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Reina punta De Sanctis per il record di gol subiti

Non solo la fase offensiva

La Gazzetta dello Sport si concentra anche sulla difesa, diventata punto di forza di Maurizio Sarri: “La questione gol, tuttavia, riguarda anche quelli subiti. Dopo un inizio di stagione poco entusiasmante, Maurizio Sarri è riuscito a dare un’identità precisa anche al reparto difensivo, dove Raul Albiol e Kalidou Koulibaly stanno concedendo davvero poco agli avversari. Fin qui, Pepe Reina ha subito appena 23 reti ed è molto probabile che riuscirà a battere il record stabilito da Morgan De Sanctis al termine del campionato 2013, con 36 gol al passivo.

Hamsik: “A Palermo stavo male, in campo per Sarri”

Le sue parole…

Secondo Il Mattino, tra i mille meriti di Sarri c’è anche quello di aver risvegliato Hamsik che in campionato è sempre partito dal primo minuto, 29 volte su 29, mettendo insieme 2466′ e soltanto in 14 occasioni è stato sostituito: «Non ho dormito molto nella notte tra sabato e domenica a causa dell’influenza, con Sarri abbiamo deciso che avrei giocato fino a che avrei retto. Abbiamo dominato per tutta la gara, avremmo potuto vincere anche con un margine maggiore. La partita non è stata facile, loro erano molto concentrati sulla fase difensiva. Siamo felici di aver portato a casa altri tre punti».

Inter-Napoli, novità per i residenti in Campania

Ci sono novità per Inter-Napoli, match del 16 aprile che si giocherà a San Siro.

Ci sono novità per Inter-Napoli, match del 16 aprile che si giocherà a San Siro. Secondo quanto riferisce il sito ufficiale della società nerazzurra, i residenti in Campania potranno accedere allo stadio solo se in possesso di una tessera del tifoso, di qualsiasi squadra. Sarà riservato ai tifosi del Napoli il terzo anello blu al presso di 32€ per tagliando, in vendita presso i punti VivaTicket ed il sito internet VivaTicket.it.

FOTO ViViCentro – Lavori al Menti: ecco di cosa si tratta

Si lavora sul settore ospiti

Dopo l’ottimo risultato ottenuto dalle Vespe nell’ultimo turno di campionato a Catania, si lavora anche ad alcuni accorgimenti che riguardano l’impianto del San Marco. Infatti, secondo quanto raccolto in esclusiva, si lavora nel settore ospiti alla sostituzione della rete presente nella curva. Infatti, a causa dei problemi alla rete, nella scorsa partita interna contro l’Akragas, i tifosi ospiti sono stati collocati nel settore distinti.

ECCO IL NOSTRO SCATTO

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Se s’impone la politica della paura GIANNI RIOTTA *

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Politica della paura. Donald Trump potrebbe oggi fare un passo decisivo alle primarie repubblicane verso la Casa Bianca, mentre il socialista Sanders, dapprima ignorato anche dai migliori esperti come Nate Silver, darà filo da torcere a Hillary.

Politica della paura. In Germania la destra anti emigranti di Alternative für Deutschland mette alle corde la Merkel: gli esperti minimizzano dicendo che neppure dove Afd va più forte, Sassonia-Anhalt con il 24%, raggiunge la forza di altri schieramenti populisti, Trump negli Usa, la Le Pen in Francia.

Vero, ma le sottigliezze da seminario di alti studi internazionali non colgono la foga che anima le democrazie occidentali in questa vigilia di primavera, mentre il terrorismo squassa Turchia e Africa, Mario Draghi fatica a riaccendere il motore ingolfato dell’economia e la paura si impossessa di milioni di cittadini. Paura degli emigranti che «rubano lavoro», di posti di lavoro in fabbrica e in ufficio sostituiti da un software, di valori democratici che il mondo non solo non sogna più, come i dissidenti sovietici nei gulag della Guerra Fredda, ma disprezza stimandoli deboli e ammira invece la grinta di Putin – che annuncia, fiero e astuto, il «Missione Compiuta!» nella Siria devastata. La lunga intervista di fine mandato che il presidente Obama ha concesso al periodico «The Atlantic» conferma quanto grave sia l’anemia democratica. Di fronte ai suoi fallimenti Obama denuncia i leader alleati, dal britannico Cameron al francese Sarkozy, dimenticando che gli Stati Uniti dovrebbero guidare, non seguire di malavoglia, l’Occidente. Se i leader democratici sono stanchi, rassegnati, incerti, vanitosi e un po’ petulanti, come impedire a Trump e Le Pen da destra, Sanders e il leader laburista inglese Corbyn da sinistra, di illudere i cittadini con piani fiscali impossibili, politiche protezionistiche che non durerebbero una settimana, muso duro da una parte, pacifismo da ballate di Lennon dall’altra, inutili contro Isis, terrorismo e ambizioni geopolitiche di Mosca e Pechino?

