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Insigne atleta campano dell’anno 2015: “La mia dedica…”

Domani torna “È Azzurro” che propone un’intervista a Lorenzo Insigne.

Lo scugnizzo è stato premiato come “Atleta campano dell’anno 2015” per il secondo anno consecutivo dai lettori del mensile: “Dobbiamo crederci fino in fondo, la Juventus è forte ma noi possiamo metterla in difficoltà. Sogno di restare a lungo in azzurro e di vincere qualcosa di importante. Questo premio lo dedico a mia moglie Genny e ai miei figli, che mi sono sempre stati vicini”.

Tangentopoli tributaria, il volto inedito della giustizia

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Tangentopoli tributaria – E’ l’ultimo scandalo alimentato dalla corruzione, un fenomeno che dilaga ovunque, nel settore della pubblica amministrazione come nel privato.

Tangentopoli – Questa volta si presenta con un volto perverso, ma insospettabile, ineccepibile, perché proviene da uno degli ambienti che invece dovrebbero perseguire reati di questa risma: nel mirino c’è la Giustizia.. Si tratta di esponenti della magistratura, avvocati, professori universitari, commercialisti compiacenti, privati, coinvolti in questa bolgia di corruzione che è entrata attraverso percorsi sommersi, ovunque in Italia, nell’ambito dei contenziosi tributari.

Gli inquirenti hanno scoperto che si manipolavano sentenze, a volte bastava una firma per autorizzare procedure illegali che sconfinano nel crimine, considerati gli intenti, volti a lucrare illecitamente dall’esito di questi interventi: crimini vergognosi. Siamo davanti ai cancelli socchiusi dell’ennesima tangentopoli, questa volta con i connotati del fisco, ma tristemente incagliata nelle maglie della Giustizia, che dovrebbe sviluppare immunità verso certe insidie, e invece questo scandalo è la dimostrazione che il fenomeno corruttivo ha tentacoli potenti, che riescono a sopraffare chi ha l’animo disponibile a lasciarsi contaminare. Lo sdegno nel paese è enorme, anche perché le sue proporzioni sono vastissime, interessano buona parte del paese, e non è neppure un fulmine a ciel sereno, dato che già Di Pietro aveva tentato di mettere le mani sulla mercificazione delle sentenze riguardanti i contenziosi tributari. Tuttavia non si era arrivati all’epoca di mani pulite a scandagliare in tutti i meandri di questa brutta vicenda, era stato fermato, questo magistrato, le ragioni, si spera emergeranno ora, che la tempesta è prepotentemente riemersa, con tutto il suo potere virulento.

Secondo le notizie trapelate questi giorni, si parla di circa 580 mila sentenze, per un importo di 50 miliardi di Euro; i dati di questa tangentopoli tributaria si riferiscono all’anno 2015. Questo era un settore della vita amministrativa e giudiziaria, che non destava preoccupazioni, gestito da due Commissioni, una a carattere provinciale, la seconda raccoglieva le istanze a livello regionale, ma sembrava zona di confine per le mazzette, terreno sterile per chi preferisce le scorciatoie, facendosi largo col potere del denaro.  Invece un altro baluardo del potere dello stato è caduto, provocando però, questa volta, un grande fracasso. Meglio tardi che mai, ci si può confortare con questo luogo comune, anche se i danni non sempre si possono recuperare, e resta soprattutto lo sconcertate cinismo di chi opera in questi ambiti, a lasciare un segno indelebile, orme che la giustizia stessa, con i suoi più sani percorsi, non potrà cancellare.

Si cominciano le indagini da Milano, direttamente interessata all’alterazione delle sentenze tributarie, e si scende giù fino all’ultima regione dello stivale. A Milano indagano i pm Eugenio Fusco e Laura Pedio. Uno dei responsabili di questo squallido ‘traffico’ di sentenze, è stato già fermato, si tratta del giudice della Commissione tributaria provinciale, al quale sono state trovate nella giacca, una busta di 5 mila Euro, fonte di una tangente che andava ben oltre, avrebbe dovuto infatti incassarne 30, o forse anche di più. A lui segue un giudice onorario, entrambi sono accusati di corruzione per la vicenda della Dow Europe Gmbh, oltre ad avere pilotato un contenzioso tributario di 14,5 milioni di Euro a favore di un noto imprenditore. A Milano sono una ventina le indagini fiscali che riguardano esponenti attivi della giustizia. Le persone coinvolte pilotavano dunque ricorsi, e ottenevano con il loro autorevole intervento (a volte bastava una semplice firma..), sgravi fiscali, tutto in favore di imprenditori e privati cittadini, evidentemente consapevoli dei loro ‘servizi’ compiacenti.

