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” ROOM ” UN GIALLO IN SPAZI STRETTI, MA DALLE GRANDI APERTURE

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ROOM – Ma’ è stata rapita ed è prigioniera in un bugigattolo da ben 7 anni: dal suo rapitore ha avuto un figlio, Jack. L’eventuale libertà è solo una parte del loro futuro.

ROOM – E’ un film (IRL-CAN, 15) non solo ben riuscito, ma del tutto genialmente spiazzante.

L’”avventura” della messa in produzione del film, del suo successo (ma numerosi film hanno gestazioni strane e avventurose) nasce da un romanzo del 2010: è ovvio –si dirà-, ma quanti film nascono da libri? Si: ma questo è stato immaginato contemporaneamente dalla stessa autrice Emma Donoghue, irlandese, naturalizzata candese nell’Ontario. Il fatto non è usuale. Perché gli autori letterari tendono ad disinteressarsi della messa in film delle loro creazioni, ritenendola, giustamente, “altro” dalla loro parola scritta. Lei ha scritto la sceneggiatura prima che quel romanzo, “Stanza, letto, armadio, specchio” del 2010, ispirato a fatti di cronaca, avesse successo, da noi pubblicato da Mondadori. E lei, ancora, si è scelto il regista.

L’irlandese Lenny Abrahamson: autore non conosciutissimo; ma che aveva fin da subito imbroccato con lei la chiave giusta di lettura del film, convincendo l’autrice, che l’ha preferito a numerosi e più blasonati di Hollywood. Anzi, ha specificato che la sua scelta è stata volutamente “europea”: perché lei, benché perfettamente integrata nell’ambiente culturale-letterario canadese, tale si ritiene per formazione e vocazione. Quindi: poco spazio al thryller o agli effettacci de paura; maggiore alle motivazioni psicologiche. Il regista ha messo l’accento, nella corposa e fondamentale parte iniziale che si svolge entro la prigione di 11 metri, sulla visione di quella come la caverna platonica. Una delle “figure” di metafora più famose del filosofo, volta a significare la comprensione del mondo, che avviene distorta e parziale, poiché è come se le immagini del reale le vedessimo dal fondo. Il che è esattamente ciò che avviene in quell’antro. Solo che la visione esterna è data dalla televisione, l’unico punto di contatto col mondo: ed è il bambino che crede che il reale sia solo lì dentro, in cui è riuscito a trovare una sua intima, giusta collocazione, e il “fuori” una grande e incomprensibile magia, per certi versi oscura e impaurente.

La madre ha saggiamente invertito la illustrazione delle linee del “suo” reale, utilizzando la mentalità magica che corrisponde fisiologicamente al tipo di crescita intellettuale dei bambini di quell’età. Ma l’ha fatto per dare un senso compiuto a quell’universo in cui il bimbo era nato e cresciuto. E, tra l’altro, era l’unica soluzione possibile se non voleva distruggere se stessa e il bambino: così facendo, è potuta sopravvivere, dedicando le sue energie a lui. E il miracolo di scrittura del film è che il punto di vista che ci illustra lo svolgersi dell’azione è quello del bambino.

Certamente la madre è molto e splendidamente presente: la sua intensità è però filtrata dall’immaginario del bambino; dalla sua profonda comunicazione affettiva con lei. Tutte le sfumature dei sentimenti che la pervadono, sono sempre non edulcorati, ma resi a noi dal modo con cui il bimbo la osserva. Egli, cioè, comprende solo parte della verità. La angoscia, la frustrazione sono tutte emozioni la cui intensità noi comprendiamo a pieno solo nell’estendersi del tempo della narrazione della prigionia. Però queste forze distruttive non la colmano mai del tutto, perché è donna tosta che, per amore del figlio, non molla mai: il suo fine è la libertà. In questo l’impostazione registica è stata autorale e di gran livello espressivo. Ma il miracolo di questa profondità così raffinata è dato dalla prova della protagonista e del suo rifrangersi allo specchio degli occhi del figlio: di una complicità affettiva, giocata su più livelli di risposta alla situazione: tutte sensazioni che l’attraversavano erano numerose, tutte credibili e tutte compresenti. Lei crea un equilibrio tra sé e il figlio con grande fatica: che poi, nella seconda parte del film,va in frantumi. L’attrice Brie Larson ha vinto l’Oscar 16 come miglior attrice. Ma pure il “dopo” è risolto con un allargamento e spostamento dell’attenzione su altri personaggi: tutti sempre connotati dal rapporto col bimbo. E in cui si ripercorrono i sentieri della conoscenza e fiducia affettiva reciproca: unico strumento con cui ricomporre, nella psiche di Jack, l’unità del mondo e la sua identità all’interno di esso. E qui entrano in gioco o ne scompaiono altri: ad esempio il rapitore che non viene più nemmeno nominato.