C’è un recente saggio di economia del professor Robert Gordon che condensa le ansie del ceto medio e dei lavoratori perduti nella globalizzazione, «The rise and fall of American growth», (Ascesa e declino della crescita americana). Gordon calcola che, dopo un boom durato un secolo, crescita e produttività sono calate di netto dai tempi di Kennedy, rock and roll e American Graffiti. Dopo la crisi 2008 e la frenata dello sviluppo, il salario medio americano è di 50.600 dollari l’anno (stessa cifra, più o meno, in euro). Ma se gli americani che hanno oggi 30 anni avessero visto le buste paga crescere come i nonni che hanno ballato con Elvis Presley e i padri fan di Michael Jackson, dovrebbero avere per stipendio annuo quasi il doppio, $97.300. La corsa di Trump&Sanders, gemelli nemici, e dei loro emuli europei, la crescente diffidenza per i moderati, da Hillary Clinton ad Angela Merkel, è tutta qui. Un salario dimezzato è una speranza cancellata, vacanze, casa propria, laurea per i figli, pensione e sanità sicure. All’incertezza economica si accompagna il nichilismo di un mondo dove i regimi senza democrazia sembrano riscuotere più rispetto di Obama, Merkel, Cameron.

C’è oggi paura in America, come in Europa. Si teme violenza nei comizi delle primarie, in un Paese dove John e Bob Kennedy e il reverendo King sono stati uccisi, il governatore Wallace e Reagan feriti in attentati, ma questo umore livido non si nutre solo di intolleranza populista, è sostenuto anche dall’impotenza pavida dei leader moderati. Trump alla Casa Bianca, la Le Pen all’Eliseo, un cancelliere AfD a Berlino, non muteranno la dinamica del XXI secolo, i salari dimezzati tali resterebbero. Servirebbe perciò, in fretta, un piano – perfino il «Financial Times» parla ora di forme di «salario sociale» per chi non ha lavoro – per eliminare la folla crescente di esclusi ed arrabbiati. Abbiamo invece, diffusi, inerzia e rassegnazione, sentimenti contro cui ieri, con forza, ha voluto parlare il presidente Sergio Mattarella, rompendo il riserbo tradizionale e chiamando i leader eletti a non farsi prendere ostaggio dal populismo di «minoranze» guidando, con visione strategica, i loro Paesi. Mattarella ha ragione, e il tempo, in America e in Europa, stringe. Se non si reagisce alla primavera di tensione, l’autunno sarà di paura.

 

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CLASSIFICA – Mazzarri, Benitez e Sarri hanno una cosa in comune

Walter Mazzarri, Rafa Benitez e Maurizio Sarri hanno una cosa in comune

Walter Mazzarri, Rafa Benitez e Maurizio Sarri hanno una cosa in comune. Negli ultimi cinque anni sono riusciti tutti nell’intento di aver reso il Napoli la seconda miglior squadra d’Italia dietro solo alla Juventus dei record. Guardando alla classifica complessiva dal 2011 ad oggi, il Napoli ha totalizzato 344 punti grazie a 99 vittorie, 47 pareggi e 35 sconfitte. Davanti c’è solo la Juventus con 427 punti e soltanto 14 sconfitte in 181 partite. Gli azzurri guidano con il miglior attacco con 345 gol contro 342, ma non la miglior difesa con 106 gol subiti per la Juventus e 198 per il Napoli.

La trivella. MASSIMO GRAMELLINI

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La trivella. Un’agenzia di comunicazione ha coniato lo slogan per l’imminente referendum contro la perforazione dei fondali del Mare Adriatico a scopi petroliferi: «Trivella tua sorella».

La trivella. Per i carenti di immaginazione che necessitano dell’ausilio delle figure, la campagna pubblicitaria illustra lo slogan in rima baciata con l’immagine di una trivella che sovrasta la sagoma di una donna piegata a novanta gradi. La situazione, insomma, sta diventando drammatica. I sempre più frigidi maschi italiani, che mediamente non fanno l’amore dai tempi del governo Monti, sono ossessionati dal machismo a sfondo sessuale. Nel privato passano le notti a eccitarsi in rete su siti dove le donne recitano la parte di algide dominatrici e i maschi quella di feticisti anche piuttosto sfigati. Ma appena entrano in ufficio recuperano brandelli della virilità smarrita per riaffermare a parole un maschilismo da operetta che si esprime in battute e allusioni sessiste che creerebbero imbarazzo persino in un pischello di seconda media.

