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Callejon, che numeri: gioca la 153esima partita col Napoli e raggiunge Carnevale

Il sito ufficiale azzurro, quest’oggi, ha riportato le ultime statistiche, aggiornate, che vedono protagonista Josè Maria Callejon. L’attaccante spagnolo ha giocato, contro l’Inter, il match numero 153 con la maglia del Napoli, in particolare, 108 in serie A, 33 in Europa ed 11 in coppa Italia. L’ex Real ha raggiunto, nella speciale classifica delle presenze azzurre, al settantaseiesimo posto, Andrea Carnevale.

Reja: “Napoli? Non può sbagliare, cinque punti sulla Roma sono tanti”

Ai microfoni di Sky Sport, Edy Reja, ex allenatore del Napoli, ora all’Atalanta, ha dichiarato: “Abbiamo concesso qualcosa alla Roma, ma è normale, ma siamo stati bravi sulle ripartenze. La prestazione c’è stata e sono contento. Se ci avessimo creduto di più, potevamo anche vincere la gara. D’Alessandro e Borriello hanno fatto una grande gara, ma così anche gli altri. Sul 2-0 i ragazzi hanno fatto avuto una reazione eccezionale. Sono molto contento, stiamo tornando ai livelli del girone d’andata. Volata Champions? Il Napoli conserva 5 punti di vantaggio sulla Roma, sono tanti, ma non può più sbagliare”.

Giornate del lavoro giovanile a Castellammare

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Giornate del lavoro – Il Dott. Ugo Cinque presidente commissione 3 (lavoro e sviluppo economico e imprenditoria giovanile) del  Forum dei giovani  ha organizzato una due giorni sul mondo del lavoro al Palazzetto del Mare in via Bonito il 21 e 22 Aprile alle ore 10.30.
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Nella locandina sotto il programma dell’incontro
Giornate del lavoro

Soccorso di 33 migranti sull’isolotto di Vendicari (VIDEO)

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Soccorso di 33 migranti (13 uomini, 10 donne, 10 minori) tratti in salvo dalla Guardia Costiera sull’isolotto di Vendicari *, dinanzi alla costa di Noto, nel Siracusano, e successivamente condotti nel porto di Augusta. Il soccorso è stato effettuato nella notte tra ieri e oggi dall’equipaggio della motovedetta CP323 della Guardia Costiera di Siracusa, insieme al personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Porto Palo.

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  • Isola Vendicari
    Isola di Vendicari è un’isola disabitata dell’Italia sita nel mar Ionio, in Sicilia.

Amministrativamente appartiene a Noto, comune italiano della provincia di Siracusa.

Si trova all’interno della riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari. L’isola è oggi di elevatissimo valore faunistico e vegetazionale, malgrado in passato sia stata largamente utilizzata dall’uomo. Ospita i ruderi della casa del proprietario dell’antistante tonnara, Barone Modica Munafò, che qui si trasferiva ogni anno per tutta la durata della mattanza.
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Villa Piccolo – La Prova …. Del Melone

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Villa Piccolo, e’ ubicata a pochi chilometri da capo d’Orlando in provincia di Messina. Costruita intorno agli anni venti, fu dimora dei Baroni Piccolo. Da qualche giorno e’ stata chiusa: non potranno piu’ essere visitati i suoi musei e lo splendido parco adiacente conosciuto in tutto il Mondo. E’ stato inutile l’impegno profuso in questi ultimi anni dalla Fondazione Piccolo che e’ riuscita ad amministrarla in modo esemplare fino ad oggi.

L’Avvocato Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, unitamente ai componenti del CdA Aurelio Peres, Andrea Pruiti Ciarello, Alberto Samona’, al Consigliere onorario Vanni Ronsisvalle, al Sindaco di Capo D’Orlando Enzo Sindoni, sono stati costretti a gettare la spugna.
                                             I Motivi :

Alla base dello scontro c’è il blocco del pagamento di oltre 180 mila euro alla Fondazione per la mostra degli acquerelli di Casimiro Piccolo (“Fantasia visionarie”) che nel 2015 si è tenuta al teatro greco di Taormina.

L’accordo prevedeva il riconoscimento alla Fondazione di una quota dei biglietti d’ingresso. Ma a oltre quattro mesi dalla chiusura dell’esposizione, la Regione non ha liquidato la somma perché ha riscontrato una differenza di 50 centesimi. Questa è almeno la spiegazione data al presidente Benedetto che sollecitava i pagamenti.

