Home Blog Pagina 6549

Bari, le spese folli del Petruzzelli: 231mila euro in acqua minerale. Inchiesta sulle tangenti si allarga. GABRIELLA DE MATTEIS*

0

Inchiesta sul giro di tangenti all’interno della Fondazione: il presidente Carofiglio e il sovrintendente Biscardi hanno depositato nuovi atti sulla gestione di Vito Longo, il dirigente arrestato che è stato licenziato.

In cinque anni, dal 2010 al 2015, la Fondazione Petruzzelli ha speso 231mila euro per comprare confezioni di acqua. A liquidare il pagamento è stato l’ex direttore amministrativo Vito Longo che avrebbe dato il via libera anche ad altre spese ingiustificate. O almeno questo è il sospetto, messo nero su bianco in una denuncia che, attraverso il legale Andrea Moreno, il presidente della Fondazione Gianrico Carofiglio e il sovrintendente Massimo Biscardi hanno presentato in procura.

L’inchiesta sul giro di tangenti all’ente che gestisce il teatro si arricchisce, quindi, di un nuovo capitolo. Il protagonista è sempre Longo, ai domiciliari dal 12 gennaio scorso. La Fondazione Petruzzelli che ieri ha perfezionato il procedimento di licenziamento, rimuovendo dall’incarico il funzionario, ha ultimato l’indagine interna, aperta all’indomani dell’arresto, su alcune spese sospette che negli ultimi cinque anni la Fondazione ha sostenuto. Un appunto ha attirato l’attenzione di Carofiglio e Biscardi.

È quello per l’acquisto di acqua minerale, fornita nei cinque anni (oggetto dell’inchiesta interna) sempre dalla stessa ditta. La Fondanzione ha speso 231mila euro con una media di 55 mila euro all’anno. Alla denuncia, depositata nella segreteria del sostituto procuratore Fabio Buquicchio, sono state allegate numerose fatture. Oltre all’acqua, l’azienda in questione, molto conosciuta a Bari, ha fornito anche alcune confezioni di detersivo.

Bari, le tangenti in diretta al dirigente del teatro Petruzzelli

C’è poi la voce che riguarda le spese di rappresentanza che, sempre per lo stesso periodo di riferimento, ammontano a 166mila euro. Ma in questo caso a insospettire è anche la differenza tra quanto liquidato dalla Fondazione prima e durante i primi anni della gestione Biscardi. Nel 2014 e nel 2015 l’ente, per questa voce, ha pagato complessivamente 4800 euro (tremila per il primo anno e 1800 per il secondo). Poco più di 162mila euro è la somma, quindi, che la Fondazione ha impiegato per le spese di rappresentanza dal 2010 al 2013.
 
Analizzando le fatture e la documentazione contabile, Carofiglio e Biscardi hanno scoperto come l’ente abbia sostenuto i costi di cene e pranzi, mai autorizzati. Un noto ristorante, non lontano dal teatro, a esempio, ha fatturato 4mila euro (con uno sconto di 10 euro) per una cena per 107 coperti.
Un momento conviviale dai grandi numeri che, però, nessuno tra i funzionari del Petruzzelli ricorda. Questo è il caso più particolare, ma la Fondazione ha pagato anche altri pranzi e cene in rinomati ristoranti cittadini.
 
Nell’elenco non mancano le spese per la caffetteria. Due bar, in particolare, hanno presentato fatture con un importo medio al mese di 1500 euro. Vito Longo si occupava della contabilità dell’ente, era lui, quindi, a gestire i pagamenti. La Fondazione, con l’esposto, non avanza ipotesi, chiede però al magistrato che coordina l’indagine sul giro di tangenti, di verificare la regolarità di spese che appaiono ingiustificate, non dovute. Il magistrato Buquicchio, ora, delegherà accertamenti alla guardia di finanza. La posizione di Longo si potrebbe, quindi, aggravarsi.
 
Difficile, quasi impossibile, sostenere che realmente la Fondazione avesse bisogno di tante confezioni di acqua minerale, così come appare improbabile che l’ente abbia deciso di portare a cena 107 ospiti. Il sospetto è che le fatture siano state gonfiate. Longo, ma è soltanto un’ipotesi, potrebbe aver trattenuto parte del denaro, oggetto delle dichiarazioni contabili, con la complicità di commercianti e ristoratori, forse ripagati con una parte delle somme. L’ex direttore amministrativo del Petruzzelli, in altri termini, rischia l’accusa di peculato. Sarà la procura a fare chiarezza e il caso, con ogni probabilità, approderà anche sulle scrivanie dei magistrati della Corte dei conti.
 
Longo è ai domiciliari con l’accusa di aver pilotato tre gare di appalto della Fondazione in cambio di denaro. Gli agenti della Digos e gli uomini della finanza, la settimana scorsa, hanno sequestrato più di undicimila euro, tanto quanto materialmente l’ex funzionario ha intascato dai tre imprenditori (Vito Armenise, Giacomo Delle Noci e Nicola Losito, socio di Franco Mele, ex direttore Fonia del Petruzzelli).
 
*larepubblica

Pescara-Cagliari è il big match cadetto

0

Cagliari-Pescara è il big match cadetto valido per la sesta giornata di ritorno del campionato di serie B. Al “Sant’Elia”, infatti, si sfidano la capolista sarda, forte dei suoi 58 punti, e il Pescara di Massimo Oddo, reduce da 9 risultati di fila, terzo in graduatoria a quota 48. Un successo della squadra rossoblù, permetterebbe al team di Rastelli di distanziare di ben 13 punti la squadra abruzzese, mettendo una seria ipoteca sulla promozione.

Il Delfino cercherà di avvicinarsi alla seconda piazza, che vale la promozione diretta, e che dista 7 lunghezze, come i punti che separano gli abruzzesi del Crotone. L’importante sarà comunque mantenere a debita distanza sia il Novara, quarto in graduatoria a quota 42, che il Cesena, quinto con 41 punti.