Pare di vederli, i «creativi» dell’agenzia, mentre si spremono le meningi nel tentativo di risultare simpatici e originali. Finché uno di essi – uno che magari davanti a una donna che gli piace si nasconderebbe nel ripostiglio per la paura – estrae lo slogan immaginifico. Nella patria del sesso non fatto, il sesso dissacrato diventa fonte inesauribile di ispirazione. L’importante è garantire un livello adeguato di beceraggine e ricordarsi di chiamarla umorismo. Quanto alla trivella, le sorelle possono stare tranquille: quella di certi maschi è arrugginita da tempo, come il loro buongusto.

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Jorginho, l’agente: “Interessa all’Arsenal ma vuole Napoli!”

Le sue parole: “Anche il Real ci ha fatto i complimenti”

Joao Santos, agente di Jorginho, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli: “Il record di passaggi? Devo essere sincero, non sono affatto sorpreso. Conosco Jorginho da una vita, non ha fatto nulla di speciale. Va detto che in questo suo percorso di crescita Sarri e la squadra tutta lo hanno aiutato molto. La convocazione in Nazionale? So che il ct Antonio Conte ha la sua gerarchia. Vediamo se può inserirlo, non so quale posizione occupa oggi nella testa del commissario tecnico. Ad oggi, dico che è convocabile per gli Europei. Ed il ragazzo, ovviamente, ci spera. L’interesse dell’Arsenal? E’ così, è vero.  Sono arrivati, dopo la partita con il Palermo, anche i complimenti del Real Madrid. Solo complimenti, nulla di più. Ma fa piacere ricevere attestati di stima da uno dei club più prestigiosi al mondo. Per il futuro aspettiamo la fine del campionato: Jorginho vuole vincere lo Scudetto con il Napoli, è carico per queste ultime nove finali. Voglio ribadire il concetto per non essere frainteso: la sua priorità è e resta il Napoli. Ho visto in tv anche il Newcastle di Benitez: manca un calciatore con le sue caratteristiche. E ricordo che con Benitez Jorginho ha avuto tanto spazio. E’ riconoscente anche all’allenatore spagnolo, tra i due c’è tanta stima”.

Napoli da record: battuti anche Maradona e Benitez!

Alla fine sarà un successo

Questo Napoli è uno dei migliori di sempre con numeri da record: 64 punti in 29 gare il Napoli mai, in passato, li aveva fatti. Il Napoli di Maradona si era fermato a 18 partite vinte su 29 nel 1988 e nel 1989, quello di Benitez si era fermato ‘solo’ a 17. Guardando alle ultime nove gare, si possono superare gli 80 punti in campionato, ma non solo, anche i 104 gol messi a segno dalla rosa di Benitez.

Sciopero Sanitario Siciliano. Intasamento Sanitario

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Sciopero Sanitario Siciliano. Oggi protesta a Palermo di 600 Strutture Specialistiche Convenzionate con il SSN, da domani, serrata generale, non sara’ piu’ possibile effettuare Esami Clinici e Visite Specialistiche in regime di convenzione.
Sciopero Sanitario Siciliano

Sciopero Sanitario Siciliano .  Intasamento Sanitario – Ci si potra’ rivolgere alle Strutture Pubbliche, che non saranno certamente in grado di smaltire una cosi’ grande mole di lavoro. Se prima bisognava aspettare mesi per una visita specialistica, da domani, si potrebbero aspettare anni luce.

La Sanita’ in Sicilia e’ allo sfascio da anni, i burocrati che la reggono, cercano con ogni mezzo, di ridurre le spese in maniera sempre scriteriata, al contrario di chi opera in questo campo, che e’ costretto a fare i salti mortali per non chiudere i battenti, e lotta per non mandare a casa centinaia di dipendenti.
Non sara’ lo sciopero di un solo giorno, si andra’ ad oltranza fin quando le richieste degli Specialisti Convenzionati non verranno accolte. Ormai si lotta per la sopravvivenza, lo puo’ capire solo chi e’ in regime di Convenzione.
Tutte le sigle sindacali del settore hanno aderito alla manifestazione, si prevedono migliaia di manifestanti che scenderanno in Piazza oggi a Palermo, protesteranno con tutta la loro forza, contro i tagli imposti dalla Regione in questi ultimi 2 anni.
La scintilla che ha fatto esplodere il settore come spiegano le Organizzazioni Sindacali, e’ stata l’indicazione del Budget 2015, avvenuta soltanto il 9 Febbraio scorso, quando le prestazioni del 2015 erano state gia’ realizzate e fatturate.
In piu’ i Sindacati lamentano il fatto che la Regione ha imposto retroattivamente un taglio dell’1% sulle somme liquidate nel 2014. e che sommate agli extra budget, fanno aumentare il fatturato a piu’ dell’uno per cento.
Nella Sanita’ si attuano scelte e riduzioni sempre retroattive, mai che si affronti un problema nella sua imminenza. L’Assessore alla Sanita’ Baldo Gucciardi, ha tentato di evitare la protesta, ma dagli incontri avuti con le Organizzazioni Sindacali, non si trovata una soluzione che potesse far desistere gli Specialisti Convenzionati Esterni, dallo scendere in Piazza.
La manifestazione a Palermo, sta per iniziare, nel corso della giornata ne vedremo gli sviluppi.
Mauro Lo Piano / Sciopero Sanitario Siciliano Intasamento Sanitario
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C’è un mostro di nome Higuain negli stadi italiani…