Ma è logico che ciò sia: egli per il bimbo è solo un Orco Nero, dai profili incerti e lontani. Però c’è il nonno, l’attore William H. Macy, che non accetta il figlio di lei come “frutto della violenza”: e pure lui è posto in sordina; mentre la nonna, e il suo compagno, operano una scelta più profonda, generando un visibile spostamento dell’affettività verso di loro. In modi assolutamente convincenti: con tatto e delicatezza. L’attrice che interpreta la nonna è Joan Allen, un’attrice di forte presenza e personalità , che sa passare dal patetico alla commedia e al film d’azione (è stata un delle protagoniste della serie di Bourne). Nella prigione in cui il regista e il production designer Ethan Tobman hanno relegato i due, c’è una dimensione addirittura intima e vivente, in cui il bimbo “riconosce” come persone i singoli oggetti, spaiati e sbrecciati, come animati e facenti parte della sua sfera esistenziale e affettiva insieme alla presenza della madre. Però non mancano punte di angosciosa rilevazione della lontananza: quel lucernaio in alto è un’idea grafica di viva efficacia. Mentre la casa della nonna è luminosa, chiara e si può lo stesso circolare a piedi nudi, come là dentro: il bambino lì si era creato il suo mondo; e la casa dei nonni, in cui si taglia capelli per “dare più forza” alla madre, è diventato anch’esso un habitat positivo. E’ addirittura struggente lo sguardo, grazie al prezioso montaggio di Nathan Nugent, tra l’attonito, il trasecolato e il curiosissimo, con cui guarda per la prima volta nella sua vita, e ne è come ipnotizzato e commosso, i veri alberi, i veri prati, i veri oggetti, mentre sta sul cassonetto dell’auto dell’Orco.

Mentre la visita finale al capanno, che è reso piccolo, angusto e squallido, rappresenta il totale, completo superamento psicologico del dramma: soprattutto una sana dimensione di consapevole crescita.

Francesco Capozzi / ” ROOM ” UN GIALLO IN SPAZI STRETTI, MA DALLE GRANDI APERTURE

Furia Juve contro Reina: ecco il tweet

‘Thiagooooooooooooooooooooooooooo!”

Non è andato a genio ai giocatori della Juventus il tweet di Pepe Reina, che ha festeggiato il gol del suo ex compagno di squadra Thiago Alcantara e della sua ex squadra. Inoltre, c’è stato un grande nervosismo anche all’esterno dello spogliatoio della Juventus per il gol annullato a Morata, al punto da far scattare un applauso ironico verso l’arbitro e mostrargli il fotogramma dell’errore. A riferirlo sono i colleghi di Mediaset Premium direttamenta dall’Allianz Arena.

Reina, il padre: “Scudetto? Sarebbe fantastico”

Devono crederci tutti…

Ai microfoni di ‘Radio CRC’ è intervenuto il papà di Pepe Reina, il signor Miguel: “Non so nulla della polemica, non ho parlato ancora con Reina. So soltanto che doveva andare a cena da Bobo’ a Pozzuoli. Ho visto la partita della Juventus, la squadra di Allegri ha subito un contraccolpo. La Juventus ha una grande rosa, ha carattere e l’ha sempre dimostrato in campo, difficile che si blocchi per un contraccolpo del genere. Bisogna pensare più al Napoli che alla Juventus, che resta comunque una grande squadra”.

“Chiudere la carriere con lo scudetto del Napoli, per Pepe sarebbe fantastico dal punto di vista emotivo. Bisogna crederci davvero, senza mai perdersi d’animo”.

“Non è solo una sensazione l’affetto che nutre Pepe nei confronti della città. Vuole continuare a stare a Napoli al termine della carriera. E’ una città che lui e la sua famiglia adorano”.

Ischia, Di Costanzo: “Questa squadra si salverà, ma sono deluso”

Di-Costanzo-Ischia-logo

E’ giunta al capolinea l’avventura sulla panchina gialloblu per mister Di Costanzo. Da ieri l’ex allenatore del Messina,non è più il tecnico della squadra isolana,nei suoi confronti è stato adottato un provvedimento di “sospensione”per poi essere esonerato. Di Costanzo era arrivato alla fine di gennaio,dopo l’esonero di Dino Bitetto.Ha racimolato pochi punti,da segnalare soltanto la vittoria con il Catania al “Mazzella”,ma per poi conquistare zero punti in due scontri salvezza con Akragas e Melfi.Una media punti bassa,che ha fatto storcere il naso prima all’intera piazza isolana,e poi alla società.In un intervista rilasciata a Tuttomercatoweb.com spiega il motivo della separazione con i gialloblu. “Prima di me ne erano stati fatti quattro punti sempre in otto partite. Non ci si poteva aspettare un miglioramento netto, soprattutto perché l’obiettivo era quello di arrivare ai play-out nel miglior modo possibile, per poi conseguire la salvezza”.

Di Costanzo prima di andare via,ha salutato l’intera squadra lasciando un messaggio:”Credo in loro e sono sicuro che potranno raggiungere la salvezza.Questa squadra mi ha sempre seguito nonostante il ridimensionamento attuato a gennaio e le tante difficoltà oggettive. Sono amareggiato perché, con tutto lo staff, si stava programmando un lavoro prospettico proprio in funzione di un approdo agli spareggi nella migliore condizione fisica e psicologica”.