Cagliari-Pescara sarà anche la sfida a distanza tra i due bomber: Lapadula da una parte e Melchiorri dall’altra, ex della gara, insieme al centrale difensivo Salamon, ed a Capuano. Quest’ultimo salterà il big match a causa di alcuni problemi fisici. I sardi in casa sono un autentico rullo compressore: 12 le vittorie su 13 incontri, è l’impressionante score della formazione guidata da Rastelli, ancora imbattuta in casa in questa stagione. All’andata fu il Pescara ad aggiudicarsi la contesa, grazie ad una rete del solito Lapadula, da noi simpaticamente ribattezzato “Lapacadabra” per le sue magie in campo.

Nel Pescara, previsti i rientri di Verre, Mandragora e Caprari, dopo avere scontato i rispettivi turni di squalifica. Tra i convocati manca il “talismano” Campagnaro: con lui in campo, il Pescara ha sempre vinto (10 successi su altrettanti incontri disputati con la maglia abruzzese per “Hugo Boss”). Out anche Crescenzi , Fornasier e Coda. Arbitra dell’incontro, il cui inizio è fissato per le ore 15:00 di sabato, sarà il Signor Abisso di Palermo.

I Convocati per Cagliari Pescara

Gabriele Aldegani, Simone Aresti, Vincenzo Fiorillo, Antonio Mazzotta, Davide Vitturini,  Francesco Zampano, Dario Zuparic, Ahmad Benali, Alessandro Bruno, Rolando Mandragora, Ledian Memushaj, Cristian Pasquato, Selasi Ransford, Lucas Torreira, Valerio Verre, Joel Acosta, Gianluca Caprari, Andrea Cocco, Gianluca Lapadula, Alexandru Mitrita, Luca Orlando.

CHRISTIAN BARISANI

JUVE STABIA – Zavettieri: Quella di domani sarà una vera e propria sfida salvezza (VIDEO)

Nella conferenza stampa pre Juve Stabia- Martina Franca, si è concesso ai nostri microfoni per presentare il match di domani contro gli itriani, il tecnico delle vespe Nunzio Zavettieri.

Ecco le sue dichiarazioni:

“Quella di domani sarà una vera e propria sfida salvezza, dobbiamo entrare in campo con la testa giusta per conquistare tre punti che sono fondamentali per noi, abbiamo bisogno di questi punti che sono per noi vitali. Dobbiamo sfoderare una prestazione come quella di Caserta, bisogna stare tranquilli e lavorare, esprimendo le nostre qualità e mostrando tutta la nostra grinta e voglia di vincere per conquistare tre punti, che ripeto, sono per noi fondamentali.

Dobbiamo fare quadrato tutti per raggiungere la salvezza della categoria che sarebbe meritata per la piazza e la società. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che avevamo fino a qualche mese fa, ripartiamo con entusiasmo e ci salveremo senza problemi.

I tifosi? Sono maturi e conoscono le nostre difficoltà, ci aiuteranno a salvarci, abbiamo bisogno di un massiccio afflusso al Menti.

L’arbitro? Con il Catania ha portato fortuna, speriamo di bissare il risultato conseguito contro gli etnei.”

 

Higuain, l’agente: “In Champions League con il Napoli? Sì, abbiamo un contratto. Non c’è possibilità di andare via”

Nicolas Higuain, fratello e procuratore di Gonzalo Higuain, ha parlato ai microfoni di radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni:“Ieri la squadra ha giocato una grandissima partita, abbiamo fatto un turnover importante e la squadra è stata all’altezza della competizione. Abbiamo avuto la sfortuna che quando mancavano cinque minuti un giocatore ha segnato una punizione spettacolare e non potevamo farci niente, ci sta. Sono tranquillo perché Maurizio (Sarri, ndr) ha trasmesso un’idea di gioco perfettamente ai giocatori e la squadra è convinta di quello che fa. Questo mi dà una tranquillità assoluta sulla prestazione del Napoli. Quando Gonzalo gioca c’è grande possibilità di fare gol, la squadra è stata costruita per attaccare sempre. Gonzalo sta facendo una grande stagione ed è merito suo, dei compagni, dell’allenatore e dell’ambiente. Quando si fa così bene è sempre merito di più fattori. Saranno tredici finali, mancano 39 punti che sono tanti. Noi dobbiamo pensare a noi e ad avere la tranquillità che questa squadra ha avuto per tutto il campionato. Bisogna continuare così perché l’idea di calcio è giusta. Io penso che quando una squadra gioca così bene divertendosi possa raggiungere grandi risultati. Possiamo arrivare lontano. La Champions è una competizione importante ma prima per giocarla dobbiamo finire il campionato come campione o come secondo. Oggi nella testa dei giocatori c’è l’idea di arrivare più lontano possibile, se si arriva in Champions bene, altrimenti poi si vedrà. Per il momento non ho motivi per pensare che Gonzalo la giochi con la maglia di un’altra squadra. Noi abbiamo un contratto e non capisco questa domanda. Manca tanto alla fine del campionato e bisogna pensare alle partite che aspettano il Napoli”.

Napoli-Milan, i precedenti…

Bilancio praticamente in parità in casa degli azzurri. Napoli-Milan è il posticipo del lunedì della ventiseiesima giornata del campionato di Serie A 2015-2016. Tra campionato e coppe, sono 77 i precedenti tra le due squadre con gli azzurri nel ruolo di padroni di casa, dei quali tre volte in campo neutro (in Serie A a Salerno nel 1931 e a L’Aquila nel 1948, in Coppa Italia a Bari nel 1977):

VITTORIE DEL NAPOLI: 29 (ultima il 3-0 del 3 maggio 2015: reti di Hamsik, Higuain e Gabbiadini);

PAREGGI: 21 (ultimo il 2-2 del 17 novembre 2012: reti di Inler e Insigne per il Napoli e doppietta di El Shaarawy per il Milan);

VITTORIE DEL MILAN: 27 (ultima l’1-2 del 25 ottobre 2010 con le reti di Rubinho e Ibrahimovic per il Milan e di Lavezzi per il Napoli).

