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SHAKESPEARE A MERENDA al Teatro Santa Chiara (BS)

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SHAKESPEARE A MERENDA – Scritto, diretto e interpretato da Elena Russo Arman – Suono Giuseppe Marzoli – Luci Nando Frigerio – voce registrata Francesco Gagliardi

SHAKESPEARE A MERENDA – Ultimo appuntamento della nuova rassegna teatrale SHAKESPEARE IMAGO MUNDI, promossa dal Centro Teatrale Bresciano, con il sostegno dalla Fondazione Comunità Bresciana e con il contributo della Fondazione CARIPLO, oltre che di A2A e Fondazione ASM Gruppo A2A di Brescia e inserita nei CIRCUITI SPETTACOLO DAL VIVO.

La rassegna – nata per celebrare la ricorrenza dei quattrocento anni dalla morte di Shakespeare – è articolata in nove spettacoli che saranno ospiti al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri dall’11 gennaio al 18 marzo 2016 che, mescolando i linguaggi espressivi diversi di prosa, danza, video e musica jazz, rivisiteranno i temi, i personaggi e le opere del grande drammaturgo inglese.

L’obiettivo dello spettacolo Shakespeare a merenda è di proporre ai più giovani, con ironia e leggerezza, un modo diverso di scoprire il teatro, di osservare da vicino gli elementi che lo compongono e di offrire loro qualche nozione sul teatro elisabettiano e sui suoi protagonisti.

Il testo è scritto e interpretato da Elena Russo Arman, attrice della Compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano, consigliato a tutti perché, attraverso Shakespeare, si racconta il mistero del teatro con tratti avvincenti e ammalianti.

Durata dello spettacolo: 60 min. (senza intervallo)

Ingresso spettacoli singoli

Intero € 15,00 · Ridotto € 12,00

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – 25121 Brescia – Biglietteria tel. 030 2808600 ·

sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it

È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 – Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri

è possibile acquistare i biglietti per lo spettacolo la sera stessa alla biglietteria del Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri, mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Contrada Santa Chiara, 20 – 25122 Brescia – Biglietteria tel. 030 3772134

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619 (dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

Bichisecchi di Livorno fischia il match tra Juve Stabia e Matera

Per la decima giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà sabato sera con inizio alle ore 20 e 30 al “Menti” di Castellammare è stato designato Gianni Bichisecchi della sezione di Livorno a dirigere la gara tra Juve Stabia e Matera.

Bichisecchi, nato a Cecina in provincia di Livorno il 2 dicembre 1981, è al suo terzo campionato in Lega Pro, due i precedenti con i gialloblù nella sua carriera arbitrale, uno con la formazione primavera ed un altro con la prima squadra nella corrente stagione calcistica, questi i dettagli:

2013 – 2014: Campionato Nazionale Primavera – girone ‘ C ‘

1° marzo 2014 – 5° giornata di ritorno: FIORENTINA – JUVE STABIA 3 – 2, viola in vantaggio ad inizio gara con Bandinelli, ma prima della fine del tempo ci fu il pari ed il sorpasso delle vespette rispettivamente con Salvatore ELEFANTE e Luigi CARILLO; nella ripresa, i gigliati raggiunsero il pari ancora con Bandinelli e nei minuti di recupero siglarono il gol vittoria con Gondo.

2015 – 2016: Campionato Nazionale Lega Pro – girone ‘ C ‘

24 ottobre 2015 – 8° giornata d’andata: AKRAGAS – JUVE STABIA 0 – 2, doppietta delle vespe con un gol per tempo di Jan POLAK.

L’assistente numero uno sarà: Luigi LANOTTE della sezione di Barletta;

l’assistente numero due: Salvatore Marco DI BENEDETTO della sezione di Barletta.

Giovanni MATRONE

Alberico Turi: Cresce l’attesa per il derby Berretti tra Salernitana e Juve Stabia..

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

Di seguito le dichiarazioni di Alberico Turi.

La Berretti non è andata oltre il pareggio per 1 – 1 in casa contro l’Ischia: Ci sta, del resto la sconfitta per 8 – 2 subita a Teramo ha lasciato evidentemente ancora qualche scoria negativa. Non è facile mettersi alle spalle una sconfitta del genere ma una piccola reazione si è comunque vista nel derby contro l’Ischia terminato in pareggio. E’ un periodo negativo che i ragazzi si metteranno alle spalle, ne sono sicuro.

L’Under 17 ha invece vinto bene a Matera, riconquistando il primo posto: Sì, senza dubbio. Matera è un campo difficile e quindi siamo molto contenti per la vittoria, tra l’altro arrivata con un risultato importante. I ragazzi hanno superato per 4 a 1 gli avversari dimostrando ancora una volta una maturità importante. Certo, le inseguitrici hanno una partita in meno ma noi vincendo a Matera abbiamo fatto il nostro.

Tornando alla Berretti, la prossima partita sarà il derby tra Salernitana e Juve Stabia: Sì, si giocherà sabato a Campagna ma ancora non conosciamo l’orario. All’andata Buondonno fu decisivo. Speriamo di fare bene, anche in virtù dell’importanza di un derby come questo.

Ad ogni modo, i ragazzi di tutte le categorie dimostrano una crescita costante: Sicuramente, fa piacere perchè crescono non solo ottimi calciatori ma anche ragazzi con valori importanti. La nostra priorità resta sempre quella di far crescere persone prima ancora che calciatori. Siamo quindi soddisfatti di tutto quello che le squadre stanno facendo. Purtroppo ci troviamo in un ambiente dove spesso i genitori pongono troppe aspettative sui figli, finendo per alimentare inutilmente tensioni che con i campionati giovanili non hanno nulla a che fare. La crescita dei ragazzi passa inevitabilmente anche e soprattutto per l’atteggiamento dei genitori, che troppo spesso dimenticano che la priorità è il divertimento dei giovani e nient’altro.

