Tutto è pronto per la grande sfida tra Junevtus e Napoli, ecco a voi le foto all’esterno dello Juventus Stadium!!!
\n\n
Tutto è pronto per la grande sfida tra Junevtus e Napoli, ecco a voi le foto all’esterno dello Juventus Stadium!!!
L’ attesa è finita, sciolto ogni dubbio. Non resta che goderci lo spettacolo: Juve vs Napoli la “partita dell’ anno”.
ECCO LE FORMAZIONI UFFICIALI:
JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra, Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba, Dybala, Morata
NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Insigne, Higuain
Il campionato Dante Berretti è giunto alla 20esima giornata, la Juve Stabia di Nicola Liguori ha affrontato al Menti di Castellammare di Stabia la Lupa Roma. La gara è terminata 1-1 grazie ai gol di Delvecchio per gli ospiti e il pari di Natale. Questi gli highlights della partita.
a cura di Ciro Novellino e Gennaro Novellino
RIPRODUZIONE RISERVATA
CLICCA SUL PLAYER per vedere il video
Il tema delle Unioni Civili, la legge in discussione in questi giorni in Senato, sta provocando, in tutta Italia, forti reazioni.
Tante le manifestazioni di solidarietà a favore delle coppie omosessuali, così come tante sono le proteste contro il disegno di legge che sta facendo discutere gli Italiani.
Molte questioni di cui si è parlato parecchio negli ultimi giorni non sono ancora state risolte: non è chiaro su quanti voti sicuri possa contare la maggioranza, non si sa ancora quali e quanti voti segreti ci saranno, né se il patto politico tra i capigruppo di PD, Lega e Forza Italia per tagliare drasticamente il numero degli emendamenti sarà alla fine rispettato.
Quel che è certo è che sul provvedimento legislativo in questione è stata creata parecchia confusione, frutto della disinformazione di stampo cattolico; la protesta, infatti, abbraccia temi che in realtà non vengono nemmeno menzionati nel testo: stiamo parlando dell’ “utero in affitto”, l’aspetto che, più di tutti, suscita scalpore e che non c’entra nulla col ddl Cirinnà.
Ma procediamo con ordine e analizziamo la legge.
Il ddl è diviso in due capi: il primo capo, all’articolo 1, introduce per la prima volta in Italia l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, inteso “quale specifica formazione sociale, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione”.
Il testo stabilisce la netta separazione semantica tra “nuove” unioni e matrimonio, secondo le richieste di diversi cattolici del PD; pertanto, cancella ogni riferimento al matrimonio e, di conseguenza, qualsiasi riferimento all’articolo 29 della Costituzione.
La legge propone quindi di introdurre, di fatto, un nuovo istituto di diritto di famiglia, del tutto diverso e distinto dal matrimonio.
Gli articoli più contrastati, e che costituiscono i “passaggi chiave” del disegno di legge, sono l’articolo 3 e l’articolo 5 del testo, ove si annidano i due punti critici del ddl Cirinnà, oggetto delle vivaci proteste degli ultimi giorni e le cui votazioni sono le più attese e importanti.
L’articolo 3 regola i diritti e doveri della coppia omosessuale, mentre l’articolo 5 introduce una piccola modifica alla legge del 1983 sulle adozioni in casi speciali, prevedendo la c.d. stepchild adoption, cioè la possibilità che in una coppia omosessuale uno dei due contraenti possa adottare il figlio naturale del partner.
Ma attenzione: la stepchild adoption non equivale alle “adozioni gay”, come qualcuno, pretestuosamente, vuol far credere, ma è semplicemente il riconoscimento, da parte del coniuge, del figlio naturale del partner. Niente di più!
In sostanza, se i due contraenti l’Unione Civile hanno dei figli, la legge dà la possibilità di includerli nel nuovo nucleo familiare: si tratta quindi di un’adozione sì, ma del figlio (o dei figli) del partner che smette così di essere “il partner” e diventa genitore (anche se non a tutti gli effetti).
Tra l’altro, questa eventualità è già prevista per le coppie eterosessuali dall’articolo 44, comma b, della Legge n. 184/83 recante la Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori.