Il Napoli scopre la forza del rumore dei nemici

Sarà il ritorno di Mourinho in Italia – domenica vedrà l’Inter a San Siro – a condizionare il clima in casa Napoli. Fatto sta che Sarri, Reina e ultimo in ordine di tempo, anche il presidente De Laurentiis avvertono attorno alla squadra e al club il rumore dei nemici. Mou sentiva la pressione del nemico quando la posta in gioco diventava alta. Il tecnico portoghese nell’anno del triplete caricava l’ambiente mettendolo in guardia da chissà quali ombre. Viene il sospetto che anche il Napoli in vista del rush finale della stagione, dove in gioco ci sono ancora lo scudetto e l’Europa League, voglia caricare e motivare ulteriormente l’ambiente facendo leva sui nemici. Che possono anche aleggiare attorno al club, ma spingere così il piede sull’acceleratore può significare fortificarsi ancor di più a livello mentale. Aveva iniziato Reina: «I destabilizzatori ci rendono più forti», gli aveva fatto eco Maurizio Sarri, che alla vigilia della sfida con il Villarreal aveva sentito l’esigenza di chiarire che il post Juve letto sui giornali non corrispondeva a verità. Poi De Laurentiis aveva chiesto un Napoli ancor più cazzuto contro le critiche. Il rumore dei nemici serve, Mou aveva fatto scuola. Vincendo il triplete.

corriere del mezzogiorno

Caccia all’Inghilterra, ma se non ci si sveglia addio al sogno quarto posto

La Gazzetta dello Sport scrive sul ranking Uefa per quanto riguarda i club italiani: “Non è un periodo d’idillio tra l’Italia e l’Europa. In politica, un giorno sì e l’altro pure, assistiamo alle schermaglie tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e i funzionari di Bruxelles, che ci bacchettano e pretendono il rispetto totale delle regole. E’ una battaglia infinita e non si possono fare pronostici sul risultato. Nel calcio le cose non vanno meglio: ripartono le coppe e in quattro partite non raccogliamo nemmeno una vittoria: 2 pareggini e 2 sconfitte, 5 gol subiti e soltanto 2 realizzati. Aggrapparsi alla Juve, che è la nostra rappresentante più forte e scenderà in campo la settimana prossima nell’andata contro il Bayern Monaco, è un esercizio di speranza. La verità è che, purtroppo, anche nel calcio il debito pubblico italiano sta diventando insostenibile. Con l’aggravante che, se i nostri bamboli non si svegliano in fretta, il ranking Uefa peggiora ancora e addio al sogno di portare quattro squadre in Champions League nella stagione 2017-18”.

MELFI-ISCHIA, L’EX DI TURNO SPEZZANI: ”PER L’ISCHIA SARA’ UNA GARA MOLTO IMPORTANTE”. IL MELFI? UNA SQUADRA VALIDA

0

Il centrocampista affronterà domenica il Melfi da ex:”Per me è stata un avventura importante”.

Mattia Spezzani arrivato nel mese di dicembre quando sulla panchina dei gialloblu c’era mister Bitetto. Proprio lui sarà il grande ex domenica contro il Melfi in terra lucana. Il centrocampista gialloblu ritornerà allo “Stadio Arturo Valerio”al cospetto del pubblico melfitano. “Ritorno a Melfi a meno di un anno di distanza – dice Spezzani. Quello scorso è stato un campionato estremamente positivo sia come squadra che a livello personale. Peccato per l’infortunio subito ad aprile che non mi ha fatto concludere la stagione. Però è stata un’annata assai positiva”. L’Ischia nonostante la sconfitta subita in quel di Agrigento,sta lavorando sodo in vista della seconda trasferta consecutiva. Il morale della squadra in vista dello scontro-salvezza con il Melfi? Spezzani evidenzia:” Sappiamo tutti che domenica scorsa abbiamo perso una partita in maniera immeritata. L’umore è sempre positivo. Non ci eravamo esaltati dopo la vittoria contro il Catania, non ci abbattiamo dopo la battuta d’arresto subita ad Agrigento. Siamo sempre consapevoli dei nostri mezzi – aggiunge Spezzani –. Disputiamo una partita molto importante. Affrontiamo un Melfi che è squadra valida. I punti alla fine conteranno molto”. Qualche ex compagno di squadra è rimasto in casa gialloverde. A livello di organico il Melfi è superiore o no alla passata stagione? “Sono rimasti pochi compagni che hanno giocato con me l’anno scorso, cinque al massimo sei. Sono cambiati tanti calciatori, non saprei dire l’esatto potenziale del Melfi considerato che non li conosco tutti”. L’Ischia è in zona play-out ma è strutturata per puntare alla permanenza diretta in categoria. Insomma, ci siamo anche noi. “Sicuramente, quello è il nostro obiettivo”, chiosa Spezzani che è già concentratissimo in vista della delicata partita di domenica.

Suarez indovina il tiro del giovedì e Reina non è posizionato in maniera perfetta

Il Corriere del Mezzogiorno scrive sul gol preso da Reina al Madrigal: “Il Napoli può legittimamente recriminare sul un fallo di mano, al minuto settanta, di Bruno Soriano che l’arbitro Nijhuis non fischia. Sarri non fa polemica, ma rimarca che il braccio di Soriano andava sanzionato con il calcio di rigore. Il ritmo sale nel secondo tempo, con continui cambi di gioco da parte degli esterni. La sconfitta è sicuramente eccessiva per gli azzurri che tutto sommato avevano contenuto le maglie gialle del Villarreal, senza subire troppi pericoli. Il gol nasce da un fallo evidente di Valdifiori su Castillejo. Suarez indovina il tiro del giovedì e probabilmente trova anche Reina non posizionato in maniera perfetta. Testa al Milan in campionato e poi al San Paolo l’impresa che vale il passaggio agli ottavi”

La preside antidroga che non rinuncia a educare LUIGI LA SPINA*

0

Il fatto. Rapido riassunto di quanto raccontato dalla cronaca cittadina della «Stampa». All’istituto alberghiero Colombatto, la preside, Claudia Torta, chiama i carabinieri perchè si accorge che nella sua scuola si consuma e si spaccia droga. 

Do po mesi di indagini, 5 allievi vengono accusati di essere coinvolti nel criminoso traffico. Ma la preside non li punisce sospendendoli dalle lezioni, perché «la scuola ha il compito di formare, non di sanzionare. Hanno sbagliato, ma noi abbiamo il dovere di educarli, perché non perdano di vista il loro futuro». 