Per l”Avvocato Benedetto  le ragioni vanno ricercate non sui 50 centesimi ma nella “Demenziale Inettitudine” unita all’incapacita’ e al disinteresse di una Classe Politica che ha in mano le redini della Regione Sicilia.Ogni riferimento fatto agli Assessori Crocettiani, al Presidente Crocetta e’ palese, non e’ necessariala  una “PEC” (Posta Elettronica Certificata), per essere sicuri che abbiano ricevuto il messaggio.
La villa che fu della famiglia Piccolo,del Poeta Lucio, dei fratelli Casimiro e Agata Giovanna, era da anni diventata luogo di fruizione culturale, una vera eccellenza invidiata dal Mondo intero, evocava altri sogni, altre realta’ che nulla hanno a che vedere con quelle della quotidianita’ ordinaria.
Bisogna ricordare che in questa Villa, negli anni 50, Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, cugino dei Piccolo, ha scritto alcune pagine del celebre romanzo storico il Gattopardo.
Villa Piccolo, era uno dei pochi luoghi al Mondo in cui ci si poteva proteggere dal caos e dal disordine, un’oasi di pace e di serenita’ frammista al desiderio della conoscenza.
In questi ultimi giorni, la Regione Sicilia, sempre “attenta” al patrimonio culturale dei Siciliani, decide che debba essere chiusa, il motivo e’ sempre lo stesso la mancanza di fondi. I dipendenti saranno licenziati, cosi’ tutto il patrimonio culturale portato avanti da persone degne di questo nome, potra’ andare in rovina.
Sarebbe meglio parlare di mancanza di testa, di orgoglio, di amore per la propria Isola,la cultura purtroppo per gli ignoranti non e’ materia di studio. La Regione Sicilia, in questi ultimi anni si e’ resa non solo ridicola, ma ha fatto passi da gigante verso l’abisso di una ignoranza di genere crasso.
Gli incapaci d’intendere, volere e prendere decisioni giuste, sono sempre ai posti di comando, da anni sono la nostra disperazione, non bisogna fare la prova del melone per rendersene conto.

vivicentro.it-isole-opinione / Villa Piccolo – La Prova….Del Melone (Lo Piano Saint Red)

Villa Piccolo – Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella 

Indicazioni stradali
Indirizzo: SS113, Km 109, Capo d’Orlando ME
Telefono:0941 957029

Berretti, Paganese-Juve Stabia 0-3: la partita perfetta!

Il tabellino del match

La Juve Stabia, categoria Berretti, risponde sul campo al passo falso di settimana scorsa in terra Irpina e lo fa nel derby contro la Paganese con una gara perfetta. Il risultato finale è di 3-0 e in gol sono andati Del Prete, Mauro e ancora Luca Natale, autore del suo gol numero 12 in stagione. Una gara ben giocata e preparata al meglio da mister Liguori che tanto bene ha fatto giocare i suoi ragazzi per tutta la stagione. Crescita per giovani calciatori sotto età e bel gioco, peccato per tre gare in particolare che hanno compromesso l’accesso ai play off che si potrebbero raggiungere ancora sulla carta, ma servirebbe un miracolo sportivo: parliamo dell’ultimo ko con l’Avellino ma anche dei due pareggi interni con Pisa e Ischia. Torna in campo Giampaolo Montella dopo l’infortunio, ma anche, dopo la squalifica, Elefante e Strianese. Ancora assente Matassa.

Queste le formazioni:

PAGANESE – D’Auria, Carotenuto, Trotta, Sannia, Manna, Ranieri, Pirozzi, Bernardini, Borrelli, Sburlino, Colonna. A disp. Paolella, Cioce, Catapano, Amoroso, Pisano, Stoia, Cossentino, Pirozzi, Romano, Falco, Migliaccio. All. Finestra.

JUVE STABIA – Montella, Noto, Elefante, Servillo, Ioio, Borrelli, Del Prete, Mauro, Langella, Natale Strianese. A disp. Borrelli, Rubino, Lombardi, Rossi, Melone, Vanacore, Matano, D’Angolo, Contieri. All. Liguori

a cura di Ciro Novellino

Klaassen incarna il prototipo per il centrocampo del Napoli

I dettagli dal Corriere dello Sport

Uno degli obiettivi del Napoli di Aurelio De Laurentiis è sempre quello di andare a cercare sul mercato calciatori giovani che possano esplodere con la maglia azzurra: ad esempio, uno di questi potrebbe essere il centrocampista olandese dell’Ajax Davy Klaassen che già a gennaio è stato cercato dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Klaassen “si è inventato centrocampista universale, fa le doppie fasi, ha autorevolezza in mezzo al campo e può rappresentare una forza. Incarna completamente la filosofia del Napoli”. Oltre a Klaassen, restano sul taccuino azzurro Andrè Gomes del Valencia e Ionita del Verona.

Strane le sostituzioni di Sarri dopo 5′: perchè non all’intervallo?

