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Sanremo 2025, per bookmaker Giorgia favorita su Olly dopo anteprima ascolti

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(Adnkronos) – Partita davanti a tutti oltre un mese fa, nel giorno dell’annuncio dei cantanti in gara, Giorgia si conferma in cima alle preferenze dei bookmaker per il Festival di Sanremo 2025.Dopo l'ascolto in anteprima dei brani in gara nella 75/ma edizione da parte della stampa, la cantautrice romana vede scendere la quota del suo successo all’Ariston – da 5 a 3,50 su Planetwin365 e Snai – seguita da un sempre più lanciato Olly passato dal 10 di dicembre all’attuale 4,20.

Si confermano come diretti inseguitori Irama ed Elodie, offerti entrambi a 8 su Better, mentre si sale in doppia cifra per la coppia Achille Lauro-Rocco Hunt, fissati a 10, tallonati da Noemi a 11.  Più lontano in quota, ma convincente secondo le indiscrezioni, Brunori Sas a 20, con il bis di Francesco Gabbani, vincitore nel 2017 proprio con Carlo Conti conduttore, a 21, seguito da un terzetto formato da Simone Cristicchi, Francesca Michielin e Rose Villain, tutti a quota 26.Non convince i bookmaker Fedez, ancora fermo a 31, che però stacca in maniera sensibile il 'rivale' Tony Effe, ora crollato a 51, alla pari di un nutrito gruppo di cantanti formato da Lucio Corsi, Modà, Emis Killa, Coma Cose, Sarah Toscano, Bresh, Clara, Gaia.

Poche le speranze per la 'vecchia guardia': staccato a 71 Massimo Ranieri, mentre chiude la lavagna Marcella Bella, a 101, stessa quota di Willie Peyote e Johan Thiele. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 13enne spara a scuola con pistola a salve: identificato dai carabinieri

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(Adnkronos) –
Mostra la pistola giocattolo ai compagni di classe durante la ricreazione e poi spara un colpo a terra.E' accaduto ieri in una scuola nel quartiere Collatino a Roma, quando un 13enne ha estratto l'arma giocattolo e ha sparato un colpo.  All'arrivo dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile, chiamato con una segnalazione al 112, il 13enne ha lanciato l'arma dalla finestra nel cortile della scuola.

Il 13enne è stato identificato e riaffidato ai genitori.I carabinieri hanno informato la procura dei minori.

La pistola è stata sequestrata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Bertrand Blier, il regista francese de ‘I santissimi’ aveva 85 anni

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(Adnkronos) – È morto il regista e sceneggiatore francese Bertrand Blier, autore di film segnati da un profondo pessimismo sul rapporto tra i sessi, presentati con forme espressive caratterizzate da una vena provocatoria e da un cinico umorismo.Aveva 85 anni e, come annunciato dalla sua famiglia, è morto nella sua casa di Parigi.  Figlio dell'attore Bernard (protagonista di tre suoi film), era noto per aver scritto e diretto molti classici del cinema francese, a partire da 'I santissimi' (1974), commedia interpretata da Gérard Depardieu, Miou-Miou, Patrick Dewaere, Brigitte Fossey, Isabelle Huppert e Jeanne Moreau e che lo rivelò al grande pubblico (quasi 6 milioni di spettatori). Nel 1978 Bertrand Blier dirige Depardieu e Dewaere in 'Preparate i fazzoletti!', in cui una donna che non riesce a farsi mettere incinta né dal marito né dell’amante intreccia una relazione con un ragazzino.

Il film fu un mezzo shock per il pubblico americano e vinse l'Oscar per il miglior film straniero.Il sodalizio con Depardieu prosegue con 'Buffet freddo' (1979), da molti considerato il capolavoro del regista francese, mentre con Dewaere si ritrovano in "Ormai sono una donna" (1982). Dopo 'La Femme de mon pote' con Coluche e Huppert (1983) e 'Notre histoire' con Alain Delon e Nathalie Baye (1984), Blier ritrova la forma migliore con 'Lui portava i tacchi a spillo' (1986), triangolo amoroso sull'identità sessuale in cui alla coppia formata da Depardieu e Miou-Miou si aggiunge Michel Blanc, che per questo film fu premiato al Festival di Cannes.Vincitore del Grand Prix a Cannes per 'Troppo bella per te!' (1989), che ottenne anche tre premi César.  Blier è considerato uno dei registi più iconoclasti ad aver agito all'interno delle logiche industriali del cinema francese, ammiratore dello spirito di Luis Buñuel e attento a raccontare figure marginali della società.

Tra i suoi film ricordiamo anche 'Merci la vie – Grazie alla vita', con cui avvia il sodializio con Anouk Grinberg (1991), 'Uno, due, tre, stella!' con Marcello Mastroianni (1993), 'Actors', dedicato al padre (2000), 'Per sesso o per amore?' (2005), con Monica Bellucci, e 'Le Bruit des glaçons' (2010) con Jean Dujardin. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Viterbo, violenze sessuali e maltrattamenti agli anziani in una casa di riposo: 3 arresti

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(Adnkronos) – Violenza sessuale e maltrattamenti agli anziani ospiti di una casa di riposo di Latera, in provincia di Viterbo.Con questa accusa tre operatori socio-sanitari sono finiti in carcere e per altri tre sono state disposte ordinanze di sospensione dall'esercizio delle funzioni. L'indagine è partita nella primavera del 2024 dalle segnalazioni di alcuni ex dipendenti della struttura, che hanno raccontato ai militari dell'Arma gli abusi dei loro colleghi.

Per questo è stata disposta l’installazione di telecamere all’interno della struttura e l’intercettazione dei dialoghi all’interno della casa di riposo, da cui sono emerse le vessazioni psicologiche e le aggressioni fisiche cui gli anziani venivano sottoposti. Accanto a tali gravi comportamenti, sono emerse anche autentiche condotte di violenza sessuale, con le telecamere che hanno ripreso i reiterati abusi ai danni di una anziana degente: la donna veniva tormentata da un operatore con assillanti approcci sessuali e con toccamenti delle parti intime, eseguiti anche a mezzo di un bastone e, in un’occasione, addirittura quando l’anziana era impossibilitata a difendersi perché legata a letto mediante strumenti di contenzione.Le indagini avrebbero infine portato alla luce episodi di malnutrizione, di somministrazione di farmaci ansiolitici e al frequente ricorso a strumenti come fasce o bende per immobilizzare i pazienti a letto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Divieti di fumo in Italia bocciati dal web, 10 post negativi contro 1: la ricerca

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(Adnkronos) – I divieti di fumo sono stati un tema di costante discussione durante tutto il 2024, con un incremento significativo dell’attenzione verso la fine dell’anno e l’inizio del 2025.Nella ricerca sul tema realizzata in esclusiva per Adnkronos tramite la piattaforma Socialdata, il team di analisi di Socialcom ha analizzato circa 40 mila post pubblicati e oltre 3 milioni di reazioni. 
Sentiment negativo sui divieti
 Il sentiment della rete nei confronti dei divieti di fumo è nettamente negativo, con un rapporto di 10 a 1 tra post negativi (44%) e positivi (4%).