La notizia. Perché questo fatto è diventato una notizia che il nostro giornale ha doverosamente pubblicato? Come prescrivono tutti i manuali di giornalismo, perché un fatto divenga una notizia occorre che sfugga alla normalità, diventi una eccezione significativa rispetto alle abitudini a cui siamo avvezzi. Ebbene, nella nostra Italia d’oggi, il comportamento di quella preside rappresenta proprio un’eccezione. «Fare solo il proprio dovere», come ha commentato l’episodio Claudia Torta, in circostanze simili vuol dire sfuggire a quella viltà omertosa che induce molti professori a girare la testa dall’altra parte. Con le due solite pretestuose giustificazioni: rischiamo di infangare il buon nome della scuola e non vogliamo «tradire» i nostri studenti. Senza capire, o facendo finta di non capire, che l’«onore» della scuola si salva solo se si dimostra di voler salvare il futuro dei ragazzi che sono affidati a loro proprio per non vederlo perduto in quelle aule e che, non denunciando i colpevoli, non solo tradiscono loro e le loro famiglie, ma tradiscono pure tutti i compagni e la comunità scolastica della quale fanno parte.  

Insieme alla testimonianza, alquanto rara, di aver compreso appieno la responsabilità di non sfuggire ai doveri del proprio ruolo, con una denuncia certamente coraggiosa, c’è, da parte di Claudia Torta, la dimostrazione, altrettanto coraggiosa, di una scelta che rischia di raddoppiare le critiche nei suoi confronti: quella di non aggiungere alle sanzioni che arriveranno dalla magistratura, una inutile e controproducente punizione scolastica. Proprio perché non si interrompa il processo di educazione formativa di cui, evidentemente, quei ragazzi hanno urgente e importante bisogno. Di sicuro, più bisogno dei compagni che resterebbero in classe senza di loro. 

Il caso della denuncia ai carabinieri della preside dell’istituto alberghiero torinese tocca un punto dolente del costume nazionale, la diffusissima fuga degli italiani dalla responsabilità individuale nei confronti dello Stato, delle istituzioni locali, comunque della collettività nella quale vivono. È una questione che, in maniera piuttosto insolita per le consuetudini quirinalizie, sollevò il Presidente della Repubblica nel suo primo messaggio augurale di fine anno. Mattarella, infatti, con un orientamento non da tutti rilevato, spostò l’obbiettivo fondamentale di quel discorso dai doveri della classe politica proprio ai doveri di responsabilità individuale dei cittadini. Persino utilizzando, per una maggiore efficacia, riferimenti di domestica consuetudine, quando fece accenno al contributo di tutti per la tutela dell’ambiente attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti. 

In un’Italia in cui la tutela dei diritti, passati, presenti e futuri, diventa non una comprensibile preoccupazione di tutela personale, ma una ossessiva rivendicazione collettiva che prescinde sempre da qualsiasi compatibilità economica e sociale, l’accento presidenziale sui doveri di una individuale responsabilità civile avrebbe dovuto, in effetti, suscitare una riflessione autocritica, generale e profonda, invece di essere sostanzialmente ignorato come un utopistico e velleitario appello. Quello che, nella civiltà anglosassone, è considerato un compito essenziale di un buon cittadino, la collaborazione con le forze dell’ordine per la tutela dei principi fondamentali della società in cui si è inseriti, da noi è considerato come l’atto riprovevole di uno «spione», perché la complicità, di oggi, a favore di un vicino può essere ripagata, domani, con altrettanta complicità del vicino. Una catena di omertà che si avvale dello comodo slogan «non è il mio compito», per sfuggire al coraggio di rivendicare, invece, proprio il compito di una responsabilità fondamentale del cittadino inuna comunità democratica. 

La famosa frase di John Kennedy «non chiederti che cosa il tuo Paese può fare per te, ma ciò che tu puoi fare per il tuo Paese» suscitò l’entusiastico consenso degli americani. Da noi, se mai un presidente azzardasse di ripeterla, sarebbe accolta da uno stupore pubblico e da un cachinno privato.  

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

Con o senza titolarissimi non è la stessa cosa

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport dopo Villarreal-Napoli: “Un’altra sconfitta, ancora di misura e sempre nei minuti finali. Dal campionato all’Europa League, da Torino a Vila-Real, il Napoli subisce il secondo 1-0 consecutivo e interrompe la serie di vittorie in Europa League. Il gol preso su calcio piazzato è solo un’attenuante rispetto alla qualità del gioco proposto, con 6 nuovi volti rispetto al ko contro la Juventus. Con o senza titolarissimi, non è la stessa cosa e giovedì al San Paolo servirà un altro Napoli per ribaltare lo svantaggio maturato nella città dove si raggiunse il punto più alto della storia azzurra in Champions. Per la quinta volta, la terza in Spagna, si rinnova la sfida con il Villarreal, una gara cult sotto gli occhi del presidente De Laurentiis e di circa duemila tifosi azzurri, 50 dei quali costretti dalla polizia locali a passeggiare davanti allo stadio, senza poter assistere al primo tempo del match che vive di sprazzi. Per merito del Villarreal, soprattutto all’inizio delle due frazioni”.