Pertanto, è bene sottolineare che è del tutto esclusa l’applicabilità dell’istituto dell’adozione legittimante: per le coppie dello stesso sesso unite civilmente non sarà possibile adottare bambini che non siano già figli dell’altro o altra componente della coppia.
Ma, come prima si accennava, il timore è che la stepchild adoption incentivi l’utero in affitto, vietato in Italia ma praticato in alcuni Paesi esteri.
Tra le ipotesi di modifica in campo c’è la limitazione della stepchild adoption ai soli bambini già nati prima della formazione dell’unione, oppure una sanzione per l’utero in affitto praticato all’estero, che colpisca l’adulto ma non il bambino: una proposta difficile da tradurre in norma.
Passiamo ora agli articoli successivi, dove si provvede a disciplinare le modalità per la costituzione delle unioni civili e si spiegano le cause di impedimento, infatti, il Capo II (articoli da 11 a 23) definisce diritti e doveri derivanti dall’unione; stabilisce doveri di reciproca assistenza; diritti di permanenza nella casa comune di residenza; l’obbligo di mantenimento in caso di cessazione; parifica i diritti del convivente superstite a quelli del coniuge superstite; si spiegano le cause di nullità del contratto di convivenza.
Se questi sono i temi da affrontare, non ci resta che aspettare i prossimi sviluppi, auspicando un clima più sereno e collaborativo al fine di raggiungere un compromesso.
Il campionato Dante Berretti è giunto alla 20esima giornata, la Juve Stabia di Nicola Liguori ha affrontato al Menti di Castellammare di Stabia la Lupa Roma. La gara è terminata 1-1 grazie ai gol di Delvecchio per gli ospiti e il pari di Natale. Queste le dichiarazioni del mister nel post partita.
a cura di Ciro Novellino e Mario Vollono
RIPRODUZIONE RISERVATA
CLICCA SUL PLAYER per vedere il video
Il campionato Dante Berretti è giunto alla 20esima giornata, la Juve Stabia di Nicola Liguori ha affrontato al Menti di Castellammare di Stabia la Lupa Roma. La gara è terminata 1-1 grazie ai gol di Delvecchio per gli ospiti e il pari di Natale. Queste le dichiarazioni di Giampaolo Montella nel post partita.
a cura di Ciro Novellino e Mario Vollono
RIPRODUZIONE RISERVATA
CLICCA SUL PLAYER per vedere il video
Mancano 24 ore alla sfida che vedrà l’Ischia impegnata nell’importate sfida salvezza contro l’Akragas. Non essendoci sorprese di sorta tra i convocati, e alla luce di quanto visto durante gli allenamenti settimanali, è lecito aspettarsi un’Ischia schierata in campo ancora una volta con il più classico dei 4-4-2. Non dovrebbero esserci novità rispetto all’undici che ha ben figurato contro una corazzata come il Catania: tra i pali, spazio così a Rino Iuliano, ormai completamente recuperato dopo l’influenza che in settimana lo ha costretto a due giorni di stop; in difesa troveremo ancora una volta Bruno a destra (l’ex Casertana è chiamato ad un’altra gara perfetta), Porcino dall’altro lato e la coppia Moracci-Filosa al centro. Anche a centrocampo non dovrebbero esserci cambiamenti, nonostante una serie di giocatori che scalpitano in panchina: spazio, così, da destra verso sinistra, a Florio, Spezzani, Di Vicino e capitan Armeno ma, attenzione, ai vari Blasi e Pepe, giocatori di spessore che torneranno utili nello sprinti finale dei gialloblu. In attacco, intoccabili Yaye Kanoute e Alberto Gomes.