In pratica, meno di un cittadino su 20 mostra online un atteggiamento favorevole al provvedimento, mentre quasi la metà degli utenti esprime posizioni critiche.Il restante 52% delle reazioni è neutrale, riflettendo il ruolo delle fonti informative tradizionali che si limitano a descrivere i provvedimenti con imparzialità.   Tra i divieti introdotti, quello di Milano è il più discusso, con 20 mila post e 1 milione di reazioni, accompagnato dal sentiment più negativo (41%).

A Torino, il volume delle conversazioni scende nettamente a 2600 post e 620 mila reazioni, con un sentiment negativo inferiore (35%).L’iniziativa a Capri, invece, è passata quasi inosservata, con un sentiment negativo che si ferma al 18%. 
Sì ma perché?
 I concetti chiave nei commenti includono temi apparentemente positivi come sicurezza e salute, che tuttavia veicolano un sentiment prevalentemente negativo.

A Milano, la sicurezza è il tema più citato, ma viene spesso usato per criticare il provvedimento, considerato una distrazione rispetto a problemi più gravi come la gestione dei migranti e delle baby gang.La salute, pur essendo un valore positivo, è frequentemente affiancata al concetto di libertà personale, che invece gode di una connotazione più favorevole.   Altri temi, come leggi, provvedimenti, sanzioni e polizia, suscitano sentiment negativo.

Si dubita della possibilità per le forze di polizia di applicare le norme, considerandole già sovraccariche nella gestione della sicurezza pubblica.Il criterio della distanza minima, come i 10 metri richiesti a Milano, è percepito come irrealistico, generando ulteriore scetticismo. 
I temi meno contestati
 Non emergono temi con un sentiment largamente positivo.

Tuttavia, analizzando i commenti neutri, si trovano alcune aree di maggiore accettazione.Ambiente: il divieto è percepito come utile per la protezione di spazi naturali come parchi e aree verdi.

Minori: la tutela dei giovani dal fumo, sia attivo che passivo, raccoglie più consensi, confermati dal sentiment meno negativo durante le raccomandazioni Ue.  Le leggi sui divieti di fumo all’aperto introdotte a Torino e Milano sono percepite dalla rete come provvedimenti demagogici, considerati una distrazione rispetto a temi ritenuti prioritari, come la sicurezza", sostiene Luca Ferlaino, fondatore di Socialcom. "A Milano, in particolare, emerge un forte bisogno di interventi legati alla gestione di fenomeni complessi come i migranti e le baby gang.Inoltre, molte voci rivendicano la libertà personale come un valore che, secondo loro, dovrebbe prevalere sulla salute pubblica". 
Al centro del dibattito web
 Il primo picco rilevante nelle conversazioni si è registrato tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, in corrispondenza dell’entrata in vigore del divieto di fumo all’aperto a Torino.

Tuttavia, il picco più consistente è arrivato a fine dicembre, legato all’annuncio del divieto a Milano, entrato in vigore il 1° gennaio 2025.Questo provvedimento, pur rappresentando un inasprimento di norme già esistenti, era stato anticipato da tempo e aveva generato commenti lungo tutto l’anno.

Un terzo picco, di minore entità, si è verificato nella seconda metà di settembre, quando l’Unione Europea ha avanzato la proposta di introdurre divieti di fumo nelle aree frequentate da minori.   Anche in assenza di notizie di grande rilievo, il tema si è dimostrato capace di scatenare discussioni virali, come accaduto a settembre su Twitter riguardo al fumo nei dehors dei ristoranti.d agosto, l’introduzione del divieto di fumo sull’Isola di Capri per proteggere spiagge e mare non ha invece generato un dibattito significativo online. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valentina Lodovini chi è, l’attrice ospite oggi 21 gennaio a ‘La volta buona’

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(Adnkronos) –
Valentina Lodovini sarà ospite oggi, 21 gennaio, a 'La volta buona', il talk show condotto da Caterina Balivo in onda dalle 14:00 su Rai 1.L'attrice, che attualmente è al cinema con ’10 giorni con i suoi’, parlerà della sua carriera attiva nel mondo del piccolo e del grande schermo.  Valentina Lodovini è nata nel 1978 a Perugia.

Dopo essersi trasferita a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, comincia la sua carriera nel mondo dello spettacolo vestendo alcuni ruoli in produzioni teatrali, e presto viene conosciuta dal grande pubblico per i suoi lavori cinematografici.Debutta sul piccolo schermo con ‘Distretto Di Polizia’ e ‘Incantesimo’ nel 2003.

E l’anno successivo è sul grande schermo con ‘Ovunque Sei’, di Michele Placido.  Nel 2011 partecipa al film ‘Benvenuti al sud’, la commedia di grande successo diretta da Luca Miniero, ruolo per cui l'anno seguente vince il David come migliore attrice non protagonista.Ha preso parte a diverse serie televisive italiane di grande successo, come 'Il commissario Montalbano' e 'Boris', alternando ruoli drammatici a comici.

Nel 2025 esce al cinema con Fabio de Luigi nella commedia ‘10 giorni con i suoi’.  Nel corso della sua carriera, Valentina Lodovini ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il Nastro d'Argento, il Ciak d'Oro e il David di Donatello. Valentina Lodovini non ha mai parlato pubblicamente della sua vita sentimentale. È molto attiva sui suoi profili social, ma raramente pubblica contenuti riguardanti la sfera privata ma sono perlopiù immagini da set o shooting.Secondo alcune pagine di gossip, l’attrice avrebbe avuto una relazione con Francesco Scianna, attore con cui ha recitato spesso insieme. "Sui social non condividerei mai l’intimità.

Tutto quello che è intimo, va vissuto e tenuto prezioso", aveva dichiarato l'attrice in un'intervista a Vanity Fair, sottolineando di voler mantenere un certo riserbo sulla sua vita privata.  Oltre alla recitazione, Valentina ha detto di avere una grande passione per la letteratura e l’arte.Sempre a Vanity Fair, l'attrice ha detto: "Sono una donna che doveva nascere nel passato.

Mi piace scrivere lettere, l’odore dei libri, coltivare la memoria, leggendo ogni giorno una poesia".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Allievi: Vincemmo a sorpresa il campionato. La classifica della Juve Stabia si commenta da sola

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Nicholas Allievi, ex difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì sui canali social ViViCentro dalle 20:30.Le dichiarazioni di Nicholas Allievi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Ho vissuto a Castellammare gli anni più belli della mia carriera.