Da quando è subentrato al posto di Bitetto,è partito nel migliore dei modi conquistando anche una vittoria con una formazione blasonata come il Catania,poi c’e stato un periodo buio,dove il reparto offensivo aveva problemi a trovare la via del gol. “Tante difficoltà di vario tipo, come dicevo prima, e diversi errori tecnici in campo che hanno compromesso le partite. Ma la squadra poteva crescere, stava lavorando per farlo e i risultati sarebbero arrivati”.

L’ex trainer di Aversa e Messina non ha rimpianti:”Rifarei tutto quello che ho fatto e non ho rimpianti. Sabato abbiamo affrontato una squadra, la Fidelis Andria, in salute e con una difesa da record. Avevamo diverse defezioni in attacco, e col solo Kanoute terminale offensivo. E siamo riusciti a resistere in 10 per mezz’ora, dopo l’espulsione di Moracci, conquistando il punto. Non mi pare una cosa da poco”.

Il Matera non vince a Castellammare da oltre 40 anni: tutti i precedenti

Juve Stabia e Matera, si sono affrontate in gare di campionato a Castellammare nove volte, tre al vecchio campo “San Marco” (quello per intenderci quello in terra battuta n.d.r.) e sei volte nel “nuovo” “Romeo Menti”. Il bilancio è di cinque vittorie dei gialloblù due pareggi (entrambi per uno ad uno) e due vittorie degli azzurri. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

Vincenzo De Dura
Vincenzo De Dura terzino Juve Stabia anni 50

1956 / 1957 – Campionato Nazionale di IV Serie girone ‘ H ‘

26 maggio 1957 – 16° giornata di ritorno JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 il terzino delle vespe Vincenzo DE DURA (foto) andò in rete su calcio di rigore a cinque dalla fine.

1967 / 1968 – Campionato di Serie D girone ‘ G ‘

11 febbraio 1968 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 0 – 1 vittoria degli azzurri con Carella che andò in gol dopo cinque minuti dall’inizio della ripresa.

1972 / 1973 – Campionato di Serie C girone ‘ C ‘

1° aprile 1973 – 8° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 2 – 0 le reti di marca gialloblù furono messe a segno negli ultimi venti minuti del secondo tempo rispettivamente all’attaccante Alfredo CIANNAMEO (foto) su calcio di rigore e dall’ala sinistra PIRONE.

1973 / 1974 – Campionato di Serie C girone ‘ C ‘

Alfredo Ciannameo
Alfredo Ciannameo attaccante Juve Stabia anni 70

30 settembre 1973 – 3° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 0 – 2 nella seconda parte di gara Stellone e Toffanin firmarono la vittoria lucana.

1991 / 1992 – Campionato di Serie C2 girone ‘ C ‘

14 giugno 1992 – 18° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 il matchwinner per le vespe fu l’attaccante Vincenzo ONORATO a due minuti dalla fine del primo tempo.

1992 / 1993 – Campionato di Serie C2 girone ‘ C ‘

6 dicembre 1992 – 12° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 1 (arbitro Giancarlo Lana di Torino) – le reti furono messe a segno dell’attaccante Giorgio LUNERTI per gli stabiesi dopo dieci minuti della ripresa e Ferrante per i lunani a metà secondo tempo.

1993 / 1994 – Campionato di Serie C1 girone ‘ B ‘

17 ottobre 1993 – 6° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 0 (arbitro Ivo Anselmo di Asti) la rete della vittoria fu realizzata dell’ala destra Gennaro PIZZO al trentanovesimo del primo tempo.

2003 / 2004 – Campionato di Serie D girone ‘ G ‘

18 gennaio 2004 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MATERA 3 – 1 (arbitro Vincenzo Ballo di Trapani) le reti furono messe a segno nel primo tempo dell’attaccante Checco INGENITO e dal centrocampista Vincenzo MANZO; nella ripresa dall’attaccante Sasà SIBILLI; la rete materana fu realizzata al novantesimo da Bellacicco.

2014 / 2015 – Campionato di Lega Pro girone ‘ C ‘

6 settembre 2014 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – MATERA 1 – 1 (arbitro Nicolò Sprezzola di Mestre) avanti le vespe nel primo tempo con Ciccio RIPA, pari dei lucani ad inizio ripresa con Letizia.

Giovanni Matrone

Roberto Chito: “Contro la Juve Stabia sarà un match duro. Temo soprattutto Diop…”

Nel corso della trasmissione radiofonica di ViViRadioWeb, “Il Pungiglione Stabiese”, abbiamo avuto in collegamento Roberto Chito, collega di TuttoMatera.com; con lui si è parlato del match di sabato sera tra Juve Stabia e Matera.

Ecco le sue dichiarazioni.