Per quel che concerne i magistrati coinvolti, siamo nel campo dei conflitti d’interessi, il quotidiano Repubblica, rende nota ‘una pista di relazioni che sussiste oltre ogni incompatibilità professionale’, dato che il giudice, per legge non può svolgere attività di consulente tributario in favore di contribuenti, enti impositori o altre società di riscossione.

Ma la tela di ragno non finisce con l’incompatibilità: vi sono anche ragioni di contiguità, perché non di rado questi protagonisti del mondo tributario, Commissari compresi, sono parte di un intreccio che forma trama e ordito tra le persone oggetto dell’indagine tributaria. Spesso infatti sono amici dei legali di aziende coinvolte nei contenziosi, o colleghi di studio, comunque in stretta relazione, per cui ‘gli aggiustamenti’ diventano ‘un atto dovuto’ alla persona che vi si appoggia, sfruttandone il ruolo. La conseguenza è che ha la meglio il privato, e quello che è dovuto allo stato finisce tra i confini di quelle ‘terre irredente’ per l’erario, perché sono proprio le sue ‘sentinelle’ a tradire. Rendendo in tal modo vani gli accertamenti,  e tutti i processi ad essi legati sul versante dell’Agenzia delle Entrate. I giudici corrotti, ma anche gli altri personaggi che ruotano intorno a questo vortice di denaro elargito per corrompere, erano tutt’altro che ‘sprovveduti’ di mezzi, si è accertato che possiedono patrimoni di notevole valore, e cospicui conti in varie banche.

Roma fa parte di questa ‘geo-mappa’ delle tangenti sulle vertenze tributarie (come non bastassero gli altri scandali di mafia e corruzione..), gli arresti sono ormai 13, fino ad ora. Vi sono in questa spirale tre giudici, anche i loro nomi sono ormai finiti nella cronaca di questi giorni. Si tratta di un giudice che non è all’esordio per reati di corruzione, era stato già indagato e arrestato nel 2013, ma evidentemente ha reiterato commettendo altri illeciti di questo tipo. Ora è indacato con altri due giudici. In manette sono finiti anche un avvocato e quattro commercialisti oltre ad alcuni ex dipendenti dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate precisa comunque, che le persone coinvolte, a tutti i livelli, non sono dipendenti e non svolgono attualmente attività per conto dell’Agenzia.

Agli arresti domiciliari sono stati destinati diversi commercialisti; le ordinanze sono state emesse dal gip Simonetta D’Alessandro, su ordine dei pm Giuseppe Diodato e Stefano Rocco Fava.

Nel versante di questa maxi inchiesta, siamo solo agli esordi, secondo gli inquirenti è stato sollevato solo qualche velo, la vicenda della Tangentopoli tributaria sembra destinata ad andare ben oltre, vi sono troppi riscontri sulle mazzette versate, e forse non basterà l’anno in corso per la conclusione della vicenda.

Zavettieri: A Catania per fare risultato

Nella consueta conferenza stampa per presentare la gara contro il Catania, si è presentato in sala stampa al comunale di Casola, il tecnico delle vespe Nunzio Zavettieri, che ai nostri microfoni ha risposto alle domande del nostro inviato Mario Vollono.

Ecco le parole di Nunzio Zavettieri:

“Vogliamo dare continuità ai risultati positivi che ultimamente stiamo ottenendo, abbiamo preparato bene la gara di Catania pur sapendo che andremo ad affrontare una squadra che per potenziale di organico potrebbe vincere il campionato e invece stanno soffrendo molto.

Hanno bisogno di punti così come noi, mi aspetto una squadra cattiva che vuole invertire la rotta, sappiamo bene che sarà una gara molto dura, ma noi vogliamo fare bene per uscire dalla zona calda della classifica, in fin dei conti è uno scontro diretto.

Dobbiamo prendere da subito il controllo del match per evitare di farci schiacciare, dovremo contenerli, per non fargli prendere entusiasmo e convinzione nei propri mezzi.

Noi abbiamo tutta la qualità necessaria per poter fare risultato a Catania, per cui ce la giocheremo a viso aperto palla su palla.”

Sul possibile sostituto di Polak (squalificato per somma di ammonizione, n.d.a.), Nunzio Zavettieri non si sbilancia:

“Polak? Sarà un’assenza pesante, sto valutando bene tutto e deciderò in queste ore come mettere una toppa a questa grave defezione. Non posso permettermi di sbagliare la formazione, sarà fondamentale l’approccio.”