Il campionato vinto era un obiettivo raggiunto storico per la piazza.Dei quattro anni vissuti da voi, ricordo tutta l’intensità e tutto fu indimenticabile.

Ho conosciuto gente oltre al mio lavoro che si attacca a te e ti vuole bene.”

Chi era il cavallo pazzo della squadra’

“Un cavallo pazzo di quella squadra era Simone Calvano, ragazzo molto esplosivo e dinamico, gli voglio ancora oggi un sacco di bene.L’anno in cui vinci qualcosa c’è nello spogliatoio un clima surreale anche fuori dal campo, eravamo come una grande famiglia.”

La chiamata della Juve Stabia

“Io ho sempre giocato al Nord per caso, quando arrivò la possibilità di Ciro Polito e Manniello accettai con felicità.

Ho avuto contatti con altre piazze del Sud, ma le offerte non si sono mai concretizzate”

La retrocessione del 2020

“Fece molto male la retrocessione perché prima del lockdown eravamo a soli 3 punti dalla zona Playoff, prima dello stop avevamo appena vinto con lo Spezia che poi venne promosso tramite gli spareggi.Nessuno si aspettava un finale tragico.”

Il commento sull’attuale Juve Stabia

“La Juve Stabia attuale beneficia della grande piazza con un organico nuovo e facce nuove.

Il modulo a 3 dietro ti dà più compattezza in B rispetto alla C dove avendo una rosa più forte sulla carta punti più ad offendere gli avversari e non a difenderti.

Il girone C della Serie C è il più complicato, le prime 5\6 in classifica possono tranquillamente giocarsela con le compagini di serie B.La differenza poi la fa l’esperienza e la qualità dei giocatori in rosa.

Fatico nel seguire la Juve Stabia di oggi a causa degli impegni con il Palazzolo, ma la Classifica della squadra parla da sola, sta facendo un campionato importantissimo che meritano squadra e società.”

Il ricordo della promozione in B del 2019

“L’anno della promozione in B non eravamo i più forti, ma l’unione di intenti tra mister, società, squadra e tifosi ci fece ottenere un risultato importante.

Noi giocatori seguivamo alla lettera ciò che chi consigliava Caserta.”

La sua esperienza al Palazzolo

“La scelta di Palazzolo è arrivata non solo per avvicinarmi a casa, ma anche per sposare un progetto di una società che ha ambizione e strutture adeguate ai miei obiettivi.Quest’anno, nonostante qualche difficoltà di classifica, puntiamo alla promozione in C.”

Pio Esposito?

“Credo che quando giochi contro la squadra della tua città qualcosa dentro si smuove, anche se noi siamo professionisti e per 90 minuti lottiamo per la maglia che indossiamo.”

Il rapporto con i suoi ex compagni e il ricordo di Castellammare

“Mi sento ancora grazie ai social con i ragazzi con i quali ho giocato a Castellammare, come ad esempio Calò, Canotto, Melara, Vitiello.

Ho un buon rapporto anche con Caserta, Polito e Manniello con i quali a volte scambio qualche messaggio.

Di Castellammare mi manca l’affetto e il calore di quando entravamo in campo, noi calciatori viviamo per quello.Con Langella non ho avuto lo stesso rapporto che ho avuto con Manniello perché a causa di dinamiche di mercato, andai via dopo poco tempo.”

Le tappe fondamentali della cavalcata in B

“Tra le gare più belle che ricordo a Castellammare, c’è sicuramente la vittoria con il Trapani in casa, anche se ero già infortunato.

Quindi scelgo quella della vittoria per 3-0 a Catanzaro dove feci anche gol, in una delle prime gare spartiacque della stagione.Anche la vittoria a Trapani con gol di Mezavilla nel finale fu fondamentale.

Quell’anno vivevamo tutto in modo positivo.I giocatori più forti con i quali ho giocato sono Andrea Belotti e Junior Messias.”

Il saluto

“Mi piacerebbe in futuro poter incontrare di nuovo la gente di Castellammare.

Abbraccio i tifosi, in particolare quelli della Curva Sud”.

Hamilton, dalla pista alla macchina: tutto sul debutto con la Ferrari

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(Adnkronos) – Dopo il primo giorno, arriva l'esame in pista.Lewis Hamilton è pronto a salire per la prima volta su una Ferrari, con i tifosi della Rossa in attesa di vedere il 7 volte campione del mondo correre con il Cavallino.

Il "sogno che si realizza" del pilota inglese diventerà realtà mercoledì 22 gennaio, quando Hamilton girerà intorno alla pista di Fiorano, con il debutto, previsto inizialmente per lunedì 20, rimandato a causa del meteo avverso.  A raccontare il primo giorno di Hamilton in Ferrari è stata la stessa scuderia italiana, con un comunicato diffuso sui propri canali ufficiali: "Lewis Hamilton ha iniziato ufficialmente la sua avventura con la Scuderia Ferrari HP: il sette volte campione del mondo è arrivato la mattina del 20 gennaio di buon’ora nel quartier generale del team di Maranello, in via Enzo Ferrari 27, e si è spostato nella piazzetta della pista di Fiorano – intitolata all’unico altro sette volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher – dove è stato accolto dal Team Principal, Fred Vasseur, e dal CEO di Ferrari, Benedetto Vigna". "In quello stesso luogo sono state scattate le prime foto di rito per le quali, per non fargli sentire troppo la mancanza della sua Inghilterra, anche il meteo si è adeguato, proponendo un cielo plumbeo e una pioggerella simile a quella che spesso cade sulla Gran Bretagna.Nella piazza era anche presente una Ferrari F40, la supercar preferita da Lewis". "Dopo le foto Lewis ha brevemente visitato il box della pista e la casa di Fiorano in compagnia di Vasseur e Vigna, potendo vedere anche lo storico ufficio dal quale Enzo Ferrari osservava il lavoro dei suoi uomini", si legge nel comunicato, "Hamilton è poi tornato nella sede della Scuderia dove ha incontrato il management e Piero Ferrari prima di dedicarsi a una full immersion nei vari reparti che gli permetterà di iniziare a conoscere la sua nuova squadra.

Domani (oggi martedì 21 gennaio, ndr) lo attende un’altra giornata di lavoro, fatta di riunioni tecniche e di briefing in vista di una stagione quanto mai intensa". Già nella sua prima giornata in Ferrari Hamilton ha quindi voluto prendere confidenza con l'ambiente, visitando le strutture e cimentandosi con il simulatore.Lewis ora è pronto al test della pista, nello storico circuito di Fiorano, che da oltre 50 anni ospita i test della Rossa.