Gol a grappoli per il Pipita

Nove giornate dal termine per inseguire e perchè no, superare il record di Nordahl a quota 35 gol, e magari anche quello di Christian Vieri della migliore media gol/partita. Gonzalo Higuain ha raggiunto il suo miglior risultato in un campionato: ventisette gol, come nel 2009-2010 con il Real Madrid. Il Corriere dello Sport parla di lui: “C’è un «mostro» che si aggira per gli stadi italiani un bomber che non riesce proprio a staccarsi da se stesso, dal suo famelico bisogno d’esaltarsi, di scatenare Napoli, di renderla protagonista ad oltranza”.

Napoli in ritiro prima dei match fino a maggio

Un giorno di pausa e poi di nuovo tutti in campo verso il match con il Genoa di domenica alle ore 18

Il Corriere dello Sport riferisce che Sarri ha informato il gruppo che i ritiri andranno in scena fino alla fine del campionato, anche in occasione delle partite in casa. A partire dalla sfida di domenica, che vedrà gli uomini di Gasperini trovarsi di fronte le scelte di Sarri che, ad occhio, dovrebbero essere le stesse fatte domenica sera al Barbera. Una decisione presa per il bene della squadra e serrare le fila in questo rush finale di stagione dove gli azzurri sono chiamati a difendere il piazzamento in Champions e chissà sognare qualcosa in più. L’unico modo per tenere alta la concentrazione è quello di stare uniti e vivere il clima partita tutti insieme.

Guido Bertolaso e il Gioco Delle 3 Carte. (Mauro Lo Piano)

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Guido Bertolaso, nel Febraio 2016, sembrava essere stato scelto dalla coalizione Berlusconi, Salvini e Meloni, ad essere il candidato per occupare la carica di 1 Cittadino nella Citta’ Eterna. Se in questi giorni, reggera’ ancora la sua candidatura, e i Romani lo voteranno, potrebbe essere acclamato come l’ottavo “Re di Roma”.

Guido Bertolaso, chi è : 

Guido Bertolaso
Guido Bertolaso e Giorgia Meloni

Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali sempre di prestigio, anche se qualche volta e’ finito sotto processo per alcune vicende giudiziarie poco trasparenti. Il 10 febbraio 2010 è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti del G8 che avrebbe dovuto svolgersi a La Maddalena e poi spostato a L’Aquila.

In seguito al provvedimento, aveva rimesso nelle mani del Consiglio dei Ministri, la sua nomina a Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle emergenze; le dimissioni furono respinte dal Presidente del Consiglio che all’epoca dei fatti era Silvio Berlusconi.

Secondo l’accusa, Bertolaso, insieme a diversi imprenditori e altri membri della Protezione Civile, sarebbe stato coinvolto in un meccanismo di subornazione, comprendente altri personaggi di rilievo degli ambienti dell’amministrazione pubblica (tra cui l’ex Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci), della politica e dell’imprenditoria,

Tutto il soppalco dell’accusa dei Magistrati inquirentii, ruotava intorno a presunti scambi di favori di svariata natura, anche sessuale, in cambio di appalti. Lo stesso Bertolaso, secondo il GIP di Firenze sarebbe stato fruitore “non solo di massaggi, ma di vere e proprie prestazioni sessuali”.

Nello stesso anno dell’inchiesta giudiziaria, aveva annunziato  che era giunto il momento di andare in pensione, sembrava che le sue parabole istituzionali fossero finite…….e invece……..

 Resuscitetion :

Nel  Febraio 2016 viene richiamato alle “armi” da Berlusconi, indicato come candidato unitario del centrodestra per Forza ItaliaLega Nord e Fratelli d’Italia, per la carica di Sindaco di Roma.

Bertolaso e’ sempre stato un fedele Berlusconiano, ha sempre ricoperto durante i suoi Governi, importanti incarichi costituzionali, mai nessuna crepa  nel loro rapporto .