Questo è stato un anno “particolare” per la Juve Stabia sotto il punto di vista degli infortuni, in merito proprio agli indisponibili, Nunzio Zavettieri ci fa sapere:

“Infortunati? Carrotta è in dubbio perché ha accusato un problema nella rifinitura di oggi,  ci consulteremo con il medico sociale per capire se portarlo o meno con noi in trasferta. Izzilo e Favasuli sono recuperati, così come Russo che ora sta completamente bene. Ripeto, abbiamo la possibilità di giocarcela e lo faremo!”

Pescara-Novara: gli abruzzesi e i piemontesi

Pescara- Novara: gli abruzzesi per rialzare la testa, i piemontesi per volare

Pescara-Novara – Dopo la “manita” rimediata a Vercelli, nella nefasta sfida del “Piola”, il Pescara, il quale manca all’appuntamento con la vittoria da 6 turni, prova a rialzare la testa contro il Novara dell’ex tecnico, a dire il vero mai tanto amato, Marco Baroni, reduce, invece, dal successo per 4-0 nell’ultimo match interno disputato contro il Vicenza. Una vittoria che ha permesso al team piemontese di agganciare in classifica il Pescara a quota 49 punti.

La gara si presenta come interessante e dallo spettacolo assicurato, dal momento che gli abruzzesi hanno assolutamente bisogno di un successo, sia per il morale che per la classifica, così come gli azzurri, che vorranno continuare il loro cammino verso i play-off. All’andata la gara terminò con la vittoria del Novara di misura grazie alla rete di Evacuo nel secondo tempo, in una gara abbastanza tattica, ma sicuramente giocata su buoni ritmi da entrambe le squadre.

Attualmente, entrambe le formazioni sono appaiate in classifica a quota 49 punti, e condividono il terzo posto, dal momento che il Cesena si è lasciato sorprendere in casa della Salernitana, corsara in Romagna con il punteggio di 2-1. I bianconeri hanno così fallito l’operazione sorpasso a scapito delle due formazioni che si sfideranno sabato , rimanendo a quota 47 punti ex aequo con Entella e Spezia.

Nel Pescara non ci saranno Campagnaro e Cappelluzzo, alle prese con i loro rispettivi problemi fisici, e Zampano, appiedato dal Giudice sportivo. Previsti i rientri di Lapadula e Memushaj, assenti nella disfatta di Vercelli. Nel Novara non saranno del match, Faraoni – assente per squalifica – Tozzo e Bolzoni fermi per infortunio. Arbitro dell’incontro sarà il Signor Ivano Pezzuto della sezione di Lecce. Fischio d’inizio fissato per le ore 15.00 di domani.

CHRISTIAN BARISANI

I vaccini e l’ influenza debole. EUGENIA TOGNOTTI*

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Influenza che va, influenza che viene.

INFLUENZA – Mentre scatta la controffensiva contro l’ influenza prossima ventura, con la divulgazione, da parte dell’Oms , della composizione del nuovo vaccino, è tempo di bilanci per quella che ci stiamo lasciando alle spalle, già diventata, per la sua bassa intensità, una pietra di paragone per le epidemie influenzali delle passate stagioni e destinata a diventarlo per le prossime. Non sono ancora disponibili i dati sulle vaccinazioni antinfluenzali ed è quindi difficile stabilire se anche quest’anno si sia verificato il temuto calo secondo un trend ormai in atto da nove anni nel Belpaese degli allarmi e delle psicosi. O se, invece, un aumento pur lieve della copertura vaccinale abbia contribuito all’immunizzazione di una parte della popolazione. Certo è, che dopo aver esordito con ritardo, complici le temperature miti, l’influenza 2015-2016 ha avuto un’incidenza inferiore a quella delle passate stagioni. Iniziata a metà gennaio, ha messo a letto poco più di due milioni e mezzo di italiani (e colpendo come al solito le fasce di età più basse) e si è presentata con una fisionomia meno minacciosa , più «bonaria» rispetto ad altri Paesi europei, dove, nella contemporanea circolazione di ceppi di tipo A e di tipo B, hanno dominato i virus influenzali di tipo A e in particolare del sottotipo A(H1N1)pdm2009, responsabile dell’ospedalizzazione di molti casi gravi.

Intanto , da Ginevra – dove a fine febbraio, secondo un calendario fisso, si sono riuniti i ricercatori dell’Oms che raccolgono i dati di sorveglianza virologica – sono arrivate le istruzioni sul cocktail di virus che entreranno nel vaccino per il prossimo appuntamento con la stagione influenzale. Sono indicati , per così dire, con nome e cognome, cioè lettere e numeri che ne raccontano genealogia, tipo e sottotipo, anno e luogo d’origine. Uno, che abbiamo imparato a conoscere , è A/California/7/2009 (H1N1), già presente nel vaccino 2015/2016. Riuscirà ad assicurare una sufficiente protezione nel prossimo appuntamento con l’ influenza ? Dipenderà, naturalmente, dal grado di corrispondenza tra i ceppi virali presenti nella composizione e i virus circolanti allora.