Fu infatti inaugurato l’8 aprile del 1972 su indicazione di Enzo Ferrari, che volle fortemente una pista apposita a ospitare le prove private delle sue macchine. Fiorano è quindi pronto a ospitare la storia una volta di più.Hamilton girerà intorno al circuito, a porte chiuse e maltempo permettendo, a bordo della SF-23, ovvero la macchina usata dalla Ferrari nel Mondiale 2023.

Fiorano sarà anche l'occasione per il primo incontro in pista con Charles Leclerc, anche lui atteso per i primi test drive della stagione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ombra di Trump sul Forum di Davos, come reagirà l’élite finanziaria globale?

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(Adnkronos) – L'ombra di Donald Trump si allunga sul Forum di Davos.La coincidenza temporale fra l'insediamento del quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti e il principale evento annuale dell'economia globale propone un confronto serrato, e potenzialmente impari, tra diverse concentrazioni di potere politico e ricchezza.

In gioco c'è un equilibrio mondiale che il nuovo mandato del tycoon alla Casa Bianca promette di cambiare radicalmente.I cento decreti esecutivi, già solo nei titoli, identificano un cambio di passo che può modificare, fino a sovvertirlo, il paradigma entro il quale si è mossa finora l'élite finanziaria globale. Proprio quello che resta della globalizzazione, e degli schemi che si sono stati consolidati nel tempo, è l'oggetto di un dibattito che ruota intorno agli interessi dei grandi poteri finanziari.

Isolando le principali frasi pronunciate da Trump nel discorso di insediamento, molto più vicino a un comizio che a un intervento istituzionale, si possono elencare una serie di incognite che gravano sui prossimi mesi e sui prossimi anni.  L'obiettivo dichiarato di voler cambiare il mondo si declina a partire dal ruolo che si voglio ritagliare gli Stati Uniti: un Paese che Trump vede "forte, ricco, sicuro, in crescita e in espansione territoriale, e che nessuno potrà fermare".Ci si vuole arrivare attraverso passi che oggi non sono più solo slogan elettorali: dallo stato di emergenza al confine sud col Messico, per espellere più rapidamente i migranti senza documenti, alle nuove trivellazioni di petrolio e gas naturale, all'eliminazione degli incentivi per le auto elettriche e al ritiro dagli accordi di Parigi sul clima. Se cambiare il nome del Golfo del Messico, ribattezzato 'Golfo d'America', sembra più folklore geografico che altro, il mantra dell'America first può avere un profondo senso economico. "Metterò sempre l’America prima, in ogni secondo della mia Amministrazione.

La nostra sovranità, la nostra sicurezza saranno ristabilite".La prima, immediata, trasposizione del concetto porta prima al rapporto con la Cina, e a tutte le conseguenze che ne possono derivare, e subito dopo ai dazi che riguarderanno inevitabilmente l'Europa: “li imporremo sui Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini".

Basta pensare al ruolo delle grandi banche e delle grandi corporation in un contesto che potrebbe velocemente degenerare in una cruenta guerra commerciale su scala mondiale per far alzare il livello dell'attenzione in un parterre come quello di Davos.  La fotografia dei miliardari schierati all'Inauguration day racconta una concentrazione di denaro e potere mai vista prima in queste proporzioni e con questa adesione identitaria (vale più per Musk che per gli altri) a sostegno di un presidente degli Stati Uniti.C'è però da considerare un altro aspetto.

Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e gli altri non sono solo un patrimonio americano ma sono anche i principali attori dell'economia globale.E possono seguire Trump fino a un punto preciso, che coincide con la tutela dei propri interessi.

Fino a quando ne trarranno vantaggio elargiranno fondi e consenso, oltre quella soglia esigeranno il pagamento delle 'cambiali' che il presidente degli Stati Uniti sta firmando.  Lo sa bene anche lo stesso Trump che con l'élite finanziaria globale deve comunque fare i conti.Non a caso, giovedì sarà in video-collegamento con la Svizzera, proprio con il Forum di Davos, per aprire un canale di comunicazione che andrà riempito di contenuti.

E qui la domanda principale diventa un'altra: prevarrà un rapporto fondato sullo scambio fra re e cortigiani, con le concessioni a gratificare il consenso, o il buon senso e una strategia pragmatica suggeriranno di intavolare una collaborazione che possa portare vantaggio a tutte e due le parti?Il titolo del World Economic Forum è ambizioso e va proprio in questa direzione: 'Collaboration for the Intelligent Age'.

L'obiettivo sembra però difficile da raggiungere, almeno alle condizioni di Trump. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Udinese-Roma, Tar Friuli accoglie ricorso contro divieto di trasferta

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(Adnkronos) – I tifosi della Roma potranno comprare biglietti e andare in trasferta per il match sul campo dell'Udinese, in programma domenica 26 gennaio e valida per la 22esima giornata di Serie A Il Tar del Friuli Venezia Giulia oggi ha infatti accolto il ricorso presentato dai tifosi della Roma, e sostenuto dalla società giallorossa, contro il divieto di trasferta imposto ai residenti nel Lazio.La squadra di Ranieri, nella sfida del Bluenergy Stadium, potrà quindi essere accompagnata dal suo popolo.  I tifosi di Roma e Lazio residenti nel Lazio avevano ricevuto il divieto di trasferta, come detto, dopo gli scontri andati in scena prima del derby dello scorso 5 gennaio.

Per i tifosi giallorossi non era stato possibile quindi acquistare biglietti per la sfida di Bologna del 12 gennaio, con annullamento dei tagliandi già venduti.Stessa cosa era accaduta per quelli biancocelesti, che non sono potuti volare a Verona per la partita contro l'Hellas dell'ultima giornata di campionato. La decisione era nata sì dai disordini nati fuori dall'Olimpico in occasione del derby della Capitale, poi vinto dai giallorossi 2-0, ma anche per la "particolare propensione alla violenza da parte delle due tifoserie e l'alta probabilità che in occasione dei prossimi incontri di calcio analizzati in sede di comitato, si possano verificare gravi turbative per l'ordine e a sicurezza pubblica", come si legge nelle linee di indirizzo per le Prefetture competenti, avanzate dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. In occasione del derby, è stato ricordato in sede di Comitato, le frange più oltranziste delle due tifoserie, a partire dalle prime ore della mattina della gara, hanno cercato a più riprese lo scontro, quando, con i volti coperti anche con l'utilizzo di caschi e muovendosi in modo compatto, hanno agito in modo da superare il cospicuo dispositivo di ordine pubblico già predisposto, che ha fatto da sbarramento. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulio Regeni, la madre in aula: “Sul suo corpo vidi brutalità delle torture”

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(Adnkronos) – "Quando ho dovuto riconoscere il corpo di Giulio ho potuto vedere solo il suo viso: ho visto la brutalità, la bestialità, sul corpo di nostro figlio", ha detto Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, sentita come teste nell’aula bunker di Rebibbia davanti alla Prima corte di Assise nel processo per il sequestro e l’omicidio del ricercatore friulano che vede imputati quattro 007 egiziani. "Era coperto da un telo – ha continuato – e chiesi di poter vedere almeno i piedi ma una suora mi disse ‘suo figlio è un martire’.Lì capii che era stato torturato". Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, Deffendi ha ricordato: "L'ultima volta che abbiamo visto Giulio è stato il 24 gennaio 2016 via Skype.