Il campionato Dante Berretti è giunto alla 20esima giornata, la Juve Stabia di Nicola Liguori ha affrontato al Menti di Castellammare di Stabia la Lupa Roma. La gara è terminata 1-1 grazie ai gol di Delvecchio per gli ospiti e il pari di Natale. Queste le dichiarazioni di Domenico Strianese nel post partita.
a cura di Ciro Novellino e Mario Vollono
RIPRODUZIONE RISERVATA
CLICCA SUL PLAYER per vedere il video
Non si attenua la crisi che sta vivendo l’artigianato. Secondo un’indagine dell’ufficio studi della Cgia nell’ultimo anno le imprese attive sono diminuite di 21.780 unità, mentre dall’inizio della crisi (2009), il numero complessivo è crollato di 116 mila attività. Crisi e nuove tecnologie fanno scomparire i mestieri. Le ragioni di questa diminuzione, spiega la CGIA, sono dovute alla caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa, l’aumento della pressione fiscale e l’esplosione del costo degli affitti che hanno spinto fuori mercato molte attività, senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata, capacità manuale. Tra il 2009 e il 2015, le professioni che hanno subito la riduzione del numero di iscritti più importanti, sono stati i piccoli armatori ( -35,5%), i magliai (-33,1%), i produttori di poltrone e divani (-28,4%), mentre i barbieri, i calzolai, i fabbri, i fotografi sono in via di estinzione, con queste chiusure oltre a perdere i saperi e conoscenze che non recupereremo mai più, peggiorerà anche il volto urbano dei nostri paesi e delle nostre città.
Fabio D’Amora
Il primo a rilasciare le sue dichiarazioni in sala stampa, è il tecnico degli emiliani, Hernan Crespo, amareggiato per la sconfitta e piuttosto agitato per lo stesso motivo:
“Abbiamo dei limiti caratteriali che non ci permettano di vincere le partite. Nel primo tempo abbiamo avuto tante occasioni per chiuderla. Devo capire chi crede nella salvezza e chi no. Io ci credo. Chi non ci crede, può anche non salire più sul pullman. Siamo stati superiori, abbiamo creato molte più occasioni, ma, come troppo spesso ci accade, abbiamo perso. Noi siamo una squadra che gioca a calcio, e che in settimana lavora tanto, ma quando si va in campo, bisogna metterci maggiore impegno e dedizione. Così non si va da nessuna parte. All’intervallo avevo detto ai miei ragazzi di essere maggiormente attenti e concentrati. Risultato? Dopo 5′ dall’inizio del secondo tempo abbiamo preso la rete del pari. Questo non è ammissibile. Serve carattere e maggiore convinzione nei propri mezzi.”
Ecco il pensiero di Bonazzoli, al suo primo goal in rossonero:
“Ringrazio Guido (Marilungo ndc) per avermi fornito l’assist che mi ha permesso di segnare. Questi sono 3 punti importanti in chiave salvezza. Ora contro lo Spezia ci attende una partita molto difficile, e non dobbiamo cullarci sugli allori. Siamo soddisfatti, non solo per il risultato, ma anche per essere riusciti a recuperare da una situazione di svantaggio. Sono convinto che riusciremo a salvarci e non sarà facile per nessuno riuscire a batterci. Abbiamo giocato una partita di gran cuore e grinta.”
Raggiante, il tecnico dei frentani, Primo Maragliulo:
“Un inizio di gara difficile, del quale mi assumo le responsabilità, dal momento che avevo caricato troppo i miei ragazzi. La notizia positiva, è che siamo riusciti a raddrizzare una partita che si era messa male per noi. Sono molto felice di questo. Sono stato il vice di Baroni, e ho capito lo spirito Virtus, che si era un po’ perso nelle ultime gare. Se lo ritroveremo in pieno, potremo toglierci delle belle soddisfazioni. Nonostante lo svantaggio, la squadra non si è persa, riuscendo a portare a casa una vittoria dal valore inestimabile. Faccio i complimenti anche ai giocatori che sono subentrati nella seconda frazione, che, una volta chiamati in causa, hanno dimostrato tutto il loto valore, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria finale. Abbiamo sofferto, soprattutto sulle corsie laterali, ma avevamo di fronte degli avversari di livello, e arginarli non era semplice. Per me, allenare la Virtus è un grandissimo onore, e mi emoziona parlare con voi giornalisti in questa veste. Queste due vittorie consecutive sono utili per il morale e per la classifica. Abbiamo preso consapevolezza nei nostri mezzi.”