Il Matera ha ormai cambiato marcia ed ora punta forte ai play off: Sì, il pareggio di Benevento e le vittorie con Cosenza e Catanzaro, unite al rallentamento della Casertana, hanno fatto avvicinare molto il Matera alla zona paly off. Ovviamente ora sarà importante non rallentare e puntare a fare più punti possibili, anche alla luce di un finale di campionato difficile, dove tutte le squadre combattono per i rispettivi obiettivi.

Decisivo è stato l’acquisto di Infantino: Sì, ha avuto un impatto importantissimo con 5 gol segnati in sole 6 o 7 partite. E’ un giocatore bravo non solo sotto porta ma che lavora anche tanto per la squadra. Inoltre credo che stia diventando importantissimo Diego Albadoro, che voi conoscete bene. Anche lui si è ripreso alla grande dopo i tanti problemi fisici e nelle ultime 3 partite è andato a segno due volte.

L’allenatore Padalino, è stato colpito da una squalifica di 4 mesi in seguito ai fatti di Nocera delle scorse stagioni: Sì, il Mister è stato colpito da questa squalifica ma è stato presentato ricorso, di cui si attendono gli esiti. L’assenza di Padalino in panchina però non sembra condizionare il Matera, anche perchè l’allenatore prepara bene la squadra in settimana ed in panchina i suoi collaboratori, che lo sostituiscono durante le partite, sanno perfettamente cosa fare e quando intervenire.

A Castellammare sarà un match difficile: Sicuramente, la Juve Stabia è una squadra con un ottimo collettivo, che solo a causa di tanta sfortuna si trova in questa posizione di classifica. Conosco bene Diop, avendolo avuto a Matera nella seconda parte della scorsa stagione, e vedo che sta facendo molto bene. Il pericolo ovviamente non è solo Abou, ma tutta la squadra stabiese, che a mio avviso è allenata da un ottimo allenatore quale è Zavettieri.

Qualche news sulla formazione dei lucani: Rientrerà Infantino dalla squalifica, mentre dal punto di vista tattico credo che si potrà vedere il collaudato 4-5-1 di Padalino, ma non escludo si possa provare un 4-4-2 con Infantino ed Albadoro in avanti. Proprio per l’ex stabiese sarà una partita speciale e credo che ci sia tanta voglia in lui di fare bene.

Raffaele Izzo

InfelicItalia. MASSIMO GRAMELLINI*

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InfelicItalia – Si vive meglio in Italia o in Uzbekistan? In Uzbekistan, sostiene il rapporto annuale sulla felicità redatto dai gufi dell’Onu interpellando i cittadini del mondo intero su indici che vanno dal reddito economico alla qualità dei rapporti umani e al livello di corruzione.
InfelicItalia – La fonte è autorevole e i risultati tutto sommato scontati. Agli ultimi posti ci sono nazioni in guerra o tormentate dalla fame, ai vertici l’intera Scandinavia (primi assoluti i danesi), la Svizzera, l’Olanda e il Canada. Noi siamo in caduta libera, cinquantesimi dietro l’Uzbekistan, e per spiegare cosa ci deprime basta confrontarci con lo specchio rovesciato delle repubbliche nordiche della felicità, che alla faccia dell’individualismo tanto di moda hanno un modello fortissimo di comunità. I cittadini vivono meglio là dove lo Stato funziona, garantendo una qualità della vita meno stressante, una rete di protezione per i più deboli, uno straccio di idea di futuro.

Invece il Paese dei furbi non è più un Paese felice. Ed è ovvio che sia così, perché il problema della furbizia è che si è furbi sempre a danno di qualcun altro. In Italia per molto tempo il patto di reciproco disinteresse tra individui e Stato ha funzionato benissimo. Lo Stato non garantiva i servizi, ma lasciava ai singoli la libertà e l’impunità di supplirvi, aggiustandosi per conto loro. Da quando la crisi ha fatto saltare quel patto, gli italiani si ritrovano isolati e smarriti. Non più capaci di essere felici da soli e sprovvisti di una comunità che li sappia rendere felici insieme.

*lastampa / InfelicItalia. MASSIMO GRAMELLINI*

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Riccardo Bossi, ” Cuor Di Carroccio ” ( Mauro Lo Piano )

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” Riccardo Bossi, Cuor di Carroccio “, primogenito del fondatore della Lega Umberto, è stato condannato in questi giorni per “appropriazione indebita aggravata”, per tutte le spese personali pagate attraverso i fondi del Carroccio.

Riccardo Bossi, giudicato con il rito abbreviato dal Tribunale penale di Milano, è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione, con la sospensiva condizionale della pena. L’ottava Sezione Penale del Tribunale di Milano presieduta da Vincenzina Greco, e’ quindi andata ben oltre la richiesta del PM Paolo Filippini, che aveva chiesto solo 1 anno di reclusione con il riconoscimento di tutte le attenuanti generiche.

Riccardo Bossi
Lo Yacht di Bossi jr in Tunisia

Lo scandalo che aveva portato agli onori della  cronaca il rampollo di casa Bossi, scoppio’ nel 2012, quando ci si rese conto che alcuni fondi del Partito erano finiti nelle disponibilta’ del primogenito di Bossi.