Da un’influenza all’altra, la rete mondiale di spionaggio dei virus lavora dietro le quinte e coinvolge un numero impressionante di laboratori in un’ottantina di nazioni e non si ferma mai. I virus influenzali sono costantemente sotto osservazione in quella sorta di gioco a guardia e ladri che è il monitoraggio virologico dei ceppi. I virus dell’influenza A sono dotati dell’eccezionale capacità di modificare il proprio genotipo per gradi (genetic drift) o con un cambiamento radicale e improvviso (genetic shift): uno scossone che dà luogo a un ceppo interamente nuovo. In questo caso, fortunatamente raro, si verifica una pandemia perché buona parte della popolazione mondiale resta priva dell’azione protettiva degli anticorpi. È avvenuto nel 1918, alla fine della Prima guerra mondiale, con la terrificante pandemia che prese il nome di Spagnola e, nel secolo scorso, fortunatamente in modo meno grave, con l’Asiatica (1957) e la Hong Kong (1968).

In base alle scansioni delle passate pandemie, l’arrivo del Big one virale è messo in conto da tempo. Ma, a parte gli allarmi, collegati all’emergere in questi ultimi decenni, di varianti antigeniche capaci di scatenare epidemie e/o pandemie – è la «banale» , vecchia, spesso sottovalutata influenza – attribuita nel Medioevo al maligno influsso degli astri e alla loro sfavorevole congiunzione – a rappresentare, sempre di più, un serio problema sanitario nei Paesi industrializzati, dove occupa il terzo posto, dopo Aids e Tbc, come causa di morte per malattie infettive.

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Marceau. Il tempo delle mele mature. MASSIMO GRAMELLINI*

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Sophie Marceau ha rinunciato alla massima onorificenza francese, la Legion d’Onore, perché nei mesi scorsi il presidente Hollande l’aveva consegnata di nascosto anche al principe ereditario dell’Arabia Saudita.
In un mondo dove molti cultori del pensiero elastico sono disposti a lappare i glutei di una giuria intera pur di sgraffignare un premio di latta da esibire nelle loro tronfie biografie, l’idea che Marceau abbia scansato l’agognata corona per ragioni di principio suona arrogante, provocatoria, bizzarra. In una parola: meravigliosa. L’Arabia Saudita è stata definita con qualche ragione «un’Isis che ce l’ha fatta». Si tratta di una monarchia teocratica che ha partorito l’ala più oltranzista dell’Islam, quella wahabita, germe di tutti i fondamentalismi. Solo l’anno scorso ha ordinato 154 esecuzioni capitali, sottopone i dissenzienti a sedute pubbliche a base di frusta e mortifica le donne al punto che durante l’incendio di una scuola femminile la polizia religiosa impedì ad alcune studentesse di mettersi in salvo perché nella concitazione non avevano fatto in tempo a recuperare il velo.

Sono questi bei personaggi che l’Occidente considera clienti e alleati fedeli, mentre dà la caccia ai terroristi allevati da loro. La Ragion di Stato impone di chiudere gli occhi e nascondere la mano, come ha fatto Hollande nel premiare il principe saudita. Invece un’attrice può ancora permettersi il lusso di esprimere la sua umanità senza lasciarsi intaccare dal cinismo. Deve avere coraggio, però. Evidentemente la ragazzina del «Tempo delle mele» è diventata una donna tosta. Chapeau, Marceau.

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Hamsik vicino ad un traguardo storico in azzurro

Obiettivo Scudetto

Marek Hamsik ed il Napoli hanno lo stesso obiettivo: arrivare al primo posto, ma il capitano è pronto ad entrare nella storia del club azzurro già domenica sera quando diventerà il terzo calciatore per numero di presenze in Serie A raggiungendo Moreno Ferrario a quota 310. La Gazzetta dello Sport scrive: “la parola scudetto per i napoletani resta tabù, ma va detto chiaramente che Hamsik per entrare a pieno titolo nella storia azzurra deve riuscire non solo a raggiungere Bruscolotti in questa speciale classifica, ma soprattutto deve emulare un certo Maradona: le due volte in cui il Napoli ha vinto il tricolore, infatti, la fascia era saldamente sul braccio del Pibe de Oro”.