Il 27 ci è arrivata la notizia della sua scomparsa.Mio marito mi ha chiamato con una voce mai sentita.

A casa mi disse che Giulio era scomparso.Quando sentii la console chiesi perché non ci avessero avvisato prima". "Giulio era già stato in Egitto nel periodo del colpo di Stato di al-Sisi, – ha continuato la madre del ricercatore – quando ci tornò nel 2015 ci disse che la situazione era più calma e si sentiva tutelato in quanto ricercatore straniero.

Non espresse mai alcun timore.Il 15 gennaio era il suo compleanno e gli mandai gli auguri e lo sentii felice e rilassato".  La madre di Regeni ha ripercorso poi i giorni della scomparsa del figlio, fino a quando è stata appresa la notizia della sua morte: "Ci chiamò l’ambasciatore Massari e ci disse ‘stiamo arrivando io e la ministra Guidi’.

Ci sembrò strano.L’ambasciatore ci disse ‘non porto buone notizie’.

Quando sono arrivati a casa di Giulio ci hanno abbracciato, facendoci le condoglianze e ci dissero ‘avete 5 minuti, la notizia è stata diffusa’".  La madre di Giulio infine ha rivelato che nel corso delle passate udienze del processo a Roma, un giorno ha incontrato l’ambasciatore egiziano in aeroporto: "Non l’ho mai detto prima.Ci siamo seduti accanto a lui, chiedendo se sapeva che c’era un processo in Italia sul caso Regeni, lui disse di sì". Entrando nell'aula bunker di Rebibbia per testimoniare al processo, la donna ha rivolto un pensiero anche ad Alberto Trentini, da oltre due mesi detenuto in Venezuela. "La nostra famiglia è molto vicina a quella di Alberto Trentini", ha detto Paola Deffendi.

L'uomo, 45 anni, era in missione a Caracas per conto della ong 'Humanity & Inclusion',   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ddl Sicurezza, vertice a Palazzo Chigi: sì a poche modifiche senza snaturare testo

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(Adnkronos) – Vertice a Palazzo Chigi, questa mattina, sul ddl sicurezza tra governo e maggioranza.Per l'esecutivo erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e quello dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.  Secondo quanto si apprende, la Lega avrebbe ribadito l'intenzione di tirare dritto senza apporre cambiamenti al testo, ma alla fine sarebbe emerso l'orientamento di procedere solo con qualche modifica senza snaturare il provvedimento e il suo impianto sostanziale.

Non è escluso che gli emendamenti possano essere portati direttamente in Aula e non in Commissione. Al vertice tra governo e maggioranza, a quanto si apprende, erano presenti i capigruppo al Senato Lucio Malan (Fdi), Maurizio Gasparri (Fi) e Massimiliano Romeo (Lega).Hanno partecipato anche i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia a palazzo Madama Alberto Balboni e Giulia Bongiorno. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fisco, Trabucchi (Assonime): “Oggi c’è disciplina unica, più semplice da gestire”

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(Adnkronos) – “Con la riforma, i regimi di riallineamento sono stati completamente riorganizzati.Oggi c’è una disciplina unica, sicuramente più semplice da gestire.

C’è la possibilità di riallineare separatamente tra Ires e Irap.Il sistema è sicuramente più coordinato perché le scadenze, che prima erano disallineate, oggi vengono riallineate, accorciando quelle che probabilmente erano eccessivamente lunghe, ma soprattutto allungando quelle che risultavano di difficile applicazione”.

Lo afferma Alberto Trabucchi, co-managing director and head of Tax department di Assonime, a margine dell’evento 'EY Tax Update 2025.Riforma fiscale: sfide e opportunità per le imprese', organizzato da EY e focalizzato, appunto, sulla riforma fiscale in corso. “Le aliquote sono peggiorate, non c’è dubbio, ma è stato sbloccato il riallineamento globale, che oggi è sostanzialmente sempre fattibile – aggiunge Trabucchi – Nell’eliminare gli arbitraggi, che prima potevano essere realizzati sfruttando le aliquote effettivamente molto più convenienti, è stata eliminata anche la possibilità di incentivare le operazioni di aggregazione aziendale con terzi, che potevano essere fatte appunto sfruttando le aliquote basse di riallineamento.

E’ vero che sono stati eliminati gli arbitraggi per le operazioni infra gruppo, ma c’è il rischio che sia stata eliminata anche una possibile forma di incentivo per le riorganizzazioni aziendali verso terzi, quelle accrescitive.Quindi questo, forse, potrebbe essere motivo di ripensamento”.  “Il regime di consolidato fiscale, che è tra i più favorevoli tra quelli esistenti nel panorama europeo, resta sempre la formula migliore per consentire la circolazione delle perdite all’interno del gruppo – sottolinea l’esperto – La riforma consente ai gruppi stabili una migliore gestione delle perdite, perché viene riconosciuta a livello fiscale la bontà del soggetto economico unitariamente inteso, consentendo la circolazione delle perdite, nell’ipotesi poi di successive operazioni di aggregazione tra il soggetto che porta le perdite e il soggetto che lo controllava o tra soggetti del gruppo”. “Dal punto di vista sostanziale, la scelta fatta dal legislatore, per una questione di prudenza sul gettito, è stata quella di consentire questo scambio di perdite soltanto a coppie, cioè soltanto nella misura in cui i soggetti che si vanno ad aggregare erano già insieme e facevo già parte dello stesso gruppo al momento della maturazione delle perdite.

Questa è una limitazione abbastanza forte – puntualizza Trabucchi – che porta con sé una serie di complicazioni che verranno sciolte dal dm che ha in corso di preparazione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e che forse rendono consigliabile ancora, quando possibile, l’utilizzo del consolidato fiscale.C’era stata l’idea di consentire una libera circolazione delle perdite del gruppo con una logica accrescitiva, a prescindere dal momento in cui le società facevano parte dello stesso gruppo, però, probabilmente per motivi di gettito, non è stato possibile perseguirla.