Infine il consueto punto sulla prima squadra: La partita di Catania è stata un passo importante verso la salvezza. Resto dell’idea che questo campionato di Lega Pro non stia facendo registrare una grande qualità e molte società sono in difficoltà. Dispiace senza dubbio, ma a mio avviso la Juve Stabia dovrà alzare l’asticella nella prossima stagione, perchè ha tutte le carte in regola per fare un campionato diverso da quello in corso. Preliminarmente sarà ovviamente fondamentale conquistare la salvezza così da programmare il futuro con maggiore serenità.

Raffaele Izzo

Antitrust: multa da 1 milione per “Vodafone Exclusive”

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Secondo l’ Antitrust, il Garante della concorrenza, dallo scorso 31 agosto la compagnia di Tlc ha attivato il servizio in violazione del Codice del Consumo, con un pagamento supplementare a carico del cliente rispetto alla tariffa concordata

MILANO – L’attivazione di un servizio accessorio senza l’esplicita richiesta dei consumatori costa 1 milione di euro a Vodafone. L’Antitrust ha irrogato la sanzione milionaria a Vodafone Italia per il servizio accessorio aggiuntivo non richiesto Vodafone Exclusive, “ritenendo che tale offerta abbia comportato un pagamento supplementare rispetto alla remunerazione concordata, in violazione del Codice del Consumo”, spiega l’Autorità in una nota. Sul sito della società, il pacchetto viene descrito come la possibilità di navigare in 4G utilizzando il traffico dello smartphone anche su PC e tablet, di accedere a un servizio clienti dedicato e di avere un biglietto del cinema omaggio per due acquistati.

Ma il Garante della concorrenza e del mercato, a seguito degli accertamenti effettuati, ha rilevato che dal 31 agosto 2015 la società di Tlc ha attivato automaticamente il servizio “Vodafone Exclusive” senza il consenso espresso e preventivo (opt-in) dei clienti; che ha addebitato automaticamente del relativo costo mensile (1,90 euro) e rifiutato le richieste di rimborso a seguito dell’attivazione automatica di un servizio non richiesto dai consumatori.

Secondo le verifiche, si tratta di un servizio accessorio per alcune considerazioni: la navigazione sulla rete 4G è consentita solo a coloro che dispongono della condizioni tecniche necessarie; la possibilità di disporre di 2 ingressi al cinema al prezzo di un biglietto è garantita unicamente a un numero circoscritto di cinema aderenti alla promozione; l’accesso al servizio clienti dedicato 193 è meramente aggiuntivo rispetto al servizio clienti già esistente.

L’Agcm “ha imputato perciò all’impresa una condotta poco trasparente per quanto riguarda sia l’attivazione del servizio sia la modalità di addebito degli importi: il consumatore non è stato messo nella condizione, infatti, di rendersi conto che ‘Vodafone Exclusivè era stato effettivamente attivato sui propri apparati mobili e che gli importi mensili relativi a questo servizio venivano prelevati sistematicamente dal credito residuo dei clienti. A giudizio dell’Antitrust, tale condotta costituisce una violazione dell’articolo 65 del Codice del Consumo, con riferimento ai clienti  che hanno sottoscritto un contratto dopo il 13 giugno 2014, sanzionandola e vietandone lacontinuazione”. L’Autorità ha anche imposto a Vodafone di pubblicare per trenta giorni consecutivi sulla home page del proprio sito web un estratto del provvedimento dell’Autorità, predisponendo un’icona denominata “Comunicazione a tutela dei consumatori”.

larepubblica / Antitrust: multa da 1 milione per il servizio non richiesto “Vodafone Exclusive”

Comunali, la sfida della Meloni a Silvio Berlusconi

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Salvini: “Puntiamo al ballottaggio con lei”. Silvio Berlusconi: “Bertolaso vince”

L’ex Cavaliere Silvio Berlusconi: “Frase sulla gravidanza strumentalizzata in maniera meschina”. Alle 12 la leader di Fratelli d’Italia è attesa al Pantheon: decide di candidarsi con l’appoggio di Salvini

In attesa di sciogliere la riserva sulla sua candidatura, Giorgia Meloni incassa il sostegno incondizionato di Matteo Salvini, che punta a portarla al ballottaggio con il sostegno di tutto il centrodestra. Mentre Silvio Berlusconi non arretra su Guido Bertolaso, che a suo dire “vincerà di sicuro”. Uno scontro, quello fra il leader della Lega e quello di Forza Italia, che assomiglia a un “parricidio” e segna lo sgretolamento del centrodestra a Roma, con probabili ricadute anche sul piano nazionale. Sebbene Salvini smentisca questa ipotesi: “Le questioni locali non incidono su quello che va bene altrove. Non credo ci saranno ricadute – assicura parlando alla Camera in conferenza stampa – a Milano la Lega starà con Parisi”.

Tornando alla Capitale, il segretario del Carroccio chiarisce la sua strategia: “Il nostro obiettivo è arrivare con Giorgia Meloni al ballottaggio, a quel punto, se il centrodestra vuole unirsi sarà unito e i romani ci daranno una mano”. Viceversa, se Meloni non dovesse farcela,  “voterei Movimento 5 Stelle al ballottaggio con il Partito Democratico”, conclude Salvini.