Bruscolotti: “Nei confronti della Juventus c’è morbidezza”

“Ho un consiglio per Sarri e la squadra”

Giuseppe Bruscolotti, storico capitano del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni riportate da La Repubblica: “La vittoria a Torino nel 1986 ci spianò la strada verso il tricolore. Sarebbe stato così anche per i ragazzi di Sarri, che invece sono costretti ad inseguire per colpa del gol di Zaza. Il mio consiglio ai ragazzi di Sarri è di badare a se stessi, senza fare tabelle. Nel calcio conta quello che fai ogni domenica, partita dopo partita. Una data l’ho segnata sul calendario, è quella del derby di Torino. È una gara particolare, alla Juve è andata sempre bene di recente. Chissà che tra dieci giorni non succeda il contrario. Sulle altre squadre non farei affidamento, mi sembra ci sia sempre una sorta di timore reverenziale nei confronti dei bianconeri, una certa morbidezza”.

“Si può fare, se puede hacer”, Albiol suona la carica

Lo spagnolo pronto a tutto

“Si può fare, se puede hacer”. Ha detto così a Radio Kiss Kiss Napoli il difensore del Napoli Raul Albiol parlando dell’ipotesi scudetto. Lo slang castigliano di Raul Albiol sembra una scossa con la quale tenere sempre tutti sul chi va là: la Juve è avanti 3 punti, ma con 10 giornate al termine non si può mai sapere. La considerazione vale anche come avvertimento: la Roma incalza e quella di Palermo ha tutte le sembianze di una trappola. L’anno scorso a Palermo il Napoli crollò sotto tre reti, ma domenica dovrebbe essere tutto diverso vista anche la situazione drammatica che sta vivendo la società rosanero.

Grassi: “Sono in una squadra di fenomeni!”

Grassi: “Hamsik da sempre il mio idolo e su Reja…”

Alberto Grassi ha parlato al Corriere dello Sport: “Il giorno in cui Hamsik ha segnato il suo primo gol in Italia, con la maglia del Brescia al Milan, io ero allo stadio”. 

E ad Hamsik l’ha raccontata? 

“Soltanto qualche giorno fa, mi sono preso il tempo giusto per entrarci in confidenza. Gli ho ricostruito l’azione. E lui ha sorriso, con stupore. Non solo gran giocatore, ma gran bella persona”. 

Il suo giudizio non ha valore, lei è «fazioso». 

“Mi ispiravo a lui, pensavo di voler diventare come Hamsik. Sa quando ti chiedono: ma il tuo giocatore preferito? Eccolo, sempre stato Marek”.

Su Napoli è arrivato preparato. 

“Mi ha detto tutto Reja, con il quale c’è un legame fortissimo. Mi ha lanciato nel calcio con coraggio, ha puntato su di me, ha avuto parole di incoraggiamento, mi ha suggerito le cose giuste. Mi ha spiegato dove andavo, come comportarmi, come affrontare questa realtà diversa”. 

C’era una colonia di ex, a Bergamo. 

“E sono stati tutti carini: el tanque, Denis, mi ha suggerito di prendere casa a Posillipo, e lo farò l’anno prossimo; il Ciga, Cigarini, mi ha raccontato come affrontare quest’esame; il prof, Febbrari, mi ha sostenuto e mi ha spinto a crederci”. 

Però, per il momento… 

“E’ dura, qua sono tutti fenomeni, non giocatori normali. Io aspetto che venga il momento, che Sarri abbia bisogno d’un ragazzo che corra, che dia il proprio contributo, e mi farò trovare pronto. Ma so bene che esiste una squadra che ha meccanismi collaudati, che fa risultato ed ha valori elevatissimi. Io sto imparando, li guardo, li studio”. 

Le pesa quella valutazione: dieci milioni di euro? 

“No, assolutamente. Me lo ha ricordato lei, ma dal momento della cessione, quella in cui per un attimo ci ho pensato, non avevo avuto più modo di soffermarmi”. 

La sua Napoli è…? 

“Ho visto poco, perché l’inizio non è stato dei migliori: arrivo e mi rompo. Ero appena atterrato, riflettevo sulla fortuna che mi aveva portato così giovane in un club del genere, a lottare con le prime, e mi sono ritrovato in clinica per l’intervento al menisco”. 

La famiglia è lontana… 

“Vivo ad Arco Felice con la mia fidanzata e però il papà è già venuto un paio di volte, anche con amici, a veder le partite. La mamma arriverà ora, con mio fratello maggiore”. 