Ci troviamo quindi di fronte ad una riforma di grande utilità – conclude – ma forse si poteva fare qualcosa in più.Speriamo che, magari riorganizzando meglio le risorse a disposizione in sede di correttivo, si possa porre rimedio a questa piccola inefficienza”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Sigep di Rimini esperti a confronto su olio di palma per superare falsi miti

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(Adnkronos) – L'olio di palma sostenibile coniuga innovazione tecnologica, qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e sociale.E' quanto emerso dal talk 'Olio di palma sostenibile: oltre i falsi miti, la soluzione che garantisce qualità, sicurezza e rispetto per le foreste e le persone', organizzato da Assitol e Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile al Sigep di Rimini, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione artigianali.  “Purtroppo c'è più di un falso mito sull'olio di palma ma sono tutti facilmente smantellabili – spiega Vincenzo Tapella, presidente dell'Unione italiana per l'olio di palma sostenibile – Il primo riguarda l'olio di palma certificato sostenibile che in realtà proviene da zone non deforestate.

Quindi dire che l'olio di palma distrugge le foreste, attualmente è un errore.Un altro falso mito riguarda la sicurezza, secondo cui nell'olio di palma sarebbero presenti contaminanti.

Non è vero, in quanto esiste una legislazione comunitaria che fissa dei limiti per tutti gli oli e grassi, per cui l'olio di palma che è in circolazione deve rispettare questi parametri.Altri discorsi sono smontabili”.  In più una delle caratteristiche principali di questo olio, secondo gli esperti, è la resa per ettaro, molto superiore alle altre colture da olio. "Pensando al futuro – continua Tapella – siamo 8 miliardi di persone sulla Terra, dovremmo arrivare a 10 miliardi nei prossimi anni, per cui ci saranno nuove bocche da sfamare.

L'olio di palma, grazie alla sua resa di quasi 4 tonnellate per ettaro, può permettere di non aumentare le aree deforestate, lavorando sull'incremento della resa”.  Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione intervenuto al talk, ricorda come "la campagna di demonizzazione contro l'olio di palma abbia avuto successo non per le verità che andava a raccontare ma per il tono con cui andava a proporre delle mezze verità, delle falsità oggettive, facendo leva su paure, anche molto forti, riguardanti la salute e la qualità del prodotto".  “L'olio di palma è talmente versatile – prosegue l'esperto per cui le sue frazioni si possono utilizzare sia per realizzare ottime creme sia per prodotti da forno.Purtroppo uno degli esiti di questa demonizzazione, che ha portato a una diminuzione molto forte dell'olio di palma nell'uso industriale, è stata una minor durabilità e qualità dei prodotti senza alcun guadagno, né nutrizionale né dal punto di vista della sicurezza", conclude.  Andrea Carrassi, direttore generale di Assitol (Associazione italiana industria olearia), tra i fondatori dell’Unione Italiana per l’olio di palma sostenibile, sottolinea il ruolo della sostenibilità dei prodotti oleari impiegati dall'industria nel nostro Paese. “Come associazione spingiamo molto sulla sostenibilità dei prodotti, sia l'olio di palma ma anche tutti gli altri oli e grassi, perché fanno bene anche all'ambiente oltre che ai consumatori.

I nostri prodotti sono principalmente sostenibili perché crediamo in un miglioramento ambientale che è il trend che segue la Commissione europea ed è necessario continuare così.La legislazione Europea per fortuna è molto forte, in Italia ci sono numerosi controlli che permettono di vedere se il prodotto è 'compliant' con la normativa vigente e quindi il consumatore può stare sereno”, conclude Carrassi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, 13enne si allontana da ospedale e viene violentata

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(Adnkronos) –
Violentata dopo aver assunto alcol e droga.Vittima una 13enne di un comune del Palermitano che sabato scorso si è allontanata dall'ospedale dei Bambini, a Palermo, in cui era ricoverata.

Lo stupro, da parte di un ragazzo più grande, sarebbe avvenuto in piena notte in una piazza del quartiere Borgo Nuovo.A ricostruire la drammatica storia è l'edizione di Palermo di Repubblica, spiegando che la ragazzina, che vive con la madre e per alcuni periodi anche in una casa famiglia, sabato pomeriggio insieme con la madre è uscita dal reparto di Neuropsichiatria infantile per prendere un gelato.

Tra le due, però, ci sarebbe stato un litigio e la 13enne si sarebbe allontanata in compagnia di un'amica più grande.  Immediato l'allarme lanciato dalla madre e dai medici e le ricerche serrate.Solo intorno alle 2 del mattino la ragazzina è tornata in reparto, ubriaca e sotto effetto di droga per poi andare a letto.

L'indomani in lacrime chiede di parlare con i medici e racconta l'orrore di cui è stata vittima.Con l'aiuto di una psicologa e di un'équipe multidisciplinare rivive la notte da incubo. "Ai medici ribadisce che voleva solo qualche bacio, assicura di aver detto 'no' più volte, di essere stata presa con la forza", scrive Repubblica Palermo.

Gli esami e le visite mediche confermerebbero i segni di violenza e il suo racconto.Immediate sono scattate le indagini per risalire all'autore della violenza e rintracciare l'amica, più grande, con cui si è allontanata dall'ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Magenta (EY): “Riforma fisco leva di crescita per il Paese”

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(Adnkronos) – – “Abbiamo deciso di fissare questo EY Tax update perché il 2025 è l'anno in cui il governo intende percorrere con maggiore determinazione il percorso di riforma fiscale, avviato con l'approvazione della legge delega nell'agosto del 2023.Un lavoro enorme che proseguirà con ancora più forza quest'anno.

La riforma del fisco rappresenta una delle principali leve per promuovere la crescita e la competitività del nostro Paese”.Così Marco Magenta, managing partner di EY Studio legale tributario, intervenendo all’evento ‘EY Tax Update 2025.

Riforma fiscale: sfide e opportunità per le imprese’, organizzato da EY a Milano. “Secondo l'ultima edizione dell'EY attractiveness survey, un sondaggio annuale sull'attrattività dell'Europa e dell'Italia per gli investimenti diretti esteri – riprende il managing partner di EY Studio – il tema del fisco, storicamente visto come uno dei principali ostacoli per gli investitori stranieri in Italia, non è più percepito così negativamente, quantomeno in termini relativi.Pochi tra gli intervistati hanno un'opinione fortemente negativa, mentre la maggior parte ritiene che l'Italia si posizioni meglio o in linea con la media europea", sottolinea. "Questo significa che, nonostante uno storytelling spesso negativo, non partiamo necessariamente svantaggiati rispetto agli altri Paesi europei, ma da un lavoro che sembra procedere nella giusta direzione.