La sconfitta di Torino ha lasciato segni sul Napoli

La Gazzetta dello Sport scrive sulla sconfitta del Napoli contro il Villarreal: “Se ci si chiedeva se e quanto la sconfitta con la Juve avesse lasciato segni sull’anima e sulla testa del Napoli, la partita di ieri – primo esame di maturità in 12 giorni – ha dato una risposta forse non netta, sicuramente non definitiva, ma che ha una sua chiarezza: sì, ne ha lasciati, anche se può contare siano solo passeggeri. E non sembrano dipesi dal turnover ragionato di Sarri. Sì perché la sconfitta di misura lascia intatte le speranze di qualificazione, anche se al San Paolo la necessità di vincere del Napoli proporrà al Villarreal una gara quasi ideale per le sue caratteristiche, pur senza l’infortunato Dos Santos (Castillejo lo ha sostituito bene). E però ripropone due problemi non banali: le difficoltà offensive senza Higuain e la tendenza a subire gol pesanti nell’ultimo quarto d’ora. E scoperchia tre situazioni nuove per il Napoli: dopo sei vittorie su sei, alla media di quasi 9 tiri in porta (ieri appena due) e 4 gol a partita, ha dovuto prendere coscienza di un’Europa League molto diversa rispetto alla cavalcata nel girone; per la prima volta non si è rialzato dopo una sconfitta; per la terza partita di seguito non ha segnato su azione, come se qualcosa avesse inceppato il motore della gioiosa macchina da gol che era diventata. In realtà ce n’è anche una quarta: il Napoli di ieri è caduto in errore troppe volte, per la precisione di calcio a cui aveva abituato ed era abituato. Non errori gravi, ma troppo frequenti per non finire per mortificare il suo ritmo di nuovo più sostenuto e i meccanismi abituali, le sue trame disegnate a memoria: prima e dopo il gol, anche nel finale quando ha finalmente schiacciato il Villarreal nella sua area, più con la forza della volontà che con i mezzi superiori di Higuain e Insigne, entrati nel frattempo”.

Non si può parlare di sfortuna o episodi se certi atteggiamenti si ripetono in 5 giorni

La Gazzetta dello Sport punta il dito contro l’attacco del Napoli: “Due sconfitte consecutive e zero gol su azione nelle ultime tre partite: basterebbero questi due dati per spiegare le ragioni di un’inversione di tendenza, sospetta. Non si può imprecare sempre contro la sfortuna o parlare di episodi, soprattutto quando nel giro di cinque giorni certi atteggiamenti si ripetono, si rivedono momenti già visti nella gara dello Juventus Stadium, con un Napoli molto più applicato nel possesso palla, per giunta infruttuoso, che non nell’imporre il proprio gioco. Che, attenzione, non si può basare sul fatto di aver avuto per più tempo il pallone tra i piedi. Ieri sera, gli attaccanti non hanno prodotto una sola palla gol. Dov’è finito l’attacco atomico che ha fatto tremare l’Europa e la Serie A? Nelle ultime tre partite, l’unica traccia lasciata dalle punte di Sarri è il rigore calciato da Higuain contro il Carpi. Troppo poco se si considera che fino a quel momento gli stessi attaccanti avevano contribuito fortemente alla realizzazione dei 53 gol segnati dal Napoli in campionato, e ai 22 sommati nelle partite di Europa League”.

Denis Suarez, colloquio Villarreal-Napoli

L’episodio chiave che ha deciso il match tra Villarreal e Napoli ha per protagonista Denis Suarez: è sua la punizione che beffa Reina. Di proprietà del Barcellona, classe 94, valore di mercato 15 milioni, un giocatore di grandi qualità tecniche. Il quotidiano Il Mattino titola così: “Colloquio col Villarreal sull’esterno che ha deciso la partita al Madrigal”.

L’articolo riferisce però soltanto dei complimenti di De Laurentiis fatti prima della partita, ai micofoni di Radio Kiss: «Il Villarreal è una super squadra, ha un Suarez di grandissimo valore ed una formazione come piace a me». 

Lo stesso quotidiano riporta i ringranziamenti a fine partita di Suarez per i complimenti: «L’interesse del presidente di un club come il Napoli è un onore per me e significa che sto facendo bene. Sono emozionato dell’idea di giocare al San Paolo, uno stadio mitico di una grande squadra: ma noi vogliamo arrivare agli ottavi».

Aria di Primavera, ecco CARPE DIEM Stasera temporali al Nordest. Weekend sole e più caldo

0

Oggi temporali verso sera dal FriuliVG verso il resto del Nordest + Garda.  Weekend 20-21 tutto sole e aria di Primavera! Poche piogge sull’Italia e sole prevalente, Giovedì peggiora al Centro-Sud con temporali. 

 

Situazione ed evoluzione generale
L’Italia è interessata da una serie di perturbazioni che la raggiungeranno almeno fino a mercoledì 17 febbraio. Mercoledì ancora piogge al Nordest, poi precipitazioni solo sull’arco alpino mentre in pianura padana migliora. Sempre soleggiato il Sud con clima mite. Giovedì piogge e anche temporali su gran parte del Sud ove migliora entro sera, bel tempo soleggiato al Nord e gran parte del Centro, eccetto Abruzzo e Molise. Venerdì le precipitazioni riguarderanno principalmente l’arco alpino, specie veneto e friulano, l’alta Toscana e l’Appennino centrale, altrove il tempo risulterà più asciutto. Temperature in graduale aumento. 
 
Venerdì 19 Febbraio 2016
Sole prevalente. Dal pomeriggio peggiora sul Friuli Venezia Giulia ed entro sera/notte anche sul Veneto ed Emilia con piogge. Piovaschi notturni anche lungo l’Appennino e fin sul Cosentino. 

NORD

Qualche precipitazione dal pomeriggio/sera specie tra Veneto e Friuli, nevosa sopra gli 800 metri. Tempo soleggiato altrove.

Temperature

in leggero aumento.

CENTRO e SARDEGNA

Qualche pioggia lungo l’Appennino.

Temperature

Senza particolari variazioni.

SUD e SICILIA

Qualche piovasco lungo le coste campane e Cosentino in tarda serata, più soleggiato altrove.

Temperature

Stazionarie.

 
Sabato 20 Febbraio 2016
Sole prevalente su tutta la Penisola, salvo qualche isolato piovasco in Umbria.

NORD

Soleggiamento prevalente su tutte le regioni. Neve sui confini alpini.

Temperature

In aumento

CENTRO e SARDEGNA

Tanto sole su tutti i settori, locali coperture nuvolose su entroterra Toscano e sull’Umbria.

Temperature

In aumento

SUD e SICILIA

Bel sole ovunque grazie all’alta pressione.

Temperature

In aumento

 
Domenica 21 Febbraio 2016
Tutto sole. Clima quasi primaverile. Qualche pioviggine in Liguria e alta Toscana.

NORD

Bel tempo con clima primaverile. Più nubi e pioviggine soltanto in Liguria.

Temperature

In aumento.

CENTRO e SARDEGNA

Sole prevalente, salvo pioviggine in Versilia.

Temperature

In aumento.

SUD e SICILIA

Bel tempo.