Era imputato per spese con i fondi della Lega per circa 158mila euro, se fossero stati i suoi avrebbe potuto sperperali come riteneva piu’ opportuno ma sfortunatamente per Lui erano “Soldi Pubblici” e li avrebbe sperperati tra il 2009 e il 2011, per pagare “debiti personali”: ”

  • Noleggi auto
  • Rate dell’Università dell’ Insubria
  • Affitto di casa
  • Mantenimento dell’ex moglie
  • Abbonamento alla pay-tv, “luce e gas”
  • Per finire……… non potevano mancare le spese per il Veterinario.

Il PM, nella sua requisitoria, aveva citato come riscontri all’ipotesi d’accusa intercettazioni e documenti, tra cui l’ormai famosa cartelletta con la scritta ‘The Family’ sequestrata nell’ ufficio romano dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito.

Riccardo Bossi con papà e fratello
Renzo, Umberto e Riccardo Bossi

Una Bella Famigliola

Quest’ultimo che è anche lui imputato per appropriazione indebita per le presunte spese ma con rito ordinario (il processo è ancora in corso), e assieme al padre e al fratello di Riccardo, cioè Umberto e Renzo ‘Il Trota’.

Se questa tranche sulle presunte appropriazioni indebite è rimasta a Milano, la parte principale dell’inchiesta che nel 2012 ha travolto il ‘Senatur’ e la sua famiglia è stata trasferita nei mesi scorsi a Genova dove è in corso il processo per la presunta truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali che vede imputati Umberto Bossi, Belsito e tre ex Revisori del Partito.

E’ una condanna palesemente mediatica e politica, così ha sentenziato Agostino Maiello, legale di Riccardo Bossi, commentando la sentenza, il legale, poi, ha ribadito ai cronisti quanto aveva spiegato già nel corso dell’arringa.

Per la difesa, infatti, Riccardo Bossi non ha mai chiesto soldi perché è sempre stato autosufficiente – ha chiarito -. Solo per un anno e mezzo, quando gli ‘saltarono’ alcuni contratti di sponsorizzazione nel campo dei rally automobilistici, chiese al padre aiuto, pensando che quelli fossero soldi di famiglia.

Sarebbe bastato chiedere…………….

/ Riccardo Bossi, ” Cuor Di Carroccio ” ( Mauro Lo Piano )

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PIENONE AL SOCIALE PER LA PRIMA DI ” SCANDALO ”

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SCANDALO, DI ARTHUR SCHNITZLER, uno spettacolo da vedere e rivedere

SCANDALO, la piéce di Arthur Schnitzler è andata in scena al Sociale di Brescia per una prima che ha registrato una grande affluenza di pubblico al quale ha saputo offrire uno spettacolo che lo ha avvinto sin dalle prime battute e lo ha lasciato solo alla fine quando tutti i sentimenti che in ciascuno ha saputo suscitare, hanno potuto trovare sfogo in un lunghissimo e caldo applauso. Tra il pubblico ancora una volta tanti giovani, e questo è un bel segnale che – al Sociale – si può assaporare molto spesso.

La rappresentazione di SCANDALO trascina il pubblico in un mondo antico, ma tuttora vivo. Un mondo fatto di pregiudizi, invidia e amore nel quale la scelta di vivere ed amare anche al di fuori delle convenzione fatta da un giovane rampollo di una cosiddetta famiglia per bene, una volta resa nota, crea SCANDALO nella ricca borghesia chiusa nel suo conformismo.

Ugo, questo il nome del giovane rampollo che, caduto da cavallo e sentendosi in fin di vita, rivelando alla madre prima, e al padre dopo, di avere una compagnia – Toni – ed un figlio che ormai ha 5 anni, da la stura ad un susseguirsi di azioni derivanti da pregiudizi, invidia ed amore che prendono corpo alla sua morte che lo fa uscire di scena non prima però di aver strappato, alla madre e al padre, la promessa di accogliere in casa la sua compagna ed aver cura del loro figlio.

Tutta la storia, opera scritta più di centotrenta anni fa, a ben seguirla. risulta essere più attuale che mai; un testo che mette il dito in una piaga sempre purulente, al di la dei tempi, dove i germi del pregiudizio e dell’invidia cercano di sopraffare l’amore. L’amore per l’altro, per il diverso da se stessi che appare essere la colpa più grave ed imperdonabile.

Tanti e diversi sono i sentimenti che la pièce suscita negli ascoltatori e a tutti fornisce diversi spunti di riflessione che ciascuno risolverà nel suo intimo in piena libertà di giudizio.