CHRISTIAN BARISANI
Vittoria in rimonta per il Lanciano, che riesce a piegare per 2-1 un Modena volitivo e mai domo. Ottima prestazione, specie nel secondo tempo, per la squadra frentana, che sorpassa i canarini in classifica, e si rilancia in chiave salvezza.
La quinta giornata di ritorno del campionato cadetto, propone la sfida-salvezza tra Lanciano e Modena. I canarini, invischiati nelle zone basse della classifica, cercano punti per la salvezza. I frentani, dal canto loro, vogliono operare il sorpasso in classifica a spese degli emiliani, i quali precedono in classifica i frentani di appena due punti. 4-2-3-1, il modulo proposto dal tecnico dei frentani, con Ferrari unico terminale offensivo. Risponde il Modena con il suo classico 4-3-3: Camara-Granoche-Luppi, compongono il tridente offensivo.
All’ 8′ miracolo di Cragno, che devia in corner un colpo di testa ravvicinato di Granoche, sui cui sviluppi, Vastola, maldestramente, infila la propria porta, per il vantaggio emiliano. Inizio shock per i frentani.
Al 13′ ancora emiliani pericolosi con un tiro dalla distanza da parte di Luppi, che termina di poco a lato. Modena sicuramente più intraprendente in questo avvio di gara, mentre il Lanciano sembra soffrire le velici ripartanze gialloblù.
Al 29′ morbido terzo tempo di Granoche: senza problemi para Cragno. Al 30′ timido tentativo del Lanciano, ma il tiro di Marilungo viene deviato in corner.
Al 35′ tiro franco di Belinghieri, con Cragno che blocca. Al 36′ il tiro di Ferrari, da posizione completamente defilata, viene deviato in angolo da Manfredini. Al 43′ cross di Camera dalla destra, con Granoche che non ci arriva per un soffio. La prima frazione termina con il Modena meritatamente in vantaggio per 1-0.
Al 49′ arriva il pari del Lanciano, con una bella azione offensiva corale. Di Francesco si trova tutto solo davanti Manfredini, e lo batte per la rete che vale il pari. Al 51′ miracoloso Cragno su di un tiro a botta sicura da parte di Camara.
La rete del pari sembra avere dato fiducia alla squadra abruzzese, che riesce a proporsi in avanti con qualche folata. Al 65′ ci prova di testa Ferrari su corner, ma la palla si alza sopra la traversa.
Al 68′ shot dalla distanza di Marilungo, fuori target. Al 74′ è ancora Marilungo, questa volta di testa, ad impegnare Manfredini. All’ 82′ clamorosa chance del sorpasso per i frentani: ottimo cross dalla destra da parte di Bonazzoli, per l’accorrente Marilungo, che dall’altezza del dischetto del rigore, calcia incredibilmente alle stelle.
All’87’ arriva la rete del 2-1 per la Virtus Lanciano: splendida combinazione Marilungo-Bonazzoli, con quest’ultimo che calcia uno splendido destro a giro, sul quale Manfredini nulla può. Brivido finale per i frentani, con gli emiliani che colgono una clamorosa traversa nei minuti finali, ma al “Biondi” finisce con il trionfo del Lanciano, che a fine gara va a raccogliere i meritati applausio sotto la Curva dei propri tifosi.
VIRTUS LANCIANO 4-2-3-1: Cragno, Aquilanti, Salviato, Amenta, Marilungo, Di Francesco, Ferrari (dal 76′ Bonazzoli), Rigione, Vastola (dal 72′ Milinkovic), Vitale, Rocca (dal 62′ Giandonato). All. P. Maragliulo.
MODENA 4-3-3: Manfredini, Belinghieri, Crecco (dal 90′ Osuji), Gozzi, Bertoncini, Aldrovandi, Luppi (dall’84’ Nardini), Giorico, Camara, Granoche (dal 76′ Stanco), Rubin. All. H. Crespo.