Temperature

In leggero aumento.

 
Lunedì 22 Febbraio 2016
Tempo in prevalenza asciutto su gran parte delle regioni. Più nubi con locale pioviggine sul Triveneto e tra Piemonte e Lombardia. In serata peggiora sul Lazio con piogge.

Martedì 23 Febbraio 2016
Il tempo peggiora dal Friuli Venezia Giulia verso il Veneto, quindi l’Emilia Romagna orientale, Marche, Abruzzo, Umbria e Toscana orientale. Piogge su tutte queste zone nel corso della giornata. Più asciutto altrove, anche se spesso nuvoloso, specie in Sicilia.

Mercoledì 24 Febbraio 2016
Il cielo tende a coprirsi su tutte le regioni entro sera. Piovaschi lungo l’Appennino e neve debole a bassa quota sull’arco alpino. Verso sera peggiora dalla Sardegna verso Toscana, Lazio, Umbria e regioni adriatiche in nottata e con piogge e anche temporali. 

Giovedì 25 Febbraio 2016
Piogge che al Centro si portano verso il Sud Italia, anche con temporali e neve sopra i 1000 metri in Appennino. Più asciutto altrove, salvo occasionali piogge deboli al Nordest in serata.

Martina Franca mai vittorioso a Castellammare. Tutti i precedenti

Juve Stabia e Martina Franca, si sono affrontate in gare di campionato sei volte, due al “vecchio” campo “San Marco” e quattro al “nuovo” “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, i gialloblù hanno vinto in cinque occasioni e solo lo scorso anno i pugliesi hanno raccolto il loro primo punto a Castellammare. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1976 / 1977 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ H ‘

2° giornata d’andata: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 2 – 0 doppietta stabiese dell’attaccante gialloblù Giovanni FUMAROLA.

– 1980 / 1981 – Campionato Nazionale serie C2 girone ‘ D ‘

25 gennaio 1981 – 17° giornata d’andata: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 3 – 1 le reti stabiesi furono messe a segno dal centrocampista Felice VERMIGLIO, dall’attaccante Umberto TONCHEI e da un’autorete.

– 2005 / 2006 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

13 gennaio 2006 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 1 – 0 (arbitro Nicola Pierpaoli di Firenze) la gara fu disputata in campo neutro al “Giraud” di Torre Annunziata, il gol della vittoria delle vespe fu realizzato dal centrocampista Cristian AGNELLI.

– 2006 / 2007 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

22 ottobre 2006 – 8° giornata d’andata: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 3 – 0 (arbitro Rosario Didato di Agrigento) “il pallone a casa” lo portò l’attaccante Massimiliano CAPUTO che mise a segno una tripletta (due delle tre reti furono realizzate su calcio di rigore).

– 2007 / 2008 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

14 gennaio 2008 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 3 – 1 (arbitro Gabriele D’Agostino di Empoli) pugliesi in vantaggio con un calcio di rigore realizzato al settimo minuto da Piccolo, rimonta gialloblù affidata agli attaccante Alain BACLET e Roberto MAGLIOCCO che dopo la mezz’ora in tre minuti portarono le vespe in vantaggio. Ad inizio ripresa, ancora MAGLIOCCO chiuse la gara con una sua doppietta personale.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

8 febbraio 2015 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 1 – 1 (arbitro Lorenzo Bertani di Pisa) tarantini in vantaggio con De Lucia, allo scadere del primo tempo le vespe pervennero al pari con Samuel DI CARMINE.

Giovanni Matrone

Napoli, trovato un diciottenne scomparso. Ucciso con due colpi di pistola al volto. Fermato un amico. ANTONIO DI COSTANZO*

0

Il luogo del ritrovamento del corpo (ansa)

La polizia ha ritrovato il corpo sepolto in un terreno agricolo a San Giovanni a Teduccio. Il papà: “Gli volevano tutti bene”

Era scomparso da 12 giorni. E’ stato ritrovato sepolto in un terreno agricolo, ucciso con due colpi di pistola al volto. Il cadavere di Vincenzo Amendola, 18 anni è stato trovato stamattina dalla polizia in un terreno agricolo in viale Due Giugno, a San Giovanni a Teduccio. Era a una profondità di circa 50 centimetri. E’ un giallo, ma c’è già un sospettato in stato di fermo. Si tratta di Gaetano Nunziato, 23 anni, amico della vittima e noto per piccoli precedenti. Indagano carabinieri e polizia.

“Era un bravo ragazzo, era buono come il pane. Non aveva nemici, tutti gli volevano bene”, si dispera il padre, Giuseppe Amendola. 

“Amava la vita ed era un ragazzo sereno, anche nelle ore prima della scomparsa – racconta  – non aveva mostrato alcuna preoccupazione, non aveva detto di aver paura di nessuno”. Era disoccupato, racconta il padre che ora dice, “non so proprio come continueremo a vivere”. “Ci è crollato il mondo addosso – aggiunge – speravamo di ritrovarlo vivo e no, non so proprio perché sia stato ucciso così”.

La zona in cui il corpo è stato nascosto è vicina ad alcune case popolari: da stabilire se il ragazzo sia stato ucciso lì o se il corpo sia stato portato successivamente. Così come restano da stabilire le frequentazioni del 18enne, se cioè possa avere avuto qualche rapporto con esponenti della criminalità organizzata o se invece l’omicidio sia riconducibile alla sua vita privata. 

Amendola era scomparso venerdì 5 febbraio. Il ragazzo viveva nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Era uscito di casa verso la mezzanotte di giovedì, ma non aveva fatto più rientro e da allora nessuna sua notizia. Vincenzo usciva spesso la sera tardi per incontrarsi con gli amici e poi rientrava nelle prime ore del mattino. 

Quattro giorni fa l’appello dei genitori, Giuseppe Amendola e Anna Rinaldi: “Aiutateci a ritrovarlo”. Al momento della scomparsa indossava una maglia a collo alto color fango, dei pantaloni beige, un cardigan di colore blu con cappuccio e scarpe da ginnastica. Sull’avambraccio destro ha un tatuaggio che raffigura una carpa giapponese con la scritta “Elena”.