Diritti tv, il Napoli può incassare 70mln

Juventus 103 milioni, Carpi e Frosinone 22, in mezzo tutte le altre: due settimane fa l’assemblea di Lega Serie A ha approvato i criteri di ripartizione per la stagione in corso, e la Gazzetta dello Sport è venuta in possesso della simulazione distribuita ai club. Saranno ben 924,3 i milioni netti che i club di Serie A si spartiranno: “In Lega si è deciso di seguire la vecchia ripartizione fino a quota 809 milioni, vale a dire il montepremi netto della passata stagione: il restante 30% sarà suddiviso in base ai bacini d’utenza, col 25% stabilito dalle ricerche sul tifo e il 5% dai dati Istat sulla popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra; l’altro 30% sarà distribuito secondo i risultati, col 10% relativo alla storia sportiva (dal 1946-47), il 15% ai cinque anni precedenti e il 5% alla stagione in corso”. In cifre, ka Juventus dovrebbe arrivare a 103 milioni di euro di ricavi televisivi, mentre il Napoli dovrebbe arrivare a quota 69,7 milioni di euro: il club azzurro sarebbe il quinto nella speciale classifica dietro Juventus, Milan, Inter e Roma.

Palermo-Napoli, Sarri pronto alla partita 17 con i soliti 11

Per la sfida di domenica sera dello stadio Barbera di Palermo tra i padroni di casa ed il Napoli non dovrebbero esserci dubbi di formazione: tra gli azzurri, considerando che per la diciassettesima volta potrebbero scendere in campo gli undici titolarissimi di Sarri. Soltanto panchina per Dries Mertens, Manolo Gabbiadini e Vlad Chiriches, mentre nel Palermo possibile 4-2-3-1 di Novellino con tre ballottaggi: Vitiello-Struna sulla fascia destra, Cionek-Andelkovic al centro della difesa e Jajalo-Maresca a centrocampo.

Fonseca: “Con Giuntoli ho parlato di una collaborazione”

Fonseca: “Non abbiamo parlato di Caceres!”

In questi giorni a Castel Volturno si è rivisto un gradito ex: Daniel Fonseca, ora agente anche di Martin Caceres, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino:

Caceres è in scadenza di contratto e non rinnoverà con i bianconeri: lo vedremo mica da queste parti? «Non ho parlato di Caceres con Giuntoli, ci siamo conosciuti e abbiamo fatto una chiacchierata per un’eventuale collaborazione sul mercato». 

Le duellanti per lo scudetto, Juve e Napoli, rappresentano il passato di Fonseca. «Stanno portando avanti un campionato fantastico. La Juve vince da quattro anni e non è una novità, il miracolo è quello di Hamsik e compagni. Vincono e divertono, non tutti ci riescono».

Dove finirà lo scudetto? «Sarebbe stato bello, logico e giusto disputare uno spareggio. Una partita secca, una finale, perché entrambe meritano il tricolore. Ma non è possibilee allora spero fortemente che il testa a testa duri fino all’ultima giornata».

Higuain fa buon viso a cattivo gioco in nome della Champions

Sarri arriva una richiesta per il Pipita

Gonzalo Higuain tiene molto alla ribalta internazionale ma, la Repubblica riferisce che nel nome del ritorno in Champions, però, ha fatto lealmente buon viso a cattivo gioco: trovando lo stesso il modo, peraltro, per duellare almeno a distanza con i migliori cannonieri d’Europa. Sta lottando per la Scarpa d’Oro, sfidando Cristiano Ronaldo, Luis Suarez e Jonas del Benfica. Il suo allenatore, Maurizio Sarri, gli ha chiesto di dare il tutto per tutto in campionato: obiettivo unico degli azzurri, costretti ieri sera a guardare in tv la sfida tra il Villarreal e il Bayer Leverkusen. Il dado è tratto. Dirà il tempo se si è trattato di una scelta giusta.

A Head Full of Dreams: un disco.. per ricominciare.

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Oggi per caso mi è ricapitato fra le mani un vecchio regalo di Natale, il CD dei Coldplay “A Head Full of Dreams” uscito a Dicembre.

A Head Full of Dreams : l’ho ascoltato a lungo, più volte, per essere certa delle emozioni che mi regalava.. e ogni volta che ho riascoltato un brano ho percepito la voglia di ricominciare, di chiudere le porte al passato e di guardare al futuro con occhi nuovi. E’ la carica, la grinta di ogni canzone che ti riempe la testa di… sogni, di vitalità: iniziando da “Birds” a carattere melanconico ma forte, passando per “Kaleidoscope” con cadenza di dream pop e shoegaze, tanto da sentirla affine a “Wait” degli M83, e finendo per “Amazing day”, che è un vero e proprio inno alla vita.

Una svolta radicale rispetto al precedente Cd “Ghost Stories”, caratterizzato dai “fantasmi” del passato, dalla voglia di evadere e dall’inevitabile presenza della sofferenza. Però è stato un passaggio obbligato per far rinascere il gruppo, per dare alla luce la vita racchiusa nelle parole di A Head Full of Dreams.