RETI: 8′ Vastola (A), 49′ Di Francesco, 87′ Bonazzoli
ARBITRO: Chiffi di Padova
AMMONITI: Rubin, Belinghieri, Aquilanti, Rigione, Giandonato
RETI: 8′ Vastola (A), 49′ Di Francesco, 87′ Bonazzoli
CHRISTIAN BARISANI
TEATRO SOCIALE
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Da mercoledì 17 a sabato 20 febbraio 2016 (ore 20.30)
Domenica 21 febbraio (ore 15.30)
Fondazione TeatroDue
presenta
ELISABETTA POZZI in
da Ghiannis Ritsos
Regia di ANDREA CHIODI
scene e costumi Ilaria Ariemme – luci Marco Grisa
musica di Daniele D’Angelo
Durata dello spettacolo: 1 h. (senza intervallo)
Da mercoledì 17 a sabato 20 febbraio 2016 alle ore 20.30 e domenica 21 febbraio alle ore 15.30 al teatro Sociale di Brescia sarà in scena il monologo ELENA, da Ghiannis Ritsos, per la regia di Andrea Chiodi e l’interpretazione di Elisabetta Pozzi, una delle attrici più amate del panorama teatrale italiano. Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione TeatroDue.
L’attrice, ritorna a Brescia, dopo essere stata straordinaria interprete insieme a Paolo Bessegato e Fausto Cabra nel 2013 dello spettacolo Macelleria Messicana di Enrico Groppali, per la regia di Daniele Salvo, prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano.
In occasione dello spettacolo, sono programmati due appuntamenti nel Foyer del Teatro Sociale a cura di Daniele Pelizzari. Il primo incontro, si terrà giovedì 18 febbraio alle ore 17.45 con Elisabetta Pozzi, protagonista dello spettacolo “Elena”, Andrea Chiodi, regista, e Nicola Crocetti, traduttore del testo di Ghiannis Ritsos; dal 17 al 21 febbraio 2016 si terrà, sempre nel foyer del Sociale una mostra fotografica con immagini legate agli spettacoli Medea e Cassandra che compongono con lo spettacolo Elena, un progetto di riscrittura delle figure femminili del mito e di materiali legati a Ghiannis Ritsos. Infine, sabato 20 febbraio 2016 alle ore 17.30, al Nuovo Cinema Eden, per il consueto appuntamento de “I sabato pomeriggio tra cinema e teatro”, Elisabetta Pozzi incontrerà il pubblico, intervistata da Daniele Pelizzari. A seguire la proiezione del film “Donne” di George Cukor.
La Pozzi, sola in scena, dà corpo e voce all’ “Elena” del poeta greco Ghiannis Ritsos, per la regia di Andrea Chiodi. La protagonista del monologo lirico, composto nel 1970, incarna un vero e proprio ribaltamento dell’immagine di Elena che la tradizione letteraria ci ha donato. Lontana dagli stereotipi, è una donna del presente a noi più vicino, che valuta, ripensa la propria esistenza, seppur eccezionale!
Elisabetta Pozzi, torna ad indagare l’universo e la mitologia femminile attraverso la poesia, per raccontare un mondo vuoto e distrutto, dolente e bellissimo. Colorato dall’accompagnamento musicale di Daniele D’Angelo che la segue nel suo dire, il suono puro della parola poetica colpisce e rapisce.
Vendita biglietti:
TEATRO SOCIALE
I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.
Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
Biglietteria tel. 030 2808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it
SEDE PIAZZA LOGGIA
È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal 5 al 10 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 (esclusi i sabato e festivi) Tel. 030 2928609
ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it
LIBRERIA SERRA TARANTOLA
Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171
Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)
Prezzo dei biglietti singoli:
INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano
Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619 (dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)
e-mail: organizzazione@ctbteatrostabile.it
ctbteatrostabile.it
Quelli che vincono sempre contro quelli che vincono sempre: è Juve-Napoli, ma stasera qualcuno smetterà. Mai, in quattro anni, la potenza bianconera era stata messa in dubbio così. Il Napoli gioca meglio, la Juve sa meglio come si fa. Esuberanza e freschezza contro solidità e mestiere. Il miglior attacco contro la miglior difesa, e Higuain contro tutti. Se il Napoli vincerà, 5 punti di vantaggio diventerebbero un macigno all’ingresso del campionato, e dentro quella valle forse non entrerebbe più nessuno. Dunque la sfida di Torino può essere decisiva, perché gli scudetti si vincono a maggio ma si perdono a febbraio. Molto, forse troppo si è parlato di moduli e schemi, ma ben altro conterà stasera. Il guizzo del campione e il sistema nervoso collettivo, quella capacità di gestire le fasi di sofferenza che dentro scontri del genere sono matematiche. L’esperienza juventina può segnare il confine anche se all’andata, al San Paolo, quel confine lo tracciarono i giocatori: Higuain e Insigne, semplicemente, affettarono la Juventus come una torta. La grande scommessa napoletana, purtroppo senza tifosi al seguito perché il nostro calcio continua a essere ostaggio di violenti e pavidi, ha il forte sapore dell’eversione. Tre anni di Conte e uno di Allegri, per un totale di quattro scudetti, hanno reso la Juve una specie di piramide di vetro, tutti ci hanno guardato dentro ma nessuno ha saputo scalarla. Ora esiste davvero un’altra ipotesi non solo di squadra. Il Napoli gioca benissimo, ha imparato a difendersi non soltanto con i difensori, ha reso perfetto il suo centrocampo con un formidabile tuttofare come Allan, ha il miglior calciatore italiano (Insigne, ignorato dalla nazionale), ha ritrovato Hamsik e comincia ogni partita da 1-0 e non da 0-0 come tutti, perché il suo centravanti si chiama Gonzalo Higuain. Da molto tempo la Juve non aveva un avversario così. E’ anche vero che l’equilibrio è stato favorito dall’insensato inizio di stagione bianconero, da quelle assurde sconfitte quasi contro chiunque. Con un passo normale, normale almeno per lei, la Juventus sarebbe davanti: Sarri lo sa e lo ricorda sempre, perché è furbo. La gestione del potere è una faccenda complessa e il Napoli non ci è abituato. Ma la frenesia vorace di raggiungerlo, quel potere, può rendere draghi. Di sicuro stasera ci divertiremo.
La Repubblica
Tuttosport scrive sul pubblico che sarà presente stasera allo Juventus Stadium: “Ma il Napoli non sarà completamente solo. Sarà, infatti, curioso scovare qua e là qualche macchia azzurra nel dominante bianconero. La vendita libera dei biglietti non può aver evitato l’acquisto da parte di tifoso partenepeo non residente in Campania, che quindi si mescolerà (solo in tribuna e nei settori meno “problematici”), chissà quanto mimetizzato. La Questura ha preparato un piano di sicurezza attentissimo e tutto dovrebbe filare liscio a Torino, anche perché il divieto di trasferta per i napoletani ha – di fatto – quasi azzerato i rischi”
Sono 20 i calciatori convocati dal tecnico Di Costanzo per la partita di domenica contro l’ Akragas, valevole per la 22^giornata del girone C di Lega Pro in programma domenica 14 Febbraio alle ore 14.00 presso lo stadio “Esseneto”. La squadra effettuerà la seduta di rifinitura nella giornata di oggi presso una struttura di Agrigento. L’unico indisponibile è il difensore Giampaolo Sirigu. Di seguito l’elenco dei convocati.
PORTIERI: IULIANO Rino, MODESTI Nicola.
DIFENSORI: BRUNO Francesco, FILOSA Liberato, FLORIO Filippo, GUARINO Vincenzo, MORACCI Leonardo, PORCINO Antonio, SAVI Davide.
CENTROCAMPISTI: ACAMPORA Gennaro, ARMENO Gennaro, BLASI Manuele, DI VICINO Giorgio, PALMA Giuseppe, PEPE Vincenzo, SPEZZANI Mattia.
ATTACCANTI: ALADJE GOMES DE PINA Alberto, BARBOSA MOREIRA BLAITNER Pablo, KANOUTE Mamadou Yaye, MANNA Giuseppe.
INDISPONIBILI: SIRIGU Giampaolo
Bellissimo gesto di Maurizio Sarri. Secondo quanto riferisce il collega di SkySport, Francesco Modugno, il tecnico azzurro ha fatto uno strappo alla regola concedendo l’accesso alla blindatissima rifinutura pre-Juventus ad un bambino: Il giovane tifoso azzurro era lì da ore e il mister ha voluto premiarlo. Il giovane tifoso si era impegnato tanto per recuperare un pallone calciato fuori dal campo di allenamento.