In questi giorni Salvini e la Meloni non sembrano piu’ convinti che questa scelta sia stata  quella giusta, hanno delle perplessita’, soprattutto la Meloni che e’ stata apostrofata in malo modo dallo stesso Bertolaso. Dai tentennamenti si puo’ passare ai fatti, e questi “episodi” non fanno presagire che questa candidatura possa essere condivisa.

Cosa succedera’ adesso?, la stessa Meloni, romana doc, potrebbe candidarsi e correre per la carica di 1 Cittadino, se venisse aiutata da Salvini, quella che doveva essere la triplice alleanza, si potrebbe sciogliere come neve al sole.

In ogni favola c’e’ sempre una morale :

Una cosa e’ certa, ai posti di comando, girano sempre le stesse figure, in particolar modo quelle che, per un verso o nell’altro, hanno avuto dei problemi giudiziari. Ricordiamo come esempio, il caso dell’ex Ministro Lupi, costretto a dimettersi nel Marzo 2015 a seguito dello scandalo “Grandi Opere”.

Le intercettazioni telefoniche diedero ai Magistrati una completa visione dei fatti, ma solo a distanza di un solo mese, come se nulla fosse accaduto, fu nominato Capogruppo alla Camera dei Deputati di Area Popolare, e ancor oggi continua ad occupare questa carica.

Sembra che in Italia il gioco delle 3 carte, una a dx, una a sx e una al centro, sia sempre attuale, anche Renzi  ha dimostrato di essere un maestro in questo gioco.

Mauro Lo Piano / Guido Bertolaso e il Gioco Delle 3 Carte. (Mauro Lo Piano)

Quando il Napoli supero’ la Juve e in gol ando’ Renica

Questa è storia

Il giorno 15 marzo il Napoli ha giocato tredici partite, undici in serie A, una in serie B ed una in coppa Uefa, ottenendo quattro vittorie e sette pareggi, con due sconfitte.

Ricordiamo il 3-0 alla Juventus nel ritorno  dei quarti di finale della coppa Uefa-1988/89

Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi:

Giuliani; Ferrara, Francini; Corradini, Alemao, Renica; Carannante (106′ Neri), Crippa, Careca, Maradona (96′ Romano), Carnevale

I gol: 10′ Maradona (rig), 45′ Carnevale, 119′ Renica

Il Napoli vinse quel trofeo. Dopo aver perduto l’andata per 0-2 a Torino gli azzurri seppero ribaltare la situazione vincendo per 3-0 dopo i supplementari. Poi 2-0 e 2-2 contro il Bayern Monaco in semifinale e 2-1 e 3-3 nella doppia finale contro lo Stoccarda. Il gol della qualificazione porta la firma di Sandro Renica. Il libero ha segnato 16 gol nelle sue 194 partite in maglia azzurra: 10 nelle 136 in serie A, 5 nelle 39 di coppa Italia ed uno, questo, nelle sue 19 presene in Europa.

Quei volti femminili della protesta FRANCESCA SFORZA *

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FRANCESCA SFORZA – E se la scomposta maratona per l’emancipazione femminile – disseminata di ostacoli, ritardi, false partenze e fughe in avanti – passasse anche per il populismo? Guardiamoci intorno: Marine Le Pen in Francia, Beata Szydlo in Polonia, Frauke Petry in Germania, mentre all’orizzonte politico italiano si delineano i profili di Virginia Raggi e Chiara Appendino, candidate a Roma e Torino del Movimento 5 Stelle.

FRANCESCA SFORZA – E di Giorgia Meloni, decisa a riconquistare la scena della capitale «mettendo a disposizione» la sua candidatura per un centrodestra decisamente in affanno. Tutte diverse, tutte donne, ognuna capace di usare un linguaggio che colpisce nel segno di un elettorato deluso, sfiancato, impoverito, arrabbiato. Parole concrete, come quelle usate da Marine Le Pen durante un messaggio video che la ritrae nelle campagne francesi mentre visita gli allevamenti, si siede a guardare i vitelli, li accarezza e mette loro le mani in bocca per osservarne la dentatura: «Ho parlato con gli agricoltori francesi – dice al temine della visita – Mi hanno detto delle loro difficoltà, di tutte le cose che vorrebbero ma che non possono fare. Sapete chi è che glielo impedisce? Le leggi dell’Europa».