Anche la musica dei brani si presenta completamente diversa dalle precedenti composizioni, si riscontrano  sonorità pop, funk e dance, abbandonando o quasi il rock. Questo CD è una radicale svolta per Chris Martin, che ha affermato di “aver lavorato a questo disco come se fosse l’ultimo lavoro da fare, in modo da mettere dentro tutto ciò che siamo”.

Insomma, da ascoltarlo e viverlo a pieno… perché “You make me feel like I’m alive again”..

Ilenia Sicignano

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Eclissi ……. Politiche (Mauro Lo Piano)

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Le eclissi di Sole e Luna durano un tempo relativamente breve, possono essere parziali o totali, quelle politiche sono sempre totali, Il loro cono d’ombra puo’ comprire per anni Citta’, Regioni, alcune volte anche uno Stato.

Fotosintesi Clorofilliana :

A Messina l’Eclissi politica dura da  piu’ di 40anni, la Citta’ e’ stata totalmente oscurata da una cappa di anidride carbonica che le ha impedito il ricambio d’ossigeno.  Le ultime “gestioni politiche” sono state nefaste per gli abitanti di Messina, una peggiore dell’altra.

Sono passati 32 mesi dall’elezione di Renato Accorinti, nel momento in cui i Cittadini gli avevano affidato la guida della Città, avevano creduto nelle sue possibili capacità operative. Dopo anni di eclissi continue, si sperava in un raggio di sole, oggi, alla luce di tutte le decisioni non prese, ci si rende conto che la Città di Messina non ne ha tratto alcun giovamento, i problemi di sempre non solo sono rimasti tali, ma al contrario si sono ampliati e decuplicati.

Chi pensava ad una possibile rinascita economica o lavorativa si è sbagliato di grosso, Messina da questo punto di vista è morta, per le feste natalizie si discute sull’isola pedonale, ma di cosa stiamo parlando ?Di un agglomerato di vecchie case con pochi negozi, un quadrilatero di strade dissestate e alberi mal curati e pericolanti. Non bastano pochi addobbi natalizi a riqualificare lo stato di degrado in cui versa tutta la zona dell’isola che non c’e’.

I mesi passano inesorabili, i problemi irrisolti aumentano sia per numero che per gravità, basti osservare che una semplice perdita d’acqua, ha richiesto giorni e giorni per poter essere riparata.Parlo di quella della Via Garibaldi proprio di fronte alla Guardia Costiera. Si e’ sapito che l’acqua fuoriuscita era potabile, se fosse stata marina, sarebbe potuto uscire un pattugliatore d’alto mare della vicina Marina Militare per ovviare all’inconveniente.

In questi mesi si e’ ventilata piu’ volte l’ipotesi di una possibile sfiducia, voluta non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni Accorintiani: peccato che non vi sia stato l’ammaina bandiera.

Oggi, si parla di rinascita, dovrebbero arrivare a breve i soldi per risanare una parte del territorio, parlo della Cittadella, dovrebbero impinguare le casse asfittiche di un Comune in perenne astinenza monetaria.

A Messina non ci sono priorita’ ma continue emergenze: l’intera classe “politica” brancola nel buio, molti Messinesi si stanno rendendo conto che il Sindaco Accorinti e la sua Giunta non sono in grado di governare la Citta’ di Messina.

Speriamo che quest’ultima eclissi politica, possa essere davvero ultima per una Citta’ che meriterebbe molto di piu.

Mauro Lo Piano / Eclissi ……. Politiche

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I RUSTEGHI di Goldoni, recensione di Francesco Cecoro

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Con i Rusteghi , commedia in prosa di Carlo Goldoni, messa in scena per la prima volta a Venezia nel 1760, assistiamo ad una rappresentazione di vita dell’alta borghesia di quel tempo, ad una critica del ceto medio.

Con un pizzico di sarcasmo e al tempo stesso con un briciolo di parodia, Goldoni descrive gli uomini di rigida maniera. Da una parte i Rusteghi:despoti,prepotenti,autoritari, padri padroni. Dall’altra,contrapposti,i giovani e le donne che con una forte vitalità riescono a far crollare e a sgretolare il polso duro dei Rusteghi. Tutto è vietato! Il carnevale che viene celebrato in quel periodo, il teatro, sono luoghi di perdizione,di corruzione, da evitare categoricamente. Divieti imposti ai giovani figli e alle mogli con modi dispotici e imperativi. Comportamenti dettati dalla paura, dall’insicurezza che tutto può sfuggirgli di mano. Il divertimento, la moda,l’evoluzione di una società che sta cambiando, di una società emergente, di una nuova Venezia, devasta la mente di questi uomini che sono radicati a forti valori morali. Goldoni sottolinea l’inappropriatezza del comportamento del ceto borghese, radicato a determinati valori anacronistici solo perché temono che il loro onore esplicitato dai comportamenti di correttezza morale da parte delle rispettive mogli, possa essere inquinato attraverso la corruzione che la nuova società  emergente impone. Bravi gli attori magistralmente diretti da Giuseppe Emiliani. Il quale ha osato, in modo impavido, rappresentare fedelmente ed integralmente il testo di Goldoni, direi con grande bravura, raccogliendo un enorme successo. Una scenografia,seppur sobria , ma indicativa del luogo. Anche i costumi, magnifici e sfarzosi colorati abiti, indossati con disinvoltura dagli attori, ci portano con la mente a quei tempi. Una commedia divertente ma con un forte messaggio morale.