Il no di Berlusconi. Giorgia Meloni “non ha nessuna possibilità di diventare sindaco di Roma”. Silvio Berlusconi va all’attacco di prima mattina ospite di Maurizio Belpietro a ‘La telefonata’ su Canale 5. L’ex premier parlerà con la presidente di Fratelli d’Italia, “ma non ho speranza di convincerla”, perché “io sono vecchio, ormai con l’esperienza e so benissimo che le donne fanno sempre quello che dicono loro”. Ha liquidato come “meschina strumentalizzazione” la polemica sulla gravidanza del leader di Fratelli d’Italia come ‘controindicazione’ alla corsa al Campidoglio. Ribadendo il concetto anche su Twitter:

: la Meloni sa benissimo che oltre ad affrontare una dura campagna elettorale non diventerà sindaco di Roma

Berlusconi in tv, poi, è tornato ad attaccare la Lega e Salvini: “I leghisti di Roma sono tutti ex fascisti e hanno liti tra di loro che sbocciano tutti i giorni – ha proseguito Silvio Berlusconi – Bisogna chiedere a Salvini a cosa punta, io preferisco pensare che si è fatto male consigliare dai suoi e trascinare in una logica di conflitti locali”. E un anno fa, in piazza del Popolo durante il comizio del leader della Lega Nord, erano spuntate croci celtiche, cartelloni con l’effige di Mussolini e striscioni con simboli di estrema destra (foto).

Berlusconi: ”Leghisti a Roma sono tutti ex fascisti in lite tra loro”

“Mi chiedete se sono antifascista? Fascismo e comunismo sono morti. Sono antifascista come sono anticomunista – ha risposto a distanza Matteo Salvini ad Agorà su RaiTre – Se qualcuno pensa davvero che possano tornare fascismo e comunismo va aiutato, va abbracciato”.

A chiedere la candidatura di Giorgia Meloni è stato il suo partito, Fratelli d’Italia. Lei si è presa 24 ore di tempo per pensarci e consultarsi con gli alleati ma è quasi certo, salvo ripensamenti dell’ultima ora, oggi verrà annunciata la sua candidatura con un conferenza stampa ufficiale. Molto probabilmente alle 12, quando incontrerà cittadini e simpatizzanti di FdI in piazza della Rotonda al Pantheon.

Renzi, Consiglio europeo: “E’ il terzo in un mese. Non va bene”

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Il ricordo del premier Matteo Renzi sulla strage di via Fani: “Che la visione di Moro ci aiuti ad essere all’altezza”. E sulla Turchia. “Giusto fare l’accordo ma non a tutti i costi”. La minaccia terroristica “continua a farsi sentire con la sua scia di morte e colpisce l’idea di Europa, non cediamo”. Papa: “Aprite cuore e porte”

ROMA – Prima le parole per la strage di via Fani. Matteo Renzi ha ricordato l’attentato Moro, “in questo 16 marzo vorrei rivolgere un pensiero alle famiglie delle vittime della strage di via Fani e dell’onorevole Moro. Che il sentimento di attaccamento al proprio lavoro in quegli uomini della scorta, e la visione lungimirante e strategica del presidente Moro, possano aiutare tutti noi ad essere all’altezza del compito a cui siamo chiamati”, ha detto. E la risposta è stata unanime, standing ovation dell’Aula della Camera. Tutti i deputati ed i componenti del governo si sono alzati in piedi ad applaudire. Una ferita italiana, prima di guardare oltre il Paese, all’Europa, ai migranti, in vista del Consiglio che si apre domani (17-18 marzo) a Bruxelles.

“Già il fatto che il Consiglio europeo si riunisca per la terza volta in un mese non va bene – ha continuato Renzi al Parlamento -. Il Consiglio Ue è abituato a prendere decisioni che devono essere eseguite, questo non sta accadendo sulla migrazione ma anche in altri settori, dobbiamo prendere atto che l’ordine del giorno è sempre lo stesso, le istituzioni europee hanno bisogno di nuove idee e di un deciso cambio di direzione”. Il “primo tema” della discussione sui migranti al consiglio Ue, ha ribadito il premier, “è dare corso alle decisioni che prendiamo”, perché “gli hot spot sono stati fatti, le riallocazioni e i rimpatri no”.

La questione migratoria è quella principale nell’agenda di molti Paesi. Ha caratteristiche inedite, ma la sottolineatura che viene fatta dei numeri europei stride con la realtà dei fatti di altri Paesi fuori dai confini europei. Il presidente Mattarella si trova in Africa, ha visitato un campo profughi di centinaia di migliaia di persone; ciò che accade in Turchia è sotto i riflettori, ma non è lo stesso per alcune zone del sud est asiatico o per il Libano e la Giordania”. La questione dunque “va inserita in un quadro più normale, più logico, ma questo non è possibile in mancanza di attuazione delle decisioni europee su hot spot, relocation, rimpatri”.

“L’Europa va su Marte” ma “si ferma a Idomeni”, dove “una mamma è costretta a lavare suo figlio appena nato con una bottiglia d’acqua perché quel bambino è stato partorito in uno dei nostri campi profughi”, ha continuato il premier. E da piazza San Pietro anche il Papa parla di migranti, “i nostri fratelli che stanno vivendo una drammatica situazione di esilio lontani dalla loro patria, con negli occhi le macerie delle loro case e spesso il dolore per la perdita delle persone care”. “A me piace tanto – ha poi aggiunto Francesco ai 40 mila fedeli presenti in piazza –  quando vedo nazioni e governanti che aprono il cuore e aprono le porte”.

Migranti, verso il Consiglio Europeo. Renzi: "E' il terzo in un mese. Non va bene"

Renzi ha ricordato che “l’Italia si è sempre presentata con una voce uguale nel primo decennio di questo secolo sulla Turchia. Forse è stato un fatto più unico che raro, ma noi abbiamo tenuto sempre questa posizione. Non così altri Paesi”, ha sottolineato.