Tuttavia, ci sono ancora margini di miglioramento in termini di efficienza, competitività e certezza del diritto che la riforma introdotta dalla Legge delega si ripromette di colmare”, rimarca. Nel suo intervento, Magenta si focalizza anche sui cambiamenti che attraversano la professione fiscale, partendo dai risultati dell’EY Tfo survey 2024, un sondaggio che ha coinvolto 1.600 chief financial officer e tax director provenienti da 32 Paesi e 18 settori, che evidenzia come l'intelligenza artificiale (Ia) sta trasformando la funzione fiscale: “Secondo l'indagine – spiega il managing partner di EY – l'86% dei Cfo e dei tax director in Europa è ottimista riguardo all'impiego dell'Ia per aumentare l'efficienza e l'efficacia delle loro funzioni.Questo dato conferma che l'Ia è vista come una leva fondamentale per il cambiamento". "L’impiego dell’Ia – continua – permette di affrontare meglio anche le sfide più urgenti quali: la pressione sui costi, una delle principali preoccupazioni, con il 48% degli intervistati che ritiene la gestione dei budget della funzione una priorità assoluta". "La gestione del talent gap, il 66% dei partecipanti alla survey ha indicato che trattenere e attrarre talenti è una sfida significativa.

La conformità con le nuove normative di rendicontazione, un contesto in cui l'impiego dell’Ia e l’utilizzo delle opportunità legate alla riforma tributaria hanno un ruolo centrale per ottimizzare la pianificazione fiscale, semplificare il sistema e favorire il dialogo con le autorità fiscali per costruire un rapporto di fiducia e trasparenza”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, Giovanni Amoroso è il nuovo presidente della Corte Costituzionale

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(Adnkronos) – Giovanni Amoroso è il nuovo presidente della Corte Costituzionale, riunitasi oggi per eleggere il successore di Augusto Barbera, il cui mandato è scaduto lo scorso 21 dicembre.  Come primo atto, il neo presidente eletto ha nominato vicepresidenti della Corte Francesco Viganò e Luca Antonini.Amoroso, già presidente facente funzioni dalla scadenza del mandato di Barbera, è stato vice presidente della Corte dalla nomina di Barbera alla guida di Palazzo della Consulta.

Nato a Mercato Sanseverino (Salerno) il 30 marzo 1949, è stato eletto giudice costituzionale dalla Corte di cassazione il 26 ottobre 2017, ha giurato il 13 novembre 2017; il suo mandato da presidente scadrà pertanto il 13 novembre del 2026.Sposato e padre di due figli oltre che 4 volte nonno, il neo presidente è stato eletto all'unanimità da una Corte non nel plenum del suo Collegio, ma al minimo legale per poter deliberare, con 11 giudici su 15.  Il curriculum vitae di Amoroso è brillante fin dall'esordio: ha conseguito con lode il diploma di laurea in giurisprudenza nell’anno 1971 presso l’Università degli studi La Sapienza di Roma, discutendo una tesi in economia politica sul tema “Corso dei cambi e bilancia dei pagamenti”.

Nominato magistrato il 27 marzo 1975, si è collocato al secondo posto della graduatoria finale; ha svolto le funzioni di pretore penale presso la pretura di Bergamo (1976-1980) e di pretore del lavoro presso la pretura di Roma (1980-1984).Nel 1984 è stato assegnato all’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, dapprima come magistrato di tribunale (1984-1989) e poi come magistrato d’appello (1996-2000), venendo applicato alla Sezione Lavoro e partecipando ai collegi come relatore e poi estensore delle pronunce adottate.

Nel periodo 1986-1989 è stato altresì applicato al Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione, tenendo anche corsi di apprendimento del sistema Italgiure delle banche dati della Corte. L'esperienza a Palazzo della Consulta di Amoroso, comincia dal 1990, quando fino al 1996 è stato collocato fuori ruolo della magistratura in quanto assistente di studio a tempo pieno del giudice costituzionale Renato Granata.Successivamente – rientrato in ruolo come magistrato d’appello applicato all’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione – ha proseguito dal 1996 al 1999 come assistente di studio a tempo parziale del giudice costituzionale Renato Granata, eletto presidente della Corte.

In seguito, dal 1999 al 2008, rimanendo in ruolo come magistrato della Corte di cassazione, è stato assistente di studio del giudice costituzionale e poi presidente Franco Bile. Nominato consigliere di cassazione nel 2000, è stato dapprima assegnato alla Terza Sezione penale della Corte di cassazione con applicazione alla Sezione Lavoro e successivamente a quest’ultima con applicazione alla Terza Sezione penale, svolgendo sempre contemporaneamente funzioni di legittimità sia nel settore civile che in quello penale.Conseguita l’idoneità alle funzioni direttive superiori, dal marzo 2006 è stato assegnato anche alle Sezioni Unite civili della Corte di cassazione come consigliere e poi come Presidente di sezione.

Nel febbraio del 2013 è stato nominato direttore aggiunto dell’Ufficio del Massimario della Corte e successivamente direttore dello stesso Ufficio.Nel febbraio del 2015 è stato nominato presidente di sezione della Corte e assegnato alla Sezione Lavoro.

Nel giugno del 2015 è stato destinato anche alle Sezioni Unite civili come presidente di sezione non titolare, venendo altresì designato come coordinatore delle Sezioni Unite civili. Altre esperienze professionali: Amoroso è stato coordinatore della segreteria scientifica della Commissione ministeriale presieduta dal prof.Giuseppe Tarzia per la revisione del codice di procedura civile (1994-1995). È stato componente della prima Commissione tecnica del Consiglio Superiore della Magistratura per la valutazione della capacità scientifica e di analisi delle norme per l’accesso alla Corte di cassazione come consigliere e alla Procura Generale come sostituto Procuratore Generale.

Dal 2006 al 2017 è stato delegato del Primo Presidente della Corte di cassazione per le relazioni con le associazioni sindacali del personale della Corte. È stato giudice tributario dal 1978; da ultimo, fino al 2017, è stato presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Roma. È stato presidente della commissione di esame per avvocato cassazionista (2015). È stato relatore in numerosi seminari e convegni, anche della Scuola Superiore della Magistratura. Significative le esperienze all'estero: Amoroso ha partecipato, come assistente del Presidente della Corte costituzionale, all’incontro multilaterale tra Corti costituzionali europee in Parigi, 1998, e all’incontro bilaterale tra la Corte di giustizia e la Corte costituzionale, in Lussemburgo, 1999; nonché, come assistente del giudice costituzionale Franco Bile, all’incontro multilaterale tra Corti costituzionali europee e la Corte costituzionale della Bosnia-Erzegovina, in Sarajevo, 2000.Ha svolto in due occasioni uno stage presso la Corte di cassazione francese, Parigi, nel 2011 e nel 2013, seguendo i lavori della Chambre social e tenendo anche una relazione, in confronto con il Presidente di questa Chambre, in un convegno organizzato dalla Commission ouverte du barreau de Paris, Parigi, 29 novembre 2013.