L’editoriale di Gianni Mura su La Repubblica dopo la sconfitta del Napoli

“Inter all’altezza di una partita che contava tantissimo, Napoli no. Pesa l’assenza di Higuain, ma ancora di più la presenza di Icardi. È lui a lasciare il segno, ma partendo in leggero fuorigioco, quando non sono passati 5’, con un elegante pallonetto. È ancora lui a servire il 2-0 a Brozovic, ed è sempre lui a mettere sul piede di Jovetic il possibile 3-0 (di testa salva Koulibaly sulla linea). Stretta di mano tra Mancini e Sarri prima del via, bene. Poi, la migliore Inter della stagione, con il finto 4-3-3 che tanto piace a Mancini. In realtà è un 4-4-1-1 in cui è fondamentale il movimento di Icardi, che non sbaglia un pallone, ma anche il lavoro a fisarmonica di Jovetic (prima consegna: disturbare Jorginho), di Perisic, di Brozovic. L’Inter lascia che il Napoli faccia il suo gioco, sempre quello ma a ritmi calanti, bloccandogli l’ingresso in area e obbligandolo al tiro da fuori. E qui, su Hamsik e Allan, è pronto alla deviazione Handanovic. Da dentro l’area, solo due conclusioni di Callejon, ma già sullo 0-2. I tecnici riservano una sorpresa per parte: Strinic e Jovetic. La vera sorpresa è però il rendimento dell’Inter. In blocco. D’Ambrosio non patisce Insigne prima e Mertens, un po’ più frizzante, poi. Medel ma pure Kondogbia fanno bene il lavoro di frangiflutti. Il Napoli non trova spazi ed è spesso in inferiorità numerica a centrocampo, dove solo Allan ha sprazzi di gioco. Da qui nasce la solitudine di Gabbiadini, che non trova la porta neanche su punizione. Non è Higuain né mai lo sarà, ha altre caratteristiche. In sostanza, vince chi ha l’attaccante più forte e sa sfruttarlo, alla buonora. Il Napoli è visibilmente stanco, paga il logorio inevitabile. Strane le sostituzioni di Sarri, dopo 5’ del secondo tempo. Strane perché si potevano decidere nell’intervallo, così suonano come bocciature: Insigne, con il ct in tribuna, non ha gradito, ma è pur vero che aveva combinato davvero pochissimo di buono. Se a questo aggiungiamo una brutta serata di tutta la difesa, era quasi impossibile per il Napoli non lasciarci le penne. L’Inter, famosa nel mondo per le sue distrazioni, ieri sera non è ricascata nelle brutte abitudini. Così il Napoli smette di sognare lo scudetto e l’Inter comincia a sognare il terzo posto, difficile ma non impossibile”

Seduta mattutina per gli azzurri: Sarri li ha divisi in due gruppi

Lo riporta il sito del club

Dopo la gara di San Siro il Napoli ha ripreso oggi gli allenamenti a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match con il Bologna di martedì per l’anticipo del turno infrasettimanale della 34esima giornata di Serie A.

Seduta mattutina per la squadra che si è divisa in due gruppi. Lavoro di scarico e corsa sul campo per chi ha giocato contro l’Inter, mentre gli altri uomini della rosa hanno svolto attivazione e partitina a campo ridotto. Domani allenamento pomeridiano.

Cori contro i Napoletani, multa salata per l’Inter

Lo riferisce l’Ansa

Multa di 15mila euro per l’Inter a causa dei “cori insultanti per motivi d’origine territoriale”. Il giudice sportivo ha sanzionato così il club nerazzurro dopo il match a san Siro con il Napoli: ammenda attenuta “per avere la società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”. 3mila euro per il Napoli per “cori ingiuriosi” dei suoi tifosi contro l’arbitro. Tre i giocatori squalificati dopo i tre anticipi della 33/a giornata: Armando Izzo (Genoa) per doppia ammonizione, Riccardo Gagliolo (Carpi) e Geoffrey Kondogbia (Inter) per comportamento scorretto nei confronti di un avversario.

Inizia a vacillare la sicurezza del secondo posto?

I dettagli

Come racconta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, negli occhi di De Laurentiis è racchiusa la rabbia di chi ne ha di cose da dire: “resta nell’aria l’idea che non sia il momento giusto, non con gli arbitri, non con i guardalinee, non con una giustizia che appare iniqua o che comunque, stavolta, lo è. Il caso-Irrati, la sentenza sul Pipita che toglie una giornata, una soltanto, poi il gol di Icardi: è un concentrato e De Laurentiis sta lì, con i propri pensieri. Il secondo kappaò consecutivo in trasferta comincia a far vacillare le sicurezze (apparenti) di potersi regalare la qualificazione diretta in Champions, un progetto non può prescindere da quella immissione di capitali, soprattutto è un velo di incertezza da scacciare via, perché il precedente insegna. Il Napoli vorrebbe evitare che si ripetesse quell’estate «diabolica», costata parecchio”.

Gazzetta: “Chi frigna vince di rado: è bastato un piccolo fuorigioco…”

La Gazzetta dello Sport analizza la sconfitta del Napoli a Milano

“Addio sogni di gloria, addio castelli in aria. Il Napoli scivola a San Siro e oggi la Juve, impegnata col Palermo, può volare a più nove e mettere le mani sul quinto scudetto di fila. D’ora in poi Maurizio Sarri dovrà guardarsi alle spalle, giocare per preservare l’accesso diretto alla Champions: sempre oggi la Roma può salire a meno tre dal secondo posto. E l’Inter? L’Inter ha trascorso la notte a meno tre dai giallorossi e casomai l’Atalanta bloccasse la Roma, il terzo posto tornerebbe per Mancini a portata di aggancio. Il Napoli, qui a Milano irrimediabilmente orfano di Higuain, ha perso di netto, ma in lontananza s’ode il coro delle proteste per la prima rete interista, viziata da fuorigioco. Un offside minimo, e però, offside, quanto basta per alimentare la nenia dei complotti e dei poteri forti. Fate pure, ma chi frigna vince di rado”.