Un passaggio del discorso sulla minaccia terrorismo. Che tocca anche l’Europa: “La stagione che stiamo vivendo vede una recrudescenza di un terrorismo che in realtà non era mai sparito – ha proseguito Renzi -. C’è un continuo emergere di violenze di matrice terroristica che ha toccato praticamente tutto il mondo: ne hanno fatto le spese in questa settimana la Turchia e la Costa d’Avorio, dove sono stati toccati simboli della quotidianità. Il principio per cui per ogni euro investito in sicurezza vi sia un euro per la cultura e l’educazione deve diventare patrimonio condiviso di tutti: non si risolve la questione del terrorismo se non mettiamo in campo una risposta culturale”.

Istituzioni italiane “tra le più stabili”. I temi in Parlamento sono tanti. Su alcuni Renzi ha puntato la luce. “Sui sistemi istituzionali prima o poi qualcuno farà una riflessione scoprendo che quello italiano rischia di essere il più stabile con buona pace delle tante critiche”, ha detto registrando la situazione di “ingovernabilità” sopravvenuta in molti Paesi europei dopo il voto, dal Portogallo alla Spagna fino alla Slovacchia. “Le istituzioni in molti Paesi non riescono più ad avere un governo in grado di rappresentarli”, ha spiegato.

Il danno del ‘fiscal compact’. “Ancora una volta non posso che ribadire la posizione italiana: il ‘fiscal compact’ e le sue declinazioni hanno comportato un danno alla direzione politica ed economica dell’Europa e anche dell’Italia” ha affermato, aggiungendo che cambiare questa direzione “richiede determinazione, energia e tenacia”.

larepubblica / Migranti, verso il Consiglio Europeo. Renzi: “E’ il terzo in un mese. Non va bene”

L’influenza colpisce il Napoli a Castel Volturno

Con il Genoa sarà grande festa

Da registrare una sola assenza ieri a Castel Volturno per l’allenamento pomeridiano: quella di Vlaad Chiriches, colpito da un virus influenzale. Lo stesso che sabato aveva agitato la vigilia di Marek Hamsik e che prima del Chievo aveva tormentato quella di Pepe Reina. Pochi dubbi sulla formazione anti-genoa: spazio al blocco di Palermo, ossia i titolarissimi. Intanto è salita già a 29 mila biglietti la prevendita. Sabato sera andranno in scena cene e tavolate, poi domenica un gruppo di tifosi del Genoa sarà ospitato in settori diversi da quello riservato agli ospiti. Sarà una vera e propria festa di sport.

Insigne sta per battere Conte: sarà convocato

Pronta la convocazione in Nazionale

La Repubblica scrive su Lorenzo Insigne: “È una settimana speciale soprattutto per Lorenzo Insigne, atteso da una staffetta azzurra che ne misurerà ambizioni e talento ai massimi livelli: sui tavoli dello scudetto e della Nazionale. Prima la partita di domenica pomeriggio (ore 18) al San Paolo contro il Genoa: altra tappa cruciale del duello al vertice con la Juventus; poi la sospirata chiamata di Antonio Conte. Insigne sta per vincere la sua personale battaglia con l’ostracismo di Conte, ritornando di forza tra gli eletti del club Italia. La conferma è attesa per domenica sera, quando saranno ufficializzate le convocazioni per i prossimi test dell’Italia”

Ionita-Verona, rinnovo e poi il Napoli?

Quello di Ionita è sempre un nome caldo per il mercato estivo del Napoli

Il calciatore è stato vicino all’azzurrogià nella sessione di gennaio, ma poi non se ne è fatto nulla. La Gazzetta dello Sport scrive sul centrocampista dell’Hellas Verona: “Con la fiammella della speranza salvezza ancora accesa in vista dello scontro diretto con il Carpi, il d.s. gialloblù Bigon ha già iniziato a definire le prime mosse in vista della prossima stagione. Così ieri è stato raggiunta un’intesa di massima per il prolungamento fino al 2019 di Artur Ionita. Il 25enne centrocampista moldavo aveva il contratto a scadenza nel 2017: Bigon e gli agenti del giocatore hanno trovato l’accordo che verrà formalizzato nelle prossime settimane. Chiaro che Ionita sarà uno dei pezzi forti del mercato in uscita dell’Hellas nella prossima stagione”

Spaghetti dalla Turchia, un milione di Kg sequestrati in porto

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Spaghetti, violazioni del made in Italy per un noto pastificio, Grano tenero invece di duro. Il legale: “Tutto in regola”

Nei magazzini del porto di Genova staziona da qualche mese un milione di chili di spaghetti. Per la precisione, 972mila 147 chilogrammi di pasta “made in Turkey”. E proprio qui sta il problema: la provenienza turca.

I finanzieri del comando provinciale, infatti, li hanno sequestrati per le cosiddette violazioni alle normative in difesa del “made in Italy”. E si è aperto un contenzioso, uno dei primi in Italia, importantissimo sia per il valore della merce sotto sequestro sia, in prospettiva, per quello che potrebbe significare per il mercato.

Vanno subito chiariti alcuni aspetti. Qui non si discute di sicurezza del consumatore dal punto di vista di possibili danni alla salute.

Gli spaghetti “congelati” dalle fiamme gialle possono essere consumati tranquillamente: ma secondo l’accusa sono di una qualità inferiore a quella dichiarata, e sono prodotti in Turchia e non Italia come le scritte sulla confezione lascerebbero intendere. In conclusione: dovrebbero avere un altro prezzo una volta messi in vendita sugli scaffali dei supermercati e dei negozi di alimentari.

Va subito detto che l’avvocato Alberto Caselli Lapeschi, che rappresenta il pastificio Pasta Garofalo di Gragnano (un marchio assai noto anche se non fa parte del consorzio che prende il nome dal paesino in provincia di Napoli) ha già presentato ricorso in Cassazione per il dissequestro sostenendo l’assoluta regolarità del prodotto importato.