Ha partecipato, per la Corte di cassazione italiana, con una relazione, all’incontro seminariale con la Corte di cassazione del Regno del Marocco all’Università di Rabat in partenariato con l’Università di Napoli Federico II, Rabat (Marocco), 17 e 18 dicembre 2015. Anche l'attività didattica ha contraddistino la carriera di Amoroso, ha tenuto un corso integrativo biennale di diritto civile presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Macerata (1988-1989).Ha avuto incarichi di docenza di giustizia costituzionale per vari anni presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bari Lum e la scuola di specializzazione per professioni legali dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Senato, proteste contro ‘intrusi’: al via controlli a ingresso buvette e ristorante

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(Adnkronos) – Dopo la lettera dei Questori al Senato sono partite le misure restrittive di accesso alla Buvette e al ristorante di Palazzo Madama.Nei corridoi del Senato gli assistenti parlamentari sono allertati, cercando di capire chi può farlo e chi invece da oggi non accede più ai luoghi di ristoro.  "A fronte di una situazione che, a nostro avviso, lede l'immagine e, in qualche misura, anche la funzionalità dell'Istituzione parlamentare, abbiamo dato disposizioni agli Uffici affinché gli Assistenti parlamentari di servizio vigilino sullo scrupoloso rispetto delle norme vigenti".  Eccoli dunque gli assistenti che si piazzano di fronte agli ingressi per far partire i controlli, perché come si legge nella disposizione di venerdì scorso, nata a seguito delle lamentale di alcuni senatori, "l'accesso alla Caffetteria è consentito esclusivamente ai Parlamentari (anche europei) e agli ex Parlamentari, ai Membri del Governo in carica (e ai più stretti collaboratori che accompagnano i Ministri), ai Funzionari della carriera direttiva dell'Amministrazione, al Direttore di Gabinetto ed ai Consiglieri del Gabinetto, al Capo Ufficio Stampa e al Segretario Particolare dell'Onorevole Presidente, ai Medici dell'ambulatorio del Senato, ai giornalisti appartenenti all'Associazione della Stampa parlamentare e agli altri giornalisti accreditati, al Dirigente dell'Ispettorato di PS e al Comandante dei Carabinieri presso il Senato, ai Funzionari dei Gruppi Parlamentari in ragione di un'autorizzazione ogni dieci Senatori aderenti al Gruppo, a un addetto per ogni segreteria di Presidente emerito della Repubblica, di ex Presidenti del Senato, di Vice Presidenti del Senato e Senatori Questori".  Un lungo elenco che pare non permetta più eccezioni.

In tanti quindi da oggi sono out: a partire dai collaboratori parlamentari e dipendenti dei gruppi, non meno di un centinaio di persone. (di Francesco Saita)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, televoto flash e il misterioso biglietto: tutto quello che è successo

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(Adnkronos) – È andato in onda un nuovo appuntamento del Grande Fratello ieri sera, 20 gennaio.Il reality show ha affidato ai concorrenti una grande possibilità: decidere la sorte degli ex concorrenti usciti negli scorsi mesi dalla Casa.

Ecco cosa è successo nella ventiquattresima puntata. Tramite un televoto flash, aperto all'inizio della puntata da Alfonso Signorini, i telespettatori hanno votato il loro ex concorrente preferito.Sei sono gli ex concorrenti rientrati momentaneamente nel tugurio: Jessica Morlacchi, Helena Prestes, Federica Petagna, Iago Garcia, Michael Castorino ed Eva Grimaldi (eliminata dal televoto questa settimana).

Il pubblico dovrà decidere solo quattro di loro che torneranno ufficialmente nella Casa come nuovi concorrenti del Grande Fratello.Il televoto verrà chiuso durante la prossima puntata che andrà in onda giovedì 23 gennaio. Pamela Petrarolo ha avuto l'opportunità di riabbracciare la sua mamma che ha lanciato un appello ai telespettatori per rintracciare suo figlio, fratello di Pamela, di cui non si hanno più tracce. "È scomparso da un giorno all’altro. È andato via una mattina e non è più tornato.

Viveva con i miei genitori, sembrava più triste e pensieroso.L’ultima volta lo abbiamo visto al funerale di mia nonna materna.

Vogliamo solo sapere se sta bene”, ha raccontato l'ex volto di 'Non è la rai'.  Pamela Petrarolo ha trovato, nei giorni scorsi, vicino all’armadio di Luca Calvani un misterioso bigliettino. “No letto Jessica”, queste le parole contenute nel misterioso cartoncino.Sembrava proprio un bigliettino proveniente dall'esterno e questo va contro ogni regolamento del Grande Fratello.

Alfonso Signorini ha così cercato di fare chiarezza durante la puntata.Il biglietto è stato scritto e consegnato da Enzo Paolo Turchi per Luca Calvani: "Ho avvertito Luca perché volevo proteggerlo e sapevo che sua figlia stava soffrendo moltissimo perché lui dormiva nel letto di un'altra donna", ha speigato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv 20 gennaio, stravince ‘Il Conte di Montecristo’ col 31,4%

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(Adnkronos) – La seconda puntata de 'Il conte di Montecristo', in onda ieri su Rai1, è stata di gran lunga la trasmissione più seguita del prime time, con 5.781.000 spettatori e il 31.4% di share.Al secondo posto, il 'Grande Fratello' su Canale 5, con 2.311.000 spettatori e il 17.3% di share.

Terza posizione per 'Avengers: Age of Ultron' su Italia1, con 1.143.000 spettatori e il 6.6% di share.  A seguire, tra gli ascolti di prima serata: 'Boss in Incognito' su Rai2 (1.012.000 spettatori, share 5,94%), 'La Torre di Babele' su La7 (831.000 spettatori, share 4.1%), 'Quarta Repubblica' su Rete4 (695.000 spettatori, share 4.6%), 'Lo Stato delle Cose' su Rai3 (667.000 spettatori, share 3.8%), 'Ma che te ridi?' sul Nove (597.000 spettatori, share 3.1%), '4 Hotel' su Tv8 (551.000 spettatori, share 2.7%).  In access prime time vince su Rai1 'Cinque Minuti' (con 5.088.000 spettatori e il 24.5% di share) e stravince 'Affari Tuoi' (che totalizza ben 7.019.000 spettatori con il 32.3% di share). Nel pomeriggio, da segnalare il boom di Diaco con 'BellaMa': il programma quotidiano in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì dalle 15.27 alle 17, ha raggiunto il 7.2% di share nella prima parte e il 7.9 % di share nella seconda parte.Il picco è stato del 9.1%.

Dato straordinario per il pomeriggio della seconda rete televisiva della Rai.La media di stagione di 'BellaMa’ si attesta al 6.7%, più 1.1 % di share rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, posizionando Rai 2, nella fascia 15.30-17, come terza rete nazionale. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)