Pungiglione Stabiese Alberico Turi, storico responsabile del settore giovanile della Juve Stabia. Con lui si è parlato sia di giovani che di prima squadra.

Ecco l’intervista completa:

La scorso week end il Napoli Under 17 di Lega Pro del Napoli ha battuto per 2-3 i pari età della Juve Stabia ma le polemiche non sono mancate: Sì, è stata sicuramente una partita condizionata dagli episodi. C’è stato un rigore netto non dato a nostro favore mentre un gol del Napoli che era in chiaro fuorigioco è stato convalidato. Quello che sa più di beffa però è che il Napoli ha schierato in campo vari ragazzi fuori età e provenienti da altre categorie giovanili, più grandi di quanto concede il regolamento e nessuno tra gli organi arbitranti ha segnalato il fatto. Resto comunque fiero della prestazione dei miei ragazzi. L’enorme valore della Juve Stabia è stata dimostrata anche dalla reazione incredibilmente felice dei ragazzi del Napoli dopo il triplice fischio dell’arbitro. La squadra azzurra esultava come se avesse battuto il Barcellona; questo lo dice lunga su quanto la Juve Stabia sia temuta in ambito giovanile.

La Berretti prosegue la sua corsa verso i play off: Spero davvero che questa squadra riesca a centrare i play off. Non dimentichiamo che dalla formazione Berretti è venuto fuori un giocatore come Carillo, che sta facendo benissimo in prima squadra. Ovviamente quello che conta è sempre far crescere i ragazzi e permettere loro di divertirsi imparando valori importanti, prima ancora che schemi e ruoli. Detto questo, facendo gli scongiuri, credo che i play off siano alla portata delle Vespette. Purtroppo non abbiamo più la squadra Primavera, ma le scelte che facciamo, con cui tuteliamo e ci occupiamo anche dei giovani classe 2002-2003-2004, sono finalizzate al bene ed al divertimento dei ragazzi del circondario stabiese.

Voi tutti, Alberico, prima ancora che allenatori siete educatori quindi: Proprio così. Sono consapevole, e così i miei collaboratori e gli allenatori del settore giovanile, che siamo educatori che lavorano su un campo da calcio. Per noi il risultato sportivo, i gol, le giocate vengono dopo. Noi puntiamo a formare uomini ed atleti con valori importanti, se grazie ai nostri insegnamenti possono nascere anche calciatori di livello, a noi fa ovviamente piacere. Spesso l’unica nota negativa dell’ambiente giovanile sono i genitori che mettono inutili pressioni sui figli non capendo che il calcio deve essere visto come un gioco, soprattutto all’età dei ragazzi che ci troviamo ad allenare. Rinnovo i miei ringraziamenti a tutti gli allenatori, gli insegnanti, i preparatori che lavorano nel settore giovanile e che sono sempre encomiabili .

Infine un giudizio sul momento della prima squadra: Purtroppo la situazione non è facile. A mio avviso il problema principale sono stati e sono tutt’ora gli infortuni. Pensate a quanti infortuni ha avuto la rosa in questi mesi: Ripa, Maiorano, Bombagi, Cancellotti, Contessa, Russo, De Risio prima che andasse via, ecc. Una stagione che nasce in modo così storto è poi difficile da raddrizzare. Speriamo di ottenere la salvezza quanto prima.

Raffaele Izzo