Il blocco degli spaghetti turchi era avvenuto nel corso di uno dei controlli sui container pianificati dal comando provinciale sotto la guida del generale Michele Dell’Agli.

Il milione di chili di pasta è stato sequestrato, come si diceva, sulla base di due aspetti contestati in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane di Genova.

Il primo punto riguarda la composizione degli spaghetti. Il prodotto pubblicizzato come pasta di grano duro conterrebbe in realtà, secondo le analisi effettuate dai laboratori delle Dogane, una percentuale superiore di grano tenero.

Il secondo aspetto riguarda, invece, le informazioni contenute sulla confezione che, secondo gli inquirenti, non spiegherebbero in maniera esauriente che la pasta è stata prodotta in Turchia e non in Italia.

«I miei clienti – spiega l’avvocato Alberto Caselli Lapeschi – sono i titolari di un pastificio molto noto che produce da sempre pasta di qualità. Credo che la situazione verrà presto chiarita. Abbiamo già presentato ricorso in Cassazione per ottenere il dissequestro e confidiamo che ciò avvenga in tempi brevi. In ogni caso, vorrei ricordare come non è assolutamente in discussione la qualità del prodotto dal punto di vista della sicurezza dei consumatori».

Sempre sul fronte dell’agroalimentare va segnalato il sequestro di 14mila litri di bevande gassate non alcoliche provenienti dall’estero e anch’esse viziate, secondo i finanzieri, da irregolarità relative alla tutela del made in Italy.

E nel corso del 2015 sono state sequestrate anche alcune tonnellate di olio di produzione tunisina grazie a servizi di controllo svolti nel porto di Genova durante gli sbarchi da navi e traghetti da Tunisi. Solo fra novembre e dicembre sono stati intercettati tremila litri di olio illegalmente introdotto in Italia perché non conforme agli standard di qualità imposti dalla Comunità Europea. Il prodotto, di cui si parla per l’abbattimento dei dazi che ne agevola l’importazione nei Paesi Ue, era occultato in bidoni o vere e proprie cisterne non dichiarate da chi li importava in Italia.

Molti sequestri di olio sono stati effettuati a carico di cittadini tunisini che tornavano in Europa dopo le ferie, ma ci sono anche casi di commercianti che usavano il viaggio fra Genova e Tunisi per rifornirsi di quantità ingenti da rivendere in Francia e Italia spacciandolo per prodotto europeo o per olio tunisino importato regolarmente.

Spaghetti dalla Turchia, un milione di chili sequestrati in porto di MARCO PREVE / larepubblica

Sarri-Milan, Berlusconi pronto al si

I dettagli del quotidiano…

La Gazzetta dello Sport inserisce il nome di Maurizio Sarri tra i possibili nomi per la panchina del Milan e scrive: “Con Sinisa si intende andare avanti fino a fine stagione ma Silvio giudicherà fondamentali le prossime tre partite: Lazio, Atalanta e Juve. In caso di scivoloni si orienterebbe a chiudere subito con Mihajlovic, sostituendolo con Brocchi a tempo determinato. Con l’allenatore della Primavera ci sono già stati diversi contatti (anche di persona), l’ultimo dei quali proprio l’altro ieri, cosa piuttosto indicativa. Silvio ha un debole per Christian, ma ovviamente il rischio di bruciare un altro «deb» è altissimo. Berlusconi potrebbe quindi decidere di puntare su allenatori più pronti: a Di Francesco, allenatore del Sassuolo, Silvio aveva fatto i complimenti dopo la partita d’andata e, suo malgrado, avrà trovato conferma pure al ritorno. Nella lista ci sono anche Montella e soprattutto l’ex rossonero Donadoni, accostato anche alla Nazionale. E non va dimenticato Sarri, su cui però deciderà il Napoli che vanta l’opzione di rinnovo: in caso di clamoroso strappo Berlusconi potrebbe fare marcia indietro e riavviare il corteggiamento. Sarri, ex guida dell’Empoli, è legato anche a Marcello Carli, oggi d.s. empolese: nell’ipotetico scenario potrebbero arrivare a Milano in coppia, con il dirigente a collaborare con Galliani alla parte sportiva”

Alemão: “Jorginho diverso da me: l’uomo che mancava”

Le sue parole…

Ricardo Rogerio de Brito, noto più comunemente come Alemão, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco alcuni passaggi:

Alemão, si può fare? 

“Certo che sì, lo dice la classifica, ma anche la natura del gioco d’una squadra che piace, sempre”. 

Cosa le ispira, il Napoli? 

“Allegria, spensieratezza ma anche tanta organizzazione: mai un movimento sbagliato, sempre la ricerca delle perfezione. Un gran bel vedere”. 

Comanda Jorginho… 

“Non lo conoscevo così bene, guardando le partite in tv ho avuto modo di approfondire: ha tecnica notevolissima, direi che ha in sé anche una leadership che si nota. I compagni lo cercano e lo trovano sempre”. 

Differenze ne esistono, ovviamente, con lei; però pure le analogie non mancano. 

“La nostra inclinazione è diversa, pure nei movimenti che appartenevano ieri a me e adesso sono suoi. Ma se c’era chiarezza in me, in quello che serviva al mio Napoli, ce n’è altrettanta in lui, in quello che torna utile a questo gioco. Tu osservi lo sviluppo della partita, arriva la palla a Jorginho e percepisci immediatamente che ha studiato la distribuzione nel modo più appropriato”. 

La somiglianza è nella centralità del gioco. 

“Era l’uomo che mancava e forse si sapeva. Non ho mai smesso di seguire il Napoli e ogni stagione mi ponevo sempre la stessa domanda: ma esisterà un calciatore che abbia queste caratteristiche? L’hanno trovato e sono stati bravi, perché è arrivato ragazzino ed è ancora giovanissimo. E’ servito per svoltare o per far fare a tutti, a se stesso compreso, quel salto di qualità”.