Repliche fino a Domenica 13 Marzo al teatro sociale di Brescia.

Francesco Cecoro

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Privatizzazione per gli aeroporti di Nizza e Lione

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Francois Hollande da il via alla privatizzazione dei due aeroporti; si punta a ricavare almeno 1,5 miliardi di euro.

Lo Stato francese non è nuovo a questo tipo di operazioni, infatti nel 2014 ha conseguito la privatizzazione, lasciandone la gestione, dell’aeroporto di Tolosa. Ora il governo transalpino punta deciso sulla privatizzazione dei due scali per realizzare un’importante entrata per le sue casse.

Dalla privatizzazione del 60% dei due impianti, Hollande punta ad incassare almeno 1,5 miliardi di euro.

Le candidature sono ammesse fino alle ore 12:00 del 24 marzo, mentre le scadenze del deposito delle offerte indicative sono fissate per l’aeroporto di Nizza al 28 aprile, mentre il 12 maggio per quanto concerne l’aeroporto di Lione. Le offerte vincolanti invece saranno ammesse rispettivamente fino al 20 giugno e al 4 luglio.

L’obiettivo del governo francese è di finalizzare le due operazioni nel corso del secondo semestre.
Le offerte più attese sono quelle di Atlantia, dell’australiana Macquarie e di fondi come Ardian, Global Infrastructure Partners o Industry Funds Management.

Si vocifera inoltre che uno dei possibili acquirenti, il gruppo spagnolo Ferrovial, si sarebbe alleato con la società d’investimenti Meridiam.
Vinci, la Caisse des dépôts e Predica, controllata assicurativa di Crédit agricole hanno invece formato un consorzio per procedere insieme alla realizzazione dell’operazione. Il fondo Cube si è alleato con l’aeroporto di Ginevra per Lione, mentre ADP punta a partecipare alla gara per Nizza.

Insomma di concorrenti interessati alla privatizzazione ce ne sono e al Governo francese non resta che aspettare le offerte, con lo scopo di riuscire a monetizzare il più possibile da questa importante manovra.

Francesco Alfano

 

Arrestato Cardone rapinatore di “Pupetta”

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Il caso finalmente si è concluso: il rapinatore della famosa grafferia di Castellammare di Stabia “Pupetta” ha un nome, Salvatore Cardone,  e un movente.

Si tratta di Salvatore Cardone, classe 1974, che ha agito nella notte fra il 2 e 3 Novembre per questioni familiari. Già noto alla polizia per scippi e rapine, ha aggredito Pupetta in casa sua per rubarle ben 4 mila euro in contanti. L’uomo è il nipote della vittima, motivo per cui ha indossato un passamontagna per compiere la rapina. Durante l’aggressione la donna sarebbe stata trascinata e pestata.

Cardone ora è rinchiuso nel carcere di Poggioreale da circa due settimane, ma gli è stata concessa la custodia cautelare dal gip di Torre Annunziata. Si spera che casi del genere si verifichino meno e che le forze dell’ordine si impegnino a tenere a bada uomini così.

Ilenia Sicignano

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Soccorso in mare Egeo di CP322 10marzo16

Video di alcune fasi dell’intervento di soccorso in mare Egeo condotto nella notte tra il 9 e 10 marzo 2016, dalla Motovedetta CP322 – dislocata a Samos

Soccorso in mare Egeo – La Guardia Costiera italiana che sta operando nel Mar Egeo, la notte scorsa è stata impegnata nelle operazioni di soccorso in mare a favore di 28 migranti (tra i quali donne, anziani e 8 bambini) lasciati in balia del mare e rifugiatisi su una scogliera affiorante, nelle acque prossime alle coste di Samos.

L’unità della Guardia Costiera, dopo aver individuato i migranti in pericolo, allertava le Autorità greche, consentendo – con il proprio intervento, e con quello dei soccorritori navali presenti a bordo – di localizzare il punto più prossimo per portarli al sicuro, salvandoli dalle proibitive condizioni meteomarine.

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