Mercoledì 17 febbraio scorso si è svolta anche una fiaccolata per il ragazzo organizzata dall’associazione “Bublibù” in via San Giovanni a Teduccio.

A condurre le indagini i carabinieri della compagnia di Torre del Greco al comando del maggiore Michele de Rosa e la polizia, con la squadra mobile di Fausto Lamparelli e il commissarito diretto dal primo dirigente Pietro De Rosa, coordinati dalla Procura guidata da Giovanni Colangelo.

Il sospettato è stato accompagnato negli uffici della squadra mobile dove è stato interrogato. Il delitto potrebbe essere legato alle frequentazioni del ragazzo scomparso di casa 12 giorni fa o a motivi passionali.

Nunziato era amico di Vincenzo Amendola, il 18 enne scomparso senza lasciare traccia il 5 febbraio e trovato sotterrato in una zona di campagna del quartiere San Giovanni a Teduccio, a Napoli. Il fascicolo è stato assegnato alla Dda.

Il giovane è ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato dal metodo mafioso dell’ amico nonché di porto e detenzione illegale di arma da fuoco e dell’occultamento del cadavere del 18enne.

*larepubblica

La festa del cioccolato a Salerno

0

Dopo il successo dello scorso anno, la Claai di Salerno in collaborazione con Tanagro Legno Idea, decide di riorganizzare la seconda edizione di Chocolate Days. L’evento è dedicato al cioccolato di qualita’ artigianale e si svolgerà dal 17 al 20 marzo 2016.  Gli  stand saranno aperti dalle 10 alle 22 e faranno diventare il lungomare di Salerno, il luogo più dolce d’Italia per questa seconda edizione di Chocolate Days. La manifestazione vedra’ fra i partecipanti numerose Cioccolaterie artigianali e maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia.

Chocolate Days è organizzato dalla Unione degli Artigiani e delle Piccole Imprese della Provincia di Salerno che promette non solo esposizione di buona cioccolata ma anche tanti appuntamenti interessanti e incontri dove verranno illustrate le proprietà del cioccolato artigianale di qualità. Non mancheranno anche dei laboratori dove sarà insegnato a fare il cioccolato in casa. Si potranno anche incontrare i produttori e confrontarsi con loro per conoscere le qualità e le specificità di un prodotto che, se realizzato davvero artigianalmente, ha proprietà benefiche per la nostra salute.

Sembra infatti che il cioccolato possegga realmente delle proprietà benefiche per il nostro corpo oltre che per il nostro umore. Infatti quello fondente contribuisce a ridurre i valori della pressione del paziente iperteso e aiuta a combattere l’ipertensione arteriosa. Naturalmente va preso nelle giuste quantità e senza farsi trascinare dalla sua bontà.

Nell’esposizione salernitana sarà dato ampio spazio all’esposizione di cioccolatini e uova di Pasqua ma si troveranno tante dolcezze che ci faranno ricordare con estremo piacere questa simpatica fiera.

 

Catia Schettini

Il Punto – 19 febbraio

0

Uno dei progetti su cui Matteo Renzi ha investito molto capitale politico nei suoi primi due anni è la riforma della scuola. Sulla quale per ora il giudizio rimane sospeso. Sono aumentate le risorse ma gli effetti del cambiamento devono ancora manifestarsi. Di sicuro rimangono da sciogliere alcuni grovigli: dalla redistribuzione degli insegnanti sul territorio al processo di valutazione degli istituti. Per promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro il governo si è mosso nella direzione giusta, ma con provvedimenti di modesta portata. Ci vorrebbero più asili e vantaggi fiscali. Intanto il tasso di occupazione femminile rimane al 47 per cento dal 2000 e il gender gap è tornato a salire. Per l’occupazione, archiviati numeri soddisfacenti per il 2015, il dimezzamento degli incentivi nel 2016 apre scenari molto diversi da qui al 2018. Il rischio è che le tante assunzioni di oggi si sgonfino come una bolla. Oppure potrebbe consolidarsi la trasformazione dei precari in occupati di lungo termine. Solo così – con lo scenario virtuoso – il Jobs act sarà stato un successo.

Al summit di Bruxelles si discute e ci si scontra sull’accoglienza dei rifugiati. Viene fuori un’Europa stretta tra princìpi di solidarietà affermati solennemente e disponibilità inadeguata (o vero e proprio rifiuto) degli stati di fronte all’emergenza infinita dei disperati in fuga da guerre e persecuzioni.
Cosa c’è in comune tra le (brusche) uscite degli amministratori delegati di Generali e Luxottica? Un modo di gestire il governo societario che rischia di allontanare gli investitori internazionali. Opaco in un caso, padronale nell’altro.
Stavolta l’Italia ha uno dei migliori posti in classifica: nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica. Consumiamo meglio e meno. Soprattutto grazie alla recessione, molto più pesante da noi che altrove. Se l’economia riparte (come ci auguriamo!) ci sarà da mettersi sotto per mantenere le posizioni acquisite. M’illumino di meno, ma solo per ora.

  • Troppe procedure intrappolano la “Buona scuola”
    19.02.16
    Maria De Paola

    Sulla “Buona scuola” sono ancora tante le questioni da risolvere. Troppo presto per fare un bilancio, ma c’è il rischio che le scuole si trovino intrappolate in un processo molto complesso. E che le procedure sottraggano risorse all’obiettivo di innalzare la qualità dell’apprendimento degli studenti.

  • Il lavoro delle donne nell’era Renzi
    19.02.16
    Alessandra Casarico e Daniela Del Boca

    Il governo ha adottato una chiave di lettura corretta degli ostacoli al lavoro femminile e di come superarli. E dunque è intervenuto con gli incentivi sul lato delle imprese e con l’estensione del congedo parentale su quello delle famiglie. Ma ci sono ancora elementi critici, dal fisco ai servizi.