A nove giornate dalla fine, cosa può succedere? 

“Previsioni non è possibile avanzarne, ma la lotta esiste e durerà forse fino alla fine. Però ci sono i margini. Io ci credo”. 

Conosce la città, inutile dire di cosa si cibi – calcisticamente – in questo momento. 

“Posso immaginarlo: lo scudetto è la conquista più bella. Manco a Napoli da sette anni: tornerei volentieri a metà maggio”. 

Jorginho sul tetto d’Europa, meglio di Xabi Alonso

Jorginho sul tetto d’Europa

Nessuno è come lui nello smistare palla in questo periodo. Il centrocampista del Napoli è infatti il primo nel Vecchio Continente per numero di palloni giocati: 3.037, con una media di 116,81 a partita. Segue Thiago Motta del PSG con 2.725 palloni giocati e una media di 104.81, poi Xabi Alonso del Bayern Monaco chiude il podio con 2.276 palloni e una media di 103.45. Anche Marek Hamsik nella top 15, precisamente a all’undicesimo posto: 2.679 palloni giocati e una media di 92.38, superiore a quella di Toni Koss del Real Madrid (con tre presenze in meno) che vanta 2.306 palloni giocati con una media di 92.24.

Sarri alla squadra: “Certe gare bisogna chiuderle prima”

Il tecnico è insoddisfatto della prova di Palermo

La Repubblica, Maurizio Sarri non è stato soddisfatto della prova della squadra a Palermo: “Per convincere definitivamente il ct, però, l’attaccante del Napoli ha bisogno di un’altra prova super contro il Genoa: in 90’ che saranno determinanti anche per le ambizioni della squadra, al di là delle ambizioni personali di Lorenzinho. Pure Sarri si aspetta grandi cose da lui e dagli altri azzurri: dopo la prestazione un po’ contraddittoria contro il Palermo. I tre punti conquistati in Sicilia, infatti, non hanno soddisfatto del tutto il tecnico toscano, che ieri ne ha riparlato con i suoi giocatori alla ripresa degli allenamenti, a Castel Volturno. «Siamo stati troppo leziosi, certe gare bisogna chiuderle prima », ha ribadito don Maurizio, senza peraltro calcare troppo la mano. Basta che la lezione sia servita: non è il momento di concedersi pause e cali di tensione”.

Yacht in fiamme, indaga la Finanza

I dettagli…

Secondo Il Mattino, il caso dello yacth di De Laurentiis in fiamme non è un fascicolo archiviato ma sul quale indaga anche la Finanza. C’è stato un blitz del Pm nei Cantieri del Mediterraneo nei giorni scorsi, assegnando incarichi di perizia per rispondere ad un po di quesiti. Nessuna trama oscura, il patron del Napoli è parte offesa. In sintesi, la Procura chiede di «verificare le cause dell’incendio dello scorso 15 settembre, sulla motonave Angra»; «se l’incendio è stato provocato da un guasto e/o dal malfunzionamento del motore o dell’impianto elettrico»; «se i sistemi di rilevazione, di allarme e di spegnimento dell’incendio riportati, nella documentazione allegata al contratto di assicurazione, fossero realmente installati sulla nave»; e «se le manovre di spegnimento dell’incendio, da parte del personale di bordo, siano state tempestive e adeguate nell’occorso».

Il dramma-profughi fa tremare i conti della Grecia

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Dramma dei migranti – Gli aiuti della Ue (750 milioni in tre anni da dividere con l’Italia) sono briciole rispetto al costo reale per la gestione dei rifugiati, vicino a un miliardo all’anno e gli sbarchi nell’Egeo hanno messo alle corde le prenotazioni nelle isole. “L’economia ellenica è a rischio” dice l’Ocse ma Tsipras, costretto pure a taglire le pensioni per gli impegni con la Troika, spera nella ristrutturazione del debito

ATENE – Il dramma dei migranti manda il salvataggio della Grecia ai tempi supplementari. Il turismo, la seconda voce d’entrate, è alle corde. Nel paese sono bloccati 50mila rifugiati cui sarà necessario garantire vitto, alloggio e cure sanitarie “per almeno due anni”, calcola il governo. Il Pireo, cuore dell’industria nazionale, si è trasformato in un’enorme tendopoli che ospita oltre 4mila persone. E i soldi per affrontare l’emergenza, semplicemente, non ci sono. “Nessun paese può affrontare una situazione come questa da solo – dice il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria – l’economia ellenica rischia di avere contraccolpi pesantissimi”.

La prima accoglienza dei profughi – aveva calcolato lo scorso ottobre la Banca centrale – sarebbe dovuta costare quest’anno 670 milioni, lo 0,4% del Pil, solo in spese dirette. Peccato che quella cifra, ammette il governatore Yannis Stournaras, sia ora largamente approssimata per difetto: i calcoli erano stati fatti considerando il paese solo come una tappa di passaggio dei rifugiati in viaggio verso il Nord Europa. Oggi non è più così: l’Europa, la Macedonia e l’Albania hanno sigillato le frontiere. Chi sbarca dalla Turchia nelle isole dell’Egeo resta bloccato in Grecia. E il conto finale sarà molto più salato. Bruxelles ha promesso al governo Tsipras una fetta importante dei 750 milioni di fondi straordinari stanziati in tre anni per consentire ad Atene e Roma di far fronte alla crisi. Briciole rispetto alle reali necessità e una sorta di mancia, protestano ad Atene, rispetto alla pioggia di miliardi in arrivo per a Turchia.