Io l’ho fatto e alla fine ho visto crescere in me un nitido quadro della condizione sociale ancor oggi in essere. Quella di una ragazza, come Toni, che appare essere condannata ad espiare una colpa originaria non certo derivante da sua scelta: l’essere nata diversa; e si ritrova così oggetto di pregiudizi che scatenano paure ed invidie in chi la circonda che la vogliono far restare esclusa, emarginata, fuori da un mondo diverso che non la vuole accettare per paura dell’ignoto e, per questo, la emarginano.
indaga nell’animo umano, rovistando tra le paure e le nevrosi d e, per questo, la emarginaell’individuo in relazione al mondo circostante, in relazione al prossimo, in relazione al rifiuto di conoscere l’ignoto.

Che altro dire. SCANDALO è uno spettacolo che vale la pena di vedere, ed anche rivedere, per assaporarne storia e morale gustando, nel contempo, la superba interpretazione di tutto il cast sapientemente portato in scena e guidato dall’esperienza e bravura di attori del calibro di Stefania Rocca e Franco Castellano che sanno imprimere a tutta la piéce un ritmo scorrevole e incalzante posto con un linguaggio semplice e con dialoghi non troppo sofisticati che ti entrano dentro e ti prendono dalla prima all’ultima battuta

Cristina Adriana Botis / PIENONE AL SOCIALE PER LA PRIMA DI ” SCANDALO ”

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Centro Destra, ”rotte le acque”. (Mauro Lo Piano)

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Tutto il Centro Destra e’ d’accordo nel voler combattere il Governo Renzi che per la Meloni e’ un Governo di burattini che continua con la sua folle politica ad affamare le famiglie e le imprese della Nazione.

Centro Destra – Giorgia Meloni ha rotto le acque con qualche mese d’anticipo, ha deciso di correre per la carica di Primo Cittadino nella Citta’ Eterna. Il suo travaglio e’ durato solo 2 giorni, ha partorito questa decisione come una “scelta d’amore” nei confronti della sua Citta’.

Davanti ad un centinaio di giornalisti e sostenitori, ha affermato che la posta in gioco e’ molto alta, e che la sua discesa in campo non sara’ mai un elemento disgregante.
Ora bisogna “richiudere le acque”, qualcuno dovra’ fare un passo indietro :
Berlusconi continuera’ a portare in processione  Bertolaso?, o sara’ costretto a scegliere qualche altro Santo, di certo per il Cavaliere sara’ una Via Crucis, se optasse per il sacrificio di Guido, significherebbe che la sua laedership e’ definitivamente tramontata.
Bertolaso, e’ sicuro della sua candidatura, ha dichiarato che se fosse eletto, andrebbe avanti come una ruspa……. speriamo che non si usino mezzi riciclati, come quelli che ” non” sono serviti per la ricostruzione dell’Aquila.
Salvini porta la Meloni, pensa che con la sua candidatura si andrebbe sicuramente incontro ad un ballottaggio, poi ci sarebbe tutto il tempo di guardarsi attorno e tentare di stringere nuove alleanze per raggiungere il traguardo finale.
Francesco Storace, Flavio Tosi e Marchini sostenuto dai Conservatori del Centro Destra, sono altri 3 Primari in cerca di Cattedra.
Tutto il Centro Destra e’ d’accordo nel voler combattere il Governo Renzi che per la Meloni e’ un Governo di burattini che continua con la sua folle politica ad affamare le famiglie e le imprese della Nazione.
In questi giorni tutto il Centro Destra tentera’ di trovare una soluzione al problema dei Candidati da mandare in campo, l’unica cosa certa e’ che, la Citta’ di Roma, depredata da un’orda di barbari politici e faccendieri, ha bisogno di trovare persone che siano all’altezza del compito che sara’ loro affidato.
Di personaggi squallidi, ambigui, degni solo di soggiornare nella Patrie galere, ne ha avuti fin troppi.

Rigoni: “Contro il Napoli senza paure. Dovremo fare punti”

“Una gara difficile, il valore del Napoli è sotto gli occhi. Ma andiamo con la volontà di fare bene, di mettere in gioco la nostra determinazione e la necessità di prendere dei punti. In casa abbiamo una marcia superiore. Con il loro sostegno I tifosi regalano energie e grande carica, giochiamo in un ambiente particolare. Al di là dei gesti singoli, conta la squadra. E’ importante farsi trovare pronti quando chiama il mister, dobbiamo pensare a chiudere bene il cammino. Se continuiamo a mettere lo spirito giusto e le nostre qualità, nelle nove gare che mancano, possiamo ambire a un bel finale di stagione. La strada è ancora lunga”, ha dichiarato il centrocampista del Genoa Luca Ragoni, in vista del match del grifone contro gli azzurri, domenica pomeriggio.

Ag.De Maio: “Il mio assistito vicinissimo al Napoli”

Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Diego Tavano, agente di Sebastian De Maio, che in estate fu molto vicino a vestire la maglia del Napoli: “De Maio è stato vicino al Napoli in estate, la possibilità di vestire l’azzurro c’è stata, ma poi la trattativa non è andata in porto. Anche a gennaio c’è stata una chiamata da parte del Napoli che ha chiesto informazioni sul calciatore, ma poi è finita là. Preziosi è un presidente molto legato ai suoi giocatori e si spazientisce. Non so se possa esserci nuovamente la possibilità di approdare al Napoli, posso dire che la società ha fatto un’ottima campagna acquisti, è una squadra forte in tutti i reparti e anche i giocatori che non avevano fatto bene con Benitez sono rinati con Sarri. Ad oggi, devo dire che il lavoro del tecnico è stato importante, è cambiata la mentalità e il lavoro specifico sulla difesa sta portando i suoi frutti”.