De Laurentiis furibondo, i figli e la moglie lo hanno calmato

I dettagli

Il Mattino ci racconta della reazione furibonda di De Laurentiis all’ennesima topica arbitrale. Lo stesso quotidiano sottolinea come nemmeno l’evidente gol in fuorigioco di Icardi non visto dagli arbitri sia stato in grado di rompere il silenzio stampa del Napoli, avvolto così dal mutismo. Il Mattino però ci rivela un De Laurentiis che è letteralmente esploso, questa volta: “Al suo fianco in tribuna i figli Luigi ed Eduardo e la moglie Jacqueline hanno faticato a tenerlo seduto e a farlo calmare. Più volte si è rivolto a muso duro con alcuni collaboratori di Sarri seduti a poca distanza da lui. Poi avrebbe voluto manifestare il proprio dissenso nell’intervallo, ai microfoni di Mediaset. Un intoppo, legato alla gestione dei diritti televisivi (non è previsto che possa parlare un presidente tra il primo e il secondo tempo) ha evitato che De Laurentiis manifestasse apertamente il proprio dissenso. Poi ha cambiato idea. Ma è chiaro che chi lo ha visto lo ha descritto come una furia. Dalla tribuna di San Siro è andato via quando di minuti alla fine ne mancavano circa cinque”. 

De Laurentiis offre 8.5 mln al Pescara per un doppio colpo

Lo riferisce Gianluca Di Marzio

Una stagione da urlo, tra tanti gol e grandi prestazioni che hanno inevitabilmente acceso le luci del mercato attorno ai loro nomi. Stesso nome e stesso, grande interesse per i due Gianluca del Pescara, Lapadula e Caprari: sul tandem-gioiello che sta trascinando la squadra di Oddo verso i playoff del campionato di Serie B, infatti, c’è sempre la Juventus, forte di un’opzione ancora da esercitare e trasformare in acquisto. Ma non solo…

Anche Napoli e Genoa, infatti, hanno messo gli occhi sul duo d’attacco biancoazzurro: la società di De Laurentiis ha offerto 8,5 milioni per entrambi, ma le parti non hanno ancora chiuso definitivamente con nessuno dei possibili acquirenti. Su Lapadula occhio anche al Leicester, presente venerdì scorso all'”Adriatico” per seguire l’attaccante in un Pescara-Cesena deciso proprio da una perla in rovesciata del numero 10 di Oddo. Non solo Juve, dunque, per Lapadula e Caprari, sempre più al centro di un vortice di mercato destinato ad intrigare non poco.

ATALANTA ROMA 3-3| Il salvataggio del Capitano

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Atalanta Roma  3-3| Il salvataggio del Capitano

RomaPareggiotto a suon di gol allo stadio Atleti Azzurri, dove si affrontano Atalanta Roma in orario di pranzo domenicale. La gara è valida per la 33esima giornata di campionato.

Una partita bella e avvincente che si conclude con un giusto pareggio anche se la Roma ambiva al bottino pieno: missione impossibile con un’Atalanta che, dopo aver subito 2 gol, si è scatenata con Borriello & co. fino portarsi in vantaggio sui giallorossi. L’asso nella manica di Spalletti, prima di essere espulso, è stato Capitan Totti che, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, ha riportato la gara in equilibrio con un gol di esperienza. Peccato che per Dzeko oggi era la sua “giornata no”: tra errori clamorosi sotto porta e un rigore non fischiato, la Roma deve accontentarsi di un solo punto grazie al quale si allunga di 4 misure sull’Inter e dona una boccata di ossigeno al Napoli battuto ieri sera dall’inseguitrice nerazzurra.

Primo tempo

Nell’avvio di gara la Roma riesce ad avere un buon controllo del gioco, dopo il quarto d’ora aumenta il pressing e comincia a creare occasioni gol.

Al 16’ Dzeko sulla sinistra, serve una succulenta palla a Perotti che però spreca calciando alto sulla traversa.

La Roma insiste e al 22’ arriva il vantaggio giallorosso firmato da Digne: il francese, dopo uno scambio di palla con Perotti, riesce a filtrare il tiro vincente.

Atalanta Roma 0-1

Al 26’ arriva il raddoppio della Roma in contropiede. Assist di Salah per Nainngolan che non sbaglia e insacca alle spalle dell’incolpevole Sportiello.

Atalanta Roma 0-2

Arriva la reazione dell’Atalanta che al 33’ riapre il match con un bel gol di D’Alessandro.

Atalanta Roma 1-2

Prima sostituzione per Spalletti, Digne rimane infortunato dopo uno scontro, prova a resistere ma non ce la fa, entra Emerson. Intanto, ammonizione per Zukanovic per intervento falloso.

L’Atalanta è ancora più aggressiva, la Roma appare in difficoltà.

E infatti non tarda ad arrivare il pareggio: al 37’ , sugli sviluppi di un calcio d’angolo,  arriva la zuccata vincente di Borriello che conquista il pareggio. Colpevole Manolas che arriva in ritardo e lascia il tempo necessario all’ex romanista di coordinarsi per il colpo vincente.

Atalanta Roma 2-2.

Al 41’ un recidivo Dzeko nega alla Roma di chiudere l’half time in vantagio: si divora un gol a pochi passi dalla porta, dopo aver saltato il portiere!!!