Quel modo rassicurante che hanno le casalinghe quando fanno i conti delle entrate e delle uscite in una famiglia è stato ad esempio tra i motivi che hanno portato alla vittoria, in Polonia, della pupilla di Kaczynsky Beata Szydlo, una che vive accanto ai genitori anziani, con l’orgoglio di due figli tirati su insieme al marito, uno medico, l’altro in seminario, raccogliendo così l’eredità più tradizionale della provincia polacca, il cui sogno è avere un figlio medico o uno prete. C’è il radicamento nei valori cattolici, il fisico rassicurante di una madre di famiglia, il rossetto a tinte forti nelle occasioni importanti, come durante la visita al parlamento di Bruxelles, ma non tutti i giorni, che non ce n’è bisogno. Una politica di rottura, la sua, che potrebbe mandare in mille pezzi il sogno europeo, ma che indossa i panni dimessi di una signora di mezza età. Beata non si è mai stancata di ripetere che come donna «doveva dimostrare di più», in un mondo dove si lavora duro e intorno sono tutti uomini. «Salti mortali», li ha definiti Virginia Raggi, quelli che ogni donna deve fare ogni giorno per tenere insieme impegno pubblico e vita privata, che hanno fatto tentennare Giorgia Meloni all’idea di ritrovarsi al settimo mese di gravidanza con le grane di un sindaco, ma che alla fine – di fronte al dilemma se era più di destra stare a casa a fare la mamma o buttarsi nella mischia vada come vada – le hanno fatto decidere che la sfida valeva comunque la pena di essere raccolta. Decisione che si è rivelata tanto più indovinata dopo l’infelice uscita di Guido Bertolaso – «Faccia la mamma, lasci stare la politica» – che ha definitivamente messo Giorgia, almeno in questa occasione, dalla parte giusta della storia.

C’è anche la chiusura degli apparati dei partiti tradizionali a fare da propulsore al fenomeno delle donne populiste: quanta anticamera avrebbe dovuto fare una come Frauke Petry per arrivare nella stanza dei bottoni di una Cdu o di una Spd? Quando l’hanno invitata nel salotto tv di Sandra Maischberger, Petry era l’unica donna sotto i cinquant’anni presente in studio, ed era piuttosto sorprendente osservare come di fronte ai video del suo popolo estremista e anti-migranti mostrasse un contegno imperturbabile, come a dire: «Sono ragazzi, non xenofobi, la democrazia non è rappresentata dai partiti al potere». A un elettore deluso e stanco, l’unica viva in quel talk show sembrava lei.

Nell’Europa divisa tra il politicamente corretto e l’odio per gli stranieri votare per una donna fa meno paura, come se il dato di violenza si riducesse in virtù di una questione di genere; e nell’Europa astratta delle regole votare per una donna dà l’impressione di accorciare le distanze, come se preferire la concretezza e i metodi spicci fosse sufficiente ad avvicinare le esigenze dei cittadini a una burocrazia farraginosa e lontana. Delle volte però il confine fra politiche conservatrici e reazionarie è difficile da governare, e gli esiti di un consenso conquistato a colpi di slogan non sono sempre prevedibili. Il messaggio in compenso è chiaro, e il mittente è un’altra donna – Angela Merkel– che i tedeschi amavano fino a che si comportava come una brava amministratrice di condominio, ma che hanno smesso di amare quando ha deciso di passare alla storia.

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Higuain è stato appena scavalcato nella classifica della Scarpa d’ Oro

Il rigore trasformato a Palermo aveva consentito a Gonzalo Higuain di raggiungere la vetta della classifica per la Scarpa d’ Oro, agganciando a quota 27 reti Cristiano Ronaldo.

Purtroppo stasera sono giunte cattive notizie per il pipita: l’ attaccante brasiliano del Benfica Jonas ha realizzato una doppietta nel 4-1 della sua squadra sul Tondela.

Jonas, dunque, scavalca Higuain balzando al comando della speciale classifica con 28 gol.

Jorginho, che numeri! Sarri se lo coccola, mentre Conte…

Numeri da capogiro e non solo: il Napoli si gode Jorginho. Arrivato da Verona, poco più di due anni fa, per 5 milioni di euro, l’italobrasiliano è finalmente esploso, dopo un’annata alla corte di Rafa Benitez non certo positivissima. Merito di Sarri e di quel 4-3-3 che ha favorito il centrocampista, a discapito di Mirko Valdifiori, arrivato come prima scelta da Empoli e messo in panchina, dopo poche partite di rodaggio. Personalità, qualità, regia impeccabile: questi i segreti di Jorginho che, gradualmente, senza mai una parola fuori posto, è diventato uno dei leader silenziosi della squadra.

I NUMERI– Sono 166 i palloni giocati, 138 i passaggi riusciti, 42 le giocate utili, 17 i palloni recuperati, 69 palloni giocati più di qualsiasi altro giocatore in serie A, il 93% di questi andati a buon fine. Statistiche che esprimono al meglio la stagione di Jorginho: nessuno come lui in Europa. Un patrimonio per Aurelio De Laurentiis, ma anche per lo stesso Antonio Conte, che potrebbe convocarlo in nazionale, in vista di Euro2016.