TWEET- Radio Kiss Kiss: “Solo una botta per Higuain”

Solo tanta paura, ma nulla di grave. I tifosi azzurri possono tirare un sospiro di sollievo: Gonzalo Higuain sta bene e sarà normalmente in campo domenica, contro il Genoa. Le sue condizioni non destano preoccupazioni: a dichiararlo la radio ufficiale della società azzurra, Radio Kiss Kiss. Per Higuian, quindi, solo una semplice botta.

 

Higuain tiene tutti in apprensione, botta alla caviglia

Stando a quanto riferito da Skysport24, Gonzalo Higuin avrebbe lasciato anticipatamente la seduta di allenamento pomeridiano in seguita ad una brutta botta ricevuta alla caviglia destra.  Tutti col fiato sospeso, dunque, in casa Napoli: le condizioni sono da valutare ma si spera che il dolore sia solo causa del contrasto e quindi nulla di particolarmente preoccupante.

A tranquillizzare l’ ambiente e i tifosi ci ha pensato pochi minuti fa la società con un comunicato sul proprio sito ufficiale che farebbe sperare al meglio, il dottor De Nicola ha escluso lesioni e non ha neppure disposto accertamenti strumentali.

“Doppia seduta, oggi, per il Napoli a Castelvolturno.
Gli azzurri preparano il match contro il Genoa per il posticipo serale della 30esima giornata di domenica al San Paolo (ore 18).

Al mattino la squadra si è divisa in due gruppi. I difensori hanno svolto allenamento tecnico tattico, mentre il plotone di centrocampisti e attaccanti hanno effettuato un circuito atletico di forza.

Nel pomeriggio seconda seduta.

Prima fase di riattivazione in gruppo. Di seguito partitine a tema con le sponde.

Successivamente lavoro tecnico tattico specifico per centrocampisti e attaccanti.

Higuain è uscito precauzionalmente prima della fine della seduta per una botta alla caviglia.

Domani allenamento di pomeriggio”.

Il Pipita è un giocatore troppo importante, soprattutto in questa fase della stagione dove il Napoli si gioca veramente molto.

CANALE di Sicilia, soccorsi altri 1467 migranti

Sono complessivamente 1467 i migranti tratti in salvo nella giornata di oggi, nel canale di Sicilia, nel corso di 12 distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le unità intervenute hanno recuperato anche i corpi di 3 migranti privi di vita.

CANALE di Sicilia – In particolare, Nave Diciotti CP 941 della Guardia Costiera ha soccorso 6 gommoni, portando in salvo 750 migranti e recuperando 2 cadaveri. Alle operazioni hanno preso parte unità della Marina Militare (Nave Sirio e Nave Aviere) che hanno soccorso 5 gommoni con a bordo complessivamente 635 migranti e recuperato il terzo cadavere; infine, l’unità norvegese Siem Pilot – inserita nel dispositivo Frontex – ha salvato 82 migranti a bordo di un gommone.

Ai numeri anzidetti, si uniscono i 951 migranti tratti in salvo nella giornata di ieri nel Canale di Sicilia.

Redazione / CANALE di Sicilia, soccorsi altri 1467 migranti

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Hysaj, parla l’ agente: “Elseid felice di indossare questa maglia, crede sempre allo scudetto”

                                                                           Hysaj ci crede

Durante la trasmissione “Radio Gol” sulle frequenze di radio Kiss Kiss Napoli l’ agente di Elsed Hysaj, Mario Giuffredi, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

“Elseid, come tutto il resto della squadra, è convinto di vincere il tricolore; ci crede moltissimo tant’è che me lo ripete in continuazione. E’ davvero molto contento di indossare la maglia azzurra e mi ha confessato di voler restare a lungo a Napoli. Dopo la qualificazione ai prossimi Europei con la sua Albania vorrebbe chiudere alla grande questa stagione centrando lo scudetto”.

A Sarri il premio ” Allenatore dei sogni” 2016

                                                      Importante riconoscimento per Sarri

Al termine del 45esimo Torneo Città di Arco “Beppe Viola”,a cui hanno partecipato giovanissimi  calciatori delle migliori squadre italiane, è stato votato come da consuetudine l’ Allenatore dei sogni.  Il premio viene conferito al tecnico che più piace sul piano umano e tecnico ai giovani sportivi; quest’ anno a vincere  è stato l’ allenatore del Napoli Maurizio Sarri con 142 voti.

Un riconoscimento importante che il tecnico toscano ha molto gradito quando è stato raggiunto dalla notizia in piena seduta di allenamento.