Il bosniaco poi prova a farsi perdonare calciando sul filo del fuorigioco un gran tiro che viene straordinariamente respinto dal Sportiello

Secondo tempo

Nella ripresa l’Atalanta continua a mettere in difficoltà la Roma e si porta in vantaggio al 50’ con una doppietta di Borriello che, su cross di Gomez, batte ancora Szczesny! L’ex romanista viene ammonito per aver tolto la maglia durante l’esultazione.

Atalanta  Roma 3-2

La Roma prova a reagire, El Sharaawy entra al posto di Zukanovic ma è ancora l’Atalanta a creare pericoli ed occasioni gol, la situazione si è completamente ribaltata. Su una pericolosa ripartenza, al 61’ Borriello si divora il gol del 4 a 2.

Un preoccupato Spalletti, al 78’,  decide di mandare in campo Totti in  sostituzione di De Rossi che gli cede anche la fascia. Scelta che viene premiata perché il Capitano riporta linfa e vivacità in campo, apre alla speranza di nuove e pericolose azioni.

Sostituzione tra gli applausi per Borriello che cede il posto a Pinilla all’84’.

Nainggolan ha l’occasione del pareggio ma la palla supera di poco la traversa.

Un minuto dopo, confusione in area: la palla viene colpita da Perotti, Totti dalla destra si inserisce nel rimpallo e colpisce con esperienza ribadendo in rete! Pareggio della Roma!

Atalanta Roma 3-3

All’87’ Dzeko tutto solo lanciato a rete, viene fermato in area forse irregolarmente. Spalletti protesta per il mancato rigore, viene espulso.

Giallo per Raimondi (entrato al 75’ al posto di D’Alessandro) che ferma in ostruzione El Shaarawy.

La Roma spinge nei  5 minuti di recupero alla ricerca del gol della vittoria, ma sul gong finale rischia con una punizione dal limite guadagnata dall’Atalanta dopo il fallo e la conseguente ammonizione di Manolas.

La gara si chiude sul 3-3, un pareggio che tutto sommato calza a pennello per due squadre che hanno lottato fino all’ultimo alla conquista dei 3 punti.

FORMAZIONI

ATALANTASportiello; Masiello, Toloi, Paletta, Dramé; Freuler, Migliaccio, Kurtic; D’Alessandro, Borriello, Gomez.
A disp.: Radunovic, Stendardo, Djimsiti, Cherubin, Bellini, Brivio, Conti, Raimondi, Gagliardini, Turrin, Pinilla, Gakpé, Monachello.
All.: Reja.

ROMASzczesnyRuedigerManolas, Zukanovic (54′El Shaarawy), Digne   (34′ Emerson); De Rossi, FlorenziNainggolanSalahPerottiDzeko.

All.Spalletti.
Arbitro: Irrati di Pistoia

Marcatori: 22′ Digne, 26′ Nainggolan, 33′ D’Alessandro, 37′, 50′ Borriello, 84’ Totti.

Maria D’Auria.

Sidigas Scandone Avellino – Il derby è biancoverde!

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La Sidigas Scandone Avellino approfitta del passo falso di Cremona nell’anticipo di sabato e consolida il suo terzo posto grazie alla vittoria nel derby del PalaMaggio’.
Il match dell’ora di pranzo si è aperto tutto nel segno degli irpini che, sempre aggressivi e tonici, hanno saputo imprimere il proprio ritmo al match senza soffrire più di tanto. I padroni di casa bianconeri, grazie ad un sontuoso Jones da 25 pt e 10 rimbalzi, reggono il forte impatto e restano in gara almeno fino al quarto periodo sebbene sempre sotto nel punteggio. Anche Dario Hunt, autore di 21 rimbalzi e 17 punti, ha contribuito allo scatto di orgoglio dei padroni di casa che, tuttavia, sono letteralmente capitolati nell’ultimo quarto sotto i colpi di Green, Leunen e Ragland, cresciuto esponenzialmente fino a concludere il match con 24 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Uno dei derby campani più appassionanti degli ultimi anni si chiude con la vittoria di Avellino (14 nelle ultime 15 partite giocate, perso solo a Torino ndr) che, in un sol colpo fa suo il derby ed il terzo posto, con l’ambizione e la consapevolezza di poter puntare sempre più in alto, gara dopo gara.
vivicentro.it-sport-basket/ Sidigas Scandone Avellino – Il derby è biancoverde! (Mario Miccio)

NOTA sulla Società Sportiva Felice Scandone
Squadra di pallacanestro

La Società Sportiva Felice Scandone è una squadra di pallacanestro della città di Avellino. Denominata Sidigas Avellino per motivi di sponsorizzazione, disputa dalla stagione 2000-2001 la massima serie.