Il tecnico del Leicester Claudio Ranieri, intervistato da Sky Sport, ha parlato anche della super sfida di questa sera tra Juventus e Napoli: “Nel Napoli è arrivato un allenatore nuovo, pochi giocatori nuovi, ma che dovevano capire il tecnico. Gli azzurri hanno fatto un grande lavoro. Dall’altra parte sono partiti tre giocatori importanti come Vidal, Pirlo e Tevez e non era facile ricominciare, ma la Juventus è una grande società e la squadra è stata in grado di fare una rincorsa incredibile che gli permetterà di giocarsela fino alla fine”.
Che cosa c’è dietro il grande passo di riconciliazione tra le chiese di Roma e di Mosca che si è celebrato ieri a Cuba? Un momento storico atteso da decenni.
Un momento auspicato da molti pontefici, ma che avviene solo ora, tra il Papa argentino (quindi una figura non europea e non occidentale) che vuole una chiesa estranea a ruoli politici e il Patriarca Kirill che sta guidando la chiesa ortodossa di Mosca e di tutta la Russia che mai fino ad ora è stata così filo governativa? Vi sono ragioni solo religiose o anche geo-politiche? E quali conseguenze questo gesto può avere invece in campo geo-religioso? E poi perché Cuba? Perché si incontrano all’Avana due personaggi che abitano l’uno a Roma e l’altro a Mosca? Perché questa pacificazione religiosa (e qualcos’altro) passa per un’isola dei Caraibi?
Per quanti non credono nello Spirito Santo (ma anche per i non pochi «credenti») il tutto si presenta come uno dei thriller più avvincenti dei nostri tempi. Tempi da società globale, dove i destini di molte aree martoriate della terra dipendono da conflitti ed equilibri mondiali, e dove le grandi religioni – nel rappresentare i loro popoli e nel promuovere gli ideali di giustizia e di solidarietà che sono loro propri – vengono sempre più chiamate in causa (sia che lo vogliano o no) a giocare un ruolo «politico».
Ma andiamo per ordine. Il passo di riconciliazione di ieri tra la chiesa cattolica di Roma e quella ortodossa russa è dettato certamente da ragioni spirituali. Da tempo è in atto il riavvicinamento tra Roma e Costantinopoli, in vista di un possibile abbraccio conclusivo tra la cattolicità e il ramo ortodosso che fa capo al patriarca Bartolomeo, che metta fine allo scisma d’Oriente. Più ostici invece sono sempre stati i rapporti tra Roma e la chiesa di Mosca, l’altro grande ramo dell’ortodossia mondiale. Che cosa ha facilitato l’incontro di riappacificazione tra Papa Francesco e il patriarca Kirill? Certamente il desiderio di superare gli steccati tra due chiese che hanno comuni radici lontane, fin qui in tensione perché emblema di due mondi diversi e per vari aspetti contrapposti: da un lato l’area russa e orientale, con la sua cultura e le sue tradizioni; dall’altro quella chiesa cattolica che tende a non avere confini. Il quadro sembra essere improvvisamente cambiato a fronte del prolungarsi e dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente. Al riguardo, Papa Francesco sta facendo di tutto per salvare quel poco che resta delle comunità cristiane in quelle terre che erano la patria di Abramo; e svolge un ruolo di rilievo tra i grandi della terra perché venga pacificata un’area geografica oggi tramortita dai conflitti (Siria, Iraq) e che porta ancora i segni del colonialismo occidentale. Ma in questo impegno egli incontra la sensibilità del Patriarca di Mosca, anch’egli preoccupato della difesa dei cristiani in quelle terre in cui ha avuto origine il cristianesimo.