  • Quattro scenari per l’occupazione
    19.02.16

    Bruno Anastasia

    Nel 2015 l’occupazione in Italia è cresciuta. Soprattutto sono aumentate le posizioni a tempo indeterminato. Merito anche della decontribuzione. Per il 2016 logico attendersi un consolidamento del livello raggiunto. Ma cosa succederà quando gli incentivi termineranno? Quattro possibili scenari.
  • Risposte pericolose alla crisi dei rifugiati
    19.02.16
    Silvia Merler

    Di fronte alla crisi dei rifugiati, l’Europa è riuscita solo a decidere un meccanismo di solidarietà per la redistribuzione di queste persone nei vari paesi UE. Ma l’attuazione del piano procede con grande lentezza. Intanto, però, circolano idee pericolose su possibili soluzioni dell’emergenza.

  • Il brusco addio dell’Ad
    19.02.16
    Salvatore Bragantini

    Bruschi addii ai vertici di Generali e Luxottica: lasciano gli amministratori delegati. Le cause sono oscure nel primo caso, come è tradizione a Trieste. Sono invece chiare per quanto riguarda Luxottica, dove siamo al terzo cambio in pochi mesi. A soffrirne è comunque l’immagine italiana nel mondo.

  • Mi illumino di meno. E anche meglio
    19.02.16
    Piero Martin

    L’Italia è sul podio internazionale per uso di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Alla vigilia dell’iniziativa “M’illumino di meno” pare che il nostro paese si illumini anche meglio. I numeri però vanno letti con attenzione. E soprattutto vanno resi sostenibili, finanziando la ricerca.

“La vita di mio figlio morto è ancora nel telefonino, ma ora Cupertino nega il mio diritto ai ricordi”. LAURA MONTANARI*

0

“Quando guardo quel telefonino spento penso a una porta chiusa, Apple mi sta negando una parte dei ricordi di mio figlio, le ultime foto che ha scattato, le ultime conversazioni con gli amici. E tutto perché non conosco i quattro numeri del codice di accesso”. Leonardo Fabbretti, 56 anni, è un architetto di Foligno. Ha scritto una lettera a Repubblica per raccontare la sua storia e quella di suo figlio Dama, scomparso lo scorso settembre. “Dama a era con noi dal 2007, da quando lo avevamo adottato dall’Etiopia – racconta al telefono – , era orfano e aveva vissuto un anno in strada. Due anni fa gli è stato diagnosticato un osteosarcoma e dopo cicli di chemioterapie e tanta sofferenza, cinque mesi fa ci ha lasciato. Qui nella cameretta ho il suo cellulare, un iPhone 6 e non posso accenderlo, lo trovo così ingiusto…”

Ha chiamato la Apple?
“Certo. Ho contattato il numero verde. Più volte. Sono stati gentili, hanno aperto la pratica, mi hanno fatto le condoglianze, ma mi hanno detto che serviva il codice di accesso per poterlo accendere”.

E lei non lo conosce?
“No, Dama lo cambiava spesso come fanno i ragazzi… Ma lui mi aveva dato l’accesso al cellulare con l’impronta digitale… io pensavo potesse bastare quella. Invece una volta spento ho scoperto che bisogna comunque immettere quel maledetto codice. Dentro il suo cellulare ci sono le ultime fotografie che Dama ha scattato: per me sono preziose, sono i suoi ricordi. Non posso accettare che mi siano tolti”.

Non aveva fatto un backup?
“Sì, ma l’ultimo è di tre mesi prima della sua scomparsa. Foto e contenuti precedenti io ce li ho, mi mancano invece quelli degli ultimi tre mesi che si trovano soltanto sull’apparecchio”.

Lei cosa ha fatto?
“Ho cercato in rete dei programmi pirata che promettono di entrare nel sistema e sono al massimo riuscito a scaricare la sua rubrica telefonica, nient’altro. Però non voglio che la storia si chiuda così”.

Si è rivolto alle associazioni dei consumatori?
“Le ho provate tutte. Ho scritto a un’associazione di avvocati e mi hanno detto che secondo loro ci sono gli estremi per una causa. Ho chiamato degli amici ingegneri, degli smanettoni, mi sono rivolto pure a un negozio romano specializzato in materiali informatici… farei qualsiasi cosa pur di poter riaccendere quel cellulare, mi può capire? Sono passati cinque mesi da quando Dama ci ha lasciato e sapere che ho qui cose che lui ha scritto o foto che ha scattato e che non posso leggere e vedere lo trovo terribile… disumano. Mi negano i suoi ricordi”.

Però esiste un problema di privacy. Può essere che Dama non volesse farvi leggere le sue conversazioni?
“Lo escludo, Dama mi aveva dato l’accesso tramite l’impronta digitale e ingenuamente ho pensato che bastasse quella. C’ero entrato altre volte, lo avevo usato io il suo cellulare. Poi quando mio figlio ci ha lasciato, dopo qualche giorno, sono andato a riaccenderlo e ho immesso dei codici familiari che in passato abbiamo utilizzato, date di nascita, ricorrenze, compleanni…”

Invece?
“Erano sbagliati e ad un certo punto il cellulare si è disattivato ed è apparsa la scritta iPhone disabilitato”.

E lei ha chiamato Apple.
“Al call center ho spiegato quello che era successo, avevo la fattura dell’acquisto, 900 euro. Tutto regolare. Loro sono stati comprensivi, dispiaciuti, ma irremovibili”.

Adesso cosa farà?
“Continuerò la battaglia per recuperare i dati dell’iPhone di mio figlio, non mi arrenderò. Era anche minorenne, io ho il diritto di accedere a quel telefonino. C’è dentro un po’ della vita di Dama e non voglio che mi sia sottratta così. Mi hanno detto che l’unica operazione possibile è resettare l’apparecchio, ma così perderei i dati, si cancellerebbero i contenuti. I vecchi telefonini avevano due codici legati alla Sim, il Pin e il Puk, dimenticando il primo si poteva accedere con il secondo”.

Ha visto cosa è successo in America…
Capisco la privacy ma mi chiedo se all’interno di un iPhone disabilitato ci fosse la password per bloccare l’esplosione di una bomba atomica piazzata dai terroristi a Roma, cosa facciamo? La facciamo esplodere?”

Nel caso Apple non cambiasse linea?
“Se non volesse farmi recuperare i dati chiederei i danni, da devolvere in beneficenza all’Associazione Centro Aiuti per l’Etiopia attraverso la quale io e mia moglie Roberta abbiamo adottato Dama”.

*larepubblica