Anno di fondazione: 1948
Località: Avellino
Campo: Palasport Giacomo Del Mauro

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VIDEO – Comicon 2016, presentato lo spot ufficiale

E’ stato pubblicato pochi minuti fa, sul canale YouTube ufficiale e sulla pagina facebook di Napoli Comicon, il video dello spot ufficiale della manifestazione. Il filmato, prodotto da Unitalia e diretto dal regista Mauro Zingarelli, parte da una biglietteria dove due ragazzi fanno la fila per acquistare il tagliando di ingresso per il Comicon, ma c’è un solo biglietto a disposizione. Uno dei due lo porta via, ma l’altro non si rassegna e lo rincorre: nasce così un lungo inseguimento, con tante “sorprese” e cosplayer pronti a intervenire. Alla fine, fortunatamente, si scoprirà che entrambi i ragazzi potranno andare al Comicon e a farne le spese sarà il bigliettaio…

Ecco il video:

Papa Francesco: “Da Lesbo al Vaticano, piccolo gesto di accoglienza”

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                                              Papa Francesco con profughi

Lieto come tutti per l’atto di bontà di Papa Francesco ma, e ne sono dolente, non mi riesce di buttar giù un senso di amaro che mi ha pervaso mente, cuore, bocca.

Non mi riesce di NON chiedermi:

ma è mai possibile che tra i migliaia di profughi NON ci fossero famiglie di CATTOLICI doppiamente perseguitati proprio perché tali sono e proprio dai confedeli di quelli portati ad una esistenza migliore dal Papa?

QUESTO il pensiero e la domanda che mi ronza nella mente e che non mi riesce di ignorare ed allontanare da me e, per la quale, non riesco a non vedere il tutto come una mera e sgradevole operazione stile “marketing”. E questo mi fa star male! Mi rovina la gioia che comunque provo per delle famiglie aiutate a vivere da uomini e non più da bestie (anche se credo che ormai, nei paesi cosiddetti “civili”, siaono sempre in più le persone che, potendo, sceglierebbero una “vita da bestia” in certe famiglie dove gli animali sono coccolati e curati più di quanto magari, alcune delle stesse famiglie, fanno o farebbero con altri “uomini”; ma questo è già altro).

Stanislao Barretta

Ciò premesso, eccovi la news così come è stata riportata su larepubblica e, se qualcun altro gradisse esprimere le proprie sensazioni e valutazioni alla stessa, non ha da far altro che commentare l’articolo o scriverci una email inviandola a redazione@vivicentro.it:

Il pontefice di ritorno dalla Grecia con 12 profughi: “Capisco le paure ma l’Europa non costruisca muri. L’incontro con Sanders a Santa Marta? La politica non c’entra”

A BORDO DEL VOLO PAPALE MITILENE-ROMA – “I profughi in Vaticano? Non c’è alcuna speculazione politica. Il mio è un gesto umanitario, un’ispirazione venuta una settimana fa a un mio collaboratore, che me l’ha proposta. E io ho accettato subito”. Non aspetta nemmeno le domande in volo, Papa Francesco. Siamo appena decollati da Mitilene, isola di Lesbo, Grecia. Un viaggio lampo di 5 ore, ma durante il quale il Pontefice argentino ha visitato il campo profughi dove tanti siriani, afghani, cingalesi dovranno essere respinti per tornare in Turchia, attraversata con la speranza di concludere il loro viaggio in Europa.

Appena vede i giornalisti Jorge Bergoglio entra subito nell’argomento. La scelta di portare 12 migranti con sé, e di accoglierli in Vaticano, è una mossa umanitaria di straordinario significato. Il Papa non lo dice, ma la valenza anche politica di questa decisione la si misura già nelle prime dichiarazioni di plauso e di critica che arrivano da tutto il mondo. “Prima di tutto voglio ringraziarvi per questa giornata di lavoro. Per me è stato troppo forte, troppo forte…”. Si commuove Francesco. Poi comincia ad ascoltare le domande, e a rispondere a una per una rimanendo per quasi un’ora in piedi, mentre l’Airbus A320 dell’Alitalia vola in direzione di Roma.

Santità, ma l’accordo sui profughi siglato da Unione Europea e Turchia per lei può funzionare?
“Gli accordi tra la Grecia e la Turchia io non li conoscevo bene, li ho visti sui giornali. Loro, i profughi che stiamo accogliendo, vengono in regola, con un accordo raggiunto fra tre governi, Vaticano, Italia e Grecia. Con la collaborazione della Comunità di Sant’Egidio. E hanno il visto di ingresso. Ora Sant’Egidio troverà loro un posto di lavoro. Sono ospiti del Vaticano e si aggiungeranno alle due famiglie già ospitate dalle nostre parrocchie”.

Lei parla molto di accoglienza ma troppo poco di integrazione. Vedendo quello che sta accadendo in Europa, parecchie città con quartieri ghetto, e immigrati musulmani che fanno più fatica a integrarsi con valori occidentali, non sarebbe forse più utile privilegiare gli immigrati cristiani? Perché ha preso con sé tre famiglie musulmane?
“Non ho fatto una scelta tra cristiani e musulmani. Queste tre famiglie avevano le carte in regola e si poteva fare. C’erano due famiglie cristiane che non avevano i documenti in regola. Non è un privilegio, tutti sono figli di Dio. Ma è vero, oggi i ghetti esistono! E alcuni dei terroristi che hanno compiuto attentati sono figli e nipoti di persone nate in Europa. Che cosa è successo? Non c’è stata una politica d’integrazione. L’Europa deve riprendere questa capacità d’integrare, sono arrivate tante persone nomadi e ne hanno arricchito la cultura. C’è bisogno d’integrazione”.