È in questo quadro che – come ha osservato Cesare Martinetti qualche giorno fa su La Stampa – emerge l’ombra lunga di Putin. Quel nuovo zar di Mosca che sta giocando una partita di forza negli equilibri del Medio Oriente, sia per contrastare l’iniziativa delle potenze occidentali in quei territori, sia per uscire dall’isolamento internazionale (che ha pesanti conseguenze economiche per la Russia) in cui si è cacciato a seguito dell’invasione della Crimea e della conseguente guerra con l’Ucraina. Di qui tutto l’interesse di Putin perché sulla questione medio-orientale si crei una convergenza tra la Mosca ortodossa e la Roma cattolica, che non può che rafforzare la sua presenza sullo scacchiere mondiale. Del resto la reciproca vicinanza tra Putin e la chiesa ortodossa russa è nota da tempo. Quella di Mosca è una chiesa di stato, che ha trovato nell’attuale Patriarca Kirill un attivo interprete dell’identità e della cultura russa, musica questa assai gradita ad un Putin da tempo impegnato a far leva sulla religione della tradizione per aumentare la coesione sociale del suo popolo e persino a presentarsi come il difensore dei valori cristiani in un Occidente ormai secolarizzato.
Ma c’è un altro fattore – tra il profano e il religioso – che spinge il Patriarca Kirill a riallacciare buoni rapporti con Roma. Dentro la galassia ortodossa, la chiesa di Mosca è sempre stata vista come quella più tollerante nei confronti del potere politico, e questa propensione ha prodotto non poche difficoltà di rapporto con l’altro ramo dell’ortodossia mondiale, quello che fa capo a Costantinopoli. Kirill, in altri termini, può cercare, attraverso il gesto di riappacificazione con Roma, una legittimazione in campo spirituale che la sua chiesa ha difficoltà a ottenere dall’altra chiesa ortodossa. L’incontro con Bergoglio quindi può favorire la vicinanza tra i due rami ortodossi che da tempo vivono come fratelli separati.
Perché Cuba? Ecco un’altra domanda vitale. Certamente non perché il Papa è in viaggio per il Messico. Non perché il patriarca Kirill sta visitando la diaspora degli ortodossi in America Latina, che sono tra l’altro rappresentati da davvero poche comunità. Ma perché l’incontro sarebbe stato impossibile in Europa, in quanto non c’è un angolo del vecchio continente che non abbia nella sua memoria storica dei conflitti religiosi ed ecclesiali; per cui non si fa di una città o di un territorio che hanno vissuto dei tormenti in questo campo il simbolo di un cammino di riconciliazione. Questo simbolo, invece, può essere l’isola di Cuba, un campo neutro, che ha una sua tradizione cristiana debole ma reale, oggi governato da quel Raul Castro che si è dichiarato convertito. Cuba poi è l’emblema di una «periferia» del mondo – idea tanto cara a Francesco – distante dalle grandi potenze e di matrice antiamericana. Ma soprattutto sembra essere la chiave per il futuro. Un Paese che è stato lì lì per essere l’epicentro di una guerra mondiale può rappresentare per molti altri stati (in primis la Siria) un modello di ricostruzione e di riconciliazione, un luogo di speranza per la soluzione di casi storici disperati.
Insomma, anche Papa Francesco è al centro di un bell’intreccio geo-religioso e geo-politico, interprete attivo di un ruolo che forse gli costa un po’ ma che può favorire cammini di pace e di riconciliazione.
*lastampa
Come riporta la Gazzetta dello Sport, Maurizio Sarri nelle esercitazioni difensive ha martellato di brutto Faouzi Ghoulam. L’algerino è un po’ l’allievo predilettodel mister e di Bonomi che in questi giorni gli hanno dato lezioni personalizzate per spiegargli nei minimi dettagli i movimenti che dovrà fare per arginare il colombiano Cuadrado. Sarri è riuscito ad isolare la squadra dall’entusiasmo della città che ha anche un po’ sorpreso lo stesso allenatore che in valigia per Torino ha messo anche qualche sorpresa da calcio piazzato.
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, quando ieri una folla straordinaria ha accompagnato il Napoli da Castel Volturno a Capodichino, c’è stato un azzurro emozionato come non mai. Stiamo parlando del brasiliano Allan che appena il bus ha varcato il quartier generale azzurro in uscita ha guardato stranito prima e poi si è emozionato vedendo 1.500 persone a Capodichino. L’espressione incredula del centrocampista brasiliano diceva davvero tutto.