Siria, 12 milioni senza acqua, 9 senza cibo: anno peggiore

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SIRIA – Il rapporto di Oxfam: solo nel 2015 ci sono stati 50 mila morti, circa 1 milione di sfollati, oltre 2 milioni di bambini che non vanno a scuola. La campagna #WithSyria #Adessobasta e l’appello per garantire la protezione della popolazione civile. A Firenze, fino a mercoledì, l’accensione di monumenti, installazioni artistiche in città, come simbolo di vicinanza a chi fugge

SIRIA – Il 2015 è stato l’anno più tragico dall’inizio della guerra siriana. A farne le spese i civili siriani stremati dall’inasprirsi del conflitto, dal blocco degli aiuti e dallo stato d’assedio in cui molti si trovano: sono circa 250 mila le vittime secondo le stime delle Nazioni Unite dall’inizio del conflitto – oltre 50 mila solo nel 2015 – con 12 milioni di siriani all’interno del Paese che non hanno accesso all’acqua potabile e 9 milioni costretti a vivere in condizioni insicurezza alimentare. Un contesto atroce, in cui le grandi potenze mondiali, membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU – come Russia, Stati Uniti, Regno Unito e Francia (4 su 5) – non hanno risolto l’emergenza umanitaria in atto, ma al contrario hanno contribuito a esacerbare la crisi: attraverso pressioni diplomatiche inadeguate, minando le risoluzioni da loro stesse approvate, fornendo sostegno politico e militare alle diverse parti in conflitto o mediante la stessa azione militare sul territorio siriano.

“Benzina sul fuoco”. Di fronte alla peggiore tragedia umanitaria dalla seconda guerra mondiale, ora però non si può più rinviare: è necessario che i leader mondiali trovino la strada per rafforzare l’unico barlume di speranza rappresentato dal fragilissimo cessate il fuoco appena raggiunto.
E’ l’appello diffuso oggi da 30 organizzazioni firmatarie tra cui Oxfam, Save the Children, Norwegian Refugee Council, Care International e organizzazioni della società civile siriana come The Syrian-American Medical Society (SAMS), Big Heart e Syria Relief and Development, attraverso il rapporto Siria: benzina sul fuoco rilanciato in Italia nel quadro della campagna #WithSyria #Adessobasta, che fotografa il caos e la frammentazione in cui è ulteriormente piombata la Siria a cinque anni dall’inizio del conflitto.

Il quadro umanitario. All’indomani del peggior anno dall’inizio della crisi, nonostante il fragile cessate il fuoco, entrato in vigore a fine febbraio, la situazione umanitaria dell’ultimo anno in Siria appare sempre più drammatica:

  • oltre 50 mila vittime, anche per effetto degli attacchi aerei dei Paesi membri del Consiglio di Sicurezza; (esclusa la Cina), che secondo le Nazioni Unite hanno portato alla morte di circa 2.300 persone solo lo scorso novembre;
  • la distruzione parziale o totale di oltre 200.000 abitazioni (con un aumento del 20% rispetto al 2014), che ha costretto oltre 1 milione di persone ad abbandonare le proprie case;
  • oltre 1,5 milioni di persone in più dipendenti dagli aiuti umanitari;
  • un aumento del 44%, rispetto al 2014, degli attacchi contro ospedali e strutture sanitarie;
  • oltre 500 mila civili costretti a vivere in zone sotto assedio, secondo le stime più recenti dell’ONU;
  • oltre 400 mila bambini che non possono andare a scuola, portando il totale ad oltre 2 milioni;
  • circa 500 mila persone costrette a vivere in aree sotto assedio (la comunità assediata più estesa è quella di Deir Ez Zor, con 200 mila persone ancora intrappolate senza alcun aiuto);
  • un blocco pressoché totale degli aiuti umanitari: le Nazioni Unite, per esempio, sono riuscite a garantire assistenza sanitaria soltanto al 3,5% della popolazione in zone assediate, mentre meno dell’1% è riuscito, nell’ultimo anno, a ricevere cibo.