Ischia,ufficiale via Di Costanzo. Si dimettono anche Femiano e Aiello

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Da pochi minuti è arrivata l’ufficialità dell’esonero di Mister Nello Di Costanzo da come si legge dal comunicato diramato dalla società:”La S.S. Ischia Isolaverde comunica di aver sospeso dai rispettivi incarichi il tecnico Nello Di Costanzo e relativo staff tecnico. Rende noto altresì che, dopo un confronto con il direttore sportivo Femiano e il direttore generale Aiello, gli stessi hanno comunicato le proprie dimissioni. Per la gara esterna di Foggia, in programma Sabato 19 c.m., la guida tecnica è affidata all’allenatore della squadra Berretti, Antonio Porta”.

Romeo: “Matera squadra forte, ma al Menti vogliamo i tre punti”

Samuele Romeo risponde alle nostre domande

In sala stampa al Romeo Menti, per la consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato il difensore della Juve Stabia, Samuele Romeo.

Ecco le sue dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione:

Da palermitano quale sei, portare a casa un punto ha un sapore speciale

“Essendo palermitano, sono particolarmente contento per la prova di Catania e per il punto strappato al Massimino, per me era un derby. Siamo stati bravi a prendere loro le misure perché contro squadre così forti devi trovare i giusti equilibri. Sono ancora più contento perché ho praticamente salvato un gol già fatto su Calil con un bel gesto tecnico, mi fa davvero piacere di aver aiutato la squadra.”

Sabato arriva a Castellammare il Matera di Mister Padalino, squadra che viaggia spedita verso le zone alte della classifica.

“Affronteremo una squadra in salute, ma anche noi stiamo abbastanza bene. Stanno lottando per i play off e sicuramente verranno qui per imporre il loro gioco, ma al Menti vogliamo comandare noi.”

Per queste due prossime partite casalinghe in casa, vuoi fare un appello ai tifosi?

“Chiedo ai tifosi di venire in massa, abbiamo bisogno della loro spinta perché sono il nostro dodicesimo uomo in campo, mi auguro verranno perché vogliamo salvarci insieme a loro.”

A Luglio hai rinnovato il contratto per un altro anno, cosa ha di speciale per te Castellammare e la Juve Stabia?

“A Castellammare sto bene, ho rinnovato per un altro anno perché gli stabiesi sono come noi siciliani, mi sento a casa. Poi la società mi rispetta e io rispetto loro, questo è fondamentale. Spero di restare e aiutare la squadra anche in futuro.”

Considerato questi due impegni casalinghi ravvicinati, speri di giocarne almeno una?

“Dobbiamo pensare partita dopo partita, ora ci sarà il Matera e poi avremo 3 giorni per preparare il derby. Sono sempre a disposizione del mister, per qualsiasi ruolo. Voglio giocare e dare il mio contributo, il mister sa che sono a sua completa disposizione.”

 

Diop: Vogliamo salvarci il prima possibile

Abou Diop risponde alle nostre domande

In sala stampa al Romeo Menti, per la consueta conferenza stampa infrasettimanale, si è presentato l’attaccante della Juve Stabia, arrivato a gennaio dal Torino e autore di 5 gol finora, Abou Diop.

Ecco le sue risposte alle nostre domande alla vigilia del match casalingo di sabato ore 20:30 contro il Matera:

Punto importante quello conquistato a Catania, la Juve Stabia soffrendo è riuscita ad uscire indenne dal Massimino.

“Sapevamo che a Catania non sarebbe stata una gara facile, siamo andati a giocare in uno stadio da serie A e abbiamo lottato conquistando un punto fondamentale in ottica salvezza.

Siamo stati bravi a reagire dopo il gol di Bombagi.”

A Matera ti conoscono bene e ti rispettano, che partita sarà?

“Ora arriverà il Matera, la mia ex squadra, e sarà una gara molto difficile. Abbiamo entrambi bisogno di punti e sarà una battaglia, da Matera mi hanno contattato dicendomi che vogliono vincere per centrare l’obiettivo di qualificarsi ai play-off. Tra noi e il Matera penso che sia la Juve Stabia ad aver più bisogno dei tre punti.”

Due gare in casa consecutive a distanza di pochi giorni, cosa ti aspetti?

“Avremo due gare al Menti, con Matera e Benevento, davanti ai nostri tifosi e dobbiamo fare più punti possibili per raggiungere presto una salvezza tranquilla.”

C’è chi in questo momento si starà mangiando le mani, in primis Braglia?

“Braglia? Non sentirà la mia mancanza perché non giocavo, sono felice che il Lecce stia facendo bene, è una grande squadra.”

Nonostante il buon campionato fin qui disputato, c’è qualcuno che ancora ti critica, cosa vuoi dire a queste persone?

“Anche i grandi giocatori le hanno, figuratevi io che non sono nessuno. Io lavoro per dare sempre di più e l’obiettivo è uscire dal campo avendo dato tutto. E penso di aver dato tutto me stesso per le vespe finora, continuerò così perché vogliamo salvarci il prima possibile.”