Si parla di controlli e di rinforzi ai confini europei. Questa è la fine di Schengen e del sogno europeo?
“Non lo so, ma capisco i popoli che hanno una certa paura. Dobbiamo avere una grande responsabilità nell’accoglienza. Ho sempre detto che fare muri non è una soluzione, abbiamo visto il secolo scorso la caduta di uno. Non si risolve niente. Dobbiamo fare ponti, ma in modo intelligente, con il dialogo, l’integrazione. Io capisco un certo timore, ma chiudere le frontiere non risolve niente, perché quella chiusura alla lunga fa male al proprio popolo e l’Europa ha bisogno di politiche di accoglienza, integrazione, crescita, lavoro e riforma dell’economia. Tutte queste cose sono i ponti che ci porteranno a non fare muri”.

Perché lei non fa differenza tra chi fugge la guerra e chi fugge la fame? L’Europa può accogliere tutta la miseria del mondo?
“Tutti e due sono effetto dello sfruttamento. Sfruttamento della terra. Io inviterei i trafficanti di armi, quelli che le procurano ai gruppi in Siria per esempio, a passare una giornata nel campo profughi che ho appena visitato a Lesbo. Credo che per loro sarebbe salutare”.

Lei stamane ha detto che questo sarebbe stato un viaggio triste, commovente. Però qualcosa è cambiato: ora qui ci sono 12 persone. È un piccolo gesto di fronte a chi volta la testa dall’altra parte?
“Faccio un plagio e rispondo con una frase non mia. Avevano domandato a Madre Teresa di Calcutta: “perché tanto sforzo e tanto lavoro solo per accompagnare le persone a morire?” E lei: “è una goccia d’acqua nel mare, ma dopo questa goccia il mare non sarà lo stesso”. È un piccolo gesto ma uno di quei piccoli gesti che dobbiamo fare tutti noi, uomini e donne, per tendere la mano a chi ha bisogno “.

Questa mattina a Casa Santa Marta lei ha incontrato il candidato alla nomination democratica Bernie Sanders. Ha voluto entrare nella politica americana?
“Questa mattina mentre uscivo c’era lì il senatore Sanders, che era venuto al convegno sulla “Centesimus annus”. Lui sapeva che io uscivo a quell’ora e ha avuto la gentilezza di venirmi a salutare. Lui, insieme alla moglie, e un’altra coppia alloggiata a Santa Marta, come tutti i membri del convegno. Quando sono sceso l’ho salutato, una stretta di mano, niente di più. Questa si chiama “educazione”, non “immischiarsi in politica”. Se qualcuno pensa che dare un saluto sia immischiarsi in politica, gli raccomando di trovarsi uno psichiatra”.

vivicentro.it-cronaca / Papa Francesco: “Da Lesbo al Vaticano, piccolo gesto di accoglienza”. MARCO ANSALDO

Juve Stabia, adesso balla coi lupi!

La vittoria arrivata sull’isola di Ischia consegna alla Juve Stabia, con ogni probabilità, tre punti che chiudono il discorso salvezza e che consentono alle Vespe di guardare alle ultime partite in modo più sereno, ma ugualmente con l’obiettivo di fare più punti possibili.

Proprio la salvezza acquisita ad Ischia ed il prossimo match, casalingo, contro la Lupa Castelli Romani, ci fanno pensare al capolavoro cinematografico del 1990 “Balla coi lupi”, diretto, prodotto e interpretato da Kevin Costner. Non c’è modo migliore, per aggiungere l’ultimo tassello al mosaico salvezza, che farlo “ballando” al Menti con i Lupi di Frascati.

Se nella giornata di domenica quindi sarà possibile vedere il “remake” del film “Balla coi lupi”, il merito è del regista, Nunzio Zavettieri, tante volte criticato ma che è riuscito a condurre la sua squadra ad una salvezza assolutamente non scontata, per come si era evoluta la stagione dei gialloblù.

In un calcio dove le idee invecchiano facilmente, Zavettieri è stato astuto ad osservare sempre la sua squadra in funzione dell’avversario di turno e del momento della stagione, capendo l’importanza che il non perdere, quando vincere era una prospettiva non realizzabile, avrebbe avuto sulla classifica delle Vespe.

Come tutti i componenti della Società, anche Zavettieri forse ha avuto momenti in cui la lucidità è mancata e le scelte non sono state sempre giuste, ma il tecnico calabrese è riuscito a compattare il suo gruppo, anteponendo il bene della squadra sopra quello di chiunque altro, persino il suo. L’allenatore stabiese ha creato una squadra camaleontica, non schiava di un solo sistema di gioco ed in grado di adattarsi bene alle compagini avversarie, difendendosi bene per poi provare a pungere. Nelle ultime settimane tanti sono stati gli schieramenti tattici proposti da Zavettieri, tutti in funzione del bene della squadra.

Le considerazioni appena fatte sui moduli e sull’atteggiamento tattico, vanno allargante anche alla scelta degli uomini scesi in campo di settimana in settimana. Mister Zav ha formato un gruppo in cui tutti sono utili ma nessuno è indispensabile e dove regna la meritocrazia; chi è in grado di assicurare il maggiore rendimento, gioca.