“Il mondo non si volti dall’altra parte”. “Chiediamo con forza ai leader mondiali di adoperarsi per fare rispettare il cessate il fuoco affinché questo conduca ad un accordo permanente per porre fine alle violenze e per garantire la sicurezza e la protezione dei civili in Siria. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – A tale scopo è indispensabile che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite prenda atto delle continue violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate in Siria, anche da parte di alcuni  dei paesi membri, intervenendo il prima possibile per fermare il trasferimento di armi alle parti in conflitto, ribadendo la necessità di garantire in primis la protezione dei civili. In questa direzione facciamo appello anche al Governo Italiano affinché, come Stato candidato (tra i membri non permanenti) a sedere nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal prossimo giugno, possa assumere un ruolo chiave nel guidare le parti ad una risoluzione politica del conflitto. Siamo di fronte alla più grande crisi umanitaria dal secondo dopo guerra ad oggi, il mondo non può più girarsi dall’altra parte”.

Le organizzazioni firmatarie del rapporto Benzina sul fuoco sono:

ActionAid Alkawakibi Organisation for Human Rights
Baytna Syria BINAA
Big Heart Foundation Bihar Relief Organisation
CARE International Emessa
Ghiras Alnahda IHSAN Relief and Development
Dawlaty
UOSSM
Khayr/Watan
Human Appeal
Non c’è Pace senza Giustizia Norwegian Refugee Council
Mercy Corps Oxfam
People in Need Physicians Across Continents
Save the Children SAWA for Development Aid
SEMA Sham Humanitarian
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/ larepubblica / Siria, 12 milioni senza acqua, 9 senza cibo: anno peggiore

Napoli, prima il dovere e poi il piacere: domani la ripresa degli allenamenti

Vittoria importante del Napoli sul campo del Palermo grazie al rigore trasformato da Gonzalo Higuain.
Nonostante le “lamentale”  riguardo la poca concretezza, Sarri ha deciso di concedere ai propri uomini una giornata di relax. In vista della prossima sfida che vedrà gli azzurri affrontare il Genoa, infatti, gli allenamenti riprenderanno solo nella giornata di domani.
Ecco il comunicato della società sul proprio sito ufficiale:
“Gli azzurri verso il match con il Genoa, posticipo serale della 30esima giornata al San Paolo

Dopo il successo a Palermo, il Napoli riprenderà domani gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro il Genoa per il posticipo serale della 30esima giornata di domenica al San Paolo (ore 18)”.

 

Da  sscnapoli.it

Augusta, Curia chiede dimissioni prete contro morti tumore

Augusta. Centinaia in piazza contro la richiesta avanzata dal vescovo a don Palmiro Prisutto, il sacerdote che ogni mese legge la lista delle 800 vittime di inquinamento industriale: “Non ci fermiamo e non lo faremo andar via”. Il parroco sarebbe accusato di occuparsi troppo poco delle confraternite cittadine

Augusta – “Don Prisutto non deve dimettersi. Se ne avrà il coraggio, dovrà essere la Curia a mandarlo via dalla sua chiesa”. Sono in tanti, fuori dalla Chiesa Madre di Augusta gremita da centinaia di fedeli per il precetto pasquale delle Confraternite, a stringersi attorno a don Palmiro all’indomani della richiesta di dimissioni da parte della Diocesi di Siracusa. E proprio per chiedere all’arcivescovo Salvatore Pappalardo di ripensarci, parrocchiani e non si sono dati appuntamento davanti al Duomo per una protesta pacifica a sostegno dell’arciprete che lotta da 35 anni contro l’inquinamento industriale. Una manifestazione spontanea per lanciare un appello alla Curia e difendere don Palmiro che sarebbe “reo” di dedicarsi troppo poco alle sette Confraternite megaresi, tanto da aver spinto per questo i vertici della Chiesa aretusea a intervenire.

“Una scusa – dice Mara Nicotra in rappresentanza del gruppo “Il popolo inquinato” –. E’ chiaro che la battaglia di don Prisutto tocca interessi forti. Lui si batte per la vita da 35 anni in un territorio massacrato dall’inquinamento industriale. E noi siamo con lui: la sua battaglia e la nostra”. Da anni, don Prisutto si batte per accendere i riflettori su Augusta e il triangolo nord della provincia siracusana protagonista di tristi record legati alle malattie tumorali. Da 2 anni, ogni 28 del mese, l’arciprete della Chiesa Madre legge durante la messa l’elenco dei morti di cancro e oggi le liste con nome, età, tipologia di tumore e mestiere di ognuno degli oltre 800 uomini, donne e bambini, sono all’ingresso del tempio cristiano. “La mia è una battaglia senza fine”, dice don Palmiro che ha lanciato un appello anche a Papa Francesco dopo aver scritto a tutti i presidenti della Repubblica che si sono succeduti.

Augusta, la Curia chiede le dimissioni del prete che si batte contro le morti di tumore

Le liste con i nomi delle vittime nella Chiesa madre di Augusta

Augusta, la Curia chiede le dimissioni del prete che si batte contro le morti di tumore di ISABELLA DI BARTOLO / larepubblica