Le spese dirette per tendopoli, mense e servizi sanitari, oltretutto, sono solo una parte del problema. L’altra sono le conseguenze sul turismo, il volano che negli ultimi due anni ha tenuto in vita i conti nazionali. Le autorità ufficiali ostentano ancora sicurezza. Le entrate 2016 sono previste in aumento del 5,6% a 15 miliardi grazie a oltre 25 milioni di visitatori. Chi lavora sul campo però racconta un’altra storia. Le prenotazione nelle isole interessate dagli sbarchi sono in calo del 50-60%. A rilento navigano pure quelle del resto del Dodecaneso. Se questi dati saranno confermati, nel bilancio ellenico rischia di aprirsi una nuova voragine destinata a rimettere in discussione la solidità del bilancio pubblico a ridar fiato ai sostenitori della necessità della Grexit. Soldi in cassa, del resto, ce ne sono pochi.  Alexis Tsipras sta trattando in queste ore con i creditori l’ennesimo taglio alle pensioni (il dodicesimo dal 2010) pari all’1% del pil necessario a sbloccare i prestiti necessari a pagare i debiti – 3,8 miliardi – in scadenza a luglio. La terapia della Troika – dopo sei anni di cura intensiva – fatica a dare i suoi frutti: la disoccupazione è ancora al 24%, l’esposizione continua a crescere, il paese è tornato in recessione, le tasse arretrate (i greci non hanno i soldi per pagarle) sono salite a 83 miliardi. E in questa situazione trovare oltre un miliardo l’anno per il dramma dei rifugiati è una chimera.

La partita decisiva si gioca con ogni probabilità nelle prossime settimane. Protagonista la Troika in visita ad Atene per esaminare lo stato delle riforme, dare l’ok ai tagli alle pensioni e decidere se dare l’ok ai nuovi aiuti. Su questo fronte, almeno, c’è un certo ottimismo. Ue, Bce e Fmi potrebbero ammorbidire le loro posizioni per lasciare un po’ d’ossigeno a Tsipras. Le richieste sulla riforma previdenziale sarebbero state abbassate, in cambio magari di sforbiciate al bilancio della Difesa. La vera speranza del governo però è un’altra: vedersi riconosciuti gli sforzi sul fronte dei rifugiati con un adeguato piano di ristrutturazione del debito. Lo pretende l’Fmi. E persino i falchi del rigore, dopo aver messo in ginocchio Atene e averle lasciato il cerino dei migranti, potrebbero dare il via libera. Altrimenti i vaticini dell’Ocse potrebbero diventare realtà.

di ETTORE LIVINI  / larepubblica / Pil in retromarcia, turismo ko. Il dramma-profughi fa tremare i conti della Grecia

Albiol e Callejon, il rinnovo è cosa fatta

I dettagli…

Il Mattino il Napoli lavora già per la prossima stagione. Il quotidiano apre con un importante annuncio: Albiol e Callejon, il rinnovo è cosa fatta. C’è già l’ok con il procuratore Manolo Garcia Quilon. I due spagnoli hanno il contratto in scadenza nel 2017 e firmeranno presto con il club azzurro, al massimo a fine campionato. L’intesa c’è, la società ha voglia di continuare con tutti e due e loro hanno voglia di andare avanti dopo la grande stagione vissuta con Sarri. Il primo appuntamento in scadenza per il direttore sportivo Giuntoli, il primo nodo risolto: non c’è il rischio che vadano a scadenza. Attese solo firme e annunci, rinnovi presumibilmente biennali.

Furbetti del cartellino, timbravano ma erano assenti

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Furbetti assenti: Dirigenti, medici e impiegati incastrati grazie alle telecamere. Eseguiti 21 provvedimenti cautelar all’asl di Avellino.

Furbetti timbravano il cartellino e poi si allontanavano dal posto di lavoro anche per diverse ore. La polizia di stato di Avellino ha eseguito 21 provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio a carico di altrettanti dipendenti dell’asl di Avellino con funzioni amministrative, mediche e paramediche, per il reato di truffa.

L’attività investigativa dei poliziotti della squadra mobile ha evidenziato una condotta anomala rispetto al regolare orario di servizio lavorativo di molti dipendenti dell’azienda sanitaria locale di avellino, appartenenti a quasi tutte le categorie professionali, che si allontanavano dal posto di servizio ripetutamente facendo rientro solo dopo diversi minuti a volte diverse ore.

L’indagine ha permesso di evidenziare le condotte degli indagati mentre si assentavano in maniera ingiustificata dall’ufficio, allontanandosi dal posto di servizio anche a bordo delle proprie autovetture per recarsi in altri luoghi, spesso grazie alla condotta di altri colleghi che vidimavano anche per gli assenti.

Durante le indagini effettuate anche con videocamere nascoste gli investigatori hanno rilevato il comportamento di una guardia giurata predisposta alla vigilanza interna, che con un cacciavite tenta di rimuovere una delle microcamere nascoste.

larepubblica / Furbetti del cartellino, timbravano ma erano assenti: 21 indagati alla Asl di Avellino

PIF: classifica Onu felicità Italia 50esima dietro l’Uzbekistan

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L’Italia, stando all’indice PIF, non è un Paese tanto felice, anche se in questa lista di nazioni felici è messa meglio della Siria, dell’Afghanistan e dei Paesi della fascia sub-sahariana.

PIF – Se siete in cerca di felicità prendete un biglietto aereo e dirigetevi in Danimarca. Secondo il rapporto mondiale della felicità stilato dall’Onu, il paese del Nord Europa è infatti il più felice del mondo. L’Italia si ferma solamente al 50esimo posto ed è preceduta, tra i tanti, anche da Uzbekistan, Malesia e Nicaragua. Un enorme balzo in avanti invece per la Germania, che dalla 26esima posizione vola alla 16esima.