Così in un momento non certo facile della stagione, in occasione del derby contro la Casertana, è stata riaffidata la maglia numero 1 a Russo, che ha assicurato un rendimento altissimo e non ha più lasciato il posto da titolare, se non per qualche problema fisico. Allo stesso modo Zavettieri ha ruotato gli attaccanti, prima Diop, poi Nicastro e poi Del Sante hanno tolto e messo la casacca da titolare a seconda delle caratteristiche delle difese da scardinare. Ancora, l’allenatore è stato bravo ad avanzare Cancellotti, lasciando il ruolo di terzino destro a Romeo, ed ottenendo così un terzino affidabile ed un esterno in grado sia di offendere che difendere. Anche ieri a Ischia, il tecnico ha avuto ragione; la scelta di Navratil al centro della difesa, inizialmente non facile da condividere, si è rivelata azzeccata, con il difensore ceco tra i migliori in campo tra le Vespe. Non dimentichiamo, poi, che alla vigilia della delicatissima partita casalinga contro il Messina, la scelta di Zavettieri di puntare su Favasuli, autore poi della doppietta dal dischetto, non era così scontata, in virtù di un Izzillo in rampa di lancio e pronto a dare il suo contributo.

Le scelte dell’allenatore ex Bari assumono ancora più rilevanza se analizzate tenendo anche in considerazione il momento difficile in cui sono arrivate, quando forse sarebbe stato più facile affidarsi alle proprie statiche certezze, anziché tentare di volta in volta soluzioni nuove.

Adesso si faccia l’ultimo sforzo per conquistare la salvezza matematica già in casa contro la Lupa Castelli Romani, con la speranza che al Menti ci siano molti più tifosi/spettatori a vedere un altro bel film del regista gialloblè!

Raffaele Izzo

Napoli, scontro su Al Pacino al Teatro Festival

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E’ polemica dopo il no del governatore De Luca ad Al Pacino, la star americana. Il direttore artistico Dragone: “Non mi arrendo alla politica”

Il giorno dopo il veto del presidente della Regione Vincenzo De Luca sulla partecipazione di Al Pacino al Napoli Teatro Festival, la Fondazione Campania dei Festival vive ore di incertezza. Ma il direttore artistico Franco Dragone, che sullo spettacolo di Al Pacino aveva puntato per un cambio di passo del Festival ed una forte visibilità internazionale, scioglie la riserva: “Resto a Napoli. Non lascio il Teatro Festival. Non mi arrendo alla politica. Rispetto la posizione di De Luca, ma resto per cambiare il Festival. Il clima è difficile anche per via della campagna elettorale. Capisco. Ma io non sono pazzo: non avrei speso 700 mila euro di soldi pubblici senza esser certo di un ritorno economico. Che i miei uffici avevano stimato in almeno 1 milione e mezzo (col 70 per cento di occupazione dell’Arena Flegrea). Soldi con i quali avremmo potuto aiutare ben 40 piccole compagnie”.

Con progetti che non si esauriscono nello spazio di un festival, “ma che durano negli anni”. Il direttore artistico tiene duro. “Mi avevano chiesto personalità internazionali ed io ho usato la mia notorietà per contattare Al Pacino. Ci saranno altri appuntamenti importanti, perchè Napoli e la Campania meritano un grandissimo Festival. Ma non si può ricominciare ogni anno daccapo. Se la cultura è un investimento, si deve pensare a lungo termine”.

Dragone è un fiume in piena. “Ma quando si decidono ad approvare il mio programma? È pronto da febbraio e la Fondazione ancora non lo ha varato. Siamo in grande ritardo”. Un ritardo legato alla scadenza del cda della Fondazione ed alla trascuratezza della politica che non lo ha subito rinnovato. “Le piccole compagnie ed i talenti locali sono nel mio programma: li farò collaborare e produrre con compagnie straniere, ed i loro spettacoli andranno all’estero. Non sono un politico, ma faccio un lavoro sociale: i teatri vuoti mi fanno male. Sono un dolore. Dobbiamo portare a teatro chi non ci va. Non posso accettare che si pensi che io avrei sprecato dei soldi. Quei soldi servivano a seminare, a costruire il futuro. Non a fare del Festival un fuoco d’artificio che stupisce. Ma non lascia nulla. Io voglio seminare. Per questo resto”.

Anche se stavolta ha avuto la meglio l’asse De Luca-Grispello. “Condivido la posizione di De Luca – dice Luigi Grispello – la Fondazione è una in house della Regione e dunque deve seguire gli indirizzi del presidente”. Secondo Grispello per avere Al Pacino si sarebbero spesi 1 milione e 200 mila euro. O di più, in caso di imprevisti. “Lo spettacolo si pagava da solo” ha ribadito Dragone. Che ora attende il cda convocato per il 21, ma non è detto che possa deliberare, perchè “la Regione non ha ancora nominato i sindaci”, spiega Grispello. Ritardi su ritardi.

vivicentro-sud-cronaca / larepubblica / Napoli, scontro su Al Pacino al Teatro Festival. BIANCA DE FAZIO