Scorrendo la top ten ritroviamo gli stessi Paesi dello scorso anno, ma con un ordine diverso:

  1. Danimarca,
  2. Svizzera (che l’anno scorso era prima),
  3. Islanda,
  4. Norvegia,
  5. Finlandia,
  6. Canada,
  7. Paesi Bassi,
  8. Nuova Zelanda,
  9. Australia
  10. Svezia.

Gli Stati Uniti sono tredicesimi, il Regno Unito ventitreesimo e la Francia trentaduesima. Fanalino di coda il Burundi.

Come si calcola il Pif?

Sette sono le variabili fondamentali per tentarne un calcolo:

  1. Disuguaglianze ridotte,
  2. il Pil reale pro capite,
  3. l’aspettativa di vita in buona salute,
  4. l’avere qualcuno su cui contare,
  5. la libertà percepita nel fare scelte di vita,
  6. la libertà dalla corruzione
  7. la generosità o solidarietà.

Nel merito, Jeffrey Sachs, co-redattore del rapporto e direttore dell’Earth Institute alla Columbia University afferma:  «La misurazione della felicità percepita e il raggiungimento del benessere dovrebbero essere attività all’ordine del giorno di ogni nazione che si propone di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile» ed aggiunge «Al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita economica dovremmo promuovere società più giuste e sostenibili dal punto di vista ambientale».

PIF: classifica Onu felicità Italia 50esima dietro l’Uzbekistan

DESTRA – Perché la Lega abbandona l’ex Cavaliere. G. ORSINA *

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 Non è così sorprendente che nella Capitale la destra sia esplosa. La vera sorpresa, forse, è che riesca a restar unita a Milano.

DESTRA – Per quanto il caos romano scaturisca pure dalla rissosità endemica della destra capitolina, oltre che da una quantità notevole di incertezze, ambiguità e voltafaccia, esso è soprattutto figlio di due questioni politiche quanto mai reali.

La prima solo italiana: il tramonto della leadership berlusconiana. La seconda visibile in tutto l’Occidente, dalla Francia agli Stati Uniti alla Germania: la crescita prepotente d’una destra anti-establishment che il centrodestra tradizionale non riesce più a marginalizzare né egemonizzare.

Il tramonto della leadership berlusconiana s’è ormai prolungato a tal punto che su di esso non è rimasto molto da dire. La destra italiana l’ha creata Berlusconi – una differenza non da poco con Donald Trump, per accennare soltanto un parallelismo che da ultimo viene fatto spesso, non solo in Italia e non sempre a proposito. Fin dal 1994 Berlusconi ha capito che per vincere doveva raccogliere e tenere insieme, dal centro alla destra, quanti più soggetti possibile. E c’è riuscito, malgrado la loro notevole eterogeneità ideologica e geografica, soprattutto grazie a una straordinaria forza mediatica, economica e politica. A destra era di gran lunga il più forte: chi si alleava con lui poteva godere di visibilità e aspirare al potere. Chi restava da solo aveva la certezza dell’irrilevanza.

Oggi Berlusconi ha ancora un gruzzolo tutt’altro che disprezzabile di voti. Ma a destra non è il più forte, o quanto meno non al punto da dettar legge. La Lega, che a partire dalle elezioni regionali del 2000 capì di non avere alternative all’alleanza col Cavaliere, se voleva contar qualcosa, oggi al contrario vede con chiarezza da un lato che rischia di non contare nulla nemmeno alleandosi col Cavaliere. E, dall’altro, che un’alternativa ci sarebbe. O magari più d’una.

E veniamo così alla seconda questione politica. La Lega è un partito di destra anti-establishment. Già di per sé, questo la colloca in uno spazio politico che gode ovunque di particolare fortuna. Finora, è vero, i partiti che vi si muovono non hanno vinto in nessun Paese. Basta tener presenti però da un lato le questioni ancora aperte – la crisi epocale dei migranti lontanissima dall’esser risolta, la sfida terroristica globale, la mediocre crescita economica -, dall’altro le prossime scadenze elettorali – referendum sulla Brexit a giugno, presidenziali americane a novembre, presidenziali francesi nella primavera e parlamentari tedesche nell’autunno del 2017 -, per vedere quali opportunità straordinarie potrebbero aprirsi ai partiti di destra anti-establishment nel prossimo anno e mezzo.

E non solo. Essendo un partito di destra anti-establishment, la Lega può muoversi lungo entrambe le dimensioni che strutturano oggi il sistema politico italiano: l’asse destra/sinistra e l’asse establishment/anti-establishment. Sull’asse destra/sinistra il suo unico alleato possibile è Berlusconi. Ma sull’asse establishment/anti-establishment c’è un’altra forza con la quale la Lega potrebbe dialogare. Una forza che negli ultimi tempi – sulle unioni civili; sull’utero in affitto; nella scelta del candidato sindaco a Roma – ha dimostrato di essersi ben accorta delle vaste praterie elettorali che si stendono a destra del governo Renzi: il Movimento 5 stelle. Dove mai sta scritto infatti che, se e quando mai il sistema politico italiano ritroverà un minimo di stabilità, sarà con un polo destro e un sinistro, e non invece con un polo di establishment e uno anti-establishment?

Con tutto ciò non voglio dire che quanto è accaduto a Roma abbia sancito la destrutturazione definitiva della destra italiana. Il colpo, certo, è stato duro – ma da qui alle elezioni politiche, quando mai saranno, sarà ben possibile recuperare. Voglio dire però che il processo di ricostruzione d’uno schieramento di destra competitivo sarà condizionato nei prossimi tempi da eventi globali al momento imprevedibili e incontrollabili, in un contesto politico estremamente cangiante. E che – proprio per l’incertezza del quadro e la radicalità delle sfide – avrebbe poi bisogno di tanta leadership. Ma di questa, al momento, non si vedono davvero le tracce.

*lastampa /

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